Incarto n. 72.2015.32
Lugano, 25 maggio 2016/md
Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte delle assise correzionali di Mendrisio
composta da:
giudice Rosa Item, Presidente
Anna Grümann, vicecancelliera
sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale Ministero Pubblico
contro
IM 1 già rappresentato dall’avv. DF 2 e dal 13 giugno 2016 dall’avv. DF 2
imputato, a norma del decreto d’accusa 111/2014 dell'8 aprile 2014 emanato dal Procuratore pubblico PP 1, considerato come atto d’accusa (art. 356 cpv. 1 CPP), di
riciclaggio di denaro
per avere,
in data 27.01.2011,
agendo in correità con __________ e __________,
importando dall’Italia alla Svizzera attraverso il valico stradale di __________ di __________ la somma complessiva di Euro 90'400.00 composta da banconote di diverso taglio (55 da € 500.00, 22 da € 200.00, 227 da € 100.00, 712 da € 50.00 e 10 da € 20.00) contaminate di cocaina e celate nel sottotetto nonché nel piantone della porta anteriore destra della vettura Mini Cooper targata __________,
compiuto un atto suscettibile di vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provenivano da un crimine, segnatamente da un traffico internazionale di sostanze stupefacenti;
fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto: dall'art. 305bis cifra 1 CP;
Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore di fiducia avv. __________;
- in qualità di interprete per la lingua __________.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 10:30 alle ore 14:55.
Evase le seguenti
questioni: Verbale del dibattimento
- Su richiesta della Presidente, le Parti danno atto che la Corte non può pronunciarsi sull’importo di Euro 90'400.00 (cfr. punto 3 delle proposte del decreto d’accusa), essendo lo stesso già stato interamente confiscato con il decreto d’accusa cresciuto in giudicato emanato nei confronti di __________ (AI 31).
- L’avv. __________ fa presente che in caso di assoluzione verrà richiesta la restituzione di Euro 30'000.00 a titolo di risarcimento, corrispondente all’importo di proprietà del suo cliente che gli è stato sequestrato.
- Il Procuratore pubblico, fermo restando che chiederà la condanna dell’imputato, aderisce alla presa di posizione della Difesa in caso di proscioglimento.
Sentiti: - il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale mette in evidenza le numerose contraddizioni e bugie dell’imputato in merito alla provenienza dei soldi che dichiara essere di sua proprietà, alla composizione e all’occultamento degli stessi nonché alla loro destinazione. Passa poi in rassegna gli indizi che, accanto alla nulla credibilità dell’imputato, conducono a ritenere oltre ogni ragionevole dubbio l’imputato colpevole di riciclaggio di denaro e segnatamente la circostanza che __________ ha accettato il decreto d’accusa, il fatto che in tutti i mazzi di denaro sono state rinvenute banconote contaminate da cocaina e che il denaro era occultato nell’auto, il diverso e piccolo taglio delle banconote e soprattutto l’ordinanza del GIP agli atti, che accerta - in base a incontrovertibili intercettazioni telefoniche - che __________ il 18 gennaio 2011 ha ricevuto un importante quantitativo di cocaina, che nei giorni successivi ha freneticamente distribuito ai clienti, incassando evidentemente denaro. In conclusione, postula la conferma del decreto d’accusa e chiede la condanna dell’imputato alla pena detentiva di 6 mesi, condizionalmente sospesi, oltre al pagamento della tassa e delle spese di giustizia;
- l’avv. __________, difensore dell’imputato, il quale rileva che l’accusa è priva di fondamento, stante l’assenza dei presupposti oggettivi e soggettivi del reato di riciclaggio di denaro. Sottolinea che il suo assistito ha sempre dichiarato in modo lineare di essere proprietario di Euro 30'000.00, comprovando l’origine del denaro di sua pertinenza tramite documentazione bancaria e la dichiarazione di __________, sulla cui fedefacenza non vi è motivo di dubitare. Sottolinea poi che il fatto che il denaro era occultato nell’auto non è sufficiente per ritenere che fosse di origine illecita. Chiede quindi il proscioglimento del suo assistito dall’accusa di riciclaggio di denaro. Subordinatamente rileva che anche qualora si volesse ammettere l’origine illecita del denaro, il suo patrocinato non ne era a conoscenza e nemmeno doveva presumerlo. In via ancora più subordinata, qualora la Corte dovesse ritenere il suo assistito colpevole, chiede che venga condannato ad una pena detentiva non superiore a tre mesi, associandosi alla richiesta della Pubblica accusa per quanto concerne la sospensione condizionale.
Considerato, in fatto ed in diritto
1. Vita anteriore
1.1. IM 1, cittadino __________, in merito alla sua vita ha riferito:
" Sono nato nel __________ in __________. Ho un fratello più grande di me. I miei genitori lavorano in due ristoranti di nostra proprietà in __________. Finanziariamente stanno abbastanza bene. Hanno anche recentemente venduto dei terreni. Mio fratello lavora anche lui al ristorante. Dopo le scuole dell’obbligo, in __________ ho fatto anche il liceo, ottenendo il diploma nel __________. Non ho più frequentato altre scuole. Sono emigrato e sono andato a vivere in __________, sino al 2003 e poi in __________ dove vivo ancora oggi. In __________ mi sono sposato nel 2006. Attualmente sono in fase di separazione perché non vado d’accordo con mia moglie che è __________ e che lavora __________. Io e mia moglie non abbiamo avuto dei figli. In __________ ho lavorato spesso come __________ per delle discoteche. Non ho fatto altre attività. Preciso comunque che da circa due anni, malgrado il matrimonio, sono tornato a vivere principalmente in __________, dove aiuto i miei parenti al ristorante. ADR che negli ultimi due anni ho guadagnato circa EUR 800.00 al mese.”
(VI PP 28.01.2015 pag. 4)
1.2. Al dibattimento IM 1 ha confermato le dichiarazioni rese durante l’inchiesta in merito alla sua vita anteriore, aggiungendo di non essere ancora separato da sua moglie e che “guadagnavo Euro 800 in __________, in __________ guadagnavo di più, tra Euro 1'500 e 2'000 al mese. Dall’ultimo interrogatorio ad oggi sono rimasto in __________ e in __________, ho vissuto di più in __________. Ho lavorato in __________ dai miei genitori e in __________ ho lavorato come __________ per le discoteche e ho fatto anche il __________. Ho indicato di fare il libero professionista in questo senso, volevo dire che faccio lavori tipo in __________. Due giorni fa sono arrivato dall’__________ in vista del processo. Ho alloggiato in Italia, a __________, in provincia di __________, da mio cugino che abita lì. Sono quindi ospite di mio cugino. Mio cugino lavora __________” (verbale d’interrogatorio dell’imputato pag. 1, all. 1 al V. DIB).
1.3. Dall’estratto del casellario giudiziale, non risultano precedenti a carico di IM 1 in Svizzera (cfr. doc. TPC 7 e AI 28).
L’imputato ha dichiarato di essere incensurato anche in __________ (verbale d’interrogatorio dell’imputato pag. 2, all. 1 al V. DIB).
2. Avvio dell’inchiesta
2.1. Il 30 giugno 2011 il Ministero Pubblico della Confederazione ha trasmesso al MP del Canton Ticino il rapporto di segnalazione della Polizia giudiziaria federale del 2 marzo 2011. Da detto rapporto risultava che il 27 gennaio 2011 le Guardie Federali di Confine, durante un posto di blocco organizzato a __________ di __________, avevano proceduto al controllo dell’auto Mini Cooper di colore rosso, immatricolata __________, a bordo della quale viaggiavano tre cittadini __________ segnatamente __________, __________ e IM 1.
Dal controllo delle persone risultava che a carico di __________ vi erano due ricerche del luogo di soggiorno emanate dal Canton Uri e Canton Lucerna, entrambe relative ad infrazione della Legge federale sulla circolazione stradale; relativamente __________ emergeva che lo stesso era stato fermato e controllato al valico autostradale di __________ il 15 settembre 2009 (occasione in cui era a bordo di una Peugeot 607, nera, targata __________ insieme ad un connazionale, __________ e che dal controllo approfondito eseguito erano stati ritrovati, nascosti in un’intercapedine, circa Euro 85'000.
2.2. Le Guardie Federali di Confine procedevano quindi a un controllo approfondito della Mini Cooper, al termine del quale venivano rinvenuti, occultati in diverse intercapedini, 7 mazzi di banconote per complessivi Euro 90'400 (55 banconote da Euro 500, 22 da Euro 200, 227 da Euro 100, 712 da Euro 50 e 10 da Euro 20).
2.3. Delle 1’026 banconote ne venivano prelevate 26 a campione, che venivano sottoposte al test indicativo dello “Ionscan”, che evidenziava contaminazioni - dirette, indirette ed ambientali - da cocaina.
Tramite il CCPD emergeva inoltre che __________ aveva precedenti per furto e associazione per delinquere.
2.4. L’ufficiale di picchetto delle Guardie di Confine disponeva il sequestro degli Euro 90'400 in base all’art. 104 della Legge sulle dogane, mentre i tre cittadini albanesi venivano lasciati proseguire.
Le autorità doganali, visto l’occultamento del denaro per trasportarlo al di là del confine (DTF 127 IV 20), il taglio delle banconote e i precedenti penali di __________ nonché la contaminazione da cocaina, sospettavano che i fondi fossero provento di reato e pertanto sospettavano il reato di riciclaggio, per cui si rivolgevano al MPC preposto alla lotta al riciclaggio di denaro.
2.5. Le successive verifiche eseguite dalla Polizia giudiziaria federale permettevano di accertare che __________ risultava latitante proprio dal 27 gennaio 2011 poiché sfuggito all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti dal GIP di __________ (Italia).
Dal contatto con la Squadra Mobile della Polizia di Stato di __________, la Polizia giudiziaria federale veniva a conoscenza che __________ faceva parte di un’organizzazione dedita ai furti in ville ed inoltre che proprio nei giorni precedenti al 27 gennaio 2011 avrebbe venduto un chilo di cocaina, risultanze basate sull’esito delle attività di intercettazione, sul ritrovamento in sede di perquisizione di confezioni vuote riconducibili ai “panetti” di cocaina risultati altresì positivi al test indicativo.
Sulla base di detti riscontri la Polizia giudiziaria federale supponeva che il denaro contante rinvenuto durante il controllo del 27 gennaio 2011 potesse essere il provento della recente vendita del chilo di cocaina (cfr. rapporto di segnalazione della Polizia giudiziaria federale trasmesso al MP del Canton Ticino in data 08.04./30.06.2011 e relativi allegati, AI 1 e AI 4).
2.6. Assunto il procedimento penale nei confronti di IM 1 - oltre che degli altri due cittadini __________ la Pubblica accusa notificava al difensore di quest’ultimo - che si era nel frattempo annunciato al MP (AI 6) - l’apertura del procedimento penale nei confronti del suo patrocinato per titolo di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti e riciclaggio di denaro (AI 6).
3. Inchiesta e dichiarazioni predibattimentali dell’imputato
3.1. IM 1 - che nel frattempo aveva cambiato due volte difensore (AI 4, AI 19, AI 21 e AI 22) - veniva interrogato l’11 giugno 2012 (AI 25).
3.1.1. IM 1 dichiarava di conoscere __________ e __________ da 10-15 anni e di averli conosciuti in __________ poiché “a suo tempo” vivevano in paesini vicini; affermava che __________ viveva a __________ e __________ in __________; dichiarava di non aver mai avuto relazioni d’affari di qualsiasi genere con nessuno dei due e che il 27 gennaio 2011 era stata la prima volta “in cui, con loro, quando sono stato fermato dalle guardie di confine, ero diretto verso la Germania per comprare una macchina”.
3.1.2. In merito alla sua occupazione all’inizio del 2011, __________ dichiarava che “in questo periodo sto lavorando come __________ per una discoteca nei pressi del __________ a __________. Le cose però non vanno tanto bene. Guadagno circa € 800/1000.-- al mese. Anche mia moglie lavora in __________, in particolare presso __________ come __________. Lei guadagna circa € 1200.-- al mese. Non abbiamo figli. Riusciamo ad arrivare alla fine del mese ma si fa un po’ fatica. Aggiungo che i miei famigliari hanno un ristorante in __________ e, quando possono, mi aiutano, nel senso che quando li raggiungo mi danno qualche soldo. In un’occasione mi hanno dato anche € 15'000.--, un po’ più di un anno fa”; precisava che era stata sua madre a dargli in mano Euro 15'000 (VI PP 11.06.2012 pag. 2).
Come già visto, al dibattimento IM 1 ha sensibilmente modificato le proprie dichiarazioni in merito alla sua situazione finanziaria e ai soldi guadagnati.
3.1.3. In merito al fermo del 27 gennaio 2011 a __________ di __________ da parte delle Guardie di confine, a bordo di una Mini Cooper rossa con targhe italiane in compagnia di __________ e __________, IM 1 precisava che al volante si trovava __________ e che la vettura era la sua; affermava che quella non era la prima volta che veniva in Svizzera, che c’era già stato in precedenza ma senza mai fermarsi, solo in transito.
Riferiva di essere già stato fermato in un’altra occasione dalle Guardie di confine, un paio d’anni prima del 27 gennaio 2011 e di essere stato comunque fermato più volte.
