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Bundesverwaltungsgericht 11.10.2011 C-5090/2010

October 11, 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·2,676 words·~13 min·4

Summary

Revisione della rendita | Assicurazione per l'invalidità (decisione del 1° giugno 2010)

Full text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte III C­5090/2010 Sen tenza   dell ' 1 1   ottobre   2011 Composizione Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio),  Vito Valenti, Madeleine Hirsig­Vouilloz; Cancelliere: Dario Croci Torti Parti A.________,  ricorrente, Contro Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli  assicurati residenti all'estero UAIE, avenue Edmond­ Vaucher 18, casella postale 3100, 1211 Ginevra 2,    autorità inferiore.  Oggetto Assicurazione per l'invalidità (decisione del 1° giugno 2010).

C­5090/2010 Pagina 2 Fatti: A.  Mediante decisione del 25 ottobre 2001, la Cassa di compensazione del  Cantone Ticino, in esito a delibera dell'Ufficio dell'assicurazione invalidità  del  Cantone  Ticino  del  23  luglio  precedente,  ha  erogato  in  favore  di  A.________,  cittadino  portoghese,  nato  il  ,  una  rendita  intera  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità,  con  rendite  completive  in  favore  dei  familiari,  a  decorrere  dal  1°  marzo  1998.  L'indagine  medica  relativa  a  questo  caso  aveva  posto  in  evidenza  che  l'assicurato  era  portatore  di  una  sindrome  somatoforme  grave  nel  quadro  di  una  problematica  nervosa  di  tipo  conversivo  ansioso  e  depressivo  cronico,  pregressa sindrome post­traumatica da stress, lombalgia cronica che non  gli permettevano più di esercitare il suo mestiere di scalpellino o un'altra  attività  lucrativa  (cfr.  la  perizia  del  26  novembre  1999  della  Clinica  psichiatrica cantonale di Mendrisio, per il Tribunale delle assicurazioni del  Canton  Ticino  a  cura  della  Dott.ssa  Bernasconi  e  del  Dott.  Balanzin,  il  complemento del 4 febbraio 2001 e la sentenza del 10 maggio 2001 del  Tribunale cantonale, doc. 1­106). Con  il  rimpatrio  dell'assicurato,  i  pagamenti  delle  prestazioni  sono  stati  ripresi, per competenza, dall'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero  (UAI;  ora  Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti all'estero, UAIE), da luglio 2002 (doc. 121, 123). Nell'ambito  di  una  prima  procedura  di  revisione  del  diritto  alla  rendita,  avviata nel 2003,  l'UAI non ha posto  in  luce sostanziali mutamenti della  capacità  di  lavoro  dell'assicurato,  per  cui,  sulla  base  di  una  rapporto  psichiatrico  di  uno  specialista  portoghese,  che  faceva  stato  di  una  sindrome  da  dolore  somatoforme  in  un  quadro  di  neurosi  conversiva  e  sindrome dolorosa  lombo vertebrale,  il medico dell'UAI  ha ammesso un  tasso d'invalidità generale del 75%  (doc. 130, 149).  Il  diritto alla  rendita  intera  è  stato  così  confermato  con  comunicazione  del  25  ottobre  2004  (doc. 153). B.  Nel novembre 2008,  l'UAIE ha avviato  la prevista procedura di revisione  del  diritto  alla  rendita  (doc.  159).  In  apposito  formulario,  l'assicurato  ha  indicato  di  non  aver  più  svolto  attività  lucrativa  dopo  il  rimpatrio  (doc.  160).

C­5090/2010 Pagina 3 Il  nominato  è  stato  visitato  il  22  gennaio  2009  presso  i  servizi  medici  dell'Istituto di  sicurezza sociale  (ISS) di Porto,  ove  il  sanitario  incaricato  ha evidenziato  la diagnosi  di  sindrome depressiva e problemi  funzionali  ed  ha  ritenuto  il  paziente  invalido  (doc.  163). Risulta  anche  una  perizia  psichiatrica  (5  gennaio  2009)  allestita  dalla  Dott.ssa  Sousa  e  Silva,  la  quale  rileva  la  diagnosi  di  disturbo  persistente  dell'umore  e  distimia  (F34.1  da  CID  10).  A  suo  parere,  potrebbe  essere  ammessa  un'incapacità  limitata  ai  lavori  pesanti.  Tuttavia,  per  ragioni  pratiche,  la  psichiatra propone di mantenere l'invalidità (doc. 162). Con nota del 6 aprile 2009 (doc. 170), il medico­psichiatra dell'UAIE (Dott.  Gabris)  ha  chiesto  di  far  tradurre  il  paragrafo  delle  conclusioni  della  collega  portoghese.  La  traduzione  in  italiano  risulta  essere:  questo  disturbo  causa  una  certa  limitazione  del  lavoro  dato  che  l'attività  svolta  era pesante; mi sembra che bisognerebbe considerare  l'invalidità  in una  percentuale non così elevata che attualmente, sempre che sia possibile  di  attualizzarla.  Data  la  giovane  età,  sarebbe  possibile  considerare  un  riclassamento professionale  ciò  che non è possibile nella  regione  in  cui  abita  in  Portogallo.  Di  conseguenza,  mi  sembra  che  se  le  condizioni  sopra descritte non si realizzano, occorre mantenere l'invalidità. Nel suo rapporto del 28 maggio 2009,  il Dott. Gabris reputa che  l'analisi  svolta  dalla  collega  in  Portogallo  non  è  sufficientemente  approfondita,  sebbene  oramai  manchino  gli  elementi  diagnostici  di  gravità  e  severità  che  hanno motivato  il  riconoscimento  del  diritto  alla  rendita  intera.  Egli  propone dunque di effettuare una visita in Svizzera (doc. 171). C.  L'assicurato è stato visitato dal 12 al 14 ottobre 2009 presso il Servizio di  accertamento  medico  dell'assicurazione  AI  di  Bellinzona  (SAM).  Egli  è  stato  sottoposto  a  visite  specialistiche  in  psichiatria  (Dott.  Jaime)  e  reumatologia  (Dott.  Pancaldi).  Nella  relazione  del  21  dicembre  2009,  i  medici incaricati hanno evidenziato la diagnosi di (dettaglio nella parte in  diritto): sindrome somatoforme da dolore persistente (F 45.4), lombalgia e  cervicalgie croniche, periartropatia scapolo­omerale sinistra semplice. Nel  complesso,  gli  esperti  incaricati  rilevano  un  decorso  clinico  migliorato  della patologia che ha giustificato il riconoscimento del diritto alla rendita  intera. Dal punto di vista reumatologico non vi sarebbero difficoltà per  la  ripresa di un'attività  fino a medio­pesante al cento per cento, mentre dal  punto di vista psichiatrico sussiste ora un'invalidità globale del 30% (doc.  186).

C­5090/2010 Pagina 4 L'incarto  è  stato  trasmesso al Dott. Gabris,  il  quale,  nella  sua  relazione  dell'8  febbraio  2010,  ha  proposto  di  condividere  diagnosi  e  valutazione  espresse  dal  SAM  (doc.  189).  Un  progetto  di  decisione  comportante  la  soppressione  del  diritto  alla  rendita  è  stato  inviato  all'assicurato  il  23  febbraio 2010. Con scritto del 22 marzo 2010, A.________ ha contestato  il  progetto di  cui sopra. Produce in particolare:  ­  una  relazione medica  della  psichiatra Dott.ssa Santos Romero  dell'11  marzo 2010, la quale pone la diagnosi di depressione maggiore di grado  moderato  senza  sintomi  psicotici  (codice  296.2  dell'ICD9­CM),  senza  esprimersi sulla residua capacità di lavoro della paziente (doc. 194); ­  un  referto  tomografico  assiale  computerizzato  (TAC)  lombare  del  19  marzo 2009 (doc. 193); ­ un referto TAC cervicale del 19 marzo 2009 (doc. 193); ­un  referto  radiologico  della  colonna  cervicale  del  28  luglio  2007  (doc.  192)  ed  un  referto  radiologico  della  colonna  lombosacrale  del  12  luglio  2006 (doc. 191). Ricevuta  la  presa  di  posizione  dell'assicurato,  l'UAIE  ha  risottoposto  gli  atti  al  Dott.  Gabris,  il  quale,  nella  relazione  del  6  maggio  2010,  ha  affermato  che  l'indagine  psichiatrica  del  SAM,  come  pure,  peraltro,  il  parere  dello  psichiatra  Dott.ssa  Sousa  e  Silva,  pongono  in  risalto  un  miglioramento della situazione valetudinaria dell'assicurato (doc. 197). L'UAIE  ha  peraltro  constatato  che  gli  altri  documenti  figuravano  già  all'incarto  per  cui  non  pongono  in  discussione  la  valutazione  del  SAM  (doc. 198). Mediante decisione del 1° giugno 2010, l'UAIE ha soppresso il  diritto alla rendita con effetto dal 1° agosto 2010 (doc. 200). D.  Con  il  ricorso  depositato  il  14  luglio  2010,  A.________  chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del  summenzionato  provvedimento  amministrativo  e,  di  conseguenza,  il  ripristino  del  suo  diritto  alla  rendita  intera o nella misura del 67%. Egli  contesta ogni miglioramento  rispetto  alla  situazione  iniziale  e  chiede  una  nuova  valutazione  specialistica/peritale.  A  suffragio  delle  sue  conclusioni  produce  documentazione già esibita in sede di audizione o di vecchia esecuzione.

C­5090/2010 Pagina 5 E.  Ricevuto  il  ricorso,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al  Servizio  medico regionale "Rhône", il cui medico, Dott.ssa Massarenti Rieben, ha  valutato  l'intera  documentazione  rilevando  come  questa,  in  parte,  è  contenuta  ad  atti  e  quindi  già  esaminata  e,  per  il  resto,  sono  presenti  comuni esami sanitari di  routine che non attestano novità patologiche di  rilievo. La dottoressa conferma  il miglioramento del quadro valetudinario  dell'assicurato. Nel contempo, il caso è stato sottoposto in esame anche  allo  psichiatra  del  SMR,  Dott.  Habicht,  il  quale  ha  confermato  che  dal  confronto  fra  la  perizia  psichiatrica  del  26  novembre  1999  (e  complemento  del  4  febbraio  2001)  con  quella  del  Dott.  Jaime  del  SAM  traspare  un  miglioramento  dello  stato  generale  di  livello  rilevante.  Il  certificato psichiatrico del 16 giugno 2010 prodotto con il ricorso, osserva  lo specialista, menziona solo una ricaduta depressiva senza precisazioni  (doc.  208,  209).  Nella  sua  risposta  di  causa  del  23  novembre  2010,  l'UAIE propone  la  reiezione del  ricorso con argomenti di cui, per quanto  occorra, si riferirà nei considerando in diritto del presente giudizio. F.  Dopo  aver  preso  atto  delle  osservazioni  dell'UAIE  e  di  altra  documentazione  di  rilievo,  l'interessato  ha  inviato  documentazione  medica  (senza  scritto  accompagnatorio),  segnatamente:  un  estratto  di  cartella  clinica  relativa  alla  degenza  dal  2  all'8  ottobre  2010  per  un  episodio depressivo;  i risultati di un RM cervicale del 27 agosto 2010 ed  un rapporto d'esame ortopedico del 25 novembre 2010 (Dott. Oliveira) ed  un  altro  rapporto  d'esame  ortopedico  del  23  novembre  2010  (Dott.  Veludo). Ricevuta  la replica,  l'amministrazione ha risottoposto gli atti al SMR. Dal  punto di vista psichiatrico il Dott. Habicht (relazione del 26 gennaio 2011)  ha  rilevato  che  il  paziente  ha  vissuto  un  breve  scompenso  depressivo  durato pochi giorni trattato con antidepressivi, ciò che non si traduce in un  peggioramento  del  suo  stato  di  salute. Dal  punto  di  vista  ortopedico,  la  Dott.ssa Massarenti Rieber annota che la refertazione esibita attesta una  situazione  oggettivamente  e  clinicamente  già  presente  (doc.  210).  Duplicando  il  7  febbraio  2011,  l'UAIE  ha  riproposto  la  reiezione  del  ricorso. G.  Con  decisioni  incidentali  dell'11  febbraio  e  15  aprile  2011,  il  Tribunale  amministrativo federale ha invitato il ricorrente a versare un anticipo di Fr.  400.­,  corrispondente  alle  presunte  spese  processuali.  Detto  anticipo  è 

C­5090/2010 Pagina 6 stato versato il 22 febbraio 2011 nella misura di Fr. 388.­ e di Fr. 15.27 il  3  maggio  2011.  Una  copia  della  duplica  e  dei  relativi  allegati  è  stata  trasmessa alla parte ricorrente per conoscenza. Diritto: 1.  Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS  173.32),  il  Tribunale  amministrativo federale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20  dicembre  1968  sulla procedura amministrativa  (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi  al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale del 19  giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20). 2.  2.1. In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA la procedura in materia di assicurazioni  sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge  federale  del  6  ottobre  2000  sulla  parte  generale  del  diritto  delle  assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAI  le disposizioni  della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a­26bis e  28­70),  sempre  che  la presente  legge non preveda espressamente una  deroga. 2.2. Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla  decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un  interesse degno di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione.  Queste  condizioni sono adempiute nella specie. 2.3. Il ricorso è tempestivo e rispetta i requisiti minimi prescritti dalla legge  (art. 60 LPGA e 52 PA). L'interessato ha versato l'anticipo corrispondente  alle  presunte  spese  processuali  entro  il  termine  impartito.  Il  gravame  è  dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso. 3.  3.1.  Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la  Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi  Stati  membri,  dall'altra,  sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC,  RS  0.142.112.681)  ed  il  correlato  Allegato  II  che 

C­5090/2010 Pagina 7 regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il  Regolamento (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo  all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai  lavoratori  autonomi  e  ai  loro  familiari  che  si  spostano  all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  corrispondente  Regolamento di applicazione (Regolamento CEE n° 574/72 del Consiglio  del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71,  RS 0.831.109.268.11). Si tratta di una normativa che si applica a tutte le  rendite  il  cui  diritto  sorge  a  far  data  dal  1°  giugno  2002  o  successivamente e che sancisce il principio della parità di trattamento tra  cittadini che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i  cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE n° 1408/71). 3.2.  Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta  nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a  decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella misura  in  cui  l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame  delle  condizioni  di  ottenimento di  una  rendita di  invalidità  svizzera  sono  regolate dal  diritto  interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4). 3.3. L'art.  80a  LAI  sancisce espressamente  l'applicabilità  nella  presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea,  dell'ALCP  e  dei  Regolamenti  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo  all'applicazione del Regolamento n° 1408/71. 4.  4.1.  Relativamente  al  diritto  applicabile,  deve  essere  precisato  che,  a  partire dal 1° gennaio 2008,  la presente procedura è  retta dalla LAI nel  suo  tenore modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto  tuttavia  il  principio  secondo  il  quale  le  norme  applicabili  sono  quelle  in  vigore  al  momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (ATF 136  V 24 consid. 4.3). 4.2.  Il  periodo  di  cognizione  giudiziaria  dello  scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  si  estende  fino  al  1°  giugno  2010,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 

C­5090/2010 Pagina 8 infatti, la legalità della decisione impugnata, in generale, secondo lo stato  di fatto esistente al momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF  130  V  citata).  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  può  tuttavia  tenere  conto dei fatti verificatisi dopo la data della decisione impugnata quando  essi  possono  imporsi  quali  elementi  d'accertamento  retrospettivo  della  situazione  anteriore  alla  decisione  stessa  (DTF  130  V  138,  vedi  anche  121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a).  5.  5.1.  In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al  guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere  conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2  della  stessa  norma  stabilisce  che  l'invalidità  è  considerata  insorgere  quando,  per  natura  e  gravità, motiva il diritto alla singola prestazione. 5.2. L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il  70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza  rendita se è  invalido per almeno  la metà e ad un quarto di  rendita se è  invalido  per  almeno  il  40%  (art.  28  cpv.  2  LAI).  In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione  prevista  dall'art.  29  cpv.  4  LAI, secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50%  sono  versate  solo  ad  assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera  (art.  13  LPGA),  non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE e vi risiede. 5.3. L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità  di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili; b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40%  in media  durante  un  anno  senza  notevole  interruzione;  c.  al  termine  di  questo anno è invalido almeno al 40%. 5.4.  Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o  parziale,  derivante da un danno alla  salute  fisica, mentale o psichica di  compiere  un  lavoro  ragionevolmente  esigibile  nella  professione  o  nel  campo di  attività  abituale.  In  caso d'incapacità al  lavoro di  lunga durata  possono  essere  prese  in  considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o  campo  d'attività  (art.  6  LPGA).  L'incapacità  al  guadagno  è  definita  all'art.  7  LPGA  e  consiste  nella  perdita,  totale  o 

C­5090/2010 Pagina 9 parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del  lavoro equilibrato  che  entra  in  considerazione,  provocata  da  un  danno  alla  salute  fisica,  mentale o psichica e che perdura dopo aver  sottoposto  l'assicurato alle  cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare  la  presenza  di  un'incapacità  al  guadagno  sono  considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute;  inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è  obbiettivamente  superabile. 6.  6.1. Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario di  una rendita d'invalidità subisce una modifica, che incide in modo rilevante  sul  diritto  alla  rendita,  questa  sarà,  per  il  futuro,  aumentata  o  ridotta  proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. La  revisione  avviene  d'ufficio  quando,  in  previsione  di  una  possibile  modificazione  importante  del  grado  d'invalidità  o  di  grande  invalidità,  è  stato  stabilito  un  termine  nel  momento  dell'erogazione  della  rendita  o  dell'assegno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole  modificazione  del  grado  d'invalidità  o  della  grande  invalidità  (art.  87  cpv.  2  dell'ordinanza  sull'assicurazione per l'invalidità del 17 gennaio 1961 [OAI, RS 831.201]). 6.2.  Se  la  capacità  al  guadagno  dell'assicurato  migliora,  v'è  motivo  di  ammettere  che  il  cambiamento  determinante  sopprime,  all'occorrenza,  tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento  in cui si può supporre  che  il miglioramento costatato perduri. Lo si deve  in ogni caso tenere  in  considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e  che  presumibilmente  continuerà  a  durare  (art.  88a  cpv.  1  OAI).  Se  la  capacità  al  guadagno  o  la  capacità  di  svolgere  mansioni  consuete  peggiora, occorre tenere conto del cambiamento determinante  il diritto a  prestazioni  non  appena  esso  perdura  da  tre  mesi  senza  interruzione  notevole (art. 88a cpv. 2 OAI). 6.3. La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità sono  soggette a  revisione non solo  in caso di modifica  rilevante dello stato di  salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato  di  salute  è  rimasto  invariato,  se  le  sue  conseguenze  sulla  capacità  di  guadagno  hanno  subito  un  cambiamento  importante  (DTF  113  V  275  consid. 1a).

C­5090/2010 Pagina 10 Va ancora  rilevato che  la semplice valutazione diversa di  circostanze di  fatto  che  sono  rimaste  sostanzialmente  invariate  non  giustifica  una  revisione  ai  sensi  dell'art.  17  LPGA  (DTF  112  V  372  consid.  2b  e  390  consid. 1b, RCC 1987 p. 36, SVR 2004  IV n. 5  consid. 3.3.3).  L'istituto  della revisione non deve costituire una base legale che possa giustificare  un  riesame  senza  condizioni  del  diritto  alla  rendita  (cfr.  anche:  RUDOLF  RUEDI,  Die  Verfügungsanpassung  als  verfahrenrechtliche  Grundfigur  namentlich von  Invalidenrentenrevisionen,  in: Schaffhauser/Schlauri, Die  Revision  von  Dauerleistungen  in  der  Sozialversicherung,  San  Gallo,  1999, p. 15). 6.4. La  riduzione o  la  soppressione della  rendita  è messa  in atto  al  più  presto  il  primo  giorno  del  secondo  mese  che  segue  la  notifica  della  decisione (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI). 7.  Il punto di partenza per stabilire se  il grado d'invalidità si è modificato  in  maniera da influire sul diritto a prestazioni è costituito dall'ultima decisione  che  ha  esaminato  materialmente  il  diritto  alla  rendita  (DTF  133  V  108  consid. 5.4). Il periodo di riferimento nell'ambito della presente vertenza è  pertanto quello  intercorrente  fra  la decisione del 25 ottobre 2001, con  la  quale  la  Cassa  di  compensazione  del  Cantone  Ticino  ha  erogato  in  favore dell'assicurato una rendita intera AI a decorrere dal 1° marzo 1998  ed  il  1°  giugno  2010,  data  della  decisione  impugnata.  La  procedura  di  revisione  avviata  nel  2003,  terminata  con  una  semplice  comunicazione  del  25  ottobre  2004,  non  ha  permesso  di   effettuare  un  esame  approfondito della capacità lavorativa dell'interessato e non può pertanto  essere presa in considerazione per la presente revisione. 8.  L'interessato non ha più esercitato attività lucrativa dopo il rimpatrio. La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuridico  economico, non medico  (DTF 116 V 249 consid. 1b).  In base all'art. 16  LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. art. 28a cpv. 1, per valutare il grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto di una situazione equilibrata del mercato del  lavoro, è confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita  economica  che  deriva  da  un 

C­5090/2010 Pagina 11 danno alla salute  fisica o psichica dovuto a malattia o  infortunio, non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità  lavorativa  (metodo  generale  del  raffronto dei redditi). In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione  medica  costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori  siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico graduare il  tasso  d'invalidità  dell'assicurato  (DTF  114  V  314).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi d'apprezzamento del danno  invalidante, allorché permettono di  valutare l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'attività  da  lui  ragionevolmente  esigibile  (DTF  115  V  134  consid.  2,  114  V  314  consid. 3c). 9.  9.1. Quando  venne  riconosciuta  la  rendita  intera  AI  dal  punto  di  vista  medico  risultava  che  l'assicurato  soffriva  di  una  sindrome  somatoforme  grave nel quadro di una problematica nervosa di tipo conversivo ansioso  e  depressivo  cronico,  una  sindrome  post­traumatica  da  stress,  e  delle  lombalgie  croniche  (cfr.  perizia  giudiziaria  del  26  novembre  1999  della  Clinica psichiatrica di Mendrisio, Dott.ri Bernasconi e Balanzin). 9.2.  Al  momento  della  revisione  in  esame,  l'UAIE  ha  ritenuto  utile  sottoporre  il  caso  ad  un'indagine  in  psichiatria  e  reumatologia  presso  il  SAM di Bellinzona. I sanitari incaricati, nel rapporto del 21 dicembre 2009  (visite  dal  12  al  14  ottobre  2009),  hanno  rilevato  una  diagnosi  con  influenza  sulla  capacità  lavorativa  di  una  sindrome  somatoforme  da  dolore  persistente  ed  una  diagnosi  senza  influenza  sulla  capacità  lavorativa  di  lombalgie  cervicali  e  cervicalgie  croniche  su/con moderate  alterazioni  degenerative  a  livello  cervicale  e  lombare,  assenza  di  una  sintomatologia  radicolare  agli  arti  superiori  ed  inferiori,  sindrome  polialgica  funzionale  precedentemente  classificata  come  sindrome  da  dolore  persistente,  periatropatia  scapolo­omerale  sinistra  semplice  (tendinotica),  iperglicemia  e  scarsa  glicosuria  da  ricontrollare,  modica  dislipidemia  non  trattata. Con un  referto  psichiatrico  prodotto  in  sede di  audizione  (11  marzo  2010),  la  Dott.ssa  Santos  Romero  attesta  una  depressione maggiore di grado moderato senza sintomi psicotici.  In  sede  di  replica  l'assicurato  ha  prodotto  un  estratto  di  cartella  clinica  relativo  al  ricovero  dal  2  all'8  ottobre  2010  da  imputare  ad  un  episodio 

C­5090/2010 Pagina 12 depressivo. Dal punto di vista ortopedico, la documentazione esibita con  l'audizione e successivamente non attesta novità patologiche di rilievo. 10.  Al proposito della sindrome da dolore somatoforme, va rilevato che  tra  i  danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici possono determinare  un'invalidità  ai  sensi  dell'art.  4  cpv.  1  LAI,  devono  essere  annoverati –  oltre  alle  malattie  mentali  propriamente  dette  –  le  anomalie  psichiche  parificabili  a  malattia  (MEYER­BLASER,  Der  Rechtsbegriff  der  Arbeitsunfähigkeit  und  seine  Bedeutung  in  der  Sozialversicherung,  namentlich  für  del Einkommenvergleich  in  der  Invaliditätsbemessung,  in  Schaffauser/Schlauri,  Schmerz  und  Arbeitsunfähigkeit,  San  Gallo  2003,   p. 64 n. 93). Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e  dunque  non  costituiscono  turbe  a  carico  dell'AI  le  limitazioni  della  capacità  di  guadagno  cui  l'assicurato  potrebbe  ovviare  dando  prova  di  buona  volontà.  La  misura  di  quanto  è  ragionevolmente  esigibile  deve  essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile (vedi anche DTF 102  V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b; DTF 127 V 298 consid. 4c in fine).  Peraltro, il Tribunale federale ha avuto modo di precisare che l'inesigibilità  della ripresa lavorativa presuppone in ogni caso la presenza manifesta di  una comorbidità psichiatrica di notevole gravità, intensità e durata oppure  la  presenza  costante  ed  intensa  di  altri  criteri  qualificati  quali  (1)  l'esistenza  di  concomitanti  affezioni  organiche  accompagnate  da  un  decorso patologico pluriennale con sintomi stabili  o  in evoluzione senza  remissione duratura, (2)la perdita di integrazione sociale in tutti gli ambiti  della  vita,  (3)  uno  stato  psichico  consolidato,  senza  possibilità  di  evoluzione  sul  piano  terapeutico,  ad  indicare  allo  stesso  tempo  l'insuccesso  e  la  liberazione  dal  processo  risolutivo  del  conflitti  psichico  oppure  (4)  l'insuccesso di  trattamenti ambulatoriali o stazionari  conformi  alle  regole  dell'arte  nonché  di  provvedimenti  riabilitativi  a  dispetto  degli  sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 132 V 65 consid. 4.3, 130 V  352 consid. 2.2.2; cfr. anche DTF 135 V 201). 11.   11.1. Per  quanto  riguarda  le  conseguenze  invalidanti  delle  menzionate  affezioni,  il collegio giudicante può riferirsi a quanto emerso dalla perizia  del SAM.  Al  proposito,  va  rilevato  che  una  perizia  richiesta  dall'UAIE  (in  casu  un  servizio  di  accertamento  medico  specifico  dell'assicurazione  per  l'invalidità) non può essere scartata adducendo che si tratta di un referto 

C­5090/2010 Pagina 13 di  parte  (DTF  136  V  376  consid.  4,  vedi  anche  sentenza  del  Tribunale  federale  9C_189/2011  dell'8  luglio  2011  consid.  3.2).  Infatti,  la  legge  attribuisce all'amministrazione il compito di istruire le domande di rendita,  procurandosi  gli  atti  necessari,  in  particolare  circa  lo  stato  di  salute,  l'attività, la capacità di lavoro e l'idoneità all'integrazione dei richiedenti. A  tale  scopo  possono  essere  domandati  rapporti  e  informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti  sopralluoghi  e  consultati  specialisti  dell'aiuto  pubblico  o  privato agli invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). Determinante è la circostanza che  la  perizia  del  servizio  di  accertamento  medico  rispetti  tutti  i  principi  concernenti  la  valutazione  medica  dell'invalidità.  Infatti,  per  quanto  concerne  il  valore  probatorio  d'un  rapporto  medico  va  in  particolare  accertato se il rapporto è completo per quanto riguarda i temi sollevati, se  si  riferisce  ad  esami  approfonditi,  se  tiene  conto  delle  censure  del  paziente,  se  è  stato  redatto  con  conoscenza  della  pregressa  vicenda  valetudinaria  (anamnesi),  se  è  chiaro  nella  presentazione  del  contesto  medico e,  infine, se  le conclusioni a cui giunge sono  fondate. Elemento  determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio l'origine del  mezzo  di  prova  né  la  designazione  del  materiale  probatorio  quale  rapporto o di perizia, bensì  il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3a;  122 V 160 consid. 1c). In una recente giurisprudenza il Tribunale federale  ha tra l'altro precisato che quando in opposizione ad un accertamento di  un  servizio  medico  specifico  dell'AI  viene  presentata  una  perizia  che  contraddice  in  modo  scientifico  ed  esauriente  quanto  espresso  dalla  precedente indagine sia in ambito diagnostico che nelle conclusioni, ed il  giudice non è in grado di decidere quali fra le due può essere condivisa, è  lecito  far  allestire  una  perizia  giudiziaria  indipendente  e  conclusiva  (sentenza  del  Tribunale  federale  9C_243/2010  del  28  giugno  2011  consid. 4.4.1.4). 11.2.  Ora, è ben chiaro che l'intera prestazione AI era stata erogata con  effetto dal 1° marzo 1998 in un contesto morboso molto grave. Il Dott. Del  Don, fra gli altri specialisti, aveva diagnosticato (da dicembre 1997) oltre  alla  depressione  nervosa  di  notevole  entità,  delle  gravi  turbe  della  personalità,  con  tratti  conversivi  e  regressivi,  oltre  che  une  sindrome  somatoforme  da  dolore  persistente.  Il  paziente  sembrava  essere  ribelle  alle  cure  prestate.  Peraltro,  l'esito  di  un  ricovero  psichiatrico  dell'aprile/maggio  1998  è  risultato  nullo.  Anche  lo  psichiatra  consultato  dall'Ufficio AI, Dott. Vianello, non ha più avuto esitazioni nell'ammettere la  presenza  di  un'invalidità  di  grado  elevato  (giugno  ed  agosto  1998).  La  perizia  giudiziaria  del  novembre  1999  ha  quindi  confermato  tale  stato  morboso grave.

C­5090/2010 Pagina 14 11.3.   11.3.1. Al momento attuale,  invece,  il Dott. Jaime, psichiatra al SAM, ha  chiaramente  posto  in  evidenza  che  il  paziente  non  presenta  umore  deflesso,  e  non  presenta  segni  di  ansia.  Le  funzioni  volitive  e  cognitive  sono  poco  compromesse,  non  si  presentano  turbe  di  tipo  dispercettivo,  né idee deliranti, non vi sono più idee a sfondo melanconico, né di rovina.  L'interessato non presenta segni di angoscia. Idee di suicidio, presenti in  passato, sono scomparse. Il contenuto del pensiero è incentrato sulla sua  sofferenza fisica in relazione al dolore al rachide che condizionerebbe la  sua  vita  quotidiana.  L'importante  componente  depressiva  presente  in  precedenza  è  ormai  silente.  Inoltre,  l'interessato  non  abbisogna  di  cure  psichiatriche particolari e le uniche visite si collegano con le richieste che  giungono  dall'assicurazione  invalidità  svizzera.  Dall'esplorazione  del  quadro  clinico  attuale,  il  Dott.  Jaime  ne  deduce  un  miglioramento  complessivo  del  quadro  patologico.  Peraltro,  tale  assenza  di  turbe  psichiche  di  rilievo  invalidante,  osserva  lo  specialista  del SAM,  viene  in  fondo ammessa dalla stessa Dott.ssa Sousa e Silva (psichiatra) dell'ISSS  portoghese,  la  quale  fa menzione  di  uno  stato  clinico  sub  depressivo  e  commenta  che  alla  luce  delle  sua  valutazione  il  grado  d'invalidità  presentato  dal  paziente  è  giudicato  troppo  elevato  e  che  sarebbe  necessario un aggiornamento e non da ultimo un processo di  riqualifica  professionale.  La  sindrome  da  dolore  somatoforme  non  presenta  più  dunque alcuna comorbidità di carattere psichico di rilevanza invalidante. 11.3.2. Per quanto attiene alla certificazione psichiatrica esibita in sede di  audizione  (Dott.ssa Santos Romero  referto  dell'11 marzo  2010),  questa  pur  ponendo  un  diagnosi  di  sindrome  depressiva  di  tipo  maggiore  di  grado  moderato  senza  sintomi  psicotici,  non  ha  le  caratteristiche  di  completezza  ed  indagine  scientifica  come  quella  presentata  dal  Dott.  Jaime.  Peraltro,  la  specialista  non  si  esprime  sul  grado  d'invalidità  presentato dal paziente ed il suo referto è il frutto di un'unica visita. Non è  neppure rilevante la circostanza che l'interessato è stato ricoverato per 7  giorni  nell'ottobre  2010  per  un  episodio  depressivo.  Come  lo  rileva  lo  psichiatra dell'UAIE, si tratta di un episodio unico di scompenso psichico  che non si configura con una malattia cronica di tipo invalidante. 11.3.3. Dal  lato  ortopedico  (perizia  del  Dott.  Pancaldi),  la  situazione  è  sovrapponibile a quella già presente alla fine degli anni novanta. I disturbi  algici  non  hanno  presentato  una  particolare  evoluzione.  Egli  sottolinea  che  questa  sintomatologia  da  dolore,  diffusa  in  tutta  la  regione  cervicoscapolare  è  scarsamente  attribuibile  alle  moderate  alterazioni 

C­5090/2010 Pagina 15 degenerative  evidenziate  dagli  esami  strumentali  e  radiologici.  Si  tratta  piuttosto di una sindrome fibromialgica. Nel complesso tuttavia, l'apparato  locomotorio/articolare  si  presenta  funzionalmente  utile  e  privo  di  sostanziali  limitazioni  anche  nell'ambito  di  un  lavoro  di  manovalanza  come  il  precedente.  Tutti  i movimenti  dei  quattro  arti  e  del  tronco  sono  possibili  ancorché  riferiti  dolorosi.  Del  resto,  non  è  la  scarsa  patologia  ortopedica/reumatologica  che  ha  motivato  l'erogazione  della  rendita  intera.  11.3.4. Per  il  resto,  l'interessato,  ancora  di  giovane  età,  si  presenta  in  buone  condizioni  di  salute,  ogni  altro  organo  ed  apparato  essendo  indenne da patologie.  12.  12.1.  Alla  luce  di  queste  considerazioni,  il  collegio  giudicante  può  condividere  il  parere  del  SAM  e  dei  medici  dell'UAIE.  La  situazione  valetudinaria  si  è  modificata  in  modo  determinante  nel  corso  di  questi  ultimi anni. Al momento della visita presso il SAM di Bellinzona, come lo  rilevano  i  medici  incaricati,  l'assicurato  avrebbe  potuto  svolgere  attività  simili  alla precedente  in misura del 70% almeno  (oppure altre attività di  sostituzione  al  70%)  di modo da  escludere  l'esistenza  di  un'invalidità  ai  sensi di legge. 12.2.    Vero  è  che  la  ricerca  di  un  posto  di  lavoro  adatto  alle  capacità  dell'interessato  appare  difficoltosa,  vista  la  situazione  congiunturale;  tuttavia, se il mercato del lavoro locale non offre di sfruttare la sua residua  capacità  lavorativa  e  di  guadagno,  non  può  essere  compito  dell'assicurazione svizzera per  l'invalidità di  sopperire con  il  versamento  di  prestazioni  assicurative  a  quello  che  sarebbe  dovuto,  semmai,  dall'assicurazione  italiana  contro  la  disoccupazione.  Secondo  una  costante  giurisprudenza,  la  persona  che  richiede  prestazioni  d'invalidità  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  da  lei  esigibile  per  ovviare  alle  conseguenze  della  sua  incapacità,  mettendo  soprattutto  a  profitto  le  superstiti energie lavorative e cambiando, se del caso, anche il lavoro e il  domicilio (DTF 130 V 97 consid. 3.2).  12.3.  Un miglioramento della situazione valetudinaria deve essere quindi  ammesso al più  tardi dalla data della visita presso  il SAM di Bellinzona,  ottobre 2009. Questo miglioramento durava pertanto per più di  tre mesi  alla  data  dell'impugnata  decisione  del  1°  giugno  2010  e  si  deve  considerare come duraturo ai sensi dell'art. 88a cpv. 1 OAI menzionato. 

C­5090/2010 Pagina 16 La soppressione del diritto alla rendita con effetto dal 1° agosto 2010 (art.  88bis cpv. 2 lett. a OAI) deve essere tutelata ed il ricorso respinto.  13.  13.1.  Le  spese  processuali  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  e  sono  compensate con l'anticipo da lui fornito. 13.2.  Non  sono  assegnate  indennità  per  spese  ripetibili.  Per  quel  che  concerne  l'UAIE,  le  autorità  federali  non  hanno  diritto  ad  un'indennità  a  titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nella  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo federale [TS­TAF­, RS 173.320.2]). Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le spese processuali sono poste a carico del ricorrente e sono computate  con l'anticipo da lui fornito. 3.  Non vengono assegnate indennità per spese ripetibili. 4.  Comunicazione a: – ricorrente (raccomandata con avviso di ricevimento)  – autorità inferiore (n. di rif. ; raccomandata) – Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna (raccomandata) Il presidente del collegio: Il cancelliere: Francesco Parrino Dario Croci Torti Rimedi giuridici:

C­5090/2010 Pagina 17 Contro  la presente decisione può essere  interposto  ricorso  in materia di  diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,  entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e  segg. e 100 della  legge sul Tribunale  federale del 17 giugno 2005 [LTF,  RS  173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i motivi  e  l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata  e  –  se  in  possesso  della  parte  ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). Data di spedizione:

C-5090/2010 — Bundesverwaltungsgericht 11.10.2011 C-5090/2010 — Swissrulings