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Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 28.02.2006 INC.2005.34207

February 28, 2006·Italiano·Ticino·Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto·HTML·1,509 words·~8 min·4

Summary

Istanza di proroga della carcerazione in vista dell'allontanamento

Full text

Incarto n. INC.2005.34207

Lugano 28 febbraio 2006

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

Claudia Solcà

              sedente per statuire sull'istanza/decisione del 15 febbraio 2006 della

Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona    

relativa alla proroga della carcerazione in vista dell'allontanamento cui è astretto   __________    

visti gli inc. GIAR 342.2005.1/2/3/4/5/6/7;

ritenuto e considerato

in fatto ed in diritto

1.

__________ è stato incarcerato il 30 novembre 2005, a seguito di decisione del 29 novembre 2005 della SPI (artt. 13b e 13f LDDS), allo scopo di garantirne l'allontanamento (doc. 1 inc. GIAR 342.2005.5). Egli è stato sentito il 30 novembre 2005 dal GIAR che ha confermato legalità ed adeguatezza della carcerazione ritenuto che l'interessato non ha lasciato il territorio svizzero come era stato stabilito dalla CRA che, con decisione 25 agosto 2003, aveva dichiarato irricevibile il suo ricorso contro la non concessione dello statuto di asilante (l’UFR, con decisione 5 maggio 2003, aveva respinto l’istanza) impartendogli l’ordine di lasciare la Svizzera entro il 19 maggio 2003. Nel frattempo lo straniero ha continuato a commettere reati – è stato condannato con due decreti d’accusa, tra l’altro anche per infrazione alla LStup, ed è stato pure condannato, in data 8 settembre 2005, all’espulsione dal territorio svizzero (doc D allegato al doc. 1 inc. GIAR 342.2005.5) e ha omesso di intraprendere passi per preparare la partenza e procurarsi i documenti per il rimpatrio (doc. 2 inc. GIAR 342.2005.5).

2.

Con decisione/istanza (soggetta a conferma) del 15 febbraio 2006 (art. 13b cpv. 2 seconda frase), approssimandosi la scadenza del termine di tre mesi di carcerazione concesso con decisione 30 novembre 2005 (art. 13b cpv. 2 prima frase LDDS), la SPI ha disposto/chiesto che la carcerazione ai fini di allontanamento cui è astretto __________ sia prorogata di tre mesi, se confermata dal GIAR (doc. 1 inc. GIAR 342.2005.7; artt. 3 cpv. 2 lett. a., 5, 29 Legge cantonale d'applicazione LMC, e art. 1 del relativo regolamento). La SPI, rilevato che l'autorità ha compiuto tutti gli sforzi necessari a mettere in atto l'allontanamento ai sensi dell'art. 13b cpv. 3 LDDS, ha evidenziato la costante mancanza di collaborazione della persona oggetto della misura.

3.

Preso atto che __________, sentito a verbale da questo giudice in data 22 febbraio 2006, in presenza dell’interprete e del suo patrocinatore, ha ammesso di non avere intrapreso nulla per mettersi in contatto con le Autorità diplomatiche del suo paese al fine di ottenere dei documenti di viaggio. Egli, dopo avere ribadito di essere cittadino della Repubblica del Costa d’Avorio, ha in un primo tempo dichiarato di non essere intenzionato a rientrare nel proprio paese d’origine spontaneamente per poi successivamente affermare il contrario. Reso edotto del prossimo incontro previsto con le Autorità diplomatiche della Guinea ha affermato che non risponderà a nessuna domanda rivoltagli da queste ultime ma di essere intenzionato a rispondere unicamente alle Autorità dell’Ambasciata del Costa d’Avorio benché già in novembre 2004 non sia stato riconosciuto come cittadino del Costa d’Avorio da una delegazione di tale Ambasciata (cfr. lettera 28 dicembre 2004 del DFG alla SPI agli atti dell’incarto SPI).

4.

La decisione di questo giudice che accertava legalità ed adeguatezza della carcerazione, si fondava su di una serie di riscontri che indicavano come lo straniero non avesse intenzione di lasciare la Svizzera, come egli avesse violato il suo obbligo di collaborazione e come la sua permanenza sul territorio abbia comportato condanne penali (doc. 2, inc. GIAR 342.2005.5).

5.

La decisione sull’eventuale proroga della carcerazione in vista dell’esecuzione dell’allontanamento esige ovviamente un esame volto a determinare se i motivi che avevano condotto all’originaria decisione di incarcerazione del 30 novembre 2005 mantengano ancora la propria validità.

Inoltre, la concessione di una proroga della carcerazione esige la presenza di “particolari ostacoli [...] all’esecuzione dell’allontanamento o dell’espulsione” (art. 13b cpv. 2 LDDS). Sono considerati tali il rifiuto dello straniero di collaborare, per quanto ragionevolmente esigibile, ai preparativi per la sua partenza, la durata eccezionalmente lunga della procedura di ottenimento dei documenti di viaggio, ma anche ragioni tecniche a carattere provvisorio (v. Nicolas Wizard, Les renvois et leur exécution en droit des étrangers et en droit d’asile, tesi di dottorato dell’Università di Ginevra, Basilea/Francoforte sul Reno 1997, pto. 3.3.4.1.2 p. 294 s.).

6.

Nel caso in esame, è evidente che l'allontanamento non è ancora (stato) possibile per la mancata collaborazione della persona interessata. __________ continua infatti a ribadire di essere cittadino della Repubblica del Costa d’Avorio benché non sia stato riconosciuto da una delegazione di quel Paese che l’aveva incontrato nel novembre 2004. Peraltro lo straniero era stato riconosciuto con certezza come cittadino della Guinea in un test lingua effettuato il 12 settembre 2003: l’esperto aveva avuto modo di concludere che __________ “non parla bene il dioula e non ha una buona conoscenza della Costa D’Avorio, non fa politica, parla l’idioma peule, suo accento della Guinea. Confermo con certezza che il __________ è cittadino della Guinea Konakry” (cfr rapporto d’esecuzione 12 settembre 2003 nell’incarto SPI). Nei test lingua effettuati successivamente lo straniero ha sempre assunto un comportamento poco collaborativo parlando unicamente francese o qualche parola in idioma dioula che gli esperti hanno ritenuto “non convincente” (cfr test lingua 26 gennaio 2004 allegato al doc. F della decisione di carcerazione in vista dell’allontanamento del 29 novembre 2005).

L'autorità, con lo scritto 9 gennaio 2006, ha informato l’UFM, divisione rimpatrio, della carcerazione amministrativa dello straniero chiedendo quali passi intraprendere per l’identificazione definitiva dello straniero. Il 26 gennaio 2006 la SPI ha nuovamente sollecitato l’autorità federale a tal proposito e sempre in data 26 gennaio 2006 invitava la Polizia cantonale ad interrogare lo straniero sulla sua volontà di collaborare alla sua identificazione. La Polizia ha provveduto, in data 8 febbraio 2006, all’interrogatorio di __________ il quale ha ribadito le proprie generalità e l’origine del Costa d’Avorio, conscio di non essere stato riconosciuto come cittadino di quel paese dalle Autorità Ivoriane preposte. In data 13 febbraio 2006 l’UFM ha informato la SPI che provvederà a presentare lo straniero ad una delegazione della Guinea Konakry. Visto quanto precede appare chiaro che l’autorità ha fatto quanto in suo potere per permettere l’identificazione e l’allontanamento di __________.

Al contrario è manifesto come sia il comportamento del resistente (peraltro dichiarato) ad impedire il corretto rientro: egli infatti, non ha intrapreso nessun passo per ottenere dei documenti per il suo rimpatrio né presso l’ambasciata della Repubblica del Costa d’Avorio né presso quella della Guinea (ha infatti dichiarato di non avere neppure tentato di contattare telefonicamente le Autorità diplomatiche del Costa d’Avorio, le uniche che riconosce). Egli davanti alla Polizia cantonale (cfr. verbale 8 febbraio 2006) ha ribadito di essere cittadino della Repubblica del Costa d’Avorio ma si è ancora una volta rifiutato di contattare le Autorità consolari di quel paese, mentre che davanti a questo giudice (in data 22 febbraio 2006) si è dichiarato in un primo tempo disposto a tornare in Africa solo se obbligato dalle Autorità svizzere per poi contraddirsi dicendo che vorrebbe rientrare in Costa d’Avorio spontaneamente pur essendo privo di documenti e di non avere nessuna intenzione di rispondere alle domande in caso di sua presentazione davanti ad una delegazione della Guinea, dimostrando quindi la sua mancanza di volontà a voler rientrare nel proprio paese d’origine e a voler collaborare con le autorità all’ottenimento dei documenti di viaggio.

Con l'introduzione dell'art. 13f LDDS e la modifica dell'art. 13b cpv. 1 lett. c. il legislatore ha inteso sottolineare ulteriormente l'importanza della collaborazione dello straniero (ed un suo dovere in tal senso) dandole un peso notevole anche per quanto concerne la privazione della libertà: la mancata collaborazione diventa indizio di pericolo di latitanza (FF 2003, pag. 4993).

7.

In conclusione, i motivi per la carcerazione sono ancor dati. Decisiva diviene dunque una valutazione della protrazione richiesta nell’ottica della proporzionalità.

Se si considerano i motivi primi della (originaria) incarcerazione, in particolare i reati (reiteratamente) commessi, il rifiuto di __________ di collaborare e la modifica dell'art. 13b cpv. 1 lett. c. LDDS, nonché il nuovo art. 13f (mediante il quale il legislatore ha inteso sottolineare ulteriormente l'importanza della collaborazione dello straniero - ed un suo dovere in tal senso - dandole un peso notevole anche per quanto concerne la privazione della libertà), l’ulteriore protrazione è da considerare giustificata e rispettosa del principio di proporzionalità, anche in considerazione dei passi intrapresi dalle Autorità impegnate nel tentativo del suo rimpatrio e della concreta possibilità di procedere all’identificazione dello straniero ed al suo rimpatrio attraverso la presentazione alla prossima delegazione della Guinea (cfr. doc. F allegato alla decisione di proroga della carcerazione in vista d’allontanamento 15 febbraio 2006, inc. GIAR 342.2005.7, doc. 1).

Per i quali motivi,

visti i menzionati articoli di legge,

decide:

1        La decisione/istanza 15 febbraio 2006 di proroga della carcerazione in attesa di allontanamento cui è astretto __________ è accolta.

      § Di conseguenza, la carcerazione ai fini di allontanamento cui è astretto __________

         è prorogata di tre (3) mesi e verrà a scadere il giorno 30 maggio 2006, compreso.

2        Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3        Contro la presente decisione è data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo

      entro 15 (quindici) giorni dall’intimazione.

4        Intimazione:

giudice Claudia Solcà

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