Riferiva che durante un fermo negli anni passati, all’interno dell’auto su cui viaggiava erano già stati trovati dei soldi; in quell’occasione era in compagnia di un suo connazionale, più grande di lui, di cui il PP gli suggeriva il nome __________ (che l’accusato non ricordava), indicandogli altresì che il fermo era avvenuto il 15 settembre 2009. IM 1 affermava che in quell’occasione lui e __________ avevano con loro circa Euro 90'000; era lui a guidare la Peugeot, che era di un certo __________.
3.1.4. In merito al rinvenimento, il 27 gennaio 2011, di Euro 90'400 celati all’interno della Mini Cooper, chiesto di spiegare perché sia il 15 settembre 2009 che il 27 gennaio 2011 le due somme di denaro erano state nascoste in punti inusuali della vettura, IM 1 dichiarava che “in entrambe le occasioni avevamo in primo luogo paura che i soldi ci venissero rubati e allora li abbiamo nascosti. In secondo luogo non sapevamo se potevamo attraversare la dogana con tutti quei soldi e allora abbiamo nascosto il denaro”.
Al PP che gli chiedeva se in realtà i soldi non erano stati nascosti perché provento di qualche attività delittuosa, IM 1 dichiarava di non aver mai commesso reati né in Svizzera, né in Spagna, né in Italia, né in altri Paesi.
Affermava che gli Euro 85'000 rinvenuti il 15 settembre 2009 nella Peugeot erano un po’ suoi e un po’ di __________, ma di non ricordare esattamente in che proporzione, affermando comunque che la maggioranza del denaro era sua.
In merito agli Euro 90'400 trovati dalle guardie di confine il 27 gennaio 2011, dichiarava che “il denaro era mio in ragione di € 30'000.--. Di __________ erano € 15'000.-- e il resto era di spettanza di __________”.
Chiesto di indicare come mai, poste queste percentuali di appartenenza del denaro, in auto i soldi erano stati suddivisi in 7 differenti “pacchi” per poi essere occultati in punti differenti della vettura, IM 1 rispondeva di non sapere il perché e che “io comunque mi sono occupato di nascondere solo i miei soldi che erano contenuti in due “pacchi”, che ho riposto nel sottotetto della macchina, vicino alla luce centrale anteriore”; il denaro lo avevano nascosto all’interno dell’auto a __________, il giorno stesso del loro fermo, il 27 gennaio 2011. Dichiarava che il 27 gennaio 2011 era appena tornato dall’__________ dove aveva festeggiato il Natale.
3.1.5. IM 1 affermava inoltre che “il 27.01.2011 io, __________ e __________ volevamo raggiungere la __________. Io in particolare volevo andare in un paesino vicino a __________ dove volevo comprare una macchina con i soldi che avevo nascosto nella Mini Cooper di __________. La mia intenzione era quella di acquistare una Mercedes Viano del 2006 con un motore 3000 cc diesel. Questa vettura io l’avrei poi rivenduta in __________ guadagnandoci qualcosa”.
Affermava poi di non ricordarsi “come si chiama l’autosalone dove avrei comprato la Mercedes Viano. Comunque mi sarei fermato a dormire in un albergo che si trova nello stesso posto dell’autosalone. Di questo albergo mostro un biglietto da visita all’interrogante, che procede a fotocopiarlo fronte/retro per poi allegare il relativo documento al presente verbale (doc. B). L’autosalone vende diverse marche di vetture e non solamente Mercedes. L’ho trovato tramite internet (www.autoscout.de)”.
Allegava quindi che “a fine gennaio 2011 anche __________ voleva raggiungere la __________ per comprare una macchina, in particolare nei pressi di __________. Lui voleva acquistare una VW Golf che io non avevo mai visto”.
IM 1 affermava che anche il 15 settembre 2009 voleva acquistare un’auto in __________ e per questo motivo era in transito in Svizzera; in quella occasione però non fu loro consentito di proseguire per cui erano tornati in Italia, dove aveva poi comperato un’auto, una Mercedes __________ del 2005 per Euro 28'000 che aveva poi portato in __________; l’auto l’aveva acquistata da un suo paesano a __________; anche nel 2009 la parte preponderante dei soldi gli erano stati dati da suo padre e sua madre in __________; asseriva che “della somma di € 85'000.-, miei erano € 50/60'000.-. Il resto era di __________”.
3.1.6. Chiesto quindi di indicare anche l’origine degli Euro 30'000 sequestrati il 27 gennaio 2011 che aveva dichiarato essere di sua proprietà, l’imputato affermava che:
" € 15'000.- mi sono stati regalati dai miei genitori in __________. Gli ulteriori € 15'000.- mi sono stati prestati ad __________ da __________, che abita proprio ad __________ in via __________. Produco al proposito agli atti una dichiarazione datata 13.10.2011, sottoscritta appunto da __________ (doc. A di questo verbale).
Il PP mi dice che, secondo il documento appena versato agli atti, io avrei dovuto consegnare il denaro a terze persone. Non lo avrei quindi dovuto utilizzare, come ho invece sostenuto, per comprare una vettura.
In realtà io intendevo acquistare, come detto, una Mercedes Viano in __________. Avrei quindi rivenduto questa vettura in __________ e, con il ricavato, avrei consegnato i soldi ai parenti di __________ in __________.
ADR che __________ sapeva che io avrei utilizzato inizialmente i soldi da lui consegnatimi per comprare una vettura, che avrei poi rivenduto.”
(VI PP 11.06.2012 pag. 5)
3.1.7. L’imputato prendeva atto che 26 tra le 1’026 banconote sequestrate il 27 gennaio 2011, sottoposte ad esame specifico avevano rivelato una contaminazione diretta e indiretta con la cocaina, ma dichiarava di non aver mai avuto a che fare con la cocaina.
3.1.8. In merito ai problemi con la giustizia dei compagni di viaggio, l’imputato affermava di non essere a conoscenza se __________ avesse o meno problemi con la giustizia mentre “invece __________, quando siamo stati fermati il 27.1.2011, i doganieri ci hanno detto che aveva qualche problema, ma non so di che genere”.
Quando il PP gli faceva presente che secondo le informazioni che erano state assunte, __________ era conosciuto in Italia per aver commesso “furti, per associazione a delinquere e perché avrebbe venduto, qualche giorno prima del 27.1.2011, un chilo di cocaina”, l’imputato dichiarava che “di eventuali attività di __________ non ne so niente. Se avessi saputo qualcosa non sarei certo salito in macchina con lui il 27.1.2011”.
3.2. Eseguito, l’11 giugno 2012, anche l’interrogatorio di __________ (AI 26), il PP in data 8 aprile 2014 emanava nei confronti di IM 1 un decreto d’accusa per riciclaggio di denaro, per avere, il 27 gennaio 2011, in correità con __________ e __________, importando dall’Italia alla Svizzera attraverso il valico di __________ di __________ la somma complessiva di Euro 90'400 composta da banconote di diverso taglio contaminate di cocaina e celate nel sottotetto nonché nel piantone della porta anteriore destra della vettura Mini Cooper targata __________, compiuto un atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provenivano da un crimine, segnatamente da un traffico internazionale di sostanze stupefacenti (cfr. DA 111/2014 dell’8 aprile 2014, AI 30).
Parallelamente, analogo decreto d’accusa veniva emesso nei confronti di __________ (cfr. DA 112/2014 dell’8 aprile 2014, AI 31).
3.3. Il 22 aprile 2014 il difensore di IM 1 interponeva tempestiva opposizione al DA 111/2014 dell’8 aprile 2014 (cfr. scritto 22.04.2014 del difensore, AI 32).
Analoga opposizione veniva interposta da __________ al DA n. 112 emesso nei suoi confronti (cfr. scritto 22.04.2014 del medesimo difensore, AI 33).
__________ non si presentava all’udienza fissata per il 28 gennaio 2015 dinanzi al PP il quale, alla presenza del difensore, constatata l’assenza dell’imputato, richiamato l’art. 355 cpv. 2 CPP, constatava che l’opposizione era considerata ritirata (cfr. AI 38).
3.4. Con domanda rogatoriale del 6 novembre 2014 la Pubblica accusa chiedeva alle competenti Autorità italiane la trasmissione di copia conforme all’originale dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di __________ da parte del GIP di __________ nell’ambito delle indagini esperite nei confronti di quest’ultimo per traffico di stupefacenti segnatamente cocaina (AI 34).
3.5. In data 19 dicembre 2014 l’Autorità italiana - in evasione della domanda rogatoriale - trasmetteva al MP di Lugano copia conforme all’originale “dell’Ordinanza di applicazione di misura coercitiva, emessa dal GIP del Tribunale di __________, in data 03.10.2014 nei confronti di __________ + altri”, segnalando che nel suddetto provvedimento “il __________ ha nome “__________” (AI 35).
3.6. Il 28 gennaio 2015 IM 1 veniva nuovamente interrogato dalla Pubblica accusa (AI 39).
3.6.1. L’imputato confermava le dichiarazioni rese nel precedente verbale d’interrogatorio ed in particolare “che i soldi che c’erano in macchina il 27.01.2011, erano miei in ragione di € 30'000.00”. Precisava che “li avevo messi in un unico pacco. Poi è stato __________ ad inserirli nei nascondigli in macchina. Non so bene e come li ha divisi in altri pacchi. Questi miei soldi me li aveva dati in ragione di EUR 15'000.00 mia mamma, __________, che abita in __________. Mia mamma i soldi li ha presi dalla sua banca in __________, la __________, produco al proposito una dichiarazione del 05.09.2011 di detta banca, con traduzione in italiano, (DOC. A di questo verbale), da cui si può leggere che mia mamma aveva sul suo conto circa EUR 18'000.00”.
In merito alla provenienza degli ulteriori Euro 15’000 IM 1 dichiarava:
" Questi ulteriori EUR 15'000.00 me li ha dati __________. Si tratta di un mio conoscente __________ che abita ad __________. Lui a quell’epoca era proprietario di un immobile all’interno del quale gestiva un ristorante/bar. Ebbene __________ mi ha dato quel denaro contante una o due settimane prima che venisse sequestrato. La consegna è avvenuta all’interno del suo ristorante di __________ di nome __________.
ADR che __________ mi ha prestato quei soldi. Io li avevo bisogno, glieli ho chiesti e lui me li ha dati.
Il PP mi chiede se al momento del prestito è stato firmato un contratto o una ricevuta e perché avevo bisogno di soldi.
Non è stata firmata nessuna ricevuta ne è stato sottoscritto un contratto. Aggiungo che io avevo bisogno di soldi perché dovevo comperare una macchina in __________ vicino a __________. La macchina l’avrei poi rivenduta in __________.”
(VI PP 28.01.2015 pag. 3)
L’imputato restava fermo sulle sue dichiarazioni anche quando il PP gli faceva presente la contraddizione esistente con quanto da lui dichiarato nel verbale dell’11 giugno 2012, laddove aveva prodotto una dichiarazione di __________ secondo la quale il denaro non gli era stato prestato - come affermava invece IM 1 - ma gli era stato dato per consegnarlo ai parenti di __________ in __________, ciò che faceva anche quando gli venivano contestati tutti gli elementi a suo carico emergenti dall’inchiesta che lo coinvolgevano nell’ipotesi di aver concorso a commettere il reato di riciclaggio. A fronte di tali contestazioni l’imputato ribadiva “che EUR 30'000.00 sui 90'400.00 sequestrati erano miei. Li avevo ricevuti da mia mamma e da __________. Non ho nient’altro da dire”.
3.6.2. Di fronte al PP che - alla luce del guadagno degli ultimi due anni indicato da IM 1 in Euro 800 al mese gli chiedeva per quale motivo con un simile guadagno, che lo faceva arrivare con difficoltà alla fine del mese, avrebbe dovuto acquistare una macchina in __________ per Euro 30'000, l’imputato dichiarava che “la macchina non era per me l’avrei venduta. E poi voglio aggiungere che EUR 15'000.00, quelli che mi aveva dato mia mamma, li avrei depositati su di un conto in banca in Svizzera. Quindi l’auto l’avrei acquistata per un valore di ca. EUR 15'000.00 e non per EUR 30'000.00”.
L’imputato precisava che “sarei venuto in una banca a __________ per depositare i soldi di mia mamma. Non so in quale banca. Non so come funziona qui”.
3.7. Con scritto 16 febbraio 2015 la difesa di IM 1 produceva agli atti l’estratto bancario dal quale si evinceva a suo dire il prelevamento dell’importo di Euro 15'000 (AI 40). Successivamente - su richiesta del PP (AI 41) - con scritto 23 febbraio 2015 (AI 43) indicava che la data del prelevamento di Euro 15’000 era quello effettuato il 5 novembre 2010, spiegando che la madre del suo assistito aveva prelevato l’importo di “EUR 18'057.00, consegnando al figlio la somma di EUR 15'000.00”; con ulteriore scritto 25 febbraio 2015 la difesa trasmetteva infine al PP una dichiarazione in originale rilasciata dalla madre di IM 1 (AI 44), con la quale la stessa confermava di aver prelevato, il 5 novembre 2010, dal proprio conto presso __________ la somma di Euro 18'000, di cui a suo dire aveva consegnato la somma di Euro 15'000 al figlio IM 1.
3.8. In riscontro alla segnalazione della difesa che aveva fatto presente - in merito agli ulteriori Euro 15'000 di __________ - la disponibilità del teste ad essere interrogato, lo stesso veniva escusso il 2 marzo 2015. __________ interrogato, dichiarava:
" Conosco IM 1 da più di 20 anni. l’ho conosciuto in __________ poiché la mia città natale è molto vicina alla sua. In __________ l’ho visto diverse volte tempo fa presso la mia pizzeria ad __________. È venuto più di una volta a mangiare e a bere. Non so dove abita.
