Incarti n. 80.2019.205 80.2019.206
Lugano 31 dicembre 2019
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente, Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Mara Regazzoni
parti
RI 1
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 27 giugno 2019 contro la decisione del 20 giugno 2019 in materia di IC e IFD 2018.
Fatti
A. RI 1, nato il 16 luglio 1928, separato e pensionato, è domiciliato a __________ dal 1974.
In data 5 aprile 2019 il contribuente inoltrava la dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2018, indicando di aver percepito un reddito derivante da pensioni della previdenza (2° e 3° pilastro) pari a fr. 35'609.-. Il contribuente chiedeva inoltre una deduzione per oneri assicurativi e interessi di capitali a risparmio pari a fr. 7'400.-.
B. In data 29 maggio 2019, l’Ufficio circondariale di tassazione di RS 1 (in seguito UT) emetteva la decisione di tassazione IC/IFD per il periodo fiscale 2018. L’UT commisurava il reddito imponibile IC in fr. 58'000.- e in fr. 60'500.- per l’IFD. L’autorità fiscale aveva riconosciuto la deduzione per oneri assicurativi e interessi di capitali a risparmio solo nella misura di fr. 4'925.- per l’IC e di fr. 2'550.per l’IFD.
C. Il contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo datato 31 maggio 2019, nel quale constatava “la mancata deduzione di franchi 2'500 come da prontuario ciò che è ben esposto a Pag. 26 cifra 12 […]”. RI 1 allegava una fotocopia delle istruzioni per la compilazione della dichiarazione fiscale 2018, le quali indicavano il diritto per il contribuente ad una deduzione supplementare di fr. 2'200.- “se non sono stati versati contributi né al 2° pilastro né al 3° pilastro A”.
D. L’Ufficio di tassazione confermava la decisione del 20 maggio 2019 e quindi respingeva il reclamo, con decisione datata 20 giugno 2019, così motivata:
Reclamo non ammesso: la deduzione in questione non è una deduzione forfettaria.
Nel caso in esame, sono stati dedotti i premi pagati dall’assicurazione malattia fr. 4'175 e gli interessi di capitali a risparmio fr. 750 (come nelle istruzioni che il contribuente ha allegato al reclamo).
L’ufficio non ha concesso in deduzione, correttamente, i dividendi che in prima istanza erano sommati agli interessi di capitale a risparmio.
La deduzione per il calcolo IC viene confermata come dedotto in prima istanza anche per il calcolo dell’IFD in quanto già stato dedotto il massimo previsto dalla legge.
In risposta alla decisione dopo reclamo, con scritto del 18 giugno 2019, il contribuente lamentava di aver diritto alla deduzione di fr. 2'200.-, visto che per gli anni precedenti gli era stata accordata.
E. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente la deduzione degli oneri assicurativi, nella misura di fr. 2'200.-, come risulta dalle istruzioni per la compilazione della dichiarazione d’imposta 2018. A sostegno della sua tesi, il contribuente argomenta che “dal 1992, data di pensionamento non h[a] più pagato contributi per il 2° e 3° pilastro”. Il ricorrente lamenta che la deduzione non gli è stata concessa solo negli ultimi due anni ed allega le decisioni di tassazione per i periodi fiscali 2012, 2013 e 2014 per i quali l’UT gli ha concesso una deduzione per oneri assicurativi e interessi di capitali a risparmio pari a fr. 7'400.-.
Diritto
1. 1.1.
Per l’imposta cantonale, secondo l’art. 32 cpv. 1 lett. g LT, sono dedotti dal reddito i versamenti, premi e contributi per assicurazioni sulla vita, contro le malattie e, in quanto non compresi sotto la lett. f, contro gli infortuni, nonché gli interessi dei capitali a risparmio del contribuente e delle persone al cui sostentamento egli provvede, fino a concorrenza di una somma globale
· di 10’500.- franchi per i coniugi che vivono in comunione domestica e
· di 5’200.- franchi per gli altri contribuenti.
Per i contribuenti che non versano contributi alle istituzioni di previdenza professionale e a forme riconosciute della previdenza individuale vincolata queste somme sono aumentate di 4’300.- franchi per i coniugi che vivono in comunione domestica e di 2’200.franchi per gli altri contribuenti (art. 32 cpv. 1 lett. g seconda frase LT).
1.2.
Ai fini del calcolo dell’imposta federale diretta, dai proventi sono dedotti i versamenti, premi e contributi per assicurazioni sulla vita, contro la malattia e, in quanto non compresa sotto la lettera f dell’articolo 33 capoverso 1, contro gli infortuni, nonché gli interessi dei capitali a risparmio del contribuente e delle persone al cui sostentamento egli provvede, fino a concorrenza di una somma globale di:
· 3'500.- franchi per i coniugi che vivono in comunione domestica;
· 1'700.- franchi per gli altri contribuenti
(art. 33 cpv. 1 lett. g LIFD).
Le deduzioni secondo il capoverso 1 lettera g sono aumentate della metà per i contribuenti che non versano contributi ai sensi del capoverso 1 lettere d ed e (cioè al 2° e al 3° Pilastro A; cfr. art. 33 cpv. 1bis LIFD).
Tali somme sono aumentate di 700 franchi per ogni figlio o persona bisognosa per cui il contribuente può far valere la deduzione prevista dall’articolo 213 capoverso 1 lettere a o b (art. 212 cpv. 1 terza frase LIFD).
1.3.
La deduzione in questione persegue un duplice fine: da un lato, un obiettivo di politica familiare; dall’altro, uno di incentivo alla previdenza individuale. Pertanto, la misura della deduzione dipende sia dalla situazione familiare sia dall’esistenza di altre misure di previdenza. A quest’ultimo riguardo, la deduzione supplementare è concessa se il contribuente non ha altre misure di previdenza professionale, cioè del 2° Pilastro o del 3° Pilastro A che gli è assimilato. Mentre il contribuente che paga contributi all’AVS ha dunque diritto alla deduzione supplementare, quando il reddito dell’attività lucrativa è assicurato nel quadro del 2° Pilastro o del 3° Pilastro A (per esempio per l’indipendente), il diritto alla deduzione supplementare viene meno. Lo stesso si verifica se uno dei coniugi beneficia di misure di previdenza professionale, dal momento che la legge considera la coppia come un unico contribuente (cfr. Laffely Maillard, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a ediz., Basilea 2017, n. 85 ad art. 33 LIFD, p. 755).
2. 2.1.
In casu, dalla documentazione allegata alla dichiarazione fiscale 2018 risulta che RI 1 ha versato dei contributi perlomeno al 2° Pilastro, quando ancora esercitava un’attività lucrativa dipendente, per il fatto che attualmente percepisce una rendita della previdenza professionale pari a fr. 35'609.-.
Il ricorrente ritiene tuttavia di avere diritto alla deduzione supplementare, prevista “per i contribuenti che non versano contributi” alla previdenza professionale e alla previdenza individuale vincolata.
2.2.
La deduzione supplementare in questione è stata inserita nella legge federale sull’imposta federale diretta nel corso dei dibattiti parlamentari. Non era infatti prevista dal disegno di legge del Consiglio federale.
È stata la commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale a proporre la modifica della disposizione (Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale, N 1987 IV 1803). La proposta è nata dall’entrata in vigore, avvenuta nel 1985, della Legge federale del 25 giugno 1982 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP; RS 831.40). Con l’introduzione della deduzione di tutti i contributi versati al 2° e al 3° Pilastro A, era infatti stata ridotta la preesistente deduzione generale per le assicurazioni. Di questa riduzione si erano lamentati in particolar modo coloro che avevano raggiunto l’età della pensione ma che non avevano versato contributi al secondo e al terzo pilastro. Per venir loro incontro, il Consiglio Nazionale ha dunque deciso di elevare della metà la deduzione generale per assicurazioni, per i contribuenti che non versano contributi a istituzioni previdenziali (Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale, S 1988 IV 822).
Ai fini del diritto alla deduzione supplementare, non si tiene conto invece dei contributi versati all’AVS. Ciò dipende proprio dal fatto che la deduzione supplementare è stata introdotta solo allo scopo di tener conto dell’inesistenza di contributi alla previdenza professionale e alla previdenza individuale vincolata (Agner/Jung/Steinmann, Commentaire de la LIFD, Zurigo 2001, n. 22 ad art. 33 LIFD, p. 139 s.). Sono in particolar modo i beneficiari di rendite AVS e le persone senza attività lucrativa a fruire della deduzione supplementare, poiché devono sostenere costi assicurativi più elevati oppure sopperire ad un fabbisogno superiore di previdenza rispetto ai contribuenti che versano contributi alla previdenza professionale o alla previdenza individuale vincolata (cfr. Amministrazione federale delle contribuzioni, Circolare n. 30 del 21 dicembre 2010, Imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale diretta [LIFD], cap. 7, p. 11 s.).
2.3.
Contrariamente a quanto ritiene il ricorrente, un contribuente che, avendo versato contributi alla previdenza professionale, beneficia, oltre che della rendita AVS, anche di una rendita del secondo Pilastro, non ha diritto alla deduzione supplementare per le assicurazioni. La sua situazione non è infatti assimilabile a quella di una persona che, non avendo versato contributi al 2° e al 3° Pilastro A, si deve mantenere unicamente con la rendita AVS oppure a una persona senza attività lucrativa. Quando la legge menziona i “contribuenti che non versano contributi” alla previdenza professionale e alla previdenza individuale vincolata, non fa riferimento anche a coloro che, beneficiando ormai delle prestazioni del 2° e/o del 3° Pilastro A, non sono ovviamente più tenuti a versare contributi per finanziare la rendita di cui già godono.
Benché le istruzioni per la compilazione della dichiarazione fiscale 2018 possano indurre a pensare il contrario, il contribuente ha diritto ad una deduzione supplementare se non ha mai versato durante tutta la sua vita dei contributi al 2° e/o al 3° pilastro A.
Pertanto, per il periodo fiscale 2018, l’UT ha correttamente conteggiato la deduzione per gli oneri assicurativi e interessi di capitali a risparmio in quanto il contribuente ha versato dei contributi di previdenza.
2.4.
La circostanza che, in periodi fiscali precedenti, l’Ufficio di tassazione abbia riconosciuto al ricorrente la deduzione supplementare non giustifica una diversa conclusione.
L’autorità fiscale non è infatti vincolata dalle decisioni adottate nei periodi fiscali precedenti. Va al proposito ricordato che la costante giurisprudenza del Tribunale federale ha escluso che un ricorrente possa pretendere di ottenere un trattamento più favorevole appellandosi al principio della buona fede (art. 9 Cost.). In effetti, il diritto tributario è marcato dal principio della legalità, di modo che le regole della buona fede hanno solo una portata limitata, soprattutto se si trovano in conflitto proprio con l’esigenza di legalità (DTF 131 II 627 consid. 6.1; 118 Ib 312 consid. 3b). In virtù di tale esigenza, l’autorità di tassazione è tenuta ad apprezzare gli elementi imponibili di ogni periodo fiscale conformemente alla legge e senza essere vincolata da sue eventuali decisioni adottate precedentemente su questioni analoghe. Le decisioni di tassazione non implicano pertanto di principio alcuna assicurazione per notifiche ulteriori (cfr. sentenza 2C_260/2008 del 6 agosto 2008, in RtiD I-2009 n. 20t, consid. 4.2; sentenza 2P.250/2004 del 13 giugno 2005, in RtiD II-2005 n. 10t, consid. 6.3; sentenza 2P.173/2002 del 7 febbraio 2003, in RDAT II-2003 n. 15t, consid. 5.3; sentenza 2A.62/1997 del 3 maggio 1999, in: ASA 69 p. 793, consid. 2).
3. Alla luce di quanto precede, il ricorso è respinto. La tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 200.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 280.–
sono a carico del ricorrente.
3. Contro il presen
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: La segretaria: