Skip to content

Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.09.2007 14.2007.33

12. September 2007·Italiano·Tessin·Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti·HTML·2,574 Wörter·~13 min·7

Zusammenfassung

Opposizione a sequestro: legittimazione a ricorrere del debitore - crediti d'imposta - presupposti e differenze tra sequestro generico e sequestro esplorativo (averi/beni patrimoniali presso una banca)

Volltext

Incarto n. 14.2007.33

Lugano 12 settembre 2007 LS/sc/fb

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

segretaria:

Locatelli, vicecancelliera

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile (inc. EF.2007.35 della Pretura __________) promossa con opposizione 22 gennaio 2007 da

AP 1 (patrocinato dall' PA 1)  

contro  

il sequestro 17 gennaio 2007 (inc. EF.2007.26) (n° __________) richiesto nei confronti dell'opponente dalla

AO 1 (rappresentata dall'PA 2);  

in cui il Segretario assessore della Pretura __________, con decisione 27 marzo 2007, ha respinto l'opposizione, confermando di conseguenza il sequestro;

appellante AP 1 con allegato 10 aprile 2007, con cui postula la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere la sua opposizione e annullare il sequestro;

lette le osservazioni 14 maggio 2007 con cui la parte sequestrante chiede la reiezione dell'appello;

ritenuto

in fatto:                    A.   Con istanza 15 gennaio 2007 diretta contro AP 1, __________, la AO 1, __________, ha chiesto al Pretore __________, in base all'art. 271 cpv. 1 n. 5 LEF, di porre sotto sequestro “presso la __________: tutti gli averi, somme, titoli, crediti, pagamenti in uscita, valori, beni di ogni tipo, che si trovino su conti, depositi, relazioni bancarie, “tesori”, oppure in cassette di sicurezza, dei quali il debitore sia titolare, comunque nulla escluso intestato e/o appartenente al debitore. In particolare: il conto n. __________. Il tutto fino a concorrenza del credito”. L'istante ha allegato di avere nei confronti del debitore un credito di fr. 88'313.40 oltre le spese, per imposte federali dirette 1996-97-98, riconosciuto con attestato di carenza di beni n. __________ dell'UEF __________ datato 2 agosto 2002. 

                                  B.   Il 17 gennaio 2007, il Pretore __________ ha decretato il sequestro come richiesto.

                                  C.   Il 22 gennaio 2007 AP 1 ha interposto opposizione al sequestro, ammettendo di essere intestatario del conto n. __________, ma non proprietario dei beni depositativi. Non ha contestato l'esistenza del credito, evidenziando tuttavia che per i debiti fiscali degli anni 1996-97-98, le parti stavano trattando la possibilità di una loro liquidazione bonale. Oltretutto, il saldo del conto n. __________, non era pignorabile in quanto rientrava nel minimo vitale. Il successivo 24 gennaio, egli ha dichiarato di non avere mai avuto alcun legame con il predetto conto, di fatto appartenente ad un suo collega, donde la nullità del sequestro. A riprova di ciò, il giorno successivo ha prodotto il relativo estratto bancario per l'anno 2006. Al contraddittorio del 21 marzo 2007, l'ente procedente ha contestato la legittimazione dell'opponente poiché, affermando di non essere proprietario dei beni sequestrati, nulla poteva pregiudicare i suoi interessi. Rinviando agli scritti e ai documenti prodotti, quest'ultimo ha ribadito la sua opposizione.

                                  D.   Con sentenza 27 marzo 2007, il Segretario assessore __________, ha respinto l'opposizione di AP 1. Nella misura in cui egli ammetteva di essere titolare del conto bancario n. __________, nulla giustificava la  sua opposizione. Sostenendo invece di non essere stato né intestatario, né beneficiario economico, né detentore di un diritto di firma o, in qualche altro modo, in relazione con lo stesso, egli lasciava intendere di non avere alcun interesse da proteggere e quindi, di non essere legittimato a formulare opposizione.

                                  E.   Con appello 10 aprile 2007, AP 1 chiede l'accoglimento dell'opposizione e la revoca del sequestro.

                                         Indipendentemente dal conto n. __________, si reputa anzitutto legittimato in quanto potrebbe essere titolare di altre relazioni bancarie presso la __________. Di fatto però, la procedente aveva formulato un'istanza di sequestro generica, senza rendere verosimile l'esistenza di un conto di sua proprietà presso quella banca. In ogni caso, la richiesta sarebbe stata da ritenere abusiva in quanto volta ad ottenere un sequestro indagatorio allo scopo di raccogliere informazioni riguardo alla sua situazione patrimoniale. Reputa infine sproporzionata la tassa di giustizia stabilita in fr. 800.–.  

                                  F.   Delle osservazioni della AO 1, si dirà, se necessario, nel seguito.

Considerando

in diritto:                  1.   La decisione del giudice del sequestro -sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr. Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 44-45 ad art. 278)- che statuisce sull'opposizione (ai sensi dell'art. 278 cpv. 1 LEF) interposta dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo, può essere impugnata entro dieci giorni davanti all'autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti, con il rimedio dell'appello (art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), e ciò qualora il valore litigioso sia pari o superiore a fr. 8'000.–. L'autorità superiore deve verificare -sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti- se nel caso concreto in relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore -e contestate dalla controparte- è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per il mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro, rispettivamente confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 74 ad § 51; Reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, pag. 482).

                                   2.   Le decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze, sottostanno alla procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme cantonali che reggono tale procedura devono rispettare la massima dispositiva, il principio attitatorio, nonché le massime di celerità e di concentrazione (Piégai, La protection du débiteur et des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi Losanna 1997, pag. 213 segg. con rif.; Artho Von Gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, pag. 73 e segg.). Detto altrimenti, il giudice non agisce d'ufficio, esamina solo ciò che è stato allegato e decide unicamente in base alle prove addotte dalle parti e che possono essere assunte seduta stante, salvo che il fatto allegato sia stato ammesso o non contestato dalla controparte non contumace (Vogel/Spühler, Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12 ad cap. 10).

                                         Il giudice può accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti ed esaminare sommariamente i punti di diritto nella misura compatibile con l'esigenza di celerità (Hohl, La réalisation du droit e les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 453; Piégai, op. cit., pag. 212; Artho Von Gunten, op. cit., pag. 85 segg.; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 10-15 ad art. 272). Il giudice apprezza liberamente le prove (art. 20 cpv. 5 LALEF).

                                         Inoltre, i principi di celerità e di concentrazione impongono in particolare alle parti alte esigenze di motivazione per poter giungere a un giudizio sollecito. Esse devono sostanziare le loro tesi con riferimenti puntuali e d'immediato riscontro nei documenti che considerano determinanti.

                                   3.   In virtù dell'art. 278 cpv. 3 LEF, le parti possono, nell'ambito del ricorso contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi. Secondo la giurisprudenza di questa Camera (CEF 10 aprile 2000 [14.1999.82], consid. 1.5.e; 30 ottobre 2001 [14.2001.75], consid. 1.5e) sono ricevibili sia fatti, prove ed eccezioni nuovi che si sono verificati dopo l'emanazione della sentenza di primo grado, sia quelli verificatisi prima. La possibilità di addurre fatti nuovi comprende logicamente quella di produrre nuovi mezzi di prova (Vogel/Spühler, op. cit., n. 42 ad cap. 13), altrimenti tale facoltà rimarrebbe lettera morta, poiché i fatti nuovi devono anch'essi essere resi verosimili per poter avere un influsso sulla decisione. Per evidenti ragioni pratiche, riconducibili al principio di celerità, i fatti e le allegazioni nuovi di ogni tipo possono essere addotti solo fino alla fase dello scambio degli allegati in sede di appello (CEF 5 luglio 1999 [14.1999.3], consid. 3). Le limitazioni di cui all'art. 20 cpv. 2 e 3 LALEF non sono applicabili in materia di sequestro (cfr. art. 22 cpv. 4 LALEF). Ammissibili quindi, le censure dell'appellante sul sequestro generico e abusivo sollevate soltanto in questa sede.

                                   4.   La legittimazione per ricorrere e quindi l'interesse a ricorrere, costituiscono un presupposto processuale che il giudice deve esaminare d'ufficio (Hohl, Procédure civile, vol. II, Berna 2001, n. 2974 seg. e 2993). E, l'esigenza di un interesse vale anche per l'opposizione al sequestro -l'art. 278 cpv. 1 precisa che l'opponente deve essere “toccato nei suoi diritti”- e per il ricorso contro la decisione su opposizione ai sensi dell'art. 278 cpv. 3 LEF (Gasser, Das Abwehrdispositiv der Arrestbetroffenen nach revidiertem SchKG, in: ZBJV 1994, pag. 603 ad 3a; Reiser, op. cit., n. 20 ad art. 278; Artho von Gunten, op. cit., pag. 21 seg. e pag. 148 seg. ad 1.3).

                                         Ora, nella misura in cui il debitore è il destinatario del sequestro, la legittimazione ad interporre opposizione e ad impugnare la decisione su opposizione deve essergli riconosciuta (Gasser, op. cit., p. 604 ad c e 615 ad c; Amonn/Walther, op. cit., n. 65 e 77 ad § 51; Jaeger/Walder/Kull/ Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. II, 4a ed., Zurigo 1999, n. 6 e 25 ad art. 278; Stoffel, Le séquestre, in: La LP révisée, collana CEDIDAC, vol. 35, Losanna 1997, p. 287 ad B.1 e 291 ad 4; Reiser, op. cit., n. 21 e 44 ad art. 278; Dallèves, Le séquestre, FJS n. 740, Ginevra 1999, p. 22 ad 2). Per contro, non è legittimato a interporre opposizione al decreto di sequestro, l'escusso che non rende perlomeno verosimile di essere pregiudicato nei propri interessi allorquando il provvedimento colpisce diritti patrimoniali di un terzo (Gilliéron, op. cit., n. 54 ad art. 278 con riferimenti a DTF 114 Ia 383, consid. 2c; CEF 26 gennaio 2005 [14.2004.109], consid. 3; 17 dicembre 2004 [14.2004.17], consid. 4.3; 9 gennaio 2004 [14.2003.80/81], consid. 5.2 e 5.3; 10 ottobre 2003 [14.2003.64], consid. 1.5).

                                   5.   In concreto, il decreto di sequestro -pronunciato nei confronti del qui appellante- concerne “tutti gli averi…dei quali il debitore sia titolare, comunque nulla escluso intestato e/o appartenente al debitore” detenuti presso la __________, sede di __________. Di modo che, sotto questo profilo, la legittimazione dell'opponente è pacifica e l'appello ricevibile.

                                         Fra gli oggetti del sequestro figura in particolare il “conto n. __________”. Al proposito l'opponente ha tenuto un atteggiamento controverso: in effetti, nell'allegato 22 gennaio 2007 ha dichiarato che gli averi che lo “concernono” presso la banca sarebbero costituiti, in buona sostanza, dal saldo di quel conto, che lo stesso sarebbe a lui intestato, ecc; mentre successivamente, segnatamente con gli scritti 24 e 25 gennaio indirizzati al Pretore, ha affermato l'esatto contrario, ossia di non essere mai stato titolare di quel conto e che il medesimo apparterrebbe a un suo collega, allegando estratti bancari (doc. C-E) con l'indicazione (effettivamente) di altra persona quale intestatario. Ma tant'è, anche volendo considerare -in relazione a questo specifico contoirricevibili per carenza di interesse giuridico sia l'opposizione che l'appello nulla muta quanto all'esito della presente decisione. 

                                   6.   Giusta l'art. 272 cpv. 1 LEF, il sequestro viene concesso dal giudice del luogo in cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile l'esistenza:

                                         1. del credito;

                                         2. di una causa di sequestro;

                                         3. di beni appartenenti al debitore.

                                         Pacifica l'esistenza di un credito fiscale a favore dell'ente sequestrante per imposte federali dirette dovute dal debitore nel periodo 1996-97-98, sulla base delle notifiche di tassazione dei bienni 1995/1996-1997/1998, cresciute in giudicato (inc. EF.2007.26). La causa del sequestro -art. 271 cpv. 1 n. 5 LEF- poi si fonda sul relativo attestato di carenza di beni n. __________ rilasciato al creditore il 2 agosto 2002 dall'Ufficio di esecuzione e fallimenti __________ per l'ammontare di fr. 88'313.40 (inc. EF.2007.26).

                                         L'appellante contesta invece che siano adempiuti i presupposti per ammettere un sequestro generico, poiché -accertato di non essere proprietario del conto n. __________ mancano i dettagli di almeno una relazione bancaria a lui appartenente. A suo dire, la richiesta sarebbe comunque da ritenere abusiva. 

                                   7.   Come rileva l'appellante, il sequestro in esame si caratterizza quale sequestro generico, in quanto rivolto a conti, averi e beni detenuti presso la medesima banca, indicati solo per il loro genere. Ora, questo provvedimento è ammesso, purché il luogo di deposito degli attivi, rispettivamente l'identità del terzo debitore siano indicati (cfr. DTF 100 III 28; 103 III 86 e 91; Stoffel, op. cit., n. 29-30 ad art. 272; Reiser, op. cit., n. 45 ad art. 275; Gilliéron, op. cit., n. 53 ad art. 272; troppo restrittivi: Amonn/Walther, op. cit., n. 35 ad § 51). Nel caso di specie, la creditrice ha appunto chiesto di sequestrare tutti gli averi appartenenti all'opponente “presso la __________, __________, __________”. Da questo punto di vista, la richiesta è quindi corretta.  

                                         Trattandosi di averi presso una banca -quali ad esempio conti bancari- per evitare il rischio di un sequestro puramente esplorativo, il sequestrante deve rendere verosimile l’esistenza di almeno una relazione del debitore presso l'istituto indicato (cfr. CEF 7 agosto 2006 [14.2006.9], consid. 7.1; 25 luglio 2000 [15.00.75], consid. 4.3; 10 aprile 2000 [14.99.80], consid. 5). In concreto, al di là del riferimento al conto n. __________ -che vale quel che vale- le indicazioni della procedente trovano comunque conferma nelle allegazioni dell'escusso medesimo. Infatti, nell'atto di opposizione 22 gennaio 2007 egli ha affermato di avere ottenuto -pacificamente presso la stessa banca- una linea di credito: ciò costituisce un indizio innegabile dei suoi rapporti con quell'istituto, oltre tutto confermato dal fatto che __________ -come riferisce l'opponente nello scritto 25 gennaio 2007 al Pretore- in data 19 gennaio 2007, lo aveva interpellato per scritto, chiedendogli se fosse d'accordo di comunicare all'Ufficio esecuzioni i dati che lo concernevano; cosa che in effetti è avvenuta. D'altra parte, l'escusso non ha mai affermato di non essere del tutto in relazione con la banca, né -come ha fatto per il conto n. __________ - ha mai sostenuto di non subire nessun pregiudizio dal sequestro. Il provvedimento è quindi giustificato per tutti gli averi appartenenti a AP 1, detenuti dalla banca fino a concorrenza del credito vantato dal sequestrante.

                                   8.   A detta dell'appellante, una tassa di giustizia di fr. 800.– è sproporzionata tenuto conto della semplicità della causa e del fatto che, dinnanzi al primo giudice, egli non si era avvalso dell'aiuto di un legale. La censura è tuttavia irricevibile, in quanto non si esprime sulla cifra che ritiene essere adeguata (cfr.  Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, n. 9 ad art. 309). Anzi, nelle richieste di giudizio, propone la modifica del dispositivo sulle spese e ripetibili di primo grado dipartendosi da quello stesso importo (appello, pag. 2).

                                   9.   Nell'esito quindi, la sentenza impugnata merita conferma mentre l'appello dev'essere respinto, caricando all'appellante la tassa di giustizia. Per contro, nulla giustifica l'assegnazione di indennità processuali alla controparte. L'incasso, anche tramite esecuzione forzata, di crediti fiscali scaduti rientra in effetti nelle mansioni dell'PA 2, autorità competente per la riscossione dell'imposta federale diretta (art. 104 e 165 della LIFD e art. 4 cpv. 5 Reg. d'applicazione della LIFD). Né l'ente procedente pretende che la redazione delle osservazioni abbia comportato spese particolari (cfr. CEF, 27 febbraio 2007 [14.2006.105]).   

Motivi per i quali

richiamati gli art. 271 segg. LEF, 48, 49, 61 e 62 OTLEF,

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile, l'appello 10 aprile 2007 di AP 1, __________, è respinto.

                                   2.   La tassa di giustizia di fr. 800.–, già anticipata dall'appellante, resta a suo carico. Non si assegnano indennità.

                                   3.   Intimazione:

                                         – __________ PA 1;

– PA 2.

                                        Comunicazione alla Pretura __________.

terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                             La segretaria

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr. 88'313.40, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

14.2007.33 — Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.09.2007 14.2007.33 — Swissrulings