ADR che non sapevo che IM 1 ha formalmente la residenza in __________.
ADR che non so cosa fa nella vita IM 1.
ADR che IM 1 non posso dire che sia un mio “amico” perché “amica” è per me una persona “con la quale ho mangiato 7 anni sale assieme”. Bisogna passare una vita assieme ad una persona per dire che è tua amica. È comunque vero che IM 1 lo conosco da tanti anni.
Il PP mi chiede ora se io in passato ho consegnato dei soldi a IM 1. Se sì, quando, quanti soldi rispettivamente per quale motivo ho consegnato del contante.
Sì, io ho consegnato dei soldi a IM 1. Gli ho consegnato EUR 15'000.00 verso metà gennaio 2011. Questi soldi IM 1 li avrebbe dovuti portare in __________ e consegnarli a mio fratello __________ che abita a __________. Questi soldi sarebbero dovuti servire per pagare gli operai che mi stanno costruendo la casa.
Il PP mi sottopone il Doc. A allegato al verbale d’interrogatorio del 11.06.2012 di IM 1 e mi chiede chi l’ha scritto.
Riconosco questo documento. È stato scritto dalla mia compagna __________. La firma è invece la mia.
Il PP mi fa prendere atto che i soldi io li avrei dati a IM 1 “durante il periodo di festività natalizie”. Per contro io poc’anzi ho dichiarato che i soldi sarebbero stati consegnati a metà gennaio 2011, ossia dopo le festività natalizie.
Ribadisco che io ho consegnato i soldi il 15 o 16 gennaio 2011.
ADR che i soldi io li ho consegnati a IM 1 perché sapevo che faceva un viaggio verso l’__________.
ADR che i soldi servivano proprio per pagare gli operai in __________ che non avevano risorse per passare il Natale.
ADR che io ho un conto in banca in __________.
ADR che in __________ ci sono le banche.
Il PP mi chiede perché, se vi erano degli operai in __________ senza soldi, non li ho mandati tramite banca.
Era più comodo trasmetterli con una persona. Da noi in __________, si consegnano le buste.
Il PP, che comunque non mi crede, mi chiede se si trattava di soldi in nero ossia non dichiarati in Italia.
No, non si trattava di soldi neri.
Il PP mi chiede a questo punto se so cosa è successo ai soldi che io avrei consegnato a IM 1.
Quello che so è che non sono arrivati in __________ da mio fratello. So che IM 1 è stato fermato in Svizzera e gli hanno preso i soldi. Non so se era da solo o con altre persone. È stato lui a dirmi di essere stato fermato e che gli avevano portato via dei soldi tant’è che nell’ottobre 2011 mi ha chiesto la dichiarazione che il verbalizzante mi ha mostrato prima.
ADR che IM 1, al momento in cui gli ho dato i soldi, mi ha detto che andava in __________ a comprare una macchina. Al ritorno sarebbe andato in __________ a portare i miei soldi per pagare gli operai. Preciso che in __________ IM 1 non avrebbe potuto/dovuto utilizzare i miei soldi per comprare una macchina. Io penso che lui avesse dei soldi suoi per comprare un’automobile in __________.
Il PP mi chiede come mai avrei accettato che IM 1 passasse almeno due dogane con dei soldi miei, correndo un rischio anche solo daziario al passaggio dei confini.
Il rischio era suo non mio.
Il PP mi dice che, invece, così come è successo nella realtà, il rischio finale lo avrei subito io.
Il PP mi domanda dove ho consegnato i soldi a IM 1.
Ho consegnato i soldi nel parcheggio davanti a casa mia in via __________ a __________.
ADR che la mia pizzeria si chiama “__________” e si trova in via __________.
ADR che la mia abitazione dalla pizzeria dista più o meno 1km.
Il verbalizzante mi chiede ora che taglio avevano le banconote che ho consegnato a IM 1.
Erano tutte banconote da EUR 500.00. Erano avvolte in un foglio di carta piegato in due.”
(VI PP __________ 02.03.2015, AI 45)
3.9. Con scritto 3 marzo 2015 (AI 46) il PP informava il difensore di IM 1 della sua intenzione di confermare (art. 355 cpv. 3 lett. a CPP) il decreto d’accusa 111/2014 emesso nei confronti di IM 1 con l’imputazione di riciclaggio di denaro (art. 305bis cifra 1 CP), rispettivamente di procedere, per l’ipotesi di infrazione aggravata subordinatamente semplice alla LF sugli Stupefacenti, all’emissione di un decreto di abbandono ai sensi dell’art. 319 e segg. CPP, ciò che avveniva con separata decisione di medesima data (cfr. decreto di abbandono 223/2015 del 3 marzo 2015, AI 48).
Il 3 marzo 2015 il PP trasmetteva il decreto d’accusa e gli atti a questa Corte, decreto che è quindi considerato come atto d’accusa (art. 356 cpv. 1 CPP).
4. Dichiarazioni dibattimentali dell’imputato
4.1. Al dibattimento del 25 maggio 2016 IM 1 in merito alla conoscenza dei compagni di viaggio ha dichiarato che “viviamo tutti vicini in __________. __________ lo conosco da tanti anni, __________ detto __________ lo conosco da due o tre anni”.
Ha dichiarato inoltre che nel 2011 si trovava in __________ perché doveva prendere dei soldi che gli avevano prestato per andare in Germania a comprare un’auto; era arrivato dall’__________ insieme a __________, con il quale è imparentato avendo questi sposato una sua cugina; siccome anche __________ doveva andare in Germania, gli avevano chiesto un passaggio. Avevano incontrato __________ per caso in un bar frequentato da __________, dove si erano scambiati i numeri di telefono.
4.2. In merito al prestito IM 1 ha affermato che aveva già parlato con __________ e che “i soldi me li ha dati lui, a __________, glieli dovevo lasciare in __________ dopo che avevo venduto la macchina”, in __________; aveva chiesto il prestito a __________ prima di Natale, di persona, affermando che nel periodo di Natale lui era già in __________ “da qualche giorno prima di Natale”, precisando che si trovava in __________ da ottobre/novembre 2010.
Ha affermato di aver detto a __________, quando gli ha chiesto il prestito, che “i soldi mi servivano per comperare la macchina in __________, poi avrei portato l’auto in __________ e l’avrei venduto, e avrei lasciato i soldi in __________ ai suoi parenti”.
Ha dichiarato che l’auto che voleva comprare era una Mercedes classe E, affermando di aver chiamato in __________ e guardato su Internet prendendo contatto con un privato su __________ di cui non ricordava il nome ma di cui aveva salvato i numeri sul telefono. Aveva parlato con questa persona in inglese in quanto non conosce il tedesco. L’auto non l’aveva riservata e non aveva nemmeno mandato un acconto, per cui questa persona la poteva vendere in qualsiasi momento; “l’auto costava Euro 24'000.00”.
