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Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 15.02.2006 14.2006.4

15. Februar 2006·Italiano·Tessin·Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti·HTML·977 Wörter·~5 min·1

Zusammenfassung

Appello contro la dichiarazione di fallimento.

Volltext

Incarto n. 14.2006.4

Lugano 15 febbraio 2006 B/sc/fb  

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo sulla causa a procedura fallimentare dipendente dall¿istanza 8 novembre 2005 presentata da

AO 1   

contro

AP 1   

sulla quale istanza la Segretaria assessore della Pretura __________, con sentenza 3 gennaio 2006 ha così deciso:

¿1.  È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da martedì 3 gennaio 2006 alle ore 14.00.

  2./3./4. Omissis.¿

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 13 gennaio 2006 ne postula l¿annullamento;

preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

rilevato che con ordinanza presidenziale 18 gennaio 2006 all¿appello è stato concesso effetto sospensivo parziale;

ritenuto

in fatto:

A.Nell¿ambito dell¿esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 2'392.25 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.

B.     All¿udienza di contraddittorio del 14 dicembre 2005 nessuno è comparso.

C.     Con sentenza 3 gennaio 2006 la Segretaria assessore della __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 3 gennaio 2006 alle ore 14.00.

D.     Con atto d¿appello 13 gennaio 2006 AP 1 ha asserito di avere saldato sia il debito oggetto dell¿esecuzione in esame sia le ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti, producendo cinque ricevute 16 gennaio 2006 __________ (doc. da B a F) e un estratto delle sue esecuzioni (doc. A).

Considerato

In diritto:

                                   1.

                                  a)   In virtù dell¿art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                         1)  il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)  l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

                                         3)  il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                  b)   L¿autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia ¿echte Nova¿, in contrapposizione agli pseudonova, ossia ¿unechte Nova¿), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all¿art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d¿ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell¿autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l¿altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L¿illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l¿atto di appello, di estratti dell¿Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell¿effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

                                  c)   Dalla ricevuta 16 gennaio __________ (doc. B) si evince che l¿esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto l'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

                                         Per quel che concerne il requisito della  che tutte le  nei confronti dell¿appellante sono state saldate, il che dimostra che essa

 dispone della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della solvibilità appare pertanto reso sufficientemente verosimile.

                                         Risultando di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall¿art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 può essere annullato.

                                   2.   L'appello 13 gennaio 2006 di AP 1 va quindi accolto.

                                         La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art. 49 OTLEF).

                                         Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

                                         Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia:               I.   L'appello 13 gennaio 2006 di AP 1, __________, è accolto.

                                         "1.  La dichiarazione di fallimento 3 gennaio  2006 pronunciata __________ inc. EF.__________ nei confronti di AP 1, __________, è annullata.

                                          2.  La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1                                                    3.    Le spese dell'Ufficio __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.

                                   II.   La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

                                  III.   Intimazione a:

                                         RA 1;

                                         ¿ AO 1, __________;

                                         ¿ Ufficio __________

                                         ¿ Ufficio dei registri __________.

                                          Comunicazione alla Pretura __________terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d¿appello

Il presidente                                                                         La segretaria

T   erzi implicati

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