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Ticino Il Presidente della Pretura Penale 19.06.2012 91.2012.12

June 19, 2012·Italiano·Ticino·Il Presidente della Pretura Penale·HTML·2,445 words·~12 min·4

Summary

Circolare sull'autostrada A2, omettendo di prestare le dovuta attenzione alla circolazione; cambio di corsia da sinistra verso destra malgrado la presenza di una vettura con conseguente collisione

Full text

Incarto n. 91.2012.12 1701/805

Bellinzona 19 giugno 2012  

Sentenza con motivazione In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

Il Presidente della Pretura penale

Marco Kraushaar

sedente con Petra Vanoni in qualità di segretaria per giudicare

  IM 1    difeso da:   DI 1    

visto                                  il decreto d’accusa n. 1701/805 del 13 gennaio 2012;

preso atto                          che la AINQ 1  ritiene l’imputato autore colpevole di

                                        infrazione alle norme della circolazione

                                        per avere, il 10 settembre 2011 a __________, alla guida del convoglio stradale __________ circolato sull’autostrada A2, omettendo di prestare le dovuta attenzione alla circolazione, per cui, eseguiva un cambio di corsia da sinistra verso destra malgrado la presenza di una vettura con la quale conseguentemente collideva;

                                        e propone la condanna alla multa di fr. 300.- oltre alla tassa di giustizia di fr. 80.- e alle spese di fr. 70.-;

rilevato                              che il difensore chiede il proscioglimento;

considerato                        in fatto e in diritto

                                 1.     La Sezione della circolazione rimprovera a IM 1 di avere il 10 settembre 2011, alla guida del convoglio stradale __________, mentre circolava sull’autostrada A2 in territorio di __________, omesso di prestare la dovuta attenzione alla circolazione, per cui eseguiva un cambio di corsia da sinistra verso destra malgrado la presenza di una vettura con la quale conseguentemente collideva.

                                 2.     Durante il suo interrogatorio in polizia l’imputato ha così descritto la sua manovra:

                                        “(…) Circolavo sull’autostrada A2 in direzione nord regolarmente allacciato con la cintura di sicurezza e, dopo lo svincolo di __________, il convoglio si trovava sulla corsia di destra.

                                        Dopo lo svincolo l’autostrada presenta una corsia in più, in effetti da destra si aggiunge la corsia di accelerazione per i veicoli in entrata.

                                        Era mia intenzione spostarmi sula corsia più a destra, avevo già inserito l’indicatore di direzione. Alla mia destra vi era ancora la doppia linea di sicurezza per cui attendevo il giusto momento per procedere alla manovra di rientro sulla corsia di destra. Mi ricordo che alla mia destra vi era un’automobile di colore bianco portante targhe BE. Ho leggermente decelerato al fine di lasciar proseguire l’auto citata e poter spostarmi alla mia destra.

                                        Improvvisamente ho sentito un rumore di frenata e sulle prime avevo pensato ad un problema al mio impianto frenante. Qualche attimo più tardi ho potuto vedere, sullo specchietto retrovisore centrale del mio trattore (diretto sull’angolo morto), un’automobile di colore grigio che aveva appena colliso contro lo spigolo destro anteriore del trattore stesso.

                                        Preciso che non avevo ancora iniziato la manovra di spostamento verso destra.

                                        L’automobile, a causa del sinistro, ha praticamente attraversato l’autostrada da destra verso sinistra passando davanti al mio trattore. Dopo aver colliso contro il serbatoio del mio trattore (che si trova sul lato sinistro), è andata a collidere contro lo spartitraffico fermandosi infine a cavallo tra la seconda e la terza corsia (…)” (cfr. verbale 29 ottobre 2010, pag.2/3).

                                        A domanda dell’agente egli ha negato che il veicolo del co-protagonista si trovasse al suo fianco da tempo, precisando che: “No. Non ho visto arrivare l’automobile in questione. È impossibile che si trovasse nel mio angolo morto in quanto il mio veicolo è munito di quattro specchietti (tre sul lato ed uno frontalmente) ed ho la completa visuale” (cfr. R1). Egli ha tra l’altro negato categoricamente di essersi spostato dalla corsia centrale (cfr. R2).