4.3. IM 1 ha affermato quindi di essersi “fatto prestare Euro 15'000 da __________, gli altri Euro 15'000 me li ha dati mia mamma. I soldi mi servivano tutti per comperare l’auto”, ciò che ha ribadito anche a fronte della contestazione di quanto di diverso lui stesso aveva dichiarato in inchiesta, in particolare che gli Euro 15'000 datigli da sua madre, voleva metterli su un conto in Svizzera, ribadendo che “no, l’auto costava Euro 24'000.-, i soldi mi servivano per l’auto. Il resto lo avrei poi messo in banca”.
4.4. L’imputato ha indicato che i suoi Euro 30'000, per la maggior parte - più della metà - erano pezzi da Euro 500, che erano legati con degli elastici, che si trattava di due mazzetti e che erano stati nascosti da __________, poiché “essendo extracomunitari avevamo paura che ci potessero essere rubati. Non essendo ricco e avendo un po’ di soldi tendi sempre a nasconderli”.
Anche di fronte alla contestazione che in inchiesta aveva dichiarato invece di essere stato lui a nascondere i soldi in auto - e non __________ - e che i soldi erano confezionati in un unico pacco - e non in due pacchi -, l’imputato ha dichiarato che “io avevo due pacchi di soldi e li ha nascosti __________ nell’auto. Magari erano due pacchi legati insiemi. Io ho visto dove __________ ha messo i soldi e cioè sopra, nel tettuccio. Ho visto che ha messo soldi anche nella porta dell’auto. Non so quanti soldi ha nascosto nell’auto”, indicando che questa operazione di occultamento era avvenuta a __________, per strada, ma di non ricordarsi dove e quando.
Chiesto di spiegare come mai non c’era un solo pacchetto, tra i 7 mazzi di soldi sequestrati, che corrispondeva a Euro 30'000, rispettivamente due pacchetti per complessivi Euro 30'000, IM 1 ha dichiarato che “io sapevo che avevo Euro 30'000 e quindi se non ci stavano i soldi magari venivano sfilate delle banconote per rendere il pacchetto più sottile”.
Ha affermato inoltre - per la prima volta - che “quando siamo arrivati al confine io ho detto a __________ e __________ di dichiarare questi soldi e __________ mi ha detto di lasciar perdere, di non dichiararli. Siccome eravamo nella sua macchina, lui ha detto no e anch’io sono andato per il non dichiararli. Io ero sicuro che i doganieri trovavano i soldi dove li avevamo nascosti, quando ci hanno fermato ero sicuro che ci avrebbero controllato e avrebbero scoperto i soldi”.
Ha quindi affermato di non aver nascosto i soldi per “timore dei doganieri” e che “se era per me io li avrei dichiarati ma __________ non voleva”. Confrontato con la dichiarazione da lui resa in inchiesta secondo la quale i soldi li avevano nascosti “perché non sapevamo se potevamo attraversare la dogana con tutti quei soldi”, l’imputato ha risposto semplicemente “come detto io volevo dichiararli”.
4.5. Riguardo al viaggio per arrivare in __________, ha indicato che sarebbero andati fino a __________ impiegandoci 5 o 6 ore e che lui si sarebbe fermato lì “perché da quelle parti dovevo prendere l’auto, la Mercedes classe E” - mentre che, come visto, in inchiesta aveva dichiarato di voler comprare una Mercedes Viano -, auto con la quale sarebbe rientrato in __________, spiegando che la Viano era una delle possibili auto da acquistare.
Ha spiegato di voler acquistare l’auto in __________ e non in __________ perché in __________ non abbassano i chilometri come invece fanno in __________.
Il conto in Svizzera lo avrebbe aperto al ritorno dalla Germania, in una qualsiasi banca, a __________, se avanzavano dei soldi e nella negativa, non avrebbe aperto il conto.
Quando al dibattimento gli è stato contestato che __________ aveva dichiarato che non era vero che lui sapeva che i soldi che gli aveva consegnato sarebbero stati utilizzati per comperare un’auto, IM 1 ha dichiarato che “io gli ho chiesto i soldi e lui me li ha dati, sono confuso ora. Tutte queste domande mi confondono e non sono in grado di rispondere”.
4.6. In definitiva, IM 1 ha contestato di aver commesso “riciclaggio” e “traffico di stupefacenti. Altrimenti mi trovavo in galera in __________ con quell’altro”, affermando che il suo unico errore “è stato quello di non dichiarare i soldi in dogana, io non c’entro nulla né con il riciclaggio né con gli stupefacenti. Non capisco perché vengo accusato di queste cose”.
5. Accertamenti della Corte
5.1. Di fronte alle dichiarazioni dell’accusato occorre richiamare i principi di cui si avvale il giudice nell’apprezzamento del materiale probatorio disponibile.
Per il processo indiziario, l’indizio è una circostanza certa dalla quale si può trarre per induzione logica una conclusione circa la sussistenza o non del fatto da provarsi; se la circostanza indiziante non è certa devono avantutto accertarla altri elementi di prova. Si può fondare il giudizio di condanna mancando prove dirette, su indizi, che permettono un processo di induzione condotto con un metodo rigorosamente logico e preciso; la condanna deve essere la logica conseguenza della corretta valutazione di quegli indizi, ritenuto che ove vi siano più indizi in relazione al fatto da provarsi il giudice deve avere cura di valutarli nel loro insieme e non isolatamente. Un giudizio può quindi fondarsi su indizi, purché correlati logicamente nel loro insieme (sentenza CCRP del 4 maggio 2005 in re A. e riferimenti).
L’esistenza o l’inesistenza di un fatto è provata quando il giudice ne è personalmente convinto e meglio moralmente certo. A tale riguardo va ricordato che il principio in dubio pro reo non significa obbligo per il giudice di prosciogliere ogni volta che egli, avuto riguardo ad una concreta fattispecie, abbia dei dubbi, ma soltanto ove egli rimanga nel dubbio, cioè laddove le prove assunte non hanno potuto procurargli la certezza dell’esistenza o dell’inesistenza di un fatto rilevante. Devesi però trattare di dubbi concreti, fondati su circostanze certe e non di semplici ipotesi di interpretazioni divergenti dei fatti.
Detto questo va ricordato che il principio "in dubio pro reo", quale corollario della garanzia della presunzione d'innocenza garantita dagli art. 32 cpv. 1 Cost. 6 n. 2 CEDU e 14 n. 2 Patto ONU Il, implica che il giudice penale non può dichiararsi convinto di una ricostruzione dei fatti sfavorevole all'imputato quando, secondo una valutazione oggettiva del materiale probatorio, sussistono dubbi che i fatti si siano verificati in quel modo. La massima non impone però che l'amministrazione delle prove conduca a una certezza assoluta di colpevolezza. Semplici dubbi astratti e teorici, poiché sempre possibili, non sono sufficienti; né può essere pretesa una certezza assoluta. Il principio è disatteso quando il giudice penale, dopo un'analisi globale e oggettiva delle prove, avrebbe dovuto nutrire rilevanti e insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell'imputato. Il Tribunale federale si impone in quest'ambito un certo riserbo e interviene unicamente qualora il giudice condanni l'accusato, nonostante che una valutazione oggettiva delle risultanze probatorie implichi la sussistenza di manifesti, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla sua colpevolezza (DTF 127 I 38).
5.2. Nel concreto caso, la Corte, dopo attento e rigoroso esame di tutto il materiale probatorio agli atti, ha ritenuto in concreto il ricorrere di diversi elementi indizianti che valutati globalmente nel loro insieme depongono univocamente nel ritenere l’imputato autore del reato di riciclaggio di denaro commesso in correità con __________ e __________ come a decreto d’accusa emesso a suo carico.
5.3. La Corte ha considerato innanzitutto che dal punto di vista oggettivo il denaro - ben Euro 90'400 - era occultato nell’auto, confezionato in 7 mazzi di banconote nascosti in parte nel soffitto ed in parte nel piantone della porta anteriore destra della Mini condotta da __________ e che detta cifra era composta da 1’026 banconote, la maggior parte di piccolo taglio; sempre oggettivamente la Corte ha considerato poi che IM 1, così come gli altri occupanti dell’auto, non hanno dichiarato, al momento del controllo, di essere in possesso di tali valori, che sono stati scoperti solo in occasione della perquisizione dell’auto.
5.4. Vi è poi che IM 1 non è stato per nulla lineare né costante nelle sue dichiarazioni e non è quindi risultato credibile per la Corte.
5.4.1. Innanzitutto, l’imputato si è contraddetto in merito alla sua conoscenza di __________, laddove in inchiesta ha dichiarato di conoscerlo da 10/15 anni, mentre in aula ha dichiarato di conoscerlo da 2/3 anni.
5.4.2. L’imputato è poi caduto in contraddizione quando ha indicato in inchiesta che i soldi erano stati nascosti anche perché “non sapevamo se potevamo attraversare la dogana con tutti quei soldi e allora abbiamo nascosto il denaro”, mentre che al dibattimento ha sostenuto che lui avrebbe voluto dichiarare il denaro ai doganieri, ma che __________ gli aveva detto di no.
5.4.3. Premesso poi che IM 1 ha sempre dichiarato che del denaro nascosto nell’auto, Euro 30'000 erano suoi, al riguardo inizialmente ha dichiarato che di questi Euro 30'000, Euro 15'000 provenivano dall’__________ “un po’ dai miei genitori e un po’ dalla banca”, successivamente invece ha dichiarato che Euro 15'000 glieli aveva dati solo sua madre.
Ebbene, per quel che concerne i soldi della madre, l’estratto della Banca prodotto agli atti, fa stato di un prelevamento il 5 novembre 2010, mentre che - come sappiamo - IM 1 è stato fermato con __________ e __________ il 27 gennaio 2011, per cui anche a voler prescindere dalla somma totale prelevata che non è di Euro 15'000 ma di poco più di Euro 18'000, il prelevamento di oltre due mesi e mezzo prima del fermo non è - a giudizio della Corte - idoneo a comprovare che Euro 15'000 provengono da questo conto.
A ciò si aggiunge ulteriormente il fatto che in aula l’imputato ha dichiarato che da ottobre/novembre 2010 si trovava in Italia e pertanto incompatibilmente con la dazione di denaro da parte della madre, denaro che come detto - è stato prelevato in banca il 5 novembre 2010.
5.4.4. Sulla destinazione dei soldi ricevuti dalla madre, l’imputato nel formulario di constatazione ha indicato che servivano per aprire un conto in una banca Svizzera. Nel primo verbale d’interrogatorio ha indicato invece che con i soldi nascosti voleva comperare una macchina, sottintendendo quindi che li avrebbe utilizzati tutti a questo scopo.
Nel verbale d’interrogatorio del 2015 torna a dire che i soldi ricevuti dalla madre li avrebbe depositati su di un conto in una banca svizzera, ciò che - a giudizio della Corte - appare del tutto inverosimile, dal momento che è fatto notorio che non c’è bisogno di portarsi il contante per aprire un conto ma che è molto più semplice e sicuro aprire il conto ed effettuare un versamento da banca a banca.
In aula l’imputato ha allegato invece che tutti i soldi li avrebbe utilizzati per l’acquisto dell’auto e solo a fronte della contestazione di dichiarazioni sensibilmente diverse rese in inchiesta, ha dichiarato che ciò che sarebbe eventualmente avanzato dopo l’acquisto dell’auto, lo avrebbe poi messo in banca, fornendo quindi un’ulteriore versione.
5.4.5. In merito agli altri Euro 15'000 IM 1 ha dichiarato in un primo tempo di averli ricevuti in prestito da __________, denaro che avrebbe utilizzato per comperare un’auto in Germania, che avrebbe rivenduto poi in __________.
Successivamente ha prodotto una dichiarazione del 13 ottobre 2011 di __________, dalla quale risulta però che non si tratta di un prestito, ma che questi soldi gli erano stati dati per portarli in __________ e consegnarli ai parenti di __________.
Reso attento di questa evidente contraddizione, l’imputato ha cambiato la sua versione, adattandola a tale risultanza e ha quindi dichiarato che avrebbe utilizzato i soldi di __________ per l’acquisto dell’auto, venduta la quale avrebbe dato i soldi ai parenti dello stesso in __________; ha indicato, anche in aula, che __________ sapeva che lui avrebbe utilizzato i soldi per comperare una vettura che avrebbe poi rivenduto, ciò che è però stato chiaramente smentito - come rilevato - da __________.
5.4.6. L’imputato si è contraddetto anche quando ha dichiarato nel primo verbale d’interrogatorio che i suoi soldi erano divisi in due pacchetti che aveva provveduto personalmente a nascondere nell’auto, mentre che successivamente ha cambiato versione e ha dichiarato invece che si trattava di un solo pacchetto e che a nasconderlo in auto era stato __________.
In aula è tornato a dire che si trattava di due pacchetti e che a nasconderli era stato __________, fornendo anche in questo caso una nuova versione (la terza).
5.5. In merito alla testimonianza di __________, la Corte ha rilevato che nella sua dichiarazione prodotta agli atti dall’imputato, è indicato che questi soldi __________ li avrebbe dati a IM 1 “durante il periodo di festività natalizie”; al contrario a verbale lo stesso __________ ha dichiarato invece che avrebbe dato i soldi a IM 1 “verso metà gennaio 2011” e precisamente il 15 o 16 gennaio 2011; ha ribadito quest’ultima affermazione anche quando gli è stata fatta presente l’evidente contraddizione tra le date che lui stesso aveva indicato.
Vi è inoltre ed ancora che __________, in merito al motivo per cui doveva far arrivare questi soldi in __________, ha indicato che gli stessi dovevano servire per pagare gli operai “che non avevano risorse per passare il Natale”, contraddicendo comunque in tal modo la sua versione di aver dato i soldi a IM 1 a metà gennaio 2011 e pertanto quando il Natale era ormai già passato.
Inoltre, __________, nonostante dichiari di conoscere IM 1 da più di 20 anni, non sa dove abita, non sa che risiede in __________ e soprattutto non sa cosa fa nella vita. Nonostante ciò gli consegna la considerevole somma di ben Euro 15'000 senza nemmeno farsi rilasciare uno straccio di ricevuta in merito all’affidamento di quei soldi che IM 1 doveva portare a suo fratello in __________, a suo dire per pagare gli operai che gli stavano costruendo la casa, visto che __________ stesso ha dichiarato di aver firmato la dichiarazione prodotta agli atti (solo) in ottobre 2011.
Un ulteriore elemento che milita per la poca attendibilità delle dichiarazioni del teste, la si evince dal fatto che IM 1 ha dichiarato di aver ricevuto i soldi da __________ “all’interno del suo ristorante” di __________, mentre __________ ha dichiarato di aver consegnato i soldi a IM 1 nel “parcheggio davanti casa mia”.
Queste evidenti contraddizioni hanno condotto la Corte a non credere alle dichiarazioni del teste e pertanto alla versione dell’imputato che il teste avrebbe dovuto suffragare.
5.6. Infine, un ultimo elemento che milita per l’inattendibilità della versione dei fatti dell’imputato riguarda l’acquisto dell’auto in Germania, laddove in inchiesta IM 1 non è stato nemmeno capace di indicare il nome dell’autosalone al quale si era indirizzato per l’acquisto dell’auto, mentre che al dibattimento ha dichiarato invece che si trattava di un privato; durante l’inchiesta ha dichiarato che l’autosalone si trovava vicino a __________, in aula ha indicato che il venditore dell’auto si trovava vicino a __________; in inchiesta ha dichiarato inoltre che si trattava di una Mercedes Viano del 2006 3000cc a diesel, al dibattimento che si trattava di una Mercedes classe E.
5.7. Ebbene, sulla base di tutte queste considerazioni la Corte non ha creduto alla versione di IM 1 a detta del quale Euro 30'000 dei soldi sequestrati erano suoi, ciò che risulta confermato anche e non da ultimo dal fatto che questa versione è palesemente contraddetta dal riscontro oggettivo che non ci sono, tra i 7 mazzi di banconote sequestrati, 2 mazzi di banconote per la somma di Euro 30'000 né un solo pacchetto contenente la suddetta cifra, ciò che porta a ritenere definitivamente che la sua versione di essere proprietario di una parte di quei soldi, non è per nulla credibile.
La stessa considerazione vale, mutatis mutandis, per i soldi di __________; infatti, non vi è nemmeno un pacchetto, tra quelli sequestrati, contenente la somma da lui indicata di Euro 15'400.
Ora, non essendovi alcun motivo per mescolare il denaro appartenente a tre persone distinte, detti riscontri portano a ritenere indubbiamente che l’importo di Euro 90'400 fa capo ad una sola persona.
5.8. In base alle risultanze agli atti, la Corte ritiene comprovato che tale importo sia interamente da ricondurre al proprietario e conducente dell’auto, vale a dire a __________ detto __________, e più precisamente al traffico internazionale di stupefacenti da lui gestito e ai relativi proventi, come risulta comprovato in modo incontrovertibile dagli atti acquisiti dall’Autorità __________, che fanno esplicito riferimento al fermo da parte dei doganieri il 27 gennaio 2011 e al sequestro di Euro 90'400, indicando che quel giorno __________ si stava recando, con due connazionali, dai fornitori in Olanda, dopo aver ricevuto, nei giorni precedenti, cocaina che aveva provveduto a vendere alla rete di spacciatori.
Infine, del resto, la latitanza di __________ non fa che comprovare ulteriormente - qualora ce ne fosse ancora bisogno - il suo coinvolgimento a pieno titolo nel traffico internazionale di stupefacenti, così come la circostanza che __________ non si sia più presentato all’autorità svizzera comprova la sua responsabilità per i fatti oggetto del presente procedimento.
5.9. L’imputato - ha ritenuto ancora la Corte - era sicuramente a conoscenza dell’origine illecita dei soldi nascosti in auto, vero è che ha reso dichiarazioni altalenanti e contraddittorie che non si spiegano altrimenti se non con la consapevolezza dell’origine dei soldi provenienti dal traffico internazionale di stupefacenti gestito da __________.
Ciò posto, la Corte ha confermato l’imputazione di riciclaggio di denaro.
6. Colpa e pena
La colpa di IM 1 è senz’altro importante poiché la cifra riciclata è consistente e l’imputato non si è affatto assunto la responsabilità dei suoi atti, per cui la Corte ha ritenuto adeguata alla sua colpa la pena detentiva di 6 mesi, sospesi condizionalmente per 2 anni, vista l’assenza di precedenti e ritenuto che l’imputato si è comunque presentato al dibattimento, per cui la prognosi non può essere ritenuta sfavorevole.
7. Tassa di giustizia e spese procedurali
Visto l’esito del procedimento, la tassa di giustizia di fr. 500.-- e le spese procedurali sono poste a carico del condannato (art. 426 cpv. 1 CPP).
Visti gli art. 12, 40, 42, 44, 47, 305bis CP;
82, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
IM 1
1. è autore colpevole di:
riciclaggio di denaro
per avere,
il 27 gennaio 2011, in correità con __________ e __________, importando dall’Italia alla Svizzera, attraverso il valico di __________ di __________, la somma complessiva di Euro 90'400.00 celata nel sottotetto e nel piantone della porta anteriore destra della vettura Mini Cooper targata __________, compiuto un atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provenivano da un crimine e meglio da un traffico internazionale di sostanze stupefacenti,
e meglio come descritto nel decreto d’accusa n. 111/2014 dell’8 aprile 2014.
2. Di conseguenza, IM 1 è condannato alla pena detentiva di 6 (sei) mesi.
3. L’esecuzione della pena detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2 (due).
4. La tassa di giustizia di fr. 500.-- e le spese procedurali sono a carico del condannato.
5. Questo giudizio può essere impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale. L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise correzionali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.
Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona
- Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano
- Sezione della Popolazione, ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona
- Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS), Nussbaumstrasse 29, 3003 Berna
Per la Corte delle assise correzionali
La Presidente La vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 500.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 114.50
fr. 814.50
============