Bundesverwaltungsgericht Tribunal administratif fédéral Tribunale amministrativo federale Tribunal administrativ federal Corte IV D-3762/2011 Sentenza dell'8 luglio 2011 Composizione Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, con l'approvazione del giudice Bruno Huber; cancelliere Andrea Pedrazzini. Parti A._______, nato il (…), Ghana, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 28 giugno 2011 / N (…).
D-3762/2011 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che il ricorrente ha presentato in data (…) 2011 in Svizzera, i verbali di audizione del 27 maggio 2011 (di seguito: verbale 1) e del 28 giugno 2011 (di seguito: verbale 2), il verbale della decisione dell'UFM del 28 giugno 2011, notificata oralmente al ricorrente il giorno stesso (cfr. risultanze processuali), il ricorso inoltrato dal ricorrente il 1° luglio 2011 (cfr. timbro del plico raccomandato), la copia dell'incarto dell'UFM, pervenuta a codesto Tribunale in data 4 luglio 2011, i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono, e considerato: che le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF, RS 173.110), in quanto la legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di estradizione da parte dello Stato abbandonato dal richiedente l'asilo in cerca di protezione (art. 31 e 33 lett. d LTAF, art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cifra 1 LTF), che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni di ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,
D-3762/2011 Pagina 3 che, nell'ambito delle audizioni sui motivi di asilo, il ricorrente ha dichiarato di essere cittadino del Ghana, nato ad B._______, di etnia (…), con ultimo domicilio a C._______ prima dell'espatrio nel 2008, che il ricorrente ha affermato di essere espatriato dopo che i suoi genitori sarebbero stati uccisi, perché suo padre, politico del partito MP, sarebbe stato ritenuto responsabile dell'uccisione del re del villaggio; che, venuto a sapere via telefono di quest'avvenimento, sarebbe andato in Niger, poi in Libia per raggiungere suo (…); che suo (…) sarebbe deceduto negli scontri in Libia, che l'insorgente ha dichiarato di essere espatriato in auto verso il Togo, per poi raggiungere il Burkina Faso e da lì il Niger, a D._______, dove sarebbe rimasto un mese; che in seguito sarebbe andato sempre in auto in Libia, dove sarebbe rimasto due anni ed alcuni mesi; che, nel gennaio 2011, sarebbe sbarcato in Italia, a E._______ (Italia), rimanendoci un mese; che si sarebbe successivamente recato a F._______ (Italia), rimanendovi tre mesi, poi a G._______ (Italia) e da lì in Svizzera, che, nella decisione del 28 giugno 2011, l'UFM ha constatato, da un lato, che il Consiglio federale ha inserito il Ghana nel novero dei Paesi sicuri e, dall'altro lato, che le allegazioni in materia di asilo presentate dal ricorrente sarebbero inverosimili, siccome complessivamente illogiche, contraddittorie e lacunose, di modo che non emergerebbero dalle carte processuali degli indizi di esposizione del ricorrente a persecuzioni in caso di rientro in Patria, che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato l'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile, che, nel ricorso, richiamati i fatti esposti, il ricorrente fa valere di avere fornito dichiarazioni attendibili e molto circostanziate e che nel suo racconto non vi sarebbero contraddizioni di rilievo, motivo per cui si dovrebbe giungere alla conclusione che i suoi motivi di asilo sarebbero verosimili; che, infine, l'esecuzione dell'allontanamento non sarebbe esigibile in quanto rischierebbe di essere sottoposto ad un grave e concreto pericolo per la sua vita, che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti
D-3762/2011 Pagina 4 all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda di asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda di asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a meno che non risultino indizi di persecuzione, che, peraltro, giova rilevare che, allorquando il Consiglio federale ha inserito un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una presunzione di assenza di persecuzioni in detto Paese; che incombe al richiedente l’asilo di invalidare siffatta presunzione per quanto attiene alla sua situazione personale, che, in aggiunta, la nozione di indizi di persecuzione ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto i seri pregiudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire umano (Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia di asilo [GICRA] 2003 n. 18), che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano l'entrata nel merito di una domanda di asilo, vale un grado di verosimiglianza ridotto (GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247), che, siccome il Consiglio federale ha effettivamente inserito, in data 6 ottobre 1993, il Ghana nel novero dei Paesi esenti da persecuzioni, sussiste di massima una presunzione di assenza di persecuzioni in detto Paese, che, nella fattispecie, il ricorrente non è riuscito ad invalidare la presunzione di assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli atti di causa non emergono indizi di persecuzione; che, in particolare, il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione; che le allegazioni decisive in materia di asilo si esauriscono, infatti, in mere affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,
D-3762/2011 Pagina 5 che, a titolo di esempio, oltre che rimanere vago, si è contraddetto in merito ad avvenimenti centrali del suo racconto, segnatamente, l'uccisione del re H._______, il quale sarebbe stato ucciso nel 2004 (cfr. verbale 1, pag. 4), rispettivamente nel 2004 o 2005 (verbale 2, pag. 4, D25); che, inoltre, non ha saputo indicare chi avrebbe ucciso i suoi genitori e vorrebbe ucciderlo (cfr. verbale 1, pag. 5; verbale 2, pag. 5, D43), né il giorno in cui sarebbero stati uccisi i suoi genitori, limitandosi ad affermare che sarebbe stato nel (…), in (…) (cfr. verbale 2, pag. 4, D31); che, a titolo abbondanziale, il ricorrente ha dichiarato di non avere nemmeno denunciato l'uccisione dei suoi genitori alle autorità (cfr. verbale 2, pag. 6, D 59), che, peraltro, nel gravame, il ricorrente non ha addotto alcuna spiegazione in merito alle contraddizioni di cui è fatta menzione nella decisione impugnata, né ha fornito precisioni sulle dichiarazioni vaghe e lacunose rilevate dall'UFM, limitandosi a ribadire sommariamente quanto affermato nelle audizioni e ad affermare di aver fornito dichiarazioni attendibili e molto circostanziate, che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi, che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Ghana possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), che, premesso ciò, quanto agli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, in Ghana non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale,
D-3762/2011 Pagina 6 che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi, che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della domanda di asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo punto, il ricorso, destituito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata, che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1; RS 142.311]), che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale del ricorrente; che egli è giovane vanta un'esperienza decennale quale (…) (cfr. verbale 1, pag. 2) e dispone di una rete sociale e familiare in Patria, segnatamente a C._______, dove vivono suo figlio con la madre, diversi suoi zii e zie materni e paterni (cfr. verbale 1, pag. 3), che il ricorrente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici, che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto siccome ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento, che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando la necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. DTAF 2008/34 consid. 12 pagg. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile, che, per conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata, che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),
D-3762/2011 Pagina 7 che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto, che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA), che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
D-3762/2011 Pagina 8 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta. 3. Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 4. Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità cantonale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Pietro Angeli-Busi Andrea Pedrazzini Data di spedizione: