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Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.05.2000 14.1999.00083

29. Mai 2000·Italiano·Tessin·Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti·HTML·4,163 Wörter·~21 min·4

Zusammenfassung

Sentenza o decisione senza scheda

Volltext

Incarto n. 14.1999.00083

Lugano 29 maggio 2000 /CJ/fc/fb  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cometta, presidente Pellegrini e Zali

segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo nella causa a procedura sommaria di cui all’inc. __________ della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, a dipendenza dell’istanza di sequestro 17 agosto 1999 di

                                         __________

                                         contro

                                         __________

e dell’appello (diretto) contro il decreto di sequestro 19 agosto 1999 emanato dalla Segretaria assessore della Pretura del Distretto di Lugano ed eseguito il 20 agosto 1999 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano (sequestro n. __________), promossa da

                                         __________,

chiedente sia giudicato:

                                 “A.   L’appello presentato dalla spett__________, ha effetto sospensivo.

                                  B.   L’appello della spett. __________, è dichiarato ricevibile e quindi accolto in ordine.

                                  C.   L’appello della spett__________, è accolto nel merito, di conseguenza il decreto 19 agosto 1999 della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, di cui all’incarto no. __________ è annullato e riformato come segue:

                                         I.    In via principale

                                         All’Ufficio esecuzione di Lugano

                                         debitore     __________, __________,

                                                             patr. dall'avv. __________;

                                         creditore    __________,

                                                             __________,

                                                             patr. da: studio legale __________,

                                                             __________;

                                         credito        fr. 50'000'000.— oltre interessi al 5% dal 6.4.1989;

                                         titolo del credito con la

                                         data o causa del credito    contratto 6 aprile 1989 (doc. B) – inadempienza contrattuale

                                         causa del sequestro    art. 271 cpv. 1 cifra 2, 3 e 4 LEF;

                                         oggetti da sequestrare                                        part. __________ RFD di __________, __________ (immobile e terreno), intestata a __________, verosimilmente di proprietà del debitore;

                                         II.   In via subordinata

                                         All’Ufficio esecuzione di Lugano

                                         debitore   __________, __________,

                                                          patr. dall'avv. __________, __________

                                         creditore __________,

                                                          __________,

                                                          patr. dall'studio legale __________, __________;

                                         credito     fr. 50'000'000.— oltre interessi al 5% dal 6.4.1989;

                                         titolo del credito con la

                                         data o causa del credito    contratto 6 aprile 1989 (doc. B) – inadempienza contrattuale

                                         causa del sequestro    art. 271 cpv. 1 cifra 2, 3 e 4 LEF;

                                         oggetti da sequestrare                                        part. __________ RFD di __________, __________ (immobile e terreno), intestata a __________, verosimilmente di proprietà del debitore;

                                         Il creditore è responsabile giusta l’art. 273 cpv. 1 LEF di tutti i danni derivanti da questo sequestro, se in seguito dovesse essere accertato giudizialmente che non vi era causa di sequestro, o che il credito non esisteva.

                                         A quest’uopo si rende garante ad ogni effetto di legge derivante dal presente sequestro e dovrà prestare una garanzia bancaria di fr. ….. entro 20 giorni dall’intimazione del presente decreto, di primario Istituto bancario avente la sede principale, una succursale o una rappresentanza nel Ct. Ticino che possa accettare depositi a risparmio in virtù dell’art. 15 LF 8.11.134 sulle banche e le casse di risparmio. La garanzia è valida sino a revoca del giudice; se non viene prestata il sequestro sarà caduco.

                                  D.   Tasse, spese di giudizio e indennità ripetibili a carico di __________

                                         vista l’ordinanza presidenziale 2 settembre 1999 che accoglie l’istanza per effetto sospensivo;

                                         viste le osservazioni 27 settembre 1999 di __________

ritenuto

in fatto:                     A.   Con istanza 17 agosto 1999 contro __________ __________, indicato come domiciliato a __________ (__________), (__________) (in seguito __________), ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano il sequestro "dell’immobile (casa e terreno) situato sulla particella n. __________ Registro fondiario di __________, in via __________, intestato alla __________., con sede a __________ " fino a concorrenza di un credito di Fr. 50'000'000.-- oltre accessori derivante da “contratto 6 aprile 1989 (doc. B) – inadempienza contrattuale”. Quali cause del sequestro sono stati indicati l’art. 271 cpv. 1 LEF, n. 2 (trafugamento di beni, latitanza o rischio di fuga del debitore), n. 3 (debitore di passaggio o appartenente al ceto delle persone che frequentano le fiere ed i mercati) e n. 4 (dimora all’estero del debitore).

                                  B.   Il 19 agosto 1999, la Segretaria assessore ha ordinato il sequestro come richiesto, imponendo tuttavia alla sequestrante la prestazione di una garanzia ex art. 273 LEF di fr. 850'000.--. Il medesimo giorno, l'UE di Lugano ha proceduto all'esecuzione del sequestro (n. __________), inoltrando presso l’Ufficio dei registri di Lugano una domanda di annotazione di una restrizione della facoltà di disporre ai sensi dell’art. 960 cpv. 1 e 2 CC sul foglio della particella __________ RFD di __________ L’immobile sequestrato, gravato di quattro cartelle ipotecarie tutte iscritte il 28 maggio 1999 per un importo complessivo di 10 milioni di franchi, è stato stimato in fr. 4'800'000.— dall’UE (valore di stima ufficiale: fr. 3'203'155.--).

                                  C.   Mediante appello del 30 agosto 1999, _________ I ha chiesto, in breve, la revoca dell’ordine fattole di prestare una garanzia di fr. 850'000.— ad __________, e, in via subordinata, la fissazione di una garanzia il cui ammontare è stato lasciato all’apprezzamento di questa Camera. __________ sostiene, in sostanza, che una garanzia ex art. 273 LEF potrebbe essere imposta al sequestrante solo qualora il sequestro fosse ingiustificato o se le cause di sequestro non fossero date. Ella rimprovera altresì al giudice di non avere indicato l’ammontare né la natura del danno, che comunque non esisterebbe, __________ non essendo stato impedito di usufruire dell’immobile sequestrato. La prima giudice, nel calcolare la garanzia impugnata, avrebbe quindi dato un peso manifestamente sproporzionato all’ammontare della pretesa “sequestrataria”.

                                  D.   Nelle sue osservazioni 27 settembre 1999, __________ giudica l’appello irricevibile in ordine. Contro il decreto di sequestro, il sequestrante che intende contestare l’importo della garanzia avrebbe a disposizione solo la possibilità di formulare delle conclusioni nella procedura di opposizione ex art. 278 LEF inoltrata dal sequestrato o da un terzo oppure di inoltrare davanti al pretore competente una procedura cautelare a sé stante regolata dall’art. 20 LALEF. È solo in questo modo che si eviterebbe una lesione dei principi della sicurezza del diritto e della parità delle armi. In via subordinata__________ sostiene che tutte le condizioni per la condanna di __________ a prestare una garanzia sono realizzate (nessuna delle cause del sequestro invocate nell’istanza 17 agosto 1999 sono date; l’esistenza del credito è dubbia; __________ ha la sua sede all’estero e si trova in stato di insolvenza) e che l’importo di fr. 850'000.—non è affatto eccessivo.

                                  E.   Prudenzialmente, __________ ha pure, il 30 agosto 1999, impugnato lo stesso decreto di sequestro con ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale, il quale ha sospeso la procedura federale in attesa della decisione di questa Camera. Con atto 10 settembre 1999, __________ ha formulato tempestiva opposizione al sequestro. Nella sua motivazione 18 gennaio 2000, egli ha in particolare concluso per l’aumento della garanzia a fr. 1'800'000.--, chiedendo tuttavia in sede di discussione che la decisione in merito fosse prolata, su istanza dell’opponente, solo dopo giudizio di questa Camera (ed eventualmente del Tribunale federale) sull’appello di __________ qui in esame (risp. sul ricorso di diritto pubblico della stessa). La sequestrante ha contestato l’istanza di aumento della garanzia, senza tuttavia chiederne la soppressione o la diminuzione.

