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Bundesverwaltungsgericht 18.01.2012 D-6946/2011

January 18, 2012·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,628 words·~8 min·5

Summary

Asilo (non entrata nel merito / assenza di documenti) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM dell'8 dicembre 2011

Full text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­6946/2011 Sen tenza   d e l   1 8   g enna i o   2012   Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  con l'approvazione del giudice Bendicht Tellenbach;  cancelliere Bruno D'Amaro. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), Nigeria,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna,    autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  decisione dell'UFM dell'8 dicembre 2011 / N […].

D­6946/2011 Pagina 2 Visto: la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  27 settembre 2010 in Svizzera; il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha  reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive  all'inoltro  della  sua  istanza,  un  documento  d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso di mancata  consegna e  in  assenza di motivi  scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i  verbali  d'audizione  dell'11 ottobre 2010  (di  seguito:  verbale  1)  e  del  10 giugno 2011 (di seguito: verbale 2); la  decisione dell'UFM del  20 luglio 2011,  di  non entrata  nel merito  della  domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31),  notificata  all'interessato  il  25 luglio 2011 (cfr. risultanze processuali); il  ricorso dell'interessato del  5 agosto 2011 contro  la decisione dell'UFM  del 20 luglio 2011;  la sentenza del Tribunale amministrativo  federale  (di  seguito: Tribunale)  del  2 settembre 2011  con  la  quale  è  accolta  la  domanda di  restituzione  del termine ed è giudicato tempestivo il ricorso del 5 agosto 2011; la  sentenza  del  Tribunale  del  25 ottobre 2011  con  la  quale  è  accolto  il  ricorso  del  5 agosto 2011  e  sono  rinviati  gli  atti  di  causa  all'UFM per  la  pronuncia  di  una  nuova  decisione  ai  sensi  dei  considerandi  della  sentenza del Tribunale; la decisione dell'UFM dell'8 dicembre 2011, di non entrata nel merito della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  notificata  all'interessato brevi manu il 20 dicembre 2011 (cfr. fax della Sezione della  popolazione  del  28 dicembre 2011,  act.  2),  sprovvista  degli  atti  procedurali; il  ricorso  inoltrato dal  ricorrente  il 23 dicembre 2011 (cfr.  timbro del plico  raccomandato,  data  d'entrata:  27 dicembre 2011),  con  contestuale  richiesta dell'incarto completo degli atti;

D­6946/2011 Pagina 3 l'ordinanza del Tribunale del 4 gennaio 2012 alla quale è stato allegato il  plico  raccomandato di  ritorno contenente  la decisione originale dell'UFM  congiuntamente  agli  atti  procedurali  e  con  la  quale  il  ricorrente  è  stato  invitato ad inoltrare un suo eventuale completamento del ricorso entro un  termine  di  3  giorni  dalla  ricezione  dell'ordinanza  (data  di  ricezione:  7 gennaio 2012); l'atto  di  complemento  del  ricorso  del  9 gennaio 2012  (inoltrato  il  10 gennaio 2012,  cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data  d'entrata:  16 gennaio 2012); l'incarto  originale  dell'UFM,  pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  data  12 gennaio 2012; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale,  in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

D­6946/2011 Pagina 4 che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti; che,  nell'ambito  dell'audizione  sommaria  dell'11 ottobre 2010,  l'interessato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano, nato e cresciuto a  C._______  (Nigeria),  con  ultimo  domicilio  a  D._______  (Nigeria),  dal  marzo 2007 al marzo 2010 fino a poco prima dell'espatrio (cfr. verbale 1,  pagg. 1 seg.); che,  in  sostanza  e  per  quanto  qui  di  rilievo,  egli  ha  raccontato  che  avrebbe lasciato la Nigeria in nave per l'Europa all'inizio di aprile 2010 a  causa degli  scontri  tra  cristiani  e musulmani,  in  occasione dei  quali,  tra  l'altro,  la  casa  dell'interessato  sarebbe  stata  incendiata  e  sua  moglie  sarebbe stata uccisa dai musulmani (cfr. verbale 1, pag. 2 e 5); che,  inoltre,  nell'ambito  dell'audizione  presso  l'UFM,  secondo  l'art. 29  cpv. 1 e 41 cpv. 1 LAsi, l'interessato, in aggiunta all'audizione sommaria,  avrebbe asserito di esser stato arrestato, essendo stato accusato da un  commissario  di  polizia  musulmano  di  aver  partecipato  ad  una  rapina  a  mano armata (cfr. verbale 2, pag. 6); che, per di più, dopo la sua fuga per  i motivi  dell'indagine  contro  di  lui,  la  sua  fotografia  segnaletica  sarebbe  stata mostrata alla televisione (cfr. verbale 2, pag. 7); che, nella decisione  impugnata,  l'UFM ha considerato, da un  lato, che  il  ricorrente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in materia  d'asilo  un documento d'identità o di viaggio valido ai sensi dell'art. 1a lett. b e c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11 agosto  1999  (OAsi 1,  RS 142.311);  che,  dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art. 32  cpv. 3  LAsi  è  realizzata  nel caso di specie; che, infatti l'interessato sulla mancanza dei documenti  avrebbe  asserito  di  esser  stato  titolare  di  un  documento  d'identità  in  Nigeria e che  tale documento si  troverebbe a C._______  (Nigeria) nella  casa  dei  genitori;  che,  di  conseguenza,  non  si  comprenderebbe,  come  mai  il  richiedente  non  avrebbe  potuto  far  pervenire  il  documento  d'identità;  che,  inoltre,  le  dichiarazioni  secondo  le  quali  egli  avrebbe 

D­6946/2011 Pagina 5 viaggiato  dalla  Nigeria  fino  in  Europa  senza  un  documento  di  legittimazione  e  senza  subire  controlli  di  sorta  sarebbe  del  tutto  inverosimile; che, altresì infondata sarebbe l'allegazione secondo cui egli  non  si  sarebbe  reso  conto  in  che  Paese  sarebbe  sbarcato,  né  avrebbe  realizzato  il  nome  e  la  bandiera  dell'imbarcazione  che  lo  avrebbe  trasportato;  che,  peraltro,  risulterebbe  sorprendente  che durante  il  viaggio avrebbe sempre  incontrato persone  ignote disposte ad aiutarlo a proseguire il viaggio; che, l'UFM, nell'ambito dell'esame della qualità di rifugiato, ha considerato  il semplice fatto, che il commissario di polizia il quale lo avrebbe arrestato  sarebbe musulmano,  del  tutto  improbabile;  che,  del  resto,  il  richiedente  avrebbe addotto motivi contradditori a questo arresto, asserendo a  tratti  di  essere  stato  accusato  di  appartenere  a  una  truppa  di  giovani  di  D._______  (Nigeria),  e  a  tratti  di  essere  stato  accusato  di  aver  partecipato a una  rapina; che, peraltro, sarebbe del  tutto escluso che  in  occasione  del  suo  arresto  le  autorità  non  avrebbero  verificato  la  sua  identità; che,  inoltre, sarebbero del  tutto  inverosimile  le circostanze della  sua fuga della prigione secondo le quali un'agente di polizia a lui del tutto  ignota  avrebbe  preso  il  rischio  di  aiutarlo  ad  evadere  dalla  prigione  procurandogli un'uniforme e conducendolo all'esterno della prigione; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  nonché  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile; che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha  ribadito  quanto  già  dichiarato  in  occasione dell'audizione  sui motivi  d'asilo,  allegando di  non aver potuto  consegnare  alcun  documento,  non  per  una  sua  mancanza  di  volontà,  bensì  per  una  situazione  di  oggettiva  impossibilità,  avendo  quindi  dei  motivi scusabili per la mancata consegna di un documento d'identità; che,  infatti, egli avrebbe parlato  telefonicamente con suo padre  il quale però,  nonostante  ciò,  non  sarebbe  stato  in  grado  di  recuperare  la  sua  carta  d'identità e di inviargli il documento; che,  con  il  complemento  al  ricorso,  l'interessato  ha  semplicemente  reiterato quanto già allegato nel  ricorso, asserendo  in particolare che  in  merito  alla  mancata  presentazione  di  documenti  d'identità  egli  avrebbe  dei motivi scusabili e giustificati;

D­6946/2011 Pagina 6 che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo  e,  in  subordine,  di  essere  ammesso  provvisoriamente  in  Svizzera;  che  ha,  altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo a copertura delle presunte spese processuali; che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun  documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della  domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se  il  richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e  all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari  ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un  impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);  che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di  particolari  formalità  amministrative;  che,  per  contro,  non  lo  sono  documenti  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato  di  fine  degli  studi  (DTAF 2007/7 consid. 6);  che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente,  a  distanza  di  più  di  un  anno  dalla  presentazione  della  domanda  d'asilo,  non  ha  esibito  alcun  documento  che adempia i citati criteri; che,  infatti,  egli  in  merito  al  possesso  di  un  documento  d'identità  nell'audizione  sommaria  dell'11 ottobre 2010  ha  dichiarato  che  avrebbe  lasciato  la  sua  carta  d'identità  in  Nigeria  a  casa  sua  a  C._______  (Nigeria) e che non gli sarebbe stato possibile contattare qualcuno; che,  però, avrebbe cercato di chiamare un familiare in modo da farsi inviare la  sua  carta  d'identità (cfr. verbale 1, pagg. 4 seg.);  

D­6946/2011 Pagina 7 che, oltre a ciò,  interrogato sul proprio viaggio d'espatrio,  il  ricorrente ha  raccontato di aver lasciato C._______ (Nigeria) in autobus a destinazione  di E._______ (Nigeria); che da lì, all'inizio di aprile 2010 sarebbe partito in  nave  verso  l'Europa,  pagando  due  marinai  con  i  soldi  che  avrebbe  ricevuto dalla signora la quale gli sarebbe stata d'aiuto per evadere dalla  prigione  di  C._______  (Nigeria);  che  sarebbe  stato  imbarcato  con  le  merci, in una cassa di legno; che avrebbe viaggiato nella stiva della nave  e  sarebbe  sbarcato  il  17 settembre 2010;  che  avrebbe  intrapreso  il  tragitto senza alcun documento d'identità e che allo sbarco, in una località  a  lui non nota, nemmeno sarebbe stato controllato; che  in detta  località,  recandosi  in direzione della  stazione,  avrebbe  incontrato una signora  la  quale l'avrebbe ospitato per alcuni giorni a casa sua e poi accompagnato  in  automobile  illegalmente  in  Svizzera  nei  pressi  del  Centro  di  registrazione e di procedura (CRP) di F._______ (cfr. verbale 1, pagg. 7  seg.); che  alla  luce  di  quanto  esposto,  il  racconto  del  ricorrente  risulta  inverosimile  e  vista  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni  del  ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  d'identità,  il  Tribunale  ha  ragione  di  concludere  che  il  ricorrente  dissimuli  i  suoi  documenti d'identità per i bisogni della causa; che, inoltre, il ricorrente non ha presentato in sede di ricorso, all'infuori di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  che  sembrino  suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata  decisione (di non entrata nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi); che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né  fornito una valida giustificazione per  la mancata produzione degli stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'insorgente  non è applicabile;  che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in  applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in  base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di  rifugiato del richiedente; che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore  ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura  sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno 

D­6946/2011 Pagina 8 della  qualità  di  rifugiato,  nonostante  che  la  stessa  termini  con  una  decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interno  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire  illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5); che  il  ricorrente ha dichiarato sostanzialmente di essere espatriato dalla  Nigeria,  in  primo  luogo,  a  causa  degli  scontri  interreligiosi  avvenuti  a  D._______  (Nigeria)  i  quali  sarebbero  tutt'ora  attuali  e  rilevanti  sia  per  giudicare  la sua qualità di  rifugiato che  l'esecuzione dell'allontanamento;  che, la gravità degli scontri interreligiosi nel suo Paese d'origine sarebbe  ormai  inarrestabile  e  le  violenze  si  ripeterebbero  senza  sosta;  che,  di  conseguenza,  egli  non  potrebbe  rientrare  in  Nigeria,  dove  la  sua  vita  sarebbe  esposta  a  grave  pericolo;  che,  in  secondo  luogo,  egli  sarebbe  fuggito dalla Nigeria poiché sarebbe stato arrestato  ingiustamente da un  commissario di polizia, semplicemente perché  il commissario sarebbe di  fede musulmana; che,  tra  l'altro, durante  il periodo di detenzione di due  settimane in un carcere per autori di reati gravi, sarebbero stati uccisi due  prigionieri (cfr. verbale 2, pag. 6); che,  in  primo  luogo,  pur  ammettendo  l'esistenza  di  un  conflitto  interreligioso  a  D._______  (Nigeria),  a  prescindere  dalla  rilevanza  che  questi  motivi  potrebbero  avere  ai  sensi  della  LAsi,  il  ricorrente  non  ha  reso  verosimile  che  a  causa  degli  scontri  tra  musulmani  e  cristiani  avrebbe il fondato timore di essere esposto a seri pregiudizi giusta l'art. 3  LAsi;  che, in secondo luogo, come rettamente evidenziato dall'autorità inferiore,  sono  del  tutto  improbabili  le  allegazioni  secondo  le  quali  l'insorgente  avrebbe dei  timori  a  causa dell’arresto avvenuto per motivi  inesistenti  e  che  il  commissario  di  polizia  l'avrebbe  accusato  solamente  perché  sarebbe  di  religione musulmana,  che,  infatti,  non  è  credibile  che  prima  dell'arresto  non  sarebbe  stata  verificata  la  sua  identità;  che,  inoltre,  il  ricorrente non è riuscito a rendere verosimile i motivi per i quali un’agente  di  polizia avrebbe corso un grosso  rischio per aiutarlo ad evadere dalla  prigione; 

D­6946/2011 Pagina 9 che  nell'insieme,  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata  nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi); che  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato  dall'autorità  inferiore,  quanto  raccontato dall'insorgente a  sostegno della  sua domanda d'asilo non presenta alcun elemento di verosimiglianza; che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi  dell'art.  32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente; che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione  complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5­8  pag.  725­733;  DTAF 2007/8 consid. 5.6.5­5.7 pag. 90 e segg.); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché  l'art. 83 cpv. 3 della  legge federale del  16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente  in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della  convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art. 3  della  convenzione  del  10 dicembre  1984  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);  che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato  nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;  che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione impugnata va confermata; che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

D­6946/2011 Pagina 10 (art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  OAsi 1  [DTAF 2009/50 consid. 9]); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);  che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è ammissibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  all'art. 83  cpv. 3  LStr); che,  inoltre,  notoriamente,  la  situazione  vigente  in  Nigeria  non  risulta  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio  nazionale; che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è ancora giovane  e,  in  particolare,  ha  dichiarato  di  possedere  un’ottima  formazione  scolastica, in quanto si sarebbe laureato come educatore all’Università di  G._______  (Nigeria);  che,  avrebbe  anche  intrapreso  il  mestiere  del  ristoratore possedendo un ristorante a D._______ (Nigeria); che egli, pur  essendo  vedovo,  ha  una  densa  rete  familiare  e  sociale  in  patria,  costituita,  a  suo  dire,  da  suo  figlio  il  quale  vivrebbe  attualmente  a  C._______  (Nigeria)  a  casa  di  sua  nonna  materna,  suo  padre,  quattro  sorelle  e  tre  fratellastri  i  quali  sarebbero  di  casa  tutti  a  in  Nigeria  a  C._______ (cfr. verbale 1, pagg. 2 seg.);  che il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di  salute che possano giustificare  la sua ammissione provvisoria  (cfr. sulla  problematica Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera  di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame  d'ufficio degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per  motivi medici; che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese d'origine è ragionevolmente esigibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83  cpv. 4 LStr); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83  cpv. 2  LStr); 

D­6946/2011 Pagina 11 che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid.  12  pagg.  513­515);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure  possibile;  che,  infine,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  per  conseguenza,  anche  in  materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e  la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato  il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento;  l'autorità di prime cure non ha accertato  in modo inesatto o  incompleto  i  fatti  giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata  (art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto; che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presunte  spese processuali è divenuta priva d'oggetto; che,  visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  di  CHF  600.–,  che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  presente  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83  lett.  d  LTF); che la pronuncia è quindi definitiva.

D­6946/2011 Pagina 12 (dispositivo alla pagina seguente)

D­6946/2011 Pagina 13 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente decisione. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Bruno D'Amaro Data di spedizione:

D-6946/2011 — Bundesverwaltungsgericht 18.01.2012 D-6946/2011 — Swissrulings