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Ticino Tribunale penale cantonale 07.09.2015 72.2014.43

7. September 2015·Italiano·Tessin·Tribunale penale cantonale·HTML·1,281 Wörter·~6 min·3

Zusammenfassung

Falsità in documenti, ripetuta; bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento ripetuta (art. 163 cfr 1 CP, 251 cfr 1 CP)

Volltext

Incarto n. 72.2014.43

Lugano, 7 settembre 2015/lc

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte delle assise correzionali di Bellinzona

composta da:

giudice Mauro Ermani, Presidente

Veronica Lipari, vicecancelliera

sedente nell’aula penale minore di questo palazzo di giustizia, per giudicare

nella causa penale      Ministero Pubblico

e in qualità di accusatore privato:

ACPR 1

contro

IM 1 nata, e domiciliata a  rappresentata dall’ DUF 1

imputata, a norma dell'atto d'accusa 41/2014 dell'1°.04.2014 emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di

                                   1.   falsità in documenti, ripetuta

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località, dal mese di maggio del 2010 al mese di maggio del 2013,

al fine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente attestato o fatto attestare in un documento, contrariamente alla verità, un fatto di importanza giuridica,

e meglio per avere,

allestito 10 certificati di salari falsi riferiti al suo salario ed a quello dell’ignaro marito, segnatamente:

                                     -   __________, __________, paga 2010;

                                     -   __________, __________, paga 2011;

                                     -   __________, __________, paga 2012;

                                     -   __________, __________, paga 2013;

                                     -   __________, __________, busta paga 30.04.2011;

                                     -   __________, __________, busta paga 30.06.2012

                                     -   __________, __________, busta paga 31.07.2012

                                     -   __________, __________, busta paga 30.08.2012

                                     -   __________, __________, busta paga 28.02.2013

                                     -   __________, __________, busta paga 31.03.2013

da lei preparati a computer e attestanti, contrariamente al vero, che lei ed il marito, conseguivano un reddito mensile inferiore a quello reale, facendo altresì uso, a scopo di inganno, di tali documenti, producendoli ACPR 1 che li ha allegati ai verbali di pignoramento di data 01.03.2010, 30.05.2011, 13.09.2012 e 17.04.2013

conseguendo in tale modo un indebito vantaggio consistente nel mancato pignoramento in danno dei creditori di CHF 87'023.02, dal suo salario e CHF 84'602.98 dal salario del marito.

                                   2.   bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento, ripetuta

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località, nel periodo da maggio 2010 al maggio 2013,

in danno dei suoi creditori, diminuito fittiziamente il proprio attivo, in particolare simulato entrate mensili inferiori a titolo di salario,

indicando, contrariamente al vero, in occasione dei verbali di pignoramento di data 01.03.2010, 30.05.2011, 13.09.2012 e 17.04.2013 mediante i documenti falsi di cui sub. 1, di ricevere (sia l’imputata che il di lei marito) mensilmente a titolo di salario, importi inferiori rispetto alla realtà,

facendo così credere ACPR 1 di avere disponibilità economiche inferiori rispetto a quelle reali a titolo di salario, tanto che detto Ufficio ha poi emesso gli attestati carenza beni per CHF100’601.25 a carico di IM 1 nonché per CHF 27'181.15 a carico di __________

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: dagli art. 163 cifra 1 CP, art. 251 cifra 1 CP;

Presenti:                     -   la Procuratrice pubblica PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputata IM 1, assistita dal suo difensore d’ufficio, DUF 1.

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 14:15 alle ore 15:35.

Sentiti:                        -   il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

I fatti sono ammessi e il diritto non è contestato. In merito alla commisurazione della pena, a mente della PP la colpa è grave e non ci sono circostanze particolarmente favorevoli. Tutto ponderato, chiede che sia condannata ad una pena detentiva di 1 anno e 3 mesi di cui 6 mesi da espiare;

                                     -   l’avv. DUF 1, difensore dell’imputata IM 1, la quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

Conferma che I fatti sono ammessi e il diritto non è contestato. Sottolinea come la detenzione avrebbe conseguenze nefaste sulla vita dell’imputata e sulla sua intera famiglia. Ha falsificato i certificati perché non vedeva altra via d’uscita, lo scopo era di risolvere il problema del sostentamento della sua famiglia. A mente della difesa, l’imputata è sinceramente pentita. La signora IM 1 ha quasi 50 anni, si è prodigata nella ricerca di lavoro, ha studiato in ambito di contabilità, ha seguito corsi con ottimi risultatiLa sua figura di nonna con la nascita dei nipotini è diventata fondamentale. Senza l’aiuto giornaliero della nonna la figlia non potrebbe più lavorare, finirebbero tutti in assistenza. IM 1 ha subito riconosciuto la sua colpa, ha collaborato. Chiede la condanna ad una pena minima, tenuto conto delle condizioni personali della persona, non da espiare, in caso contrario vi sarebbero conseguenze nefaste sull’intero assetto famigliare. Chiede una pena posta al beneficio della sospensione condizionale, subordinatamente da espiare con il braccialetto o un’altra misura che tenga conto che la sig.ra IM 1 vorrebbe poter essere presente a casa come aiuto alla sua famiglia.

Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

visti gli art.                      12, 40, 42, 44, 47, 49, 69, 163, 251 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

                                   1.   è autrice colpevole di:

                               1.1.   falsità in documenti ripetuta

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località, dal mese di maggio del 2010 al mese di maggio del 2013,

al fine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente attestato o fatto attestare in un documento, contrariamente alla verità, un fatto di importanza giuridica,

e meglio per avere,

allestito 10 certificati di salari falsi riferiti al suo salario ed a quello dell’ignaro marito, segnatamente:

                                     -   __________, __________, paga 2010;

                                     -   __________, __________, paga 2011;

                                     -   __________, __________, paga 2012;

                                     -   __________, __________, paga 2013;

                                     -   __________, __________, busta paga 30.04.2011;

                                     -   __________, __________, busta paga 30.06.2012

                                     -   __________, __________, busta paga 31.07.2012

                                     -   __________, __________, busta paga 30.08.2012

                                     -   __________, __________, busta paga 28.02.2013

                                     -   __________, __________, busta paga 31.03.2013

da lei preparati a computer e attestanti, contrariamente al vero, che lei ed il marito, conseguivano un reddito mensile inferiore a quello reale, facendo altresì uso, a scopo di inganno, di tali documenti, producendoli ACPR 1 che li ha allegati ai verbali di pignoramento di data 01.03.2010, 30.05.2011, 13.09.2012 e 17.04.2013

conseguendo in tale modo un indebito vantaggio consistente nel mancato pignoramento in danno dei creditori di CHF 87'023.02, dal suo salario e CHF 84'602.98 dal salario del marito.

                               1.2.   bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento ripetuta

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località, nel periodo da maggio 2010 al maggio 2013,

in danno dei suoi creditori, diminuito fittiziamente il proprio attivo, in particolare simulato entrate mensili inferiori a titolo di salario,

indicando, contrariamente al vero, in occasione dei verbali di pignoramento di data 01.03.2010, 30.05.2011, 13.09.2012 e 17.04.2013 mediante i documenti falsi di cui sub. 1, di ricevere (sia l’imputata che il di lei marito) mensilmente a titolo di salario, importi inferiori rispetto alla realtà,

facendo così credere ACPR 1 di avere disponibilità economiche inferiori rispetto a quelle reali a titolo di salario, tanto che detto Ufficio ha poi emesso gli attestati carenza beni per CHF 100’601.25 a carico di IM 1 nonché per CHF 27'181.15 a carico di IM 1;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

                                   2.   Di conseguenza,

IM 1 è condannata

alla pena detentiva di 15 (quindici) mesi.

                                   3.   L’esecuzione della pena detentiva è sospesa e alla condannata è impartito un periodo di prova di anni 5 (cinque).

                                   4.   È ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro.

                                   5.   La tassa di giustizia di fr. 500.- e le spese procedurali sono a carico della condannata.

                                   6.   Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

                               6.1.   La nota professionale dell’avv. DUF 1 è approvata per:

onorario                      fr.      3'780.00

spese                          fr.         458.00

IVA (8%)                     fr.         339.05

totale                           fr.      4'577.05

                               6.2.   La condannata è tenuta a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 4’577.05 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Intimazione a:          -  

Comunicazione a:  -  

Per la Corte delle assise correzionali

Il Presidente                                                          La vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia                              fr.           500.--

Inchiesta preliminare                       fr.           200.--

Altri disborsi (postali, tel., ecc.)       fr.             81.80

                                                             fr.           781.80

                                                             ============