                                 3.     In sede di dibattimento egli ha poi completato le sue dichiarazioni affermando che:

                                        “Confermo di avere inserito l’indicatore di direzione destro per segnalare la mia intenzione di spostarmi sulla corsia più a destra quando alla mia destra vi era ancora la doppia linea di sicurezza.

                                        A quel momento non potevo ancora spostarmi a destra sia perché c’era ancora la doppia linea di sicurezza sia perché all’altezza dello spigolo anteriore destro del mio trattore vi era un veicolo bianco targato Berna.

                                        Guardando negli specchietti ho notato che in lontananza, ancora sotto il ponte dove c’è la curva circolare che permette di accedere all’autostrada, vi erano cinque veicoli che si stavano immettendo sulla stessa. Quando è terminata la doppia linea di sicurezza due di questi veicoli si sono spostati sulla corsia centrale e poi su quella di sinistra e mi hanno sorpassato. In seguito altri due di questi cinque veicoli mi hanno sorpassato a sinistra.

                                        La quinta di queste auto deve avere cominciato a superarmi sulla destra nonostante avessi inserito l’indicatore di direzione destro. Dico “deve avere” cercato di superarmi a destra perché non l’ho più vista.

                                        Nel frattempo il veicolo bianco targato Berna si era allontanato poiché avevo lasciato leggermente il gas per rallentare la mia corsa.

                                        A mio modo di vedere la doppia linea di sicurezza è di alcune centinaia di metri.

                                        Questo quinto veicolo di cui ho detto, nonostante io guardi spesso negli specchietti, l’ho visto ricomparire solo quando me lo sono trovato davanti al frontale del trattore. In questo momento la doppia linea di sicurezza era finita, più precisamente mi trovavo già sul viadotto che attraversa il fiume Ticino.

                                        Il mio autoarticolato si trovava ancora completamente sulla corsia centrale. Il veicolo che si trovava a destra deve essersi spostato verso di me e avere colliso con la mia cabina dietro alla ruota anteriore destra, perché in quel punto ho riscontrato dei graffi. A mio modo di vedere l’automobile ha toccato il mio veicolo con il suo specchietto sinistro e in seguito ha fatto una brusca sterzata verso destra perdendo poi il controllo. Dico questo perché lo specchietto è stato trovato all’incirca 30 cm dalla linea di direzione a destra della corsia centrale, all’interno della stessa”.

                                 4.     Il co-protagonista, dal canto suo, ha così descritto l’accaduto:

                                        “Provenienti da__________ siamo entrati in autostrada allo svincolo di __________ e siamo rimasti sulla corsia di destra. Appena siamo entrati in autostrada abbiamo notato che di fianco a noi c’era un veicolo pesante il quale stava già circolando proveniente da Lugano. Noi abbiamo quindi continuato a circolare sulla corsia di destra e lui sulla corsia centrale. Dopo circa 500 metri dallo svincolo mi trovavo leggermente più avanti rispetto al veicolo pesante. Improvvisamente ho notato che lui aveva inserito l’indicatore di direzione destro e voleva spostarsi sulla mia corsia. Ho quindi pensato che avrebbe aspettato che io gli passavo davanti prima di cambiare corsia e invece lui si è spostato verso destra. Il tutto si è svolto molto velocemente e non ho potuto fare niente in quanto comunque alla mia destra c’era la barriera. L’urto è avvenuto con la parte laterale destra del suo trattore a sella contro la parte posteriore della mia fiancata sinistra. A seguito della collisione il mio veicolo ha cominciato a ruotare in senso antiorario strisciando con la fiancata sinistra contro la parte anteriore del veicolo pesante” (cfr. verbale __________ 10 settembre 2011, pag. 2/4).

                                        L’automobilista ha inoltre dichiarato che “sono convinto che non mi ha visto, a mio modo di vedere ci trovavamo nel suo angolo morto. Comunque davanti a noi c’erano altri veicoli. Era però da diversi metri che mi trovavo a circolare di fianco a lui all’altezza della sua cabina” (cfr. R3).

                                 5.     La difesa ha evidenziato come l’imputato deve essere prosciolto dall’addebito mossogli, ritenuto che la descrizione dei fatti contenuta nel decreto d'accusa non è verificabile o accertabile.

                                        In concreto, si è in effetti in presenza di versioni contrapposte che non risultano a priori inverosimili.

                              5.1.     Nondimeno a una più attenta valutazione delle dichiarazioni dei protagonisti, la versione dell’imputato non risulta credibile.

                                        Anzitutto, la spiegazione da lui fornita sulla dinamica della collisione non appare per nulla plausibile.

                                        Pacifico è – sulla base dei segni riscontrati sulla carrozzeria dell’autoarticolato e sulle dichiarazioni almeno su questo punto convergenti – che dopo la collisione con la cabina dietro alla ruota anteriore destra del trattore, il veicolo del co-protagonista ha iniziato a ruotare in senso antiorario strisciando dapprima con la fiancata sinistra contro la parte anteriore del trattore, toccando quindi il serbatoio del diesel che si trova sulla parte sinistra dello stesso, per poi essere proiettata con la parte posteriore contro il guidovia centrale, terminando la sua corsa sulla corsia di sinistra nella posizione finale indicata dalla foto 5 di cui al rapporto di polizia.

                                        L’imputato sostiene che la vettura si sarebbe spostata a sinistra e avrebbe toccato il suo mezzo con lo specchietto sinistro e in seguito fatto una brusca sterzata verso destra perdendo poi il controllo e attraversando la carreggiata da destra a sinistra davanti a lui. Tale spiegazione tuttavia non convince, ove appena si consideri come il contraccolpo dopo l’impatto e la brusca sterzata verso destra avrebbero avuto per effetto di rallentare sensibilmente la velocità della vettura, che nei frangenti precedenti la collisione procedeva a velocità leggermente superiore o pari a quella dell’autoarticolato, circostanza di cui non vi è motivo di dubitare. Considerato che il camion ha proseguito alla stessa andatura, mal si vede come la vettura che avrebbe invece subito un’importante decelerazione dovuta alla sterzata, abbia potuto superarlo e ruotargli davanti.

                                        La versione del protagonista __________, secondo cui il convoglio, che circolava in posizione leggermente arretrata rispetto alla sua, lo avrebbe urtato sulla parte posteriore nella fase di spostamento a destra, è per contro perfettamente compatibile con la sequenza di movimenti compiuta dalla sua vettura e appare pertanto logica e credibile.

                              5.2.     Talune dichiarazioni dell’imputato destano poi qualche perplessità.

                                        In primo luogo appare sintomatico che egli abbia ammesso di aver scorto in lontananza il veicolo condotto dal co-protagonista e di non averlo più visto sino al momento dell’infortunio, quando è improvvisamente riapparso.

                                        Tale “comparizione”, sulla quale nemmeno l’imputato ha saputo darsi spiegazioni, non depone a suo favore. In realtà il motivo principale dell’infortunio è da ricercare proprio nel fatto che il conducente dell’autoarticolato non aveva visto che alla sua destra stava circolando un veicolo. Egli era convinto che non c’era più nessuno e si è accorto della presenza solo quando l’ha visto comparire davanti al suo automezzo dopo avere sentito uno stridere di copertoni che ha ritenuto essere dovuto a una frenata, ma che molto più verosimilmente era da ascrivere al movimento laterale e rotatorio del veicolo __________ a seguito della collisione.

                                        Peraltro vi è da notare che per spostare un veicolo piccolo e leggero come una Toyota Yaris un autoarticolato delle dimensioni e del peso di quello condotto dall’imputato non deve neppure dare un colpo molto forte. Potrebbe quindi darsi che Beat Meier non abbia neppure sentito il colpo dovuto alla collisione.

                                        In secondo luogo, risulta pure incomprensibile e del tutto illogico il fatto che nonostante la proclamata intenzione di rientrare sulla corsia di destra (manifestata almeno 500 metri prima, considerato che l’indicatore di direzione è stato esposto per almeno un minuto), l’imputato sia rimasto sulla corsia centrale dopo che l’unico ostacolo da lui visto a destra, il veicolo bianco con targhe bernesi, si era, per suo stesso dire, allontanato. Ciò che porta giocoforza a concludere che anche su questo aspetto la versione di IM 1 non è credibile. Diversamente, la versione di __________, peraltro più precisa, è compatibile con il movimento compiuto dalla sua vettura ed è pertanto da ritenere più credibile e da preferire a quella dell’imputato.

                              5.3.     Si noti, infine, che a sostegno della sua versione, l’imputato durante l’istruttoria dibattimentale ha pure specificato che “mi preme ancora rilevare che sono stato io stesso a chiamare la polizia utilizzando il telefono che mi era stato gentilmente prestato da un automobilista tedesco che seguiva il mio autoarticolato e che dopo avere assistito ai fatti si era pure fermato. L’agente Nodari che è intervenuto ha interrogato questo automobilista e ho sentito che egli ha avuto modo di segnalare all’agente di non avere visto alcun spostamento a destra da parte mia, ma che ho sempre proseguito in modo rettilineo sulla corsia centrale. Purtroppo questa persona non è stata verbalizzata; l’agente dopo averla interrogata l’ha lasciata ripartire”.

                                        Interrogato in aula a questo proposito, l’agente non ha tuttavia saputo confermare quanto addotto dall’imputato, anzi ha dichiarato che:

                                        “Sinceramente non mi ricordo ora il fatto; devo rilevare che non è da escludere che ci sia qualcuno che si sia fermato e che io abbia anche potuto parlargli insieme, tuttavia se questa persona non è stata verbalizzata è perché dal colloquio è emerso che non poteva fornire elementi utili per stabilire la dinamica dell’incidente.

                                        Proprio perché non ricordo quanto sostiene l’imputato non posso neppure dire se è corretto quanto da lui affermato in merito a quello che avrebbe sentito dire dal conducente tedesco. Osservo che se questo conducente avesse detto quello che mi ha detto il giudice lo stesso sarebbe stato verbalizzato perché il fatto è da ritenere importante per stabilire la dinamica”.

                                 6.     In definitiva, dopo aver vagliato gli atti istruttori, questo giudice non ritiene sussistere alcun ragionevole dubbio che il ricorrente ha effettivamente commesso l’infrazione rimproveratagli nel decreto d'accusa.

                                 7.     La multa proposta dalla Sezione della circolazione risulta peraltro correttamente commisurata al grado di colpa, confacentemente proporzionata al caso concreto, tenendo adeguatamente conto del pericolo causato dal comportamento dell’imputato, e contenuta nei limiti di legge. La stessa merita conferma.

richiamati                          gli art. 90 cifra 1 LCStr in relazione con gli art. 26 cpv. 1, 31 cpv. 1, 34 cpv. 3 e 4, 44 cpv. 1 LCStr, 3 cpv. 1 ONC; 106 CP; 80 e segg., 84 e segg., 348 e segg., 422 e segg. CPP; 22 LTG;

                                        al termine dell’odierno dibattimento e dopo aver motivato oralmente la decisione;

pronuncia                 1.     IM 1 è autore colpevole di infrazione alle norme della circolazione per avere, il 10 settembre 2011 a __________, alla guida del convoglio stradale __________ circolato sull’autostrada A2, omettendo di prestare le dovuta attenzione alla circolazione, per cui, eseguiva un cambio di corsia da sinistra verso destra malgrado la presenza di una vettura con la quale conseguentemente collideva.

                                 2.     Di conseguenza  IM 1 è condannato:

                                         2.1.  alla multa di fr. 300.- (trecento);

                                               2.1.1. in caso di mancato pagamento la pena detentiva sostitutiva è fissata in 3 (tre) giorni (art. 106 cpv. 2 CP).

                                        2.2.  al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 750.- (settecentocinquanta) con motivazione scritta e di fr. 350.- (trecentocinquanta) senza motivazione scritta.

                                 3.     Questo giudizio può essere impugnato mediante appello; lo stesso va annunciato alla Pretura penale entro 10 giorni dalla comunicazione della sentenza, per scritto oppure oralmente a verbale. Entro lo stesso termine può essere chiesta la motivazione della sentenza.

                                 4.     Intimazione a:

terzi implicati

P_GLOSS_TERZI

Il presidente:                                                                            La segretaria:

Distinta spese                    a carico di   IM 1

                                        fr.                       300.-          multa

                                        fr.                       630.-          tassa di giustizia

                                        fr.                         20.-          spese giudiziarie

                                        fr.                    1'050.-          totale

Avvertenza:                      la parte che ha annunciato ricorso in appello deve inoltrare una dichiarazione  scritta d’appello alla Corte di appello e di revisione penale, in conformità dell’art. 399 cpv. 3 e 4 CPP, entro venti giorni dalla notificazione di questa sentenza motivata.

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