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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.09.2005 30.2005.19

September 5, 2005·Italiano·Ticino·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·8,038 words·~40 min·6

Summary

qualifica come indipendente di un intermediario. Necessità di emettere una decisione condannatoria in ambito di ripresa di spese forfettarie.

Full text

Raccomandata

Incarto n. 30.2005.19   cs/ss

Lugano 5 settembre 2005  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Christian Steffen, vicecancelliere

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 3 marzo 2005 di

RI 1 rappr. da: RA 1  

contro  

la decisione su opposizione del 4 febbraio 2005 emanata da

Cassa CO 1   in materia di contributi AVS

ritenuto,                           in fatto

                               1.1.   In seguito ad un controllo del conteggio dei salari (art. 162 segg. OAVS) relativo al periodo 1° gennaio 2000-31 dicembre 2003 presso la società RI 1 un __________ della Cassa CO 1 di __________ ha effettuato delle riprese per complessivi CHF 1'734’708.-- (doc. 5).

                                         In particolare l’amministrazione ha ripreso gli importi versati a __________ (CHF 1'442'500.--), ritenuto dipendente della società, e le spese forfetarie versate nel corso del 2003 agli agenti di borsa __________.

                               1.2.   Ritenendo tali importi come proventi dell’attività lucrativa, il 3 gennaio 2005 la Cassa ha fissato alla società, mediante tassazione d'ufficio, i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti per gli anni dal 2000 al 2003, trasmettendo le decisioni anche alle persone interessate.

                               1.3.   Il 4 febbraio 2005 l'amministrazione ha parzialmente accolto l’opposizione presentata dalla società, stralciando le riprese delle spese forfetarie, ma rilevando, nei considerandi, che “a decorrere dal 1.1.2005 non saranno più concessi dei rimborsi spese forfetari. La RI 1 è perciò tenuta ad allestire un conteggio mensile delle spese dei singoli dipendenti, corredato dai rispettivi giustificativi.” (doc. 4). Per il resto ha invece confermato la ripresa dell’importo versato a __________.

                               1.4.   Contro la decisione su opposizione è tempestivamente insorta la società, tramite il lic. oec. RA 1, contestando sia la qualifica di dipendente di __________, sia il rifiuto, dal 1.1.2005, di concedere i rimborsi forfetari (doc. I) e chiedendo:

"  (...)

1.)  in via principale che il Tribunale decida direttamente sul quesito delle spese generali, decretando che anche dopo il 1 ° gennaio 2005 i brokers della RI 1 potranno beneficiare della deduzione forfetaria del 25% prevista dalla marginale 4034 DSD;

subordinatamente, che la Cassa venga obbligata ad emanare una decisione formale (impugnabile mediante opposizione a norma dell'art. 52 LPGA) relativa al trattamento riservato alle spese generali dei brokers a partire dal 1° gennaio 2005;

2.)  che venga annullata la ripresa di fr. 1'442'500.-- per salari non notificati relativi al signor __________, effettuata a carico degli anni 2000, 2001, 2002 e 2003;

3.)  che venga di conseguenza rettificato il calcolo relativo ai contributi AVS, alle spese di amministrazione, alla disoccupazione, agli assegni famigliari ed agli interessi di mora;

4.)  che anche per l'anno 2004 il signor __________ possa mantenere la sua qualifica di persona esercitante un'attività lucrativa indipendente;

5.)  di accordare alla RI 1 le ripetibili di legge." (Doc. I)

                               1.5.   Con risposta del 21 marzo 2005 la cassa propone di respingere il ricorso (doc. III).

                               1.6.   Pendente causa il TCA ha proceduto a numerosi accertamenti di cui si dirà, se necessario, in corso di motivazione.

                                         in diritto

                               2.1.   Va innanzitutto rilevato che il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS.

                                         Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid. 3; DTF 130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 166 consid. 4b).

                                         Per contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA ha già avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano immediatamente in vigore (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; DTF 130 V 4 consid. 3.2).

                                         In concreto le riprese si riferiscono a importi versati dal 2000 al 2003, mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2005.

                                         Per cui, mentre per l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, vanno applicate le vecchie norme per le riprese del periodo 1.1.2000 - 31.12.2002 e le nuove disposizioni per le riprese relative al 2003, ritenuto tuttavia che non vi sono stati, di principio, nell’ambito che ci concerne, cambiamenti di rilievo.

                               2.2.   Oggetto del contendere da una parte è la qualifica (dipendente oppure indipendente) dell’attività lucrativa svolta da __________ per la società ricorrente e dall’altra l’indicazione della cassa di non riconoscere, dal 1.1.2005, le spese forfetarie versate ad alcuni dipendenti dell’insorgente.

                                         Attività lucrativa

                               2.3.   A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.

Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.

Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.

E' considerato datore di lavoro chi impiega salariati (art. 11 LPGA).

L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).

Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).

In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

                               2.4.   Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04, STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03, STFA del 18 settembre 2000 nella causa F. M., H 59/00).

                               2.5.   Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER/DUC/ SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:

"  (…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale. (…)"

                               2.6.   Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.

Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A. B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

                                         Per questi motivi un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

                               2.7.   A proposito dei consulenti va rammentato che in una sentenza pubblicata in DTF 110 V 72, in particolare pag. 79, consid. 4b, il TFA ha stabilito che gli elementi a favore di un'attività indipendente, in quel caso erano predominanti:

"  4.- a) Die sozialversicherungsrechtliche Beitragspflicht Erwerbstätiger richtet sich unter anderem danach, ob das in einem bestimmten Zeitraum erzielte Erwerbseinkommen als solches aus selbständiger oder aus unselbständiger Erwerbstätigkeit zu qualifizieren ist (Art. 5 und 9 AHVG sowie Art. 6 ff. AHVV). Nach Art. 5 Abs. 2 AHVG gilt als massgebender Lohn jedes Entgelt für in unselbständiger Stellung auf bestimmte oder unbestimmte Zeit geleistete Arbeit; als Einkommen aus selbständiger Erwerbstätigkeit gilt nach Art. 9 Abs. 1 AHVG jedes Einkommen, das nicht Entgelt für in unselbständiger Stellung geleistete Arbeit darstellt. Nach der Rechtsprechung beurteilt sich die Frage, ob im Einzelfall selbständige oder unselbständige Erwerbstätigkeit vorliegt, nicht aufgrund der Rechtsnatur des Vertragsverhältnisses zwischen den Parteien. Entscheidend sind vielmehr die wirtschaftlichen Gegebenheiten. Die zivilrechtlichen Verhältnisse vermögen dabei allenfalls gewisse Anhaltspunkte für die AHV-rechtliche Qualifikation zu bieten, ohne jedoch ausschlaggebend zu sein. Als unselbständig erwerbstätig ist im allgemeinen zu betrachten, wer von einem Arbeitgeber in betriebswirtschaftlicher bzw. arbeitsorganisatorischer Hinsicht abhängig ist und kein spezifisches Unternehmerrisiko trägt. Aus diesen Grundsätzen allein lassen sich indessen noch keine einheitlichen, schematisch anwendbaren Lösungen ableiten. Die Vielfalt der im wirtschaftlichen Leben anzutreffenden Sachverhalte zwingt dazu, die beitragsrechtliche Stellung eines Erwerbstätigen jeweils unter Würdigung der gesamten Umstände des Einzelfalles zu beurteilen. Weil dabei vielfach Merkmale beider Erwerbsarten zutage treten, muss sich der Entscheid oft danach richten, welche dieser Merkmale im konkreten Fall überwiegen (BGE 104 V 126 Erw. a; ZAK 1982 S. 185 Erw. 1 und 215 Erw. 3). b) Der vom Beschwerdeführer mit der Firma BECSA am 26. November 1976 abgeschlossene "Contrat pour une mission de conseiller" enthält einige Abmachungen, die auf eine unselbständige Erwerbstätigkeit schliessen lassen könnten. Dies gilt etwa für die Bestimmungen der Art. 5 (frais de déplacement), Art. 8 (exclusivité) und Art. 10 (discrétion, loyauté, concurrence). Die Ausgleichskasse hat daraus und "in Übereinstimmung mit der Beurteilung der Einschätzungsabteilung II des kantonalen Steueramtes Zürich" den Schluss gezogen, dass im fraglichen Beratungsvertrag die Kriterien der unselbständigen Erwerbstätigkeit überwögen. Die Vorinstanz fügte dem bei, dass der Beschwerdeführer gemäss Vertrag kein Unternehmerrisiko getragen habe, woran nichts ändere, dass er in Belgien eine möblierte Wohnung gemietet und darin ein Büro eingerichtet habe. Der Rechtsauffassung von Verwaltung und Vorinstanz kann nicht beigepflichtet werden. Es ist eine bekannte Erscheinung der neueren Zeit, dass sich sowohl Einzelpersonen als auch Organisationen, die auf ein bestimmtes technisches oder kaufmännisches Fachgebiet spezialisiert sind, einer Firma (exklusiv oder neben andern) auf bestimmte oder unbestimmte Zeit in einem selbständigen Auftragsverhältnis in Beraterfunktion zur Verfügung stellen. Im Falle des Beschwerdeführers liegt ein typisches solches selbständiges Beratungsverhältnis vor. Davon abgesehen, dass es sich beim "Contrat pour une mission de conseiller" zivilrechtlich nicht um einen Arbeitsvertrag, sondern um einen Auftrag handelt - was im vorliegenden Zusammenhang zwar nicht entscheidend, aber gleichwohl bezeichnend ist -, und dass der Beschwerdeführer ausdrücklich "expert indépendant" genannt wird, deutet der materielle Inhalt des Vertragswerkes überwiegend auf eine selbständige Erwerbstätigkeit hin. Die erwähnten Bestimmungen, welche als Indizien für eine Arbeitnehmerbeschäftigung gelten könnten, halten sich durchaus im Rahmen des auch für eine selbständige Beratertätigkeit Üblichen. Die rigorosen gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung (Art. 11) weisen sodann ganz eindeutig auf den selbständigen Charakter des Beratungsauftrages hin. Auch konnte der Beschwerdeführer nach seiner unwidersprochen gebliebenen Schilderung der effektiven Vertragsabwicklung seine Beraterfunktion tatsächlich in unabhängiger Stellung ausüben, ohne in die Administration der Firma BECSA eingegliedert und einem speziellen Weisungsrecht der Firmenleitung unterstellt gewesen zu sein (Art. 3, 6 f. des Vertrages). Eine arbeitsorganisatorische Abhängigkeit, welche gemäss der erwähnten Rechtsprechung ein Hauptmerkmal unselbständiger Erwerbstätigkeit ist, lässt sich nicht feststellen. Die wirtschaftliche Abhängigkeit erschöpft sich darin, dass der Beschwerdeführer während der Dauer des Vertragsverhältnisses ausschliesslich für die Firma BECSA tätig sein musste. Dies ergibt sich aber aus dem grossen Umfang des vorliegenden Geschäftes (technische Beratung beim Bau zweier Farbfabriken und der Personalinstruktion) und ist für sich allein nicht entscheidend. Zu denken ist beispielsweise an die grosse Zahl von Zulieferfirmen in Industrie und Landwirtschaft, deren Produktion ebenfalls auf einen einzigen Grossabnehmer ausgerichtet ist und bei denen gleichwohl nicht zweifelhaft ist, dass es sich um eine selbständige Erwerbstätigkeit handelt. Bei Beratungsverträgen wie dem vorliegenden liegt das typische Unternehmerrisiko vielmehr gerade in dieser Einseitigkeit, welche durch die erwähnten Möglichkeiten der Vertragsauflösung noch verschärft wird. Anderseits liegt es in der Natur eines Beratungsauftrages, dass der Berater unter Umständen keine oder nur wenige spezifische Investitionen vorzunehmen hat. Im vorliegenden Fall dürften sich diese praktisch in der vorübergehenden Einrichtung und Führung eines Büros in Brüssel erschöpft haben. Bei Beratungsaufträgen wie dem vorliegenden geht es nicht an, das Merkmal des Unternehmerrisikos und damit die selbständige Erwerbstätigkeit mit dem blossen Hinweis auf fehlende erhebliche Investitionen zu verneinen, weil hier das Unternehmerrisiko auf einer andern Ebene liegt. Falls die Beraterfunktion unter Beizug eigener Angestellter und/oder durch Einsatz von Hilfsmitteln (Apparate, Maschinen u.a.m.) ausgeübt würde, wären die dadurch bedingten Investitionen lediglich als zusätzlicher Bestandteil des Unternehmerrisikos zu betrachten."

