Skip to content

Grigioni Tribunale amministrativo 4a Camera 01.07.2019 A 2019 15

July 1, 2019·Italiano·Grisons·Tribunale amministrativo 4a Camera·PDF·5,096 words·~25 min·4

Summary

decisione di garanzia fiscale | Steuern übriges

Full text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI A 19 15 4a Camera Presidenza Racioppi Attuario Rogantini SENTENZA del 1° luglio 2019 nella vertenza di diritto amministrativo A._____ AG, patrocinata dall'avv. Antonio Trifone, ricorrente contro Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni, resistente concernente decisione di richiesta di garanzie fiscali

- 2 - Fattispecie: 1. L'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni [nel seguito: Amministrazione imposte] notificò all'A._____ AG – una società anonima iscritta nel Registro di commercio del Cantone dei Grigioni con sede a X._____ (GR) – varie fatture per imposte cantonali, imposte federali dirette, imposte alla fonte e multe federali e cantonali, il tutto per gli anni 2017 e 2018 (act. C.2-C.8 e C.17-C.18). La società debitrice non saldò tali fatture neanche dopo due solleciti (act. C.9-C.12). 2. Per le imposte alla fonte, l'Amministrazione imposte fece spiccare dei precetti esecutivi contro la società (esecuzioni n. 20181263 e 20183038). La debitrice interpose opposizione e nel seguito l'Amministrazione imposte chiese il proseguimento dell'esecuzione (act. C.19-C.20). L'Ufficio esecuzioni e fallimenti della Regione Moesa [nel seguito: UEF Moesa] informò la creditrice che non potrebbe dar seguito alla domanda di proseguimento, in quanto la debitrice sarebbe priva di organi amministrativi (act. C.21-C.22). La rappresentante della società, B._____, sarebbe sconosciuta al Comune di Y._____ (TI), dove risiederebbe ormai secondo l'estratto del Registro di commercio, e avrebbe omesso di indicare un nuovo domicilio (act. C.23-C.26). Inoltre alla sede della società non sarebbe reperibile nessun dipendente. La creditrice potrebbe dunque chiedere al giudice di prendere le misure necessarie ai sensi dell'art. 731b CO. 3. Il 19 marzo 2019, intanto, l'Amministrazione imposte emise una decisione di richiesta di garanzie (act. C.1), intimata alla società debitrice il 27 marzo 2019 (act. B.3 e B.4), con la quale la società fu obbligata a garantire la copertura dei seguenti importi: imposte cantonali 2017 fr. 400.-imposte cantonali 2018 fr. 400.-imposte federali dirette 2017 fr. 300.--

- 3 imposte federali dirette 2018 fr. 300.-multa disciplinare federale 2017 fr. 300.-multa disciplinare cantonale 2017 fr. 300.-imposte alla fonte 2017 fr. 3'500.-imposte alla fonte 2018 fr. 1'200.-- [totale: fr. 6'700.--] + eventuali interessi e costi Quale motivazione addusse che il pagamento delle imposte dovute dalla società debitrice sembrerebbe compromesso. Lo stesso giorno l'Amministrazione imposte trasmise un mandato di sequestro all'UEF Moesa, ritenendo che la decisione di richiesta di garanzie equivarrebbe a un decreto di sequestro giusta l'art. 274 LEF. Il 28 marzo 2019 l'UEF Moesa emise dunque un decreto e verbale di sequestro (act. B.5), ponendo sotto sequestro il conto corrente presso la PostFinance SA intestato all'A._____ AG. Sempre il 19 marzo 2019, invece, l'Amministrazione imposte emise due decisioni su reclamo (act. C.14-C.15), con le quali fissò gli importi dovuti dalla società per le imposte federali dirette 2017 e per quelle cantonali sull'utile e sul capitale 2017 entrambi a fr. 0.--. 4. Con ricorso dell'8 aprile 2019 la società debitrice ha chiesto l'annullamento della decisione di richiesta di garanzie del 19 marzo 2019 (act. C.1), adducendo in essenza di disporre di sufficienti attivi per coprire l'ammontare di fr. 6'700.-- richiesto dall'Amministrazione imposte. Con riferimento al bilancio patrimoniale al 31 dicembre 2017 (act. C.6) risulterebbero dei crediti per una somma complessiva di quasi fr. 19'500.-- . La società si sarebbe attivata per adire ogni via utile per tutelare i propri diritti relativi a tali crediti. Di conseguenza il pagamento dei fr. 6'700.-dovuti alla resistente non sarebbe assolutamente compromesso.

- 4 - La ricorrente ha richiesto la concessione dell'effetto sospensivo al ricorso, facendo valere che in caso contrario subirebbe conseguenze gravi e irreparabili, siccome il sequestro pronunciato dall'UEF Moesa avrebbe bloccato l'operatività della società. Il ricorso è stato trasmesso all'Amministrazione imposte per osservazioni con decreto del 9 aprile 2019 (act. D.1), invitandola anche a voler motivare brevemente sulla base di quali riflessioni e documenti il pagamento delle imposte dovute sembrerebbe compromesso. 5. Con scritto del 24 aprile 2019, l'Amministrazione imposte si è detta d'accordo con il conferimento dell'effetto sospensivo, segnalando inoltre che l'UEF Moesa sarebbe già stato incaricato del ritiro del sequestro (act. E.1). Il giudice dell'istruzione ha dunque concesso l'effetto sospensivo al ricorso con decreto del 25 aprile 2019 (act. E.2). 6. L'Amministrazione imposte ha presentato le sue osservazioni il 6 maggio 2019 (act. A.2), chiedendo la reiezione del ricorso con protesta di spese e ripetibili a carico della ricorrente. Fa valere che la ricorrente non avrebbe dato seguito né alle fatture, né al primo sollecito, né al secondo sollecito. Non avrebbe neppure pagato le multe. Con decisioni su reclamo, l'Amministrazione imposte avrebbe fissato gli importi dovuti per le imposte cantonali 2017 e quelle federali 2017 a fr. 0.--. Le imposte 2018, sia federali sia cantonali, non sarebbero ancora state tassate definitivamente. In base ai conteggi sarebbe comunque evidente che il debito al momento della decisione di richiesta di garanzie si sarebbe basato su una tassazione d'ufficio che avrebbe portato pure a una decisione di multa. Infine l'UEF Moesa avrebbe respinto due domande di proseguimento dell'esecuzione, in quanto la debitrice sarebbe priva di organi amministrativi e l'unico membro sarebbe di ignota dimora. Riassumendo, sarebbero dunque dati i

- 5 presupposti per una decisione di richiesta di garanzie. Il totale degli attivi di cui al bilancio patrimoniale del 31 dicembre 2017 della ricorrente non sarebbe rilevante, poiché gli attivi non sarebbero stati utilizzati per il pagamento dei crediti fiscali. Tali osservazioni sono state trasmesse alla ricorrente il 7 maggio 2019 (act. D.2), la quale ha chiesto di prendere visione degli atti, il che le è stato concesso il 15 maggio 2019 (act. D.3). 7. Il 17 maggio 2019 la ricorrente ha replicato (act. A.3), ripetendo essenzialmente quanto addotto con il ricorso. Il 3 giugno 2019 la resistente ha presentato una replica [recte: duplica] (act. A.4), ripetendo pure lei gli argomenti già fatti valere in precedenza. 8. La ricorrente è stata invitata a presentare la sua nota d'onorario e, se del caso, l'accordo sull'onorario con decreto del 4 giugno 2019 (act. D.5). La ricorrente ha proceduto a trasmettere tali documenti il 13 giugno 2019 (act. F.1), facendo valere una tariffa oraria di fr. 300.--. Detti documenti sono stati intimati alla resistente per conoscenza in data 17 giugno 2019 (act. D.7). 9. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono. Considerandi: 1. Le decisioni di richiesta di garanzie dell'Amministrazione imposte possono essere impugnate mediante ricorso al Tribunale amministrativo quale autorità giudiziaria cantonale unica e superiore, sia nella misura in cui esse concernono le imposte federali (art. 169 cpv. 3 della Legge federale

- 6 sull'imposta federale diretta del 14 dicembre 1990 [LIFD; RS 642.11] in unione con l'art. 104 cpv. 3 LIFD e l'art. 166 cpv. 3 della Legge sulle imposte per il Cantone dei Grigioni dell'8 giugno 1986 [abbreviazione inufficiale qui utilizzata LIGR; CSC 720.000]) sia quelle cantonali (art. 158 cpv. 3 LIGR). Il termine di ricorso è di 30 giorni (art. 169 cpv. 3 LIFD; art. 124 cpv. 3 LIGR, a titolo di principio generale di procedura, che rinvia alle disposizioni della Legge sulla giustizia amministrativa del 31 agosto 2006 [LGA; CSC 370.100], vedi qui in particolare l'art. 52 cpv. 1 LGA; ci si potrebbe chiedere se non sia invece applicabile l'art. 52 cpv. 2 LGA, poiché le decisioni di richiesta di garanzie in sé costituiscono dei provvedimenti cautelari [DTF 134 II 349]; tuttavia, per motivi di praticità, la giurisprudenza cantonale è costante nell'applicare ciononostante sempre il termine di 30 giorni anche per le imposte cantonali, come quello per le imposte federali). Il ricorso deve contenere il petito, la fattispecie e una motivazione (art. 38 cpv. 1 LGA). Deve inoltre essere firmato e inoltrato in duplice copia, allegando i mezzi di prova disponibili e la decisione impugnata. Mezzi di prova supplementari devono essere indicati esattamente (art. 38 cpv. 2 LGA). Nel presente caso il ricorso essendo tempestivo e adempiente dei presupposti formali, questa Corte può entrare nel merito dello stesso. Il valore litigioso ammontando a fr. 6'700.--, cioè più di fr. 5'000.--, la presente decisione competerebbe di principio alla 4a Camera in composizione da tre giudici (art. 43 cpv. 3 lett. a LGA e art. 6 lett. d ed e dell'Ordinanza sull'organizzazione del Tribunale amministrativo del 5 dicembre 2008 [OOTA; CSC 173.300]). Dato però che il ricorso si rivela in parte manifestamente fondato e per il resto manifestamente infondato, come sarà dimostrato nel seguito, la presente decisione può essere presa dal presidente della 4a Camera in qualità di giudice unico (art. 43 cpv. 3 lett. b LGA e art. 18 cpv. 3 della Legge sull'organizzazione giudiziaria del 16 giugno 2010 [LOG; CSC 173.000]).

- 7 - 2. Per legge il ricorso contro la decisione di richiesta di garanzie non ha effetto sospensivo (art. 169 cpv. 4 LIFD e art. 158 cpv. 4 LIGR; vedi anche l'art. 53 cpv. 1 LGA). Nel caso singolo, l'effetto sospensivo può però essere richiesto dal ricorrente oppure può essere concesso d'ufficio (art. 53 cpv. 2 LGA). Nella fattispecie il giudice dell'istruzione ha concesso l'effetto sospensivo al ricorso con decreto del 25 aprile 2019 (act. E.2). 3. In merito all'asserzione della ricorrente nella replica del 17 maggio 2019 (act. A.3) che la resistente non avrebbe censurato i fatti esposti nel ricorso, cosicché gli stessi sarebbero contestati, va ricordato alla ricorrente che ci si trova in una procedura amministrativa, non civile (per quella cfr. l'art. 222 cpv. 2 del Codice di diritto processuale civile svizzero del 19 dicembre 2008 [Codice di procedura civile, CPC; RS 272] con la giurisprudenza e dottrina in merito). Si applica qui il principio d'istruttoria, con l'obbligo di collaborazione delle parti, giusta l'art. 11 LGA, cioè la fattispecie deve essere rilevata d'ufficio (cpv. 1) e l'autorità assume le prove necessarie, senza essere vincolata dalle richieste riguardanti il rilevamento della fattispecie (cpv. 3; per il diritto processuale civile vedi invece l'art. 55 CPC). Inoltre si precisa che i fatti addotti dalla ricorrente concernono in prima linea la solvibilità della società, mentre, come sarà dimostrato, nel caso che qui ci occupa interessa piuttosto l'intenzione al non pagamento dei crediti fiscali, o meglio la messa in pericolo della riscossione dei crediti fiscali. L'asserto ricorsuale cade quindi nel vuoto. 4. Giusta l'art. 169 cpv. 1 LIFD e l'art. 158 cpv. 1 e 2 LIGR, di contenuto praticamente identico, l'Amministrazione imposte può esigere in ogni momento, anche prima che l'accertamento dell'importo dell'imposta sia passato in giudicato, la costituzione di garanzie, se la contribuente non ha domicilio in Svizzera oppure il pagamento dell'imposta o della multa da lei dovuta sembra compromesso. La decisione di richiesta di garanzie deve indicare l'importo da garantire ed è immediatamente esecutiva. Nella procedura d'esecuzione esplica gli stessi effetti di una sentenza giudiziaria,

- 8 costituendo così un titolo di rigetto definitivo ai sensi dell'art. 80 della Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento dell'11 aprile 1889 (LEF; RS 281.1). È inoltre parificata al decreto di sequestro giusta l'art. 274 LEF, senza che sia ammessa l'opposizione giusta l'art. 278 LEF (art. 170 cpv. 1 e 2 LIFD). 4.1. La decisione di richiesta di garanzie ai sensi dell'art. 169 cpv. 1 LIFD e dell'art. 158 cpv. 1 e 2 LIGR presuppone tre elementi. In primo luogo si tratta del contribuente, il che significa che, al momento o durante il periodo in domanda, la persona fisica o giuridica in questione deve essere assoggettata illimitatamente o limitatamente all'imposta nell'ente pubblico che chiede delle garanzie (per l'imposta federale diretta vedi gli artt. 3 segg. LIFD e artt. 50 seg. LIFD; per quella cantonale vedi gli artt. 6 segg. LIGR e artt. 74 segg. LIGR). In secondo luogo si tratta dell'imposta dovuta, ossia di un credito fiscale, il cui sussistere deve essere probabile. In merito all'importo basta però già che esso non appaia, a prima vista, manifestamente eccessivo, tenendo difatti presente che l'autorità di tassazione mantiene un certo grado di discrezionalità nella valutazione dei fattori fiscali. Non è inoltre necessario neanche né che l'imposta sia stata tassata definitivamente né addirittura che sia stata fatturata o che sia esigibile, la richiesta di garanzie costituendo un provvedimento cautelare indipendente dalla procedura di merito, ossia quella di tassazione (DTF 134 II 349 consid. 1.4). Costituiscono crediti fiscali in tal senso pure le multe ai sensi dell'art. 174 LIFD, poiché giusta l'art. 185 LIFD quegli importi sono riscossi secondo l'art. 160 LIFD e gli artt. 163-172 LIFD. Ciò vale anche per le multe ai sensi dell'art. 173 LIGR (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2A.380/2001 del 12 marzo 2002). Parimenti, possono essere riscossi su questa via anche le spese di esecuzione (PETER LOCHER, Kommentar zum Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer – III. Teil – Art. 102-222 DBG, Basilea 2015, n. 22 ad art. 169 LIFD). In terzo luogo, infine, si tratta del motivo per chiedere garanzie, ovvero un motivo a minaccia del credito

- 9 fiscale (sentenza del Tribunale federale 2C_669/2016 nonché 2C_670/2016 dell'8 dicembre 2016 consid. 2.1 e 2.2 con rinvii; cfr. anche le sentenze del Tribunale federale 2A.324/2005 e 2A.325/2005 del 30 novembre 2005 consid. 3.1). 4.2. Nella procedura amministrativa vige di regola il principio del convincimento completo, costituendo il grado di prova ordinario ("Regelbeweismass"). Esatta è più di una semplice probabilità, tuttavia non una certezza assoluta. Una prova vale come addotta laddove il giudice, secondo criteri obiettivi, è convinto della fattispecie esposta. Non deve più esserci alcun ragionevole dubbio, o, detto diversamente, eventuali dubbi rimanenti devono risultare di lieve portata, senza che si debba poter escludere interamente la possibilità che le cose possano essersi svolte diversamente. Eccezioni da questa regola nel senso di un alleggerimento dell'onere della prova possono risultare d'una parte dalla legge e d'altra parte dalla giurisprudenza e dottrina. In tal senso è considerata sufficiente in particolare una verosimiglianza preponderante ("überwiegende Wahrscheinlichkeit") in presenza di uno "stato di necessità in materia di prove" ("Beweisnot"), ossia qualora una prova rigorosa non sia possibile o ragionevolmente esigibile, in particolare laddove i fatti sostenuti dalla parte avente l'onere probatorio possano essere dimostrati solo indirettamente per mezzo di indizi. Secondo la prassi, una verosimiglianza preponderante è data quando a favore della veridicità di una rappresentazione dei fatti sotto aspetti oggettivi esistono dei motivi talmente influenti al punto che altre ipotesi immaginabili non entrano ragionevolmente in considerazione in modo decisivo (cfr. la decisione del Tribunale cantonale ZK2 13 4 del 3 agosto 2017 consid. 3.6 con rimandi). A sua volta, il grado di prova della verosimiglianza preponderante va distinto da quello della verosimiglianza semplice ("Glaubhaftmachung"), sottomesso a esigenze ancor meno severe. La verosimiglianza semplice è difatti già data quando l'esistenza di un fatto rilevante è stabilita con un "certo grado di probabilità" sulla base di

- 10 indizi oggettivi. Un fatto è dunque reso verosimile quando alcuni elementi depongono a favore della sua esistenza, anche se bisogna ancora fare i conti con la possibilità che esso potrebbe non essersi avverato (vedi per il tutto fra tante la DTF 140 III 610 consid. 4.1 con rimandi pertinenti, in particolare alla DTF 130 III 321 consid. 3; cfr. anche la DTF 133 III 81 consid. 4.2.2 per la terminologia in francese). 4.3. La procedura di garanzia giusta l'art. 169 LIFD è un provvedimento cautelare di diritto pubblico (fra tante la DTF 134 II 349 consid. 1.2). Non ha alcuna influenza sull'esistenza e sull'importo del credito d'imposta; non pregiudica comunque la determinazione dell'imposta effettivamente dovuta, da stabilire in sede di tassazione. Poiché il pericolo è necessariamente imminente, il provvedimento di blocco o di sequestro deve poter essere ordinato rapidamente, ma deve anche poter essere modificato o revocato in qualsiasi momento se le circostanze suggeriscono una valutazione diversa. La necessaria rapidità della procedura di sequestro fiscale incide sul grado di prova. La prassi richiede soltanto una verosimiglianza semplice, cioè che le circostanze giuridiche pertinenti menzionate sopra – soggetto passivo, imposta dovuta, motivo della garanzia – siano rese verosimili (vedi per il tutto la già citata sentenza del Tribunale federale 2C_669/2016 e 2C_670/2016 dell'8 dicembre 2016 consid. 2.3.2 con rinvii). L'autorità fiscale non deve (più) comprovare che il comportamento del contribuente metta in pericolo il pagamento dell'imposta, bensì unicamente che il pagamento risulta minacciato, oppure deve rendere verosimile che una tale minaccia esista. L'insieme delle circostanze è determinante. Si deve infine ammettere che l'autorità giudiziaria cantonale può sottoporre a una pura valutazione prima facie ciò che già l'autorità di tassazione era autorizzata a esaminare limitandosi alla semplice verosimiglianza. 4.4. Per quanto attiene ai motivi della garanzia, la LIFD e la LIGR prevedono due tipi di casistiche che possono dar luogo a delle garanzie fiscali. Il

- 11 motivo detto generale per cui vengono richieste delle garanzie si basa sul pericolo che il credito fiscale dovuto non venga corrisposto (per i dettagli vedi la sentenza del Tribunale federale 2A.611/2006 e 2A.612/2006 del 18 aprile 2007 consid. 4.1). Il diritto fiscale consente inoltre di emanare una decisione di richiesta di garanzie anche nei casi in cui il contribuente non è residente in Svizzera. Questo motivo detto particolare di garanzia è giustificato dal fatto che un credito di diritto pubblico della Confederazione, di un cantone o di un comune non può essere posto in esecuzione a livello internazionale. 5. Nel caso qui in giudizio la situazione si presenta come segue: 5.1. È intanto chiaro che si è in presenza di una contribuente assoggettata alle imposte federali dirette e quelle cantonali. Il primo presupposto è dunque pacifico, sia per il 2017 sia per il 2018. 5.2. In merito al secondo, ossia al sussistere di un credito fiscale, si costata che l'Amministrazione imposte ha pronunciato una decisione di richiesta di garanzie per le imposte federali e cantonali del 2017 e del 2018, per le multe federali e cantonali del 2017 e del 2018, e per le imposte alla fonte 2017 e 2018, oltre a eventuali interessi e costi. Ha indicato esattamente gli importi, il che è sufficiente; poco importa che non ha spiegato in dettaglio come li ha calcolati. La decisione di richiesta di garanzie è stata emanata il 19 marzo 2019. Lo stesso giorno, tuttavia, la stessa Amministrazione imposte ha emanato due decisioni su reclamo [o meglio opposizione] per l'anno fiscale 2017, riducendo entrambi gli importi dovuti per le imposte federali dirette e per quelle cantonali sull'utile e sul capitale a fr. 0.-- (non sono invece stati modificati gli importi per l'imposta alla fonte). Per quanto riguarda l'anno fiscale 2017 – senza l'imposta alla fonte –, quindi, è palese che il credito fiscale non sussisteva più già al momento dell'emanazione della decisione di richiesta di garanzie qui impugnata, cosicché in quella

- 12 misura il ricorso si rivela manifestamente fondato e la decisione impugnata va annullata. Per l'anno fiscale 2018, invece, non era ancora subentrata la tassazione definitiva. Il calcolo degli importi in questione era dunque provvisorio, il che, come si è visto sopra, è ammissibile. L'importo fatto valere si aggira alle somme degli anni precedenti, cosicché a prima vista non appare manifestamente eccessivo. Ne segue che, nella misura in cui dovesse esservi un motivo sufficiente per chiedere delle garanzie per gli importi al di fuori delle imposte federali dirette 2017 e delle imposte cantonali sull'utile e sul capitale 2017, il che va esaminato nel seguito, la decisione impugnata si rivelerebbe corretta e potrebbe essere confermata. 5.3. L'Amministrazione imposte ha motivato la sua decisione di richiesta di garanzie limitandosi a dichiarare che il pagamento delle imposte dovute dalla ricorrente sembrerebbe compromesso. Ciò è testualmente uno dei motivi legali per richiedere delle garanzie e non può costituire una motivazione sufficiente. 5.3.1. Secondo la giurisprudenza in merito al diritto di essere sentiti di cui all'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101), un aspetto centrale del diritto di essere sentiti è l'obbligo dell'autorità di motivare le proprie decisioni. La motivazione di una decisione deve essere redatta in modo tale che l'interessata possa comprenderla ed esercitare il suo diritto di ricorso con cognizione di causa (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2C_543/2018 del 30 ottobre 2018 consid. 3.4.1). In questo senso l'autorità deve almeno brevemente menzionare le considerazioni che l'hanno guidata. L'importante è che la decisione indichi chiaramente i fatti accertati e le conseguenze giuridiche che ne sono derivate. Una motivazione rudimentale e a lemmi non

- 13 ottempera tali presupposti (per l'ambito qui in questione vedi la sentenza del Tribunale federale 2C_351/2017 e 2C_352/2017 del 12 aprile 2018 consid. 5.2.2.1 con rinvii; per la dottrina cfr. ad esempio HANS FREY, Sicherstellungsverfügung und Arrestbefehl im Gesetz über die direkte Bundessteuer [DBG], Zurigo/Basilea/Ginevra 2009, pagg. 86 segg.). Tantomeno può dunque essere considerata una motivazione sufficiente il semplice riprendere alla lettera il testo legale, senza spiegare minimamente per quale ragione si ritiene sia realizzata tale variante nel caso concreto. 5.3.2. Come ha avuto luogo di statuire anche la massima Corte (sentenza del Tribunale federale 2A.560/2002 dell'8 settembre 2003 consid. 3.2), né l'art. 169 cpv. 1 LIFD (cfr. l'art. 158 cpv. 2 LIGR) – che si limita a prescrivere che la decisione di richiesta di garanzie deve indicare l'importo da garantire – né l'art. 116 LIFD (cfr. l'art. 132 LIGR) – secondo il quale le decisioni devono essere notificate al contribuente per scritto e devono indicare i rimedi giuridici – prevedono un obbligo per l'autorità fiscale di motivare la decisione di richiesta di garanzie. Tale obbligo di motivazione sussiste tuttavia di principio sulla base del diritto di essere sentiti giusta l'art. 29 cpv. 2 Cost., applicabile anche nella procedura di garanzia (HANS FREY, in ZWEI- FEL/BEUSCH [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht – Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, 3a ed., Basilea 2017, n. 50 ad art. 169 LIFD). Va tuttavia precisato che secondo la prassi costante del Tribunale federale, vista la sua urgenza e provvisorietà, la procedura di garanzia costituisce un'eccezione nel senso che gli elementi determinanti della motivazione possono anche essere comunicati al contribuente appena nelle osservazioni al ricorso se la decisione di richiesta di garanzie è impugnata. Difatti al contribuente non è arrecato nessun pregiudizio se l'autorità giudiziaria gli concede la possibilità di esprimersi in merito alle osservazioni dell'autorità fiscale (vedi la sentenza del Tribunale federale 2P.41/2002 del 10 giugno 2003 consid. 6.1). Secondo la dottrina e la giurisprudenza, inoltre, in tal senso un'eventuale motivazione insufficiente

- 14 è dunque sanabile (HANS FREY, Kommentar, loc. cit.; cfr. pure FELIX RICHNER/WALTER FREI/STEFAN KAUFMANN/HANS ULRICH MEUTER, in Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, 3a ed., Zurigo 2013, n. 29 ad §181). Soltanto se l'autorità fiscale non corregge il vizio di forma neanche nella procedura di ricorso, vi è una violazione del diritto di essere sentiti (HANS FREY, Kommentar, op. cit., n. 94 ad art. 169 LIFD). 5.3.3. Nella fattispecie è palese che l'Amministrazione imposte non ha motivato sufficientemente la sua decisione, limitandosi inammissibilmente a riprendere il testo legale, senza addurre manco minimamente perché ritiene che si applichi nel caso concreto. Così facendo ha leso il diritto di essere sentiti della ricorrente. Difatti l'Amministrazione imposte ha fatto trasparire la motivazione della sua decisione impugnata soltanto nella presente procedura di ricorso e soltanto grazie all'insistenza del giudice dell'istruzione. Si costata comunque che nel frattempo la ricorrente ha potuto prendere conoscenza della motivazione almeno a posteriori. In tal senso la violazione del suo diritto di essere sentita può eccezionalmente ancora essere considerata sufficientemente sanata. Si precisa però a questo punto che dovrà essere tenuto conto debitamente della violazione del diritto di essere sentiti nella ripartizione delle spese, poiché senza conoscere la motivazione, la ricorrente non ha potuto esercitare il suo diritto di ricorso con cognizione di causa. In tal senso, anche se il ricorso non è integralmente accolto, la ricorrente non può essere considerata per nulla soccombente giusta l'art. 73 cpv. 1 LGA (vedi consid. 6 sotto), rispettivamente alla ricorrente non possono essere accollate spese per la procedura di ricorso, queste dovendo andare a carico dell'autorità che ha commesso detta violazione. Alla ricorrente dovrà dunque anche essere corrisposta una congrua indennità a titolo di ripetibili. 5.3.4. Finalmente, in base alla documentazione agli atti si costata che il motivo generale per richiedere delle garanzie è manifestamente dato. La società qui ricorrente ha omesso di pagare gli importi per varie fatture fiscali e ciò

- 15 per un periodo esteso di quasi due anni. Anche dopo vari solleciti, dopo esser stata multata sia per le imposte federali sia per quelle cantonali e addirittura mesi dopo la notificazione della decisione qui impugnata, la ricorrente non ha versato nulla all'Amministrazione imposte. Nella motivazione del ricorso, la società ricorrente fa valere essenzialmente di vantare vari crediti e di essere in attesa della loro riscossione. L'importo complessivo sarebbe superiore alla somma delle garanzie richieste. A tal proposito va risposto in questa sede che ciò può essere il caso, tuttavia non libera la ricorrente dall'obbligo di saldare i suoi debiti fiscali per così tanto tempo. Non cambia niente neanche in merito alla sua intenzione dimostrata fino all'emanazione della decisione di richiesta di garanzie di non pagare. La ricorrente non ha del resto addotto altri motivi in grado di rimettere in questione la verosimiglianza del pericolo di non pagamento o gli argomenti avanzati dall'Amministrazione imposte. Si ritiene dunque che quest'ultima ha reso sufficientemente verosimile che il pagamento degli importi pretesi e debitamente documentati sia concretamente in pericolo. Di conseguenza la decisione di richiesta di garanzie è giustificata e va confermata. 5.4. Riassumendo, per quanto attiene alle imposte federali dirette 2017 e delle imposte cantonali sull'utile e sul capitale 2017 il ricorso è manifestamente fondato e va accolto. Per tutti gli altri importi invece – ossia le imposte federali dirette 2018, le imposte cantonali sull'utile e sul capitale 2018, le imposte alla fonte 2017 e 2018, la multa federale 2017, la multa cantonale 2017 ed eventuali spese – il ricorso va respinto, in quanto manifestamente infondato. 6. Per finire vanno distribuite le spese giudiziarie, composte dalle spese processuali (tassa di Stato e spese di cancelleria) e dalle spese ripetibili. Giusta l'art. 73 cpv. 1 LGA, la parte soccombente deve di regola assumersi le spese. Ai sensi dell'art. 73 cpv. 2 LGA, più parti si assumono le spese in parti uguali, se l'autorità non decide diversamente. Nell'occorrenza si giustifica scostarsi parzialmente da queste regole.

- 16 - 6.1. Entrambe le parti soccombono: sia la ricorrente per la parte manifestamente infondata del ricorso che va respinta, sia la resistente per la parte manifestamente fondata del ricorso che va accolta. In linea di principio si potrebbe dunque ripartire le spese in proporzione alla soccombenza, tenendo conto del fatto che la parte accolta del ricorso costituisce solo una piccola frazione del suo insieme. Tuttavia si è dovuto costatare una violazione del diritto di essere sentiti. Per i motivi di cui si è detto sopra, questa circostanza giustifica porre le spese processuali interamente a carico dell'Amministrazione imposte. Esse consistono in una tassa di Stato, prudentemente fissata qui a fr. 1'000.-- tenendo conto di tutti gli elementi del caso in giudizio, e in un emolumento di cancelleria, calcolato in base all'art. 2 dell'Ordinanza sulle tasse e sulle spese in contanti del Tribunale amministrativo del 2 novembre 2006 (CSC 370.110). 6.2. Parimenti, la parte soccombente viene di principio obbligata a rimborsare alla parte vincente le spese necessarie causate dalla procedura (art. 78 cpv. 1 LGA). Si parla anche di indennità a titolo di ripetibili o semplicemente spese ripetibili. Al Cantone, invece – e lo si ricorda all'indirizzo dell'Amministrazione imposte che pare farne valere senza motivarlo minimamente – , di regola non vengono assegnate ripetibili se vince la causa nell'esercizio delle sue attribuzioni ufficiali (art. 78 cpv. 2 LGA). Nel caso in giudizio la ricorrente chiede fr. 1'031.45, composti da 2.5 ore di onorario a una tariffa oraria di fr. 300.-- (=fr. 750.--), fr. 207.70 di spese varie (apertura incarto fr. 50.--, scritturazioni e fotocopie fr. 146.--, spese postali, telefoniche e telefax fr. 11.70) e fr. 73.75 di IVA al 7.7%. Tale pretesa è palesemente eccessiva e va corretta. 6.2.1. Mentre le 2.5 ore possono essere assegnate, si ricorda innanzitutto che per legge la tariffa oraria massima nel Cantone dei Grigioni è di fr. 270.-- (vedi l'Ordinanza sulla determinazione dell'onorario degli avvocati del 17 marzo 2009 [Ordinanza sull'onorario degli avvocati, OOA; CSC 310.250], basata sull'art. 19 della Legge sugli avvocati del 14 febbraio 2006 [CSC 310.100];

- 17 vedi in particolare l'art. 2 cpv. 2 n. 1 OOA in unione con l'art. 3 cpv. 1 OOA). I tribunali grigionesi non concedono tariffe orarie più alte – e ciò neanche se la parte richiedente dimostra di averne espressamente pattuito una con la sua patrocinatrice (cfr. anche la sentenza del Tribunale amministrativo R 17 64 del 21 agosto 2018 consid. 3.1 che riassume l'evoluzione della prassi, rinviando alla sentenza del Tribunale amministrativo U 16 92 del 25 ottobre 2017 consid. 13.b e accenna specialmente anche la prassi del Tribunale cantonale [per quella vedi fra tante la sentenza del Tribunale cantonale ZK1 18 87 del 30 agosto 2018 consid. 2]). Applicano bensì d'ufficio la tariffa massima di fr. 270.--. Nel caso in giudizio, secondo l'accordo sull'onorario agli atti firmato dalla ricorrente è stata convenuta una tariffa oraria eccessiva di fr. 300.--. Essa va dunque ridotta d'ufficio a fr. 270.--. 6.2.2. Si ricorda inoltre che per prassi costante nel Cantone dei Grigioni la tariffa oraria è di principio comprensiva delle spese di scritturazione e di cancelleria e che, comunque, il Tribunale amministrativo riconosce un risarcimento supplementare per tali spese soltanto fino a un massimo del 3% dell'onorario e se esse sono state debitamente documentate (vedi la sentenza del Tribunale amministrativo R 17 5 dell'8 febbraio 2017 consid. 3.b). Nell'occorrenza la ricorrente ha dichiarato in dettaglio le sue spese a riguardo. La loro somma di fr. 207.70 eccede però largamente la soglia del 3%, cosicché va ridotta d'ufficio. 6.2.3. Ne segue che nella fattispecie alla ricorrente va aggiudicata un'indennità a titolo di ripetibili di complessivi fr. 748.80 (=fr. 675.-- di onorario [=2.5 x fr. 270.--] + fr. 20.25 di spese forfettarie [=3% di fr. 675.--] + fr. 53.55 di IVA [=7.7% di fr. 695.25]).

- 18 - Il Giudice unico decide: 1. Nella misura in cui concerne le imposte federali dirette 2017 e le imposte cantonali sull'utile e sul capitale 2017, il ricorso è accolto. Per il resto il ricorso è respinto. Di conseguenza la decisione di richiesta di garanzie è confermata per l'importo complessivo di fr. 6'000.--. 2. Vengono prelevate - una tassa di Stato di fr. 1'000.-- - e le spese di cancelleria di fr. 409.-totale fr. 1'409.-il cui importo sarà versato dall'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione all'Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 3. L'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni è obbligata a corrispondere un'indennità di fr. 748.80 (spese e IVA inclusa) all'A._____ AG a titolo di ripetibili. 4. [Vie di diritto] 5. [Comunicazioni]

A 2019 15 — Grigioni Tribunale amministrativo 4a Camera 01.07.2019 A 2019 15 — Swissrulings