Incarto n. 80.2002.190
Lugano 8 febbraio 2003
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Ivo Eusebio
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 28 novembre 2002
in materia di: accesso agli atti in procedure di sottrazione
presentato da:
__________. __________ __________, __________ -__________ __________ rappr. da: studio legale __________ __________ __________, __________ __________ __________ __________
ritenuto
in fatto ed in diritto
1. 1.1.
__________ __________ __________ __________ al decesso della madre, __________ __________ __________, inoltrava con l’inventario successorio una denuncia spontanea all’Ufficio procedure speciali della Divisione delle contribuzioni con riferimento:
· alla detenzione di partecipazioni dirette e indirette alla società __________ __________ di __________;
· alla quota di un quarto ricevuta in occasione dello scioglimento della __________ __________ __________ di __________ e
· ad altri beni riconducibili all’asse successorio della defunta madre.
La procedura si concludeva il 6 febbraio 2002 con la sottoscrizione di un verbale conclusivo, da cui sono scaturite le relative decisioni in materia di recupero e multe per sottrazione d’imposta nei confronti della __________ __________ e degli eredi fu __________ __________ notificate il 20 febbraio 2002. Queste decisioni sono passate incontestate in giudicato e gli importi relativi a recupero e multe sono stati regolarmente saldati.
1.2.
Il 2 maggio 2002 la Divisione delle contribuzioni, dopo averlo personalmente informato, notificava a __________ __________ una diffida concernente l’apertura di una procedura per multa tributaria cantonale, comunale e federale secondo gli artt. 260 LT e 177 LIFD. Dalla procedura nei confronti della __________ __________ e degli eredi fu __________ __________, azionisti della società anonima, era infatti emerso che nelle sottrazioni commesse il destinatario della diffida aveva avuto un ruolo attivo per le funzioni svolte nel consiglio di amministrazione della __________ __________ e della __________ __________ __________. Le royalties e le commissioni versate dalla __________ __________ a persone giuridiche di diritto estero sono infatti risultate essere in gran parte delle distribuzioni dissimulate di utile a favore degli azionisti della società, poiché i versamenti effettuati alle società __________ __________ __________ e __________ di __________ sono stati in gran parte girati alla __________ __________ __________ delle Isole di __________ per confluire infine nella __________ __________ __________ di __________, i cui beneficiari economici erano gli azionisti della __________ __________ di __________.
L'Autorità fiscale comunicava inoltre a __________ __________ di ritenerlo liberato dalla responsabilità solidale prevista dagli artt. 260 LT e 177 LIFD, in considerazione del fatto che gli importi complessivamente dovuti dalla __________ __________ e dalle persone fisiche erano già stati integralmente pagati.
1.3.
Dopo aver presentato il 3 giugno le proprie osservazioni nel termine attribuitogli dalla Divisione delle contribuzione avvalendosi del patrocinio della __________ __________, __________ __________ personalmente il 9 luglio 2002 formulava istanza di avere pieno accesso agli atti delle procedure di sottrazione nei confronti di __________ __________ e degli eredi fu __________ __________, invocando gli artt. 187 cpv. 4 LT e 114 cpv. 3 LIFD.
1.4.
Con decisione del 6 novembre 2002 la Divisione delle contribuzioni respingeva la domanda di __________ __________.
Invocando l'applicazione dell'art. 183 cpv. 1e2e dell'art. 187 cpv. 3 LT, la Divisione delle contribuzioni ritiene che, essendosi conclusa la procedura nei confronti della __________ __________ e degli eredi fu __________ __________, il contribuente non avrebbe più la necessità di attingere a informazioni riguardanti delle procedure ormai terminate e nemmeno il diritto di poter visionare gli incarti di contribuenti terzi, tanto più che egli non risulta essere l'esecutore testamentario della successione e nemmeno rappresentate contrattuale degli eredi.
Degli ulteriori argomenti esposti dalla Divisione delle contribuzioni nella decisione su reclamo verrà detto in seguito per quanto necessario.
2. 2.1.
Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________, assistito dall’avv. __________ __________, ribadisce la richiesta di avere pieno e completo accesso a tutti gli atti riguardanti le procedure nei confronti della __________ __________ e degli eredi __________ __________ __________, comprese le annotazioni delle autorità fiscali presenti negli atti relativi alle tassazioni della __________ __________ dal 1978 al 1998, in particolare in merito alle royalities contestate.
Il diniego della Divisione delle contribuzioni di accedere agli atti nell’ambito della procedura per complicità in sottrazione violerebbe le disposizioni della CEDU, del Patto ONU II, della Costituzione federale, oltre la LIFD e la LT. Trovandosi infatti in presenza di una procedura penale, il ricorrente non deve giustificare alcun interesse specifico, essendo suo diritto consultare gli atti per il semplice fatto della pendenza della procedura penale.
Degli ulteriori argomenti ricorsuali verrà detto in seguito per quanto necessario.
2.2.
La Divisione delle contribuzioni propone invece di respingere il ricorso, ribadendo che la procedura aperta nei confronti del ricorrente riguarda unicamente le sue attività svolte dal 1995 al 1998 in seno al consiglio di amministrazione della __________ __________ come presidente dal 21 febbraio 1995 al 23 giugno 1998 e nella fondazione __________ __________ __________ di __________ come presidente del consiglio di fondazione, non potendo comunque essere sanzionati i comportamenti precedenti il 1995 poiché entrati in prescrizione. L'Autorità fiscale avverte inoltre che per la determinazione della multa tributaria l’importo è stato commisurato tenendo conto della ruolo avuto dal ricorrente quale dirigente della società anonima che pagava le royalties e della fondazione del Liechtenstein, nonché della proposta di distruggere la documentazione dopo l'accordo fra gli Eredi __________ e la liquidazione della Fondazione.
Degli ulteriori argomenti responsivi verrà detto in seguito per quanto necessario.
3. 3.1.
Chiunque è incaricato dell'esecuzione della LIFD, rispettivamente della LTo è chiamato a collaborarvi è tenuto al segreto sui fatti di cui viene a conoscenza nell'esercizio della sua funzione e sulle deliberazioni dell'autorità e a negare a terzi l'esame degli atti ufficiali (art. 110 cpv. 1 LIFD; art. 183 cpv. 1 LT). L'informazione è ammessa nella misura in cui esista un fondamento legale nel diritto federale (art. 110 cpv. 2 LIFD) o cantonale (art. 183 cpv. 2 LT).
Ai contribuenti è garantita la facoltà di esaminare gli atti da loro prodotti o firmati (art. 114 cpv. 1 LIFD; art. 187 cpv. 1 LT). Essi possono inoltre esaminare gli altri atti dopo l'accertamento dei fatti, sempreché un interesse pubblico o privato non vi si opponga (art. 114 cpv. 2 LIFD; art. 187 cpv. 2 LT). L'atto il cui esame è stato negato al contribuente può essere adoperato contro di lui soltanto qualora l'autorità gliene abbia comunicato oralmente o per scritto il contenuto essenziale e, inoltre, gli abbia dato la possibilità di pronunciarsi e di indicare prove contrarie (art. 114 cpv. 3 LIFD; art. 187 cpv. 3 LT).
A domanda del contribuente, l'autorità che nega il diritto d'esame gli conferma il diniego mediante decisione impugnabile con ricorso (art. 114 cpv. 4 LIFD; art. 187 cpv. 4 LT).
3.2.
Questi principi generali, enunciati nell’ambito della procedura di tassazione, valgono in linea di principio anche negli stadi procedurali successivi, ma la loro applicazione necessita di traduzione per analogia, deve cioè tener conto delle peculiarità della procedura e dello stadio processuale in cui trovano applicazione (cfr. art. 182 cpv. 3 LIFD; art. 266 cpv. 4 LT).
Nel caso in esame, l’autorità fiscale rimprovera al ricorrente di essersi reso complice della sottrazione d’imposta ai danni del fisco da parte di __________ __________ e dei suoi azionisti. Occorre quindi esaminare in quale misura i principi appena enunciati, segnatamente il diritto di consultare gli atti, trovino applicazione in questa procedura, ritenuto che il procedimento verso gli autori principali si è concluso, le relative decisioni sono passate in giudicato e gli importi dovuti a titolo di recupero d'imposta e di multe sono stati tutti pagati.
3.3.
Giova innanzi tutto ricordare che non solo la procedura per frode fiscale, ma anche la procedura per sottrazione d’imposta ha carattere penale. Infatti, anche il Tribunale federale, conformandosi alla dottrina più recente, definisce ormai la multa per sottrazione d’imposta come un’autentica pena, con la conseguenza che occorre applicare i princìpi del diritto materiale e del diritto processuale penale (Pedroli, Le norme penali delle nuove leggi sulle imposte dirette, in RDAT II-1996, p. 481 s. e dottrina e giurisprudenza citate).
Alla procedura di sottrazione in quanto procedura di carattere penale, si applicano quindi in particolare, oltre alle garanzie contenute nella Costituzione federale, quelle che derivano dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e dal Patto internazionale del 16 dicembre 1966 sui diritti civili e politici, entrato in vigore per la Svizzera il 18 settembre 1992 (DTF 121 II 281; Yersin, De quelques développements récents de la jurisprudence du Tribunal fédéral en matière d’impôts directs, in ASA 65 [1996/97], p. 368 s.; Auer, Das Verhältnis zwischen Nachsteuerverfahren und Steuerstrafverfaren, insbesondere das Problem des Beweisverwertungsverboten, in ASA 66 [1997/98], p. 2; Zweifel [in Zweifel/Athanas, Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b], ad art. 114 LIFD, p. 171).
3.4.
Ancora vigente il DIFD, la dottrina più accreditata era incline a garantire all’imputato l’esame indiscriminato degli atti (vollumfängliches Akteneinsichtrecht) per consentirgli di proporre l’assunzione di prove e di preparare efficacemente la propria difesa. Secondo __________, nell’ambito di un procedimento penale fiscale non dovrebbero praticamente sussistere motivi per negare l’accesso agli atti, purché non sussistano rischi di inquinamento dell’istruttoria (cfr. Känzig/Behnisch, Die direkte Bundessteuer, vol. III, Basilea 1992, p. 577 e anche p. 604, con riferimento a Hauser, Kurlehrbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, Basilea e Francoforte 1984, p. 152 e a Frowein/ Peukert, Europäische Menschenrechtkonvention, Kehl, Stassburgo e Arlington 1985, N. 128 ad Art. 6 CEDU; Zweifel, op. cit., p. 174 s.; Sieber [in Zweifel/Athanas, Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b], ad art. 182 LIFD, p. 641).
3.5.
Certo, la dottrina ammette che in determinati casi l’ accesso indiscriminato agli atti possa essere relativizzato, a condizione comunque che all’imputato venga data informazione scritta o verbale del contenuto degli atti ai quali non gli viene consentito di accedere (Sieber, loc. cit.; Zweifel, op. cit., p. 177 s.). Ciò si giustifica soprattutto nel corso dell'istruttoria, quando l'accesso indiscriminato agli atti potrebbe compromettere l'esito di un determinato procedimento (Zweifel, op. cit., p. 176; Sieber, op. cit., p. 640 s; Känzig/Behnisch, op. cit., p. 20).
3.6.
Va infine precisato che non rientrano tra gli atti, ai quali l'autorità fiscale deve consentire al contribuente di accedere, i cosiddetti atti interni del fisco contenuti nell'incarto, vale a dire gli appunti del funzionario che ha trattato il caso, annotazioni di servizio, progetti di decisioni (Känzig/Behnisch, op. cit., p. 20), poiché questi documenti che non hanno alcun carattere probatorio, ma riflettono piuttosto il venire in essere interno della decisione dell'amministrazione. Non sono comunque documenti interni i rapporti e le perizie allestite dall'amministrazione stessa, mediante per esempio il suo ispettorato, su questioni litigiose (Zweifel, op. cit., p. 175).
4. Da quanto precede risulta che, in linea di principio, la decisione dell'Autorità fiscale di negare l'accesso agli atti al ricorrente non è giustificata.
4.1.
Conformemente a quanto esposto nei considerandi precedenti, la Divisione delle contribuzioni dovrà concedere a __________ __________ accesso indiscriminato agli atti, con le seguenti precisazioni e limitazione:
a. L'accesso all'incarto __________ __________, come pure agli atti relativi alla __________ __________ __________, di cui il ricorrente era presidente del Consiglio di amministrazione, va concesso, eccezion fatta delle annotazioni o degli scritti interni, che riguardano strettamente la formazione della volontà dell'autorità fiscale, ma non di eventuali rapporti o perizie allestite per esempio dall'Ispettorato fiscale.
b. L'autorità fiscale potrà eccezionalmente negare con decisione motivata l'esame dell'uno o dell'altro documento, dando comunque informazione del contenuto al ricorrente.
c. Il ricorrente potrà se del caso richiedere l'acquisizione di atti, segnatamente di incarti fiscali della __________ __________ relativi a periodi trascorsi, nella misura in cui ciò si rivelasse necessario per la difesa.
4.2.
Non si giustifica invece, sempre in linea di principio, l'accesso agli atti degli incarti personali dei singoli azionisti.
Al ricorrente viene infatti imputata la complicità in sottrazione fiscale commessa dalla __________ __________, ma non, per quanto risulti a questa Camera, delle sottrazioni commesse dai singoli azionisti.
Quanto accaduto successivamente alla ripetuta sottrazione commessa dalla __________ __________ ai danni del fisco non influisce quindi minimamente, sempre per quanto risulta a questa Camera, sulla colpa del ricorrente e sull'entità della sanzione che potrà venirgli inflitta.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è parzialmente accolto a'sensi dei considerandi.
2. Non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.
Al ricorrente lo Stato verserà un importo di fr. 1'500.- a titolo di ripetibili.
3. Intimazione alle parti.
4. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario: