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Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 15.04.2002 INC.2001.57003

April 15, 2002·Italiano·Ticino·Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto·HTML·1,114 words·~6 min·4

Summary

Sentenza o decisione senza scheda

Full text

N. 570.2001.3 M                                                        Lugano, 15 aprile 2002

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

__________

sedente per statuire sull’istanza 3 aprile 2002 inoltrata dal

Procuratore Pubblico avv. __________

e volta ad ottenere la proroga di tre mesi, ovvero sino al 18 luglio 2002 compreso, della carcerazione preventiva cui è astretto

__________,           

(difeso di fiducia dall’avv. __________)

nel procedimento penale a suo carico per titolo di atti sessuali con fanciulli e con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, rispettivamente di pornografia;

assegnato all’accusato, con ordinanza 3 aprile 2002, un termine scadente l’11 aprile 2002, ore 11.00, per presentare eventuali osservazioni all’istanza di proroga, e preso atto che l’accusato non si è espresso entro il termine assegnatogli;

letti ed esaminati gli atti formanti l’inc. MP 7254/2002/CS/CS;

ritenuto e considerato

in fatto ed in diritto:

che

-        __________ è stato tratto in arresto la sera del 19 ottobre 2001 a seguito delle denunce da parte di bambini, che la sera medesima l’accusato avrebbe sottoposto ad atti sessuali (v. rapporto d’arresto 20 ottobre 2001, inc. Giar 570.2001.1. doc. 2);

il giorno successivo, questo giudice ha confermato l’arresto (inc. Giar 570.2001.1 doc. 3), con contestuale intimazione della promozione d’accusa per titolo di atti sessuali con fanciulli e pornografia (inc. Giar 570.2001.3 doc. 1);

dopo comprensibili reticenze iniziali, l’accusato ha ammesso sostanzialmente i fatti contestatigli, nel frattempo – essendosi l’inchiesta estesa a circa venti vittime, rispettivamente ad episodi avvenuti sull’arco di circa sette anni (v. istanza di proroga 3 aprile 2002, inc. Giar 570.2001.3 doc. 1 p. 2) – divenuti purtroppo sempre più gravi e numerosi;

il Procuratore Pubblico, in sede di istanza (cit., p. 2), sottolinea comunque come l’inchiesta non possa dirsi ancora conclusa, dovendosi ancora completare le audizioni delle vittime e dell’accusato, segnatamente non avendo la polizia ancora rassegnato il rapporto preliminare d’inchiesta. La difesa starebbe considerando l’eventualità di chiedere l’audizione del perito psichiatra. Ma soprattutto, quest’ultimo avrebbe “accertato un praticamente sicuro pericolo di recidiva a carico dell’accusato” (istanza, loc. cit.);

l’accusato non si è espresso;

l'art. 95 CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e - segnatamente come nel caso in discussione - proroga del carcere preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione ed un certo pericolo di recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n. 116), e ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381);

i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128);

la legittimità dell’arresto va esaminata d’ufficio, perlomeno sommariamente, anche in assenza di espressa opposizione da parte dell’accusato;

si deve allora constatare che sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà oltre il termine legale disposto dall’art. 102 cpv. 2 CPP;

in punto all’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza, può bastare generico rinvio a quanto già detto supra relativamente alle ampie dichiarazioni dell’accusato medesimo (inoltre, v. ad es. verbale MP 31 ottobre 2001, inc. MP doc. 16, passim; verbale 4 aprile 2001 [recte: 2002], agli atti MP s.n., passim);

chiare ed ovvie sono le esigenze istruttorie ancora da evadere, consistenti essenzialmente nella completazione delle audizioni delle vittime – audizioni, come rettamente rileva l’accusa (istanza, loc. cit.), più delicate in quanto riguardanti vittime minorenni o addirittura bambini – , da ulteriormente sottoporre all’accusato;

altrettanto chiaro appare pure il pericolo di recidiva, come esposto dal Procuratore Pubblico, ammesso dall’accusato medesimo (v. ad es. verbale MP 31 ottobre 2001, inc. MP doc. 16 p. 7) ed attestato dal perito psichiatra (v. perizia dr. __________ 29 gennaio 2002, inc. MP doc. 60, part. p. 9 [esame psicologico] e p. 32 [risposta alla domanda 3]);

sulla proporzionalità, rilevata l’ininterrotta attività inquirente in consonanza con i dettami di legge, va detto che il magistrato inquirente ha esposto le ancora estanti esigenze istruttorie in termini piuttosto vaghi (quante vittime debbano ancora venire sentite, quante volte debba ancora venire interrogato l’accusato, quanto tempo si dovrà attendere il rapporto di polizia giudiziaria ecc.). Appare allora difficile esprimersi sulla durata della proroga richiesta. Comunque, la proroga richiesta dovendo contemplare pure il tempo per un adeguato deposito degli atti, ne deriva che per la completazione dell’istruttoria il Procuratore Pubblico sembra prospettare circa due mesi – lasso di tempo senz’altro non esagerato: anzi, qualora le parti dovessero proporre complementi di prova, la proroga concessa oggi potrebbe non bastare. Inoltre, la durata complessiva della carcerazione preventiva dell’accusato, già patita e ancora prospettabile, appare ben inferiore alla pena cui egli va incontro per i fatti attribuitigli (ed ammessi);

resta ovviamente impregiudicato l’obbligo del magistrato inquirente di procedere alla completazione dell’istruttoria formale ed all’emanazione dell’atto d’accusa con la massima celerità possibile (artt. 102 e 176 cpv. 3 CPP);

in conclusione, l’istanza di proroga appare di principio giustificata in considerazione delle incombenze ancora da evadere, nonché di sufficientemente concreto pericolo di recidiva. Pure la durata postulata – tre mesi (v. istanza, cit., p. 2) – appare adeguata. L’istanza può pertanto essere accolta integralmente, con la presente decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 lit. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione entro 10 (dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP).

*   *   *

Per i quali motivi,

richiamate le norme menzionate e visti gli artt. 103, 280 ss. e 284 CPP

decide :

1.   L’istanza 3 aprile 2002 di proroga del carcere preventivo cui è astretto __________ è accolta.

§     Di conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretto l’accusato viene prorogata sino al prossimo 18 luglio 2002 compreso.

2.   Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

avv. __________, per sé e per l’accusato;

-           Procuratore Pubblico avv. __________, con l’inc. MP 7254/2001/CS/CS di ritorno;

-           Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, Cadro.

giudice __________

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