                                   F.   Con scritti 16 novembre 1999 e 15 maggio 2000, __________ ha prodotto nuovi documenti. Lo stesso ha fatto __________ con scritto 9 marzo 2000.

Considerando

in diritto:                        

                                   1.   Questioni procedurali

                                1.1.   Per crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv.1 n.1 a 5 LEF). Nel Cantone Ticino competente per la concessione del sequestro è il Pretore (art. 14 cpv.1 e 16 cpv.3 LALEF), rispettivamente, per valori non superiori a fr. 2’000.--, il Giudice di pace (art. 14 cpv.1 LALEF e art. 5 cpv.1 LOG), del luogo in cui si trovano i beni da sequestrare indicati dal creditore. La procedura, di natura sommaria (art. 25 n.2 lett.a LEF), è retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio. Concesso il sequestro, chi è toccato nei suoi diritti può fare opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha avuto conoscenza (art. 278 cpv.1 LEF). In tal caso il giudice, in una procedura pure sommaria retta dagli art. 20 ss. LALEF, sottopone il sequestro a nuovo esame, dando agli interessati la possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv.2 LEF). La nuova decisione (sull’opposizione) può essere impugnata entro dieci giorni all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv.3 primo periodo LEF) - nel Cantone Ticino alla Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello (art. 22 LALEF e art. 14 e 22 lett.c LOG), rispettivamente, in caso di valore inferiore agli 8’000.-- franchi, alla Camera di cassazione civile con ricorso per cassazione (art. 22 LALEF e art. 5, 13 e 22 lett.b LOG) - e le parti possono avvalersi di fatti nuovi (art. 278 cpv.3 secondo periodo LEF).

                                1.2.   L’opposizione al decreto di sequestro e l’impugnazione della decisione sull’opposizione, oltre che la possibilità di addurre nova davanti all’autorità di seconda istanza, sono tra le novità più significative apportate alla procedura di sequestro dalla recente revisione della LEF, in vigore dal 1° gennaio 1997. La via dell’opposizione è tuttavia ammessa soltanto in caso di concessione del sequestro: essa è infatti aperta a chi è toccato nei suoi diritti dal sequestro, sia esso il debitore o un terzo (cfr. art. 278 cpv.1 LEF), non invece al creditore in caso di non concessione del sequestro. Contro la decisione che rigetta integralmente o parzialmente una domanda di sequestro il legislatore federale ha infatti consapevolmente rinunciato a istituire un rimedio di diritto, lasciando tale facoltà ai singoli Cantoni, come già riconosceva il diritto previgente (cfr. DTF 119 III 92 cons.1, 91 III 28; Messaggio concernente la revisione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento dell’8 maggio 1991, in: FF 1991 III 123; Amonn/ Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §51 n.66 p.419; Bertrand Reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p.481; Rudolf Ottomann, Der Arrest, in: ZSR 1996/I, p.255 e 257; Karl Spühler, Novità in materia di sequestro e di accertamento di ritorno a miglior fortuna nella nuova legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, in: La revisione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, Atti della giornata di studio del 9 ottobre 1995, CFPG Vol. 16, p.103; Dominik Gasser, Das Abwehrdispositiv der Arrestbetroffenen nach revidiertem SchKG, in: ZBJV 1994, p.605).

                                1.3.   Questa Camera (CEF 26 giugno 1998 in re I. Spa c/ P. Spa) ha già avuto modo di confermare dopo il 1. gennaio 1997 la propria giurisprudenza anteriore alla revisione della LEF (cfr. CEF 20 marzo 1996 in re H.H. J.P. c/ L.S.) con la quale era stato ammesso il rimedio dell’appello - nei limiti della competenza appellabile del Pretore - contro la decisione che rifiuta totalmente o parzialmente una domanda di sequestro oppure che impone la prestazione di una garanzia ex art. 273 cpv.1 LEF, e ciò in consonanza con la giurisprudenza sviluppata in materia di concordato.

                                1.4.   Nelle sue osservazioni 27 settembre 1999, __________ giudica invece l’appello contro il decreto di sequestro irricevibile in ordine. Contro il decreto di sequestro, il sequestrante che intende contestare l’importo della garanzia avrebbe a disposizione solo la possibilità di formulare delle conclusioni nella procedura di opposizione ex art. 278 LEF inoltrata dal sequestrato o da un terzo oppure di inoltrare davanti al pretore competente una procedura cautelare a sé stante regolata dall’art. 20 LALEF __________. È solo in questo modo che si eviterebbe una lesione del principio della sicurezza del diritto, impedendo che la CEF debba pronunciarsi su una questione che potrebbe essere sollevata contemporaneamente davanti al pretore in sede di opposizione ex art. 278 LEF qualora il sequestrato o un terzo dovesse richiedere un aumento della stessa garanzia, e/o che la CEF si pronunciasse sulla questione preliminare della validità del sequestro in un senso diverso dal pretore nella procedura di opposizione. Inoltre, l’ammissione dell’appello (diretto) contro il decreto di sequestro lederebbe il principio della parità delle armi, in quanto la CEF dovrebbe pronunciarsi in base ai soli atti prodotti in prima istanza, quindi in base unicamente all’istanza del sequestrante e ai documenti da questo prodotti, visto il divieto di addurre nuovi fatti, prove ed eccezioni in appello di cui all’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC (applicabile in virtù dell’art. 25 LALEF).

                                1.5.   Vero è che sia la CEF (CEF 15 aprile 1999 in re  P. c/ G.) che la seconda Camera civile __________ hanno giudicato che la garanzia ex art. 273 LEF (risp. un suo adeguamento) può essere chiesta anche successivamente al sequestro nell’ambito di una procedura a sé stante (cfr. Walter A. Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, Vol. III, n. 29 ad art. 273; Amonn/Gasser, op. cit., n. 83 ad § 51; Michel Criblet, La problématique des sûretés et de la responsabilité de l'Etat, in: Le séquestre selon la nouvelle LP, Zurigo 1997, p. 83 ss.) retta dall’art. 20 LALEF. Queste due decisioni non hanno però rimesso in discussione la giurisprudenza di questa Camera che contro la decisione di rifiuto del sequestro o l’imposizione di una garanzia apre la via dell’appello (in particolare, la decisione della II. CC cita questa giurisprudenza senza criticarla).

                                1.6.   Tale giurisprudenza va del resto riconfermata. Il legislatore cantonale l’ha in effetti ratificata con l’adozione dell’art. 22 cpv. 1 LALEF, secondo il quale l’appellazione è possibile, senza riserva apparente, contro le decisioni pronunciate in procedura sommaria ai sensi degli art. 19 e 20 LALEF, a condizione che emanino dal Pretore e che il valore litigioso sia superiore a fr. 8'000.--. Orbene, l’art. 19 LALEF cita l’art. 272 LEF relativo alla concessione del sequestro. Tale interpretazione può anche fondarsi su un argomento sistematico e teleologico. L’istanza di prestazione o di modifica della garanzia ex art. 20 LALEF presuppone che l’istante faccia valere almeno un fatto nuovo avvenuto dopo l’emanazione del decreto di sequestro che ne rende necessaria la modifica (nel caso contrario si negherebbe ogni forza vincolante alla decisione del giudice del sequestro). L’appello (diretto) contro il decreto di sequestro è invece un rimedio di riforma che permette al sequestrante di contestare la decisione del giudice del sequestro in base ai soli documenti prodotti e senza richiedere osservazioni al debitore (cfr. Flavio Cometta, Assistenza giudiziaria internazionale in materia esecutiva, Collana CFPG rossa, vol. 20, Lugano 1999, p. 169 s., n. 2.2.7.6. a), e di chiedere l’effetto sospensivo, ciò che sembra difficilmente concepibile in una procedura ordinaria, in quanto obbligherebbe il giudice a sospendere la propria decisione.

                                1.7.   Va da sé che solo il sequestrante può appellarsi contro il decreto di sequestro, il sequestrato ed i terzi dovendo far capo alla procedura (federale) di opposizione ex art. 278 LEF. Per rispettare i principi della sicurezza del diritto e della parità delle armi, questa Camera deve quindi dichiarare irricevibile l’appello del sequestrante quando è stata inoltrata un’opposizione ex art. 278 LEF contro il decreto di sequestro (ciò che verrà a sapere al più tardi quando il pretore le richiederà l’incarto in vista dell’udienza di discussione dell’opposizione), visto che il sequestrante può (e deve) in tale caso far valere le sue ragioni in questa seconda procedura. L’effetto sospensivo dovrebbe tuttavia essere mantenuto, per l’intero importo o per parte, fino alla decisione su opposizione sempreché appaia giustificato. Il sequestrante potrà comunque sottoporre a questa Camera la decisione (su opposizione) del giudice di primo grado nell’ambito di un eventuale (nuovo) appello. In questo modo i rischi denunciati da __________ sono eliminati.

                                1.8.   Nella fattispecie, ci si trova nel caso particolare in cui il preteso debitore ha chiesto ed ottenuto dal pretore, senza opposizione da parte della sequestrante, la sospensione della decisione (su opposizione) relativa alla fissazione della garanzia. Non vi sono pertanto ostacoli ad una decisione da parte di questa Camera, essendo precisato che tale decisione verterà unicamente sul decreto di sequestro in base ai soli documenti prodotti dalla sequestrante con la sua istanza e senza poter tener conto di eventuali osservazioni che fossero state irritualmente formulate. Il principio della parità delle armi è certo intaccato, ma lo permettono gli art. 272 LEF e 19 LALEF che non consentono al preteso debitore né ai terzi di essere sentiti a questo stadio della procedura. D’altronde la decisione della CEF non vincola il giudice del sequestro che deve pronunciare la decisione su opposizione in base a documenti di cui non dispone la CEF, segnatamente quelli prodotti dal sequestrato. Detto altrimenti, i diritti del sequestrato sono pienamente tutelati dall’istituto dell’opposizione al decreto di sequestro: in tale sede potrà essere censurato il fatto che non sia stata richiesta garanzia alcuna, subordinatamente che l’importo sia da aumentare (Cometta, op. cit., p. 170, n. 2.2.7.6 a).

                                1.9.   Nell’ambito dell’appellazione contro il rifiuto parziale o integrale del sequestro rispettivamente contro la prestazione di una garanzia ex art. 273 cpv.1 LEF, come è la regola nelle procedure d’impugnazione (cfr. art. 321 cpv.1 lett.b CPC), non sono ammessi nova: l’art. 22 cpv. 4 LALEF richiama infatti esplicitamente l’art. 174 LEF (in tema di fallimento) e l’art. 278 cpv.3 LEF, norma quest’ultima che riguarda soltanto l’appello contro la decisione sull’opposizione in caso di concessione del sequestro. I documenti nuovi prodotti, in quanto riportano fatti e non diritto, sono pertanto irricevibili. Va richiamato in particolare che sono inammissibili le domande di restituzione in intero contro le sentenze (ex art. 346 ss CPC) nell’ambito di una procedura sommaria. La decisione resa in tale senso da questa Camera in materia di rigetto dell’opposizione (CEF 5 febbraio 1999 in re K. C/ Z. e K.) vale pure in materia di sequestro.

                                   2.   Garanzia

                                2.1.   Per l’art. 273 cpv.1 LEF il creditore è responsabile nei confronti sia del debitore che di terzi dei danni cagionati con un sequestro infondato e il giudice può obbligarlo a prestare garanzia. La formulazione potestativa è stata ripresa nel nuovo tenore della norma, lasciando così al giudice del sequestro su questo punto un (largo) margine di apprezzamento, per poter tenere conto delle particolarità della fattispecie. Infatti l’imposizione di una garanzia dipende in modo essenziale dal grado di convincimento del giudice in merito alla realizzazione dei presupposti del sequestro, atteso tuttavia che l’imposizione di una garanzia non può supplire all’assenza di un presupposto del sequestro (cfr. Criblet, op. cit., p. 80; Reeb, op. cit., p. 467 s.). Tanto più quindi si è vicini al grado minimo di verosimiglianza necessario per ammettere il sequestro e tanto meno si potrà prescindere dall’imposizione di una garanzia, essendo maggiore il rischio di un sequestro infondato - segnatamente perché il credito o la causa del sequestro resi (solo) verosimili dall’istante si rivelerebbero in seguito inesistenti, o perché il sequestro avrebbe colpito beni appartenenti in realtà a terzi - e conseguentemente maggiore l’ipotesi di un danno. Quanto all’ammontare della garanzia, va calcolato valutando il danno eventuale che il sequestro determina o può determinare per il preteso debitore o per il terzo e non invece in base all’importo invocato a sostegno del sequestro (DTF 113 III 94/104, consid. 12). Occorre in particolare considerare l’ammontare del credito per cui è chiesto il sequestro (solo nella misura in cui fissa il limite superiore dell’importo della garanzia), la natura dei beni da sequestrare e la loro importanza per il debitore (o il terzo), così come le spese, la durata presumibile e la complessità dell’ipotizzabile processo di convalida nonché le spese e le ripetibili della procedura di opposizione (cfr. DTF 113 III 100 ss.; Stoffel, op. cit., n. 9 e 21 s. ad art. 273 LEF; Criblet, op. cit., p. 80). Da notare che le spese di sequestro e dell’esecuzione a convalida del sequestro, in quanto da anticipare dal preteso creditore, non vanno garantite; non è invece arbitrario considerare che le spese del processo di convalida costituiscano un danno diretto ai sensi dell’art. 273 LEF (DTF 113 III 100 ss., consid. 10).

                                2.2.   In caso, i presupposti per obbligare la sequestrante a prestare una garanzia sono ovviamente dati. Il fatto che le condizioni del sequestro (esistenza del credito garantito, causa del sequestro, proprietà dell’immobile sequestrato) siano adempiute non appare incontestabile. In particolare, va rilevato che l’immobile sequestrato è formalmente intestato ad un (almeno apparentemente) terzo (__________). Il solo fatto poi che la causa introdotta in __________ da __________ per far riconoscere il suo preteso credito sia pendente ormai da 10 anni (cfr. doc. F) dimostra già che l’esistenza di questo sia tutt’altro che scontata. Non ci si trova pertanto in una situazione univoca in cui si potrebbe prescindere dal fissare una garanzia (cfr. Gasser, op. cit., p. 611). Il principio della garanzia va quindi ammesso. La conclusione principale dell’appellante non può tuttavia ancora essere respinta per quest’unico motivo. Non ci si può in effetti esimere dall’esaminare la questione dell’ammontare di un eventuale danno a scapito di __________, dato che in assenza di ogni potenziale pregiudizio nessuna garanzia potrebbe essere imposta a __________

                                2.3.   Nella sua decisione 18 novembre 1999 nota alle parti poiché ne sono i protagonisti, la seconda Corte civile del Tribunale federale ha ribadito che l’importo della garanzia va calcolato valutando il danno eventuale che il sequestro determina o può determinare per il preteso debitore e che una delle basi essenziali all’uopo è il risultato del sequestro, ossia l’entità dei beni concretamente bloccati, dato di fatto che va indicato dal sequestrato che chiede la fissazione (o l’aumento) di una garanzia ex art. 273 LEF, così come gli altri dati atti a rendere almeno verosimile il danno invocato (5P.255/1999, consid. 5c, p. 13 ss., ora pubblicato in DTF 126 III 95/100-101). Tali considerazioni valgono però solo in sede di opposizione. Per pronunciare il decreto di sequestro, come nella fattispecie, il giudice non sente e non deve sentire il sequestrato, di modo che avrà spesso ben pochi elementi per determinare l’entità di un eventuale danno (in caso di sequestro di conti bancari, egli non saprà neanche con certezza se esso sarà o meno fruttuoso). A questo stadio della procedura appare pertanto ammissibile fissare forfettariamente (“pauschal”) l’ammontare della garanzia in 10-50% del credito garantito (cfr. Gasser, op. cit., p. 612, lett. i), da modulare in funzione degli elementi conosciuti dal giudice (p. es. verosimiglianza delle condizioni del sequestro, natura del bene sequestrato, esistenza di una causa di convalida del sequestro, ecc.). Quando però, come nella fattispecie, il valore del diritto patrimoniale sequestrato è apparentemente inferiore al credito garantito, il calcolo va fatto in base al valore stimato di questo diritto.

                                2.4.   Appare pertanto certo che una garanzia andava messa a carico di __________ La conclusione principale dell’appellante va quindi respinta.

                                2.5.   Ci si potrebbe poi chiedere se la conclusione subordinata è formalmente ricevibile o meno, in quanto __________ non quantifica la garanzia da essa ritenuta giusta (cfr. art. 309 cpv. 2 lett. e CPC, per rinvio dell’art. 25 LALEF; Cocchi/Trezzini, CPC commentato, Lugano 2000, n. 7 ss. ad art. 309). La risposta è però probabilmente positiva, poiché __________ chiede la riduzione dell’importo deciso dalla prima giudice, di modo che tale importo va considerato quale limite (implicito) superiore della richiesta e consente quindi all’autorità di appello di rispettare il divieto della reformatio in peius (cfr. CEF 22.5.1989 in re B. S.A. c/ H. W.; I CCA 4.6.1996 in re R. c/ R.). La questione può comunque rimanere aperta, perché la decisione della prima giudice appare giustificata.

                                2.6.   In effetti, la garanzia fissata (fr. 850'000.--) rappresenta il 26,5% del valore ufficiale dell’immobile sequestrato (fr. 3'203'155.--), il 17,7 % della stima dell’UE (fr. 4'800'000.--) e l’11,3% del prezzo (fr. 7'500'000.--) al quale __________ ha verosimilmente acquistato la particella sequestrata (cfr. doc. TTT, pto 2). Allo stadio del decreto di sequestro non appariva escluso che il sequestro impedisse ad __________ di rivendere l’immobile con un utile di fr. 850'000.— o di ottenere i crediti ipotecari necessari a lavori di ristrutturazione che potrebbero migliorare il valore locativo dell’immobile. Il fatto poi che questa società non abbia presentato osservazioni all’appello di __________ non può essere considerato come un’acquiescenza, dato che il silenzio di __________ può anche avere quale origine la volontà di non contestare un decreto di sequestro che essa non ritiene erroneo. La garanzia tiene pure conto di eventuali spese e ripetibili che __________ potrebbe essere chiamata a rifondere ad __________ o a __________ nell’ambito di un’eventuale procedura di opposizione (al momento dell’emanazione del decreto la giudice di prime cure non poteva sapere se sarebbe stata interposta o meno un’opposizione al sequestro).

                                2.7.   Il termine di 20 giorni fissato dalla prima giudice per prestare la garanzia va confermato, con il rilievo che esso decorre dall’intimazione della presente decisione.

                                   3.   L’appello 30 agosto 1999 di __________ va quindi respinto. Non si assegnano indennità avuto riguardo all'irritualità delle osservazioni presentate (cfr. cons. 1.6).

                                         Con riferimento al dispositivo n. 3 del decreto 24 settembre 1999 del Presidente della II Corte civile del Tribunale federale, un esemplare di questa decisione sarà trasmesso al Tribunale federale contestualmente all’invio dell’incarto, per le incombenze, in ordine al ricorso di diritto pubblico del 30 agosto 1999 presentato dalla __________ (inc. 5P.310/1999).

Richiamati gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,

pronuncia:                 I.   L’appello 30 agosto 1999 (__________) è respinto.

                                   II.   (__________), dovrà prestare la garanzia di cui al decreto di sequestro 19 agosto 1999 della Segretaria assessore della Pretura di Lugano entro 20 giorni dall’intimazione della presente decisione.

                                  III.   La tassa di giustizia della presente decisione di complessivi fr. 1’000.--, anticipata da __________ rimane a suo carico.

                                  IV.   Intimazione a:         ____________

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                    La segretaria

14.1999.00083 — Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.05.2000 14.1999.00083 — Swissrulings