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Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 25.02.2003 INC.2002.23502

February 25, 2003·Italiano·Ticino·Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto·HTML·974 words·~5 min·3

Summary

Sentenza o decisione senza scheda

Full text

Incarto n. INC.2002.23502

Lugano 25 febbraio 2003

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto supplente

Claudio Lepori

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 24 aprile 2002 da

__________ rappr. dall'avv. __________

  contro

la decisione 15 aprile 2002 del Procuratore pubblico avv. Giovan Maria Tattarletti che ha ordinato il sequestro delle prestazioni dovute al reclamante dalla Fondazione di libero passaggio della __________, nel procedimento contro lo stesso pendente per reati patrimoniali;

viste le osservazioni 3 maggio 2002 del magistrato inquirente, che postula la reiezione del reclamo;

preso atto che le parti lese note hanno rinunciato a presentare osservazioni (Titolare del conto __________, patrocinato dallo Studio legale __________, come a lettera del 26 aprile 2002, __________ e __________,come a lettera 3 maggio 2002) o non hanno preso posizione;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto e considerato

in fatto e in diritto:

che

-   nei confronti di __________ è in corso un procedimento penale per titolo di truffa, appropriazione indebita e amministrazione infedele, avendo tra il 1988 e dicembre 2001, nella sua veste di consulente finanziario presso diversi istituti bancari e da ultimo presso la banca __________, disposto operazioni a rischio elevate, contrariamente alle indicazioni dei clienti, con conseguenti rilevanti perdite, e distratto ripetutamente somme di denaro da conti di clienti per farle confluire su proprie relazioni bancarie;

-   nella comprensibile preoccupazione di assicurare eventuali profitti dei menzionati reati rispettivamente disponibilità per risarcimento equivalente alle parti danneggiate, il Procuratore pubblico ha tra altro ordinato con decreto 15 aprile 2002 il sequestro "della prestazione di libero passaggio dovuta a __________, trasferita (con valuta 15.04.2002) da __________ alla Fondazione di libero passaggio della __________" e ciò "nella misura in cui dovessero ricorrere gli estremi per un pagamento in contanti";

-   con tempestivo reclamo, __________, ovviamente legittimato (per cui vi è ricevibilità in ordine: art. 280 e rel. CPP), contesta il provvedimento: ribadita la sua volontà di risarcire "nel limite del possibile" le parti civili, egli considera insufficientemente motivata la decisione impugnata, altresì in contrasto con i disposti previdenziali professionali;

-   nel chiedere la reiezione del reclamo e sottolineata la sufficiente motivazione con riferimento all'esplicita volontà di __________ di provvedere alla rifusione ed alla concorrente necessità di assicurare beni per eventuale risarcimento compensatorio, il Procuratore pubblico mette l'accento sui limiti del decreto impugnato, che non concerne la prestazione di libero passaggio effettivamente trasferita dall'__________ alla corrispondente Fondazione presso la__________, "bensì il credito condizionale LPP del reclamante allorquando dovesse divenire esigibile": le norme della LEF e della LPP dichiarano infatti impignorabili i diritti non ancora esigibili, mentre vi è pignorabilità dal momento in cui il beneficiario può disporne, osservate poi le procedure di esecuzione quando si tratterà di ripartire il risarcimento;

-   l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al Procuratore Pubblico di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono avere qualche importanza per il processo, sia come mezzi di prova sia perché soggetti a confisca o a devoluzione allo Stato: la norma - meglio poi specificata nei capoversi successivi - corrisponde all’art. 120 CPP/1941, per cui ancora soccorre la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali sul tema (REP. 1987, p. 265; 1989, p. 599; sentenze 30 gennaio 1992 in re O.C., CRP 282/91 e 17 marzo 1992 in re G.M., CRP 38/92; decisione 17 gennaio 1996 in re CS, GIAR 1.95.5: v. ora REP 1996, n. 107), ed allora il sequestro, per la sua qualità di provvedimento eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti di cui sopra al dispiegamento della procedura e quindi alle necessità dell’istruzione preliminare, alle decisioni del magistrato requirente ed a quelle del giudice del merito nella duplice prospettiva - alternativa o cumulativa - della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio) e delle decisioni di confisca, restituzione o devoluzione, come gli art. 58 ss CP rispettivamente 270-271 CPP (sequestro confiscatorio), ritenuto che, come in tutti gli istituti procedurali tali da intaccare eccezionalmente i diritti individuali per prevalenza di interesse pubblico, il sequestro é legittimo unicamente in presenza concorrente di sufficienti indizi di reato e di connessione tra questo e l’oggetto che così occorre salvaguardare agli incombenti dell’autorità requirente ed inquirente, con sempre accresciuta esigenza probatoria indiziante approssimantesi alla verità materiale (cfr. in contesto più generale: Gérard Piquerez, Précis de procédure pénale suisse, Lausanne 1987, p. 191 n. 926 ss);

-   queste premesse sono date, per le ammissioni dell'accusato, senza dimenticare la già ricordata sua volontà di risarcire per quanto possibile, e vi è quindi connessione tra i reati ipotizzati, consistenti in importanti malversazioni anche a proprio diretto profitto, e l'intento di salvaguardare beni di pertinenza di __________ alle procedure di risarcimento compensatorio: circostanze pacifiche e note alla difesa, per cui non sta il rimprovero di carente motivazione dell'ordine impugnato;

-   e pure sono presenti le condizioni delle leggi specifiche di tutela delle previdenze personali, come correttamente fatto presente dal magistrato inquirente, atteso che infatti l'art. 92 cpv. 1 cfr. 10 LEF dichiara impignorabili "i diritti non ancora esigibili a prestazioni previdenziali e al libero passaggio nei confronti di fondi di previdenza professionale", mentre l'art. 39 cpv. 1 LPP analogamente dispone che "il diritto alle prestazioni non può essere ceduto né costituito in pegno prima dell'esigibilità": come ricordato sopra il contestato ordine è in tal senso correttamente limitato e l'eventuale seguito procedurale esecutivo vedrà in ogni modo garantite le ragioni del debitore rispettivamente della sua famiglia;

-   conseguentemente il reclamo è respinto con la presente decisione suscettibile di ricorso alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP): le spese giudiziarie vanno ha carico del reclamante soccombente (art. 39 lett. f TG);

visti i citati articoli di legge,

decide:

1.      Il reclamo è respinto.

2.      La tassa di giustizia di fr. 300 e le spese di fr. 50 sono a carico di __________.

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni dall'intimazione.

4.      Intimazione:

                                                                                 giudice Claudio Lepori, supplente

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