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Ticino Tribunale penale cantonale 08.10.2010 72.2010.84

8. Oktober 2010·Italiano·Tessin·Tribunale penale cantonale·HTML·14,906 Wörter·~1h 15min·2

Zusammenfassung

Accoltellamento in una discoteca: condannato per duplice tentato omicidio intenzionale (dolo eventuale). Pestaggio in correità: ritenuto il reato di lesioni semplici invece di quello di aggressione

Volltext

Incarto n. 72.2010.84

Lugano, 8 ottobre 2010/rb

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Corte delle assise criminali

composta dai giudici:

Marco Villa (Presidente) GI 1 GI 2  

e dagli assessori giurati:

AS 1 AS 3 AS 5 AS 6 AS 7  

con la segretaria:

Orsetta Bernasconi, vicecancelliere

Conviene nell’aula penale di questo palazzo di giustizia

per giudicare

AC 1  

detenuto dal 24 gennaio 2010;

prevenuto colpevole di:

                                   1.   tentato duplice omicidio intenzionale,

per avere, il 24 gennaio 2010,

a __________, all’interno della discoteca PC 4,

per un futile motivo, utilizzando un coltello avente una lama di 10 cm, inferto a PC 1 quattro coltellate delle quali una dalla testa al collo lunga 20/25 cm., una all’emitorace sinistro e due all’emiaddome sinistro delle quali una perforava a tutto spessore la parete provocando l’erniazione di alcune anse intestinali,

nonché colpito PC 2 amico di PC 1, con sei coltellate di cui una all’emitorace sinistro che determinò un idro-pneumotorace e una contusione polmonare, quattro all’addome delle quali una trapassò la parete addominale giungendo a ledere il fegato ed il legamento gastro-colico ed una al braccio sinistro,

provocando ad entrambi lesioni gravi che necessitarono la sottoposizione delle vittime ad intervento chirurgico;

                                   2.   aggressione

per avere, il 22 gennaio 2010,

a __________, all’esterno della discoteca __________, verso le ore 03.00,

preso parte unitamente a __________, all’aggressione di PC 3 con la conseguenza del ferimento della vittima che riportò le lesioni meglio indicate nel certificato medico del PS della Clinica __________ di __________ agli atti;

                                   3.   infrazione alla LF sulle armi

per avere,

il 24 gennaio 2010, a __________, all’interno della discoteca PC 4,

portato su di se senza diritto, un coltello a serramanico, avente una lama di 10 cm;

                                   4.   contravvenzione alla LF sugli stupefacenti

per avere,

senza essere autorizzato,

a __________, nel periodo 2007 e fino al 24 gennaio 2010,

consumato un imprecisato ma minimo quantitativo di marijuana ed una striscia di cocaina,

nonché detenuto, presso il proprio domicilio, 1,09 grammi netti di marijuana, sostanza sequestrata dalla Polizia Cantonale il 24.01.2010;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: art. 111 CP, art. 134 CP; art. 33 cpv. 1 LARM, art. 19a LS;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 82/2010 del 5 luglio 2010, emanato dal Procuratore Pubblico.

Presenti

§ Il Procuratore Pubblico _________________. § L'accusato, AC 1, assistito dai difensori di fiducia DF 1 e __________ __________. § RC 1 in rappresentanza della parte civile PC 1. § RC 2 in rappresentanza della parte civile PC 2.  

Espleti i pubblici dibattimenti

                                     -   mercoledì 6 ottobre 2010 dalle ore 09:30 alle ore 18:30

                                     -   giovedì 7 ottobre 2010 dalle ore 10:00 alle ore 16:30

                                     -   venerdì 8 ottobre 2010 dalle ore 09:30 alle ore 16:10

Con riferimento al punto 2 dell’atto di accusa, il presidente, richiamato l’art. 250 CPP, in alternativa e in subordine prospetta all’accusato il reato di lesioni semplici ai sensi dell’art. 123 CP per avere, il 22.1.2010, a __________, all’esterno della discoteca __________, verso le ore 03.00, intenzionalmente colpito con un pugno al viso PC 3 provocandogli una ferita lacero contusa all’interno del labbro inferiore così come da certificato medico 22.1.2010 della Clinica __________ di __________. Le parti dichiarano di non opporsi a questa prospettazione.

Col conseso delle parti la pubblica accusa rettifica il punto 4 dell’atto di accusa riportando il periodo dal 8.10.2007 al 24.1.2010. L’atto di accusa è modificato di conseguenza.

Il giudice, col consenso delle parti, precisa la data di inizio dell’eventuale reato di cui al punto 4 dell’atto d’accusa al 9.10.2007. L’atto di accusa è modificato di conseguenza.

Sentiti                        §   Il Procuratore Pubblico, per la sua requisitoria il quale, dopo aver ripercorso le circostanze dell’arresto e i fatti alla base dell’accusa di cui al punto 1 dell’atto di accusa, passa in rassegna le versioni rese al proposito dalle parti civili e dall’accusato, che in ragione delle risultanze in atti non può essere ritenuto credibile. Riassume poi gli accertamenti e le conclusioni medico legali sulle ferite delle vittime, senza dubbio potenzialmente letali, e, quindi, i fatti e le risultanze alla base dell’accusa di aggressione di cui al punto 2 dell’atto di accusa ritenendo anche qui più attendibile la versione della vittima.

                                    §   RC 1, in rappresentanza della PC 1, il quale si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza dell’accusato e conclude chiedendo l’accoglimento delle pretese di risarcimento avanzate con l’istanza versata agli atti e meglio fr. 80'000.- a titolo di torto morale, fr. 3'118.70 per danni materiali e fr. 13'573.35 per spese legali.

                                    §   RC 2, in rappresentanza della PC 2, il quale pure si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza dell’accusato e chiede che l’accusato sia condannato a risarcire il suo patrocinato nella misura di fr. 60'000.- per il torto morale subito, fr. 15'774.15 per spese legali e fr. 22'862.45 per danni materiali.

                                    §   DF 1, difensore di AC 1, il quale, senza voler banalizzare i fatti, contesta la realizzazione del reato di omicidio sostenendo in merito al punto 1 dell’atto di accusa che si sia invece trattato di lesioni corporali: nei confronti di PC 1 gravi e nei confronti di PC 2 semplici qualificate, subordinatamente gravi, ritenuto comunque in questo caso l’applicazione dell’art. 16 CP ovvero considerando un eccesso di legittima difesa (discolpante).

Contesta quindi il reato di aggressione di cui al punto 2 dell’atto di accusa sostenendo essere invece adempiuta la fattispecie dell’art. 123 n. 1 CP (lesioni semplici) e quo alla contravvenzione alla LStup ritiene trattarsi di un caso poco grave per cui, in virtù dell’art. 19a n. 2 LStup, chiede, qui, di prescindere dalla condanna. Per il resto, chiede la riduzione della pena proposta dal PP, da contenersi in al massimo 6 anni, anche nella denegata ipotesi in cui fosse ritenuta la fattispecie del tentato omicidio.

Chiede, infine, il rinvio delle parti civili al foro civile ritenuto come le pretese avanzate (segnatamente quelle relative al torto morale) non siano sufficientemente sostanziate e, comunque, eccessive.

Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguenti

quesiti:

AC 1

                                   1.   è autore colpevole di:

                               1.1.   tentato omicidio intenzionale

il 24.1.2010 a __________ ai danni di:

                            1.1.1.   PC 1;

                         1.1.1.1.   trattasi invece di lesioni gravi;

                            1.1.2.   PC 2;

                         1.1.2.1.   trattasi invece di lesioni gravi;

                         1.1.2.2.   trattasi invece di lesioni semplici qualificate ex art. 123 n. 2 CP;

                         1.1.2.3.   ha egli agito in stato di legittima difesa discolpante ex art. 16 cpv. 1 CP;

                               1.2.   aggressione

ai danni di PC 3 il 22.1.2010 a __________, unitamente a __________;

                            1.1.2.   trattasi invece di lesioni semplici ex art. 123 n. 1 CP;

                               1.3.   infrazione alla LF sulle armi

per avere, senza diritto, il 24.1.2010 a __________ portato seco un coltello a serramanico avente una lama di 10 cm;

                               1.4.   contravvenzione alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, nel periodo 9.10.2007/24.1.2010 a __________,

                            1.4.1.   consumato un quantitativo minimo di marijuana e una striscia di cocaina;

                            1.4.2.   detenuto 1,09 grammi netti di marijuana;

                            1.4.3.   trattasi di caso poco grave ai sensi dell’art. 19a n. 2 LStup;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa e precisato nel verbale dibattimentale?

                                   2.   Può beneficiare della sospensione condizionale?

                                   3.   Deve un risarcimento alle seguenti PC:

                               3.1.   PC 1;

                               3.2.   PC 2;

e se sì in che misura?

                                   4.   Deve subire la revoca della sospensione condizionale dell’esecuzione della pena pecuniaria di 75 aliquote giornaliere di fr. 30.- cadauna di cui al decreto d’accusa 8.2.2010 del Ministero Pubblico del __________ oppure deve essergli inflitta una pena unica ai sensi dell’art. 46 CP?

                                   5.   Deve essere ordinata la confisca rispettivamente il sequestro conservativo di:

                               5.1.   1 coltello serramanico;

                               5.2.   1,09 grammi netti di marijuana;

                               5.3.   171,7 grammi netti di acido borico;

                               5.4.   1 patente di guida nr. __________;

                               5.5.   vestiti indossati dall'accusato la notte del 24.1.2010;

                               5.6.   1 telefono cellulare __________, IMEI __________;

                               5.7.   1 carta SIM __________, nr. __________;

                               5.8.   1 __________, nr. __________ di __________;

                               5.9.   1 chiave __________ 8 nr. __________;

                             5.10.   1 chiave __________ 8 __________,

                             5.11.   1 chiave bucalettere __________ nr. __________;

                             5.12.   vestiti indossati da PC 1 la notte del 24.1.2010;

                             5.13.   vestiti indossati da PC 2 la notte del 24.1.2010?

Considerato                   in fatto ed in diritto

                                    I)   Vita e precedenti penali di AC 1

                                   1.   In merito alla vita anteriore e ai precedenti penali di AC 1 si richiamano i seguenti passaggi del suo verbale d’interrogatorio in Polizia del 29.3.2010 con la precisazione che, salvo differente indicazione nel prosieguo della presente sentenza, l’atto istruttorio (di seguito solo AI) a cui si farà sempre riferimento è quello di cui all’incarto (di seguito solo Inc.) del Ministero Pubblico (di seguito solo MP) ___________:

“ Sono nato a __________ il ____________.

In famiglia siamo due maschi ed una femmina. La primogenita è mia sorella __________.. Lei è nata il __________. Vi è poi mio fratello __________. che è nato a ________________. Per finire il sottoscritto.

Mia sorella ha lavorato come cameriera in alberghi e ristoranti. È ora in attesa di decisione per beneficiare di una rendita d’invalidità.

Mio fratello ha intrapreso, senza concludere la professione di muratore. Attualmente è in carcere in __________ per reati legati agli stupefacenti.

Mio padre __________ __________ abita a __________. I miei genitori si sono separati nel 1991. È sempre stata mia mamma che si è occupata di crescerci.

Mio padre, per quanto ne so, fa il pittore. Non ho contatti con lui, da quando sono piccolo.

Devo fare una precisazione. __________ __________ è unicamente padre putativo. Ad agosto dell’anno scorso, ho scoperto che il mio vero padre - biologico - è __________ __________. Cittadino __________ che abita in quel Paese. Lui ora è in pensione. Non ho idea di cosa facesse prima di lavoro…Mio fratello e mia sorella, dovrebbero invece essere realmente figli di __________ __________

La prima a lasciare il Paese e venire in Italia, è stata mia mamma, nel 1990 o giù di lì. Lei è venuta su poiché ha conosciuto un cittadino italiano, con cui si è sposata. __________ __________, questo è il nome del marito di mamma. Loro sono ora di fatto separati. Non credo che siano già divorziati.

Mia sorella è stata la prima a raggiungere, nel 1998, nostra mamma in Italia. Siamo poi seguiti io e mio fratello nel 2000. Abbiamo abitato a __________ sino al 2004. Mamma ha lasciato l’Italia forse nel 2002/03, poiché si era messa assieme a __________ __________. Con lui era venuta ad abitare in Svizzera, a __________. Anche noi figli abbiamo seguito nostra mamma dopo un paio d’anni e siamo arrivati in _____.

Ho frequentato l’asilo e le scuole elementari (6 anni) a __________. In Italia ho poi frequentato le scuole medie (3 anni) a __________. Ho poi seguito per un anno il liceo tecnico economico, a __________. A seguito del trasloco di mamma, ho abbandonato la scuola e anche io sono venuto in Svizzera. Ho praticato e concluso l’apprendistato di montatore di impianti di riscaldamento, lavorando per la ditta __________ di __________. Ho ottenuto il diploma nel 2008…

Ho continuato a lavorare per __________ sino ad ottobre 2009. A seguito di un infortunio, ho poi smesso di collaborare con questa ditta…

Sono in possesso di doppia cittadinanza. Quella __________, per ovvi motivi e quella italiana (ndr: conseguita il 9.11.2000, rapporto di inchiesta di Polizia giudiziaria 12.5.2010 allegato 101, di seguito solo RPG 12.5.2010) a seguito del matrimonio di mia mamma con un cittadino italiano. L’acquisizione è anche dovuta ai diversi anni di residenza in questo Paese.

Non possiedo nessuna sostanza. Possiedo un conto stipendio presso la banca __________ di __________. Non credo che ci sia un granché depositato.

In gioventù ho praticato il calcio, giocando nelle società di __________ e del __________. Ho giocato sino nella categoria allievi A. Ho poi dovuto smettere per problemi di salute (difficoltà di respirazione dovuto alle adenoidi)

Il mio passatempo preferito è giocare ed ascoltare musica”

(PS AC 1 29.3.2010).

Incensurato sia in Italia sia in __________ (doc. TPC 21 e RPG 12.5.2010 allegato 100), malgrado la sua giovane età, prima dei fatti di cui al punto 1 dell’atto d’accusa (di seguito solo AA), aveva già interessato a più riprese, sia come maggiorenne (doc. TPC 16 e 17) che come minorenne, l’autorità penale svizzera con reati anche violenti (art. 123 cfr. 1 cpv. 1 CP ed art. 285 cfr. 1 CP) in cui già si evidenziava il suo illecito possesso di un coltello ai sensi dell’art. 33 cpv. 1 lett. a) della LF sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni (di seguito solo LArm). In quest’ottica si richiamano le seguenti sue pregresse sentenze penali:

                                   --   decreto di ammonimento del 21.11.2006 della Magistratura dei minorenni (di seguito solo MM) in quanto ritenuto colpevole dei reati di violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari (art. 285 cfr. 1 CP), infrazione alla LArm (art. 33 cpv. 1 lett. a LArm) e contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico (art. 51 cpv. 1 LTP), fatti avvenuti a __________ nonché sulle tratte ferroviarie __________ - __________ e __________ - __________ nel periodo 4/11.5.2006, per i quali gli fu inflitto un ammonimento oltre che la condanna al versamento di fr. 340.- alle __________ a titolo di risarcimento danno (AI Inc. MP 2010.560);

                                   --   decreto del 14.2.2006 della MM in quanto ritenuto colpevole dei reati di lesioni semplici (art. 123 cfr. 1 cpv. 1 CP) e ripetuta circolazione con veicolo a motore senza licenza di condurre (art. 95 cfr. 1 della LF sulla circolazione stradale, di seguito solo LCStr), fatti avvenuti a __________ nonché sulla tratta __________ - __________ - __________ nel periodo 2007 / 28.8.2007, per i quali è stato condannato al pagamento di una multa di fr. 350.- (AI Inc. MP 2010.560);

                                   --   decreto di accusa (di seguito solo DA) del 13.8.2008 del MP del __________ per grave infrazione alle norme della circolazione (art. 90 cfr. 2 LCStr) a seguito di un suo superamento del limite di velocità in autostrada, reato da lui contestato, perlomeno in aula, asserendo che non era lui alla guida, fatti avvenuti il 13.8.2008 e per i quali è stato condannato, oltre che al pagamento di una multa di fr. 600.- (art. 42 cpv. 4 CP), ad una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di 10 aliquote da fr. 30.- ciascuna, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP), pena successivamente revocata con il DA del 18.5.2009 del MP del _________ (doc. TPC 17, AI Inc. MP 2010.560 ed art. 46 cpv. 1 CP);

                                   --   DA del 18.5.2009 del MP del _______ per grave infrazione alle norme della circolazione (art. 90 cfr. 2 LCStr), fatti avvenuti a __________ il 20.3.2009, per la cui violazione è stato condannato, oltre che al pagamento di una multa di fr. 600.- (art. 42 cpv. 4 CP), ad una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di 45 aliquote da fr. 30.ciascuna, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 4 anni (art. 44 cpv. 1 CP), pena successivamente revocata con il DA del 8.2.2010 del MP del ______________ (doc. TPC 16 e 17, AI Inc. MP 2010.560 ed art. 46 cpv. 1 CP);

                                   --   DA del 8.2.2010 del MP del ________ per guida senza licenza di condurre o nonostante la revoca (art. 95 cfr. 2 LCStr), fatti avvenuti a __________ il 30.9.2009, con susseguente sua condanna, oltre che al pagamento di una multa di fr. 500.- (art. 42 cpv. 4 CP), ad una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di 75 aliquote giornaliere da fr. 30.ciascuna, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 5 anni (art. 44 cpv. 1 CP nonché doc. TPC 16 e 17).

Da ciò per la Corte, tenuto conto del periodo di commissione del reato di cui al punto 4 AA, la decisione di erogargli, con l’odierna sua nuova condanna, una pena unica (art. art. 46 cpv. 1 CP) con il DA del 8.2.2010 del MP del __________ che sarà anche pena parzialmente aggiuntiva (art. 49 cpv. 2 CP e considerando 60 della presente decisione) ai DA del 13.8.2008 del MP del __________ nonché del 18.5.2009 e del 8.2.2010 del MP del ________.

Notasi non di meno come l’accusato non è stato l’unico della sua famiglia ad aver avuto dei problemi con la giustizia. Già si è detto dell’attuale stato detentivo in terra iberica di suo fratello __________ __________ (PS AC 1 29.3.2010) che del resto, nel corso del 2006, ebbe identici problemi anche in __________ così come meglio specificato, seppur con nessun credito quo agli effettivi motivi del suo attuale fermo in __________, nel proprio verbale d’interrogatorio di Polizia del 29.1.2010 della comune madre __________ __________:

“ Mio figlio __________ __________ si trova attualmente in carcere a __________. Le autorità __________ l’hanno condannato due anni fa perché hanno trovato un suo amico in che era in possesso, mi sembra, di 30 grammi di stupefacente. Non so che tipo di stupefacente fosse.

Siccome __________ __________ era in compagnia di questo amico, hanno condannato pure lui alla prigione…

L’inquirente mi chiede se __________ __________ ha avuto problemi con la giustizia Svizzera e io posso dire che nel 2006 lui ha avuto problemi.

Infatti io nel 2006, ho avuto problemi con la giustizia in __________. Non vorrei raccontare tutta la storia nel dettaglio perché mi fa ancora male.

Posso dire che qualcuno che abita a __________ mi aveva offerto dei soldi per andare in __________ a ritirare mezzo chilo di cocaina.

Lo scopo era appunto andare in __________, poi passare dal __________ per fare poi rientro in Svizzera. Purtroppo in __________, all’aeroporto, la polizia __________ mi ha fermata e mi ha trovato la droga, circa 10 chili. In mia compagnia c’era pure mia figlia ma che non era a conoscenza dello scopo del viaggio…

Sempre nel 2006 anche __________ __________ è stato arrestato ma in Svizzera perché quando ero in __________ avevo chiamato…__________ dell’antidroga per dirgli quanto successo.

I colleghi dell’antidroga ticinesi sono andati subito a casa mia, ove viveva con me __________ __________, e l’hanno arrestato perché in casa deteneva qualcosa per lavorare la droga.

I poliziotti, penso hanno collegato questo ritrovamento al fatto che io ero stata trovata in __________ con la droga.

Premetto che invece non era così. Io non sapevo cosa lui facesse e nemmeno lui sapeva perché ero andata in __________.

__________ __________ mi ha ammesso che la roba trovata a casa non era la sua ma però spacciava droga, ma non so cosa.

Mi sembra che __________ __________ sia stato detenuto in carcere qui a __________ per circa 7-8 mesi”

(PS R.__________ 29.1.2010)

madre che, sempre a suo dire, a seguito del suo arresto in __________ nel 2006, sarebbe rimasta in detenzione solo per 2 mesi e mezzo per poi rientrare, assieme alla figlia, in __________ (PS __________ __________ 29.1.2010).

L’accusato, di formazione montatore di impianti di riscaldamento, conseguito il relativo diploma nel 2008, ha continuato a lavorare come aiutante nella ditta di __________ dove, dall’ottobre 2004, aveva cominciato il suo apprendistato, facendosi però licenziare il 5.10.2009 non essendosi volontariamente più presentato sul posto di lavoro (AI 34). Da quella data sino al 24.1.2010 (punto 1 AA) non avrebbe più svolto alcuna attività, eccezion fatta per un qualche non meglio specificato lavoretto in nero per amici e conoscenti e, sempre in base al suo dire, si sarebbe mantenuto, divertimenti compresi, grazie ai suoi risparmi sui precedenti salari (AI 34), senza altresì dimenticare il suo acquisto, parzialmente pagato, di una autovettura __________ di seconda mano al prezzo, comprensivo delle necessarie riparazioni, di fr 6'600.- / 6'800.-, macchina che però non fu mai targata essendo in revoca della licenza di condurre (doc. TPC 16 e 17).

Non ancora soggetto fiscalmente imponibile (doc. TPC 16) e privo di attestati di carenza beni, nei suoi confronti, nel periodo 30.4.2010 / 19.7.2010, sono state spiccate tre esecuzioni per un complessivo importo di fr. 3'507,70 (doc. TPC 14).

Ad indiretta conferma del suo sporadico e minimo consumo di marijuana (punto 4 AA e considerando 33 della presente decisione), il 24.1.2010 è risultato negativo all’esame tossicologico (RPG 12.5.2010 allegato 26) mentre il suo tasso etanolemico al momento dei fatti di cui al punto 1 AA, conseguenza della sua assunzione presso la discoteca PC 4 di __________  di tre whisky con Red Bull (PS AC 1 28.1.2010), era del 0,93-1,45 g/kg alle ore 4.43, rispettivamente del 0,71-0,81 g/kg alle ore 6.55, momento del prelievo (RPG 12.5.2010 allegati 23 e 25).

Quo ai suoi progetti futuri in aula ha ribadito quanto già aveva indicato in uno scritto del gennaio 2010 (AI 16) alla Procuratrice Pubblica (di seguito solo PP), in altre parole il suo desiderio, una volta espiata la pena e sempre che fosse possibile, di restare in __________ trovando lavoro:

“ Vorrei chiedere di essere indulgente in quanto vorrei poter continuare a vivere in __________ dove sono molto legato ed avere la chance di ritornare ad una vita serena e normale, poter ricercare un posto di lavoro…Sono volenteroso e mi piace il mio lavoro e qua ho l’opportunità di proseguire gli studi e il mio diploma mi da la possibilità di costruirmi un futuro in regola”

(AI 16).

                                   2.   Senza particolari problemi di salute al momento dei fatti di cui al punto 1 AA e ricordato come la già prevista operazione al naso per le adenoidi e le tonsille (PS AC 1 24.1.2010) è stata eseguita durante la carcerazione preventiva, in sede d’istruttoria la difesa, con istanza del 2.4.2010 (AI 41), aveva postulato l’allestimento di una perizia psichiatrica in favore del suo protetto ricordato come lo stesso faticasse:

“ a dormire da quando aveva avuto un grave incidente stradale nella __________ il 16 agosto 2009, nel quale è morto suo zio. Il signor AC 1 era molto attaccato allo zio. Senza sapersene dare una ragione, in conseguenza dell’incidente di cui sopra, il signor AC 1, talvolta, si tagliuzzava il braccio con una lama. Ciò costituisce sicuramente un comportamento disturbato”

(AI 41).

La PP, prima di statuire in merito, di fatto negativamente visto come successivamente non venne più ordinata alcuna perizia, con il consenso della stessa difesa, il 12.4.2010 (AI 42), ha richiesto al Dr. Med. __________, quale responsabile del servizio di psichiatria delle strutture carcerarie ticinesi, di allestire:

“ una valutazione medico-psichiatrica che mi consenta di determinarmi quo alla necessità o meno dell’esecuzione di una siffatta perizia”

(AI 42).

Il relativo rapporto del 10.5.2010 del sopraccitato professionista (AI 49) ha di fatto attestato l’assenza di un qualsiasi grado di scemata imputabilità (art. 19 cpv. 1 e 2 CP) di AC 1 al momento dei fatti di cui al punto 1 AA:

“ Trattasi di un prevenuto che durante la carcerazione al Farera non ha presentato alcun problema di natura psicologica, non ha alcun precedente psichiatrico, si dimostra collaborante e disponibile al colloquio, senza alcun comportamento manipolativo…

All’esame oggettivo egli presenta un orientamento perfetto, la sfera cognitiva è priva di menomazioni, il tono dell’umore è eutimico, non si notano segni d’ansia, disturbi di percezione, contenuti deliranti o devianze nel corso o nei contenuti del pensiero. Non si osservano particolari tratti caratteriali che possono indirizzare verso una diagnosi dei disturbi caratteriali specifici. In particolare, non sono presenti quei tratti specifici di un disturbo borderline, narcisistici, paranoici o dissociali. La sua condotta può essere definita soltanto come un comportamento dissociale dell’adulto ed è codificata con il codice Z72.8 dell’ICD-10 o DSM-IV…

In conclusione, dall’esame clinico, dall’osservazione longitudinale e dal materiale raccolto non si rileva alcun elemento costituente un disturbo psichiatrico o un qualsiasi disturbo di salute psichico o fisico che possa incidere sull’imputabilità o sulla sua capacità di discernimento”

(AI 49).

                                   3.   Sia nel suo scritto del gennaio 2010 alla PP (AI 16) che nel suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 29.3.2010 l’accusato si è descritto come un ragazzo:

“ che non va in giro a far casino bensì a divertirmi e divertire in modo sano e non esagerato ”

(AI 16)

in altri termini come uno:

“ tranquillo che non ha mai cercato e trovato rogne.

Quando uscivo, badavo a divertirmi e basta. Ho sempre cercato di fare attenzione a non mettermi nei guai”

(PS AC 1 29.3.2010),

asserita sua tranquillità e buona indole attestata anche da alcune sue conoscenze che lo indicano come una persona dolce, pacata, che scherza e ride con tutti.

Sia come sia gli atti attestano però come all’accusato le ragazze piacciono particolarmente. In questo senso sua madre nel suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 29.1.2010:

“ Mio figlio è un tipo molto vivace, scherzoso. A lui piacciono molto le donne e le cambia spesso e questo non mi piace”

(PS R.__________ 29.1.2010)

circostanza confermata non solo dalle dichiarazioni di __________.__________ che lo ha definito come una sorta di “gallo nel pollaio”, cioè uno che si atteggia molto (PS __________.__________ 27.1.2010,), ma anche dalle stesse affermazioni dell’accusato (PP AC 1 11.3.2010) da cui la Corte ha potuto ricostruire la sua passata e, al momento dei fatti di cui al punto 1 AA, attuale situazione amorosa:

                                   --   periodo 2006 / marzo 2009: sentimentalmente legato a __________.__________ con cui, come dichiarato anche in aula dopo averlo abbozzato in sede di verbale d’interrogatorio dell’11.3.2010, aveva ripreso dei rapporti intimi a partire dal dicembre 2009;

                                   --   periodo marzo 2007 / settembre 2007: breve storia di circa sei mesi con __________.__________, sul cui ruolo in questa vicenda meglio si dirà nel capitolo VII della presente decisione e fermo restando come dal gennaio 2010 avessero ripreso ad avere dei rapporti sessuali tanto da non escludere di rimettersi insieme.

                                   --   dal 7.10.2009 inizio della sua relazione con __________.__________ che almeno formalmente figurava come la sua fidanzata ufficiale,

da cui, per la Corte, l’accertata conclusione di come il 24.1.2010 (punto 1 AA) l’accusato fosse perlomeno intimamente impegnato con tutte queste tre ragazze.

Rinviando a quanto verrà esposto nei considerandi 22 e 46 della presente decisione, l’accusato ha sempre dichiarato di non essere geloso e che quindi non è in quel sentimento che bisogna cercare il motivo del suo agire:

“ La PP mi fa presente che più persone, testimoni, che sono stati sentiti, riferiscono di aver sentito che io avrei accoltellato i due, per gelosia per via della __________.__________.

Rispondo che vorrà dire che non mi conoscono bene. In precedenza non sono mai stato geloso per nessuna ragazza. Aggiungo che se io sono geloso, è una cosa che io metto a posto con la ragazza e non con terzi”

(PP AC 1 5.5.2010).

                                   II)   Le parti civili PC 1, PC 2 e PC 3

                                   4.   PC 1, costituitosi parte civile (di seguito solo PC) il 6.5.2010 (RPG 12.5.2010 allegato 46) cronologicamente prima vittima dei fatti di cui al punto 1 AA, cittadino __________ e __________, nato a __________ __________, soprannominato __________, nome di un noto cantante, si è così descritto nel suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 26.1.2010:

“ all’età di 5 anni con la famiglia ci siamo spostati dal __________ in __________ dove ho frequentato le scuole dell’obbligo (elementari e medie) terminando gli studi all’età di 16 anni.

Ho esercitato diverse attività lucrative, dal magazziniere (1 anno), al muratore (5/6 mesi). Sono poi stato inserito in un programma occupazionale e di formazione professionale organizzato dal governo per un periodo di 3 mesi. Ho lavorato in nero quale operaio elettricista.

Nel periodo 2002/2003 ho trascorso un periodo di vacanza a __________ e ne ho approfittato per seguire dei corsi di formazione / studi normali, tipo scuole medie.

Negli ultimi 6 anni ho esercitato diverse attività sempre lavorando in nero.

I miei genitori abitano tutt’ora a __________.

Ho una sorella di 18 anni che vive a __________.

Economicamente vivo del guadagno in nero frutto del mio lavoro a __________”

(PS PC 1 26.1.2010).

La sua presenza sul suolo ticinese è dovuta al fatto che il 15.1.2010 a __________ è nato __________.__________, figlio avuto da __________.__________, cittadina svizzera di origine __________ domiciliata nel __________, da lui conosciuta in una discoteca di __________ quando, nei primi mesi del 2009, si trovava in __________ per una vacanza. Dopo una sua fugace visita in ospedale al nascituro ed un successivo suo soggiorno di circa una settimana a __________ da non meglio identificate altre amiche, questa PC si ripresenterà nell’appartamento di __________.__________ la notte di venerdì 22.1.2010 (documento dibattimentale 1, di seguito solo doc. dib., e verbale dibattimentale pag. 12) rimanendovi sino al pomeriggio di sabato 23.1.2010.

Malgrado quanto capitatogli PC 1 ha deciso di rimanere in __________ poiché intenzionato a riconoscere suo figlio, la cui procedura, perlomeno in base a quanto dichiarato in aula dal suo patrocinatore, sarebbe già in corso anche se la sua relazione con __________.__________ si è nel frattempo conclusa.

Titolare di un permesso L con scadenza al 31.10.2010 (doc. dib. 6 e verbale dibattimentale pag. 12), lavora attualmente come aiuto cucina presso l’Hotel __________ di __________ con un contratto stagionale che espirerà il prossimo 31.10.2010 ed un salario mensile netto di fr. 2'677,50 (doc. dib. 2 e verbale dibattimentale pag. 12).

Subito dopo i fatti di cui al punto 1 AA è stato sottoposto ad esami tossicologici ed etanolemici. Se i primi sono risultati negativi (AI 54), i secondi hanno evidenziato un tasso alcolico del 1,08-1,85 g/kg alle ore 4.47, rispettivamente del 0,94-1,04 g/kg alle ore 8.10, momento del prelievo (RPG 12.5.2010 allegato 40).

                                   5.   In merito ad PC 2, costituitosi PC il 7.5.2010 (RPG 12.5.2010 allegato 51), seconda vittima dei fatti di cui al punto 1 AA, gli atti attestano che trattasi di un cittadino __________, nato a __________ il __________, apparentemente residente a __________, sposato con una cittadina italiana di 19 anni più anziana di lui, di professione gelataio disoccupato.

Arrivato in Italia il 15.2.2007 (RPG 12.5.2010 allegato 53) dopo aver lasciato al suo paese d’origine un’altra donna dalla quale, il 7.8.2006, ha avuto un figlio, non ha atteso molto tempo, e meglio l’estate del 2007, per iniziare una nuova relazione sentimentale con una cittadina svizzera di 41 anni, domiciliata a __________, dalla quale, l’8.9.2008, ha avuto una bambina  e presso la cui abitazione si è trasferito a partire dall’1.11.2009.

Dal fisico possente (190 centimetri per 90 chili, verbale dibattimentale pag. 12), tanto che in aula le parti lo hanno definito come un “armadio a due ante”, sembrerebbe intenzionato a riconoscere la bambina ed a sposarsi con I.__________, che così lo descrive nel suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 28.1.2010:

“ è amico di tutti, è leale, estroverso. Che io sappia non penso avesse dei nemici particolari. A lui piace uscire con gli amici e frequentare discoteche e bar…

Lui ha molte conoscenze a __________, non solo persone __________, ma anche ticinesi. Lui è anche iscritto alla palestra…dove si diletta nell’alzare i pesi…

Qua in __________ usa la mia macchina”

(PS I.__________ 28.1.2010).

Asseritamente titolare di un permesso B (verbale dibattimentale pag. 12), comunque non agli atti, prima dei fatti di cui al punto 1 AA lavorava come tuttofare presso l’ Hotel __________ a __________ dove I.__________ è capo del personale. Dal 4.5.2010, terminata la convalescenza susseguente i fatti del 24.1.2010 (punto 1 AA), è impiegato come lavapiatti presso lo stesso hotel di PC 1, con un salario mensile netto di fr. 2'608,95 in forza ad un simile contratto stagionale scadente il prossimo 31.10.2010 (doc. dib. 4 e verbale dibattimentale pag. 12).

                                   6.   Della PC 3 costituitosi il 25.2.2010  e vittima dei fatti di cui la punto 2 AA, gli atti dicono solo che si tratta di un cittadino __________, nato il ____________ nella __________, coniugato, residente a I-__________, di professione cameriere disoccupato (.

                                   7.   Sino al 24.1.2010 (punto 1 AA) con PC 1 e PC 2, AC 1 non aveva mai avuto alcun tipo di rapporto, trattandosi per lui solo di semplici conoscenti occasionali che al massimo salutava quando li incontrava per strada o in qualche discoteca. In questo senso l’accusato nel suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 28.1.2010:

“ io con PC 2 e con PC 1, non ci ho mai avuto a che fare.

PC 1 è da poco che lo vedo in giro. Lo vedevo al __________ di __________. Lui girava con altre persone, che però non conosco. E’ una questione di cultura, tra di noi ci si saluta, senza necessariamente conoscerci.

PC 2, che oggi so chiamarsi __________, lo conosco - di vista - da più tempo. Lui ha un __________, __________ o __________. Lo vedevo in giro a __________. Sono pochi i __________ che girano con un’auto così bella…

ADR:   che io non ho mai né bevuto, né chiacchierato con nessuno dei due.

ADR:   che io non nutro nessun genere di sentimento nei loro confronti. Questo per dire che io non vedo nessun motivo per cui avessi dovuto colpirli così come successo”

(PS AC 1 28.1.2010)

con l’ulteriore aggiunta in sede dibattimentale di averli visti assieme, uno o due mesi prima dei fatti del PC 4 (punto 1 AA), in una discoteca di __________ (verbale dibattimentale pag. 7), richiamando così la seguente sua dichiarazione dinanzi alla PP dell’11.3.2010:

“ PC 1 lo avevo visto in giro 2 o 3 volte in discoteca ed era sempre, in queste occasioni, accompagnato da PC 2”

(PP AC 1 11.3.2010).

Reciprocamente dello stesso ordine di idee sia PC 1 nel suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 25.1.2010:

“ l’avevo visto ca. 8 o 9 mesi orsono a __________ in modo del tutto casuale. Come detto non ho mai parlato con questa persona”

(PS PC 1 25.1.2010)

che PC 2 nella sua audizione dinanzi alla PP dell’11.3.2010 dove afferma di conoscerlo:

“ perché lo avevo già visto in giro a __________, __________ e nei locali e ci si salutava”

(PP PC 2 11.3.2010)

da cui, per la Corte, l’innegabile conclusione, ammessa anche dallo stesso accusato, che antecedentemente al 24.1.2010 (punto 1 AA), tra questi tre protagonisti non vi fosse mai stato alcun motivo di attrito o altra causale negativa che potesse in qualche modo giustificare od essere all’origine di quanto poi avvenuto il 24.1.2010 (punto 1 AA).

Quo ai suoi rapporti con PC 3 vale, per l’accusato, la medesima conclusione visto come in sede dibattimentale abbia dichiarato come per lui fosse solo:

“ un semplice conoscente e con lui non aveva alcun motivo di lite”

(verbale dibattimentale pag. 12).

In merito a ciò anche PC 3 si esprime in identico modo nel suo verbale d’interrogatorio dinanzi alla PP del 24.3.2010:

“ ADR: che conosco AC 1 e LS:__________ di vista. Non li ho mai frequentati. Non ho mai girato con queste persone e non ho mai bevuto qualcosa con loro”

(PP PC 3 24.3.2010)

fermo restando come per cercare di comprendere l’agire dell’accusato, il 22.1.2010, al disco bar __________ di __________ (punto 2 AA) questa PC ha non di meno dato una precisa giustificazione e cioè perché lui frequentava:

“ come amica __________.__________ che è la ex ragazza di AC 1, è questo il motivo per il quale AC 1 non poteva vedermi.

AC 1 sa che io frequento __________.__________ e quindi è geloso”

(PP PC 3 24.3.2010)

ricordato come questa ragazza, oltre ad essere una delle ex di AC 1, in quello stesso periodo, con l’accusato, aveva ripreso ad avere dei rapporti intimi (considerando 3 della presente decisione).

                                  III)   L’arresto del 24.1.2010 di AC 1

                                   8.   Il 24.1.2010, verso le ore 4.30, __________ __________, responsabile del servizio di sicurezza all’esterno del PC 4, notò una colluttazione tra due ragazzi, poi identificati in AC 1 e PC 2, sul pianerottolo di una scala interna all’entrata della discoteca (RPG classificatore 3, accertamento tecnico e documentazione fotografica della Polizia Scientifica del 20.4.2010 e del 10.5.2010 - di seguito solo classificatore 3 - sezione 3, fotografie da 82 a 94 e da 161 a 164).

In merito al successivo suo intervento __________ __________ così si esprime nel proprio verbale d’interrogatorio di Polizia del 24.1.2010, poi successivamente confermato dinanzi alla PP:

“ Questa notte verso le 0430 notavo una colluttazione tra due ragazzi su di un pianerottolo delle scale che portano a due sale separate: la __________ (dove si suona musica __________) e la __________ (con musica __________ appunto).

A precisa domanda rispondo che in sostanza ho visto due persone che andavano ad urtare contro la parete antistante il pianerottolo. Era evidente la colluttazione tra i due. Con questo intendo dire che vedevo due persone che stavano uno addosso all’altro.

C’era molta gente nei pressi dell’uscita e zona guardaroba. Ho notato questo movimento fuori dal normale e sono subito intervenuto affiancato dal collega __________.__________.

Non ho visto con precisione la dinamica della colluttazione, ma comunque vi erano due persone una contro l’altra, faccia a faccia.

Fatti i pochi gradini di scale che portano a questo pianerottolo ho subito, assieme a __________.__________ separato i due. Uno aveva le spalle nell’angolo della parete delle scale e teneva in mano un coltello (se non ricordo male con due mani, ma non ne sono sicuro). Prendo atto che si tratta di AC 1, 11.12.1989.

Preciso che non ho visto come sono scesi dalle scale e non ho visto chi dei due era davanti e chi dietro. Non ho visto neppure chi è andato contro la parete per primo. Non so ricostruire questa situazione con precisione.

L’altro non aveva armi con se, si trova con le spalle verso le scale che portano alle sale citate, ed aveva la camicia bianca piena di sangue. Mi viene detto che si tratta di PC 2. Ne prendo atto.

Preciso che la prima cosa che ho notato è stato il coltello e pertanto ho cercato di disarmare la persona armata. Cosa che sono riuscito a fare ed il coltello da quel momento, sino a quando l’ho consegnato agli agenti di Polizia intervenuti è sempre stato in mio possesso. Preciso che portavo dei quanti di pelle e pertanto ho toccato l’arma unicamente indossando i guanti”

(PS M.P.__________ 24.1.2010).

Anche il nominato secondo agente di sicurezza (di seguito solo __________.__________) si esprime nei medesimi termini nel proprio verbale d’interrogatorio di Polizia del 24.1.2010:

“ Alle ore 04:30 io e il __________.__________ ci trovavamo all’uscita del locale. Ci siamo accorti che sulle scale all’interno del locale era in corso una lite. __________.__________ è corso verso le persone che stavano litigando e io l’ho immediatamente seguito. Abbiamo diviso le persone e ci siamo accorti che queste erano sporche di sangue. Uno dei due (quello che ha subito l’accoltellamento) è stato consegnato ad altri nostri colleghi in servizio presso le casse del locale…Una seconda persona, armata di coltello, è stata dapprima disarmata dal collega __________.__________ ed in seguito è stato portato all’esterno del locale...

D1: Nel momento in cui la persona che avete fermato ha proceduto all’accoltellamento, Lei e il suo collega __________.__________ vi trovavate all’uscita del locale pubblico. A che distanza vi trovavate dal luogo dei fatti? Avete visto il momento dell’accoltellamento oppure il fatto era già successo?

R1: Ci trovavamo circa ad una ventina di metri. Noi abbiamo visto unicamente la lite...

D2: Il coltello che il suo collega __________.__________ ha tolto all’autore dell’accoltellamento dove si trova? Ha notato di che tipo di coltello si trattava?

R2: Fino all’arrivo della Polizia è rimasto in suo possesso, in seguito è stato consegnato ad uno di funzionari di Polizia intervenuti. Era un coltello serramanico, con una lama di circa 7/8 cm”

(PS T.__________ 24.1.2010).

Una volta portato all’esterno (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 8 a 11) l’accusato, aiutato da terzi rimasti sconosciuti, riuscì a liberarsi dalla presa al braccio dei due agenti di sicurezza dandosi alla fuga, che però si concluse, poiché placcato, poche centinaia di metri più in avanti sulla strada cantonale (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 1 a 7). In merito a queste concitati fasi così __________.__________ nel suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 24.1.2010:

“ Per accompagnare la persona armata…all’uscita io e __________.__________ l’abbiamo preso uno per braccio e l’abbiamo scortato all’esterno. Una volta all’esterno siamo subito andati sulla destra e dopo due o tre metri…abbiamo ricevuto diversi colpi e spintoni da tergo, tali da farci perdere la presa su AC 1. Subito AC 1 si è messo a correre, ha scavalcato una ringhiera, con un salto ed ha iniziato a correre verso la strada principale e poi sulla strada principale in direzione di __________ …

Io e __________.__________ …ci siamo messi all’inseguimento a piedi di AC 1. Nel farlo ho più volte gridato fermatelo! per attirare l’attenzione dei due agenti che normalmente sono di ronda.

__________.__________ ha raggiunto per primo AC 1 e prendendolo per la giacca è riuscito a fermarlo atterrandolo.

Sono subito sono sopraggiunto a dare una mano a __________.__________. Ho cercato di immobilizzare AC 1, sempre tenendo il coltello in mano. __________.__________ comunque era già in grado di tenere sotto controllo il fermato e con l’aiuto dell’agente addetto alla segnaletica stradale ha ottimizzato questa situazione mettendo a sedere AC 1. Dietro di noi si è formato un capannello di persone tra amici di AC 1 e nostri colleghi.

Non appena si è messo a sedere AC 1 ha preso il suo portamonete e l’ha gettato lontano. In realtà abbiamo potuto recuperare immediatamente il borsellino in quanto il lancio è stato decisamente scarso.

Ad AC 1 non abbiamo fatto particolari intimazioni. Preciso che ci trovavamo al centro della carreggiata ed avevamo attorno a noi una decina di persone (dalle 6 alle 10 persone) che con fare minaccioso ci venivano incontro, cercando lo scontro fisico, a mio modo di vedere con lo scopo di fare scappare nuovamente AC 1.

Tra questi ho riconosciuto una persona in particolare che è stata da noi trattenuta sino all’arrivo della Polizia.

Mi viene sottoposta una fotografia…nella quale riconosco questa persona che non conoscevo prima. Prendo atto che si tratta di __________.__________, 20.12.1990.

In particolare lui l’ho notato appunto in mezzo alla strada al momento del secondo fermo di AC 1. Non so dire con certezza se l’ho visto all’interno del locale. È possibile comunque che fosse già tra le persone che in un primo tempo ci hanno disturbato ed hanno determinato la prima fuga di AC 1. Ripeto che questo non l’ho visto e quindi non posso affermalo.

Invece posso tranquillamente affermare che durante il secondo fermo di AC 1, __________.__________ ha cercato a più riprese spintonandoci (tutti gli agenti di sicurezza che erano in mezzo alla strada a quel momento, credo che fossimo in 4 o 5). Anche AC 1 a più riprese ha cercato di scappare ma è sempre stato bloccato a terra. Preciso che il fermo è avvenuto senza l’ausilio di manette o simili. Era sempre trattenuto con le mani solo quando cercava di scappare. Altrimenti eravamo in 4 o 5 attorno a lui e gli impedivamo di fatto la fuga.

__________.__________ ha iniziato in spagnolo o in italiano a dire parole del tipo vi ammazzo, lasciatelo andare. Comunque lui ha dato un effettivo disturbo con lo scopo di fare scappare AC 1.

AC 1 ha tentato nuovamente la fuga, aiutato da __________.__________ il quale ha strattonato due di noi...

In questo frangente AC 1 è riuscito a fare un paio di passi ma poi è stato nuovamente fermato. In questo caso di trova vicino al marciapiede. In seguito è giunta l’ambulanza che ha soccorso subito AC 1, caricato sul mezzo e lì ha atteso con noi l’arrivo della Polizia.

Giunta la prima pattuglia ho consegnato ad uno degli agenti il coltello ed il borsellino AC 1…

A precisa domanda rispondo che AC 1 ci ha ripetutamente minacciato di morte se non l’avessimo lasciato andare. Non ha assolutamente parlato dei fatti e dell’accoltellamento”

(PS M.P.__________ 24.1.2010)

rispettivamente T.__________ nel suo verbale d’interrogatorio dinanzi alla PP del 9.3.2010:

“ confermo che il collega __________.__________ ha disarmato la persona che aveva in mano il coltello, glielo ha tolto dalle mani sul pianerottolo dove c’è l’angolo della scala. Non ha recuperato il coltello da terra…

L’autore dell’accoltellamento dopo essere stato disarmato è stato portato all’esterno del locale, a lato dell’entrata, uscendo dal locale sulla destra. Qui siamo stati assaliti all’improvviso dagli amici della persona fermata. Siamo stati colti di sprovvista per cui la persona fermata è riuscita ad allontanarsi verso __________. Io l’ho rincorso e sono riuscito nuovamente a fermarlo…Ci trovavamo a questo momento in mezzo alla strada cantonale. L’ho atterrato, immobilizzato e nel frattempo è sopraggiunto anche il collega __________.__________.

Anche qua siamo stati raggiunti dagli amici della persona fermata che tentavano di farla scappare.

__________.__________ cercava di tenerli lontani mentre io mi occupavo di tener fermo l’autore dell’accoltellamento. Mentre si trovava per terra quest’ultimo ha sfilato il proprio portamonete e lo ha lanciato verso i suoi amici.

Il portamonete si è infilato sotto una rete metallica per cui il collega __________.__________ lo ha recuperato e consegnato alla Polizia”

(PP T.__________ 9.3.2010)

ricordato inoltre come queste dichiarazioni sono state sostanzialmente confermate dai loro colleghi nei rispettivi loro verbali d’interrogatorio.

Evacuato tramite autoambulanza, l’accusato fu inizialmente portato al pronto soccorso della clinica __________ di __________  che raggiunse verso le ore 5.40 (doc. TPC 11) dove gli venne medicata una ferita paranasale a sinistra (RPG 12.5.2010 allegato 21, classificatore 3, sezione 2, fotografie da 19 a 21 e doc. TPC 11), di cui meglio si dirà al considerando 14 della presente decisione, per poi essere condotto presso il commissariato di __________, dove alle ore 13.45 del 24.1.2010 iniziò il suo primo verbale d’interrogatorio.

                                   9.   In tale audizione, così come in quella del giorno successivo dinanzi al Giudice dell’istruzione e dell’arresto, l’accusato ha sostenuto di essere caduto sulle scale interne del PC 4 (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 64 a 88 e da 161 a 164) poiché spinto da qualcuno, di poi essere stato fermato da due agenti di sicurezza con un coltello, non suo, per terra, poco distante da lui e, in urto a qualsiasi evidenza, di non aver mai cercato di fuggire:

“ ricordo di essere caduto dalle scale perché sono stato spinto da qualcuno che non ricordo chi è. Sono ruzzolato sino ad un pianerottolo e subito sono arrivati gli agenti della sicurezza a fermarmi e mi hanno chiesto perché ho gettato il coltello che si trovava poco distante da me. Assieme a me nessuno è sceso dalle scale e non avevo nessuno addosso. Praticamente nello stesso momento in cui è arrivata la sicurezza è sceso anche __________.__________ il quale mi faceva da scudo, perché io sanguinavo a schizzi.

Io mi sono alzato da solo e dal pianerottolo sono scappato verso l’uscita.

ADR   che sono scappato in quanto avevo visto che sanguinavo, c’era tutta la gente addosso a me e la mia reazione è stata quella di scappare.

Mi viene chiesto se non fosse stato più semplice chiedere cosa stava succedendo e rispondo che è stata una reazione spontanea e non la so spiegare.

Una volta all’esterno sono andato sulla strada principale, sempre correndo con l’intenzione di dirigermi verso casa. Sono stato inseguito e placcato da quelli della sicurezza che mi hanno fermato al centro della strada.

Una volta a terra sono riuscito a rialzarmi, mettere una mano in tasca e prendere il portamonete che ho lanciato al mio amico __________.__________. Non so spiegare il motivo per cui ho fatto questo gesto.

Quando mi trovavo in strada c’erano quelli della sicurezza non ricordo quanti fossero ed anche i miei amici.

A precisa domanda rispondo che non ricordo cosa ha fatto __________.__________ mentre mi trovavo in strada. Mi ricordo che ad un certo punto è arrivata un’ambulanza e lì ho visto che __________.__________ era vicino a me. Lui voleva anche entrare ma non l’hanno lasciato.

A precisa domanda rispondo che una volta fermato in strada non ho più cercato di scappare.

Mi viene chiesto se contrariamente a quanto appena dichiarato io non abbia comunque cercato di scappare o almeno opporre una forte resistenza a questo fermo.

Da parte mia rispondo che effettivamente, quando ho lanciato il borsino ho una reazione di stizza nei confronti della sicurezza in quanto trovavo eccessivo il modo in cui sono stato fermato. In seguito visto il taglio che avevo al naso hanno comunque capito la situazione ed hanno fatto in modo che potessi comunque respirare tranquillamente. Non ricordo bene la posizione in cui mi sono trovato ad aspettare l’ambulanza…

Mi viene ancora fatto presente che gli…agenti di sicurezza sostengono di avermi accompagnato all’esterno della discoteca e lì, grazie all’intervento di miei amici sono riuscito a scappare.

Da parte mia ribadisco che sono uscito da solo dalla discoteca, correndo e non è vero che sono stato accompagnato dagli agenti di sicurezza.

Mi viene chiesto se non ricordo, quando mi trovavo all’esterno del PC 4, sulla strada principale, protetto dalle guardie di sicurezza, se qualcuno dei miei amici ha cercato di aiutarmi ad alzarmi.

Da parte mia rispondo che non mi ricordo”

(PS AC 1 24.1.2010).

Già solo in forza alle dichiarazioni di __________.__________ (considerando 8 della presente decisione) non è contestato come sia alla fine della scala interna del PC 4 (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 83 a 88 e da 161 a 164) che soprattutto fuori (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 1 a 7) chi ha cercato in tutti i modi di liberare l’accusato è stato il suo amico del cuore  __________.__________, tanto che pure lui, quella stessa mattina, fu arrestato con l’ipotesi di favoreggiamento (art. 305 cpv. 1 CP e AI 2), imputazione in corso di inchiesta modificata in coazione (art. 181 CP), con emissione a suo carico, anche a fronte delle sue dichiarazioni in confronto con __________.__________ e direttamente dinanzi al magistrato inquirente, di un DA datato 11.3.2010 (doc. TPC 20), ora cresciuto in giudicato, dal seguente tenore:

“ per avere, a __________, all’esterno della discoteca __________, il 24 gennaio 2010, spintonando e strattonando a diverse riprese e minacciando di uccidere __________.__________, __________.__________ e __________.__________, addetti alla sicurezza della discoteca PC 4 che avevano fermato e bloccato a terra (in attesa dell’arrivo della Polizia) l’autore (poi identificato in AC 1) dell’accoltellamento di due persone avvenuto all’interno della discoteca che si era dato alla fuga, intralciando la libertà di agire degli addetti alla sicurezza costretti a respingerlo e ad allontanarlo a più riprese ed infine a tollerare il suo avvicinamento all’amico bloccato a terra”

(doc. TPC 20)

con una pena detentiva da espiare di 50 giorni (art. 40 CP ed art. 41 cpv. 1 CP) previa deduzione del carcere preventivo sofferto di 47 giorni (art. 51 CP).

                                10.   Tenuto conto delle prime inconsistenti dichiarazioni dell’accusato, anche solo a confronto con quelle di PC 1 e di PC 2 (capitoli VII e VIII della presente decisione), rispettivamente dei primi accertamenti medico legali su queste due PC (considerandi 15 e 17 della presente decisione), la PP ha ordinato l’immediato arresto di AC 1 (AI 1 e 2) per l’ipotesi di reato di tentato duplice omicidio intenzionale (art. 111 CP in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP) subordinatamente lesioni gravi (art. 122 CP), invocando bisogni dell’istruzione nonché pericolo di collusione, di fuga e di recidiva (AI 1).

Deferito il 25.1.2010 al GIAR (AI 9) con l’aggiunta degli ulteriori reati di infrazione alla LArm (art. 33 cpv. 1 lett. a LArm) e di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope (di seguito solo LStup, art. 19a cfr. 1 LStup), il suo arresto è stato confermato per bisogni dell’istruzione rispettivamente pericolo di collusione e di fuga (AI 10) ed è sempre in stato detentivo che AC 1 si è presentato in aula.

In merito all’imputazione di cui al punto 1 AA, l’accusato sia nel suo verbale d’arresto del 24.1.2010 che in quello del giorno successivo dinanzi al GIAR si è trincerato davanti a ripetuti non ricordo:

“ Devo fare una premessa: io di quanto avvenuto al PC 4 la scorsa notte, tra il 23 e il 24 gennaio 2010, non ricordo praticamente nulla.

Io non ricordo come mi sono procurato la ferita al naso che mi è stata suturata questa mattina presso la Clinica __________ di __________ …

Della serata io sinceramente l’ultimo ricordo che ho è verso le 0300 / 0330 quando stavo ballando con __________.__________.

Da quel momento io sinceramente non so perché ho questo taglio sul naso, perché gli agenti di sicurezza che mi hanno fermato dicono che avevo buttato un coltello, non capisco perché dicono che ho ferito una persona. Io non ho litigato con nessuno, non ho nemici (che io sappia) e non ricordo di avere problemi o discussioni ieri sera”

(PS AC 1 24.1.2010)

“ Come detto io non mi ricordo niente. Io non mi ricordo il motivo per cui avevo un coltello in mano ed i motivi per cui mi sono azzuffato con i due ragazzi che sono stati feriti. Io non ho mai avuto problemi con questi due ragazzi, li salutavo e basta.

ADR   che non so di chi sia il coltello che è stato utilizzato per ferire i due ragazzi. Non so di chi possa essere. Come detto io non mi ricordo neppure di averlo tenuto in mano. Non so, perché non mi ricordo, se sono stato io a ferire questi due ragazzi.

ADR   che non mi ricordo neppure chi mi ha ferito al naso.

ADR   che io, ieri sera, non ho litigato con nessuno. Non ho neppure visto liti all’interno della discoteca PC 4…

La giudice mi dice che i due ragazzi sono oggettivamente feriti e io sono stato visto, con in mano il coltello sequestrato dalla Polizia, durante una colluttazione con PC 2.

Rispondo che non so cosa dire.

ADR   che non sto proteggendo nessuno, io non mi ricordo niente”

(GIAR AC 1 25.1.2010).

                                11.   A seguito del suo consenso in sede di verbale d’arresto del 24.1.2010, il primo pomeriggio di quello stesso giorno la Polizia ha proceduto alla perquisizione del domicilio dell’accusato ed al relativo sequestro (RPG 12.5.2010 allegato 15) di 4,30 grammi lordi pari a 1,09 grammi netti di marijuana e di 175 grammi lordi pari a 171,70 grammi netti di una polvere bianca non meglio definita, poi rivelatasi essere dell’acido borico (RPG 12.5.2010 allegati 16, 17 e 18).

Tra gli oggetti e corpi di reato dell’AA riconducibili a AC 1 figurano anche il coltello tipo serramanico marca C. Jul Herbertz Aisf 420 da lui utilizzato per ferire PC 1 e PC 2 (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 107 a 113 e considerando 21 della presente decisione), una patente di guida italiana a nome di terza persona ritrovata nel suo portamonete dopo che lo lanciò sulla strada al momento del fermo (AI 2, RPG 12.5.2010 allegato 105 e considerando 8 della presente decisione) che l’accusato, a suo dire, aveva con sé al solo scopo di riconsegnarla al titolare qualora lo avesse causalmente incontrato  nonché tutti i vestiti da lui indossati la notte del 24.1.2010 (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 114 a 123 e verbale dibattimentale pag. 12).

L’AA fa stato di intervenuti sequestri anche a danno di entrambe le vittime del punto 1 AA. Oltre ai vestiti che questi portavano la notte del 24.1.2010, ad PC 1 sono stati sequestrati rispettivamente repertati (RPG 12.5.2010 allegato 105) il suo telefono cellulare __________ con relativa carta Sim __________, una carta di credito __________ che aveva su di sé quale garanzia di pagamento per un suo credito di € 500.- nei confronti del relativo intestatario  nonché tre diverse chiavi che ha dichiarato essere non sue.

Quo alla possibile confisca (art. 69 cpv. 1 CP) ed eventuale distruzione (art. 69 cpv. 2 CP), al sequestro conservativo poiché mezzi di prova (art. 161 cpv. 1 CPP) e/o alla riconsegna di parte di questi oggetti ai legittimi detentori (art. 165 cpv. 1 e 4 CPP nonché art. 270 cpv. 1 CPP) si rinvia a quanto indicato al considerando 69 della presente decisione.

                                 IV)   L’evacuazione dal PC 4 di PC 1 e di PC 2

                                12.   Previo richiamo del capitolo VII della presente decisione quo alle modalità d’accoltellamento di PC 1, trovasi sufficiente ricordare, per quanto qui utile, che questa PC è stata ferita alla fine delle scale / inizio della piattaforma di un soppalco all’interno del locale __________ (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 28 a 54 e da 154 a 156 nonché verbale dibattimentale pag. 7), sala del PC 4 dove si suona della musica __________.

Così PC 1 in merito a quanto avvenuto dopo il suo ferimento:

“ dopo aver ricevuto la seconda coltellata all’addome, credo di essere svenuto (ndr: qui da intendere non come perdita dei sensi ma come perdita della nozione del tempo e dello spazio, PP AC 1 / PC 1 25.3.2010) perché non mi ricordo più nulla, salvo il fatto di essermi ripreso all’esterno della discoteca, in posizione eretta. Ricordo poi di essermi lasciato cadere a terra e di aver chiesto aiuto ai presenti.

Ricordo di aver visto la presenza delle viscere all’esterno dell’addome, di aver visto molto sangue e di aver pensato non posso morire…non posso morire”

(PP PC 1 29.1.2010).

Il fatto che, dopo esser stato accoltellato, questa PC abbia disceso, semi cosciente e barcollante, le scale del soppalco uscendo dal locale __________ (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 55 a 63 e da 156 a 160 nonché verbale dibattimentale pag. 7), per poi scendere le ulteriori scale interne del PC 4, raggiungere l’uscita della discoteca e quindi accasciarsi all’esterno, sulla destra della porta d’entrata, trovasi confermato da chi, al momento dell’accoltellamento, stava parlando con lui e meglio i due fratelli __________.__________ che, in merito a ciò, nei rispettivi loro verbali d’interrogatorio del 26.3.2010 e del 27.1.2010, si sono così espressi:

“ Subito dopo averlo colpito, AC 1 è sceso dalle scale, scappando. Anche io, __________.__________ e PC 1 siamo scesi dal soppalco. Ricordo che PC 1 era davanti a me e barcollava.

Una volta raggiunto il piano bar, senza fermarci, ci siamo di corsa diretti all’uscita. Siamo scesi anche dalla successiva rampa di scale e abbiamo raggiunto l’esterno della discoteca.

Solo fuori dalla discoteca ho visto che PC 1 perdeva sangue dal collo e dalla pancia da dove gli erano anche usciti parte degli intestini. Ha anche perso i sensi”

(PP __________.__________ 26.3.2010)

“ PC 1 dopo i colpi ha barcollato, tant’è che se non fosse stato per __________.__________, forse sarebbe finito di sotto. Lui si era appoggiato alla ringhiera.

Ripeto è stato tutto molto rapido.

AC 1 è poi sparito dalla mia visione. Credo che dopo queste due coltellate siamo immediatamente scesi dalle scale per fuggire.

A quel momento si sentivano grandi urla. Noi, inteso io, __________.__________ e forse qualcuno d’altro abbiamo allora accompagnato PC 1 di sotto. All’uscita della discoteca.

In questo tragitto, non è successo nulla di particolare. Abbiamo poi fatto sedere, fuori dalla discoteca PC 1 a terra. Nel frattempo i securini avevano iniziato a correre a destra e a manca...

ADR:   che quando PC 1 scendeva, accompagnato da noi all’esterno, barcollava. Faceva fatica a camminare. Si appoggiava ovunque”

(PS __________.__________ 27.1.2010).

Oltre che dai due __________.__________, PC 1, sempre all’esterno della discoteca, fu accudito, nell’attesa del sopraggiungere dei samaritani, da altre due ragazze non meglio identificate presentatesi come infermiere  oltre che dal gerente del PC 4.

Evacuato tramite autoambulanza all’ospedale __________ di __________  dove arrivò alle 5.30 circa (RPG 12.5.2010 allegato 43), vista la gravità delle lesioni riportate (classificatore 3, sezione 2, fotografie da 1a9e doc. TPC 11) è stato trasportato d’urgenza, tramite Rega (RPG 12.5.2010 allegato 43), all’ospedale __________ dove, giunto verso le ore 7.00 circa (RPG 12.5.2010 allegato 43 e doc. TPC 11), fu operato dalle ore 7.40 alle ore 10.10 (RPG 12.5.2010 allegato 43) sulla scorta della seguente diagnosi / terapia:

“ Diagnosi:   Lesioni da arma bianca al torace sinistro, all’emiaddome sinistro con eviscerazione d’intestino, al collo laterale sinistro, al cuoio capelluto a sinistra nonché amputazione parziale del padiglione auricolare sinistro

Terapia:   24.1.2010: laparotomia esplorativa, esplorazione-sutura-drenaggio delle 3 ferite al tronco, esplorazione-sutura della ferita al collo e al cuoio capelluto nonché débridement e sutura dell’orecchio”

(doc. TPC 11)

con successiva sua degenza per 30 ore in cure intense e quindi sino al 30.1.2010, giorno della sua dimissione, nel reparto di medicina di questo nosocomio (doc. TPC 11)

                                13.   Rinviando espressamente al capitolo VIII della presente decisione quo alle modalità d’accoltellamento di PC 2, per quanto qui utile trovasi sufficiente ricordare come questa PC, una volta separata da AC 1 alla fine della scala interna del PC 4 grazie all’intervento di __________.__________ e __________.__________ (considerando 8 della presente decisione), raggiunse da solo, insanguinato (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 135 a 145) e barcollante, l’esterno della discoteca dove fu raggiunto dall’amico __________.__________, che senza attendere l’arrivo dei sanitari decise di immediatamente trasportarlo all’ospedale, raggiungendo il garage sotterraneo dove era stata lasciata la macchina di __________.__________ (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 12 a 24, pag. 9 rapporto Polizia Scientifica 10.5.2010 e considerando 5 della presente decisione), mettendosi alla guida e lanciandosi a piena velocità sulla cantonale poco distante dal posto in cui, proprio in quegli istanti, AC 1 era stato bloccato dagli agenti della sicurezza (considerando 8 della presente decisione).

In quest’ottica si richiamano i seguenti passaggi dei verbali d’interrogatorio in Polizia di PC 2, di __________.__________ e degli agenti di sicurezza __________.__________, __________.__________ e __________.__________:

“ Sono quindi uscito fuori dalla disco e mi sono messo a fianco della porta d’entrata, in piedi, contro la parete. È poi arrivato un mio amico che sia chiama __________.__________ …È la persona che mi ha accompagnato qui all’ospedale. Quando ero fuori la discoteca ho visto che mi stavano uscendo gli intestini. Ho allora premuto cercando di tenerli dentro”

(PS PC 2 25.1.2010)

“ al piano terra, all’ingresso, ho visto che in sostanza c’era una rissa che si svolgeva sul primo pianerottolo delle scale che portano di sopra. Io mi sono subito trovato davanti un giovane robusto, di colore, che veniva verso di me barcollando. La gente lo ha poi nominato come PC 2. Ho capito che aveva bisogno di aiuto, che non stava tanto bene anche se lui espressamente non mi ha fatto nessuna richiesta d’aiuto. L’ho comunque seguito, senza doverlo sostenere, uscendo dall’entrata principale. In altre parole, pur barcollando ha camminato da solo. E’ poi arrivata una ragazza, che non ho visto in faccia ma unicamente che aveva dei capelli lunghi neri che si è avvicinata a lui abbracciandolo. Lui si è appoggiato con la schiena contro il muro”

(PS __________.__________ 24.1.2010)

“ Verso le 04.30…al momento di lasciare la saletta, stavo scendendo le scale con __________, ho visto PC 2 che stava cadendo dalle scale attaccato ad un’altra persona, un altro __________ che non conosco personalmente…

Loro sono rotolati fino in fondo alle scale; da parte mia ho raggiunto PC 2 ed ho subito visto che lui perdeva molto sangue dalla pancia.

Non ho fatto caso all’altro, non lo conosco e lui teneva la testa bassa e si trovava a circa 1 metro di distanza…

Io mi sono solamente preoccupato di PC 2, e dato che lo conoscevo volevo sapere cosa gli era successo…

Nel frattempo ci eravamo spostati verso l’esterno della discoteca, davanti alla porta d’entrata. PC 2, dato che aveva male, si continuava a muovere in attesa che arrivasse l’ambulanza…

In seguito PC 2 mi diceva che sentiva molto alla pancia, che aveva bisogno di aiuto e che non voleva morire.

Perdeva molto sangue.

Dato che l’ambulanza non arrivava ho deciso di mia spontanea volontà di accompagnarlo presso l’Ospedale di __________.

Per fare ciò ho preso l’auto che aveva con sé, si tratta dell’auto della sua compagna con la quale ha avuto una figlia…

Avevo anche pensato di portare pure l’altro ferito ma dato che PC 2 è alto, non ci stavano due persone nell’auto sdraiate…

Ho accompagnato PC 2 fino all’auto che si trovava nel parcheggio sotterraneo; lui nel frattempo perdeva sangue per terra come pure l’auto si è sporcata molto durante il tragitto fino a __________.

Giunti a __________ ho portato PC 2 al pronto soccorso dove è stato preso in consegna dagli infermieri”

(PS __________.__________ 26.1.2010)

“ mi trovavo all’esterno dello stabile e più precisamente sul retro che dà verso montagna...

verso le ore 04.30 ho sentito via radio che c’era casino; nel frattempo mi stavo spostando verso l’entrata della discoteca…

Praticamente a metà strada ho notato un uomo di colore, di origini __________ che si teneva la pancia in mano e perdeva vistosamente sangue. Tra l’altro portava una maglietta bianca ed il sangue si vedeva ancora di più. Lui ha continuato a correre ed sceso nel parcheggio sotterraneo della discoteca passando per una scala che dà accesso al parcheggio stesso.

Con lui vi era pure un altro uomo pure lui __________.

Il ragazzo ferito gridava al suo amico frasi del tipo portami in ospedale perché sto morendo.

Loro sono scesi nel parcheggio, hanno preso la vettura e sono partiti a manetta…

Mi viene mostrato in visione direttamente dallo schermo del computer una fotografia e riconosco la persona ferita che si è diretta nel parcheggio sotterraneo. Prendo atto che trattasi di PC 2”

(PS V.__________ 26.1.2010)

“ durante il fermo (ndr: il secondo di AC 1) abbiamo visto una vettura scura con a bordo la persona ferita dall’arma che teneva in mano AC 1, che suonava insistentemente il clacson per chiedere strada e quindi si è allontanata velocemente in direzione di __________”

(PS __________.__________ 24.1.2010).

Vista la gravità delle lesioni riportate (classificatore 3, sezione 2, fotografie da 10 a 18 e doc. TPC 11), PC 2 fu subitamente sottoposto ad intervento chirurgico presso il sopraccitato ospedale (RPG 12.5.2010 allegato 54) a fronte della seguente diagnosi / terapia:

“ Diagnosi

Ferite plurime da taglio al torace sinistro, dorso, braccio destro e addome condizionante emoperitoneo, pneumotorace sinistro e lesione muscolo bicipite braccio destro

Terapia

Posa di drenaggio pleurico 24 ch, dr. __________, 24.1.2010

Laparotomia d’urgenza, emostasi epatica, sutura lacerazione legamento gastrocolico, sutura e revisione ferite toracica, dorso, braccio sinistro, dr. __________ / dr. __________, 24.1.2010”

(doc. TPC 11)

con successiva sua degenza per 58 ore e 30 minuti in cure intense e quindi sino al 31.1.2010, giorno della sua dimissione, nel reparto di chirurgia di questo nosocomio (doc. TPC 11)

                                  V)   Accertamenti medici e risultanze medico legali su AC 1, PC 1 e PC 2

                                14.   Al momento del suo temporaneo ricovero alla clinica __________ (considerando 8 della presente decisione) AC 1 presentava, in forza la relativo certificato medico del 24.1.2010 (RPG 12.5.2010 allegato 21), un trauma cranico non commotivo con:

“ Ferita paranasale a sx verosimilmente da taglio e piccolo ematoma sottocutaneo retro auricolare a sx”

(RPG 12.5.2010 allegato 21).

In merito alla ferita paranasale (classificatore 3, sezione 2, fotografie da 19 a 21) il medico legale Dott. __________ dell’istituto di medicina legale di __________, nel suo primo rapporto medico legale del 24.1.2010 (AI 6) ha sostenuto come predetta lesione, da lui osservata solo fotograficamente, presentasse:

“ una perdita di sostanza a margini regolari e poligonali sul versante sinistro della piramide nasale.

Non è possibile ricondurre la foggia della lesione ad uno strumento specifico ma è suggestiva per l’essere stata prodotta da un mezzo con margini taglienti anche se, forse, irregolari.

Le condizioni del soggetto configurano nessun pericolo di vita”

(AI 6).

Nel successivo suo rapporto medico legale del 22.3.2010 (doc. TPC 10), oltre ad affermare come sul corpo dell’accusato non fossero visibili segni da difesa, il Dott. ______________ ha ulteriormente precisato come questa lesione con asportazione della cute per circa 2 centimetri apparisse:

“ quasi certamente incompatibile con la produzione ad opera di un’arma bianca. L’origine della stessa può essere attribuita solamente in via puramente ipotetica e facendo riferimento a generiche modalità di produzione. In particolare si potrebbe ipotizzare un’azione tangenziale al distretto interessato da parte di uno strumento dotato di profilo tagliente o affilato brandito con energia sufficiente ad asportare il frammento cutaneo lasciando margini sostanzialmente regolari. L’ipotesi che sovviene ad un primo esame all’occhio medico legale è quella di un frammento di vetro o altro strumento dalle caratteristiche simili impropriamente usato a fini lesivi. Ci vennero sottoposti alcuni fotogrammi relativi ad un anello indossato da una delle vittime (ndr: PC 2 e verbale dibattimentale pag. 5) al fine di valutare l’ipotesi che il brandirlo indossato da un pugno che colpisse il volto del AC 1 potesse aver provocato la lesione de quo. Tale ipotesi non è astrattamente escludibile ma pare poco probabile”

(doc. TPC 10).

Oltre a ciò AC 1 presentava un complesso di escoriazioni cutanee superficiali sulla faccia dorsale dell’avambraccio sinistro, perpendicolari tra loro e paralleli (classificatore 3, sezione 2, fotografia 26 e doc. TPC 10). Predette lesioni non hanno però alcuna rilevanza ai fini dell’odierno procedimento e disquisirne ulteriormente appare francamente inutile visto come, in forza allo stesso dire dell’accusato, la loro origine è unicamente ascrivibile alla conclusione di un suo asserito patto di sangue con l’amico __________.__________, da cui il reciproco ferimento della carne con il sequestrato coltello (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 107 a 113 e considerandi 11 e 21 della presente decisione) anche la sera dei fatti di cui al punto 1 AA, accordo e comune incisione che però __________.__________ ha sempre contestato sia nei suoi verbali d’interrogatorio  che in sede di confronto  malgrado che sul suo avambraccio sinistro fossero stati riscontrati tagli similari (AI 46).

                                15.   L’analisi medico legale da parte del Dott. __________ delle ferite occorse a PC 1 a seguito dei fatti di cui al punto 1 AA in forza alla visione delle fotografie di cui al doc. TPC 11 (classificatore 3, sezione 2, fotografie da 1 a 9) e ad un suo colloquio con il personale ospedaliero trovasi così riassunta nel suo primo referto del 24.1.2010:

“ In sintesi, si apprende che il soggetto presentava due ferite al torace, una all’addome e una all’emivolto sinistro. Le ferite erano della foggia tipica di quelle da punta e taglio all’addome e al torace, da taglio al volto.

La ferita al volto era della lunghezza di circa 15 cm e interessava il cuoio capelluto retroauricolare, l’orecchio (con parziale asportazione dello stesso) e il versante laterale sinistro del collo. Le ferite interessavano cute e sottocute ma non organi o vasi profondi.

Le ferite al torace erano cutaneo sottocutanee e si approfondivano (come riferisce il chirurgo) per circa 10 cm senza perforare la parete toracica.

La lesione all’addome presentava la fuoriuscita di alcune anse intestinali”

(AI 7).

Sempre in questo suo rapporto il sopraccitato medico legale ha evidenziato come tutte le ferite osservate fossero perfettamente compatibili, per foggia e dimensione, con l’uso di un coltello come quello sotto sequestro (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 107 a 113 e considerandi 11 e 21 della presente decisione), per poi concludere il suo parere affermando come:

“ Le condizioni del soggetto non versarono mai in situazione critica in cui si potesse temere per un decesso imminente.

Ciononostante, esse sarebbero state potenzialmente mortali se non trattate tempestivamente in un ospedale attrezzato e, soprattutto quella al collo, hanno interessato zone del corpo dove sono localizzati organi vitali (principalmente vasi) a pochi millimetri dai tessuti lesionati che sono stati risparmiati per una mera casualità indipendentemente dal possibile controllo di chi sferrò i colpi d’arma bianca”

(AI 7).

Nel successivo suo referto del 22.3.2010 (doc. TPC 10) il Dott. __________ ha ulteriormente dettagliato le sue prime constatazioni del 24.1.2010 (AI 7), specificando come le quattro ferite sul corpo di PC 1 fossero posizionate:

“ Una al collo: ferita da taglio lunga 20-25 cm circa che si approfonda nel cuoio capelluto a tutto spessore, amputa una porzione dell’orecchio e interessa i tessuti superficiali del collo approfondendosi per alcuni cm e andando a lambire, senza fortunosamente ledere le strutture muscolo-vasculo-nervose del collo stesso;

Una all’emitorace sinistro di cui abbiamo diretta conoscenza del solo aspetto esterno, ma che il chirurgo che ebbe a ripararla ci segnalò che procedeva tangenzialmente al torace per 10 cm circa sotto la cute senza trapassarne la parete;

Due all’emiaddome sinistro di cui una perforava a tutto spessore la parete provocando l’erniazione di alcune anse intestinali. La profondità di questa ferita è difficilmente valutabile per le caratteristiche anatomiche, per l’elasticità della parete addominale, e degli organi ivi contenuti. Peraltro, la lama penetrò diversi centimetri. L’altra appare di minore rilevanza.

Tutte le lesioni sono compatibili con ferite taglio (al collo) e da punta e taglio (al tronco).

Tutte le ferite sono astrattamente compatibili con il coltello serramanico in sequestro. Certamente furono prodotte da un arma particolarmente appuntita e dotata di un margine particolarmente affilato.

Sul corpo di PC 1 non sono state osservate ferite o lesioni tipicamente ascrivibili a meccanismi da difesa.

La ferita al collo, quella al torace e una di quelle all’addome erano certamente potenzialmente mortali; nel senso che per una mera casualità non furono interessate strutture nervose o vascolari la cui lesione avrebbe posto in serio pericolo la vita del paziente.

Il numero e la sede delle lesioni danno anche conto dal profilo medico legale di una reiterata volontà lesiva indirizzata verso strutture corporee notoriamente sede di organi vitali ”

(doc. TPC 10)

                                16.   In merito all’attuale stato fisico rispettivamente psichico di PC 1 si richiamano i certificati medici agli atti, il primo del 18.9.2010 del Dr. Med. __________ (doc. TPC 19), il secondo del 23.9.2010 del Servizio psico-sociale di __________ (doc. TPC 19) evidenzianti soprattutto, più che dei disturbi d’ordine clinico, un tuttora persistente stress post traumatico caratterizzato da sensazioni di indefinita paura, ansia ed insonnia:

“ emerge dal paziente un profilo di insicurezza, molto preoccupato dal suo stato attuale. Il paziente lamenta sempre dolori, fastidi a livello delle ferite, particolarmente a livello della ferita addominale, con sensazione di indurimento, a volte gonfiore. I dolori sono temporo dipendenti, esacerbati dopo sforzi fisici. Le ferite sono molto sensibili alla palpazione superficiale

A l’esame le ferite si presentano calme, con un certo grado di ipertrofia, assenza di raccolto, assenza di ernie…

il paziente è stato valutato il 26 maggio da parte del Dr. Med. __________, specialista in chirurgia plastica…

Tenuto conto di disturbi durante gli sforzi, e anche dello stato psichico, ritengo il paziente inabile al lavoro al 50% fino a data da stabilire. In precedenza è stato inabile al 100% dal 18.05 al 18.06.2010, in seguito dal 01.07 al 30.07.2010 (ndr: con la precisazione, in aula, unicamente verbale, del suo patrocinatore che la così indicata inabilità lavorativa al 50% sarebbe ancora in essere, ciò che comunque urta con il tenore del suo contratto di lavoro agli atti, considerando 4 della presente decisione, doc. dib. 2 e verbale dibattimentale pag. 9)”

(doc. TPC 19)

“ Il signor PC 1 è stato preso a carico dal nostro servizio per dei colloqui di sostegno psicologico dal 17 maggio 2010…

Il signor PC 1 ha riportato a nostro avviso un’importante sintomatologia post traumatica da stress: con insonnia, angoscia, ritiro sociale. Egli all’inizio dei nostri incontri verbalizzava la paura di deprimersi e di diventare pazzo con tutti i pensieri che aveva nella testa…

Le conseguenze sull’immagine di sé sono tuttora ancora estremamente gravi. Per lui sono invalidanti la cicatrice al collo e la mutilazione all’orecchio. Egli se ne vergogna moltissimo.

Inoltre queste cicatrici hanno anche avuto delle conseguenze nella quotidianità del paziente. Ad esempio quando ha trovato lavoro…presso un quotato albergo di __________, gli è stato proposto un impiego dove il contatto con la clientela è limitato…Egli ha vissuto tutto questo in maniera discriminante associandolo alle cicatrici.

Concludendo riteniamo che il signor PC 1 sia stato fortemente danneggiato dall’accoltellamento avvenuto in gennaio e ipotizziamo che sarà necessario ancora del tempo affinché egli possa riappropriarsi nuovamente della propria immagine e che la sintomatologia ansiosa possa rientrare”

(doc. TPC 19).

                                17.   Al momento del suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale __________ PC 2 presentava sei ferite da punta e taglio, localizzate al braccio, all’emitorace sinistro ed in zona addominale (classificatore 3, sezione 2, fotografie da 10 a 18 e considerando 13 della presente decisione), a dire del Dott. __________ tutte potenzialmente mortali in forza al relativo suo referto del 24.1.2010 (AI 8).

Anche per questa seconda vittima l’adito medico legale ha allestito un suo più dettagliato secondo resoconto datato 22.3.2010 (doc. TPC 10), dalla cui lettura si evince quanto segue:

“ Una ferita da punta e taglio al braccio sinistro, che si approfondiva ampiamente nei tessuti molli del segmento senza peraltro…secondo quello che ci viene riferito ledere grosse strutture vascolo-nervose. Questa lesione si approfondì nei tessuti molli per alcuni cm (orientativamente 3-4);

Una ampia ferita da punta e taglio all’emitorace sinistro che, per quanto ci viene riferito giunge a perforare la parete toracica determinando un idro-pneumotorace, che poi verrà drenato e a determinare una contusione polmonare. La profondità di questa ferita non è ricostruita con certezza ma deve essere approssimativamente della lunghezza di alcuni cm (almeno 4 o 5);

Vi sono poi probabilmente altre quattro ferite addominali di cui per la qualità delle riprese fotografiche non siamo in grado di fornire esatta localizzazione. Ad ogni buon conto apprendiamo dalla documentazione sanitaria che certamente una di queste ferite (tutte dalle caratteristiche di quelle da punta e taglio) trapassa la parete addominale e giunge a ledere il fegato e il legamento gastro-colico. Queste due lesioni viscerali renderanno necessario un intervento chirurgico laparotomico e la riparazione chirurgica delle stesse. La profondità di questa ferita, di nuovo non è precisabile con certezza, ma sicuramente non può essere stata inferiore a diversi cm (orientativamente 4 o 5).

Sul corpo di PC 2 non sono visibili segni o lesioni riferibili con sicurezza ad atteggiamenti compatibili a difesa. In particolare anche la ferita al braccio non ha la foggia e topografia tipica di quelle di una vittima che cerca di fronteggiare l’assalitore riparandosi con gli arti superiori.

Il numero, la sede e l’entità delle lesioni di cui il PC 2 fu vittima depongono per una volontà lesiva reiterata dell’aggressore che infierì in zone corporee notoriamente sede di organi vitali.

Le lesioni degli organi interni concretamente verificatesi non furono di rilevante entità ma, avrebbero potuto, diventarlo anche se solo fossero state di poco più profonde o spostate di pochi centimetri.

Le caratteristiche di tutte le lesioni sono compatibili con l’arma in sequestro. In ogni modo, furono prodotte da un’arma bianca appuntita ed un profilo particolarmente tagliente”

(doc. TPC 10).

                                18.   L’attuale stato di salute fisico di PC 2 a seguito dei fatti di cui al punto 1 AA trovasi documentato agli atti dal certificato medico dell’1.9.2010 del Dr. Med. __________ (doc. TPC 12) che in relazione ad alcuni disturbi riportatigli da questa PC, quali:

“ 1.  Difficoltà di digestione, che insorge appena dopo mangiato, in particolare in caso di pasti un po’ più abbondanti

2.  Un iposensibilità distalmente alla ferita al braccio dx

3.  Un gonfiore e a volte dei dolori alla parte inferiore del torace anteriore sx che gli dà fastidio a volte anche a certi movimenti

4.  Un’asimmetria dell’addome con un visibile gonfiore della parte para-ombelicale dx”

(doc. TPC 12)

così clinicamente risponde e li valuta:

“ 1.  Nulla di particolare.

2.  Un’iposensibilità obbiettivabile, verosimilmente legata ad una lesione di un nervo cutaneo, dal punto di vista motorico non vi è nessuna alterazione rilevante.

3.  La posizione leggermente anomala della parte cartilaginea delle ultime coste anteriori con una tumefazione locale palpabile, senza però degli importanti dolori o degli impedimenti alla respirazione.

4.  Vi è effettivamente una tumefazione molle a livello dell’addome che si presenta leggermente asimmetrico, non vi sono però ernie che fuoriescono dalla cavità addominale, i muscoli si contraggono bene…

Valutazione

Non è chiaro se la difficoltà di digestione (1) sia dovuta a conseguenze del trauma, ma non sembra probabile, nel senso che l’esame del transito con mezzo di contrasto ha escluso rilevanti sequele post-traumatiche.

Per quel che riguarda il disturbo della sensibilità (2) questo rimarrà, ma non comporta impedimenti rilevanti di tipo motorio.

Per quel che riguarda le costole a sx (3) probabilmente rimarrà una alterazione permanente con un certo fastidio a certi movimenti, senza però rilevante diminuzione della capacità respiratoria o motoria.

Per quel che riguarda l’addome a dx (4) in assenza di ernie o impedimenti della contrattura muscolare si tratta di un aspetto principalmente di alterazione estetica”

(doc. TPC 12).

                                 VI)   Accertamenti tecnici di Polizia Scientifica

                                19.   In merito al punto 1 AA, con espresso riferimento al soppalco all’interno del locale __________ (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 28 a 54 e da 154 a 156 nonché verbale dibattimentale pag. 7) in quanto luogo dell’accoltellamento di PC 1 (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 28 a 54 e da 154 a 156, verbale dibattimentale pag. 7 e capitolo VII della presente decisione), si richiama il seguente passaggio di pagina 9 e 10 del rapporto della Polizia Scientifica del 10.5.2010:

“ Di particolare interesse è il ritrovamento della parte dell’elice del padiglione auricolare della vittima PC 1 sul pavimento sottostante il soppalco, all’interno del locale __________. In effetti, sul pavimento del soppalco come pure sul parapetto vi erano numerose e vistose tracce ematiche. Appare del tutto verosimile, suffragato pure dalle dichiarazioni dei testimoni, che la vittima sia stata colpita sul soppalco e che la coltellata inferta al volto gli abbia tagliato un pezzetto di orecchio sinistro che è successivamente caduto sul pavimento sottostante”

(rapporto Polizia Scientifica 10.5.2010).

Gli effettuati 7 prelievi di tracce ematiche da quella zona (pag. 12 e 13 della distinta reperti e tracce rapporto Polizia Scientifica 10.5.2010) sono stati inviati per esame all’istituto di medicina legale di __________ (di seguito solo IRM nonché doc. TPC 9 e 13), il quale, nella sua risposta del 15.9.2010 (doc. TPC 13), così conclude:

“ An den 7 DNA-Abrieben PCN 31 803184 52 bis PCN 31 803190 57 ist jeweils ein DNA-Profil nachgewiesen worden, das mit demjenigen von PC 1 (PCN 31 802918 38) übereinstimmt”

(doc. TPC 13).

Da ciò per la Corte la seguente fondamentale risultanza e cioè che della lesione paranasale sinistra di AC 1 (RPG 12.5.2010 allegato 21, classificatore 3, sezione 2, fotografie da 19 a 21, doc. TPC 11 e considerandi 8 e 14 della presente decisione), PC 1 non fu di certo autore poiché, se così fosse stato, tra le varie tracce ematiche si sarebbe dovuto trovare anche il sangue dell’accusato.

                                20.   Parallelamente, il luogo della colluttazione rispettivamente della comune caduta di AC 1 con PC 2 (considerando 8 e capitolo VIII della presente decisione) trovasi scientificamente accertato, oltre che dalle fotografie agli atti (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 64 a 94 e da 161 a 164), dalle numerose tracce riscontrate sia sui muri che sul pianerottolo in fondo alle scale vicine dell’entrata principale del PC 4, da cui la seguente annotazione a pagina 10 del rapporto della Polizia Scientifica del 10.5.2010, secondo cui:

“ In questa zona erano pure visibili tracce di sangue strisciate, compatibili con la colluttazione che l’indiziato ha avuto con la vittima PC 2. I due sarebbero ruzzolati giù dalle scale per poi essere separati dagli agenti di sicurezza. In quel punto è stato inoltre trovato il bottone mancante della camicia indossata dalla vittima al momento dei fatti”

(rapporto Polizia Scientifica 10.5.2010).

                                21.   Il coltello serramanico, non a molla ma comunque apribile con una sola mano, di marca C. Jul Herbertz Aisf 420 (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 107 a 113 e considerando 11 della presente decisione) usato da AC 1 per ripetutamente ferire PC 1 (classificatore 3, sezione 2, fotografie da 1a9e capitolo VII della presente decisione) e PC 2 (classificatore 3, sezione 2, fotografie da 10 a 18 e capitolo VIII della presente decisione) ha una lunghezza totale di 22 centimetri (10 centimetri di lama e 12 centimetri di manico) nonché una larghezza di 2 centimetri (classificatore 3, sezione 3, fotografia 108).

L’inchiesta non ha permesso di stabilire chi ha portato questa arma all’interno del PC 4 ed in che modo.

Certo è invece per la Corte come in relazione a questo coltello (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 107 a 113 e considerando 11 della presente decisione) l’accusato è sempre stato poco collaborativo e trasparente. Infatti se nei suoi primi verbali d’interrogatorio ha sostenuto di non saperne nulla, ha poi rettificato questa sua dichiarazione affermando di averlo casualmente trovato e messo in tasca, qualche ora prima dei fatti di cui al punto 1 AA, nel locale __________ (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 28 a 54 e da 154 a 156 nonché verbale dibattimentale pag. 7) o in una qualche altra sala del PC 4, per poi concludere questo suo periplo di versioni argomentando di averlo preso dalla tasca dei pantaloni dell’amico __________.__________ per evitare che questi rischiasse di utilizzarlo in una possibile rissa contro terze persone non meglio identificate, quest’ultima circostanza però sempre negata dallo stesso __________.__________ nei suoi verbali d’interrogatorio in Polizia, dinanzi al magistrato inquirente  ed in confronto con l’accusato, dove ha ribadito che fu AC 1, verso le ore 2.00 circa, in un bagno del PC 4, ad estrarre:

“ dalla tasca dei pantaloni un coltello e me lo ha dato in mano chiuso. Io l’ho aperto e dopo averlo guardato, l’ho richiuso e gliel’ho ridato. Gli ho detto di non far cazzate poiché con quegli oggetti si fanno solo cazzate. AC 1 ha preso il coltello e lo ha messo in tasca. Io sono poi uscito dal bagno e ho raggiunto la mia ragazza e non ho più visto AC 1 per tutta la serata…

quel coltello non è mio. L’ho visto e l’ho preso in mano per la prima volta quando AC 1 me lo ha mostrato in bagno. Se il coltello fosse stato mio, lo avrei detto, non avrei avuto alcun motivo per negarlo…

Io non avevo nessun coltello e neppure stavo per litigare con nessuno…

ripeto che il coltello non era mio e non gliel’ho dato io a AC 1 e neppure AC 1 lo ha preso da me per evitare che io avessi problemi con qualcuno che a suo dire mi aveva insultato”

(PP AC 1 / E.G.__________ 14.4.2010).

Malgrado queste insanabili discrepanze su chi ha fatto entrare questo coltello al PC 4, resta comunque pacificamente accertato che a partire da un certo momento, verosimilmente dopo le ore 2.00 / 2.30  ma sicuramente prima delle ore 4.30 (considerando 8 della presente decisione), l’accusato l’ha, senza diritto, portato e tenuto su di sé (art. 33 cpv. 1 lett. a LArm), da cui, perlomeno nei fatti, la non contestabile realizzazione a suo carico del reato di cui al punto 3 AA.

In quest’ottica, oltre alla già sopra riportata testimonianza di __________.__________ in sede di confronto del 14.4.2010, si richiamano le seguenti dichiarazioni di AC 1 nei suoi verbali d’interrogatorio di Polizia dell’11.2.2010 e del 25.2.2010:

“ Quando ho trovato il coltello ero solo. Ciò è successo indicativamente circa un’ora prima dei fatti. Non so dove, anche se, ritengo maggiormente nella sala __________. Camminavo ed ho urtato qualcosa con i piedi. Ho quindi verificato cosa fosse e ho così scoperto che era un coltello…

Dopo averlo raccolto, l’ho messo in tasca…

Ricordo di averlo mostrato a qualcuno, ma non mi ricordo più a chi.

Il verbalizzante mi…chiede se l’ho mostrato a __________.__________ ed io rispondo, che forse può essere. Non ricordo a chi l’ho mostrato. Ricordo però di aver detto a questa persona che l’avevo trovato.

Questa persona mi ha detto di fare attenzione. Di metterlo via. Con il termine di fare attenzione significava di non farlo vedere in giro poiché se la sicurezza m’avesse scoperto, di sicuro mi avrebbe buttato fuori.

So di averlo mostrato a più di una persona e ciò sia al __________ che alla sala sopra la pista grande. Non riesco ancora a ricordare a chi l’abbia mostrato. Di sicuro non l’ho mostrato a più di due persone. Le persone a cui ho mostrato il coltello di sicuro sono dei miei amici. Penso quindi a __________.__________, S.A.__________, __________.__________ …

ADR:   che il motivo per cui l’ho tenuto, è dovuto al fatto che mi piaceva. Perché l’avevo semplicemente trovato. Perché poteva essermi utile per il lavoro.

Di sicuro non ho pensato che potesse essermi utile per ferire qualcuno.

Dopo averlo mostrato a qualcuno me lo sono messo in tasca…

Mi si fa prendere atto che __________.__________ ha riferito…d’avermi già visto prima dell’accoltellamento con il coltello in mano. Egli sostiene che io gli ho mostrato il coltello alla presenza anche di __________.__________. Mi si chiede di commentare questa affermazione.

R.:   Preso atto di quanto dice __________.__________, rispondo che non credo di aver mostrato il coltello davanti a __________.__________. A lui è ben possibile, ma a __________.__________ no. Non vedo __________.__________ in questa scena…

Ora mi ricordo con certezza di questo fatto che è avvenuto sulla scala - circa a metà - che conduce al soppalco. Non riesco però a vedere L.__________”

(PS AC 1 11.2.2010)

“ Con __________.__________ ci ho giocato, nel senso l’ho aperto e poi ci ho giocato. Nel senso che facevo finta di tirargli. Non gli ho fatto male. Facevo finta di colpirlo sulla pancia. Preciso che quando gli tiravo, tenevo il coltello girato, non con la lama verso di lui. Lo toccavo con l’impugnatura.

Con __________.__________ invece l’abbiamo semplicemente aperto. Gliel’ho passato e lui l’ha preso in mano. Quando gliel’ho mostrato eravamo solo io e lui. A __________.__________, l’ho semplicemente mostrato e poi l’ho rimesso in tasca”

(PS AC 1 25.2.2010)

così come si richiama quanto sostenuto dai suoi amici __________.__________ e __________.__________ nei rispettivi loro verbali d’interrogatorio di Polizia e dinanzi alla PP:

Devo dire che quel coltello io l’avevo già visto un po’ prima, quando mi trovavo sul soppalco, assieme a __________.__________ e AC 1.

AC 1, per scherzo…mi puntava il coltello sulla pancia. Coltello con la lama aperta. Lo faceva per scherzo, ma io non volevo. Lui mi diceva:..guarda che ti accoltello...AC 1 aveva poi rimesso via il coltello in tasca ed io sono sceso di sotto - al bar -…Credo che AC 1 abbia fatto quel gioco per farmi vedere che aveva un coltello”

(PS __________.__________ 2.2.2010)

“ Forse un due o tre ore prima dei fatti, mentre ci trovavamo nella sala __________, all’angolo opposto rispetto al bancone, AC 1 ha tolto dalla tasca un coltello e me lo ha mostrato. Mi ha detto:…guarda che bello…Me lo ha dato chiuso. L’ho preso in mano e l’ho aperto. Gli ho chiesto cosa se ne facesse di un coltello e lui mi ha riposto:..ma non è mio…Ho chiuso il coltello e glielo ho ridato, dicendogli di metterlo via e non tirarlo più fuori”

(PS __________.__________ 22.2.2010)

“ Quando AC 1 mi ha mostrato il coltello, eravamo solo io e lui. Vicino a noi c’era gente, ma non guardava. Quando me lo ha mostrato, non mi ha detto di chi era il coltello né se lo aveva trovato lì in discoteca, nulla. Neppure mi ha detto se glielo aveva dato qualcuno o se lo aveva rubato o altro”

(PP __________.__________ 19.4.2010).

Nessuno ha poi contestato che il coltello in essere (classificatore 3, sezione 3, fotografie da 107 a 113 e considerando 11 della presente decisione) sia stato quello usato dall’accusato per volontariamente accoltellare PC 1 (capitolo VII della presente decisione) e PC 2 (capitolo VIII della presente decisione).

In questo senso si richiamano, oltre alle dichiarazioni di __________.__________ e __________.__________ (considerando 8 della presente decisione), quelle dell’accusato stesso nel suo verbale d’interrogatorio del 5.5.2010 dinanzi al magistrato inquirente:

“ La PP mi mostra a video la foto del coltello sequestrato all’interno del PC 4 la notte dei fatti.

Rispondo che lo riconosco, è quello che ho utilizzato e che mi è già stato mostrato in Polizia”

(PP AC 1 5.5.2010)

e gli accertamenti di Polizia Scientifica richiesti all’IRM (doc. TPC 9) il quale ha concluso nel suo rapporto del 15.9.2010:

“ An der Messerklinge (PCN 31 803183 54) konnte DNA von PC 1 (PCN 31 802918 38), PC 2 (PCN 31 802919 36) und von AC 1 (PCN 31 568220 34) nachgewiesen werden”

(doc. TPC 13)

senza poi dimenticare come sul relativo manico sono state riscontrate delle tracce ematiche riconducibili sia a AC 1 che a PC 1 (classificatore 3, sezione 3, fotografie 112 e 113 nonché rapporto Polizia Scientifica 10.5.2010 pag. 10).

Ciò premesso, appare allora assolutamente ininfluente ai fini del giudizio sapere se al momento di essere disarmato, predetto coltello, l’accusato, l’avesse ancora in mano così come dichiarato da __________.__________ e __________.__________ (considerando 8 della presente decisione) oppure se già si trovasse a terra a pochi passi da lui poiché cadutogli alla fine del suo

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