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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.05.2003 32.2002.147

May 8, 2003·Italiano·Ticino·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·5,565 words·~28 min·4

Summary

Sentenza o decisione senza scheda

Full text

Raccomandata

Incarto n. 32.2002.147   RG/sc

Lugano 8 maggio 2003  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Raffaele Guffi

statuendo sul ricorso del 6 novembre 2002 di

__________

rappr. da: __________  

contro  

la decisione del 22 ottobre 2002 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle     in materia di assicurazione federale per l'invalidità

ritenuto,                           in fatto

                               1.1.   __________, classe 1965, verniciatore di carrozzeria, il 12 gennaio 2001 ha presentato una domanda di prestazioni AI per adulti, chiedendo in particolare di essere posto al beneficio di una rendita (doc. AI _).

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 21 ottobre 2002, confermando il precedente progetto di decisione 24 giugno 2002 - l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI), dopo aver esposto la normativa applicabile al caso di specie, ha respinto la domanda di prestazioni con la seguente motivazione:

"  (…)

Nel suo specifico caso, gli atti medici specialistici, raccolti in sede di istruzione della richiesta di prestazioni, non consentono di rilevare la presenza di danni alla salute di gravità tale da poter giustificare una qualsiasi incapacità lavorativa.

Dal profilo dello stato di salute dunque lei è ritenuto totalmente abile all'esercizio di una professione.

Pertanto, la sua domanda di prestazioni è respinta." (Doc. AI _)

                               1.3.   Contro la decisione amministrativa l’assicurato, rappresentato dal __________, ha interposto ricorso facendo valere:

"  (…)

IN FATTO ED IN DIRITTO

L'otto di gennaio 2001 l'A presentava richiesta di prestazioni AI; (DOC: _). Il medico curante, dottor __________, attesta la totale incapacità al guadagno dell'A; (DOC. _), l'allegato DOC. _, testimonia la presenza di una patologia dorsale e di una patologia psichiatrica. La stessa Clinica __________ attesta una malattia; (DOC. _). Il perito psichiatrico, dottoressa __________ tiene conto di problemi psichiatrici che affliggono l'A; (DOC. _). Il dottor __________ delinea un quadro clinico, per ciò che attiene al profilo psichiatrico, non favorevole per l'A; (DOC: _). Il dottor __________, perito psichiatrico, nella propria perizia indica un quadro clinico somatizzato; (DOC. _). La Convenuta, nonostante che l'A sia di giovane età, non tiene conto di tutte queste osservazioni ed emette una decisione di rifiuto (DOC. _).

CONSIDERANDI

Leggendo la documentazione medica, tenuto della giovane età dell'A. considerato la precarietà del mondo del lavoro chiediamo, ill.mo signor presidente, piaccia giudicare l'istanza è accolta, la Convenuta si farà carico di un riallenamento al lavoro, tasse, spese e ripetibili." (Doc. I)

                               1.4.   Con risposta di causa 21 novembre 2002 l’UAI ha postulato la reiezione del gravame, osservando:

"  Nel mese di gennaio dello scorso anno l'assicurato, di professione verniciatore di carrozzerie, ha inoltrato richiesta di prestazioni assicurative causa in particolare la presenza di problematiche localizzate in sede lombare.

In corso di istruttoria l'assicurato è stato sottoposto a due perizie.

La prima, reumatologica, è stata eseguita dal dottor __________ nel mese di maggio del corrente anno (doc. n. _ inc. AI).

La seconda, psichiatrica, è invece stata affidata al dottor __________ (perizia 17.6.2002, doc. n. _ inc. AI).

Avendo entrambi attestato una completa abilità lavorativa, la richiesta di prestazioni assicurative è stata respinta.

Prontamente insorto, l'assicurato chiede d'esser posto a beneficio di provvedimenti professionali ("riallenamento al lavoro").

Per quel che concerne l'aspetto medico è notorio che, secondo costante giurisprudenza, in presenza di un certificato medico redatto dal curante da un lato, e di un atto peritale dall'altro, maggior valore probatorio dev'essere accordato a quest'ultimo.

In casu le due perizie non offrono spunto alcuno di critica, risultando dettagliate e complete.

Ne consegue che l'assicurato può senz'altro essere ritenuto completamente abile al lavoro.

Giusta l'art. 8 LAI, gli assicurati invalidi o direttamente minacciati di invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la capacità al guadagno.

I provvedimenti reintegrativi tendono a procurare, rispettivamente, a garantire un posto di lavoro a quelle persone che, a seguito di un danno alla salute, incontrano notevoli difficoltà ad inserirsi nel ciclo produttivo, rispettivamente arrischiano di esserne escluse per il futuro. Si può ritenere che i provvedimenti reintegrativi siano necessari se l'assicurato, a causa della sua invalidità, non è in grado di esercitare un'attività professionale (STCA 15.12.2000 in re N.).

Ora, in considerazione del fatto che l'assicurato può svolgere la propria professione senza la minima limitazione, è chiaro che allo stesso non può essere riconosciuto il diritto ad alcun provvedimento d'integrazione, l'invalidità non essendo né esistente, né imminente." (Doc. _)

                                         in diritto

                                         In ordine

                               2.1.  La presente vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel merito

                               2.2.   Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.

                                         Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b). Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 22 ottobre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

                               2.3.   Giusta l'art. 8 cpv. 1 LAI, gli assicurati invalidi o direttamente minacciati dall'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la capa­cità di guadagno (SVR 1995 IV Nr. 47 pag. 131ss., 1996 IV Nr. 79 pag. 229 consid. 1a).     

                                         I provvedimenti reintegrativi tendono a procurare, rispettivamente, a garantire un posto di lavoro a quelle persone che, a seguito di un danno alla salute, trovano notevoli difficoltà ad inserirsi nel ciclo produttivo, rispettivamente arrischiano di esserne escluse per il futuro.

                                         Si può ritenere che la reintegrazione è neces­saria se l'assicurato, a causa della sua invalidi­tà, non è in grado di esercitare un'attività professionale o non si può ragionevolmente esigere da lui che, senza l'appli­cazione di un provvedimento reintegrativo, eserciti a lungo termine una simile attività (RCC 1970 pag. 521).

                                         Va inoltre precisato che, per ottenere le prestazioni integrative, di regola non è necessario che l'invalidità dell'assicurato abbia raggiunto un determinato grado.

                                         Per l'adozione di provvedimenti di riformazione professionale ai sensi dell'art. 17 LAI è tuttavia richiesta una incapacità al guadagno almeno del 20%, cfr. DTF 124 V 111 consid. 2b; Pratique VSI 1997 pag. 79ss, RCC 1984 pag. 95; SVR 1998 IV Nr. 24).

                                         L'art. 8 cpv. 1 LAI conferisce infatti un diritto ai provve­dimenti d'integrazione sia agli assicurati invalidi che a quelli "direttamente minacciati d'invalidità".

                                         In altre parole, è sufficiente che il danno alla salute possa causare, in un prossimo futuro, un’incapacità al guadagno.

                                         Il grado d'invalidità, quindi (come definito dagli art. 4 e 28 LAI), può essere minimo o addirittura non ancora rilevabile, che già all'assicurato dev’essere riconosciuto il diritto ai provvedimenti d'integrazione.

                                         Fra i provvedimenti d'integrazione sono previsti tra l'altro i provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che consistono nell'orientamento professionale (art. 15 LAI), nella prima formazione professionale (art. 16 LAI), nella riformazione professionale (art. 17 LAI; per il diritto ad una riformazione è tuttavia richiesta, come accennato, un'incapacità al guadagno almeno del 20%,) e nel collocamento (art. 18 cpv. 1 LAI).

                                         Per quanto riguarda i provvedimenti sanitari, a norma dell'art. 12 cpv. 1 LAI, l'assicurato ha diritto a quei provvediemtni destinati non alla cura vera e propria del male ma direttamente all'integrazione professionale e atti a migliorare in modo duraturo e sostanziale la capacità al guadagno o a evitare una diminuzione sostanziale di tale capacità. Di regola, per cura vera e propria dell'affezione si intende la guarigione o il miglioramento di un fenomeno patologico labile. L'assicurazione per l'invalidità, di principio, prende a proprio carico unicamente le misure terapeutiche atte a eliminare o a correggere degli stati patologici stabili, o perlomeno relativamente stabili, oppure delle perdite di funzione, a condizione che tali misure permettano di prevedere un successo durevole e importante ai sensi dell'art. 12 cpv. 1 LAI (DTF 120 V 279 consid. 3a e riferimenti ivi citati; Pratique VSI 2000, p. 301 consid. 2a).

                                         La succitata disposizione legale persegue lo scopo di delimitare il campo di applicazione dell'assicurazione per l'invalidità da quello dell'assicurazione contro le malattie e gli infortuni. Tale delimitazione si fonda sul principio secondo il quale la cura di una malattia o di una lesione, a prescindere dalla durata dell'affezione, appartiene, in primo luogo, al campo dell'assicurazione contro le malattie e gli infortuni (DTF 104 V 81, consid. 1, 102 V 41 consid. 1; RCC 1981 p. 159 consid. 3a).

                                         Giova inoltre ricordare che l'art. 4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità come l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:

- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità 

                                            congenita, malattia o infortunio, e

- la conseguente incapacità di guadagno.

                                         Affinché il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).

                                         Inoltre, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.

                                         Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.        

                               2.4.   In sede istruttoria, al fine di accertare lo stato di salute dell'assicurato e l’eventuale ripercussione sulla sua capacità lavorativa, l’UAI ha ordinato l’esecuzione di una perizia reumatologica a cura del dr. __________, rispettivamente di una perizia psichiatrica a cura del dr. __________.

                                         Quo all'affezione reumatica, nel dettagliato e completo referto 3 giugno 2002, dopo aver esaustivamente descritto il quadro anamnestico, riportato i dati soggettivi ed esposto le costatazioni obiettive, il perito ha posto la seguente diagnosi:

"  (…)

4. DIAGNOSI

4.1 DIAGNOSI CON INFLUENZA SULLA CAPACITÀ DI LAVORO:

Sindrome del dolore somatoforme

Sindrome lombospondilogena cronica

                       -    discopatia L5/S1

4.2 DIAGNOSI SENZA RIPERCUSSIONI SULLA CAPACITÀ DI LAVORO:

Probabile ipertensione arteriosa

Stato da meniscectomia al ginocchio sinistro 25.9.1999

Stato da emorroidectomia 18.9.2000" (Doc. AI _, pag. 5)

                                         In sede di valutazione e di giudizio sulla capacità lavorativa dell'assicurata, il perito ha in particolare rimarcato:

"  (…)

5. VALUTAZIONE E PROGNOSI:

Non ho alcun dubbio che il paziente soffra di una sindrome del dolore somatoforme. Sono presenti infatti disturbi somatici multipli (a livello lombare, degli arti inferiori, addomino-genitale, cefalee, dispnee notturne, ecc.). I disturbi sono presenti da almeno 2 anni e sono associati a un sentimento persistente di malessere che porta il paziente a consultare continuamente il medico di famiglia ottenendo innumerevoli investigazioni da parte di specialisti. Vi è il rifiuto persistente da parte del paziente di accettare le conclusioni dei medici coinvolti.

La sindrome del dolore somatoforme spiega pressoché interamente la costellazione dei disturbi somatoformi dell'assicurato e la resistenza alla terapia.

In associazione alla sindrome del dolore somatoforme vi è una problematica psichiatrica presa a carico dalla Dott.ssa __________ e valutata dal Dr. __________ per la perizia in corso.

Per quanto riguarda l'apparato locomotore, l'unica patologia rilevante è una discopatia L5/S1 senza neurocompressione. È utile ripetere ancora una volta come l'importanza sproporzionata che questa discopatia assume a livello soggettivo e il comportamento invalidante che ne deriva non siano da attribuire principalmente alla discopatia ma alla sindrome del dolore somatoforme.

La discopatia può giocare un ruolo minore in un'attività particolarmente pesante, che richieda posizioni particolarmente inergonomiche e movimenti costantemente ripetitivi di flessione-­estensione o rotazione del tronco. L'influsso su una tale attività potrebbe ridurre il rendimento del paziente fino al 10 %.

Riguarda alla prognosi, per quanto attiene alla problematica strettamente legata all'apparato locomotore, non sono da prevedere cambiamenti di rilievo a medio termine.

B. CONSEGUENZE SULLA CAPACITA DI LAVORO

1.   MENOMAZIONI (QUALITATIVE E QUANTITATIVE) DOVUTE AI DISTURBI CONSTATATI

A livello psicologico e mentale si situa il problema principale che viene valutato, a livello peritale, dal Dr. __________. Le menomazioni a livella fisico sono state descritte in dettaglio in precedenza. In ambito sociale vi sono anche innumerevoli problemi accennati in precedenza.

2. CONSEGUENZE DEI DISTURBI SULL'ATTIVITÀ ATTUALE

2.1 COME SI RIPERCUOTONO I DISTURBI SULL'ATTIVITÀ ATTUALE DELL'ASSICURATO?

Le osservazioni che seguono sono tutte riferite alla problematica strettamente legata all'apparato locomotore e non tengono conto della sindrome del dolore somatoforme, delle altre problematiche psichiatriche e della problematica sociale. Per quanto attiene alla problematica lombare, da un punto di vista oggettivo, vi è una minima limitazione della capacità di lavoro, quantificabile al 10% in attività pesanti, non ergonomiche e ripetitive.

2.2                                                                          ESATTA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI INTATTE E DELLA CAPACITÀ DI CARICO

Vedi anche allegato capacità funzionale residua. L'assicurato è in grado di lavorare in qualunque attività pesante, non ergonomica e ripetitiva e può esercitare la professione di carrozziere con una limitazione del rendimento che non supera il 10 %. Questa limitazione tiene conto della necessità di tanto in tanto di brevi pause o cambiamenti di posizione.

2.3 L'ATTIVITÀ ATTUALE È ANCORA PRATICABILE?

Sì, a tempo pieno e con un rendimento ridotto non oltre il 10 %.

2.7 DA QUANDO ESISTE UNA LIMITAZIONE DELLA CAPACITÀ DI LAVORO DAL LATO MEDICO DI ALMENO IL 20 %?

Non vi è una limitazione del 20 %.

C.  CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ D'INTEGRAZIONE

1. È POSSIBILE EFFETTUARE PROVVEDIMENTI D'INTEGRAZIONE? VE NE SONO IN CORSO? NE SONO PREVISTI?

Non vi sono i presupposti per provvedimenti d'integrazione.

2. È POSSIBILE MIGLIORARE LA CAPACITÀ DI LAVORO SUL POSTO DI LAVORO ATTUALE?

Probabilmente sì, ottimizzando l'ergonomia. Non vi sono altri provvedimenti medici in grado di migliorare la capacità di lavoro.

3. L'ASSICURATO È IN GRADO DI SVOLGERE ALTRE ATTIVITÀ?

Sì, l'assicurato è in grado di svolgere qualunque attività pesante con un rendimento ridotto non oltre il 10 %. È in grado di svolgere qualunque attività mediamente pesante senza alcuna restrizione." (Doc. AI _, pag. 5-6)

                                         Per quanto riguarda l'aspetto psichico, dopo aver esposto una dettagliata anamnesi e proceduto ad un completo e dettagliato esame tenendo conto dei dati soggettivi e delle costatazioni obiettive, con rapporto 17 giugno 2002 il perito ha posto la seguente diagnosi:

"  (…)

4.1    Diagnosi con ripercussioni sulla capacità di lavoro.

         Nessuna.

4.2    Diagnosi senza ripercussioni sulla capacità di lavoro

Attacchi di panico (F 41.0)

Sindrome somatoforme da dolore persistente (F 45.4)

Sintomatologia algica (vedasi perizia del Dr. __________ che ha messo una sindrome lombospondilogena cronica con discopatia L5-S1 sotto il punto 4.1)

Probabile ipertensione arteriosa

Stato da meniscectomia al ginocchio sin. nel 1999

Stato da emorroidectomia nel 2000

•   esistenti da quando?

Attacchi di panico: da un anno, un anno e mezzo circa.

Sindrome somatoforme da dolore persistente: dall'apparizione dei dolori alla schiena." (Doc. AI _, pag. 7-8)

                                                       Il perito ha quindi osservato (sootolineature del redattore):

"  (…)

5       Valutazione e prognosi

Il peritando, ora 37enne, nasce in una famiglia musulmana del __________, terzo di una fratria di cinque. Dal punto di vista anamnestico famigliare non sono rilevabili eredopatie.

Nulla di particolare per quanto riguarda la nascita ed il primo sviluppo psicomotorio. Allievo mediocre, porta comunque a termine una scuola medio-superiore, indirizzo elettrotecnico.

Presta regolarmente servizio militare ma non gli piace. Rimane altri 5 anni, come operaio occasionale, senza mai un posto fisso, nella sua regione d'origine. Si sposa con una compaesana minore di lui di 5 anni il cui padre lavorava già in Svizzera. Egli si trasferisce nel nostro paese nel 1991, lavora per 5 anni in una carrozzeria dove impara il mestiere. Questa ditta procede, per ragioni economiche, al licenziamento di 10 operai tra i quali anche il peritando.

Padre di 2 figli finisce in disoccupazione, trova tre posti di lavoro dai quali viene però sempre licenziato dopo poco tempo, due volte per motivi personali (vedasi atti), l'ultima per mancanza di lavoro, alternando dunque periodi di lavoro ad altri di disoccupazione. Contemporaneamente sviluppa problemi fisici, reali o considerati tali. Subisce una meniscectomia che supera bene così come un'emorroidectomia.

Dopo l'intervento al ginocchio e in concomitanza con la perdita del posto di lavoro presso la carrozzeria __________ sviluppa una sintomatologia algica alla schiena per la quale il suo medico curante lo considera inabile al lavoro. Fa due tentativi di riabilitazione alla Clinica di __________, rispettivamente a __________ senza trarre soggettivamente profitto dalle relative terapie. Viene indagato pure per una piccola cisti ai reni ed un piccolo idrocele. E' ritenuto da diversi medici abile al lavoro in misura completa. Ciononostante egli continua a soffrire per i suoi disturbi.

Dal punto di vista psichico vi sono, molto probabilmente da parecchio tempo e probabilmente anche in relazione alla sua situazione lavorativa compromessa, una componente ansiosa e pure una certa deflessione dell'umore che tuttavia non hanno carattere invalidante e non sono tali da giustificare la diagnosi di episodio depressivo. Egli soffre, da parecchio tempo, di attacchi di panico (vedasi "Constatazioni obiettive"). Non è certo che egli prenda regolarmente la cura antidepressiva prescrittagli e che dovrebbe servire a contenete questi attacchi. Ha pure in riserva Temesta che prende a volte, in preda ad un attacco, soprattutto la notte.

Ancora dal punto di vista somatico soffre, ormai da parecchio tempo, di una sindrome del dolore somatoforme persistente, ossia di un disturbo persistente vissuto soggettivamente come intenso, che non può essere completamente spiegato da un processo fisiologico o da una malattia somatica e che interviene in associazione con un conflitto emozionale o con problemi psico-sociali che possono essere individuati come principali fattori causali. A questo proposito credo che i problemi sociali consistano innanzitutto nel fatto che egli, dopo un periodo di 5 anni durante i quali a quanto pare ha lavorato bene - soggettivamente ed oggettivamente - non sia più riuscito ad agganciarsi al mondo del lavoro, situazione che gli crea sicuramente problemi di ansia e sulla quale ha, appunto, sviluppato la sindrome somatoforme.

Ripeto che dal punto di vista somatico viene ritenuto abile al lavoro nella misura del 100%, con una riduzione del rendimento al massimo del 10% per lavori pesanti (vedasi perizia __________).

Qui è ancora in questione la sua abilità lavorativa per motivi psichici. Procediamo con ordine.

Per quanto riguarda l'attacco di panico va detto che si tratta di un disturbo molto frequente, oggigiorno anche abbastanza facilmente curabile, specialmente con antidepressivi. La mia esperienza personale in proposito è che il miglior approccio psicofarmacotera-peutico consiste nella prescrizione di un SSRI (personalmente prediligo la paroxetina). Questo disturbo comunque non è quasi mai tale da richiedere un intervento assicurativo, in particolare un intervento dell'Al, in quanto non porta solitamente ad un'incapacità lavorativa.

Neppure l'ansia di cui soffre il peritando è tale da giustificare un'inabilità lavorativa per motivi psichici.

Riprendo dunque la discussione esposta in precedenza sulla sindrome somatoforme da dolore persistente e penso che si tratti qui soprattutto di una questione di valutazione da parte dello psicoterapeuta. Personalmente non considero la situazione del signor ________compromessa al punto tale ed il disturbo talmente marcato da diventare invalidanti. Penso per contro che in una situazione del genere sia estremamente importante discutere e chiarire con il peritando la sua situazione psichica, incoraggiarlo a cercare un posto di lavoro e "chiudergli" le possibilità assicurative, facendogli capire che obiettivamente egli è in grado di lavorare.

E' pur vero che con le sue premesse (__________, con un curriculum lavorativo non troppo bello, con i suoi disturbi che non nego esistano, ma che a mio avviso non hanno carattere invalidante) non è certamente facile trovare un posto di lavoro. A detta del medico curante vi sarebbe una certa pressione da parte dell'Ufficio del sostegno sociale affinché si "travasi" il caso dall'assistenza all'invalidità. Non posso essere d'accordo con questa ipotesi perché a mio modo di vedere non vi sono disturbi psichici tali da richiedere prestazioni dell'Al. Non vedo neppure possibilità, per problemi linguistici ma anche perché dal punto di vista fisico e psichico non indicato, di procedere ad una riqualificazione professionale. In altri termini: il signor __________ deve essere costantemente motivato a riprendere un lavoro, deve essere aiutato sul piano degli attacchi di panico, deve essere rassicurato spiegandogli e convincendolo che i suoi disturbi non hanno una base organica e che con i suoi sintomi relativi al mal di schiena (che non voglio e non posso negare) potrebbe comunque lavorare.

B.     Conseguenze sulla capacità di lavoro

1       Menomazioni (qualitative e quantitative) dovute ai disturbi constatati

1.1    a livello psicologico e mentale

Non vi sono disturbi psicologici o mentali tali da compromettere la sua capacità lavorativa.

1.2    a livello fisico

Rinvio alla perizia del Dr. __________ che ritiene, come già detto, il peritando abile al lavoro.

1.3    nell'ambito sociale

E' giustificato affermare e constatare che il signor __________, dopo esperienze lavorative frustranti e confrontato con la sua situazione socio-economica molto compromessa, possa essere abbastanza frustrato e che si sia "rifugiato" nella sua sindrome da dolore somatoforme ma, come detto sotto il punto 5., va motivato e rassicurato su questo punto e "rieducato" al lavoro.

2       Conseguenze dei disturbi sull'attività attuale

2.1    Come si ripercuotono i disturbi sull'attività attuale dell'assicurato?

         Il peritando non ha più un'attività lavorativa dal gennaio 2000.

2.2    L'attività attuale è ancora praticabile?

La sua precedente attività di carrozziere-verniciatore sarebbe ancora praticabile, sia dal punto di vista psichico che da quello fisico.

2.3    Se sì, in quale misura (ore al giorno)?

         Orario di lavoro normale.

2.4    È constatabile una diminuzione della capacità di lavoro?

         No.

2.5    Se sì, in che misura?

         ----

2.6    Da quando esiste una limitazione della capacità di lavoro provata a livello medico di almeno il 20%?

         ----

2.7    Qual è stato da allora lo sviluppo della limitazione della capacità di lavoro?

                                                                      Va detto che il peritando è in inabilità lavorativa per i suoi disturbi alla schiena ormai da molti mesi, inabilità lavorativa non giustificata dopo le ultime perizie.

3       L'ambiente di lavoro dell'assicurato è in grado di sopportarne i disturbi psichici?

                                                                      Dall'inizio del 2000 il peritando non ha più un lavoro, però se ne avesse uno molto probabilmente l'ambiente di lavoro sarebbe in grado di sopportare i suoi disturbi psichici che consistono in attacchi di panico e nella sindrome somatoforme.

C.   Conseguenze sulla capacità d'integrazione

1       È possibile effettuare provvedimenti d'integrazione? Ve ne sono in corso? Ne sono previsti?

                                                                      Non è necessario prevedere e mettere in atto provvedimenti di integrazione, né ne sono in corso. Il signor __________, dopo adeguata motivazione da parte della sua psicoterapeuta, potrebbe trovarsi un'attività sul libero mercato del lavoro. L'unica riserva consiste naturalmente nella sua convinzione di essere fisicamente malato e nelle già citate lettere di licenziamento in cui gli si rimproveravano mancanza di impegno, di collegialità e di capacità professionali.

2       È possibile migliorare la capacità di lavoro sul posto di lavoro attuale?

         Il peritando attualmente non ha un posto di lavoro.

3       L'assicurato e in grado di svolgere altre attività?

         Sì.

3.1    Se sì, a quali esigenze deve rispondere il posto di lavoro e di che cosa bisogna tenere soprattutto conto nel caso di un'altra attività?

                                                                      Alle minime limitazioni descritte dal Dr. __________ nella sua perizia del 3.6.2002.

3.2    In che misura si possono svolgere attività consone alle menomazioni (ore al giorno)?

         Orario normale.

3.3    È constatabile una riduzione della capacità di lavoro?

         No.

3.4    Se sì, in che misura?

         ----

3.5    Qualora non siano possibili altre attività: per quali motivi?

                                                                      Altre attività sarebbero possibili a condizione che il signor __________ ne cerchi (e ne trovi) sul libero mercato.

D.   Osservazioni, altre domande

Ritengo dunque questo peritando abile al lavoro nella misura del 100% dal punto di vista psichiatrico.

Va però detto che egli ha bisogno di un aiuto farmacologico e di una terapia di sostegno da parte della collega __________ che prego di motivare il paziente a riprendere il lavoro e di modificare eventualmente la farmacoterapia per ottenere la scomparsa degli attacchi di panico. Mi rendo conto che tutto quanto precede assomiglia a una "rieducazione" al lavoro ma considero indispensabile questo modo di procedere affinché il signor __________, magari un po' anche su pressione dell'Al (tramite una decisione quale quella da me auspicata) e dell'Ufficio del sostegno sociale, trovandosi chiuse tutte le "vie di fuga" si veda costretto a riprendere un'attività lavorativa." (Doc. AI _, pag. 8-12)

Sulla base di suddette risultanze peritali, l’amministrazione ha quindi respinto la richiesta di prestazioni non essendo nella specie ravvisabile la presenza di danni alla salute giustificanti una qualsiasi incapacità lavorativa.

Con il gravame l'insorgente, in sostanza, contesta - a dire il vero in maniera alquanto generica - le risultanze peritali postulando di essere posto al beneficio di un non meglio precisato "riallenamento al lavoro".

                               2.5.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in: BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 1997 pag. 123).

                                         A proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 nella causa O.B. inedita, del 28 novembre 1996 nella causa G.F. inedita, del  24 dicembre 1993 nella causa S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, p. 347).

                                         Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

                                         Il TFA ha inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157).

                                         Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         In un’altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l’Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l’istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell’assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 nella causa A. C; DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, RG über die IVG, Zurigo 1997 pag. 230).

                                         Relativamente all'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, occorre precisare che il TFA ha avuto modo di stabilire che é decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 102 V 165; ZAK 1984 pag. 607; Pratique VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b).

                                         Inoltre, in una sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen: Gerichte und (psychiatrische) Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme. Secondo Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata. Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

                               2.6.   Nell'evenienza concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui sono pervenuti i periti dr. __________ e dr.________, specialisti nelle materie che qui interessano, i quali hanno compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall'assicurato.

Per quanto riguarda la componente psichica, conformemente ai criteri d'affidabilità di una perizia psichiatrica elencati al considerando precedente, il perito non ha riscontrato l'esistenza di affezioni psichiche aventi carattere invalidante illustrando in maniera del tutto convincente i motivi di tale suo giudizio espresso in esito ad un dettagliato e approfondito esame specialistico. Egli ha quindi ritenuto l'assicurato abile al lavoro nella misura del 100% ed escluso altresì la necessità di provvedimenti integrativi.

                                         Alla perizia del dr. __________ deve pertanto essere attribuita valenza probatoria piena conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali, ritenuto che le meno approfondite e circostanziate valutazioni espresse dallo psichiatria curante (cfr. doc. AI _) non possono essere ritenute sufficienti per indurre a ritenere le conclusioni peritali siccome inaffidabili (nel suo scritto 28 gennaio 2002 la psichiatra curante, tra l'altro, ha del resto osservato come "dal profilo psichico … una richiesta d'AI al 100% non sia così giustificata essendo il sig. __________ un uomo giovane che può sicuramente ancora lavorare purché si consideri la sintomatologia somatica che sembra essere piuttosto pronunciata", doc. AI _). Nessun ulteriore elemento agli atti permette per il resto di considerare siccome arbitrario il convincente e motivato giudizio posto dal perito sulla base di una accurata indagine.

                                         Per quel che concerne l'affezione reumatica, nel suo referto 3 giugno 2002 il dr. __________, dopo accurato e minuzioso esame è giunto alla conclusione che "l'assicurato è in grado di lavorare in qualunque attività pesante, non ergonomica e ripetitiva e può esercitare la professione di carrozziere con una limitazione del rendimento che non supera il 10%", rispettivamente che egli "è in grado di svolgere qualunque attività mediamente pesante senza alcuna limitazione", non ritenendo da ultimo indicata l'adozione di provvedimenti d'integrazione (cfr. perizia pag. 6).

                                         Ora, in simili circostanze, anche la perizia reumatologica eseguita dal dr. __________ - il cui giudizio circa la capacità al lavoro coincide in sostanza con quello precedentemente espresso sia dai medici della Clinica __________ nel giugno 2000 (doc. AI _) che dal dr. __________ nell'aprile 2001 (doc. AI _) - non può che essere ritenuta, secondo quanto prescritto dalla succitata giurisprudenza federale, concludente e decisiva ai fini del presente giudizio.

                                         Stante quanto sopra, richiamate le norme legali e la giurisprudenza evocate al considerando 2.3, a mente di questo TCA non risultano adempiute le premesse giustificanti l'erogazione di una rendita d'invalidità né tanto meno all'inserto sono ravvisabili elementi che consentano di concludere per l'adozione di provvedimenti integrativi d'ordine professionale o - qualora la domanda ricorsuale fosse semmai da intendersi quale richiesta di misure d'integrazione ai sensi dell'art. 12 LAI - d'ordine sanitario.

                                         La decisione impugnata merita pertanto di essere tutelata mentre il ricorso deve essere respinto.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                 1.-   Il ricorso é respinto.

                                 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                             

                                 3.-   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il vicepresidente                                                    Il segretario

Raffaele Guffi                                                         Fabio Zocchetti

32.2002.147 — Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.05.2003 32.2002.147 — Swissrulings