                                         In un'altra sentenza del 18 settembre 2000 nella causa M. (inc. H 59/00), il TFA ha stabilito che il conferimento ad un fiduciario commercialista esterno dell'incarico di tenuta della contabilità da parte di una persona giuridica configura abitualmente gli estremi di un rapporto di mandato e quindi di una retribuzione a seguito di attività lucrativa indipendente.

                                         In quel caso l'assicurato, dipendente a tempo pieno presso una Casa medicalizzata per persone anziane in qualità di contabile, nel tempo libero, in accordo con il proprio datore di lavoro, si occupava della contabilità di alcuni clienti che si erano rivolti a lui quando ancora svolgeva l'attività di fiduciario. Non era in alcun modo integrato nell'organizzazione dell'associazione, non possedeva alcun ufficio presso la medesima, aveva sempre svolto il mandato affidatogli nei locali della propria abitazione, sopportava personalmente l'affitto di tali locali e assumeva sia le spese per le infrastrutture che quelle generali d'ufficio. Non esisteva alcun tipo di rapporto di subordinazione con la sua mandante, non riceveva alcuna istruzione e sceglieva liberamente tanto gli orari durante i quali svolgere il mandato quanto gli strumenti necessari per fornire il risultato promesso. Egli sopportava inoltre il rischio imprenditoriale nella misura in cui finanziava sia gli investimenti effettuati per l'allestimento dell'ufficio che i premi di un'assicurazione responsabilità civile stipulata a copertura di eventuali danni nell'esercizio della sua professione di fiduciario.

                                         In un'altra sentenza dell'8 luglio 2003 nella causa A. (inc. H 156/01), il TFA ha confermato la qualifica di indipendente di un collaboratore libero e indipendente che svolgeva lavori amministrativi e mandati di consulenza per diverse società, tra le quali la ricorrente.

                                         Infine, in una sentenza del 9 agosto 2004 nella causa L. SA (inc. H 117/03), il TFA ha confermato che un chimico industriale, che fungeva da consulente della ricorrente, andava qualificato quale dipendente della società. L'Alta Corte ha inoltre rammentato che:

"  si può poi ancora ricordare - come già fatto dai giudici cantonali - che l'esistenza di un'attività dipendente è possibile anche laddove, ad esempio, un rappresentante non percepisce un salario fisso ma solo provvigioni, si assume le spese generali, non è vincolato da una regione geografica, non è obbligato a rispettare un determinato orario di lavoro e lavora per più ditte. Né va dimenticato che i principi applicabili alla distinzione tra attività dipendente e indipendente non comportano soluzioni uniformi e di applicazione automatica quasi si trattasse di una scienza esatta. (…)"

                               2.8.   Va infine evidenziato come il TFA, con sentenza del 14 febbraio 2005 nella causa S. e F. (H 155/04), ha affermato:

"  4.

Streitig und zu prüfen ist, ob die Erwerbstätigkeit des F.________ im

Verhältnis zu S.________ als selbstständig oder unselbstständig zu

qualifizieren ist.

4.1 Das kantonale Gericht geht von einem geringen

Unternehmerrisiko, aber von einer deutlichen arbeitsorganisatorischen Unabhängigkeit aus, wobei dem

zweiten Kriterium mangels eindeutiger anderer Merkmale sowie der Tätigkeit als EDV-Berater erhöhte Bedeutung zukomme; im Weiteren seien die betreffenden Entgelte steuerlich schon als Einkommen aus selbstständiger Erwerbstätigkeit abgerechnet worden. Damit sei von einer selbstständigen Erwerbstätigkeit auszugehen.

Die Beschwerde führende Ausgleichskasse ist demgegenüber der Ansicht, es liege eine unselbstständige Erwerbstätigkeit vor, da F.________ weder in eigenem Namen auftrete noch ein Unternehmerrisiko trage. Das BSV verneint das Bestehen eines Unternehmerrisikos und erachtet die von der Vorinstanz angenommene arbeitsorganisatorische Unabhängigkeit als "in der Natur einer Wartungs- und Kundenbetreuungsaufgabe" liegend; immerhin müsse jeweils nachträglich ein Arbeitsrapport eingereicht werden.

4.2 Die Vorinstanz hat für das Eidgenössische Versicherungsgericht

verbindlich festgestellt (Art. 105 Abs. 2 OG), dass F.________ als

Selbstständigerwerbender der Ausgleichskasse Y.________ angeschlossen und zudem mehrwertsteuerpflichtig ist. Weiter wird F.________ von S.________ (und nicht von Dritten) entschädigt, wenn er dessen Kunden betreut, wobei für die effektiv aufgewendeten Stunden ein fester Stundenansatz sowie eine

Kilometerentschädigung bezahlt wird. Die Kunden des S.________ nehmen jeweils direkt mit F.________ Kontakt auf. S.________ ist weder an der Arbeitsvergabe noch der -ausführung beteiligt. Es findet auch keine eigentliche Kontrolle oder Abnahme der von F.________ ausgeführten Arbeiten statt. Die von 2000 bis 2002 für S.________ erbrachten und von diesem vergüteten Leistungen machen einen bedeutenden Teil der Gesamteinnahmen des F.________ aus. Zudem hat das kantonale Gericht verbindlich festgestellt (Art. 105 Abs. 2 OG), dass F.________ zum 1. Januar 2001 ein Eigenkapital von Fr. 39'000.- in seinem Betrieb investiert hatte, dass er seine Dienstleistungen auch Dritten zur Verfügung stellt und dass er nur die geleistete Arbeit nebst Kilometerentschädigung in Rechnung stellt, ohne die übrigen Kosten - z.B. Verwendung der eigenen EDV-Anlage oder der eigenen Betriebsinfrastruktur - zu fakturieren. Eine offensichtlich unrichtige oder unvollständige Feststellung des Sachverhalts durch das kantonale Gericht liegt nicht vor und wird auch nicht geltend gemacht (Art. 105 Abs. 2 OG).

4.3 Es liegt keine Verletzung von Bundesrecht vor (Art. 104 lit. a OG), wenn das kantonale Gericht gestützt auf den Sachverhalt gemäss Erw. 4.2 hievor ein Unternehmerrisko - wenn auch in geringem Ausmass annimmt. Weder in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde der Ausgleichskasse Verom noch der Vernehmlassung des BSV wird im Übrigen auf die - von der Vorinstanz erwähnten - Gesichtspunkte Bezug genommen, dass ein (nicht unerhebliches) Eigenkapital investiert worden ist, die Dienstleistungen auch Dritten zur Verfügung

gestellt und die Kosten der Verwendung der eigenen Infrastruktur nicht separat in Rechnung gestellt werden. Zu berücksichtigen ist schliesslich in dieser Hinsicht auch, dass bei Aufnahme einer selbstständigen Erwerbstätigkeit zu Beginn oft nur ein "Grosskunde" die Basis des neuen Geschäftes bildet, während neue Klienten erst nach und nach gewonnen werden und zu einer breiteren Abstützung des Kundenkreises führen.

4.4 Zum Aspekt der arbeitsorganisatorischen Unabhängigkeit hat das kantonale Gericht für das Eidgenössische Versicherungsgericht weiter (vgl. Erw. 4.2 hievor) verbindlich festgestellt (Art. 105 Abs. 2 OG), dass F.________ nicht zur Leistung bestimmter Arbeitszeiten für S.________ verpflichtet ist, sondern bei Bedarf direkt von den Kunden kontaktiert wird; es besteht auch keine Garantie einer Mindestvergütung (z.B. im Sinne einer Präsenzzeitentschädigung) und keine Weisungs- oder Kontrollbefugnis des S.________. Schliesslich ist F.________ nicht verpflichtet, Unterlagen, Programme oder Anlagen des S.________ zu verwenden (sondern verwendet eigenes Material). Er muss auch nicht bestimmtes Personal einsetzen oder seine Tätigkeit unter Aufsicht oder nach Bearbeitungsrichtlinien des S.________ ausführen. Unter Berücksichtigung dieser Sachverhaltselemente stellt die Annahme der Vorinstanz, dass in arbeitsorganisatorischer Hinsicht eine praktische Unabhängigkeit besteht, keine Verletzung von Bundesrecht dar (Art. 104 lit. a OG).

Das BSV bringt in dieser Hinsicht zunächst vor, dass es in der Natur der Sache liege, dass F.________ nicht während bestimmter Bürostunden, sondern nach Bedarf der Kunden tätig ist; zudem müsse F.________ jeweils nachträglich einen Arbeitsrapport einreichen. Dieser Einwand ist zwar grundsätzlich richtig; jedoch spricht dieses Argument als solches weder für noch gegen eine

selbst- oder unselbstständige Erwerbstätigkeit, da diese Tatsache - wie korrekt geltend gemacht wird - eben in der Natur der auszuübenden Tätigkeit liegt. Zudem übersieht das BSV, dass sich das kantonale Gericht gleichzeitig darauf abgestützt hat, dass F.________ keine Mindestvergütung zugesichert worden ist. Wenn die Vorinstanz deshalb gesamthaft von einer praktisch vollständigen Unabhängigkeit in zeitlicher Hinsicht ausgeht, liegt darin keine Verletzung von Bundesrecht, auch nicht in Form einer ermessensmissbräuchlichen Würdigung der festgestellten Tatsachen. Dass ein Arbeitsrapport einzureichen ist, basiert auf der Vereinbarung einer Entschädigung nach Arbeitsstunden und dient der Kontrolle der

Rechnungsstellung. Daraus kann nichts Entscheidendes zu Gunsten eines Abhängigkeits- oder Unterordnungsverhältnisses abgeleitet werden. Weiter rügt das BSV, dass F.________ nur die Produkte des S.________ begleite und aus diesem Grund keinen Weisungen unterliege. Das kantonale Gericht hat in dieser Hinsicht aber festgestellt, dass F.________ eigenes Material einsetzt und insbesondere keinerlei Bearbeitungsrichtlinien des S.________

einzuhalten hat, sodass auch diesbezüglich Bundesrecht nicht verletzt ist.

Schliesslich führt das BSV aus, dass F.________ vom Kundennetz des S.________ profitieren könne und sich nicht um Kundenakquirierung kümmern müsse. Da Rechnungsstellung und Inkasso über S.________ liefen, nehme F.________ auch die Infrastruktur des S.________ in Anspruch. Dass F.________ vom Kundennetz des S.________ profitiert, liegt indes in der Natur der Sache und entspricht der Erfahrung, dass bei Aufnahme der selbstständigen Erwerbstätigkeit oft nur ein kleiner Kundenkreis vorliegt, der sukzessive ausgedehnt wird. Weiter wird zwar F.________ direkt von S.________ gemäss einem im Voraus vereinbarten Ansatz entschädigt. Doch ist dieser Umstand darauf zurückzuführen, dass die entsprechenden Wartungsverträge noch nicht an die effektiven wirtschaftlichen Verhältnisse angepasst worden sind, auf welche es für das AHV-Beitragsstatut

letztlich ankommt (BGE 122 V 283 Erw. 2a).

Damit ist festzuhalten, dass die Vorinstanz auch insoweit kein Bundesrecht verletzt hat (Art. 104 lit. a OG), als sie von einer praktisch vollständigen arbeitsorganisatorischen Unabhängigkeit des F.________ ausgegangen ist.

4.5 Abschliessend kann der Vorinstanz keine Verletzung von Bundesrecht vorgeworfen werden (Art. 104 lit. a OG), wenn sie bei Vorliegen eines geringen Unternehmerrisikos und einer hohen arbeitsorganisatorischen Unabhängigkeit Letzterem in Anwendung der Rechtsprechung (AHI 2001 S. 65 f. Erw. 6e) ein erhöhtes Gewicht beimisst. Auch hat das kantonale Gericht zu Recht berücksichtigt, dass F.________ sein Einkommen als Selbstständigerwerbender versteuert hat und dieses Indiz im Sinn einer harmonisierenden Rechtsanwendung in Grenzfällen doch nahe legt, nicht ohne

 Not von der steuerrechtlichen Beurteilung abzugehen (AHI 2001 S. 66 Erw. 6e).

Zudem hat F.________ auf diesen Einkünften die Mehrwertsteuer abgerechnet. Nach der Rechtsprechung kann dies zwar für die Beurteilung des Beitragsstatuts allein nicht entscheidend sein. Angesichts der Komplikationen bezüglich der Rückabwicklung dieser Abrechnungen legt dieser Umstand aber ebenfalls eine gewisse Zurückhaltung nahe, eine freie Mitarbeitertätigkeit trotz Vorliegens gewichtiger Indizien für eine selbstständige Erwerbstätigkeit nicht als solche zu qualifizieren (AHI 2001 S. 66 Erw. 6e). Auch dies hat das kantonale Gericht zu Recht erkannt."

                               2.9.   Pendente causa il TCA ha interpellato __________, il quale ha affermato che “le mie prestazioni lavorative svolte per la” società ricorrente “così come per altre società finanziarie, consistevano nell’acquisizione di clienti e nella consulenza a quest’ultimi volta alla ricerca dei migliori prezzi per determinati prodotti trattati in borsa. La mia attività di consulenza specialistica portava poi il cliente ad usufruire dei servizi di brokeraggio offerti dalla” ricorrente “oppure a servirsi delle prestazioni offerte da società di gestione patrimoniale. In buona sostanza ero un “mediatore” di alcune società fiduciarie-finanziarie, come appunto” l’insorgente, “__________, __________. La mia posizione di libero professionista mi permetteva da una parte di lavorare e di guadagnare di più, perché dovevo interagire con più società operanti nello stesso settore finanziario, ma d’altra parte mi obbligava ad assumermi tutti i relativi rischi, quali ad esempio il non rispetto dei prezzi pattuiti telefonicamente, le cancellazioni di sottoscrizioni o di ordini senza conferme scritte o registrazioni telefoniche, gli interessi di mora per ritardi amministrativi nei “settlements” (causati anche da semplici volatilità di qualche mercato…), le spese di rappresentanza interamente a mio carico, ecc.”

                                         Alla questione a sapere se per questa sua attività riceveva delle direttive dalla ricorrente per quanto concerne l’orario di lavoro, il luogo di lavoro, la pianificazione e l’esecuzione del lavoro, l’interessato ha risposto negativamente, aggiungendo che “ero totalmente libero di agire, sia sul piano logistico che su quello temporale, come meglio credevo. La” ricorrente “non mi ha mai impartito delle direttive per quanto concerne l’orario di lavoro, il luogo di lavoro, la pianificazione e l’esecuzione del lavoro. Decidevo io di volta in volta, a seconda delle esigenze del cliente, a chi inviare quest’ultimo o con chi metterlo in contatto per il disbrigo e l’evasione dei suoi ordini di borsa o quant’altro.”

                                         L’interessato, a proposito delle modalità di rimunerazione, ha indicato che “si conteggiavano gli affari conclusi e se ne traeva una determinata mediazione in mio favore, che poi io fatturavo come onorari e spese alla società interessata. La mia commissione era calcolata IVA compresa e quindi provvedevo poi ad allestire i relativi rendiconti e a pagare l’imposta (aliquota a saldo 6%).”

                                         Circa gli investimenti, il collaboratore dell’insorgente afferma di non aver “effettuato importanti o costosi investimenti. Di base mi bastava un buon PC attrezzato, qualche apparecchio telefonico fisso e mobile, una o due scrivanie, parecchi incontri, pranzi e cene, qualche partecipazione televisiva e la mia attività poteva girare a giusto regime. Come si può anche evincere dalla mia fiscalità, i miei investimenti erano quindi più che altro delle spese di rappresentanza per acquisire il cliente e per mantenerlo tale.”

                                         A proposito dei locali a disposizione per svolgere l’attività in esame, l’interessato afferma di aver già spiegato alla Cassa di poter disporre “di un mio ufficio presso lo studio legale di mio fratello __________ e poi presso la __________. Per il lavoro amministrativo, segnatamente per le fatturazioni, registrazioni contabili, ecc., utilizzavo la segretaria di mio fratello. Corrispondevo per questi necessari servizi amministrativi e di segretariato ca. CHF 1'000.-- mensili. Potevo svolgere la mia attività anche da casa, da una camera d’albergo, ecc.”

                                         Circa le assicurazioni che aveva sottoscritto, l’interessato ha affermato di aver beneficiato “di una copertura assicurativa per responsabilità civile professionale di CHF 1'000'000.-- presso la __________. Ero iscritto nel registro dei contribuenti all’imposta sul valore aggiunto (IVA) con il numero __________, ed ho pagato oltre centomila franchi d’imposta sul valore aggiunto.” Egli rileva di aver svolto la sua attività “di mediatore anche a favore di altre società quali la __________. I relativi contratti erano in forma verbale e/o sorti per atti concludenti.”

                                         Infine, chiamato a prendere posizione in merito alla decisione della Cassa di qualificare l’attività svolta per la ricorrente di attività dipendente, l’interessato ha affermato di ritenere che “la decisione emanata dalla Cassa dopo tanti, troppi anni dall’inizio della mia attività indipendente sia arbitraria, rispettivamente in urto al principio della buona fede e della sicurezza del diritto, dato che la mia attività di mediatore era chiaramente di natura indipendente. Per le argomentazioni di diritto mi associo a quelle formulate” dall’insorgente “nel ricorso presentato a codesto onorando Tribunale”.

                                         Chiamata a presentare osservazioni scritte in merito, la Cassa ha rilevato di aver trasmesso, per raccomandata, la decisione di ripresa dei contributi anche all’interessato. La decisione non è però stata ritirata e pertanto è ritornata all’amministrazione (doc. XI). Quest’ultima evidenzia inoltre che l’assicurato è stato alle dipendenze della ricorrente dal 1.1.1993 al 31.12.1999 e che da un esame dell’incarto fiscale la società ricorrente ha rappresentato, per gli anni 2000-2002, la quasi totalità delle sue entrate (86% nel 2000; 99% nel 2001 e 94% nel 2002). Nel 2003 invece la società ricorrente ha rappresentato la totalità del fatturato dell’insorgente.

                             2.10.   Alla luce della più recente giurisprudenza del TFA (cfr. in particolare la citata STFA del 14 febbraio 2005), questo Tribunale deve concludere che l’attività svolta da __________ per la società ricorrente è di carattere indipendente.

                                         I pochi elementi a favore dell’attività dipendente sono in particolare la circostanza che l’interessato ha lavorato quale dipendente per diversi anni a favore dell’insorgente, che la maggior parte del guadagno viene conseguito grazie al lavoro svolto a favore dell’insorgente e che gli vengono rimborsate anche le spese generali (doc. 3).

                                         Tuttavia, come emerge dalle risposta fornite da __________, l’interessato non ha alcun rapporto di subordinazione e di dipendenza con la ricorrente. Egli infatti, oltre a lavorare, seppur in minima parte, per altre società, svolgeva un’attività finanziaria che consisteva nell’acquisizione di clientela e nella consulenza per prodotti trattati in borsa. Per questa sua attività ha dovuto concludere un’assicurazione di responsabilità civile, e, non avendo la società ricorrente messo a sua disposizione locali per l’esercizio dell’attività, versava mensilmente un importo di CHF 1'000.-- a suo fratello ed in seguito ad un’altra società per lavori amministrativi e di segretariato svolti da un’altra persona (cfr. anche doc. IX/2).

                                         L’interessato era inoltre libero di agire, senza nessun vincolo temporale e/o logistico e poteva organizzarsi senza dover sottostare ad alcuna direttiva circa l’orario di lavoro, il luogo, la pianificazione e l’esecuzione. Il collaboratore della ricorrente aveva inoltre effettuato alcuni investimenti, seppur, finanziariamente, non molto importanti. Tuttavia, come recentemente rammentato dal TFA, negare l’esistenza di un’attività indipendente per il fatto che l’interessato non avrebbe effettuato investimenti tipici di un’attività imprenditoriale e comunque non di entità tale da essere paragonati a quelli di un imprenditore che intende iniziare un’occupazione indipendente, significa non tenere conto delle nuove realtà lavorative che consentono sempre più di operare anche se delocalizzati (a casa propria, lontani dalla sede del committente o del mandante) e con l’ausilio dei mezzi informatici interattivi e dei mutamenti economici in atto che permettono di svolgere un’attività lavorativa indipendente ad elevato tenore intellettuale senza necessità di dover inizialmente investire mezzi finanziari elevati per dotarsi di attrezzature, locali commerciali e personale (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).

                                         Inoltre, sempre nella medesima sentenza, l’Alta Corte ha rammentato che il rischio aziendale di un libero professionista consiste principalmente nel fatto che questi è tenuto a rispondere dell’esecuzione lege artis del mandato conferitogli e in caso di errore è chiamato a rifondere i danni. Proprio per questo motivo l’interessato ha concluso un’assicurazione per la responsabilità civile nella sua qualità di fiduciario finanziario.

                                         Il carattere indipendente dell’attività svolta dall’interessato si evince anche dalla convenzione sottoscritta dalle parti (doc. 1), dalla quale emerge che l’assicurato “indirizza la sua clientela alla società, che è libera di accettare o rifiutare a sua totale discrezione i singoli clienti, e la società riconosce al Procacciatore delle commissioni di intermediazione percepite dai clienti.” Inoltre “il procacciatore non ha alcun potere di rappresentare o impegnare la società, salvo autorizzazione scritta della direzione. Non ha alcuna veste di rappresentante o agente ai sensi del Codice Svizzero delle Obbligazioni.” Per quanto concerne la remunerazione emerge che la società verserà “al procacciatore una commissione da stabilirsi di volta in volta.” Inoltre la convenzione prevede che non vi è alcun rapporto diretto o indiretto di esclusiva tra la ricorrente ed il procacciatore. “Pertanto le parti non si potranno in alcun modo appellare a indennità o pretesi diritti di concorrenza sotto ogni forma.”

                                         In concreto pertanto l’interessato fungeva da consulente/mediatore e percepiva il proprio compenso unicamente se l’affare andava a buon fine, ossia se la società accettava la clientela presentatagli. Altrimenti l’assicurato non avrebbe incassato alcunché, con conseguenti spese a suo carico. Ora, proprio l’elemento di aleatorietà è un aspetto importante del carattere indipendente dell’attività svolta a favore dell’insorgente (cfr. anche STCA del 5 novembre 2001 nella causa M., 30.2000.138).

                                         Infatti, il mediatore, di regola, è considerato quale persona esercitante un'attività indipendente (RCC 1988 pag. 315 seg. consid. 3c) poiché secondo l'art. 413 cpv. 1 CO ha diritto alla mercede solo se la sua interposizione o la sua indicazione conducono alla conclusione del contratto. Quest'ultimo elemento, che mette in evidenza il carattere aleatorio dell'attività di mediatore, è importante dal punto di vista del diritto delle assicurazioni sociali. Infatti la presenza del rischio dell'imprenditore è uno dei criteri che permette di riconoscere l'esistenza di un'attività indipendente (Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 195, n. 159 ad art. 5). Circa le spese sopportate dal mediatore, queste gli sono rimborsate unicamente se ciò è stato convenuto (art. 413 cpv. 3 CO). Per queste ragioni, di regola, il mediatore è considerato indipendente, a differenza dell'agente commerciale che, di regola, è un salariato (DTF 97 V 137 consid. 2).

                                         Certo, nel caso di specie la convenzione contiene un’irrituale, nell’ambito della mediazione, durata minima di 2 anni e la possibilità di disdire il contratto tre mesi prima della scadenza della convenzione. Tuttavia, a fronte di tutti gli elementi che fanno propendere per un’attività indipendente, questo aspetto diventa, nel caso di specie, secondario.

                                         Infine, va evidenziato che l’assicurato è stato tassato quale indipendente, ha pagato circa CHF 100'000.-di IVA e sono state emesse tre decisioni definitive di fissazione dei contributi quale indipendente. Certo, questi elementi, da soli, non sono determinanti. Tuttavia, alla luce dei numerosi elementi che fanno propendere per un’attività indipendente e della giurisprudenza del TFA ("Angesichts der Komplikationen bezüglich der Rückabwicklung dieser Abrechnungen legt dieser Umstand aber ebenfalls eine gewisse Zurückhaltung nahe, eine freie Mitarbeitertätigkeit trotz Vorliegens gewichtiger Indizien für eine selbstständige Erwerbstätigkeit nicht als solche zu qualifizieren (AHI 2001 S. 66 Erw. 6e)") questo TCA deve concludere che l’attività dell’insorgente è di carattere indipendente.

                                         Va comunque abbondanzialmente rilevato che il ricorso, perlomeno per gli anni dal 2000 al 2002, dove la Cassa ha già emanato decisioni definitive di fissazione dei contributi calcolati su un reddito percepito quale indipendente, andrebbe accolto anche se si volesse concludere per un’attività dipendente.

                                         Infatti non va dimenticato che Il TFA ha stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente cresciuta in giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del riesame o della revisione processuale. Se non si tratta di un cambiamento dello statuto con effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione dello statuto viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta, con il dovuto riserbo nei casi limite. Se la questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già considerata del provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).

                                         Per l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2 l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.

                                         Va qui rammentato che una decisione è manifestamente errata,

"  wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich ist, dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss derjenige auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser, Kommentar ATSG, Ziffer 20 zu Art. 53). Dabei ist nach dem eingangs Gesatgen (Erw. 1.2.hievor) vom Rechtszustand auszugehen, wie er sich bei Verfügungserlass präsentierte."

(STFA del 10 settembre 2003 nella causa U, H 97/03)

                                         Ora, proprio alla luce degli elementi sopra riportati non può dirsi che le decisioni della Cassa che ha fissato i contributi quale indipendente fossero manifestamente errate. Per cui, comunque, per gli anni dal 2000 al 2002 non poteva modificare le decisioni di fissazione dei contributi.

                                         Su questo punto il ricorso va pertanto accolto e la ripresa annullata.

                                         Per quanto concerne invece l’anno 2004, in mancanza di una decisione impugnabile, il TCA non deve entrare nel merito della richiesta di confermare il carattere indipendente dell’attività anche per quell’anno. Su questo punto il ricorso è irricevibile.

                                         Spese generali

                             2.11.   La ricorrente contesta anche la circostanza che nella decisione su opposizione viene indicato che dal 1.1.2005 non verranno più riconosciute le spese forfetarie.

                                         La Cassa da parte sua afferma che si tratta di una semplice indicazione contro la quale non è possibile presentare un ricorso.

                                         La ricorrente chiede al TCA di condannare comunque la Cassa ad emettere una decisione formale impugnabile.

                             2.12.   Va innanzitutto rilevato che l’amministrazione ha accolto le censure della ricorrente in sede di opposizione ed ha annullato la ripresa delle spese forfetarie poiché negli anni precedenti, a causa di un errore, le aveva riconosciute.

                                         Per cui, in virtù del principio della buona fede, la ripresa, per il passato, andava annullata.

                                         L’amministrazione, comunque, per evitare di dover riconoscere anche in futuro la buona fede della ricorrente, si è vista costretta ad indicare, nella decisione, che dal 1.1.2005 non avrebbe più riconosciuto le spese forfetarie versate agli agenti di borsa dipendenti della società ricorrente.

                                         Come rileva giustamente la Cassa, nel caso di specie, l’indicazione che dal 1.1.2005 non saranno più riconosciute spese forfetarie non è impugnabile, non avendo la Cassa effettuato alcuna ripresa e non trattandosi di conseguenza di una decisione condannatoria.

                                         Ora, per l’art. 49 cpv. 1 LPGA nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo con l’interessato l’assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni.

                                         Giusta l’art. 49 cpv. 2 LPGA una domanda relativa a una decisione d’accertamento deve essere soddisfatta se il richiedente fa valere un interesse degno di protezione.

                                         Per l’art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere interposto anche se l’assicuratore, nonostante la domanda dell’assicurato, non emana una decisione o una decisione su opposizione.

                                         Con decisione del 6 marzo 2003, pubblicata in DTF 129 V 289 = SVR 2003, AHV nr. 16, pag. 41, l'Alta Corte, modificando la propria precedente giurisprudenza, ha stabilito che chiamato a stabilire se l'amministrazione ha correttamente emanato una decisione di accertamento, il tribunale delle assicurazioni sociali di prima istanza deve entrare nel merito del ricorso, anche se conclude che i presupposti per emanare una decisione di accertamento non sono soddisfatti.

                                         L'Alta Corte ha in particolare affermato:

"  (…)

Il s'ensuit que l'intérêt digne de protection requis fait défaut, en règle ordinaire, lorsque la partie peut obtenir en sa faveur un jugement condamnatoire; en ces sens, le droit d'obtenir une décision en constatation est subsidiaire (ATF 125 V 24 consid. 1b et la référence; ANDRE GRISEL, Traité de droit administratif, vol. II, p. 867).

2.2 La jurisprudence considère que le statut des assurès en matière de cotisations AVS peut, à lui seul, donner lieu à une décision de constatation lorsqu'un intérêt majeur exige l'examen préalable de cette question. Il en va ainsi dans certains cas complexes, dans lesquels l'on ne peut raisonnablement pas exiger que des décomptes de cotisations paritaires compliqués, soient effectués avant que l'existence d'une activité lucrative dépendante et l'obligation de cotiser de l'employeur visé aient été établies. Une telle situation peut se présenter notamment lorsque de nombreux assurés sont touchés par la décision notifiée à leur employeur commun, relative à leur situation de personnes salariées, tout particulièrement si le nombre de ces assurés est si élevé que l'administration ou le juge est dispensé de les appeler à intervenir dans la procédure en qualité d'intéressés (ATF 112 V 84 consid. 2a; ATFA 1960 p. 222 consid. 1; voir aussi RCC 1987 p. 384 consid. 1a et les références; RAMA 1990 n° U 106 p. 276 consid. 2b).

(…)

Le droit d'obtenir une décision en constatation doit cependant être nié. En effet, le cas de ses conseillères et animatrices n'est pas d'une complexité telle qu'il nécessite au préalable une décision de constatation sur son statut d'employeur et la question du statut en matière de cotisations AVS des <<présentatrices>> d'articles de marque dans la vente à domicile n'est pas nouvelle.

(…)

Suite à la communication de l'intimée du 7 mai 1999, X SA aurait pu et dû chercher à obtenir un jugement condamnatoire concernant ses conseillères/animatrices et ses représentants.

Il s'ensuit que l'intimée n'avait pas à donner suite à la demande en constatation de la recourante."

                                         Kieser, in ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, pag. 489, a proposito dell’art. 49 LPGA, ricorda come:

"  c) Feststellungsverfügungen setzen ein schützenswertes Interesse voraus. Art. 49 Abs. 2 ATSG verwendet nicht etwa in Art. 59 ATSG oder in Art. 25 Abs. 2 VwVG (oder noch im BERICHT UND ENTWURF, 75) enthaltenen Begriff des <<schutzwürdigen >> Interesses. Aus welchen Gründen der Begriffwechsel erfolgte, ist nicht ersichtlich (vgl. dazu auch BBl 1991 II 262, wo im erläuternden Bericht von <<schutzwürdig>> die Rede ist, während im Gesetzestext bereits von <<schützenswert>> die Rede ist). Offensichtlich kommt der entsprechenden Wortwahl nicht die Bedeutung zu, dass eine Abweichung von der bisherigen Gesetzgebung bzw. Rechtsprechung angestrebt wird (vgl. im übrigen zur analogen Korrektur in Art. 59 ATSG BBl 1999 4622).

Deshalb besteht zwischen dem schutzwürdigen Interesse gemäss Art. 59 ATSG, welches bei der Legitimation zur Beschwerde massgebend ist (gl. Dazu ATSG- Kommentar, Art. 59 Rz. 4), und demjenigen, um eine Feststellungsverfügung zu verlangen, eine Parallelität (vgl. dazu Kölz/Bosshart/Röhl, Rz. 60 zu Art. 19 VRG).

Zu verneinen ist das schutzwürdige Interesse dann, wenn eine Gestaltungsverfügung erwirt werden kann (vgl. BGE 121 V 318, 125 V 24); insoweit hat die Feststellungsverfügung gegenüber der Gestaltungsverfügung eine subsidiäre Bedeutung."

                             2.13.   Di regola, non vi è un interesse degno di protezione ad ottenere una decisione di accertamento, laddove l’assicurato può chiedere l’emanazione di una decisione condannatoria (cfr. anche STCA del 28 maggio 2004 nella causa S., inc. 30.2004.23-24).

                                         In tal caso il diritto di ottenere una decisione d'accertamento è sussidiario (cfr. sentenza sopra citata, al consid. 2.6.).

                                         Il diritto di ottenere una decisione di accertamento è dato laddove la problematica è complessa o di difficile risoluzione o se numerosi assicurati sono toccati dalla decisione.

                                         In concreto, non vi sono motivi per emanare una decisione di accertamento. Infatti, la problematica è relativamente semplice (si tratta di stabilire se le spese forfetarie versate a dipendenti della società vanno riprese oppure no) e solo i dipendenti, oltre evidentemente alla società, sono toccati dalla decisione.

                                         La frase “a decorrere dal 1.1.2005 non saranno più concessi dei rimborsi spese forfetari. La RI 1 è perciò tenuta ad allestire un conteggio mensile delle spese dei singoli dipendenti, corredato dai rispettivi giustificativi.” non può pertanto essere impugnata.

                                         Tuttavia, essendoci per la ricorrente la necessità di conoscere se le spese forfetarie vanno riconosciute come tali, la cassa, come richiesto in sede di ricorso, è tenuta, in virtù dell’art. 49 cpv. 1 LPGA, se non vuole incorrere in una denegata giustizia, ad emettere una decisione formale condannatoria, tramite la quale riprende le spese forfetarie versate nei primi mesi del 2005 e contro la quale la società potrà interporre ricorso (cfr. anche STCA del 25 gennaio 2005, inc. 30.2004.89).

                                         In questo senso il ricorso va parzialmente accolto.

                             2.14.   Nella misura in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal diritto federale è data facoltà di impugnativa al Tribunale federale delle assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.

                                         Per quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale - non vi è controllo giudiziario da parte del Tribunale federale delle assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo (v. DTF 124 V 146 c. 1 e riferimenti) ed il giudizio cantonale è definitivo.

                                         A __________, persona interessata ed intervenuta in corso di causa, va trasmessa copia della presente sentenza (cfr. anche STFA del 2 maggio 2005 nella causa S, H 14/04).

                                         A questo proposito va evidenziato come non meriti approfondimento la questione a sapere se l’interessato ha ricevuto la decisione della Cassa, ritenuto che comunque il TCA lo ha interpellato pendente causa e il suo diritto di essere sentito è stato in questo modo salvaguardato.

                                         All’insorgente, rappresentata da una fiduciaria, vanno assegnate le ripetibili (art. 61 LPGA).

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                 1.-   Il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

                                         § La decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa affinché proceda come ai considerandi.

                                 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         La Cassa verserà CHF 1'500.-- (IVA inclusa) alla RI 1 a titolo di ripetibili.         

                                 3.-   Nella misura in cui le liti hanno per oggetto la richiesta di contributi per assegni familiari, la presente decisione è definitiva.

                                 4.-   Per quanto attiene ai contributi di diritto federale la presente decisione viene comunicata agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                           Il segretario

Daniele Cattaneo                                                  Fabio Zocchetti

30.2005.19 — Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.09.2005 30.2005.19 — Swissrulings