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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2003 31.2002.41

July 21, 2003·Italiano·Ticino·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·6,472 words·~32 min·2

Summary

Sentenza o decisione senza scheda

Full text

Raccomandata

Incarto n. 31.2002.41   ZA/cd

Lugano 21 luglio 2003  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Zaccaria Akbas, vicecancelliere

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sulla petizione del 23 agosto 2002 ai sensi dell'art. 52 LAVS della

__________

contro  

__________

rappr. da: __________      

In relazione al                  __________

ritenuto,                           in fatto

                               1.1.   L'associazione sportiva __________ (di seguito __________), con sede a __________, è stata costituita il 28 luglio __________ (cfr. art. 1 statuto, doc. _).

                                         In data 1° gennaio __________, l'__________ è stato affiliato alla Cassa Cantonale di compensazione AVS (di seguito la Cassa) in qualità di datore di lavoro conformemente all'art. 64 cpv.2 LAVS.

                                         Lo scopo sociale consisteva nella promozione e lo sviluppo del gioco del calcio (cfr. art. 2. Statuto, doc. _).

                                         Con decreto 8 maggio 2002, la pretura di __________ ha concesso una moratoria concordataria di 6 mesi ed il 14 maggio 2002 è stato impartito il termine per l'insinuazione dei crediti vantati nei confronti dell'__________ (FUC del 14 maggio __________).

                                         In data 22 maggio 2002, il Ministero Pubblico ha trasmesso alla Cassa una lista dettagliata di retribuzioni ai __________ per gli anni dal 1992 al 2001, risultate non essere state notificate (cfr. doc. _).

                               1.2.   Costatato di aver subito un danno, il 4 giugno 2002 la Cassa, a seguito dell'intervenuta prescrizione per l'incasso dei contributi paritetici relativi agli anni dal 1992 al 1996, ha emesso nei confronti del __________ una decisione di risarcimento danni ex art. 52 LAVS per fr. 561'507.40 concernente i contributi non versati in tale periodo (cfr. doc. _).

                               1.3.   Con opposizione 28 giugno 2002, l'__________, per il tramite del suo presidente __________ e del suo vice presidente __________, hanno precisato:

"  con la presente, ai sensi dell'art. 81 cpv. 2 OAVS, intendiamo opporci

alla decisione di risarcimento e al conteggio di revisione, come da vostra raccomandata del 4 giugno 2002, per i contributi AVS relativi al periodo dal 1992 al 1996 per CHF 561'507.40 e dal 1997 al 2001 per CHF 902'546.60 secondo i seguenti motivi.

Riteniamo che non tutti gli importi sopra citati furono pagati direttamente dal __________, pertanto tali debiti non concernono la società stessa. Inoltre, non avendo ricevuto il dettaglio degli importi base per il calcolo dei contributi non concordiamo con l'importo stesso.

Per questi motivi ribadiamo la nostra intenzione di opposizione alle vostre decisioni come da vostro conteggio del 4 giugno 2002 e chiediamo di essere sentiti in merito." (cfr. doc. _)

                               1.4.   Con petizione 23 agosto 2002, la Cassa ha postulato la condanna del __________ al risarcimento di fr. 561'507.40, precisando:

"  (…)

Nel concreto caso, è stato appurato, in sede penale, che il __________, in qualità di datore di lavoro, ha omesso di notificare delle retribuzioni per gli anni dal 1992 al 2002, in chiara violazione dell'art. 14 LAVS.

Sulla base delle rimunerazioni non notificate dal __________, di cui alla lista compilata dall'équipe finanziaria del Ministero Pubblico, la Cassa, elaboratane una propria, ha fissato i relativi contributi AVS/AI/IPG, AD e AF per gli anni dal 1992 al 2001 (doc. _).

Oggetto della presente causa sono tuttavia unicamente i contributi dovuti per il periodo dal 1992 al 1996 pari a CHF 561'507.40, come risulta dall'estratto conto contributi paritetici (doc. _) e dalla distinta delle rimunerazioni e rispettivi contributi fatta dalla Cassa (doc. _).

Si precisa che per i salari non dichiarati e relativi agli anni dal 1997 al 2001, la Cassa ha emesso in data 16 agosto 2002 la tassazione d'ufficio, a norma dell'art. 38 OAVS.

II succitato importo costituisce il danno che la Cassa ha subito, ai sensi dell'art. 52 LAVS, per intervenuta perenzione dei contributi paritetici nel periodo dal 1992 al 1996, giusta l'art. 16 cpv. 1 LAVS.

La Cassa si trova infatti nell'impossibilità di riscuotere, adendo le vie ordinarie, il pagamento di detti contributi, che sono divenuti perenti, a norma dell'art. 16 cpv. 1 LAVS, per il 1992 il 31 dicembre 1997, per il 1993 il 31 dicembre 1998, per il 1994 il 31 dicembre 1999, per il 1995 il 31 dicembre 2000 e, da ultimo, per il 1996 il 31 dicembre 2001 (RCC 1957, pag. 411).

Di qui, la decisione di risarcimento dei danni secondo l'art. 52 LAVS del 4 giugno 2002, in ossequio pure all'art. 82 OAVS.

Per quanto concerne quest'ultimo articolo, si osserva che la conoscenza del danno - con riferimento alla prescrizione relativa di 1 anno risale al 22 maggio 2002 con la ricezione da parte della Cassa, tramite il Ministero Pubblico, della lista dettagliata delle retribuzioni non notificate dal convenuto (doc. _), mentre l'insorgenza del danno è avvenuta - con riferimento alla prescrizione assoluta di 5 anni -, relativamente ai contributi paritetici per il 1992                                il 1° gennaio 1998, per il 1993 il 1° gennaio 1999, per il 1994                                      il 1° gennaio 2000, per il 1995 il 1° gennaio 2001 e, infine, per il 1996 il 1° gennaio 2002.

Alla luce di quanto esposto, si chiede che la decisione 4 giugno 2002 venga confermata, ritenuto anche che il convenuto non ha né fatto valere né provato validi motivi di giustificazione e di discolpa, idonei ad escludere una violazione intenzionale o per negligenza grave delle prescrizioni.

Infatti, la sola contestazione sollevata dal convenuto, segnatamente di non essere debitore nei confronti della Cassa per non avere pagato direttamente tutte le retribuzioni risultate non notificate, che si respinge, non è stata suffragata da alcuna prova (doc. _)." (cfr. doc. _)

                               1.5.   Con risposta 12 settembre 2002, l'__________, rappresentato dall'avv. __________, ribadendo quanto espresso con l'opposizione, ha precisato:

"  (…)

ad. 3          Agli atti, con la precisazione che la convenuta non è stata parte nel procedimento, non è a conoscenza degli accertamenti compiuti in tale contesto e che la lista contenuta nel doc. _ è stata elaborata con finalità sostanzialmente diverse da quelle che interessano la presente procedura.

Pertanto, il doc. _ non ha valore probatorio in merito all'accertamento del preteso danno, per le ragioni che esporremo di seguito.

ad 4-5        Agli atti.

BB) In diritto

ad 6.1-6.3  lura novit curia.

ad 6.4        Parzialmente contestato

a)               La lista delle remunerazioni non notificate dal __________, elaborata dal MP è irrilevante ai fini del giudizio per le ragioni seguenti.

b)               I giocatori del __________ hanno sottoscritto con l'associazione contratti di lavoro standard stabiliti dalla Lega nazionale sul modello allegato (doc. _).

c)               Le remunerazioni dei giocatori sulle quali sono stati calcolati, trattenuti e riversati i contributi sono quelle indicate nei singoli contratti ufficiali.

Prove: si richiamano all'IAS i relativi conteggi e la relativa documentazione.

d)            A seguito del procedimento penale promosso dal MP dopo il decesso del presidente __________, la ricorrente ha, con sconcerto e rammarico, appreso (comunicato stampa del PP __________ doc. _) che "__________ era pure competente per la parte contrattualistica; al riguardo occorre segnalare che una parte dello stipendio era menzionata nel contratto destinato alle autorità ed un'altra parte veniva inserita in un documento collaterale ad uso interno".

e)            La pretesa di considerare alla stregua di contributi imponibili ai fini delle assicurazioni sociali tutti gli importi versati dal defunto __________ ai giocatori dell'__________ procede evidentemente dall'idea che essi fossero parte integrante (ancorché non dichiarata) dello stipendio. In realtà (come dimostreremo dì seguito) la scelta adottata dall'IAS si fonda su una valutazione affrettata dei rapporti contrattuali ed economici in essere che non rispetta i criteri interpretativi degli art. 5 e 9 LAVS.

f)             I redditi percepiti da un assicurato che esercita un'attività dipendente, non sono, tutti e necessariamente, sottoposti all'art. 5 LAVS. Anche se l'attività svolta venga eseguita "per una sola e medesima impresa" (DTF 104 V pag. 126) occorre verificare se e in che misura i proventi abbiano carattere di remunerazione dipendente o indipendente applicando i seguenti principi giurisprudenziali (DTF 122 V pag. 283) "Nach der Rechtsprechung beurteilt sich die Frage, ob im Einzelfall selbständige oder unselbständige Erwerbstätigkeit vorliegt, nicht aufgrund der Rechtsnatur des Vertragsverhältnisses zwischen den Parteien. Entscheidend sind vielmehr die wirtschaftlichen Gegebenheiten. Die zivilrechtlichen Verhältnisse vermögen dabei allenfalls gewisse Anhaltspunkte für die AHV-rechtliche Qualifikation zu bieten, ohne jedoch ausschlaggebend zu sein". L'applicazione di questi principi comporta una valutazione differenziata dei singoli rapporti contrattuali.

g)            E' esatto che, in diversi casi, accanto al salario ufficiale dei giocatori, è stata loro corrisposta una remunerazione supplementare, basata su un allegato al contratto sottoscritto con firma collettiva dal "__________" nonché, singolarmente, dal giocatore. Si vedano in proposito quelli allegati sub _.

                      È importante notare che, in questi casi il contratto aggiuntivo impegnava la società conformemente all'art. 22 degli statuti (doc. _) e rappresentava pertanto una prestazione salariale supplementare a fronte di un'attività dipendente ex art. 5 LAVS.

Prove: doc. cit.

h)            Completamente diversi sono invece i casi di altri giocatori, hanno invece separatamente ottenuto delle sponsorizzazioni da parte di altre società, diverse dal ____________.

                      Si vedono in proposito quelli allegati sub. _. In tali casi, noteremo che i giocatori hanno ricevuto da società diverse dal __________, domiciliate all'estero e dotate di scopi statutari promozionali (tipici degli sponsor) importi di denaro (in date diverse da quelle dei contratti con il __________) che non rientravano nella remunerazione contrattuale.

                      Simili forme di sponsoring sono tipiche dei contratti con artisti e sportivi e non rientrano nello stipendio, poiché costituiscono una remunerazione indipendente dall'assicurato da parte di un terzo diverso dal datore di lavoro.

i)              Di conseguenza, il calcolo dei contributi effettuato dall'IAS comprende degli importi che non rientrano nella remunerazione dell'attività salariata dall'__________. Quest'ultimo aveva notificato, in sede di opposizione, la richiesta di verifica dei conteggi effettuati, allo scopo di estrapolare (e non calcolare) i contributi relativi a importi effettuati, allo scopo di estrapolare (e non calcolare) i contributi relativi a importi versati da parte di terzi.

                      L'istruttoria dovrà necessariamente completare tali accertamenti, procedendo alla ricalcolazione dei contributi.

Prove: doc. cit., perizia.

I)              Tale necessità emerge inoltre da un ulteriore argomento. In effetti, come risulta dal comunicato del PP e come verosimilmente emerge dagli atti d'inchiesta, nessuno degli organi del __________, ad eccezione di __________, era al corrente di tali versamenti che sono stati effettuati:

       -              a seguito di accordo tra __________ stesso e i giocatori, ad eccezione degli altri dirigenti;

       -              a seguito di accordo in cui __________ non poteva rappresentare il __________, per carenza evidente della seconda firma statutaria;

       -              a seguito di accordo in cui figurava una società diversa dal __________;

       -              a seguito di pagamenti effettuati con somme di spettanza di società diversa dal __________.

Ne consegue che al __________ non può essere soggettivamente addebitata una violazione dell'obbligo di prelevare i contributi su somme di cui non disponeva e su retribuzioni concordate con altre società.

m)           Un ulteriore punto deve essere verificato. Consta infatti alla ricorrente che gli importi sui quali sono stati calcolati i contributi potrebbero comprendere anche indennità versate dall'assicurazione infortuni (__________). Non avendo potuto controllare i conteggi, come richiesto nell'opposizione, anche questo aspetto deve essere riservato." (cfr. doc. _)

                               1.6.   Pendente causa il TCA ha proceduto ad ulteriori accertamenti. In particolare sono stati sentiti __________ e __________, sono stati richiamati dal Ministero Pubblico alcuni atti (tra i quali i verbali di interrogatorio, gli statuti delle società estere e la lista delle retribuzioni non notificate stilata dall'équipe finanziaria), dall'Ufficio procedure speciali gli incarti fiscali inerenti i giocatori del __________ (cfr. Inc. 30.02.199). Tali atti sono stati sottoposti alle parti per osservazioni.

                               1.7.   Con decreto del 14 maggio 2003 la Pretura del Distretto di __________ ha dichiarato il fallimento senza preventiva esecuzione (cfr. doc. _ Inc. 30.02.199).

                               1.8.   In data 27 maggio 2003, il TCA ha respinto il ricorso 12 settembre 2002 inoltrato dall'Associazione __________ contro la tassazione d'ufficio del 14 agosto 2002 (Inc. 30.02.1999).

                                         in diritto

                               2.1.   Va innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che tuttavia non è applicabile al caso di specie considerato che il giudice delle assicurazioni sociali non tien conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo, in casu il 4 giugno 2002 (STFA del 20 marzo 2003, nella causa B., H 27/02, consid. 1, pag. 2, STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).

                                         Per cui ogni riferimento alle norme applicabili in concreto va inteso nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002.

                              2.2.   In virtù dell'art. 52 LAVS "il datore di lavoro deve risarcire alla cassa di compensazione i danni da lui causati violando, intenzionalmente o per negligenza grave, le prescrizioni".

                                         I presupposti dell'obbligo di risarcimento sono quindi l'esistenza di un danno, la violazione delle prescrizioni vigenti in materia di contributi paritetici, da parte del datore di lavoro, e l'intenzionalità o la negligenza grave.

                                         Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro è una persona giuridica, che è stata sciolta allorché la pretesa viene fatta valere, possono essere convenuti, in via sussidiaria, i suoi organi responsabili (DTF 123 V 15 consid. 5b con riferimenti; SVR 2001 AHV Nr. 6, pag. 20).

                                         Sussidiarietà significa che la cassa di compensazione deve innanzitutto rivolgersi al datore di lavoro. Solo nel caso in cui il datore di lavoro non può far fronte al suo obbligo contributivo la cassa di compensazione può agire sussidiariamente e direttamente contro i suoi organi. Generalmente questo è il caso in cui la cassa accusa un danno a seguito del fallimento della società datrice di lavoro (Nussbaumer, Die Haftung des Verwaltungsrates nach Art. 52 AHVG, in AJP/PJA 1996 pag. 107.; Frésard, Les développements récents de la jurisprudence du Tribunal fédéral des assurances relative à la responsabilité de l’employeur selon l’art. 52 LAVS, in RSA 1991, no. 2 pag. 163).

                                         Il rilascio dell’attestato di carenza beni definitivo in una procedura di esecuzione in via di pignoramento attesta ufficialmente, oltre al mancato adempimento all’obbligo di versare i contributi, l’insolvibilità del datore di lavoro. Quindi alla Cassa è lecito richiedere il risarcimento ex art. 52 LAVS agli organi anche se la società esiste giuridicamente (cfr. RCC 1988 pag. 137 consid. 3c). Per questo, dalla notifica di tale atto, non vi è motivo per non iniziare una procedura di risarcimento contro i suoi organi sussidiariamente responsabili (RCC 1988 pag. 137 consid. 3c, confermato in RCC 1991 pag. 135 consid. 2a; cfr. critica in M. Kunz, Die Schadenersatzplicht des Arbeitsgebers in der AHV, Diss. Winterthur 1989 pag. 63).

                                       Il TFA ha recentemente riesaminato il problema della responsabilità sussidiaria degli organi ed ha concluso che la prassi finora adottata a proposito dell'art. 52 LAVS deve essere ancora mantenuta (cfr. DTF 129 V 11 = Pratique VSI pag. 79 ss).

                                         L'Alta Corte ha in particolare precisato che né dal messaggio del Consiglio federale concernente l'11a revisione dell'AVS ( DTF 129 V 13 consid. 3.3.), né dai lavori preparatori della LPGA (DTF 129 V 13 consid. 3.5.) sono emerse indicazioni per un cambiamento della prassi finora adottata.

                               2.3.   Ai sensi l'art. 12 LAVS il datore di lavoro è chiunque versi a persone obbligatoriamente assicurate una retribuzione ( salario determinante) per un lavoro in una situazione dipendente e per un tempo determinato o indeterminato (cfr. ad esempio DTF 118 V 65 consid. 5). Secondo l'art. 14 cpv.1 LAVS (e gli art. 34 ss OAVS) al datore di lavoro spetta l’obbligo (di diritto pubblico) di conteggiare e versare i contributi (cfr. Pratique VSI 1994 pag. 108 consid. 7a con riferimenti, cfr. in particolare DTF 114 V 221). Il venire meno a questo obbligo costituisce una violazione di prescrizioni ai sensi dell’art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale del danno (Pratique VSI 1993 pag. 84 consid. 2a, DTF 111 V 173 consid. 2; DTF 108 V 186 consid. 1a; 192 consid. 2a; RCC 1985 p. 646 consid. 3a, 650 consid. 2).

                                         Il datore di lavoro può essere sia una persona giuridica che una persona fisica. Recentemente il TFA ha ribadito il concetto secondo cui, ai fini della responsabilità ex art. 52 LAVS, non è determinante la forma giuridica del datore di lavoro (cfr. DTF 126 V 237= Pratique VSI 5/2000, pag. 226). Possono quindi essere considerati datori di lavoro una fondazione (cfr. STFA del 30 giugno 2001 nella causa S. e F., H 14/00), un'associazione (cfr. STFA del 7 marzo 2003 nella causa Y., H 176/01) e una società a garanzia limitata (cfr. DTF 126 V 238 consid. 4 = Pratique VSI 5/2000, pag. 226-229; ancora ribadito in Pratique VSI 5/2002, pag. 177-178).

                                         Ora, come accennato al considerando precedente, ai sensi dell'art. 52 LAVS il concetto di datore di lavoro è più ampio di quello descritto dall'art. 12 cpv. 1 LAVS (cfr. anche J-M Frésard, La responsabilité de l'employeur pour le non-paiement de cotisations d'assurances sociales selon l'art. 52 LAVS, in RSA 1987, pag. 2). Infatti, secondo costante giurisprudenza del TFA, qualora il datore di lavoro è una persona giuridica, l'obbligo di risarcire il danno si estende, in via sussidiaria, anche agli organi della stessa (DTF 123 V 15 consid. 5b con riferimenti, cfr. in particolare DTF 114 V 219s in cui il TFA ha confermato la propria giurisprudenza prendendo posizione sulle critiche mosse da parte della dottrina). Tale estensione è stata tra l'altro motivata con il riferimento al principio generale della responsabilità degli organi di una società ai sensi dell'art. 55 cpv. 3 CC (statuito la prima volta in DTF 96 V 125, e ribadito in DTF 114 V 221 consid. 3b).

                                         Nel caso di specie è pacifico che datore di lavoro è l'associazione ____________, ora in fallimento (cfr. doc. _ Inc. 30.02.199) ma pur sempre esistente in quanto ente munito di personalità giuridica (art. 60 CC) e come tale (ancora) dotato, oltre che della legittimazione passiva nell'ambito della presente azione di risarcimento ex art. 52 LAVS, anche della capacità di essere parte seppur rappresentato dall'amministrazione del fallimento (cfr. DTF 103 V 120; Zünd, Kommentar zum Gesetz über das Sozialversicherungsgericht des Kantons Zürich, Zürich 1999, pag. 88 segg; Pratique VSI 1997 pag. 78; STFA 1951 pag. 190 consid. 1).

