Skip to content

Bundesverwaltungsgericht 21.10.2011 D-5703/2011

October 21, 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,042 words·~5 min·2

Summary

Asilo (altro) | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 7 ottobre 2011

Full text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­5703/2011 Sen tenza   d e l   2 1   ottobre   2011 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Thomas Wespi; cancelliera Zoe Cometti. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), Tunisia, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 7 ottobre 2011 / N […].

D­5703/2011 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 6 agosto 2011  in Svizzera; i  verbali  d'audizione  del  16 agosto 2011  (di  seguito:  verbale 1)  e  del  7 ottobre 2011 (di seguito: verbale 2); il  verbale  di  decisione  dell'Ufficio  federale  della  migrazione  (di  seguito:  UFM)  del  7 ottobre 2011,  notificata  al  ricorrente  il  medesimo  giorno  (cfr. risultanze processuali); il  ricorso  del  14 ottobre 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data  d'entrata: 17 ottobre 2011); l'incarto originale dell'UFM pervenuto al Tribunale amministrativo federale  (di seguito: il Tribunale) il 17 ottobre 2011; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale,  in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

D­5703/2011 Pagina 3 che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti; che,  nell'ambito  dell'audizione  sommaria,  l'interessato  ha  dichiarato  di  essere cittadino tunisino, nato a C._______ e cresciuto ad D._______ in  Tunisia (cfr. verbale 1, pag. 1); che  egli  avrebbe  lasciato  la  Tunisia  il  1° agosto 2011  con  l'obiettivo  di  trovare un lavoro più remunerativo (cfr. verbale 1, pag. 5); che  l'interessato  sarebbe  partito  dal  porto  di  E._______  (Tunisia)  nascosto  in  un  TIR  (Transports  Internationaux  Routiers)  con  targhe  svizzere  e  si  sarebbe  imbarcato  su  una  nave;  che,  dopo  tre  giorni,  sarebbe  sbarcato  a  F._______  (Italia),  avrebbe  proseguito,  sempre  a  bordo del TIR, per G._______ (Svizzera) dove sarebbe sceso ed avrebbe  raggiunto H._______ (Svizzera) depositando la sua domanda d'asilo (cfr.  verbale 1, pagg. 5 seg.); che,  nella  decisione  del  7 ottobre 2011,  l'UFM  non  è  entrato  nel merito  della  citata  domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 1  LAsi  in  quanto  il  richiedente  non  avrebbe  inoltrato  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 18  LAsi  non  avendo  manifestato  la  volontà  d'ottenere  dalla  Svizzera  una  protezione  contro  le  persecuzioni;  che,  ha  contestualmente  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento verso la Tunisia siccome lecita, esigibile e possibile;

D­5703/2011 Pagina 4 che, nel  ricorso,  l'insorgente allega che  la situazione  in Tunisia sarebbe  ancora  tesa e porterebbe ad una violazione dell'art. 3 della convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre 1950  (CEDU,  RS 0.101);  che  detta  situazione  causerebbe  un'esistenza  degradante  ed  inumana;  che  egli  ribadisce  che  non  vi  sarebbe  una  garanzia  di  un'esistenza  dignitosa  e  che  di  conseguenza  non potrebbe essere rinviato in Tunisia (cfr. ricorso, pagg. 2 seg.); che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, l'annullamento della decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel merito ed ha, altresì, presentato una domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese di giustizia e del relativo anticipo; che, giusta l'art. 32 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di domande d'asilo  che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi; che, ai sensi dell'art. 18 LAsi, è considerata come domanda d'asilo ogni  dichiarazione  con  cui  una  persona  manifesta  di  voler  ottenere  dalla  Svizzera  una  protezione  contro  le  persecuzioni;  che  la  nozione  di  persecuzione presuppone un pregiudizio ad opera di terze persone; che,  pertanto,  non  rientrano  in  questa  definizione  i  pregiudizi  indipendenti  dall'agire umano; che, di conseguenza, le domande di protezione fondate  unicamente sulla situazione personale del  richiedente  l'asilo,  in assenza  di agenti esterni di persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per  contro, sono compresi nella nozione di persecuzione, ai sensi dell'art. 18  LAsi,  in  senso  lato,  non  soltanto  i  seri  pregiudizi  previsti  all'art. 3  LAsi  (qualità  di  rifugiato),  ma  pure  gli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento fissati dall'art. 83 cpv. 3 e 4 della legge federale sugli  stranieri  del  16 dicembre 2005  (LStr,  RS 142.20),  imputabili  all'agire  umano, quali  i  trattamenti  contrari  all'art. 3 CEDU, RS 0.101 ed all'art. 3  della  convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicembre 1984  (Conv.  tortura,  RS 0.105),  nonché le situazioni di guerra, guerra civile o violenza generalizzata (cfr.  Giurisprudenza ed  informazioni della Commissione svizzera di  ricorso  in  materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18 consid. 5b); che  sono  rifugiati  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima  residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza,  religione,  nazionalità,  appartenenza  a  un  determinato  gruppo  sociale  o  per  le  loro  opinioni  politiche,  ovvero  hanno  fondato  timore  di  essere  esposte a tali pregiudizi (art. 3 LAsi); che tale definizione di rifugiato, così 

D­5703/2011 Pagina 5 come enunciata all'art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude  tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una persona a lasciare il proprio  Paese d'origine o di residenza, quali per esempio le difficoltà derivanti da  una  situazione  di  crisi  socio­economica  (povertà,  condizioni  di  vita  precarie, difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, redditi insufficienti)  o dalla disorganizzazione, o dalla mancanza d'infrastrutture o da problemi  analoghi,  ai  quali  ogni  persona,  nel  Paese  in  questione,  può  essere  confrontata; che,  nel  caso  di  specie,  il  ricorrente  non  ha  chiesto  alla  Svizzera  protezione contro delle persecuzioni, non avendo egli allegato di essere  esposto  personalmente  e  concretamente  o  di  avere  fondato  timore  di  essere esposto in un futuro prevedibile,  in caso di rientro nel suo Paese  d'origine, a seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità,  appartenenza  ad  un  determinato  gruppo  sociale  o  per  le  sue  opinioni  politiche (art. 3 LAsi); che,  infatti,  la  motivazione  addotta  dal  ricorrente  per  giustificare  il  suo  espatrio  è  legata  esclusivamente  a  delle  ragioni  d'ordine  economico,  ovvero  alla  possibilità  di  trovare  un  lavoro  più  remunerativo  e  di  poter  vivere dignitosamente (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, pag. 2); che tali  motivi,  come  manifestamente  riconoscibile,  non  rientrano,  in  tutta  evidenza,  nella  definizione  di  persecuzione  in  senso  lato  giusta  l'art. 18  LAsi; che egli ha, altresì, confermato di non aver mai avuto problemi in patria,  eccetto un arresto di due anni per consumo di hashish rivelatosi più lungo  di  quanto  previsto  dalla  sentenza  penale;  che,  come  dichiarato  dal  ricorrente  egli  è  stato  correttamente  rappresentato  da  un  avvocato  (cfr.  verbale 1,  pag. 5  e  verbale 2,  pag. 5),  per  il  che  egli  potrà  utilizzare  il  sistema giuridico tunisino per rimediare agli eventuali diritti violati; che,  inoltre,  il  ricorrente  si  è  limitato  ad  asserire  che  la  ragione  che  l'avrebbe  spinto  a  lasciare  il  suo  Paese  sarebbe  la  condizione  di  una  esistenza  degradante  ed  inumana  (cfr.  ricorso,  pag. 2),  senza  tuttavia  corroborare  in maniera concreta  l'esposizione per  lui,  in patria, al rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3  CEDU  ed  all'art. 3  Conv. tortura; che, da quanto esposto,  l'UFM rettamente non è entrato nel merito della  domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi;

D­5703/2011 Pagina 6 che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione impugnata va confermata; che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché  art. 32  dell'ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11 agosto 1999  [OAsi 1,  RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9); che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  LStr,  giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile  (art. 83 cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente  esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che,  per  i motivi  sopraesposti,  nella misura  in  cui  codesto Tribunale  ha  confermato  la  decisione  di  non  entrata  nel merito  dell'UFM  relativa  alla  domanda  d'asilo  del  ricorrente,  quest'ultimo  non  può  prevalersi  del  principio  del  divieto  di  respingimento  (art. 5  cpv. 1  LAsi),  generalmente  riconosciuto  nell'ambito  del  diritto  internazionale  pubblico  ed  espressamente  enunciato  all'art. 33  della  convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), nonché degli  impegni di  diritto  internazionale  assunti  dalla  Svizzera  (GICRA  1996  n. 18  consid. 14b lett. ee e referenze ivi citate); che  pertanto  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 83  cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi; che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento  riconducibili  all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, la situazione in Tunisia non  risulta caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che  coinvolga  l’insieme  della  popolazione  nell’integralità  del  territorio  nazionale; che  nemmeno  la  situazione  venutasi  a  creare  a  fine  dicembre  2010  in  Nordafrica,  compresa  la  Tunisia,  è  atta  a  rendere  inesigibile  l'allontanamento;  che,  in  casu,  dalla  caduta  del  presidente  Ben  Ali,  le  autorità di transizione sono incaricate di elaborare la nuova costituzione,  di restaurare lo stato di diritto e di promuovere i diritti dell'uomo; che, quanto alla situazione personale del  ricorrente, egli è giovane, con  un'esperienza professionale come commerciante  (cfr. verbale 1, pag. 2); 

D­5703/2011 Pagina 7 che,  altresì,  i  genitori,  la  sorella,  i  cinque  zii  paterni  ed  i  tre  zii materni  vivono tuttora in patria (cfr. verbale 1, pag. 3); che, pertanto, si può partire  dal presupposto che abbia un'ottima rete sociale in patria; che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria (GICRA 2003 n. 24); che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 83 cpv. 4  LStr  in  relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione  all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid. 12);  che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente esigibile e possibile; che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità  inferiore confermata; che  l’UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  pertanto  violato  il  diritto  federale  né  abusato  del  suo  potere  d’apprezzamento;  che  esso  non ha  accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed  inoltre  la decisione non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso  va respinto; che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese  processuali è divenuta senza oggetto; che,  essendo  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito  favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa  dal pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 

D­5703/2011 Pagina 8 (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3  lett. a del  regolamento sulle  tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva.

D­5703/2011 Pagina 9 (dispositivo alla pagina seguente)

D­5703/2011 Pagina 10 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal  pagamento delle spese processuali, è respinta. 3.  Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico della ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 4.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Zoe Cometti Data di spedizione:

D-5703/2011 — Bundesverwaltungsgericht 21.10.2011 D-5703/2011 — Swissrulings