Incarto n. 14.2002.00010
Lugano 29 luglio 2002/ JC/fc/rgc
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca
segretario:
Jaques, vicecancelliere
statuendo nella causa a procedura sommaria di cui all’inc.OS.2000.33 della Pretura di Lugano, Sezione 5, a dipendenza dell'istanza di sequestro del 7 novembre 2000 di
__________
contro
__________
e dell'opposizione formulata il 23 novembre 2000 da
__________
al decreto di sequestro 8 novembre 2000 emanato dalla Pretore di Lugano, Sezione 5,
opposizione accolta dalla stessa Pretore, che con decisione 16 gennaio 2002 ha così statuito:
“1. L’opposizione è ammessa e di conseguenza il sequestro no 782’117 decretato da questa Pretura su istanza 7/8 novembre 2000 della signora __________ è annullato.
2. L’istanza 15 dicembre 2000 di prestazione di una garanzia di fr. 500'000.-- presentata da __________, è respinta.
3. La tassa di giustizia e le spese per complessivi fr. 450.-- sono poste a carico dell’istante/opponente, con l’obbligo di rifondere a controparte fr. 4’800.-- a titolo di indennità.
4. omissis.”
decisione impugnata da __________, che con appello 31 gennaio 2002 chiede venga giudicato:
“IN VIA PRINCIPALE
“1. L’appello è accolto.
§ La decisione della Pretura del Distretto di Lugano sezione 5 (inc. OS.2000.33) è annullata.
2. È confermato il sequestro N. __________
3. Protestate spese e ripetibili.
IN VIA SUBORDINATA
2. È ordinata la congiunzione con l’incarto 14.2002.8 della Camera Esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’Appello.
Viste le osservazioni 4 marzo 2002 di __________
Ritenuto
in fatto: A. Con istanza del 7 novembre 2000, __________ ha chiesto nei confronti di __________ (in seguito __________ a concorrenza della somma di fr. 700'000.--, il sequestro ex art. 271 cpv.1 n. 4 LEF di due assegni bancari emessi dalla __________ all’ordine di __________, l’uno per un importo pari a Lit. 930'738'965 e l’altro per un importo pari a Lit. 712'439’000.
B. Il sequestro è stato ordinato come richiesto l’8 novembre 2000.
C. Sia __________ che, con atto 23 novembre 2000, __________ (in seguito __________) hanno interposto opposizione, quest’ultima asseverando essere titolare di un diritto di pegno manuale sui beni sequestrati.
D. Con sentenza 14 gennaio 2002, la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha accolto l’opposizione di __________, mentre l’opposizione di __________ è stata pure accolta con sentenza 16 gennaio 2002.
La prima giudice ha invece respinto l’istanza di __________ per la prestazione di una garanzia ex art. 273 LEF di fr. 500'000.--.
E. Con appello 31 gennaio 2002 diretto contro __________, __________ chiede la reiezione dell’opposizione formulata da __________ e la conferma del sequestro predisposto contro __________, a motivo che la Pretore, nei motivi della sentenza (ad 6), ha ritenuto che gli assegni sequestrati erano proprietà di __________ e non di __________. A titolo subordinato, l’appellante ha chiesto la congiunzione della causa con quella derivante dall’appello interposto da __________ contro la decisione pretorile 14 gennaio 2002 che accoglie l’opposizione di __________ (inc. 14.02.8).
F. Nelle sue osservazioni, __________ prende atto che l’appello verte solo sulla questione dell’appartenenza dei beni sequestrati e ripropone la tesi secondo la quale gli assegni sequestrati sono intestati ad __________ solo fiduciariamente, quale terzo proprietario del pegno vantato da __________
Considerando
in diritto: 1. Questioni procedurali
1.1. Per crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n. 1 a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a Fr. 2’000.-- competente per la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5 cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF), è retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio.
1.2. Prima di concedere il sequestro il giudice esamina, sulla base dei soli elementi addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente verosimile l’esistenza del credito, di una causa di sequestro nonché di beni appartenenti al debitore (art. 272 LEF). Il grado di verosimiglianza ex art. 271-272 LEF richiesto per valutare se vi è un credito, se nel circondario di sua competenza vi sono beni appartenenti al debitore e se si realizza almeno una delle cause di sequestro fatte valere dal creditore è in linea di principio nel senso che la tesi del creditore deve risultare plausibile e l’esame puntuale delle allegazioni e della documentazione prodotta dal creditore deve permettere al giudice di convincersi – sulla base di elementi oggettivi, non bastando di regola fatture o altri elementi allestiti unilateralmente dal creditore sequestrante o da suoi organi o persone ausiliarie – che in concreto le circostanze di fatto rilevanti si sono realizzate, senza per questo poter già escludere il contrario (cfr. Walter Stoffel, Le séquestre, in: La LP révisée, collana CEDIDAC, vol. 35, Losanna 1997, p. 280 s.; Pierre-Robert Gilliéron, Le séquestre dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, p. 132 e rif.; Bertrand Reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 466; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, n. 2 ad § 51; Rudolf Ottomann, Der Arrest, in: ZSR 1996/I, p. 253, n. 32).
1.3. Concesso il sequestro, chi è toccato nei suoi diritti, tranne il sequestrante, può fare opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha avuto conoscenza (art. 278 cpv.1 LEF. In tal caso il giudice, in una procedura pure sommaria retta dagli art. 20 ss. LALEF, sottopone il sequestro a nuovo esame, dando agli interessati la possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv. 2 LEF), rispettivamente di addurre fatti nuovi. In caso di tempestiva opposizione al sequestro, il giudice che lo ha concesso deve chinarsi dunque nuovamente sulla domanda di sequestro e verificare – pur con il medesimo potere di cognizione esercitato in precedenza (cfr. Reeb, op. cit., p. 478; Gilliéron, op. cit., p. 135) – se alla luce di quanto emerso dal contraddittorio tutte le condizioni del sequestro – contestate dall’opponente – risultano ancora sufficientemente verosimili, se cioè in relazione alle stesse è ancora soddisfatto quel grado di verosimiglianza necessario per la sua concessione (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., n. 71 ad § 51), atteso che resta onere del creditore sequestrante fornire al giudice gli elementi sufficienti (cfr. Hans Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, Vol. III, n. 38 ad art. 278).
1.4. La nuova decisione (sull’opposizione) – sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr. Reiser, op. cit., n. 44-45 ad art. 278) – può essere a sua volta impugnata entro dieci giorni davanti all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello (art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), rispettivamente, in caso di valore inferiore agli fr. 8’000.--, la Camera di cassazione civile con ricorso per cassazione (art. 22 LALEF nonché 5, 13 e 22 lett. b LOG). L’autorità superiore deve verificare – sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti ed eventualmente anche dei fatti nuovi di cui le stesse si possono avvalere (art. 278 cpv. 3 secondo periodo LEF) – se nel caso concreto in relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore – e contestate dalle controparti – è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per il mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro rispettivamente confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr. Amonn/ Gasser, op. cit., n. 74 ad § 51; Reeb, op. cit., p. 482).
2. Interesse all’appello
È fatto notorio a questa Camera (“gerichtsnotorisch”) che l’appello interposto dall’appellante __________ contro la sentenza diretta contro __________ che accoglieva l’opposizione di quest’ultima è stato respinto da questa stessa Camera (cfr. inc. 14.02.8), di modo che il sequestro in oggetto è quindi decaduto. L’appello in esame si rivela quindi privo di oggetto per carenza di gravamen in merito alla validità del sequestro.
3. L’appello 31 gennaio 2002 di __________ va quindi stralciato dai ruoli per carenza di gravamen.
La tassa di giustizia e le indennità di appello seguono la soccombenza.
Richiamati gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,
pronuncia:
1. L’appello 31 gennaio 2002 __________), è stralciato dai ruoli per carenza di gravamen.
2. La tassa di giustizia della presente decisione di fr. 675.--, già anticipata dall’appellante, resta a suo carico, la quale rifonderà a __________., fr. 2’000.-- a titolo di indennità.
3. Intimazione a:
- __________;
Comunicazione alla Pretura di Lugano, Sezione 5.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente Il segretario