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Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 22.05.2007 11.2004.101

22. Mai 2007·Italiano·Tessin·Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile·HTML·9,655 Wörter·~48 min·4

Zusammenfassung

Accertamento di una lesione della personalità da parte di un organo di stampa

Volltext

Incarto n. 11.2004.101

Lugano 22 maggio 2007/rgc    

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

La prima Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti

segretaria:

Chietti Soldati, vicecancelliera

sedente per statuire nella causa OA.1995.34 (protezione della personalità) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, promossa con petizione dell'8 marzo 1988 dall'

AP 1 (patrocinato dall' PA 1)  

contro  

 AO 1  AO 2 , e AO 3 (patrocinati dall' PA 2);

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione:     1.   Se dev'essere accolto l'appello del 28 agosto 2004 presentato dall'AP 1 contro la sentenza emessa il 3 agosto 2004 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1;

                                         2.   Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto:                    A.   Il 9 marzo 1987 è apparso nella rubrica “Journal” del settimanale __________, edito dalla AO 3, un articolo sotto lo pseudonimo __________ intitolato “Scharfe Waffe aus dem Tessin” (pag. 178 a 180). Il pezzo era annunciato nella rubrica “Editorial” da un testo intitolato “Ein ehrenwerter Mann” del capo redattore AO 1, il quale ne riassumeva i contenuti precisando che l'uso dello pseudonimo era inteso a evitare al giornalista di essere coinvolto in una diatriba con l'AP 1 (pag. 11). Accompagnato da una fotografia del legale, l'articolo descriveva anzitutto il ruolo della società __________ nella prospettata produzione e commercializzazione di un prototipo di pistola mitragliatrice, mettendola in relazione con la figura dell'AP 1 come presidente del consiglio di amministrazione della __________. Esso evocava anche l'attività dell'emittente televisiva __________, l'orientamento del giornale __________ (presieduta da AP 1), con particolare riferimento all'associazione “__________”, e campagne stampa avverso l'allora Procuratore pubblico __________ come pure nell'ambito di vicende giudiziarie che avevano coinvolto la __________, la __________, il __________, la __________ e il dott. __________. L'articolista si soffermava inoltre su una contravvenzione inflitta all'avvocato AP 1 per un diboscamento abusivo al momento di costruire la sua villa ad __________, sui contenuti di una sua dissertazione, sulla sua attività politica a livello cantonale e sul progetto di pubblicazione di una miscellanea per il suo sessantesimo compleanno.

                                  B.   L'avv. AP 1, __________ e la __________ hanno inviato all'editore il 13 marzo 1987 una loro risposta al servizio, fondata sul diritto della personalità (art. 28g segg. CC). Dopo uno scambio di corrispondenza, il testo della risposta concordato con l'editore è stato pubblicato nella rubrica “Echo” delle lettere (__________del 13 aprile 1987, pag. 180). In quello stesso numero, nella rubrica “Journal”, è apparso anche un articolo firmato da AO 2 intitolato “Zauber im Eimer” (pag. 172). Il servizio, accompagnato una volta ancora da una fotografia dell'avvocato AP 1, riferiva circa l'esito delle elezioni cantonali nel Ticino e delle relazioni del legale con l'associazione “__________” e __________, rammentandone il nesso – con rinvio al precedente articolo del 9 marzo 1987 – con la __________ e le attività della ditta nella citata emittente televisiva, oltre che nel commercio di armi.

                                  C.   Il 12 ottobre 1987, pochi giorni prima che si votasse per il rinnovo del Consiglio degli Stati (in cui sedeva anche l'avvocato AP 1), è apparso nel medesimo settimanale un articolo, non firmato, intitolato “10 Politiker, die man nicht wählen sollte”, nel quale si dedicava al legale uno scritto, accompagnato da una sua fotografia, dal titolo “AP 1, __________ /TI: Potentat” (pag. 49). Nel pezzo si menzionava di nuovo la campagna stampa su __________ contro l'allora Procuratore pubblico __________, le azioni giudiziarie nei confronti di giornalisti critici, le attività della __________ nell'emittente televisiva italiana e nel commercio di armi, così come il diboscamento abusivo del terreno ad __________.

                                  D.   L'8 marzo 1988 l'AP 1 ha convenuto AO 1, AO 2 e la AO 3 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, chiedendo di accertare che “la rivista __________, i suoi editori, redattori responsabili e i vari autori” degli articoli intitolati “Ein ehrenwerter Mann”, “Zauber im Eimer” e “10 Politiker, die man nicht wählen sollte” hanno gra­vemente leso la sua personalità con affermazioni inveritiere, distorte e lacunose, fatte in malafede e intese a dare “dell'uomo un'immagine squallida assolutamente ingiustificata”. Egli ha postulato inoltre – sotto comminatoria dell'art. 292 CP – la pubblicazione della traduzione in tedesco, rispettivamente in francese, dei dispositivi della sentenza, come pure di un testo di rettifica da precisare ulteriormente su tre numeri consecutivi della rivista e, come inserzione a pagamento, su vari giornali e organi di stampa svizzeri. L'attore ha chiesto infine l'accertamento del danno e del torto morale da lui subìto, oltre che dell'utile conseguito dall'editore, rivendicando il versamento “all'attore, e per esso alla cooperativa di __________” di importi indeterminati a titolo di risarcimento del danno, del torto morale e di rifusione del guadagno conseguito.

                                  E.   Nella loro risposta del 4 maggio 1988 AO 1, AO 2 e la AO 3 hanno proposto di respingere la petizione. Nel successivo scambio di allegati le parti hanno mantenuto le loro posizioni. L'istruttoria è stata esperita insieme con quella di un'altra causa in materia di protezione della personalità promossa il 25 aprile 1987 dallo stesso AP 1 contro __________, __________, __________ e __________ per un articolo apparso nel 1986 sul mensile __________ avente un contenuto in parte simile a quello pubblicato sullo __________ (inc. OA.1995.106). Al dibattimento finale le parti hanno rinunciato, limitandosi a introdurre memoriali conclusivi. Nel proprio, del 18 giugno 2003, l'attore ha ribadito le sue richieste, precisando la domanda di accertamento e di risarcimento del danno in fr. 200 000.–, quella intesa alla riparazione del torto morale in fr. 10 000.– e quella volta alla rifusione dell'utile in un importo indeterminato o, subordinatamente, in fr. 5000.–, oltre interessi. All'allegato egli ha accluso due memoriali intitolati “messa a confronto delle risultanze testimoniali” sulla “falsità delle asserzioni” e sugli “effetti e conseguenze delle asserzioni”. Nelle loro conclusioni del 20 giugno 2003 i convenuti hanno riaffermato il loro punto di vista. Il 18 luglio 2003 l'attore ha trasmesso al Pretore un “testo di proposta di rettifica”. Statuendo il 3 agosto 2004, il Pretore ha respinto la petizione, ponendo la tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 1500.– a carico dell'attore, tenuto a rifondere ai convenuti fr. 5000.– per ripetibili.

                                  F.   Contro la sentenza appena citata l'AP 1 è insorto con un appello del 28 agosto 2004 nel quale chiede che – previa assunzione di una prova e di una perizia rifiutata dal Pretore – il giudizio impugnato sia riformato nel senso di accogliere le domande da lui formulate nel memoriale conclusivo. Nelle loro osservazioni del 23 settembre 2004 AO 1, AO 2 e la AO 3 propongono di respingere l'appello e di confermare la sentenza impugnata.

Considerando

in diritto:                  1.   La sentenza impugnata è stata intimata il 3 agosto 2004 ed è pervenuta all'attore l'indomani. Tenuto conto delle ferie giudiziarie (art. 132 e 133 cpv. 1 lett. b CPC), il termine di 20 giorni per appellare (art. 308 cpv. 1 CPC) è scaduto sabato 4 settembre 2004, ma si è protratto fino a lunedì 6 settembre 2004 in virtù dell'art. 131 cpv. 3 CPC. Quanto al valore litigioso, esso ammonta ad almeno fr. 215 000.–, superando agevolmente la soglia per l'ammissibilità dell'appello (art. 36 cpv. 1 LOG), oltre che quella del ricorso in materia civile al Tribunale federale (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF).

                                   2.   I convenuti dubitano che l'appello adempia i requisiti minimi di motivazione, sia perché questa “è esposta in forma tanto scomposta da risultare in larga misura illeggibile ed incomprensibile”, sia perché il rinvio ad argomenti addotti in altri atti di causa è

                                         inammissibile. Ora, l'art. 309 cpv. 2 lett. f CPC obbliga l'appellante a motivare le proprie domande in fatto e in diritto, sotto pena di nullità (art. 309 cpv. 5 CPC). Richiamare il contenuto di allegati introdotti al Pretore non basta (Cocchi/Trez­zini, CPC ticinese commentato e massimato, Lugano 2000, n. 21 e 22; appendice 2000/2004, n. 36 ad art. 309). Nella misura in cui l'attore rinvia a memoriali di prima sede (esempio: appello, pag. 4, punto I.1), l'appello si rivela quindi irricevibile. Per il resto, ancorché prolisso e ripetitivo, il memoriale presenta un dedalo di argomenti ingarbugliati, ma non può definirsi incomprensibile, tant'è che i convenuti sono stati in grado di formulare debite osservazioni. Poste tali riserve, nulla osta perciò all'esame del rimedio giuridico.

                                   3.   I convenuti si dolgono che l'attore abbia unito nuovi documenti sia al memoriale conclusivo sia all'appello, chiedendo che questi siano espunti dagli atti. In realtà taluni documenti prodotti in appello figurano già nel carteggio (lettera 13 giugno 2003 dell'attore alla Pretura e ordinanza pretorile del 6 febbraio 2003, nel fascicolo “corrispondenza”). Gli altri (lettera 4 luglio 1990 dell'attore alla Pretura e verbale del 14 febbraio 1989) si riferiscono al parallelo inc. OA.1995.106 (fascicolo “corrispondenza varia”, rispettivamente act. IX), la cui istruttoria è stata esperita insieme con quella della causa in esame, e non giovano ai fini del presente giudizio (consid. 4). Quanto ai due memoriali acclusi alle conclusioni, essi possono essere considerati come una motivazione integrativa dell'allegato stesso. I convenuti affermano di non averne preso visione, ma dimenticano che rinunciando al dibattimento finale essi medesimi si sono preclusi la possibilità di replicare oralmente all'udienza. Circa il testo di rettifica (doc. Z), esso è stato proposto il 18 luglio 2003, quando era già scaduto il termine per introdurre le conclusioni (decorso il 20 giugno 2003). Formulata la prima volta in appello, la domanda intesa alla pubblicazione del testo di rettifica è dunque irricevibile (art. 321 cpv. 1 lett. a CPC).

                                   4.   L'appellante chiede che questa Camera ordini una perizia – asseritamente respinta dal Pretore – sui proventi conseguiti dall'organo di stampa in esito alla pubblicazione dell'articolo. All'udienza preliminare, in effetti, l'attore aveva postulato l'esecuzione di una perizia sull'utile conseguito dall'editore. Tuttavia, contrariamente a quanto egli asserisce, non risulta che il Pretore abbia statuito al riguardo (verbale dell'udienza preliminare del 16 febbraio 1989, pag. 2 in alto; v. anche verbale del 27 novembre 1992, pag. 2 in basso). Risulta solo che il 22 gennaio 2003 l'attore ha comunicato al Pretore di rinunciare all'audizione dell'ultimo testimone, chiedendo che – d'accordo i convenuti – “con ciò

                                         l'istruttoria sia conclusa”. Appurato “che tutte le prove ammesse sono state assunte e che quindi l'istruttoria è conclusa”, con ordinanza del 6 febbraio 2003 (nel fascicolo “corrispondenza”) il Pretore ha fissato il dibattimento finale per l'8 aprile successivo. Le parti avendo rinunciato a comparire, egli ha assegnato loro

                                         un termine fino al 30 aprile 2003, poi prorogato al 20 maggio e infine al 20 giugno 2003, per presentare conclusioni scritte. Il 13 giugno 2003, invocando una svista, l'attore ha sollecitato – tra l'altro – l'assunzione della perizia (fascicolo “corrispondenza varia”). Nella sentenza il Pretore ha rilevato che la domanda appariva manifestamente tardiva e che, in ogni modo, la perizia non era necessaria, non ravvisandosi alcuna lesione illecita della personalità (consid. 9).

                                         Ciò posto, il Pretore ha suffragato il diniego di assunzione con un doppio ordine di motivi: di carattere sostanziale (apprezzamento anticipato della presumibile rilevanza probatoria) e formale (tardività della richiesta). Per di più, come si è appena visto, l'attore medesimo ha postulato il 22 gennaio 2003 – d'accordo i convenuti – la chiusura dell'istruttoria con una lettera che non lasciava spazio a interpretazioni e che escludeva d'acchito ogni possibile errore di scritturazione (art. 82 CPC, cui rinvia l'art. 321 cpv. 2). Che poi la comunicazione del 22 gennaio 2003 fosse dovuta a inavvertenza, poco giova. La disattenzione non è un titolo di restituzione in intero, né ai fini dell'art. 138 CPC né sotto il profilo dell'art. 346 CPC. Ordinare l'allestimento della perizia nelle circostanze descritte non entra in linea di conto.

                                   5.   Il Pretore ha ritenuto che l'attore conservi tuttora un interesse degno di protezione a far accertare la lesione litigiosa, ma ha rilevato che i fatti esposti nell'articolo riguardano essenzialmente l'AP 1 come personaggio pubblico. E siccome questi è un uomo di notorietà diffusa, anche la pubblicazione di fatti concernenti la vita privata può giustificarsi alla luce di un prepon­derante interesse pubblico all'informazione, sempre che tali fatti siano veri. Inoltre – egli ha continuato – un giornalista può anche esprimere giudizi di valore, purché non siano inutilmente offensivi. Il Pretore ha quindi passato in rassegna i singoli episodi riportati nell'articolo, giungendo alla conclusione che essi sono sostanzialmente veri, rispettivamente che non ledono l'onorabilità dell'attore. Né il primo giudice ha ravvisato colpa da parte del giornalista o del redattore del giornale nel tracciare il ritratto ufficiale di un personaggio noto e nel narrare episodi della sua vita. Di conseguenza egli ha respinto la domanda di accertamento, così come quelle volte al risarcimento del danno, alla riparazione del torto morale e alla consegna dell'utile. Per finire, ricordato che la pubblicazione del dispositivo o di una rettifica va disposta unicamente in combinazione con una delle altre misure previste dall'art. 28a cpv. 1 CC, egli ha rigettato anche tale domanda.

                                   6.   L'appellante ribadisce, in estrema sintesi, che nel suo insieme l'articolo è atto a suscitare nel lettore medio un'immagine assolutamente negativa della sua persona, identificata con quella di un politico squallido e senza scrupoli. Rimprovera all'articolista metodi perfidi allo scopo di attualizzare vicende remote per mezzo di collegamenti fasulli, stravolgendo fatti veri, addensando accuse varie, esprimendo opinioni discordanti e creando l'attesa di una risposta da parte sua, salvo svilirla a lettera al giornale per sminuirne gli effetti. Passati al vaglio i testi, a suo parere lesivi della personalità, egli adduce che questi nuocciono alla sua reputazione morale, politico-ammi­nistrativa e professionale. Egli esamina poi i singoli fatti imputatigli, illustrando le ragioni per le quali essi sono sostanzialmente falsi, ciò che non giustifica il minimo interesse pubblico alla loro divulgazione. L'appellante sostanzia infine il danno materiale e morale arrecatogli, sottolineando l'intenzione o, in subordine, la negligenza grave dei convenuti, e spiegando perché postula la riconsegna dell'utile conseguito dalla rivista e la pubblicazione del dispositivo o di un testo di rettifica.

                                   7.   Secondo l'art. 28 cpv. 1 CC chi è illecitamente leso nella sua per­sonalità può, a sua tutela, sollecitare l'intervento del giudice contro chiunque partecipi all'offesa. La lesione è illecita quando non appare giustificata dal consenso della vittima, da un interes­se preponderante pubblico o privato, oppure dalla legge (cpv. 2). Concretamente l'attore può chiedere al giudice di proibire una lesione imminente, di far cessare una lesione attuale, di accertare l'illiceità di una lesione che con­tinua a produrre effetti molesti (art. 28a cpv. 1 CC), così come può chiedere che si comunichi la sentenza a terzi o che la sentenza sia pubblicata (art. 28a cpv. 2 CC). Sono salve le azioni di risarcimento del danno e di riparazione del torto morale, disciplinate dagli art. 41 segg. CO, così come l'azione di riconsegna dell'utile conformemente alle norme della gestione d'affari senza mandato (art. 28a cpv. 3 CC).

                                         Vi è offesa alla personalità, in particolare, quando una persona è lesa nell'onore, ovvero nella considerazione morale, sociale o professionale di cui gode (DTF 127 III 487 consid. 2b/aa). Deter­minante è l'impressione suscitata nell'ascoltatore o nel lettore medio dalla dichiarazione nella sua globalità (DTF 132 III 644 consid. 3.1 con riferimenti). La pubblicazione di uno scritto può essere lesiva della personalità o per i fatti esposti o per l'apprezzamento di quei fatti (DTF 126 III 306 consid. 4b). Un'asserzione inesatta è già di per sé illecita (DTF 126 III 213 consid. 3a, 307 consid. 4b/aa), ma non tutti gli errori, le imprecisioni, le generalizzazioni o le approssimazioni sono sufficienti per far apparire lo scritto come errato nel suo insieme. A tal fine occorre che questo sia viziato nei suoi tratti essenziali e desti nel pubblico un'immagine sfavorevole della persona fisica cui si riferisce, ponendola in una luce equi­voca o sminuendone sensibilmente la reputazione (DTF 129 III 51 consid. 2.2, 126 III 307 consid. 4b/aa). Se i fatti sono veri, la loro diffusione è generalmente giustificata dal mandato di informazione della stampa, salvo che si tratti di fatti attinenti alla sfera segreta o privata, oppure quando la persona toccata sia svalutata in modo inammissibile poiché la forma usata è inutilmente pregiudizievole (DTF 129 III 531 consid. 3.1 con riferimenti).

                                   8.   Per quanto riguarda l'interesse attuale all'accertamento della lesione, i convenuti sostengono che l'attore non ha dimostrato il perdurare di una situazione molesta. Sottolineano che i testimoni sono stati sentiti quasi vent'anni or sono, mentre il fatto che il periodico risulti conservato in qualche archivio non rende verosimile l'ipotesi che la lesione si rinnovi, tanto meno ove si consideri che eventuali effetti molesti sono stati eliminati o, per lo meno, attenuati dall'esercizio del diritto di risposta. L'appellante obietta che il lungo tempo trascorso poco importa, la gravità delle accuse facendo persistere effetti molesti, anche perché egli è ancora attivo come scrittore, relatore e presidente di associazioni culturali e di fondazioni. Il Pretore ha rilevato, da parte sua, che l'attore conserva un interesse degno di protezione a far accertare la lesione della sua personalità, fosse solo per il fatto che i convenuti insistono nel negare ogni illecito.

                                         a)   L'azione di accertamento prevista dall'art. 28a cpv. 1 n. 3 CC tende a far constatare il carattere illecito di una lesione che – come detto (consid. 7) – “continua a produrre effetti molesti”. Stando alla giurisprudenza meno recente, incombeva all'attore illustrare in che modo il pregiudizio dovuto alla lesio­ne continuasse a esplicare tali effetti al momento del giudizio (DTF 120 II 373 consid. 3), salvo che la lesione fosse tanto grave da far presumere il sussistere della turbativa (DTF 122 III 453 consid. 2b e 2c, 123 III 389 consid. 4c). La prassi attuale prescinde dalla gravità della lesione (I CCA, sentenza inc. 11.2004.36 del 20 marzo 2006, consid. 4a). L'azione di accertamento è proponibile – oggi – ogni qual volta l'attore dimostri un interesse degno di pro­tezione a far eliminare una situazio­ne pregiudizievole che continua a sussistere, indipen­dentemente dalla gravità della turbativa (DTF 127 III 486 consid. 1c/bb), purché le circostanze non siano mutate al punto che l'atto lesivo abbia perso ogni attualità e significato (DTF 127 III 485 consid. 1c/aa). Incombe alla vittima rendere verosimile l'interesse all'accerta­mento di una lesione della personalità avvenuta nel passato (v. Lüchin­ger, Die weiter­hin störende Auswir­kung einer Per­sönlichkeit­verletzung als Voraussetzung der Feststellungs­klage nach Art. 28a Abs. 1 Ziff. 3 ZGB, in: Privat­recht im Spannungsfeld zwischen ge­sell­schaftlichem Wandel und ethischer Verantwortung, Fest­schrift für Heinz Hausheer zum 65. Geburtstag, Berna 2002, pag. 126 in alto).

                                         b)   Nella fattispecie è notorio che l'attore, pur avendo lasciato da anni la politica attiva, opera tuttora in ambienti professionali e socioculturali non solo nel Cantone, ma anche a livello svizzero. È quindi verosimile che l'impressione negativa destata dall'articolo continui a produrre effetti molesti e che le circostanze non siano mutate al punto da far apparire la lesione priva di ogni interesse o conseguenza. Ciò pre­messo, non è di rilievo che una nuova pubblicazione sull'argomento sia inverosimile o che difficilmente nuovi lettori possano capitare sull'articolo consultando copie archiviate della rivista, per altro viepiù accessibili grazie ai nuovi mezzi infor­matici (ad esempio: ‹www.swissdox.ch›). In casi siffatti l'azio­ne di accertamento serve, se non altro, a riabilitare la personalità della vittima (Deschenaux/Stei­nauer, Personnes physiques et tutelle, 4ª edizione, pag. 205 seg. n. 606). Del resto, la giurisprudenza ammette che un incon­veniente può sussistere anche a distanza d'anni (DTF 104 II 4 nel mezzo, 234 consid. 5a; cfr. Bucher, Personnes physiques et protection de la personnalité, 3ª edizione, pag. 154 n. 580). Non per nulla    l'azione di accertamento è imprescrittibile (Deschenaux/Stei­nauer, op. cit., pag. 206 n. 607a).

                                   9.   L'appellante fa valere che la sua personalità è stata lesa sia dai passaggi dei singoli articoli analizzati dal Pretore sia dall'insieme dei pezzi, data la metodica perfidia usata dagli autori. Egli si duole in specie che l'articolo riesumi vicende vecchie di 30 o 40 anni, deformate nella sostanza e messe in relazione tra loro con collegamenti fasulli al solo scopo di disonorarlo e descriverlo come un politico privo di scrupoli indegno di ricoprire una carica nel parlamento federale. Contrariamente a quanto reputa il Pretore, l'interessato contesta che nei pezzi figurino anche reali apprezzamenti dei suoi successi come politico, avvocato e militare. L'attore lamenta altresì che nel suo editoriale il caporedattore abbia creato l'attesa di una sua risposta, salvo poi pubblicarla fra le lettere del pubblico per sminuirne l'effetto sui lettori. Inoltre egli nega che le pubblicazioni di accuse tanto deformanti possano essere giustificate da un interesse pubblico prevalente. I convenuti eccepiscono che i fatti e i giudizi contenuti nei loro articoli, pur toccando per certi versi la considerazione sociale dell'attore, evitano volutamente ingerenze nella sfera personale riservata e connotazioni scandalistiche o offensive, basando ogni apprezza­mento su circostanze precise. A loro parere, dovendosi ponderare i contrapposti interessi, stante l'imminenza delle elezioni nazionali l'interesse della stampa all'informazione critica giustificava ampiamente che la rivista mettesse in luce anche gli aspetti discutibili di un personaggio pubblico.

                                         a)   Taluni avvenimenti evocati negli articoli risalgono invero a molti anni addietro. E la giurisprudenza riconosce un cosiddetto diritto all'oblio, nel senso che più il tempo passa, meno si giustifica un interesse pubblico alla divulgazione di determinati fatti rispetto alla protezione della personalità dell'individuo (DTF 111 II 214 in alto). La situazione è diversa trattandosi di persone attive nella vita pubblica, segnatamente in politica: sul conto loro è lecito riferire, in effetti, anche per quanto riguarda il passato, sempre che i fatti narrati siano connessi all'attività pubblica (Meili in: Basler Kommentar, ZGB II, 3ª edizione, n. 52 ad art. 28). Le cosiddette “personalità pubbliche”, quelle che per la loro attività hanno acqui­sito notorietà durevole o anche solo temporanea, sono tenute a sopportare maggiori ingerenze nella loro personalità rispetto ai privati cittadini, in particolare per quanto attiene agli avvenimenti della loro vita pubblica (DTF 127 III 488 consid. 2c/aa; Desche­naux/Stei­nauer, op. cit., pag. 180 n. 561 e 561a). Nella fattispecie l'attore è indubbiamente un uomo conosciuto a livello nazionale e, al momento della pubblicazione, era prossimo ad assumere la presidenza del Consiglio degli Stati. Non può dunque invocare una lesione della sua personalità per la sola circostanza che gli articoli riportassero alla luce vecchie storie.

                                         b)   Nell'editoriale il caporedattore ha invero descritto l'interessato come una persona pronta a reagire con lettere al giornale, diritti di risposta o azioni giudiziarie a ogni pubblicazione che lo riguarda (doc. A1 e B1, pag. 5, 1ª colonna), spiegando che per evitare di essere coinvolti in simili diatribe gli autori hanno firmato il pezzo con uno pseudonimo (doc. A1 e B1 pag. 5, 2ª colonna in basso). Ciò può aver sollecitato la curiosità dei lettori nei confronti dell'articolo e di un'eventuale reazione dell'interessato. Di per sé, tuttavia, l'uso di uno pseudonimo non lede la personalità dell'attore, né appare offensivo pubblicare la risposta nella rubrica dedicata alle lettere al giornale (doc. A4 e B4). Avesse ritenuto siffatta pubblicazione insufficiente, l'interessato avrebbe dovuto adire il giudice con un'

                                               istanza fondata sull'art. 28g segg. CC o cautelarsi nell'ambito delle trattative con il legale della rivista (fascicolo doc. D).

                                         c)   Il Pretore ha ritenuto che gli articoli nel loro insieme denotano un certo equilibrio, giacché oltre agli elementi negativi riportano anche la descrizione dei successi ottenuti dall'attore in campo politico, professionale e militare. Non a torto l'attore contesta tale opinione. I pezzi menzionano invero la di lui

                                               ascesa politica, il grado di tenente colonnello nell'esercito, i mandati in consigli di amministrazione di grosse società e gli impegni nell'ambito della cultura (doc. A1 e B2, pag. 180, 1ª e 2ª colonna; doc. A2 e B3, 1ª e 4ª colonna a metà). Determinante tuttavia è l'impressione suscitata nell'ascoltatore o nel lettore medio dalla dichiarazione nella sua globalità (sopra, consid. 7). E tali riconoscimenti non mutano il taglio critico degli articoli, riconosciuto anche dai convenuti. L'appellante chiede invero che sia accertata l'illiceità dell'intero servizio. Censurare in blocco un'intera pubblicazione presuppone però grande cautela, dato il mandato d'informazione che svolge la stampa (art. 28 cpv. 2 CC; sopra, consid. 7). Considerata poi la varietà delle notizie riportate nella fattispecie, non sarebbe giustificato un esame indistinto dell'insieme dei servizi. La questione è di valutare per ogni affermazione se nella fattispecie la critica, di per sé tanto più lecita se rivolta a una “personalità pubblica” (sopra, consid. a), abbia travalicato i limiti dell'art. 28 CC, senza dimenticare che la stampa non ha il diritto di diffondere notizie inveritiere (sopra, consid. 7). Ove ecceda tali limiti, essa deve assumere le proprie responsabilità. Per ogni singolo episodio l'accusa di falsità rivolta agli avvenimenti riportati sarà pertanto esaminata in appresso.

                                10.   L'attore lamenta anzitutto di essere stato collegato alla __________, e segnatamente alla produzione e alla commercializzazione di una pistola-mitragliatrice. Per il Pretore il resoconto dell'attività svolta da tale società, così come la ricostruzione dei rapporti con la __________ e l'attore, sono sostanzialmente compatibili con quanto emerge dai documenti agli atti.

                                         a)   Nell'editoriale del 9 marzo 1987 intitolato “un uomo onorevole” (“Ein ehrenwerter Mann”) si legge che la __________ è finita sulle prime pagine dei giornali per avere cercato di commerciare armi e che presidente della __________ è AP 1 (doc. A1 e B1, 1ª colonna in fondo e 2ª colonna in alto). La didascalia a una fotografia dell'interessato aggiunge “Sabbia negli occhi: il Consigliere agli Stati AP 1 pretende di avere ignorato tutto sul commercio di armi da parte della sua ditta”. L'articolo “Scharfe Waffe aus dem Tessin” (doc. A1 e B2, pag. 178 e 179, 1ª colonna in alto) annunciava nel sottotitolo che la multiforme società dell'attore (“seine vielseitige Firma __________”) mirava a inserirsi anche nel com­mercio d'armi e descriveva la vicenda basandosi sul testo di una lettera della medesima società (riprodotta a pag. 180), precisando altresì che l'azienda apparteneva alla __________, presieduta dall'attore. La notizia era ripresa succintamente all'inizio dell'articolo “Zauber im Eimer” del 13 aprile 1987 (doc. A2 e B3, 2ª colonna in alto), in cui si ricordava – con rinvio all'articolo precedente – che l'AP 1 era presidente di una società (__________), la quale aveva tentato di cimentarsi nel commercio di armi. Nel servizio “10 Politiker, die man nicht wählen sollte” (doc. A2 e B4, pag. 49, 2ª colonna) figurava che la società dell'attore (“AP 1 Firma __________”) aveva un'attività piuttosto ambigua e aveva tentato addirittura di immischiarsi nel commercio d'armi, senza riuscirvi.

                                         b)   Dolendosi che il titolo dell'editoriale alluda all'uomo d'onore di stampo mafioso, l'appellante definisce tali asserzioni lesive della sua personalità poiché gli articoli inducono il lettore me­dio a identificarlo con la __________, cui si rimprovera di essere attiva nel traffico di armi. In sostanza tali asserzioni gli attribuiscono pertanto la responsabilità di un'operazione di cui egli era totalmente all'oscuro. L'attore sottolinea di non essere proprietario delle citate società e di non essere mai stato membro né tanto meno presidente del consiglio di amministrazione della __________. Ribadisce che quanto si addebita a quest'ultima società risale al 1983, quando la __________ non era ancora stata costituita (23 maggio 1984), donde la sua totale inconsapevolezza. Per altro le attività legate al traffico d'armi erano escluse dallo scopo sociale della società madre e dal modificato scopo sociale dell'affiliata. L'attore fa valere altresì che il giornalista non poteva ignorare le reali attività della __________, avendo a disposizione i relativi prospetti pubblicitari, e che l'incarico affidato all'azienda concerneva essenzialmente una questione di brevetti.

                                         c)   In concreto l'aggettivo “onorevole, rispettabile” (“ehrenwert”) adoperato dal caporedattore nel titolo dell'editoriale è di chiara valenza ironica. Nondimeno, contrariamente all'opi­nione dell'attore, nell'ottica di un lettore spassionato non si ravvisano in quel vocabolo connotazioni mafiose. Quanto alla notizia, __________ ha invero affermato che per la __________ la predetta operazione era volta a sviluppare il brevetto per un'arma automatica e non a commerciare armi (deposizione del 23 aprile 1991, 1° foglio a tergo in basso e 2° foglio in alto). Se non che, una lettera inviata dalla società il 31 luglio 1984 a una fabbrica italiana di fucili prospettava espressamente un “accordo di produzione in base ad ordini da noi acquisiti sul mercato” (A1 e B2, pag. 180). A commercio e vendita alludeva anche il rapporto allestito dalla __________ il 9 ago­sto 1984 (doc. 11). Negli articoli di giornale i termini “Waffenhandel”, “Handel mit Waffen”, “Waffen­geschäfte” non sono pertanto usati a sproposito. È possibile che le attività principali della __________ fossero estranee a tale ramo economico e che il giornalista ne fosse a conoscenza. E una lesione illecita della personalità può verificarsi anche nel caso in cui siano sottaciuti fatti essenziali, sempre che ciò metta il soggetto in una luce equivoca (Werro, Chronique de la jurisprudence 2000 et 2001: Le droit de la personnalité, in: Medialex 2002 pag. 21 con rimandi). Nella fattispecie tuttavia l'attore non poteva pretendere una descrizione completa delle attività dell'azienda, descrizione che per altro non avrebbe mutato nulla di apprezzabile alla portata della notizia.

                                         d)   Quanto alla posizione dell'attore, a quel momento egli era presidente del consiglio di amministrazione della __________, la quale detiene l'intero pacchetto azionario della __________ (doc. E1 e E2). __________, azionista della hol­ding, ha confermato che l'appellante ignorava l'esistenza del mandato in questione, ciò che l'attore medesimo aveva riferito anche all'avv. __________ (deposizione del 14 dicembre 1990, 2° foglio a metà). Inoltre l'attore non aveva interessi propri nel gruppo __________ (loc. cit., 2° foglio verso l'alto e 1° foglio a tergo, verso il basso). L'articolo del 9 marzo 1987 e, più stringatamente, l'editoriale sul medesimo numero della rivista, distinguevano del resto le due società, riferendo con precisione circa il ruolo dell'interessato nell'una e nell'altra. La didascalia sotto la fotografia dell'editoriale ricordava inoltre che l'avvocato sosteneva di non avere saputo nulla dell'operazione.

                                               Certo, in alcuni passaggi i servizi non sono per nulla precisi (didascalia della fotografia a pag. 5: “Waffengeschäfte seiner Firma”, sottotitolo a pag. 178: “Seine vielseitige __________” e didascalia a pag. 179: “AP 1 Firma __________”), così com'è approssimativa l'indicazione nell'articolo del 13 aprile 1987 (“Präsident einer __________”) e nel servizio del 12 ottobre 1987 (“AP 1 Firma __________”), ma l'imprecisione non muta la sostanza della notizia. Il legame fra la ditta operativa e la società madre era stretto, ove appena si pensi che le aziende condividevano, oltre al recapito, alcuni membri del consiglio di amministrazione (doc. E1 e E2). Era quindi sbrigativo, ma non del tutto erroneo parlare genericamente di una ditta __________, senza precisarne la struttura societaria. Per il resto, il ruolo dell'attore nel gruppo era senz'altro di rilievo e poco incide sulla portata della notizia il fatto che egli non conoscesse tutte le attività dell'affiliata al momento di assumere la presidenza della holding. Contrariamente a quanto egli sostiene, poi, non consta che lo scopo statutario della società, modificato al momento della creazione della holding, escludesse operazioni nell'ambito del commercio d'armi (doc. E1). In circostanze siffatte non può dirsi che l'articolo incriminato contenga falsità o sottaccia fatti essenziali.

                                11.   Relativamente alla vicenda di __________, l'articolo del 9 marzo 1987 riferiva che __________, presidente della __________, era a capo dell'emittente televisiva privata, la quale trasmetteva verso __________ molti programmi pubblicitari. Ricordava inoltre che l'AP 1 sedeva in consigli di amministrazione di società che con un giornale e una stazione televisiva, illegale per Berna, provvedevano a diffondere il suo credo politico (doc. A1 e B2, pag. 179, 1ª colonna e pag. 180, 2ª colonna a metà: “für ‛Bern’ illegal”). La notizia era ripresa sintetica­mente all'inizio dell'articolo “Zauber im Eimer” del 13 aprile 1987, nel quale si rammentava – con rinvio all'articolo precedente – che l'AP 1 era presidente di una società (la __________) che trasmetteva programmi televisivi dall'Italia alla Svizzera (doc. A2 e B3, 2ª colonna in alto). Nel servizio “10 Politiker, die man nicht wählen sollte” (doc. A2 e B4, pag. 49, 2ª colonna) si legge che la società dell'attore (“AP 1 Firma __________”) aveva un'attività piuttosto ambigua, tra l'altro con un'emittente televisiva che mandava illegalmente segnali dall'Italia verso la Svizzera.

                                         L'appellante ritiene che tali affermazioni siano lesive della sua personalità e rileva che in realtà la __________ deteneva sì una quota dell'emittente per il tramite di una società estera, ma che la società non gli apparteneva e che la diffusione non era illegale né vietata dalle PTT, ma frutto di un vuoto giuridico nella legislazione italiana. Per il Pretore la notizia nulla muta all'onorabilità dell'attore, a prescindere dal fatto che l'emittente trasmetteva effettivamente su frequenze non preventivamente concordate con le autorità elvetiche. Ora, mal si scorge come tale notizia potesse ledere la personalità dell'attore. Quanto alle imprecisioni nella descrizione della posizione di lui nel gruppo __________, già si è detto (consid. 10d). L'appellante medesimo riconosce d'altro lato che la stazione televisiva profittava di un vuoto giuridico verificatosi in quegli anni in Italia e che le frequenze usate, pur non disturbando le emissioni svizzere, non erano state concordate con la Confederazione. Per di più, una simile emittente sarebbe stata illegale in Svizzera, così come sarebbe stato illegale l'uso senza concessione nazionale o estera di un impianto radiotelevisivo fuori dei confini nazionali che trasmettesse in Svizzera (doc. U4, 1ª colonna nel mezzo). Che la normativa svizzera restasse lettera morta per la mancanza di accordi transfrontalieri o per il citato “vuoto giuridico” in Italia poco muta alla sostanza dell'informazione, la quale precisava appunto che la situazione di illegalità era da intendersi secondo la concezione svizzera (“für ‛Bern’ illegal”: doc. A1 e B2 pag. 180, 2ª colonna), rispettivamente era da ravvisarsi nella circostanza che quella televisione trasmetteva in Sviz­zera (“aus Italien illegal in die Schweiz sendenden TV-Station”: doc. A3 e B4, 2ª colonna). Il resoconto delle attività della __________ nell'emittente privata italiana non può dirsi di conseguenza, in ultima analisi, lesiva della personalità dell'attore.

                                12.   Per l'appellante è lesiva della sua personalità anche la fallace accusa di estremismo politico rivolta a lui e al giornale __________, da lui presieduto e animato. Egli ribadisce di non essere stato membro né dell'__________ né dell'associazione __________ e che la sua posizione era solo quella di garantire uno spazio a tali correnti di pensiero. Il Pretore ha ritenuto, da parte sua, che collocare l'attore all'estrema destra del Partito __________ costituisca un apprezzamento giornalistico non censurabile, mentre la relazione di lui con __________, oltre che vera, non ledeva la sua personalità, respingendo la doglianza anche in quanto riferita a __________.

                                         a)   Nell'editoriale del 9 marzo 1987 (doc. A1 e B1, 2ª colonna a metà) si legge che l'attore aveva trovato i suoi amici all'estre­ma destra nello spettro politico ed economico (“ganz rechts aussen”). L'articolo nel medesimo numero (doc. A1 e B2, pag. 179, 2ª colonna) riferiva inoltre che nei dieci anni precedenti __________, ricca di tradizione, versava in agonia, quando era apparso il grande salvatore (“grosser Retter”) AP 1, il quale in poco tempo aveva trasformato il piccolo foglio malaticcio in un aggressivo giornale di lotta delle cerchie rea­zionarie (“ein aggressives Kampfblatt reaktionärer Kreise”), attorno al quale si raggruppava l'__________, un bacino di raccolta apartitico soprattutto dell'estrema destra __________ e __________ (“vor allem der __________ - und __________ -Rechtsaussen”) e che aveva cominciato a sferrare attacchi e a distribuire giudizi a tutto campo.

                                               Il servizio pubblicato il 13 aprile 1987 annunciava nel sottotitolo che nell'eccesso di zelo antimarxista l'estrema destra ticinese (“Tessiner Ultrarechte”) aveva affondato un Consigliere di Stato PPD, favorendo l'ingresso in governo di un socialista di sinistra. Affermava poi che in appoggio al Consigliere di Stato __________ era venuta l'estrema destra ticinese (“Tessiner Ultrarechte”), memore dello storico compito autoconferitosi: __________ del __________ “marxista-leninista” doveva essere fermato. La __________, unita all'__________, sostenuta occultamente dalle cerchie avverse al Consigliere di Stato __________ in seno al Sindacato __________ e affiancata dal quotidiano indipendente __________, aveva suonato a raccolta per la grande battuta contro i marxisti. Più oltre si legge che la mobilitazione generale del tenente colonnello AP 1 era funzionata “alla perfezione”, gli strateghi del __________ e del __________ sapendo che con l'entourage di AP 1 non si scherzava (doc. A2 e B3, 3ª colonna a metà e in basso e 4ª colonna nel mezzo e verso il basso). La didascalia di una fotografia dell'interessato aggiunge: “arciconservatore (“erzkonservativer”) AP 1: affondato il proprio uomo”.

                                         b)   Attribuire a una persona opinioni politiche estremistiche può ledere la considerazione che di lei ha il pubblico. Chi tuttavia si espone apertamente in politica, non può poi ritenersi leso nella personalità se la sua posizione politica è resa nota (DTF 107 II 5 consid. b con rimando). Negli articoli pubblicati il 9 marzo 1987 si legge che l'interessato aveva trovato i suoi amici in ambienti economici e politici di estrema destra e che aveva trasformato la __________ in un giornale di lotta delle cerchie reazionarie, ma all'attore non si attribuivano direttamente opinioni politiche estreme. Anzi, si ricordava

                                               espressamente la sua appartenenza al Partito __________, di notoria ispirazione centrista (doc. A1 e B1, 1ª colonna in basso e A1 e B2, pag. 179, 2ª colonna a metà). Altrettanto indicava l'articolista di “Zauber im Eimer” (doc. A2 e B3, 3ª colonna in fondo), che in una sua lettura delle elezioni cantonali ticinesi riconduceva anche all'azione di __________ e dell'__________ la mancata rielezione di __________ in Consiglio di Stato a beneficio di __________. Il pezzo definiva invero l'attore come arciconservatore (“Erz­konservativer”) – senza peraltro che l'interessato se ne dolga – e lo metteva in relazione, nell'ambito di tale manovra politica, con i ticinesi di estrema destra (“Tessiner Ultrarechte”), ma ancora una volta non gli attribuiva opinioni politiche estremistiche.

                                               Non si può dire perciò che l'attore sia stato accusato di estre­mismo o sia stato collocato in uno schieramento politico del tutto estraneo al suo credo. Per di più l'attore può essere definito nei modi più diversi: aderente all'“area moderata del __________” (deposizione __________ del 14 dicembre 1990, pag. 3 a retro verso il basso), “anticonformista di destra” (deposizione __________ del 28 gennaio 1992, pag. 2 in basso), “anticonformista (anticomunista) […] di destra” (deposizione __________ del 7 luglio 1993, pag. 1), appartenente all'“area di destra” (deposizione __________ del 10 febbraio 1995, pag. 1) o all'“ala di destra” (deposizione __________ del 9 luglio 1996, pag. 3) o alla “destra più spinta” (deposizione __________ del 27 maggio 1997, pag. 4 in mezzo). Il giudizio dipende anche dal punto di vista dell'interpellato, di modo che di per sé l'ottica dell'articolista non poteva reputarsi offensiva.

                                         c)   Né l'attore può ergersi a patrocinatore dell'__________, di cui gli articoli non pretendono che fosse membro. Certo, il giornalista aveva omesso di spiegare perché egli abbia ospitato membri di tale __________ sulle pagine  

                                               di __________ e li abbia appoggiati all'interno del Partito __________ (doc. R1–11; deposizione __________ del 14 dicembre 1990, pag. 3 a retro in alto). E una lesione illecita della personalità può verificarsi anche nel caso in cui siano sottaciuti fatti essenziali, sempre che ciò metta il soggetto in una luce equivoca (Werro, loc. cit.). Rimane il fatto che in concreto l'appellante ha effettivamente preso le difese di tale associazione (deposizione __________ del 18 ottobre 1996, pag. 1), lasciando spazio anche a membri dell'associazione medesima sulla __________ (deposizione __________ del 14 dicembre 1990, pag. 3 a retro in alto; deposizione __________ del 7 luglio 1993, pag. 1 a retro). L'attore medesimo ricorda di avere sostenuto su __________ il diritto dei __________ di appoggiare __________ contro le indicazioni di voto ufficiali del __________ (appello, pag. 15 in basso; cfr. anche deposizione __________ del 27 maggio 1997, pag. 2 verso l'alto). Che egli abbia in qualche modo contribuito al risultato elettorale di quel candidato è dunque fuori questione. L'interessato può quindi dolersi di un resoconto dei fatti tendenzioso, malevolo e fors'anche prevenuto, ma non può lamentare la circostanza che la sua filosofia politica sia stata fraintesa. Tutto considerato, l'articolista si è espresso ancora nei limiti della – talvolta dura e partigiana – critica politica.

                                13.   A dire dell'appellante, lesivo della sua personalità è pure l'asserto inveritiero secondo cui egli si è accanito contro l'allora Procuratore pubblico __________ per biechi motivi. Il Pretore ha posto in evidenza che l'articolo non imputava all'attore losche intenzioni, mentre dagli atti si desume chiaramente che la __________ aveva osteggiato la rielezione del magistrato.

                                         a)   Nell'articolo “Scharfe Waffe aus dem Tessin” si spiegava che sotto AP 1 (“unter AP 1”) il giornale aveva cominciato a sferrare attacchi e a distribuire giudizi a tutto campo. Vittima eminente di siffatte campagne – scriveva l'articolista – è stato il procuratore pubblico __________. Molto spesso – egli continuava – quando __________ preparava un colpo contro illustri delinquenti economici, AP 1 e la sua __________ montavano sulle barricate. Gli accusati infatti erano clienti di AP 1 o appartenevano all'__________. Nell'articolo si affermava che l'origine dell'odio permanente (“Dauerhass”) di AP 1 per il procuratore pubblico non era chiara, ma i bene informati facevano risalire i pessimi rapporti di AP 1 con la Procura ticinese a un episodio dei primi anni settanta, quando AP 1 era stato multato per avere eseguito un diboscamento in zona protetta (doc. A1 e B2, pag. 179, 2ª colonna e 4ª colonna verso il basso). Nel servizio “10 Politiker, die man nicht wählen sollte” si legge infine che l'attore entrava in azione tramite la sua __________ contro chiunque scoprisse manovre illegali, come l'ex procuratore pubblico __________ (doc. A3 e B5, 2ª colonna).

                                         b)   L'appellante assevera che affermazioni del genere suscitano nel lettore medio l'impressione che egli abbia avversato __________ per astio e vendetta, animato da motivi biechi e disonorevoli. Egli ricorda di avere appoggiato la candidatura di quel magistrato due volte consecutive, opponendosi solo alla terza in nome del Distretto di __________ per motivi politici, di non avere condiviso il biasimo al Procuratore per non avere questi versato contributi al partito, di non avere incoraggiato la pubblicazione di articoli critici nei confronti di lui, tanto meno in difesa di propri clienti, e sottolinea che la Corte penale federale aveva poi condiviso le critiche mosse dalla __________. L'attore mette in dubbio altresì l'attendibilità delle deposizioni rilasciate da __________ e dallo stesso __________, il primo essendosi dichiarato per altro suo “fiero avversario” e il secondo avendo risposto alle domande in modo contraddittorio o evasivo.

                                         c)   L'attore rimprovera nuovamente all'articolista, in sostanza, l'omissione di elementi che giudica essenziali nella cronaca della diatriba insorta fra lui e l'avv. __________. Già si è detto (consid. 10c) che l'omissione di fatti essenziali può costituire una lesione della personalità. In concreto la narrativa dell'articolo è sicuramente di parte, per non dire faziosa, ma la que­relle era intricata e non si poteva pretendere che il giornalista specificasse ogni affermazione. Anche volendo prescindere dalle testimonianze di __________ e __________, nella sostanza dell'articolo poco muta che l'attore avesse appoggiato in due precedenti occasioni la candidatura di quest'ultimo (doc. O13, O14; deposizione __________ del 23 aprile 1991, pag. 3 a retro nel mezzo) o avesse dissentito dal rimprovero indirizzato a costui per il mancato pagamento di contributi al partito (nota manoscritta dell'attore doc. O22 in fondo). A poco rileva altresì che egli si fosse aste­nuto dal sostenere la campagna stampa contro di lui (deposizione __________, pag. 3 nel mezzo; deposizione __________ del 30 maggio 1996, pag. 2) o che la posizione del Tribunale federale sul caso __________ fosse più articolata (doc. N3 e N5). Determinante è che, come si deduce chiaramente dagli atti, nel 1972 l'appellante aveva effettivamente avversato la ricandidatura di __________ (doc. O7, O13 e O17), oggetto di una dura campagna stampa dalle pagine di __________ con articoli critici firmati anche dall'attore (fascicolo doc. M). Questi può legittimamente pretendere che un giornalista non racconti falsità e non sottaccia fatti essenziali, ma non che descriva una vicenda nel modo da lui voluto, esponendo le sue motivazioni personali. E in concreto non può dirsi che l'articolo contenesse falsità o sottacesse fatti essenziali.

                                14.   Nell'articolo “Scharfe Waffe aus dem Tessin” figura dipoi che l'attore aveva scritto una dissertazione, a suo tempo respinta, sui “Problemi attuali della tutela dell'ordinamento costituzionale contro movimenti estremisti” (doc. A1 e B2, pag. 179, 4ª colonna verso l'alto: “in einer seinerzeit abgelehnten Dissertation”). Il Pretore ha ritenuto che la notizia sia di dubbia rilevanza alla luce degli art. 28 segg. CC e che l'imprecisione non modificava la visione generale dell'attore. L'appellante obietta che l'asserzione lo poneva in una falsa luce, insinuando che il suo lavoro valesse poco, contrariamente alle valutazioni di persone competenti. Spiega che il testo era stato sottoposto al prof. __________, su consiglio di terzi, per sapere se potesse entrare in linea di conto come tesi di dottorato. Egli aveva rinunciato all'impresa dopo

                                         avere saputo quale impegno di tempo avrebbe richiesto l'approfondimento per ottenere il predicato summa cum laude.

                                         Dagli atti risulta invero che il testo non era stato concepito come lavoro di dottorato, bensì quale contributo pubblicato in onore del prof. __________ nel __________ del 1972 (doc. I3). Ciò non toglie che l'attore medesimo, ancorché su consiglio di terzi, lo aveva trasmesso al professor __________ per sapere se potesse divenire una tesi (doc. I1) e che, per finire, non se ne è fatto nulla. L'informazione, peraltro marginale nel­l'economia dell'articolo, non può definirsi fallace. È, una volta ancora, malevolmente unilaterale, ma non trascende nella lesione della personalità.

                                15.   L'appellante definisce lesiva della personalità anche la descrizione relativa alle modalità della sua azione politica, segnatamente all'interno del partito. Il Pretore ha ritenuto che l'attore avesse omesso di confrontarsi con le singole asserzioni, ricordando che in quegli anni le due ali del Partito __________ si affrontavano apertamente, di modo che non era offensivo parlarne.

                                         a)   Nel suo memoriale conclusivo (pag. 12 in fondo) l'interessato faceva valere di avere sottolineato i passaggi contestati degli articoli “in colore rosa e rosso e violetto-grigio”, precisando di censurare le affermazioni contenute in “Scharfe Waffe aus dem Tessin”, secondo cui la sua grafomania sfrenata (“unbändige Schreibwut”) era ben derisa e chi osava dissentire dalle sue opinioni o mettere in dubbio la sua buona fede doveva fare i conti con una gran quantità di carte, pagine di risposte, con gli aspri colpi (“scharfe Schüsse”) di __________ e con voluminose petizioni giudiziarie. Ne erano a conoscenza anche i compagni di partito, l'avvocato e notaio dandosi a litigare più o meno regolarmente con colleghi – solitamente un po' meno conservatori di lui – della sezione __________ di __________ e __________ (doc. A1 e B2, pag. 179, 4ª colonna da metà). L'attore si duole inoltre che l'articolista scrivesse come nel suo partito, dopo la battaglia, egli comparisse sovente in veste di moderato paciere e che __________, suo collega di partito e intimo nemico, vedeva in lui un perfetto burattinaio, il quale muoveva a piacimento gli attori sulla scena politica ed eco­nomica senza apparire di persona. Così – continuava l'articolista – egli pretendeva di nulla avere saputo dal suo caporedattore __________ circa l'affare delle armi, la faccenda riguardando la __________ e non la __________, tanto meno pensando al fatto che si trattava non di un affare d'armi, bensì di brevetti (pag. 180, 2ª colonna verso il basso). Per l'appellante, che nega di avere mai rilasciato dichiarazioni alla rivista, l'articolo lo accusa in tal modo di avere usato __________ come strumento inconsapevole per un traffico d'armi.

                                               L'appellante giudica offensiva anche l'asserzione secondo cui un rapporto particolarmente teso esisteva tra lui e coloro che, dopo essersi nutriti alla sua greppia, erano stati allontanati, come __________, già giornalista televisivo e della __________, stando al quale AP 1 era una specie di boa constrictor, tanto pericoloso quanto la stretta di un gigantesco serpente (pag. 180, 3ª colonna verso l'alto). All'articolo “10 Politiker, die man nicht wählen sollte” l'attore rimprovera l'affermazione, stando alla quale nel nostro Paese non v'era praticamente nessuno che non si sarebbe urtato con lui (“nicht verkracht wäre”) in caso di dissenso e che qualora si fosse trattato di opinioni diverse sostenute con successo egli rea­giva con rabbia, mentre coscienze appena liberali del suo partito erano da lui qualificate alla stregua di sovversive (doc. A3 e B5, 1ª colonna). Per l'attore simili asserti erano lesivi della sua personalità e falsi, come dimostravano le deposizioni di __________, __________ e __________, i quali confermavano che lui non è mai intervenuto con letteracce o petizioni all'interno del partito, né ha mai represso opinioni contrarie alla sua.

                                         b)   Di per sé nulla impedisce d'identificare le asserzioni di un articolo ritenute lesive della propria personalità con un semplice rinvio a documenti di causa in cui tali passaggi sono messi in risalto. La questione è che nella fattispecie i passaggi sottolineati in “rosa e rosso e violetto-grigio” nei doc. B1-5 sono almeno una quindicina e hanno contenuti diversi, mentre la contestazione nel memoriale conclusivo dell'attore è meramente generica (pag. 12 segg., punto n. 2.7: “atteggiamenti scorretti e deleteri all'interno del __________”). L'appellante medesimo, in questa sede, si limita a evocare quattro passaggi nell'articolo del 9 marzo 1987, fra cui uno sottolineato in blu (doc. B2, pag. 180, 2ª colonna in fondo), e un lungo passaggio nell'articolo del 12 ottobre 1987 che in realtà era evidenziato solo per tre parole (doc. B5, 1ª colonna). In circostanze siffatte appare dubbio che al riguardo le doglianze fossero sufficientemente circostanziate già davanti al Pretore.

                                               A prescindere da ciò, è innegabile che in quegli anni le campagne stampa e i confronti all'interno del Partito __________ fossero duri (deposizione __________ del 18 ottobre 1996, pag. 1 seg.). Non che l'attore sia intervenuto con “letteracce o petizioni” (neppure l'articolista pretendeva tanto). Le battaglie su __________ potevano tuttavia rivelarsi aspre (loc. cit.; fascicolo doc. M), al punto che taluni libelli di AP 1 sono stati ridimensionati (deposizione __________ del 12 dicembre 1996, pag. 3 in fondo). Quanto alla valutazione dell'azione politica dell'attore, il giudizio dipende anche dal punto di vista dell'interpellato. Se a parere di __________ l'attore non è mai intervenuto per reprimere

                                               opinioni contrarie (deposizione loc. cit., pag. 3), secondo __________, che pur ha manifestato “profonda stima” nei confronti dell'uomo politico, l'attore era effettivamente “un burattinaio che fa[ceva] ballare a piacimento i suoi attori sulla scena politica ed economica senza apparire di persona” (deposizione del 27 maggio 1997, pag. 3 verso l'alto e pag. 2 da metà in poi). Mettere in relazione un simile apprezzamento con l'operato della __________, come ha fatto il giornalista, non manca di malevolenza né di accanimento. Ciò era nondimeno riconoscibile senza equivoco da un lettore medio, il quale non poteva disconoscere che il giornalista muoveva insinuazioni personali. Ora, la protezione della personalità non deve trascendere in censura, nemmeno di meschinerie.

                                               Analoghe considerazioni valgono per il termine boa constrictor attribuito all'attore da __________, il quale ha ammesso di averlo adoperato in un proprio articolo, anche se con tono scherzoso (deposizione del 26 febbraio 1992, pag. 1). Può darsi che i rapporti fra lui e AP 1 non fossero tesi come figurava nell’articolo, ma tale affermazione inveritiera non bastava sicuramente a ledere la personalità dell'attore. Per il resto è vero che questi aveva avuto modo di entrare in conflitto con numerose persone, difendendo con vigore e perseveranza la propria posizione (doc. M). Pacifico è infine che egli non condivida – allora come ora – l'idea comunista e si situi nell'area destra del Partito __________ (deposizione __________ del 7 luglio 1993, pag. 1; Rep. 1972 pag. 151 segg.). Le asserzioni contenute nel servizio del 12 ottobre 1987, quantunque eccessive, non sono pertanto illecite. Tutto considerato, in definitiva, i due articoli non contengono falsità e se mai aggrediscono, ma non violano la personalità dell'appellante.

                                16.   Quanto all'episodio del diboscamento ad __________, nell'editoriale del 9 marzo 1987 si legge che per costruire una casa di vacanza l'attore aveva fatto dissodare agli inizi degli anni settanta un terreno in zona protetta sopra il lago di Lugano, vedendosi multare (doc. A1 e B1, 2ª colonna a metà). L'articolo nella medesima rivista riporta la supposizione che i cattivi rapporti di AP 1 e la Procura pubblica risalgano a tale spiacevole episodio. L'articolista soggiunge che nel corso di una lunga vertenza con la giustizia l'attore aveva tentato di far riconoscere almeno di avere agito in buona fede, ma invano (doc. A1 e B2, pag. 179, 3ª colonna in fondo e 4ª colonna in alto). La notizia è ripresa anche nell'articolo “10 Politiker, die man nicht wählen sollte”, in cui si legge che pure al privato cittadino AP 1 era accaduto di violare la legge per avere dissodato abusivamente un terreno a scopo edilizio (doc. A3 e B5, 2ª colonna).

                                         Il Pretore ha considerato che, foss'anche la vicenda più complessa, nella sostanza la notizia di una multa inflitta all'attore per diboscamento illegale era veritiera, mentre l'ipotesi di rapporti tesi con la Procura pubblica a causa di ciò costituiva una mera imprecisione temporale. Per l'appellante il rimprovero concerne una notizia remota al beneficio del cosiddetto “diritto all'oblio”. Egli sostiene di aver fatto ripulire non una selva protetta, bensì terreni inselvatichiti sulla base di affidamenti inizialmente ottenuti dal Comune e da forestali, ma che a causa di una modifica della prassi gli era stata inflitta una multa. Osserva che il giudice del Tribunale cantonale amministrativo aveva riconosciuto la sua buona fede, di modo che egli aveva ritirato il ricorso senza incontrare spese (doc. Q13: decreto di stralcio del 14 maggio 1969). E a quel tempo __________ era ancora studente, ragion per cui l'episodio è senza nesso con la diatriba che lo ha opposto a lui. Per finire l'appellante sottolinea di avere costruito la casa di vacanza con regolare permesso e licenza edilizia.

                                         Al lungo tempo trascorso tra i fatti e la divulgazione già si è accennato (consid. 9a). Dagli atti risulta in effetti che tra il 1956 e il 1967 l'attore aveva notificato all'Ispettorato forestale l'intenzione di eseguire lavori di dissodamento sulle sue proprietà di __________ (doc. Q1, Q2, Q3, Q8). Nell'ottobre del 1967 egli aveva ottenuto anche una licenza edilizia comunale per allargare sentieri privati e sistemare il terreno (doc. Q9), ma non aveva atteso l'autorizzazione delle autorità forestali per tagliare alcuni castagni e robinie (doc. Q11). Ciò gli era costata una multa, che egli aveva impugnato fin davanti al Tribunale cantonale amministrativo, salvo ritirare poi il ricorso. Certo, la questione appariva relativamente complessa (doc. Q12, Q14), ma – contrariamente a quanto l'appellante afferma – non risulta che un giudice abbia riconosciuto la sua buona fede (doc. Q13), la rinuncia al prelievo di oneri processuali da parte del Tribunale cantonale amministrativo non bastando a dimostrare una tesi del genere. È vero invece che l'area disso­data non riguardava direttamente la costruzione della villa, per la quale l'attore ha ottenuto in seguito l'autorizzazione (doc. Q16, Q17, Q18). Serviva pur sempre, tuttavia, per formare una strada sulla sua proprietà (doc. Q3, Q9) e non era quindi estranea all'edificazione del fondo. Tutto considerato pertanto, benché esposta in toni scandalistici, nella sostanza la notizia non può dirsi inveritiera. Quanto alla gratuita correlazione tra quell'episodio e i difficili rapporti dell'appellante con la Procura pubblica, si tratta di una congettura, per altro espressa in termini ipotetici e in modo sufficientemente riconoscibile per il lettore (cfr. DTF 126 III 308 consid. bb).

                                17.   L'attore lamenta come lesiva della sua personalità anche la notizia secondo cui nessun editore avrebbe accettato di stampare un libro di studi in onore dei suoi sessant'anni. Nell'articolo del 9 marzo 1987 figura che la moglie dell'appellante, anch'essa avvocata e fedele consigliera, stava raccogliendo scritti da pubblicare in un libro commemorativo per i 60 anni del marito. A dire dell'articolista vari editori avrebbero rifiutato discretamente la pubblicazione (“sollen schon diskret abgewinkt haben”), ma – concludeva il giornalista – non si poteva escludere che la __________ si cimentasse nel commercio di libri invece che in quello di armi (doc. A1 e B2, pag. 180, 3ª colonna in fondo). L'appellante fa valere che la notizia, inventata, sommata alla storia della tesi di dottorato mancata, accredita la tesi secondo cui il suo impegno culturale è pura vanità. Per il Pretore la questione esula dagli art. 28 seg. CC e l'imprecisione dell'articolista non modifica la visione generale della persona. A giusto titolo. Come detto (consid. 7), non tutti gli errori, le imprecisioni, le generalizzazioni o le appros­simazioni sono sufficienti per far apparire uno scritto come censurabile nel suo insieme. A tal fine occorre che questo sia viziato nei suoi tratti essenziali e desti nel pubblico un'immagine sfavorevole della persona fisica cui si riferisce, ponendola in una luce equi­voca o sminuendone sensibilmente la reputazione (DTF 129 III 51 consid. 2.2, 126 III 307 consid. 4b/aa). Nella fattispecie la notizia, seppur venata di cattiveria, è puramente marginale nell'economia dell'articolo e non sminuisce in modo sensibile la reputazione dell'interessato. L'imprecisione non basta dunque a connotare una lesione della personalità.

                                18.   Se ne conclude che, in definitiva, gli articoli in questione connotano uno smaccato attacco personale, ma non giungono fino a disattendere l'art. 28 cpv. 2 CC. Ciò rende senza oggetto le richieste di risarcimento del danno, di riparazione del torto morale e di riconsegna dell'utile avanzate dall'attore, come pure quella intesa a far pubblicare i dispositivi della sentenza o un testo di rettifica.

                                19.   Gli oneri del giudizio odierno, commisurati all'entità e all'ampiezza del litigio, seguono il principio della soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). L'attore rifonderà inoltre alle controparti, che hanno presentato osservazioni all'appello, un'adeguata indennità per ripetibili.

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

                                   2.   Gli oneri processuali, consistenti in:

                                         a) tassa di giustizia     fr.   1950.–

                                         b)  spese                       fr.       50.–

                                                                                fr.   2000.–

                                         sono posti a carico dell'appellante, che rifonderà ai convenuti fr. 3500.– complessivi per ripetibili.

                                   3.   Intimazione a:

–; –.

                                         Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

terzi implicati

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La segretaria

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile entro trenta giorni dalla notificazione delle decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 e 100 cpv. 1 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

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