                               2.4.   Si ha un danno ai sensi dell'art. 52 LAVS ogni qualvolta dei contributi paritetici legalmente dovuti all'AVS sfuggono a questa assicurazione. Il danno subentra allorquando questi contributi non possono essere riscossi per motivi di diritto o di fatto. Questo per intervenuta perenzione ai sensi dell’art. 16 cpv. 1 LAVS o per insolvenza del datore di lavoro ( cfr. Nussbaumer, AJP/PJA 1996 pag. 1076; DTF 123 V 15, 16, consid. 5b; DTF 98 V 26). L'ammontare del danno corrisponde a quello dei contributi che il datore di lavoro avrebbe dovuto versare (DTF 98 V 26 = RCC 1972 pag. 687; Frésard, op. cit., no. 10, pag. 9).

                                         Costituiscono elementi del danno risarcibile, tra l’altro, i contributi AVS/AI/IPG, sia per la parte del salariato che quella del datore di lavoro (cfr. STFA del 28 ottobre 2002 nella causa P. e F., H166/02, consid. 4.1.; Pratique VSI 1994 pag. 104); i contributi della disoccupazione (cfr. STFA del 4 ottobre 2002 nella causa A. e T., H 346/01, consid. 4); i contributi dovuti all’assicurazione cantonale degli assegni familiari, le spese di amministrazione; gli interessi moratori (cfr. art. 14 cpv. 4 lett. e, art. 41bis OAVS), le spese esecutive (cfr. la giurisprudenza citata in Trisconi-Rossetti, L’azione di risarcimento danni della Cassa di compensazione AVS/AI/IPG nei confronti del datore di lavoro ex art. 52 LAVS, RDAT II 1995 pag. 369 s; vedi anche la numerosa giurisprudenza citata in Istituto delle assicurazioni sociali, "Novità e tendenze legislative e giurisprudenziali nel campo dell'azione di risarcimento danni ex art. 52 LAVS della Cassa di compensazione AVS/AI/IPG nei confronti del datore di lavoro, RDAT II 2002 pag. 519 s; STFA del 24 ottobre 2000 nella causa T., C. e S., H 113/00, consid. 6).

                                         L'importo di fr. 561'507.40 costituisce il danno che la Cassa ha subito per intervenuta perenzione dei contributi paritetici nel periodo dal 1992 al 1996, ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 LAVS. Con la ricezione della lista dettagliata delle retribuzioni non notificate dal ____________ in data 22 maggio 2002, la Cassa si è accorta di aver subito un danno per avvenuta perenzione ex art. 16 LAVS: per il 1992 il 1° gennaio 1998 (rispettivamente il 1° gennaio 1999 per il 1993, il 1° gennaio 2000 per il 1994, il 1° gennaio 2001 per il 1995) e per il 1996 il 1° gennaio 2002.

                                         Ai sensi dell'art. 82 OAVS, la Cassa ha dunque avuto conoscenza del danno solo il 22 maggio 2002 allorquando il Ministero Pubblico ha trasmesso alla Cassa la lista in parola. La cassa ha emesso la decisione di risarcimento danni il 4 giugno 2002, per cui il termine di una anno dalla conoscenza del danno ex art 82 OAVS è rispettato.

                               2.5.   Per quel che concerne l'ammontare del danno, spetta all’amministrazione di documentare la propria pretesa mediante estratti, salari, fatture, estratti conto ecc. (cfr. Trisconi-Rossetti, op. cit.,  RDAT II 1995, pag. 396, N.4.4.2.).

                                         Tuttavia va ricordato che, in applicazione del principio dell’obbligo di collaborazione delle parti, in caso di contestazione, incombe alla controparte portare le prove che l’importo del danno richiesto dalla cassa di compensazione non è corretto ( RCC 1991 pag. 133, consid. II/1b).

                                         Del resto, secondo la giurisprudenza del TFA, se il credito fatto valere dalla cassa di compensazione in una procedura di risarcimento danni si basa su una decisione di fissazione di contributi arretrati cresciuta in giudicato, l’ammontare del danno fatto valere davanti all’autorità cantonale di ricorso può essere rivisto soltanto se vi sono motivi di indubbia erroneità dei contributi. Questo vale anche nel caso in cui la decisione di fissazione dei contributi non sia stata indirizzata personalmente alle singole persone chiamate in seguito in causa (RCC 1991, pag. 133, consid. II/1b; cfr. Trisconi-Rossetti,  op. cit.,  RDAT II 1995, pag. 374, N.4.3.6).

                                         Infatti, la possibilità di ricorrere contro la decisione sui contributi arretrati protegge in modo sufficiente gli organi del datore di lavoro divenuto insolvibile contro il rischio di dover assumere crediti di risarcimento ingiustificati (STFA inedita del 14 dicembre 1998 in re R.G., consid. 3c, H 234/97, del 6 gennaio 1998 in re A.D.M. consid. 6c, H 99/95).

                            2.5.1.   L'____________ ha contestato l'importo del danno, sostenendo che "non avendo ricevuto il dettaglio degli importi base per il calcolo dei contributi non concordiamo con l'importo stesso" (cfr. doc. _), ed inoltre il documento E (lista elaborata dal Ministro Pubblico) non avrebbe, a parere dell'associazione, nessun valore probatorio (cfr. doc. _ pag.2).

                                         Ora in casu, la convenuta si limita a contestare in modo generico il credito risarcitorio della Cassa senza minimamente indicare in cosa la Cassa avrebbe sbagliato, contravvenendo quindi all'obbligo di collaborazione sancito dalla giurisprudenza (RCC 1991 pag. 133, consid. II/1b). L'associazione sportiva ____________ si limita a sostenere che le liste fornite dal Ministero pubblico non avrebbero valore probatorio.

                                         L'argomentazione sollevata è meramente pretestuosa, dato che la lista degli emolumenti versati ai giocatori è stata preparata dall'équipe finanziaria del Ministero pubblico. In merito alla contestazione sollevata con l'opposizione, la convenuta ha avuto sicuramente il tempo di recarsi presso gli uffici della Cassa per verificare i conteggi. Del resto quest'ultima contestazione non è più stata riproposta con la risposta di causa. Ad ogni modo, l'estratto conto stilato sulla base dei salari accertati dal Ministero pubblico è corretto (cfr. doc. _).

                            2.5.2.   Il ricorrente fa valere che alcuni importi sarebbero da attribuire a indennità di malattia versate dall'assicuratore __________. Dagli atti dell'incarto non risulta che gli importi ripresi derivano da versamenti di assicuratori malattia, né la convenuta ha apportato prove in merito. Del resto l'amministrazione si è fondata sulla documentazione del Ministero Pubblico che ha esaminato approfonditamente i vari aspetti inerenti il ____________.

                                         Va qui rammentato che non può essere richiesta in termini generici l'edizione di documenti, ritenuto che è preciso dovere processuale delle parti indicare con esattezza i documenti utili a dimostrare il fondamento delle tesi formulate (STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02).

                                         Giova poi ricordare che la procedura in materia di assicurazioni sociali è retta dal principio inquisitorio (STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 31 maggio 2001 nella causa C., I 83/01; STFA del 13 marzo 2001 nella causa P., U 429/00; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI Praxis 1994 pag. 212; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). E’ dunque compito del giudice chiarire d’ufficio, in modo corretto e completo, i fatti giuridicamente rilevanti.

Questo principio non è tuttavia incondizionato, ma trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag. 211; AHI Praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; MEYER, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; SPIRA, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; KURMANN,

“Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pagg. 5 segg.).

Questo obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pagg. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; BEATI in: "Relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali", _________ 1993, pag. 1 seg.).

Su questi aspetti, si veda in particolare: DUC, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pagg. 827-828 e LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1997, pagg. 339-341, laddove quest'ultimo rileva che “besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

                                         In concreto la società ha avuto accesso all'incarto penale (cfr. doc. _, Inc. 30.02.199) e non ha presentato documentazione atta a comprovare che alcuni importi deriverebbero da indennità per malattia.

                                         Da rilevare che in data 20 dicembre 2002 il TCA ha assegnato alla ricorrente un termine scadente il 14 gennaio 2003 per produrre eventuali nuovi mezzi di prova contenuti nell'incarto penale (doc. _, Inc. 30.02.199). Con scritto 8 gennaio 2003 la ricorrente ha chiesto l'audizione di ____________ e ____________ (doc. _, Inc. 30.02.199), che, come visto in precedenza (cfr. consid. 1.6), ha avuto luogo il 14 febbraio 2003.

                                         Per il resto non sono stati contestati gli importi nella loro entità.

                                         Per cui tutti i versamenti effettuati a dipendenti della società bianconera e minuziosamente ricostruiti dall'équipe finanziaria del Ministero Pubblico fanno parte del salario determinante.

                                       L'importo dei contributi non saldati fissato in fr. 561'507.40 è pertanto corretto.

                               2.6.   Per definizione, il danno considerato dall'art. 52 LAVS è quello derivante da un atto o da un'omissione in relazione ai compiti che la legge attribuisce al datore di lavoro, segnatamente in materia di versamento dei contributi (Pratique VSI 1994 pag. 99, consid. 5a). Le prescrizioni cui fa riferimento l'art. 52 LAVS sono innanzitutto quelle contenute nella LAVS medesima e nelle sue disposizioni di esecuzione: in particolare le norme concernenti l'obbligo di pagare i contributi, il calcolo degli stessi dovuti sul reddito di un'attività salariata, il prelevamento dei contributi dei salariati, l'obbligo di allestire i relativi conteggi: sono queste le disposizioni in senso stretto (art, 14 cpv. 1 LAVS, art. 34ss OAVS; cfr. RCC 1985, pag. 607 consid. 5a).

                                         L’obbligo di conteggiare e versare i contributi da parte del datore di lavoro è un compito di diritto pubblico (Pratique VSI 1994 pag. 108 consid. 7a con riferimenti) ed il venire meno a questo compito costituisce una violazione di prescrizioni ai sensi dell’art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale del danno (Pratique VSI 1993 pag. 84 consid. 2a, DTF 111 V 173 consid. 2; DTF 108 V 186 consid. 1a; 192 consid. 2a; RCC 1985 p. 646 consid. 3a, 650 consid. 2).

                               2.7.   La cassa di compensazione che constata di aver subito un danno in seguito alla non osservanza delle prescrizioni (ad es. dell'art. 14 LAVS, relativo all'obbligo di dedurre da ogni paga i contributi e di versarli periodicamente alla cassa, rispettivamente degli art. 34 e ss. OAVS relativi ai modi di conteggio e di pagamento dei contributi) può presumere che il datore di lavoro ha violato le prescrizioni intenzionalmente o almeno per grave negligenza e quindi può procedere contro di lui.

                                         Incombe allora al datore di lavoro di far valere e provare validi motivi di giustificazione e di discolpa, idonei cioè ad escludere una violazione intenzionale o per negligenza grave delle prescrizioni, rispettivamente idonei a giustificarla in base a circostanze speciali (DTF 108 V 187; SVR 1995 AHV Nr. 70 pag. 213).

                                         È quindi possibile che, procrastinando il pagamento dei contributi, il datore di lavoro riesca a salvaguardare l’esistenza della ditta, ad esempio nell’ipotesi di difficoltà passeggere di liquidità.

                                         Affinché un simile comportamento non comporti l’applicazione dell’art. 52 LAVS, occorre che il datore di lavoro, nell’istante in cui decide, abbia seri e oggettivi motivi di ritenere che gli sarà possibile solvere i contributi entro un termine ragionevole (cfr. DTF 108 V 188; Pratique VSI 1996 pag. 307; RCC 1992 pag. 261 consid. 4b; RCC 1985 p. 604 consid. 3a).

                                         L’obbligo del datore di lavoro e dei suoi organi responsabili di risarcire il danno alla Cassa sarà negato, e di conseguenza decadrà, se questi reca e prova motivi di giustificazione, rispettivamente di discolpa (DTF 108 V 187 consid. 1b; Knus, op. cit., pag. 54, Frésard, op. cit., RSA 1987, pag. 7).

                               2.8.   Ai sensi della giurisprudenza del TFA si deve ammettere una negligenza grave del datore di lavoro quando questi abbia trascurato di fare quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevolmente posta nella stessa situazione.

                                         La misura della diligenza richiesta viene apprezzata secondo il dovere di diligenza che si può e si deve generalmente esigere, in materia di gestione, da un datore di lavoro della stessa categoria di quella a cui appartiene l’interessato ( RCC 1988 pag. 634 consid. 5a; DTF 112 V 159 consid. 4 con riferimenti; M. Knus, op. cit., p. 53); egli deve dare prova di tutta la diligenza necessaria alla corretta gestione degli affari sociali non essendo sufficiente l'ossequio della diligentia quam in suis (DTF 112 V 3 consid. 2b; cfr. anche DTF 122 III 198 consid. 3a). Egli deve conservare un assoluto controllo sugli affari importanti della ditta, essendo segnatamente suo preciso dovere vigilare affinché i contributi vengano regolarmente versati. Occorre però esaminare se speciali circostanze legittimavano il datore di lavoro a non versare i contributi o potevano scusarlo dal provvedervi ( DTF 121 V 244 consid. 4b; 108 V consid. 1b e 193 consid.2b)

                               2.9.   La presente procedura è strettamente legata a quella di cui all'inc. 30.02.199, e ciò soprattutto per quel che concerne la questione di sapere se tutti i proventi percepiti da alcuni dipendenti del ____________ (giocatori, allenatori, massaggiatori, ecc.), provengono dall'attività dipendente svolta per la società.

                                         In particolare l'____________ contesta di aver effettuato i versamenti litigiosi ai propri dipendenti in qualità di datrice di lavoro, affermando che parte degli importi in nero versati ai giocatori, allenatori e massaggiatori, sono frutto di sponsorizzazioni da parte di società estere appartenenti al defunto Presidente del ____________, ____________.

                                         Per quanto attiene alla qualifica degli emolumenti versati ai calciatori si rimanda a quanto stabilito dal TCA nella sentenza del 27 maggio, Inc. 30.2002.199, consid. 2.4, 2.5 e 2.6. In sostanza questo Tribunale è giunto alla conclusione che :

"  (…)

Nel caso concreto gli elementi tipici della sponsorizzazione fanno  manifestamente difetto. Non solo gli stessi giocatori non accennano allo sponsoring, ma addirittura non vi è alcuna traccia di prodotti o marche promossi tramite i diversi giocatori.

La caratteristica principale dello sponsoring, ossia la pubblicità di un determinato prodotto, non è presente.

Del resto, lo stesso ____________ ha affermato che non gli risulta che siano stati trovati contratti di sponsoring (doc. _) e i giocatori hanno sempre creduto che i versamenti effettuati lo fossero quale integrazione di salario o comunque quale premio per le prestazioni effettuate.

Nel caso di specie, il vero scopo delle società del Liechtenstein e di Panama era quello di permettere il finanziamento del ____________ e di mettere a bilancio della società i debiti postergati per evitare di indicare le generalità degli asseriti sostenitori e rendere oltremodo difficile la possibilità di esautorare ____________ dalle sue funzioni di presidente del ____________.

Malgrado lo scopo statutario della ____________ Football & Sport Financing Limited preveda anche lo sponsoring ("Zweck der Gesellschaft ist: Die Förderung von Handels-, Finanz- und Rechtsgeschäften, insbesondere auf dem Gebiet des Fussballsports und des Sponsorings, einschliesslich Kauf jeglicher Güter und Liegenschaften sowie immaterieller und intellektueller Rechte; die Beteiligung an anderen Unternehmungen sowohl für eigene als auch für fremde Rechnung"), in concreto non vi è alcuna traccia di pattuizioni in tal senso con i dipendenti del ____________.

Questi ultimi hanno sempre ottenuto i soldi tramite ____________ che era identificato da tutti come il padre padrone della società, della quale poteva influenzare in maniera decisiva la volontà. Dalle risultanze processuali emerge chiaramente come il defunto presidente della società bianconera rappresentava "de facto" l'insorgente e comunque era percepito come "dominus" da tutti. La circostanza che su alcune ricevute firmate dai giocatori figura il nome delle società estere non è determinante per qualificare gli importi percepiti.

Infatti, come rammenta la Cassa in sede di risposta, in concreto le società estere sono paragonabili alle banche che accendono una linea di credito a favore di una società, la quale rimane tuttavia responsabile del pagamento puntuale degli oneri sociali sui salari versati anche se i finanziamenti provengono da terzi. In altre parole le società di Panama e del Liechtenstein fungevano da "banca" del ____________.

A mente del TCA, tutti i versamenti effettuati lo sono stati in virtù del rapporto lavorativo, di subordinazione e dipendenza, che legava i giocatori, allenatori e massaggiatori alla società bianconera.

Come emerge dai verbali allestiti in sede fiscale nessuno parlava di questi versamenti sia per la sudditanza che esisteva nei confronti del defunto ____________, sia per non creare malumori all'interno della squadra nei confronti di altri giocatori (doc. _).

Non vi sono per contro elementi che permettano di rendere perlomeno verosimile le tesi dell'insorgente.

Gli importi percepiti dai dipendenti della società derivano tutti dal rapporto lavorativo per il quale erano stati assunti e sono pertanto da assoggettare al prelievo degli oneri sociali (…)" (STCA del 27 maggio, Inc. 30.02.199, consid. 2.6).

                                         Anche in questa procedura di risarcimento danni ex art. 52 LAVS, il TCA deve concludere che tutti i versamenti effettuati dall'____________ ai propri dipendenti (per il tramite di ____________) sono stati eseguiti in virtù del rapporto lavorativo, di subordinazione e dipendenza, che legava i giocatori, allenatori e massaggiatori all'Associazione ____________.

                                         Essendo stati tali versamenti scoperti solo grazie alle indagini del Ministero Pubblico nel corso del mese di maggio 2002, l'importo di fr. 561'507.40 costituisce il danno che la Cassa ha subito per intervenuta perenzione dei contributi paritetici nel periodo dal 1992 al 1996, ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 LAVS.

                             2.10.   La società convenuta nel proprio gravame accenna genericamente ad ulteriori prove, mentre la Cassa richiama la documentazione dal Ministero Pubblico, dalla Pretura di __________, nonché l'incarto 30.02.199 pendente presso questo TCA (cfr. doc. _).

                                         Va qui rilevato che il TCA ha richiamato dal Ministero Pubblico i documenti rilevanti ai fini del giudizio (in particolare i verbali di interrogatorio di ____________ ed ____________, gli statuti delle società estere, il rapporto dell'équipe finanziaria), ha chiesto alla Divisione delle Contribuzioni, Ufficio delle procedure speciali, la produzione della documentazione inerente l'associazione convenuta e i suoi dipendenti ed ha sentito ____________ e ____________ (cfr. Inc. 30.02.199)

                                         Le prove acquisite sono sufficienti per determinarsi in merito al danno subito dalla Cassa in seguito alla perenzione ex art. 16 LAVS ed ulteriori atti istruttori sono superflui non potendo influire con ogni verosimiglianza sull'esito della causa.

                                         A tal proposito, per quanto riguarda la richiesta di assunzione di prove fatta dal ____________, corollario del diritto di essere sentito ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 CF, per costante giurisprudenza, da tale principio costituzionale deve, tra l'altro, essere dedotto il diritto per l'interessato di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 I 56 consid. 2b; DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).

                                         È utile precisare che sono in ogni caso ammesse soltanto le prove giuridicamente determinanti ai fini del giudizio; possono inoltre essere respinti i mezzi di prova atti a provare una circostanza già chiara, i mezzi di prova che non porterebbero alcun chiarimento alla fattispecie o, ancora, che sono noti all’autorità per sua conoscenza diretta o indiretta (DTF 120 V 360 consid. 1a con riferimenti, Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2.a edizione, Berna 1997, § 53 N 24, pag. 344).

                                         Quindi, se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 16 settembre 2002 nella causa P.Z, L.B. e J.A.D.B, H 10+45/01, consid. 4; STFA del 5 novembre 2001 nella causa F., H 153/01, consid. 4a; DTF 122 II 469 consid. 4a; 122 III 223 consid. 3c; 120 Ib 229 consid. 2b; 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 CF (SVR 2001 N. 10 pag. 28, consid. 4b; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

                                         In concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori prove.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                 1.-   La petizione è accolta.

                                         Di conseguenza l'Associazione ____________, in fallimento, è condannata a versare a alla Cassa cantonale di compensazione AVS l'importo di fr. 561'507.40.

                                 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                             

                                 3.-   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                           Il segretario

Daniele Cattaneo                                                  Fabio Zocchetti

31.2002.41 — Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2003 31.2002.41 — Swissrulings