Incarto n. 52.2002.00027-28
Lugano 25 marzo 2002
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sui ricorsi 16 gennaio 2002 delle
a) __________ patr. da: avv. __________ b) __________ patr. da: avv. __________
contro
le decisioni 18 dicembre 2001 del Consiglio di Stato (n. 6104 e 6105), che respingono le impugnative presentate dalle insorgenti avverso la risoluzione 12 ottobre 2001 della Sezione dei permessi e dell'immigrazione (SPI) che revoca alla __________ l'autorizzazione a gestire il "__________";
viste le risposte:
- 22 gennaio 2002 del Consiglio di Stato;
- 1. febbraio 2002 della __________;
- 4 febbraio 2002 della Sezione dei permessi e dell'immigrazione;
al ricorso sub a)
- 30 gennaio 2002 della __________;
- 30 gennaio 2002 del Consiglio di Stato;
- 4 febbraio 2002 della Sezione permessi e immigrazione;
al ricorso sub b)
acquisite agli atti le notifiche di polizia dei clienti del motel,
preso atto delle osservazioni 7 marzo 2002 della __________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Il 30 maggio 1998 la __________, titolare della patente d'esercizio pubblico (cat A1) relativa al "__________", ha concesso in locazione alla __________ lo stabilimento in questione, comprendente un locale per la ristorazione di 60 posti e 34 camere con 68 letti.
Il 3 novembre 1998 la locataria ha ottenuto l'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico.
B. Il 14 febbraio 2001 il Ministero pubblico ha ordinato la chiusura del "__________", perché era utilizzato su vasta scala da donne straniere dedite alla prostituzione che soggiornavano illegalmente nel Cantone. Per lo stesso motivo, il 22 di quello stesso mese, l'Ufficio dei permessi (UP) ha sospeso l'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico per la durata di tre mesi a titolo di sanzione.
La decisione non è stata impugnata.
C. Con contratto 22 giugno 2001 la __________ ha ceduto alla __________ "l'attività commerciale relativa alla gestione del __________ ".
D. Il 28 giugno 2001 la __________ ha chiesto alla Sezione dei permessi (SPI) il rilascio di una nuova autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico in oggetto. La gerenza sarebbe stata assunta da __________, titolare di un certificato di capacità. L'istante ha allegato alla domanda i documenti prescritti dall'art. 78
RLEsPub. Del contratto di cessione appena sottoscritto con la __________ non ha fatto la benché minima menzione.
Il 31 luglio 2001 la SPI ha rilasciato alla __________ l'autorizzazione richiesta. Il 7 agosto 2001 l'UP ha avvertito il gerente che qualora fossero state rilevate nuove irregolarità, l'autorizzazione a gestire sarebbe stata revocata.
E. Alla fine di settembre del 2001 due soci della __________ hanno convenuto in giudizio la __________ davanti al Pretore di __________. Con decreto provvisionale 3 ottobre 2001 il Pretore ha ordinato alla convenuta di "astenersi da qualunque atto nella gestione dell'esercizio pubblico __________ ".
L'8 ottobre 2001 il gerente __________ si è presentato all'UP per denunciare che l'esercizio pubblico era in realtà gestito dalla __________ e che vi erano alloggiate 28 donne, 27 delle quali straniere, dedite alla prostituzione. Soltanto 4 camere del motel erano destinate ai clienti di passaggio. Lo stesso giorno, l'amministratore unico della __________, avv. __________, ha inoltre trasmesso per fax all'UP il contratto di cessione dell'attività commerciale sottoscritto il 22 giugno precedente dalla __________, dichiarando che la società aveva effettivamente gestito l'esercizio pubblico sino al momento in cui il Pretore le ha ingiunto di astenersene.
F. Preso atto della situazione, il 12 ottobre 2000 la SPI ha revocato alla __________ l'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico, ritenendo che fosse stata rilasciata sulla base di indicazioni inveritiere e che la beneficiaria ne avesse abusato per trasformare nuovamente il motel in un postribolo.
G. Il 18 ottobre 2001 __________ ha comunicato all'UP, per il tramite del suo patrocinatore, che la __________ - in realtà - aveva assunto unicamente la gestione finanziaria dell'esercizio pubblico. Ha inoltre aggiunto che le affermazioni sull'esercizio della prostituzione si fondavano su semplici impressioni, non suffragate da alcun elemento concreto. Ha infine rilevato di aver firmato il verbale redatto presso l'UP senza leggerlo, perché affetto da una grave forma di diabete, che gli provoca seri problemi di vista.
H. Con separate decisioni 18 dicembre 2001, di ugual tenore, il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi inoltrati dalla __________ e da __________, rispettivamente dalla __________, contro la decisione di revoca dell'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico.
Disattese le eccezioni di violazione del diritto di essere sentito sollevate dai ricorrenti e ritenuta attendibile la deposizione resa spontaneamente dal gerente all'UP, il Governo ha ritenuto che il motel fosse stato effettivamente ritrasformato in un postribolo e che l'autorizzazione a gestire fosse stata rilasciata sulla base di dichiarazioni inveritiere, in quanto non menzionanti l'avvenuta cessione della gestione del motel alla __________.
I. Con separati ricorsi tanto la __________, quanto la __________ impugnano le predette decisioni governative davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.
a) La __________ ripropone in questa sede l'eccezione di violazione del diritto di essere sentito sollevata invano in prima istanza. Al riguardo sottolinea in particolare come il provvedimento sia stato adottato sulla base di risultanze acquisite agli atti senza contraddittorio.
b) Analoghe considerazioni vengono svolte dalla __________, che rileva di essersi limitata ad assicurare la gestione finanziaria del locale, lasciando quella sostanziale alla __________.
K. All'accoglimento dei ricorsi si oppongono il Consiglio di Stato e la SPI/UP, che contesta succintamente le tesi delle ricorrenti.
D'ufficio, il Tribunale cantonale amministrativo ha acquisito agli atti le notifiche di polizia del motel relative al periodo 25 agosto - 15 ottobre 2001, dalle quali risulta che il motel era frequentato soprattutto da giovani donne sole, provenienti da paesi sudamericani o dell'est europeo.
A mente della __________ questi accertamenti sarebbero irrilevanti. La __________ non ha presentato osservazioni.
Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 71 cpv. 3 LEsPubb.
La __________ è senz'altro legittimata a contestare il giudizio con cui il Consiglio di Stato ha confermato la decisione di revoca dell'autorizzazione a gestire il motel __________, di cui era titolare. Tale provvedimento la colpisce infatti direttamente e personalmente nei suoi interessi.
La __________ è a a sua volta legittimata ad impugnare il giudizio del Consiglio di Stato che respinge nel merito l'impugnativa da essa presentata contro la revoca dell'autorizzazione a gestire, rilasciata dalla SPI alla __________. Se la __________ fosse effettivamente legittimata ad impugnare il provvedimento è questione che verrà esaminata con il merito.
Le impugnative, tempestive, sono dunque ricevibili in ordine.
Vertendo sulla medesima fattispecie, possono essere evase con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti (art. 18 PAmm), integrati dalle notifiche di polizia che questo tribunale ha acquisito d'ufficio all'incarto.
2. L'impugnativa della __________ va respinta in limine già perché il Governo non poteva in nessun caso riconoscere a questa società la qualità per agire in giudizio contro un atto amministrativo che non la concerne né direttamente, né personalmente. La dichiarazione resa in un primo tempo dal suo amministratore unico, di aver gestito il motel dalla riapertura sino al decreto provvisionale del Pretore, non la abilitava di certo ad impugnare il provvedimento di revoca dell'autorizzazione a gestire accordata alla __________. Ancor meno le si può riconoscere la potestà ricorsuale se si presta fede alle tesi che sostiene ora, pretendendo di non aver gestito materialmente l'esercizio pubblico, ma di essersi limitata ad assicurarne la gestione finanziaria.
3. 3.1. Giusta l'art. 69 LEsPubb, l'autorizzazione a gestire un esercizio pubblico è revocata quando: (a) per ottenerla sono state date indicazioni inveritiere; (b) in caso di sospensione dell'autorizzazione stessa si persiste o si ricade nella stessa infrazione per la quale era stata sospesa.
Prima di revocare l'autorizzazione a gestire, l'autorità deve offrire agli interessati la possibilità di prendere posizione sui fatti di cui intende prevalersi per giustificare il provvedimento. Lo esige il diritto di essere sentito (Imboden Rhinow, Schweiz. Verwaltungsrechtsprechungs, V. ed., n. 81 B I seg.; Scolari, Diritto amministrativo, vol. I, n. 140 seg.).
3.2. Nell'evenienza concreta, la SPI/UP ha palesemente violato il diritto della __________ di essere sentita prima dell'adozione del provvedimento qui in esame. Raccolta la deposizione spontaneamente resa dal gerente __________ sulla situazione dell'esercizio pubblico, la SPI ha revocato l'autorizzazione a gestirlo senza ulteriori formalità. In particolare, senza offrire alla diretta interessata alcuna possibilità di prendere posizione al riguardo.
3.3. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la flagrante violazione del diritto di essere sentiti posta in essere dalla SPI/UP fosse sanata già per il fatto che la __________ aveva avuto la possibilità di impugnare la revoca davanti ad esso, ossia davanti ad un'autorità di ricorso dotata di pieno potere di cognizione.
La deduzione merita conferma.
Dottrina e giurisprudenza ammettono in effetti che alle violazioni del diritto di essere sentiti possa essere posto rimedio in sede di ricorso, allorché l'istanza superiore può esaminare liberamente tanto il fatto, quanto il diritto (cfr. Imboden Rhinow, op. cit., n. 87 B III). Ipotesi, questa, che in concreto appare data, stante che davanti al Consiglio di Stato, autorità di ricorso dotata di pieno potere di cognizione (art. 56 PAmm), l'insorgente ha potuto liberamente contestare la deposizione resa dal gerente __________ alla SPI/UP, sulla quale si fonda il provvedimento in esame.
4. 4.1. Giusta l'art. 12 LEsPub i locali dell'esercizio pubblico non possono essere usati per scopi estranei all'attività dell'esercizio.
Tanto dal profilo della legislazione sugli esercizi pubblici, quanto dal profilo della legislazione edilizia, l'utilizzazione di uno stabilimento alberghiero per l'esercizio non occasionale della prostituzione configura un evidente abuso della destinazione autorizzata. Lo scopo di un albergo è infatti quello di offrire a terzi alloggio e ristoro (art. 9 RLEsPub). Non è quello di permettere a prostitute di usufruire di un'infrastruttura per dispensare i loro servizi. Un albergo non può fungere da bordello. Né un postribolo può ambire alla qualifica di albergo.
L'abuso della destinazione alberghiera autorizzata sussiste quando prove o convergenti indizi dimostrano che lo stabilimento è utilizzato in misura preponderante da donne che vi alloggiano allo scopo precipuo di esercitarvi la prostituzione e che la funzione alberghiera è ridotta al rango di attività subalterna, volta a favorire l'esercizio del meretricio.
Analoghe considerazioni valgono per i motel, ovvero per quegli esercizi pubblici di tipo alberghiero destinati in prevalenza a turisti motorizzati (art. 12 RLEsPub).
4.2. Nell'evenienza concreta, la trasformazione del motel __________ in un postribolo non è provata soltanto dalla deposizione resa dal gerente, ma è pienamente confermata dalle notifiche di polizia acquisite agli atti dal Tribunale cantonale amministrativo. Vista la causa civile in atto tra le ricorrenti, la deposizione del gerente poteva di per sé anche essere meno spontanea e sincera di quel che appare. Inconfutabili sono invece le deduzioni che possono essere tratte dagli accertamenti esperiti in questa sede.
Dalle notifiche di polizia raccolte da questo tribunale emerge in effetti chiaramente che all'infuori di qualche raro e forse ignaro cliente il motel era frequentato soprattutto da giovani donne sole, provenienti da paesi sudamericani o dell'est europeo, noti come esportatori di operatrici del sesso. Come l'esperienza insegna, si tratta indubbiamente anche in questo caso di donne, che sono entrate in Svizzera munite di un semplice visto turistico per soggiornarvi qualche mese operando abusivamente come prostitute. Altrettanto certo è che l'attività principale del motel fosse costituita dall'esercizio della prostituzione. L'attività alberghiera era accessoria. Delle oltre 90 notifiche compilate dai clienti in poco più di due mesi, soltanto una ventina sono infatti riconducibili a clienti di sesso maschile, che non possono essere messi in relazione con il meretricio. Tutte le altre notifiche sono invece riconducibili a giovani donne di origine sudamericana o di paesi dell'est, che soggiornavano sole per periodi di tempo più o meno lunghi in uno stabilimento con dei trascorsi di bordello: circostanze, queste, che considerate nel loro insieme permettono di ritenere provata l'ipotesi che abbiano praticato la prostituzione e che il motel fosse nuovamente utilizzato come postribolo. Le notifiche di polizia confermano quindi pienamente la deposizione resa dal gerente, che invano ha poi tentato di ritrattarla.
Accertata la clamorosa ed evidente recidiva, già per questo motivo, il ricorso della __________ va respinto siccome palesemente privo di fondamento.
5. La tassa di giustizia è posta a carico delle ricorrenti in ragione di metà ciascuno.
Per questi motivi,
visti gli art. 12, 69, 71 LEsPub; 12 RLEsPub; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm;
dichiara e pronuncia:
1. I ricorsi sono respinti.
2. La tassa di giustizia di fr. 1'000.- è a carico delle ricorrenti in ragione di metà ciascuno.
3. Intimazione a:
__________
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario