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Ticino Tribunale cantonale amministrativo 20.11.2000 52.2000.195

November 20, 2000·Italiano·Ticino·Tribunale cantonale amministrativo·HTML·1,469 words·~7 min·3

Summary

Sentenza o decisione senza scheda

Full text

Incarto n. 52.2000.00195  

Lugano 20 novembre 2000  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

segretario:

Thierry Romanzini, vicecancelliere

statuendo sul ricorso 24 luglio 2000 di

__________  

contro  

la risoluzione 11 luglio 2000 (n. 3011) del Consiglio di Stato, che ha parzialmente accolto l'impugnativa interposta dall'insorgente riducendo  a fr. 600.– la multa di fr. 1'000.– inflittagli con decreto 25 maggio 2000 dal municipio di __________ per il taglio abusivo di un albero situato sul fondo n. __________ RF di quel comune di proprietà del locale patriziato;

viste le risposte:

-    10 agosto 2000 del patriziato di __________;

-    10 agosto 2000 del municipio di __________;

-    16 agosto 2000 del Dipartimento del territorio, Divisione dell'ambiente, Ufficio forestale del VII circondario;

-    30 agosto 2000 del __________;

-    30 agosto 2000 del Consiglio di Stato;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in fatto

                                  A.   Con rapporto del 1° marzo 2000, il municipio di __________ ha aperto un procedimento contravvenzionale a carico del ricorrente __________ per aver tagliato abusivamente un albero protetto (castagno) situato sul fondo n. __________ RF di quel comune di proprietà del patriziato in località __________. L'infrazione è stata accertata il 23 febbraio 2000 dal tecnico comunale.

Raccolte le osservazioni del prevenuto, il 25 maggio 2000 il municipio gli ha inflitto una multa di fr. 1'000.– per i fatti addebitatigli. La decisione è stata resa in applicazione degli art. 145 segg. LOC e 15 NAPR __________.

                                  B.   a) Contro questa decisione, __________ è insorto davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento. In sostanza, egli ha sostenuto che il castagno, completamente secco, era di sua proprietà e che il taglio della pianta era finalizzato ad evitare l'umidità alla sua casa situata nelle immediate vicinanze.

b) Con giudizio dell'11 luglio 2000 il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto il gravame, riducendo l'importo della multa inflitta al ricorrente a fr. 600.–. Lasciato aperto il quesito sulla proprietà della pianta protetta, il Governo ha considerato che le giustificazioni addotte dal ricorrente non erano liberatorie. Ha tuttavia ridotto la multa, in quanto il municipio ne aveva fissato l'importo con scarna motivazione. Ha pure tenuto conto dell'incombente procedura contravvenzionale per violazione alla LCFo.

                                  C.   Contro il predetto giudizio governativo __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento. Richiamando gli argomenti addotti nel suo gravame dinnanzi al Consiglio di Stato, ribadisce la proprietà della pianta abbattuta. Invoca la parità di trattamento con casi analoghi verificatisi in __________, sanzionati con una multa ma successivamente annullati dall'autorità comunale. Indica di non voler più commettere in futuro un simile errore, chiedendo di tener conto che è la prima volta che egli incappa in una multa del genere.

                                  D.   All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni. Ad identica conclusione pervengono il patriziato di Cavergno, il __________, l'Ufficio forestale del VII circondario con argomenti di cui si dirà, se necessario, qui appresso. Il municipio di __________ chiede, per contro, che l'importo della multa venga riportato a fr. 1'000.–.

Considerato,                  in diritto

                                   1.   La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dagli art. 148 cpv. 3 LOC e 208 cpv. 1 LOC. La legittimazione attiva dell'insorgente è data dagli art. 209 lett. b LOC e 43 PAmm. Il presente gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base delle prove in atti (art. 18 cpv. 1 PAmm).

                                   2.   2.1. L'art. 145 LOC demanda al municipio il compito di punire con la multa le contravvenzioni ai regolamenti comunali, alle ordinanze municipali o alle leggi la cui applicazione gli è affidata. Il massimo della multa è di fr. 10'000.–, riservate le leggi speciali. La procedura è retta dagli art. 147-148 LOC. Riservate le disposizioni particolari di tali norme, per il resto è applicabile la PAmm (art. 147 cpv. 3 LOC).

2.2. L'art. 15 delle NAPR della __________ (NAPR/__________) considera come monumenti naturali degni di protezione a livello di comprensorio di tutta la valle, tra l'altro, la vegetazione pregiata sia come esemplari singoli, a gruppi o formanti selve di castagni e noci. La medesima norma prevede pure che gli alberi (noci, castagni e faggi) non possono essere tagliati - né totalmente né parzialmente - senza la previa autorizzazione dell'autorità comunale. Resta riservata la competenza dell'autorità forestale.

                                   3.   3.1. Giusta l'art. 21 della Legge federale sulle foreste (LFo, RS 921.0), il taglio d'alberi nella foresta è subordinato all'autorizzazione del servizio forestale. I cantoni possono prevedere eccezioni.

