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Ticino Il Presidente della Pretura Penale 23.01.2004 10.2003.432

January 23, 2004·Italiano·Ticino·Il Presidente della Pretura Penale·HTML·2,823 words·~14 min·4

Summary

Sentenza o decisione senza scheda

Full text

Incarto n. 10.2003.432 DA 2011/2003

Bellinzona 13 novembre 2003  

Sentenza con motivazione In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Giudice della Pretura penale

Damiano Stefani

Il giudice Damiano Stefani, assistito da Marco Agustoni in qualità di segretario,

sedente per giudicare

__________ __________, nata __________, fu __________ e di __________ nata __________, nata l'____________________ __________, a __________ (Bosnia), cittadina jugoslava, domiciliata a __________, coniugata, __________;

prevenuta colpevole di         ripetuto furto di poca entità,

                                        per avere, a scopo di indebito profitto, a __________, nel periodo da inizio del corrente anno al __________ __________ 2003, in danno del negozio __________, da sola o unitamente a __________ __________, in almeno tre occasioni, ripetutamente sottratto capi di vestiario ed altri articoli per un ammontare imprecisato, al fine di appropriarsene (refurtiva recuperata: una felpa, un giacchettino, un dolcevita, nonché altra merce per un valore di fr. 88.30 pronta per essere asportata);

fatti avvenuti                       nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto                     dagli art. 139 cifra 1 e 172ter CPS;

perseguita                         con decreto d’accusa del __________ __________ 2003 n. DA __________/__________ del Procuratore pubblico Moreno Capella, __________, che propone la condanna:

1.       Alla pena di 10 (dieci) giorni di arresto, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 1 (uno) anno.

2.       Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 100.--;

vista                                  l'opposizione al decreto d'accusa interposta tempestivamente con scritto di data __________ __________ 2003 dal difensore;

indetto                               il dibattimento __________ __________ 2003, al quale hanno partecipato l'imputata, assistita dal difensore, avv. __________ __________, ed il patrocinatore della parte civile, avv. __________ __________, mentre il Procuratore pubblico ha rinunciato a presenziare, postulando la conferma del decreto d'accusa impugnato;

accertate                           le generalità dell'accusata, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata e all'audizione dei testi;

sentito                               il patrocinatore della parte civile, il quale chiede la conferma integrale del decreto d'accusa, a suo dire già mite in quanto non ha preso in considerazione tutti i fatti emersi dall'istruttoria e dagli interrogatori dell'imputata e della signora __________. Le prove nei confronti della signora __________ sono schiaccianti e non possono essere fatte vacillare da una semplice ritrattazione;

sentito                               il difensore, il quale sostiene di essere giunto sino al processo nonostante le oggettive difficoltà di rimettere in discussione i fatti. Egli afferma che la sua assistita ha sottoscritto i verbali senza leggerne il contenuto e in una situazione di stress e pressioni psicologiche cagionate dagli interroganti e dal datore di lavoro. Ritiene che la versione fornita in data odierna quella da prendere quale punto di partenza per la decisione, in quanto corrisponde maggiormente alla realtà. Pone infine in evidenza le contraddizioni tra il contenuto dei verbali ed il reale svolgimento dei fatti, in modo particolare per quanto concerne gli orari e la presenza del marito dell'imputata alla perquisizione. Chiede pertanto il proscioglimento della sua patrocinata;

sentita                               da ultima l'accusata, la quale ribadisce di essere innocente e di aver voluto arrivare fino al processo per dimostrare di non avere commesso i fatti imputati;

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

                                        1.    E' la signora __________ __________, nata __________, autrice colpevole di ripetuto furto di poca entità?

                                        2.    In caso di risposta affermativa deve, e se sì in che misura, essere modificata la condanna proposta?

                                        3.    L'eventuale pena deve essere iscritta a casellario giudiziale e, se sì, a quali condizioni potrà avvenire la cancellazione?

                                        4.    A chi vanno caricate la tassa di giustizia e le spese?

letti ed esaminati                gli atti;

considerato                      in fatto ed in diritto:

                                 1.     __________ __________ ha lavorato in qualità di cassiera per il grande magazzino __________ di via __________ a __________ a partire dal __________ sino al momento dei fatti in questione.

                                        Inizialmente l'imputata era stata assegnata al reparto alimentari situato al primo piano dello stabile in cui è collocato il negozio. Dopo __________anni trascorsi in quella sezione, ella, in data ____________________ 2002, è stata trasferita al secondo piano per motivi di salute.

                                 2.     Tra le varie colleghe dell'imputata vi era pure __________ __________, anche lei attiva quale cassiera al secondo piano del grande magazzino, esattamente alla stessa cassa in cui lavorava la signora __________.

                                 3.     Verso la fine del 2002/inizio 2003 la signora __________ è stata notata da una compagna di lavoro, identificata ma rimasta anonima, mentre prendeva dagli scaffali una maglietta in maniera sospetta.

                                        Dopo la segnalazione del fatto ai responsabili della filiale __________ in questione è stato dato avvio ad un'indagine nei suoi confronti, con il contemporaneo posizionamento di una telecamera di controllo fissata sulla postazione di cassa.

                                 4.     Poiché dalle riprese video è emerso che la signora __________ si era appropriata di capi d'abbigliamento esposti, depositandoli in un cassetto sotto la cassa e prendendoli con sé al momento di partire, senza che le direttive del Regolamento del personale __________ fossero minimamente state rispettate, e visto che anche la signora __________ sembrava fosse al corrente di quanto avveniva, in data __________ __________ 2003 i responsabili del grande magazzino sono intervenuti, fermando con l'aiuto della Polizia le due dipendenti, a pochi istanti una dall'altra, al momento del cambio di turno tra loro.

                                 5.     Nel corso degli interrogatori che ne sono seguiti, la signora __________ ha ammesso esplicitamente di avere sottratto in tre occasioni della merce dal negozio senza pagarla, unitamente alla collega __________ (cfr. verbale d'interrogatorio __________ __________ del ____________________ 2003)

.

                                        Ella ha avuto modo di chiarire che quando entrava in servizio per il secondo turno, dando il cambio alla collega citata, durante l'orario di lavoro, prelevava i prodotti che le interessavano (capi d'abbigliamento e scarpe per bambini in modo particolare) dagli scaffali e li portava al banco della cassa. Qui, dopo averli controllati ed aver levato i congegni di allarme, li lasciava sul bancone in attesa che la collega tornasse dallo spogliatoio in abiti civili, li mettesse in un sacchetto e li portasse con sé al di fuori del negozio (cfr. verbale d'interrogatorio __________ __________ del ____________________ 2003).

                                        A detta dell'imputata gli articoli sottratti venivano messi in borse di plastica che contenevano anche la spesa regolarmente pagata dalla __________.

                                        La spartizione della merce rubata avveniva il giorno seguente al di fuori della __________.

                                        Oltre a ciò l'imputata ha ammesso di essere stata a conoscenza del fatto che i sacchetti che la collega ritirava dalla cassa al momento di tornarsene a casa contenevano anche dei prodotti che non erano stati pagati (cfr. verbale d'interrogatorio __________ __________ del ____________________ 2003).

                                 6.     La signora __________, nel suo verbale del ____________________ 2003 ha confessato di avere perpetrato dei furti durante il lavoro, unitamente all'imputata (cfr. verbale d'interrogatorio __________ __________ del ____________________ 2003) e ne ha descritto le modalità.

                                 7.     In occasione del dibattimento l'imputata ha modificato completamente la propria versione, sostenendo di non avere mai rubato nulla e, facendo riferimento ad un unico episodio, asserendo di essere sempre stata convinta che nel sacchetto che ha preso la collega al momento di tornarsene a casa vi fossero solo degli oggetti che possono venire presi gratuitamente sia dal personale che dai clienti (attaccapanni, fiocchetti, ecc.).

                                        L'accusata ha pure sostenuto di essere stata sottoposta ad un interrogatorio estenuante da parte degli inquirenti, che avrebbero avuto nei suoi confronti un atteggiamento aggressivo e prevaricatore, sottoponendole una versione dei fatti quasi preconfezionata, alla quale non sarebbe stata in grado di opporsi. L'imputata, sempre secondo la sua versione presentata in aula, avrebbe così firmato il verbale - il cui contenuto è a suo dire completamente falso - senza nemmeno leggerlo.

                                        Prova dell'inaffidabilità di quanto riportato nel verbale del ____________________ 2003 sarebbe il fatto che gli orari indicati non corrispondono assolutamente a quelli in cui avveniva il cambio di turno tra lei e la collega e che, contrariamente a quanto scritto a pag. 4 dello stesso, il marito non era presente al momento della perquisizione dell'appartamento.

                                 8.     La signora __________ non è stata però in grado di portare alcuna prova a favore della sua modificata versione e soprattutto del fatto che le dichiarazioni da lei sottoscritte il __________ __________ 2003 e confermate - cosa da non dimenticare - in occasione del verbale del __________ __________ 2003, non corrispondono, nei loro contenuti principali, alla realtà e le sarebbero state estorte dalla polizia.

                                        Nemmeno la testimonianza della signora __________ ha permesso di portare elementi utili a sconfessare le affermazioni fatte dalle signore __________ e __________ davanti agli investigatori.

                                 9.     Il Giudice decide sul valore delle prove raccolte in base alle risultanze del dibattimento pubblico e secondo il proprio libero convincimento, art. 259 CPP.

                                       Se la prova adempie i requisiti di ammissibilità, rilevanza e veridicità, può legittimamente essere oggetto di ponderazione da parte del magistrato.

                                       Nel caso che ci occupa ci troviamo di fronte ad una confessione esplicita dell'imputata, ribadita a due riprese di fronte alla Polizia.

                                       In effetti nel verbale del ____________________ 2003 la signora __________ ha dichiarato "Ammetto subito di aver commesso dei furti di merce, e questo unitamente alla mia collega __________. L'idea di commettere i furti è sorta parlando tra di noi, è successo così. Il primo furto è avvenuto circa un mese fa, era l'inizio di gennaio del corrente anno." (pag. 1). A pag. 2 troviamo poi, tra varie descrizioni di modalità e fatti, le seguenti inequivocabili affermazioni: "Il primo furto è avvenuto, come detto, all'inizio di gennaio u.s. (…) C'è da dire che sono stati commessi furti anche da parte della sottoscritta". Il verbale prosegue poi con tutta una serie di ammissioni. Ad un certo punto l'interrogatorio è stato addirittura sospeso e gli agenti si sono recati presso l'abitazione dell'imputata che ha loro mostrato e consegnato la merce sottratta alla __________ di __________ in precedenza.

                                       Nel verbale del ____________________ 2003 la signora __________ ha dichiarato di confermare integralmente il contenuto del precedente verbale, ribadendo di essersi limitata a prendere gli indumenti per bambino ivi indicati.

                              10.     La confessione dell'imputata è suffragata e rafforzata da quella resa dalla signora __________ il ____________________ 2003, che tra le altre cose ha rivelato: "Tornando ai fatti per i quali mi trovo oggi in Polizia posso dire che eravamo io e la __________ a prendere la merce dagli scaffali e poi a turno la portavamo fuori dal grande magazzino naturalmente senza pagarla" (pag. 2 del verbale relativo) e "Io e __________ abbiamo iniziato a rubare alcune settimane dopo il nostro arrivo al secondo piano" (pag. 3).

                                       Inoltre dal video visionato in aula si è per lo meno potuto accertare che i sacchetti contenti la merce rubata sono stati prelevati dalla __________ in presenza dell'accusata. Anzi in un'occasione è stata l'imputata stessa ad aprire il cassetto ed a passare alla collega il sacchetto incriminato.

                                       Da non sottovalutare vi è pure il fatto che la signor __________ ha deciso di ritirare la propria opposizione al decreto d'accusa emanato nei suoi confronti, che è così cresciuto in giudicato (cfr. inc. __________.__________.__________di questa Pretura).

                              11.     Dall'istruttoria non è emerso in alcun modo che l'imputata sia stata costretta a versare una deposizione contro la sua volontà e con un contenuto differente da quello che avrebbe voluto effettivamente dichiarare.

                                       Nemmeno appare verosimile, dagli atti a disposizione di questo tribunale, che ella non abbia avuto modo di contestare le affermazioni di coloro che l'accusavano.

                                       In effetti la signora __________, come emerge dal suo verbale d'interrogatorio del ____________________ 2003, ha confutato ad esempio la descrizione delle modalità di furto effettuata dalla signora __________, negando di avere messo merce nei cassetti della cassa (cfr. pag. 3 di detto documento). Ella si è inoltre opposta veementemente all'accusa di aver intascato la differenza di denaro risultata da un'erronea registrazione della vendita di due tappeti, uno dei quali era stato immediatamente stornato, ribattendo di essere stata ingannata dalla cliente.

                                       Non si vede per quale motivo la signora __________ sarebbe stata in grado di contestare determinate accuse, mentre altre no.

                                       Pure difficile risulta immaginare come mai l'imputata, che, a suo dire, ha sempre cercato di negare di aver rubato alla __________, abbia accettato di condurre gli inquirenti al suo domicilio ed abbia loro consegnato i vestiti sottratti, indicandoli come tali.

                                       Non va infine dimenticato che è stata la signora __________ stessa ad avere indicato in cosa consisteva la refurtiva. Poiché come appare chiaramente dal verbale del ____________________ 2003, ciò è avvenuto prima che vi fosse l'ispezione nell'appartamento, è impensabile che i poliziotti si possano essere inventati l'oggetto dei furti da lei perpetrati (cfr. pag. 3 del verbale citato) e che poi ciò corrispondesse effettivamente con quanto ritrovato a casa sua.

                              12.     L'imputata, che ben conosce la lingua italiana, ha avuto modo di prendere atto che a seguito dell'inchiesta preliminare svolta dalla polizia per il reato di ripetuto furto ed ha firmato, il ____________________ 2003 stesso, una dichiarazione con la quale ha preso atto della possibilità di essere sentita ed interrogata dal Procuratore pubblico. Se effettivamente avesse ritenuto di non essere stata opportunamente trattata da coloro che hanno verbalizzato le sue dichiarazioni, avrebbe dovuto fare ricorso a questa opportunità. Agli atti non troviamo però alcuna richiesta in tal senso.

                                       Secondo una recente decisione del Tribunale d'appello, l'accusato deve eccepire le lamentate irregolarità non appena possibile (cfr. CCRP, sentenza inedita del ____________________ 2003 in re A., consid. 1).

                              13.     Per tutto quanto precede è possibile concludere che l'imputata fosse perfettamente in grado di intendere e volere al momento delle verbalizzazioni durante le quali ha ammesso di avere commesso dei furti di scarsa entità ai danni della __________ di __________, e che ella abbia formulato tali dichiarazioni liberamente, senza alcun tipo di coazione da parte della polizia.

                                       Pertanto, considerata anche la chiamata di correo formulata dalla signora __________, questo giudice ha raggiunto il pieno convincimento, oltre ogni ragionevole dubbio, che la signora __________ abbia effettivamente sottratto dal negozio __________ di __________, senza pagarla, merce per un valore che, seppur imprecisato, può essere a giusta ragione ritenuto minimo.

                               14.     Quanto alla commisurazione della pena, per l'art. 63 CPS il giudice fissa la sanzione in base alla colpa del reo, considerando i motivi a delinquere, la vita anteriore e le condizioni personali.

                                       In concreto, la stessa imputata ha ammesso di non avere avuto particolari motivi per perpetrare i furti e che le entrate mensili della sua famiglia a quel tempo erano buone. Inoltre ella, dopo una parziale collaborazione iniziale, ha ritrattato tutto.

                                       I furti sono avvenuti ai danni del datore di lavoro, rompendo il rapporto di fiducia che sta alla base dei rapporti con i dipendenti.

                                       D'altro canto non si deve dimenticare che ci si trova di fronte ad una persona incensurata.

                                       L'art. 172ter CPS prevede che nei casi in cui un reato contro il patrimonio, qui il furto ex art. 139 cpv. 1 CPS, sia stato commesso per un valore di lieve entità, l'autore debba essere punito con la multa o con l'arresto.

                                       Ritenuto che l'arresto, che rappresenta la meno grave delle pene privative della libertà, ha una durata minima di un giorno ed una massima di tre mesi, si giustifica nel caso concreto la conferma della pena di dieci giorni d'arresto, proposta dal Procuratore pubblico nel suo decreto.

                                        I requisiti oggettivi e soggettivi sanciti dall'art. 41 CPS per ammettere l'interessata al beneficio della sospensione condizionale della pena, con un periodo di prova di un anno, art. 105 CPS, sono adempiti.

                                        Gli oneri processuali vanno posti a carico della condannata (art. 9 cpv. 1 CPP).

visti                                   gli art. 41, 63, 105, 139 cifra 1 e 172ter CPS; 9 e ss., 273 e ss. CPP; 39 LTG;

rispondendo                       ai quesiti posti;

dichiara                           __________ __________, nata __________

                                        autrice colpevole di ripetuto furto di poca entità, art. 139 cifra 1 e 172ter CPS,

                                        per i fatti compiuti a Lugano nel periodo da inizio del corrente anno al __________ __________ 2003 nelle circostanze descritte nel decreto di accusa n. DA __________1/__________del ____________________ 2003;

condanna                         __________ __________, nata __________

                                        1.  alla pena di 10 (dieci) giorni di arresto, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 1 (uno) anno;

                                        2.  al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 830.--;

ordina                              l'iscrizione della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il periodo fissato dagli art. 80 e 41 cifra 4 CPS;

le parti                               sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).

                                        La motivazione del ricorso per cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

Intimazione a:

__________ __________, __________, __________, Procuratore pubblico Moreno Capella, __________, __________ __________, __________, Avv. __________ __________, __________, Avv. __________ __________, __________, Ministero pubblico della Confederazione, Berna,  

e,                                      alla crescita in giudicato della sentenza,

intimazione a:                    Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,

                                        Sezione esecuzione pene e misure, Torricella,

                                        Servizio di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,

                                        Sezione dei permessi e dell'immigrazione, ufficio giuridico, Bellinzona,

                                        Ufficio dei Giudici dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

Il giudice:                                                                                 Il segretario:

Distinta spese                    a carico di __________ __________,

                                        fr.                       600.00       tassa di giustizia

                                        fr.                       150.00       spese giudiziarie

                                        fr.                         80.00       testi                     

                                        fr.                      830.00       totale

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