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Bundesverwaltungsgericht 23.01.2012 D-5629/2011

January 23, 2012·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,410 words·~7 min·3

Summary

Asilo e allontanamento | Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 9 settembre 2011

Full text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­5629/2011 Sen tenza   d e l   2 3   g enna i o   2012 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Jean­Pierre Monnet; cancelliera Zoe Cometti. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), alias C._______, nato il (…), alias D._______, nato il (…), Iraq, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 9 settembre 2011 / N […].

D­5629/2011 Pagina 2 Visto: la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  Svizzera  in  data  10 dicembre 2009; il verbale d'audizione del 18 dicembre 2009 (di seguito: verbale 1); l'esame LINGUA al quale il richiedente è stato sottoposto il 4 aprile 2011  e la relativa perizia del 28 aprile 2011; il  verbale  d'audizione  del  22 giugno 2011  (di  seguito:  verbale 2)  con  il  quale,  tra  le altre cose, gli è stato concesso  il diritto di essere sentito  in  merito alla perizia dell'esame LINGUA; la  decisione  dell'Ufficio  federale  della  migrazione  (di  seguito:  UFM)  del  9 settembre 2011,  notificata  all'interessato  in  data  14 settembre 2011  (cfr. avviso di ricevimento); il  ricorso  dell'11 ottobre 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data  d'entrata: 12 ottobre 2011); l'ordinanza del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale)  del  14 ottobre 2011  con  la  quale  il  Tribunale  ha  informato  il  ricorrente  della possibilità di soggiornare in Svizzera fino al termine della procedura; la decisione  incidentale del Tribunale del 4 novembre 2011 con  la quale  ha respinto la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  e  del  relativo  anticipo,  ed  ha  invitato  il  ricorrente  a  versare  entro  il  21 novembre 2011  un  anticipo  di  CHF 600.– a copertura delle presunte spese processuali indicando che in  caso d'inosservanza il ricorso sarebbe stato dichiarato inammissibile; il  pagamento  dell'anticipo  delle  presunte  spese  processuali  effettuato  dall'insorgente l'11 novembre 2011; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

D­5629/2011 Pagina 3 e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale,  in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma  ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti; che,  con  ricorso  al  Tribunale,  possono  essere  invocati  la  violazione  del  diritto  federale,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA); che  il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti  (art. 62 cpv. 4 PA),  né  dalle  considerazioni  giuridiche  della  decisione  impugnata,  né  dalle 

D­5629/2011 Pagina 4 argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR,  Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5); che  nell'audizione  sommaria  il  richiedente  ha  dichiarato  di  essere  un  cittadino minorenne iracheno di etnia curda, nato e cresciuto dal nonno –  in quanto orfano – a E._______ in Iraq (cfr. verbale 1, pagg. 1 seg. e 4); che  sarebbe  espatriato  per  poter  vivere  meglio,  lavorare  ed  avere  un  futuro in Svizzera; che, inoltre, sarebbe stato minacciato da un turkmeno  che avrebbe voluto ottenere i soldi dell'interessato; che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM,  oltre  a  rilevare  una  violazione  dell'obbligo di collaborare dell'interessato all'accertamento dei fatti circa la  sua minore età e la sua effettiva provenienza, ha considerato inverosimili  le  dichiarazioni  dell'interessato  circa  i  suoi  motivi  d'asilo;  che,  in  particolare,  circa  la  provenienza  dell'interessato,  l'esame  LINGUA  avrebbe  dimostrato  che  la  socializzazione  del  richiedente  sarebbe  da  individuare  con  certezza  nella  regione  di  F._______  nel  Kurdistan  iracheno e non nella città di E._______ come allegato dallo stesso; che,  inoltre,  il  certificato  di  nazionalità  depositato  in  occasione  dell'audizione  federale sui motivi d'asilo atto a provare la sua provenienza conterrebbe  segni di falsificazione oggettivi; che, per giunta, si sarebbe contraddetto in  merito alla data dell'unico fatto di rilievo accadutogli, ossia la minaccia di  morte da parte di un turkmeno; che, rilevata la violazione di collaborare dell'interessato e conformemente  alla  giurisprudenza  del  Tribunale,  le  autorità  non  sarebbero  tenute,  in  assenza  d'indicazioni  da  parte  del  richiedente,  a  sondare  l'esistenza  di  eventuali  ostacoli  all'allontanamento  verso  il  Paese  d'origine  e  nella  fattispecie  verso  la  molto  probabile  provenienza  da  F._______;  che,  pertanto, l'UFM ha ritenuto che il racconto del richiedente non soddisfa le  condizioni  di  verosimiglianza  giusta  l'art. 7  LAsi  e  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  l'Iraq  –  segnatamente  verso  una  delle  tre  province  nord­irachene  (Dohuk,  Erbil  e  Suleimaniya)  –  siccome  lecita,  esigibile e possibile; che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha  contestato  la  decisione  dell'UFM,  reiterando  che  proverrebbe  effettivamente  da  E._______  e  non  dal  Kurdistan  iracheno;  che  infatti  egli  ritiene  di  aver  fornito  indicazioni  corrette  sulla  sua  conoscenza  di  E._______  e  che  l'UFM  si  sarebbe  soffermato solo sugli aspetti che avrebbero messo in discussione  la sua 

D­5629/2011 Pagina 5 provenienza,  invece  di  soffermarsi  su  tutte  le  indicazioni  corrette  ed  esatte  che  egli  avrebbe  fornito  su  detta  città;  che  su  questo  punto  egli  indica che  l'UFM si  sarebbe  fondato su un accertamento poco accurato  delle  sue  dichiarazioni  e  che  le  susseguenti  motivazioni  sarebbero  arbitrarie  nonché  non  motivate;  che  in  detto  atto  ha  indicato  di  aver  lasciato il Paese d'origine non a causa della minaccia del turkmeno, bensì  a  causa  dell'assenza  di  sicurezza  in  Iraq  e  per  la  ricerca  di  prospettive  future; che, quo al dovere di collaborare circa la determinazione della sua  età, egli  reitera  il  fatto che  le differenti date di nascita che ha  fornito nel  corso della procedura gli sarebbero state indicate dal nonno e che lui non  sarebbe al corrente della sua data di nascita; che avendo ricevuto da suo  nonno  il  certificato  di  nazionalità  attestante  un'altra  data  e  la  sua  maggiore  età,  egli  si  fonderebbe  su  quest'ultima  come  data  effettiva  di  nascita; che, di conseguenza egli  ritiene di non aver  ingannato  l'autorità  sostenendo  che  detto  certificato,  contrariamente  da  quanto  deciso  dall'UFM, non sarebbe un falso, bensì un documento autentico; che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento della decisione  impugnata,  il  riconoscimento della qualità  di  rifugiato  nonché  la  concessione  dell'asilo;  in  via  sussidiaria  egli  ha  chiesto  che  gli  atti  fossero  trasmessi  all'autorità  inferiore  per  un  nuovo  giudizio  rispettivamente  che  gli  sia  concessa  l'ammissione  provvisoria;  egli  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  e  del  relativo anticipo; che, giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai  rifugiati;  che  l'asilo  comprende  la  protezione  e  lo  statuto  accordati  a  persone  in  Svizzera  in  ragione  della  loro  qualità  di  rifugiati;  che  esso  comprende il diritto di risiedere in Svizzera; che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi,  sono  rifugiati  le persone che, nel Paese d'origine o di  ultima  residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza,  religione,  nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro  opinioni  politiche,  ovvero  hanno  fondato  timore  di  essere  esposte  a  tali  pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo  della  vita,  dell'integrità  fisica  o  della  libertà,  nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica  insopportabile  (art. 3  cpv. 2  LAsi);  che  occorre  altresì  tenere  conto  dei  motivi  di  fuga  specifici  della  condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2ª frase LAsi); che,  a  tenore  dell'art. 7  cpv. 1  LAsi,  chiunque  domanda  l'asilo  deve  provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la 

D­5629/2011 Pagina 6 qualità di  rifugiato è  resa verosimile  se  l'autorità  la  ritiene data  con una  probabilità  preponderante  (art. 7  cpv. 2  LAsi);  che  sono  inverosimili  in  particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate  o  contraddittorie,  non  corrispondono  ai  fatti  o  si  basano  in  modo  determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); che,  in altre parole, per poter ammettere  la verosimiglianza, ai sensi dei  summenzionati  disposti,  delle  dichiarazioni  determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse  abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in  modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giurisprudenza ed  informazioni della Commissione svizzera di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21); che  le dichiarazioni devono essere attendibili, cioè  resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non suscettibili  di  diversa  interpretazione  (altrettanto  o  più  verosimile),  e  concordanti,  o  meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o elementi certi;  che,  peraltro,  il  giudizio  sulla  verosimiglianza  dev'essere  il  frutto  d'una  valutazione complessiva, e non esclusivamente atomizzata, delle singole  allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al minimo il rischio  dell'approssimazione, ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando,  contro  indiscutibili  postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità giudicante  (cfr. GICRA 2005 n. 21 consid. 6.1, GICRA 1995  n. 23); che, come rettamente ritenuto nelle querelata decisione, questo Tribunale  ritiene  che  le  dichiarazioni  decisive  rese  dal  ricorrente  in  corso  di  procedura  si  esauriscono  in  mere  ed  imprecise  affermazioni,  non  corroborate  da  elementi  consistenti,  limitandosi,  quo  ai  fatti  evocati,  ad  esprimere delle congetture non fondate su alcuno indizio oggettivo; che, da un  lato a  fondamento della sua domanda d'asilo  il  ricorrente ha  fatto  valere  una  minaccia  subita  da  un  turkmeno  che  non  è  tuttavia  riuscito a rendere verosimile; che in particolare, circa questa circostanza  egli  si  è  contraddetto  sulla  data,  adducendo  in  un  primo  tempo  che  sarebbe  accaduto  un  mese  prima  dell'espatrio,  per  poi  indicare  che  si  sarebbe verificato cinque mesi prima dell'espatrio (cfr. verbale 1, pag. 8 e  verbale 2, pag. 2); che dall'altro lato detta minaccia non sarebbe il motivo  principale a sostegno della sua domanda d'asilo; che,  infatti, sia  in sede  di  audizioni  sia  nell'atto  di  ricorso  l'insorgente  ha  indicato  che  il  motivo  principale  del  suo  espatrio  sarebbe  da  individuarsi  nell'assenza  di 

D­5629/2011 Pagina 7 sicurezza e di  prospettive  future nel  suo Paese d'origine  (cfr.  verbale 1,  pag. 7; verbale 2, pag. 2 e ricorso, pag. 2);  che  quo  alla  sicurezza,  l'unico  eventuale  pregiudizio  personale  l'ha  identificato con  la minaccia da parte del  turkmeno,  la qual circostanza è  però da ritenersi inverosimile per i motivi poc'anzi evocati; che  l'assenza  di  prospettive  future  è,  come  palesemente  riconoscibile,  irrilevante  ai  sensi  delle  norme  in  materia  di  concessione  dell'asilo,  segnatamente giusta l'art. 3 LAsi; che,  per  il  resto,  per  evitare  ulteriori  ripetizioni,  si  rimanda  alle  considerazioni della decisione dell'UFM; che,  alla  luce di  quanto  sopra,  i motivi  d'asilo  addotti  dal  ricorrente non  adempiono per  l'uno  i criteri di verosimiglianza di cui all'art. 7 LAsi e per  l'altro i criteri di rilevanza giusta l'art. 3 LAsi; che,  in  considerazione  di  quanto  esposto,  il  ricorso  in  materia  di  riconoscimento  della  qualità  di  rifugiato  e  di  concessione  dell'asilo,  destituito  di  fondamento,  non merita  tutela  e  la  decisione  impugnata  va  confermata; che,  se  respinge  la  domanda  d'asilo  o  non  entra  nel  merito,  l'Ufficio  federale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina  l'esecuzione;  che  tiene  però  conto  del  principio  dell'unità  della  famiglia  (art. 44 cpv. 1 LAsi); che,  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  2  nonché  art. 44  cpv. 1  LAsi  come  pure  art. 32  dell'ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11  agosto  1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9); che  codesto  Tribunale  è  pertanto  tenuto  a  confermare  la  pronuncia  dell'allontanamento; che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  della  legge  federale  sugli  stranieri  del  16 dicembre 2005  (LStr,  RS 142.20),  giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile  (art. 83  cpv. 2 LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3 LStr)  e  ragionevolmente  esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);

D­5629/2011 Pagina 8 che,  tuttavia,  questo  principio  è  limitato  dall'obbligo  dell'interessato  di  collaborare  all'accertamento  dei  fatti  giusta  l'art. 8  cpv. 1  LAsi  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D­3975/2007  del  15 giugno 2007, consid. 3.4); che si tratta di un tipico caso di applicazione  dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA; che, nel caso di specie, le affermazioni del ricorrente in merito alla propria  cittadinanza  sono  indubbiamente  verosimili;  che,  invece  le  sue  dichiarazioni  concernenti  la  regione  irachena  di  provenienza  sono  manifestamente  carenti  ed  inverosimili  al  punto  tale  che  può  essere  esclusa la sua provenienza da E._______; che, a titolo d'esempio, secondo la perizia dell'esame LINGUA, si evince  che l'insorgente ha delle lacune importanti circa le sue conoscenze della  città di E._______, nonché della lingua araba;  che quindi non soccorrono il ricorrente le stereotipate giustificazioni rese  in sede di riscorso volte a dimostrare l'imparzialità dell'apprezzamento di  tale mezzo di prova allegando che l'UFM non avrebbe tenuto conto delle  risposte  che  attesterebbero  la  sua  socializzazione  proprio  a  E._______  soffermandosi piuttosto sulle risposte che attesterebbero il contrario;  che  va  detto  che  nell'esame  LINGUA  sono  state  testate  molteplici  sfaccettature  per  determinare  il  suo  luogo  di  socializzazione,  come  la  conoscenza  geografica,  culturale  ed  etnica  della  città  di  E._______,  nonché la lingua parlata dal ricorrente e che, da una persona che allega  d'essere nata a E._______ e di avervi vissuto almeno 15 anni, interrogata  su  tali  questioni avrebbe  fornito  risposte senza contraddizioni,  logiche e  fedeli alla realtà; che invece, dalle risposte fornite dal ricorrente e dalle lacune evidenziate  non  si  può  senz'altro  evincere  che  la  sua  socializzazione  sia  avvenuta  nella città di E._______ ma piuttosto che questa sia da localizzarsi nella  regione di F._______, e ciò sulla base di un accurato esame della lingua  e del dialetto parlato dallo stesso, in particolare la fonetica, le particolarità  lessicali e la sua conoscenza dell'arabo; che,  a  prescindere  dalle  risultanze  dell'esame  LINGUA,  egli  ha  pure  presentato un documento di dubbio valore probatorio, che se non è falso  è comunque di dubbia confezione, per essere un certificato di nazionalità  che gli sarebbe stato rilasciato a E._______;

D­5629/2011 Pagina 9 che  quindi,  con  peraltro  i  segni  di  falsificazione  oggettivi  constatati  dall'UFM (cfr. act. A 28/3), non vi è luogo di attribuirgli alcunché valore di  prova, bensì da costituire pure un ulteriore elemento che sta ad indicare  la sua mancata volontà di collaborare nello stabilire i fatti determinanti ai  fini del giudizio; che,  in  altre  parole,  violando  l'obbligo  di  collaborare  con  riferimento  all'indicazione  della  sua  vera  provenienza  regionale,  a  lui  senza  dubbio  nota, egli pone  l'autorità nell'impossibilità di determinare con certezza  la  sua  regione  d'origine,  e  l'esistenza  di  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento giusta, tra le altre cose, le condizioni giurisprudenziali  d'esigibilità  dell'allontanamento  verso  le  tre  province  curde  dell'Iraq  del  nord previste nella sentenza di principio DTAF 2008/5; che  nella  misura  in  cui  codesto  Tribunale  ha  confermato  la  decisione  dell'UFM  relativa  alla  domanda  d'asilo  dell'insorgente,  quest'ultimo  non  può  prevalersi  del  principio  del  divieto  di  respingimento  (art. 5  cpv. 1  LAsi),  generalmente  riconosciuto  nell'ambito  del  diritto  internazionale  pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo  statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30); che, in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un  rischio personale, concreto e serio per  il  ricorrente di essere esposto,  in  caso  di  allontanamento  nel  suo  Paese  d'origine,  segnatamente  nella  regione  di  F._______,  ad  un  trattamento  proibito,  in  relazione  all'art. 3  della Convenzione per  la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre 1950  (CEDU,  RS 0.101)  o  all'art. 3  della  Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani  o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, pertanto,  l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 83  cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, d'altronde,  in  relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr, avendo dissimulato  la  provenienza  interna  del  suo  Paese  d'origine,  il  ricorrente  ha  reso  impossibile  la  ricerca  di  pericoli  concreti  e  suscettibili  di minacciarlo  nel  suo Paese d'origine; che, di conseguenza, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel  suo  Paese  d'origine  deve  essere  considerata  ragionevolmente  esigibile  (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi);

D­5629/2011 Pagina 10 che  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione  all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che,  infatti,  il ricorrente, usando la dovuta diligenza potrà procurarsi ogni  documento  indispensabile al  rimpatrio  (art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34  consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  di  conseguenza,  anche  in  materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e  la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che,  ne  consegue,  l'UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  violato  il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento;  che  l'autorità  inferiore non ha accertato  in modo  inesatto o  incompleto  i  fatti  giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106  LAsi), per il che il ricorso va respinto; che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63  cpv. 1  e  5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 21 febbraio 2008  [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  le spese processuali  sono  compensate  con  l'anticipo  tempestivamente  versato  in  data  11 novembre 2011; che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva.

D­5629/2011 Pagina 11 (dispositivo alla pagina seguente)

D­5629/2011 Pagina 12 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente e  sono compensate con l'anticipo versato in data 11 novembre 2011. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Zoe Cometti Data di spedizione:

D-5629/2011 — Bundesverwaltungsgericht 23.01.2012 D-5629/2011 — Swissrulings