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Bundesverwaltungsgericht 23.01.2012 D-4214/2011

January 23, 2012·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,766 words·~9 min·2

Summary

Asilo (non entrata nel merito / nuova procedura d'asilo per la Svizzera) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 25 luglio 2011

Full text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­4214/2011 Sen tenza   d e l   2 3   g enna i o   2012   Composizione Giudici Pietro Angeli­Busi (presidente del collegio),  Martin Zoller, Fulvio Haefeli,  cancelliere Andrea Pedrazzini. Parti A._______, nato il (…), Sri Lanka,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna,    autorità inferiore.  Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 25 luglio 2011 / N […] .

D­4214/2011 Pagina 2 Fatti: A.  L'interessato di etnia tamil, originario di B._______ (Sri Lanka), con ultimo  domicilio  a  far  tempo  dal  1987  a  C._______  sulla  penisola  di  Jaffna  (Sri  Lanka),  è  espatriato  il  (…)  1994  ed  ha  presentato  una  prima  domanda di asilo in Svizzera il (…) 1994, facendo valere di aver lasciato il  suo Paese di origine, a causa della guerra e delle pressioni di cui sarebbe  stato  oggetto  da  parte  delle  Liberation  Tigers  of  Tamil  Eelam  (LTTE),  affinché  ne  diventasse  membro  e  prestasse  loro  i  suoi  servizi  di  (…).  Inoltre,  dopo  aver  lasciato  il  suo  villaggio  ed  essersi  trasferito  a  D._______ (Sri Lanka), egli sarebbe stato arrestato dalle autorità di detta  città,  le quali  l'avrebbero trattenuto per un mese, poiché lo sospettavano  di avere presunti legami con le LTTE.  B.  Con decisione del 25 novembre 1994, l'allora Ufficio federale dei rifugiati  (UFR,  attualmente  e  di  seguito Ufficio  federale  della migrazione  [UFM])  ha  respinto  la  succitata  domanda  di  asilo  ed  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento  del  richiedente  dalla  Svizzera,  nonché  l'esecuzione  dell'allontanamento verso il suo Paese di origine siccome lecita, esigibile  e possibile. C.  Con  sentenza  del  27  gennaio  1995,  l'allora  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  di  asilo  (CRA),  ha  respinto  il  ricorso  inoltrato  dall'interessato contro la suddetta decisione dell'UFR.  D.  In data 10 luglio 1995, la CRA ha giudicato inammissibile la domanda di  revisione  del  30  maggio  1995  presentata  dall'interessato  contro  la  predetta sentenza. E.  A partire dal 1° aprile 1997, l'interessato si è reso irreperibile.  F.  In  data  11  ottobre  2010,  l'interessato  ha  presentato  una  seconda  domanda di asilo  in Svizzera. Ha dichiarato,  in sostanza e per quanto è  qui  di  rilievo  (cfr.  verbale  di  audizione  del  13  ottobre  2010  [di  seguito: 

D­4214/2011 Pagina 3 verbale 1] e del 21 giugno 2011 [di seguito: verbale 2], di aver lasciato la  Svizzera nel 1997 e di essersi recato in E._______, ad F._______, dove  avrebbe altresì depositato una domanda di asilo, nonché avrebbe vissuto  fino  al  suo  ritorno  in  Svizzera,  salvo  per  un  periodo  di  un  anno  tra  il  2005/2006  in cui avrebbe soggiornato  in G._______. Egli adduce di non  poter tornare in Sri Lanka, in quanto – oltre ai problemi avuti con i militari  cingalesi  e  anche  con  le  LTTE  in  detto Paese  prima del  suo  espatrio –  egli avrebbe lavorato per le LTTE nei H._______, vendendo dei CD e dei  libri di questo movimento. Egli temerebbe d'altronde i membri delle LTTE  di  cui  avrebbe  fatto  il  nome,  i  quali  vivrebbero  nelle  sue  vicinanze  e  si  sarebbero  alleati  con  il  governo.  Inoltre,  egli  sarebbe  venuto  a  conoscenza da sua moglie che ella avrebbe avuto dei problemi in patria,  poiché  i militari  le  avrebbero  chiesto  dove  fosse  suo marito.  Infine,  egli  soffrirebbe di diabete, avrebbe subito un intervento chirurgico all'addome  in Svizzera e dovrebbe essere operato di nuovo sotto la spalla. G.   Con  decisione  del  25  luglio  2011,  l'UFM  non  è  entrato  nel merito  della  citata domanda di  asilo ai  sensi  dell'art.  32 cpv. 2  lett.  e della  legge del  26 giugno 1998  sull'asilo  (LAsi; RS 142.31)  ed  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera,  nonché  l'esecuzione  dell'allontanamento medesimo.  H.  Il  27  luglio  2011,  l'insorgente  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale)  contro  la  menzionata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  di  asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda  di  esenzione  dal  pagamento  di  un  anticipo  a  copertura delle presumibili spese processuali.  I.   Il Tribunale, tramite decisioni incidentali del 29 luglio 2011, ha rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza  di  motivi  particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  [PA,  RS 172.021]),  a  chiedere  al  medesimo  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura delle presumibili  spese processuali. Nel contempo, ha  invitato  l'autorità inferiore a presentare una risposta al gravame. 

D­4214/2011 Pagina 4 J.  Il  10  agosto  2011,  l'UFM  ha  presentato  le  proprie  osservazioni,  proponendo  la  reiezione  del  gravame,  il  quale  non  conterrebbe  fatti  o  mezzi  di  prova nuovi  che potrebbero giustificare una modifica della  sua  posizione.  Ha,  di  conseguenza,  rinviato  ai  considerandi  della  decisione  impugnata,  confermandoli  pienamente.  Tali  osservazioni  sono  state  trasmesse dal Tribunale al ricorrente per informazione. Diritto: 1.  1.1. Le procedure in materia di asilo sono rette dalla PA, dalla  legge del  17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno 2005  sul  Tribunale  federale  (LTF,  RS  173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 1.2.  Il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di  estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in  cerca di protezione (art. 31 e 33 lett. d LTAF, art. 105 LAsi e art. 83 lett. d  cifra 1 LTF). 2.  Vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni di  ammissibilità  di  cui  agli  art.  48  cpv.  1  e  52  PA  nonché  all'art. 108 cpv. 2 LAsi. 3.  3.1. Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il  procedimento può svolgersi in tale lingua. 3.2. Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed  il ricorso è stato presentato in tale lingua. Pertanto, la presente sentenza  va redatta in italiano. 4.  Il  Tribunale  esamina  liberamente  l'applicazione  del  diritto  federale,  l'accertamento  dei  fatti  e  l'inadeguatezza,  senza  essere  vincolato  dai  motivi  invocati  delle  parti  (art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della 

D­4214/2011 Pagina 5 decisione  impugnata  (cfr.  DTAF  2009/57  consid.  1.2;  PIERRE  MOOR,  Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5). 5.  5.1.  Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  constatato  che  la  prima  procedura  di  asilo,  avviata  il  (…)  1994,  si  sarebbe  definitivamente  conclusa  con  la  sentenza  della  CRA  del  27  gennaio  1995  e  che  i  fatti  addotti  dal  richiedente,  verificatisi  dopo  la  conclusione  della  precedente  procedura,  non  sarebbero  propri  a motivare  la  sua qualità  di  rifugiato  o  determinanti per la concessione della protezione provvisoria, ritenuto che  egli non sarebbe più ritornato nel suo Paese di origine, come pure che le  sue  allegazioni  rese  nel  corso  del  presente  procedimento  di  asilo  sarebbero  totalmente  inverosimili.  In  particolare,  egli  avrebbe  dichiarato  nell'audizione  sui  fatti  di  non  poter  tornare  in  patria,  poiché  avrebbe  lavorato  per  le  LTTE  nei  H._______,  vendendo  libri  o CD,  ciò  che  non  avrebbe  più  menzionato  nella  seconda  audizione.  Inoltre,  come  motivazione a sostegno del suo espatrio nel 1994, a differenza di quanto  indicato  in  precedenza,  egli  avrebbe  affermato  di  avere  collaborato  con  l'esercito indiano e con i militari cingalesi, fornendo loro i nomi di membri  delle LTTE e di essere stato costretto a prestare  la sua  firma presso  la  polizia  a  D._______.  Del  resto,  la  spiegazione  fornita  del  richiedente,  secondo  la  quale  avrebbe  avuto  paura  di  presentare  tale  motivo,  non  potrebbe essere considerata verosimile, così come non sarebbe credibile  la notizia circa i problemi di sua moglie con le autorità e le LTTE, a causa  della  sua assenza. Di conseguenza, non sarebbe applicabile  il  principio  del  divieto  di  respingimento  all'allontanamento  del  richiedente,  la  cui  esecuzione sarebbe ammissibile. Peraltro, non vi sarebbero indizi circa il  rischio  di  esposizione  a  trattamenti  contrari  all'art. 3  della  Convenzione  del  4 novembre 1950  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101).  Inoltre,  l'allontanamento  del  richiedente  sarebbe  ragionevolmente  esigibile  verso  il  suo  Paese  di  origine,  in  particolare  a  C._______  nella  penisola  di  Jaffna,  in  considerazione della stabilizzazione della situazione securitaria generale  del  Paese,  nonché  avuto  riguardo  alla  persona  del  richiedente,  il  quale  godrebbe  in  Patria  della  presenza  della moglie  e  dei  loro  figli,  avrebbe  un'esperienza  professionale  come  (…)  ed  il  suo  stato  di  salute  non  rappresenterebbe un ostacolo al suo rientro  in Sri Lanka, visto che l'(…)  sarebbe  stata  curata  con  successo  e  il  (…)  sarebbe  controllato  da  una  sola dieta alimentare. 

D­4214/2011 Pagina 6 5.2. Nel gravame, l'insorgente contesta la decisone dell'UFM, sostenendo  che l'UFM avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda di asilo  per  approfondire  maggiormente  la  questione  legata  al  suo  allontanamento  verso  lo  Sri  Lanka,  ritenuta  la  lunga  assenza  dal  suo  Paese  di  origine,  dove  non  vi  sarebbe  più  ritornato  e  gli  anni  trascorsi  dalla  presentazione  della  sua  domanda  di  asilo  in  Svizzera  nel  1994.  Inoltre,  in  considerazione  della  situazione  attuale  dal  profilo  della  sicurezza  in  Sri  Lanka,  il  ricorrente  chiede  che  l'esecuzione  del  suo  allontanamento  non  sia  considerata  ragione  esigibile  e  che  gli  venga  concessa l'ammissione provvisoria.  6.  6.1.  Giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda di asilo se  il  richiedente è già stato oggetto  in Svizzera di una  procedura  di  asilo  terminata  con  decisione  negativa  o  se,  mentre  era  pendente  la  procedura  di  asilo,  è  rientrato  nel  Paese  di  origine  o  di  provenienza,  a  meno  che  dall'audizione  non  vi  siano  indizi  che  siano  intervenuti  nel  frattempo  fatti  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti per la concessione della protezione provvisoria.  6.2.  Nella  fattispecie,  la  prima  procedura  di  asilo  si  è  definitivamente  conclusa  con  la  crescita  in  giudicato  della  decisione  dell'UFM  del  25  novembre 1994, a seguito della reiezione del ricorso presentato contro la  stessa  con  sentenza  della  CRA  del  27  gennaio  1995,  nonché  della  sentenza  di  inammissibilità  della  CRA  del  30 maggio  1995  relativa  alla  domanda  di  revisione  inoltrata  dal  ricorrente  contro  la  precedente  sentenza.  Peraltro,  L'insorgente  ha  espressamente  riconosciuto  di  non  essere  rientrato  in  Sri Lanka  dopo  la  conclusione  infruttuosa  della  sua  prima domanda di asilo, ovvero tra la crescita in giudicato della decisione  del  25 novembre 1994  e  l'inoltro  della  seconda  domanda  di  asilo  in  Svizzera.  Infatti, una volta  resosi  irreperibile  in Svizzera a  far  tempo dal  1° aprile 1997,  egli  si  sarebbe  recato  in  E._______  ed  in  G._______,  dove avrebbe vissuto  tutti questi anni, prima di giungere nuovamente  in  Svizzera nell'ottobre 2010  (cfr.  verbale 1 pagg. 2,  5­6 e  verbale 2 D18­ D26 e D33).  Inoltre, riguardo ai motivi di asilo a sostegno della sua seconda domanda  di  asilo,  il  ricorrente  si  è  palesemente  contraddetto,  come  rilevato  dall'UFM, fornendo due versioni distinte riguardo a pretesi nuovi elementi  che  si  sarebbero  aggiunti  alla  sua  vicenda.  Inizialmente,  ha  asserito  di  temere  di  rientrare  in  patria  a  causa  del  lavoro  svolto  nei H._______  a 

D­4214/2011 Pagina 7 favore delle LTTE, per cui vendeva CD e  libri  (cfr.  verbale 1 pag. 5).  In  seguito, per contro, non ha più menzionato tale motivo, bensì ha addotto  di  essere  stato  informato  da  sua  moglie  che  ella  avrebbe  avuto  dei  problemi  a  causa  sua  (cfr.  verbale  2  D31),  nonché  di  temere  i membri  delle LTTE di  cui egli avrebbe  fatto  i nomi prima del suo espatrio. A  tal  proposito,  d'altronde,  il  ricorrente  ha  fornito  una motivazione  totalmente  incongruente  rispetto  a  quella  resa  durante  la  prima procedura  di  asilo,  senza alcuna giustificazione plausibile,  facendo  valere di  essere  fuggito  dal  suo  Paese  di  origine,  in  considerazione  dei  problemi  che  avrebbe  avuto  con  i  militari  indiani  e  cingalesi  (cfr.  verbale  2  D48–D50).  In  tali  circostanze, vi è  ragione di  concludere alla palese  inverosimiglianza dei  pretesi  nuovi  elementi  che  si  sarebbero  aggiunti  alla  sua  vicenda,  così  come  addotti  dal  ricorrente.  Infine,  il  medesimo  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata  decisione.  Infatti,  nel  gravame,  l'insorgente  non  ha  contestato  l'analisi  effettuata dall'UFM circa la verosimiglianza dei suoi motivi di asilo, come  pure  l'esistenza  di  fatti  propri,  intervenuti  nel  frattempo,  atti  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della  protezione  provvisoria. In particolare, egli si è limitato unicamente a far valere che, in  considerazione  degli  anni  trascorsi  dal  suo  espatrio  e  dalla  sua  prima  procedura  di  asilo,  l'UFM  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua  domanda di asilo (cfr. ricorso pag. 2). Di conseguenza, alla  luce di quanto evocato, vi è  ragione di concludere  all'assenza  di  indizi  che  siano  intervenuti  nel  frattempo  fatti  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della  protezione  provvisoria  ai  sensi  della  giurisprudenza  (cfr.  DTAF  2009/53  consid. 4.2 pag. 769 e relativi riferimenti). 6.3. In considerazione di quanto esposto, discende che in materia di non  entrata  nel  merito  il  ricorso,  destituito  di  ogni  e  benché  minimo  fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 7.  Il  ricorrente non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla  Svizzera  (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 dell'Ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 agosto  1999  [OAsi  1;  RS 142.311]). 8. 

D­4214/2011 Pagina 8 8.1.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art.  83  della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr;  RS 142.20);  che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere  possibile, ammissibile e ragionevolmente esigibile. 8.2.  8.2.1. Non  emergono  dalle  carte  processuali  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Sri  Lanka,  in  particolare  (…)  a  C._______  sulla  penisola  di  Jaffna,  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione  federale della Confederazione Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.;  RS 101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv.; RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento),  nonché  l'art. 83  cpv. 3  LStr  o  esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro  la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv.  Tortura; RS 0.105). 8.2.2.  Pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  è  ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr). 8.3.   8.3.1. Giusta  l'art.  83  cpv.  4  LStr,  l'esecuzione  dell'allontanamento  non  può essere considerata ragionevolmente esigibile, qualora nello Stato di  origine  o  di  provenienza  lo  straniero  dovesse  trovarsi  concretamente  in  pericolo,  in  seguito  a  situazioni  quali  guerra,  guerra  civile,  violenza  generalizzata o emergenza medica  (cfr. DTAF 2007/10 consid. 5.1 pag.  111,  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  di  asilo  [GICRA]  1999  n. 28  consid.  5b  pag.  170,  nonché GICRA 1998 n. 22 consid. 7a pag. 191). In Sri Lanka non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  del  territorio  e  della  popolazione  nazionale.  Infatti,  secondo  la  recente  giurisprudenza  del  Tribunale, in considerazione del miglioramento della situazione dal profilo  della  sicurezza  in  detto  Paese,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dei  richiedenti  l'asilo,  provenienti  dallo  Sri  Lanka  di  origine  tamil,  è  ora  ragionevolmente  esigibile  verso  il  nord  dello  Sri  Lanka  –  ad  eccezione 

D­4214/2011 Pagina 9 della  regione  di  Vanni  –  nonché  verso  l'est  del  Paese  (cfr.  DTAF  E­6220/2006 del 27 ottobre 2011 consid. 11 a 13). Peraltro, per quanto  attiene  alla  regione  di  Jaffna,  la  situazione  è  nettamente  migliorata,  a  seguito  dell'apertura  dell'asse  stradale  tra  Jaffna  e  Kandy  alla  fine  del  2009  e  la  diminuzione  della  presenza  militare.  D'altronde,  malgrado  l'esistenza di ancora  importanti  lacune nei servizi e  l'espansione  limitata  delle attività economiche, si sono registrati diversi miglioramenti sul piano  sociale  e  sanitario,  con  ad  esempio  la  riapertura  di  alcune  scuole  e  la  ricostruzione degli ospedali. L'Alto Comissariato delle Nazioni Unite per i  rifugiati  (ACNUR), unitamente ad altre organizzazioni di aiuto a Mannar,  Jaffna,  Vavuniya,  Batticaloa  et  Trincomalee,  fornisce  consigli  giuridici  gratuiti per sostenere il rinvio delle persone in Sri Lanka, in particolare in  relazione ai problemi legati all'accesso ad un alloggio o alla proprietà (cfr.  DTAF E­6220/2006  consid.  13.2.1).  Tuttavia,  riguardo  all'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  nord  dello  Sri  Lanka,  occorre  distinguere  la  situazione  delle  persone  che  hanno  lasciato  detta  regione  dopo  la  fine  della  guerra,  nel  maggio  2009  –  per  le  quali  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  di  principio  ragionevolmente  esigibile,  se  possono  beneficiare delle medesime condizioni di vita e di alloggio  (cfr. DTAF E­ 6220/2006  consid.  13.2.1.1)  –  e  quelle  che  hanno  lasciato  il  nord  del  Paese  prima  della  fine  della  guerra  per  le  quali  le  condizioni  di  vita  potrebbero essere profondamente cambiate. Difatti, per questa categoria  di  persone,  è  necessario  analizzare  la  situazione  individualmente,  verificando l'esistenza di fattori particolarmente favorevoli , segnatamente  concrete  possibilità  di  alloggio  e  garanzie  di  sostentamento,  nonché  l'esistenza  di  una  rete  sociale  o  familiare.  Se  tali  condizioni  non  sono  realizzate,  va  esaminata  la  possibilità  di  un'alternativa  di  soggiorno  interna sul territorio nazionale (cfr. DTAF E­6220/2006 consid. 13.2.1.2). 8.3.2. Nel  caso  in esame,  il  ricorrente ha dichiarato di  essere originario  del  nord  dello  Sri  Lanka,  nonché  di  aver  avuto  ultimo  domicilio  a  C._______, sulla penisola di Jaffna a far tempo dal 1987. Egli ha lavorato  in  detto  Paese  come  (…).  Inoltre,  egli  dispone  di  un'importante  rete  sociale, in quanto, dopo il suo espatrio, sua moglie e i suoi tre figli hanno  continuato a risiedere a C._______ (cfr. verbale 1 pagg. 1­3 e verbale 2  D28­D31). Dunque, non vi è dubbio che il ricorrente potrà usufruire di un  adeguato  e  concreto  sostegno  al  suo  reinserimento  sociale  e  professionale in patria, segnatamente a C._______, dove – sebbene egli  sia  espatriato  prima  della  fine  della  guerra  –  potrà  ritrovare  le  stesse  condizioni  di  vita  e  di  alloggio  al momento  della  sua  partenza.  Infine,  il  ricorrente  è  da  ritenersi  in  buona  salute,  dato  che  non  ha  preteso  nel 

D­4214/2011 Pagina 10 gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  tali  da  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (cfr. GICRA  2003  n. 24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  sua  permanenza  in  Svizzera  per  motivi  medici.  Infatti,  i  problemi  di  salute  invocati dal ricorrente in corso di procedura sono da considerarsi risolti o  ad ogni modo non suscettibili di ostacolare il suo rinvio, tanto più del resto  che non li ha più fatti valere in sede di ricorso. Segnatamente, secondo i  certificati medici agli atti (cfr. atto B27/3 e B26/4), risulta che, da un lato,  l'(…) è stata asportata con un  intervento chirurgico ben riuscito e senza  alcuna  conseguenza  e,  dall'altro  lato,  il  (…)  è  curato  con  una  semplice  dieta alimentare (cfr. verbale 1 pag. 2 e verbale 2 D33 e segg.).  8.3.3. Pertanto, alla luce di tutte le circostanze, vi è ragione di concludere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  di  origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  ed  art. 83 cpv. 4 LStr).  8.4.  Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  ed  art. 83  cpv. 2  LStr).  Infatti,  l'insorgente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni documento  indispensabile al  rimpatrio,  oltre alla  carta di  identità già prodotta in corso di procedura (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12  pagg.  513­515).  L'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure  possibile. 8.5.  Di  conseguenza,  anche  in  materia  di  allontanamento  e  relativa  esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità  inferiore confermata.  9.  Visto  l'esito  della  procedura  le  spese  processuali,  di  CHF  600.­,  che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63  cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]).

D­4214/2011 Pagina 11 (dispositivo alla pagina seguente) Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le  spese  processuali  di  CHF 600.­,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente.  Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di  spedizione della presente sentenza. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il presidente del collegio: Il cancelliere: Pietro Angeli­Busi Andrea Pedrazzini Data di spedizione:

D-4214/2011 — Bundesverwaltungsgericht 23.01.2012 D-4214/2011 — Swissrulings