Secondo l'art. 43 cpv. 1 lett. e LFo è punito con l'arresto o con la multa sino a fr. 20'000.– chiunque intenzionalmente e senza autorizzazione abbatte alberi in foresta. Il cpv. 4 della medesima disposizione prevede che i cantoni possono perseguire come contravvenzioni le infrazioni al diritto cantonale.

3.2. A norma dell'art. 38 della Legge cantonale sulle foreste (LCFo; RL 8.4.1.1.) chiunque, intenzionalmente e senza autorizzazione, danneggia il bosco o altro modo contravviene alla legislazione forestale è punibile con una multa fino a franchi 20'000.– (cpv. 1). Se l'autore agisce per negligenza, esso è punibile con una multa fino a fr. 10'000.– (cpv. 2).

                                   4.   In concreto, il 30 novembre 1999 il municipio di __________, raccolta la concessione (n. TI.7.0108) rilasciata dall'Ufficio forestale del VII° circondario, ha autorizzato il patriziato di __________ a tagliare 9 piante, di cui 3 castagni, sul fondo n. __________ di proprietà di quest'ultimo, invitandolo nel contempo a prestare la massima attenzione sul fatto che su quel mappale esistevano tre alberi protetti dalle NAPR/__________ indicate sull'annesso Piano di utilizzazione n. 7 della __________, il cui taglio o danneggiamento era vietato. Dagli atti risulta che in seguito l'Ufficio patriziale ha autorizzato a sua volta __________ a tagliare le 9 piante (risposta del patriziato di __________ al ricorso dinnanzi al Consiglio di Stato, p. 1; scritto 18 dicembre 1999 dell'Ufficio patriziale all'insorgente). Lo stesso giorno anche il ricorrente ha ottenuto l'autorizzazione dal municipio a tagliare una pianta sul fondo n. __________ di sua proprietà, in questo caso una quercia. Anch'esso è stato avvertito dall'autorità comunale dell'esistenza, nella zona, delle tre piante protette di cui sopra.

Nell'inverno 1999-2000, il multato ha tagliato sul fondo n. __________ di proprietà del locale patriziato un castagno protetto.

                                   5.   A ragione il municipio di __________ ha posto in contravvenzione l'insorgente per aver violato l'art. 15 NAPR/__________. La pianta di castagno abbattuta dal resistente era definita quale monumento naturale ed era protetta dalla legislazione locale. __________ non ha violato per contro la legislazione forestale e non potrebbe essere di conseguenza multato in tal senso.

Il taglio, tra l'altro, di tre castagni sul fondo n. __________ di proprietà del patriziato soggiaceva alla concessione da parte dell'Ufficio forestale del VII° circondario, in quanto le piante erano situate in area forestale (art. 21 LFo). Con la concessione si accertava la conformità dell'abbattimento delle piante previste con la legislazione forestale. Il taglio degli alberi poteva essere autorizzato soltanto se non violava l'art. 15 NAPR/__________, verifica di competenza del municipio di __________ (v. condizioni particolari cui era sottoposta la concessione N. TI.7.0108).

Di conseguenza, la legislazione forestale e quella in materia di monumenti naturali, se poste a confronto, non si contrastano in quanto non riguardano lo stesso campo e non tendono a salvaguardare lo stesso interesse collettivo.

                                   6.   Le giustificazioni addotte dal multato non sono liberatorie.

Il ricorrente non nega di essere stato al corrente che il castagno che aveva tagliato era protetto. Sapere se egli fosse effettivamente proprietario della pianta situata sul fondo del patriziato è una questione che non merita dunque di essere approfondita. In quanto monumento naturale, il castagno in oggetto non poteva essere in nessun caso tagliato. Poco importano quindi i motivi che hanno spinto il ricorrente ad abbatterlo.

A torto il ricorrente pretende lo stesso trattamento adottato in alcuni casi analoghi in cui l'autorità comunale avrebbe condonato la multa ai contravventori. Tale argomento, contestato dal municipio, non è corredato da alcun supporto probatorio e rimane pertanto del puro parlato.

Sulla scorta di tali argomentazioni, in considerazione della colpa imputabile al ricorrente per aver tagliato l'albero che sapeva essere protetto e della gravità dell'infrazione commessa, tenuto tuttavia conto che __________ non è mai stato posto in contravvenzione in precedenza, l'importo della multa ridotto dal Consiglio di Stato da fr. 1'000.– a fr. 600.– appare tutto sommato proporzionato alla fattispecie. In definitiva, sebbene per altri motivi, questo Tribunale lo condivide.

                                   7.   Il ricorso va pertanto respinto e la risoluzione governativa confermata.

Tassa e spese di giustizia seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

Per questi motivi,

visti gli art. 145, 148, 208, 209 LOC; 21 LFo; 38 LCFo; 15 NAPR/__________; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                   2.   La tassa di giustizia e le spese, per complessivi fr. 300.–, sono poste a carico del ricorrente.

                                      3.   Intimazione a:

  __________  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il segretario

52.2000.195 — Ticino Tribunale cantonale amministrativo 20.11.2000 52.2000.195 — Swissrulings