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Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.08.2002 14.2002.00059

26. August 2002·Italiano·Tessin·Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti·HTML·1,325 Wörter·~7 min·2

Zusammenfassung

Sentenza o decisione senza scheda

Volltext

Incarto n. 14.2002.00059

Lugano 26 agosto 2002/B/fc/fb  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

Composta dei giudici:

Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca

Segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall'istanza 3 maggio 2002 presentata da

__________ rappr. da __________  

contro

__________  

sulla quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 24 giugno 2002 ha così deciso:

     "1.  È pronunciato il fallimento della __________, a far tempo da lunedì 24 giugno 2002 alle ore 14.00.

    2./3./4. Omissis"

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da __________ che con atto

1° luglio 2002 ne ha postulato l'annullamento;

preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

ritenuto

in fatto:

                                  A.   Con istanza 3 maggio 2002 la __________ ha chiesto il fallimento della __________ per fr. 2'033.65 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

                                  B.   All'udienza di contraddittorio del 12 giugno 2002 nessuna delle parti è comparsa.

                                  C.   Il 24 giugno 2002 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento della __________ a far tempo dal 24 giugno 2002 alle ore 14.00.

                                  D.   Con atto di appello 1. luglio 2002 la __________ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento, sostenendo di avere saldato il debito in oggetto e producendo una ricevuta 25 giugno 2002 dell'Ufficio esecuzione di Lugano, in cui viene confermato il versamento dell'importo di fr. 2'301.-- da parte della __________ a favore della __________ a saldo dell'esecuzione in esame n. 871329 (doc. C). L'appellante ha poi prodotto il bilancio al 31 dicembre 2000 (doc. D), rilevando che quello per il 2001 non è ancora a disposizione, ma che la situazione non è cambiata. La __________ ha affermato che in seguito alla cattiva congiuntura, ha subito un calo della clientela, che le ha provocato una sensibile diminuzione delle entrate, causando una momentanea mancanza di liquidità. Per superare queste difficoltà è stato richiesto il rimborso del credito di fr. 31'570.-- verso i correntisti nonché di altri crediti ammontanti a fr. 11'242.-- (doc. E). L'appellante ha poi dichiarato di avere provveduto ad una consistente riduzione dei costi. L'amministratore ha inoltre rinunciato al compenso per la sua carica fino al superamento delle attuali difficoltà. Nel contempo è stata elaborata una strategia di rilancio dell'attività basata su prodotti Bio.        

Considerato

In diritto:

                                   1.  

                                  a)   Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo

                                         1.   il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2.   l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

                                         3.   il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                  b)   L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ  95 (1999) n. 8 p. 172).

                                  c)   Dalla ricevuta dell'Ufficio esecuzione di Lugano 25 giugno 2002 (doc. C) emerge che la __________ ha versato  al predetto ufficio fr. 2'301.-- a saldo dell'esecuzione in esame n. __________ per cui risulta adempiuto il presupposto di cui all'art. 174 cpv. 2 n. 1  LEF.

                                         Per quel che concerne il presupposto della solvibilità va osservato che dal bilancio al 31 dicembre 2000 risp. dal rapporto dell'Ufficio di revisione __________ 24 dicembre 2001 (doc. D), prodotti dall'appellante, risulta che per il periodo dal 1. gennaio al 31 dicembre 2000 la società ha riportato una perdita di fr. 14'296.81. Con scritto 26 giugno 2002 (doc. E) l'attuale amministratore della società ha chiesto al precedente amministratore il rimborso immediato da parte dei vecchi azionisti di fr. 31'570.-- e di ulteriori fr. 11'242.22, importi che risultano a bilancio quali crediti nei confronti degli azionisti.

                                         Dall'estratto delle esecuzioni 19 agosto 2002 dell'Ufficio esecuzione di Lugano emerge che tra il 4 luglio 2001 e il 6 giugno 2002 contro l'appellante sono state promosse 9 esecuzioni per importi varianti tra fr. 793.90 e fr. 8'070.--. Nell'anno in corso, di queste procedure esecutive, una della Confederazione Svizzera per fr. 4'254.85, due della Cassa cantonale di compensazione per fr. 4'327.40 risp. fr. 4'567.35 e una del Comune di __________ per fr. 793.90 sono già giunte alla domanda di realizzazione, mentre per una della __________ per fr. 1'113.45 e per due ulteriori della Cassa cantonale di compensazione per fr. 2'682.05 risp. fr. 4'597.30 le domande di proseguire sono state rifiutate, essendo la __________ già fallita. Un'esecuzione della Confederazione Svizzera per fr. 8'070.-- è giunta allo stadio di notifica del PE alla debitrice.  

                                         Orbene dal predetto estratto si evince che l'appellante da oltre un anno non è più in grado di far fronte ai suoi impegni e che nemmeno riesce a pagare importi anche modesti, per cui può essere ritenuto che si trovi in uno stato d'illiquidità. A questo proposito va rilevato che la richiesta 26 giugno 2002 di rimborso di crediti concessi a precedenti azionisti (doc. E) è inconferente al fine della determinazione della solvibilità dell'appellante, atteso che non vi certezza alcuna che gli importi richiesti verranno anche effettivamente rimborsati. Il presupposto della solvibilità non appare pertanto come reso sufficientemenete verosimile, per cui l'art. 174 cpv. 2 LEF non è applicabile. Il fallimento della __________ va quindi confermato.

                                   2.   Non essendo stato concesso effetto sospensivo, la data del fallimento resta quella decretata dalla Pretore, ossia lunedì 24 giugno 2002 alle ore 14.00.

                                   3.   L'appello 1. luglio 2002 della __________ va quindi respinto.

                                         La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).

                                         Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Per questi  motivi,

richiamato l'art. 174  cpv. 2 LEF

pronuncia:              1.   L'appello 1. luglio 2002 __________, è respinto.

                                   2.   La tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a carico della __________. Non si assegnano indennità.

                                   3.   Intimazione:    - __________

                                         Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

Il presidente                                                                    La segretaria

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