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Ticino Tribunale penale cantonale 27.11.2009 72.2009.89

27. November 2009·Italiano·Tessin·Tribunale penale cantonale·HTML·14,889 Wörter·~1h 14min·3

Zusammenfassung

Omicidio intenzionale, consumato e tentato, commesso sparando colpi di pistola; lesioni intenzionali semplici, commesse in parte con oggetto pericoloso (bottiglietta di vetro); altri reati minori. Commisurazione della pena (criteri)

Volltext

Incarto n. 72.2009.89

Lugano, 27 novembre 2009 /md

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Corte delle assise criminali

composta dai giudici:

Agnese Balestra-Bianchi (Presidente) GI 1 GI 2  

e dagli assessori giurati:

AS 1 AS 2 AS 4 AS 5 AS 6  

con la segretaria:

Anna Grümann, vicecancelliera

Conviene nell’aula penale di questo palazzo di giustizia

per giudicare

AC 1,    

detenuto dal 21 agosto 2008;

prevenuto colpevole di:

                                   1.   omicidio intenzionale

per avere

a __________, via __________,

il 19.08.2008, verso le ore 21:30,

intenzionalmente ucciso †__________,

in specie

saputo della presenza all’ingresso dell’immobile di via __________, di †__________,

prendendo dal cassetto dell’armadio di sala la pistola SIG SAUER P225 con il caricatore completo di 8 cartucce inserito, controllando che l’arma fosse effettivamente pronta a far fuoco (colpo in canna) e nascondendola in un borsello nero portato a tracolla,

scendendo le scale fino all’uscio e aprendo la porta d’entrata,

vedendo la vittima avanzare verso di lui,

estratto la pistola e sparato un colpo che ha raggiunto †__________ al torace trapassandogli il cuore, provocandone la morte;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,

reato previsto: dall’art art. 111 CP;

                                   2.   omicidio intenzionale, tentato

per avere

nelle circostanze di modo, di luogo e di tempo di cui al punto 1 del presente Atto di accusa,

compiuto tutti gli atti necessari all’uccisione di PC 2,

in specie

dopo aver sparato un colpo contro †__________,

rivolgendosi verso PC 2 mentre questi si stava avvicinando a lui,

sparato due colpi che hanno raggiunto la vittima il primo alla gamba sinistra, provocando una frattura pluri-frammentaria del terzo prossimale della tibia, ed il secondo all’addome,

mancando la realizzazione dell’atto criminoso per puro caso, per il fatto che la cartuccia esplosa contro l’addome della vittima era difettosa e che l’arma si era inceppata,

fuggendo poi dai luoghi del crimine e rendendosi, con l’aiuto di __________, latitante fino alla sua cattura avvenuta il 21.08.2008;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,

reato previsto: dall’art. 111 CP, richiamato l’art. 22 CP;

                                   3.   lesioni semplici

                               3.1.   per avere

il 5/6 luglio 2008, verso mezzanotte,

ad __________,

in correità con __________, __________ e __________,

__________ fissandogli all’uopo un appuntamento in zona porto patriziale,

ivi recandosi in formazioni distinte,

__________ e __________ incontrando la vittima e avviandosi verso AC 1 e __________ che sopraggiungevano in senso opposto,

aggredendo AC 1 la persona non appena questa era giunta alla sua altezza,

colpendola con pugni e calci anche quando questa era caduta a terra e si era rannicchiata in posizione di difesa,

provocando alla vittima una ferita lacero-contusa al dorso del naso di 1,5 cm, una ferita lacero-contusa frontale sinistra di 4 cm, un ematoma paraorbitale sinistro e una contusione fronte-temporale-parietale sinistra, e meglio come descritto dai certificati medici del dott. __________ del 6.7.2008 e della dr.ssa __________ del 22.12.2008,

intenzionalmente cagionato un danno al corpo ed alla salute di PC 4;

                               3.2.   per avere

il 13 agosto 2008,

a __________,

in correità con __________,

recandosi dalla vittima con il preciso intento di “dargli una lezione”,

dapprima AC 1 colpendolo con una sberla a mano aperta alla faccia e facendolo cadere per terra,

in seguito __________ colpendolo ripetutamente con pugni e calci su tutto il corpo,

infine ancora AC 1 colpendolo con calci e sberle,

provocandogli una contusione lombare e dorsale in regione dell’ipocondrio destro, escoriazioni lombari e toraciche anteriori, un’escoriazione e contusione alla mano e al braccio destro, nonché contusioni multiple al viso e alla testa, e meglio come descritto nel rapporto medico del dott. __________ del 13.08.2008,

intenzionalmente cagionato un danno al corpo e alla salute di __________;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,

reati previsti: art. 123 cifra 1 CP;

                                   4.   lesioni semplici (con oggetto pericoloso)

per avere

il mese di maggio - giugno 2008, in una circostanza,

a __________,

presso l’EP __________,

a seguito di una discussione,

colpendolo alla testa/fronte con una bottiglia di vetro da 75 cl piena di liquido e provocandogli una ferita lacero-contusa di ca. 5 cm,

insistendo poi nell’aggressione minacciando la vittima con un coltello raccolto su un tavolo,

desistendo infine a seguito dell’intervento del personale del locale pubblico,

intenzionalmente cagionato un danno al corpo e alla salute di PL 1,

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto: art. 123 cifra 2 cpv. 1 CP;

                                   5.   coazione

per avere

il 12 agosto 2008,

a __________, presso l’EP __________,

facendo uso di violenza e minacciandolo di grave danno,

costretto PL 2 a fare un atto contro la sua volontà,

segnatamente

dandogli una sberla, puntandogli contro il torace la pistola SIG SAUER con il caricatore contente 8 proiettili inserito, e dicendogli “Io ti ammazzo qua”,

costretto PL 2 a chiamare al telefono __________ per esortarlo a recarsi immediatamente presso l’EP __________ a __________;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,

reato previsto: dall’art. 181 CP;

                                   6.   furto

per avere

il 5 maggio 2008,

a __________,

agendo in correità con __________ e __________,

al fine di appropriarsi di cose mobile e allo scopo di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

a seguito di un preciso piano deciso in occasione di almeno 2 incontri avvenuti in un esercizio pubblico di __________ e __________ fra AC 1, __________ e __________ qualche tempo prima,

__________, approfittando del rapporto di amicizia, visitando l’abitazione di PC 3 e riferendo a AC 1 e __________ circa gli oggetti presenti,

previo un sopralluogo effettuato alcuni giorni prima da AC 1 e __________,

AC 1 procurandosi presso PL 1 un furgoncino,

__________, comunicando in 3 circostanze (ore 10:00, ore 16:00 e ore 21:00 del 5.5.2008) a AC 1 le intenzioni di PC 3 di pernottare presso __________ e quindi di non rientrare al proprio domicilio,

AC 1 e __________ introducendosi notte tempo e indisturbati nell’abitazione di PC 3 e asportando fra l’altro 2 lampade pensili, 1 chiave in ferro battuto, 1 brocca del XIX secolo, 1 dipinto con cornice, 1 dipinto a olio, 2 candelabri in argento e avorio, 1 fucile comunale, 1 polveriera, 1 pugnale, 1 tromba militare, 1 fioretto, 1 candeliere in argento, 1 crocifisso, 1 mobile a ribaltina, 1 specchio, 1 messalino orizzontale, 4 dipinti su tela, 1 statua in alto rilievo, 1 cartiglio, 1 cofano, 1 scatola in ottone, 1 scatola in argento, 1 tagliacarte in argento, 2 candelieri in rame, 1 statua in noce, 1 quadro, 1 libro liturgico, 1 copertina in legno, 1 cassapanca in noce, 1 mobile in noce, 1 tavolo in noce, 3 statua in avorio, 1 tappeto, 1 mobile in ciliegio e 1 candeliere per un valore complessivo denunciato di ca. CHF. 200'000.--,

merce immediatamente portata e depositata a __________, presso un capannone messo a disposizione da __________,

merce poi portata da AC 1 e __________ con la vettura Renault Espace targata __________ in più viaggi, a __________ presso un magazzino di __________, ed in seguito, per mano di __________, trasportata con un furgone Fiat Ducato ad __________ dove veniva inizialmente depositata in un magazzino a disposizione di __________, per infine essere in parte venduta al dettaglio verosimilmente da __________ e in parte (quadri) offerta da __________ alla vittima PC 3 previo pagamento da parte di quest’ultimo di CHF. 100'000.--,

AC 1 ricevendo quale compenso la somma di euro 2'300.--;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,

reato previsto: dall’art. 139 cifra 1 CP;

                                   7.   danneggiamento

per avere

nelle circostanze di cui al punto 6 del presente Atto di accusa,

in correità con __________,

allo scopo di commettere il furto ai danni di PC 3,

intenzionalmente danneggiato il telaio della porta d’entrata per un danno non quantificato;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,

reato previsto: dall’art. 144 cpv. 1  CP;

                                   8.   violazione di domicilio

per essere

nelle circostanze di tempo e luogo di cui al punto 6 del presente Atto di accusa,

in correità con __________,

allo scopo di commettere il furto ai danni di PC 3,

entrato indebitamente e contro la volontà degli aventi diritto nell’altrui proprietà;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,

reato previsto: dall’art. 186 CP;

                                   9.   infrazione alla LF sulle armi e sulle munizioni

per avere

__________, __________, __________, __________, __________ e __________

da fine febbraio 2008 al 21 agosto 2008,

importato, detenuto e portato, senza le necessarie autorizzazioni, armi, munizioni e accessori d’arma,

e meglio

                               9.1.   importato trasportandoli sul proprio veicolo Renault Espace targato __________, in correità con __________, nel periodo fine giugno 2008 - luglio 2008, previo acquisto a __________ da __________ e con l’intermediazione di __________, 2 pistole marca Walther cal. 7.65 Browing con numeri di serie abrasi, 2 silenziatori amovibili da applicare alle pistole marca Walther, 40 cartucce calibro 7.65 Browing Geco, una pistola semiautomatica marca SIG Sauer con numeri di serie abrasi, 18 cartucce calibro 9, un revolver marca Amedeo Rossi calibro 38 special con numero di serie abraso, 14 cartucce calibro 38 special Fiocchi;

                               9.2.   importato, fra il febbraio e l’agosto 2008, a __________ e __________, 4 cartucce calibro 12 delle quali 2 cedute a __________ e 2 detenute presso l’appartamento di via __________ a __________;

                               9.3.   portato, in data 23.7.2008, la pistola SIG SAUER da __________ a __________ e __________, per poi riportarla presso la residenza che condivideva con __________ a __________;

                               9.4.   portato, nel periodo giugno 2008 - agosto 2008, in piùcircostanze, per le vie di __________ e __________, segnatamente a casa di PL 1 a __________ in data imprecisata, al bar __________ di __________ il 12.8.2008 e presso il ristorante __________ di __________ il 19.8.2008, senza disporre del necessario permesso di porto d’armi, la pistola SIG SAUER, con il caricatore, carico di 8 colpi, inserito;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,

reato previsto: dall’art. 33 LArm;

                                10.   infrazione alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, dal giugno 2008 al 21 agosto 2008, importato, trasportato, detenuto, venduto e offerto della sostanza stupefacente,

e meglio

                             10.1.   a __________, __________ e __________, importato e detenuto, 7,5 grammi di cocaina (grado di purezza sconosciuto), sostanza in parte offerta a __________ (3 grammi) e in parte venduta a __________ (1 grammo);

                             10.2.   a __________ e altri comuni del __________, in 5 circostanze, offerto a __________ ca. 3/4 grammi di marijuana (tenore di THC sconosciuto),

                             10.3.   a __________ e __________, trasportato, in correità con __________, con la propria vettura Renault Espace targata __________, un quantitativo variante fra 57 e 65 Kg e/o comunque pari ad un valore di ca. CHF 300'000.- di marijuana (con tenore di THC variante fra l’8,1% e il 16,1%) alfine di depositarlo presso il magazzino __________ a __________;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,

reati previsti: dall’art. 19 cifra 1 LS;

                                11.   contravvenzione alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, a __________, __________, __________ e altre località del __________, dall’agosto 2007 al 19 agosto 2008, personalmente consumato, solo o con terze persone in particolare con __________, __________ e PL 1, 2/3 grammi di cocaina (grado di purezza sconosciuto), ca. 80 grammi di haschisch, e ca.120 grammi di marijuana;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,

reato previsto: dall’art. 19a LS.

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 89/2009 del 14 agosto 2009, emanato dal Procuratore pubblico.

Presenti

§ Il procuratore pubblico . § L'accusato AC 1 assistito dal difensore d'ufficio (GP) avv. DUF 1. § L'avv. RC 1, rappresentante di fiducia (GP) delle parti civili PC 2, PC 1 e PC 3.  

Espleti i pubblici dibattimenti

                                     -   lunedì 23 novembre 2009 dalle ore 09:30 alle ore 18:00

                                     -   martedì 24 novembre 2009 dalle ore 09:05 alle ore 17:45

                                     -   mercoledì 25 novembre 2009 dalle ore 09:35 alle ore 17:05

                                     -   giovedì 26 novembre 2009 dalle ore 09:05 alle ore 19:20

                                     -   venerdì 27 novembre 2009 dalle ore 09:00 alle ore 17:45

A questo punto, a titolo puramente cautelativo, con l’accordo delle Parti, e con riferimento all’art. 250 CPP:

-    in luogo e vece delle imputazioni 1 e 2 la Presidente prospetta quanto segue:

--   omicidio intenzionale consumato e tentato

     per avere, sparando contro di loro con una pistola,

     intenzionalmente ucciso __________ e tentato di uccidere PC 2,

     a __________,

     il 19.8.2008,

     reato previsto dall’art. 111 CP in parziale combinazione con l’art. 22 CP;

-    in subordine alle imputazioni 1 e 2 la Presidente prospetta le seguenti imputazioni:

--   omicidio per negligenza, consumato e tentato

     per avere,

     agendo con negligenza,

     ovvero sparando contro di loro con una pistola,

cagionato la morte di __________ e tentato di cagionare la morte di PC 2,

     a __________,

     il 19.8.2008,

     reato previsto dall’art. 117 CP, in parziale combinazione con l’art. 22 CP;

-    in subordine alle imputazioni 1 e 2 dell’atto di accusa la Presidente prospetta il reato di:

--   esposizione a pericolo della vita altrui

     per avere,

     a __________,

     il 19.8.2008,

     messo senza scrupoli, sparando loro con una pistola, in pericolo imminente la vita,

     a. di __________, in conseguenza dello sparo tosto deceduto,

     b. di PC 2, che ha subito le ferite attestate dai certificati medici in atti,

     reati previsti dall’art. 129 CP;

-    la Presidente prospetta solo per il caso di PC 2 l’imputazione di:

--   lesioni intenzionali gravi

per avere intenzionalmente ferito, sparandogli a una gamba e al basso addome, PC 2,

     causandogli le lesioni attestate dai certificati medici in atti,

     a __________,

     il 19.8.2008,

     reato previsto dall’art. 129 CP;

--   lesioni colpose gravi

     per avere, agendo per negligenza,

     cagionato a PC 2 le ferite attestate nei certificati medici in atti,

     a __________,

     il 19.8.2008,

     reato previsto dall’art. 125 cpv. 1 e 2 CP.

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale ripercorre innanzitutto la vita anteriore dell’accusato, mettendo in evidenza la sua approfondita conoscenza delle armi. Riassume i precedenti penali dell’accusato e i procedimenti disciplinari aperti nei suoi confronti durante le carcerazioni in __________. Passa in rassegna i reati minori dell’atto di accusa, che sono sostanzialmente ammessi. Ricorda le circostanze della fuga dell’accusato, che non ha mai dimostrato di volersi costituire, rimanendo latitante per due giorni e progettando di fuggire oltre confine. Venendo ai fatti del 19.8.2008, per quanto concerne la dinamica della sparatoria, il Procuratore pubblico, raffrontando le versioni di PC 2 e dell’accusato con gli accertamenti della Scientifica e le risultanze peritali, constata che nella versione della vittima si ravvisano numerose convergenze mentre che la versione di AC 1 è priva di ogni riscontro oggettivo. La versione dell’accusato sulla dinamica della sparatoria non è credibile e bisogna quindi far affidamento sulla versione di PC 2, secondo cui non vi fu alcuna colluttazione. In considerazione di ciò, bisogna concludere che vi fu dolo diretto sia per il colpo mortale esploso contro __________ che per i colpi sparati contro PC 2. In esito alla sua requisitoria il Procuratore pubblico chiede la conferma dell’atto di accusa e la condanna dell’accusato a una pena detentiva di venti anni. Postula altresì la confisca di quanto in sequestro.

                                    §   L’avv. RC 1, rappresentante delle parti civili PC 2, PC 1 e PC 3, il quale ripercorre il curriculum vitae delle vittime __________, un giovane di __________ che aveva tutta la vita davanti, e PC 2, un padre di famiglia. Mette in evidenza la carriera criminale dell’accusato e le numerose contraddizioni e bugie che contraddistinguono le sue dichiarazioni. Si associa alla pubblica accusa per quel che concerne la colpabilità dell’accusato. Per i risarcimenti delle parti civili rinvia all’istanza 25.11.2009 agli atti quale doc. dib. 3. Chiede la restituzione degli effetti personali delle parti civili conformemente a quanto indicato nel verbale del dibattimento.

                                    §   Avv. __________, difensore di AC 1, il quale sottolinea che i periti PE 1 e PE 2 non hanno escluso la possibilità che il primo colpo sia stato esploso mentre la colluttazione era già in atto. Spiega come l’ipotesi della colluttazione che inizia già prima dell’esplosione del primo colpo sia l’unica compatibile con un avanzamento da parte di __________ così come descritto nell’atto di accusa. Evidenzia che non vi è nessuna prova dell’intenzionalità di uccidere da parte del suo assistito e chiede quindi che egli venga assolto dall’imputazione di omicidio intenzionale (consumato e tentato) e condannato per omicidio colposo e lesioni colpose gravi. Contesta i reati, prospettati in subordine, di esposizione a pericolo della vita altrui e di lesioni intenzionali gravi. Contesta inoltre il punto 4. dell’atto di accusa, non configurando una bottiglia un oggetto pericoloso e venendo di conseguenza a cadere il reato per difetto di querela. Avuto riguardo all’imputazione di cui al punto 5. dell’atto di accusa, nega che i fatti descritti configurino il reato di coazione. Conclude chiedendo la condanna del suo assistito a una pena detentiva di cinque anni. Postula in rinvio delle parti civili al competente foro civile.

Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguenti

quesiti:                          AC 1

                                   1.   è autore colpevole di:

                               1.1.   omicidio intenzionale

per avere,

nelle circostanze di modo, di luogo e di tempo, di cui al punto 1. dell’atto di accusa,

ucciso V__________?

                               1.2.   omicidio intenzionale, tentato

per avere,

nelle circostanze di modo, di luogo e di tempo, di cui al punto 2. dell’atto di accusa,

tentato di uccidere PC 2?

                            1.2.1.   in luogo e vece dei quesiti suddetti 1.1. e 1.2. così come descritti nell’atto di accusa:

omicidio intenzionale, consumato e tentato

per avere,

sparando contro di loro con una pistola,

intenzionalmente ucciso V__________ e tentato di uccidere PC 2,

a __________,

il 19.8.2008?

                            1.2.2.   trattasi invece di omicidio per negligenza, consumato e tentato

per avere,

agendo con negligenza,

ovvero sparando contro di loro con una pistola,

cagionato la morte di V__________ e tentato di cagionare la

morte di PC 2,

a __________,

il 19.8.2008?

                            1.2.3.   trattasi invece di esposizione a pericolo della vita altrui

per avere,

a __________,

il 19.8.2008,

messo senza scrupoli, sparando loro con una pistola, in pericolo imminente la vita:

a. di V__________, in conseguenza dello sparo tosto deceduto,

b. di PC 2, che ha subito le ferite attestate dai certificati medici in atti?

                            1.2.4.   trattasi invece solo per il caso di PC 2 di lesioni intenzionali gravi

per avere intenzionalmente ferito, sparandogli ad una gamba ed al basso addome, PC 2,

causandogli le lesioni attestate dai certificati medici in atti,

a __________,

il 19.8.2008?

                            1.2.5.   trattasi invece solo per il caso di PC 2 di lesioni colpose gravi

per avere,

agendo per negligenza,

cagionato a PC 2 le ferite attestate nei certificati medici in atti,

a __________,

il 19.8.2008?

                               1.3.   lesioni semplici

per avere,

                            1.3.1.   il mese di maggio/giugno 2008,

a __________, presso l’EP __________,

colpendolo con una bottiglia di vetro,

cagionato una ferita lacero-contusa a PL 1?

                         1.3.1.1.   trattasi di reato qualificato siccome commesso usando un oggetto pericoloso?

                            1.3.2.   il 5/6 luglio 2008, verso mezzanotte,

ad __________,

in correità con terzi,

cagionato a PC 4 le lesioni descritte nei relativi certificati medici?

                            1.3.3.   il 13 agosto 2008,

a __________,

in correità con __________,

cagionato a V__________ le lesioni descritte nel relativo certificato medico?

                               1.4.   coazione

per avere, il 12 agosto 2008, a __________, presso il bar __________, usando violenza e grave minaccia, ovvero dandogli una sberla e minacciandolo con una pistola carica, costretto PL 2 a telefonare a __________ per esortarlo a raggiungerli immediatamente?

                               1.5.   furto per avere, il 5 maggio 2008, a __________, in correità con __________ e __________, per procacciarsi un indebito profitto, sottratto, al fine di appropriarsene, mobili, quadri e altri arredi  dall’abitazione di PC 3?

                               1.6.   danneggiamento

per avere, in correità con __________,

nelle circostanze di tempo e luogo di cui al punto 7. dell’atto di accusa, danneggiato la porta d’entrata dell’abitazione di PC 3?

                               1.7.   violazione di domicilio

per essere, in correità con __________, nelle circostanze di tempo e luogo di cui al punto 8. dell’atto di accusa,

entrato indebitamente e contro la volontà degli aventi diritto nell’altrui proprietà?

                               1.8.   infrazione alla LF sulle armi e sulle munizioni

per avere, senza le necessarie autorizzazioni, importato, detenuto, procurato e portato tre pistole e un revolver con i numeri di serie abrasi, due silenziatori e diverse munizioni, da __________ in Ticino, a __________, a __________ ed in altre località, nel periodo febbraio 2008 - 21 agosto 2008?

                               1.9.   infrazione alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, da giugno 2008 al 21 agosto 2008, importato, detenuto, offerto, venduto e trasportato le sostanze stupefacenti descritte al punto 1.10 dell’atto di accusa?

                             1.10.   contravvenzione alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, a __________, __________, __________ e altre località del __________, dall’agosto 2007 al 19 agosto 2008, consumato 2/3 grammi di cocaina, circa 80 grammi di haschisch e circa 120 grammi di marijuana?

e meglio come descritto nell'atto d'accusa e nel verbale del dibattimento?

                                   2.   può beneficiare della sospensione condizionale della pena?

                                   3.   deve un risarcimento alle seguenti PC:

                               3.1.   PC 2?

                               3.2.   PC 1?

                               3.3.   PC 3?

                               3.4.   PC 3?

e se sì in quale misura?

                                   4.   devono essere ordinati la confisca rispettivamente il sequestro probatorio in tutto o in parte di quanto in sequestro ed elencato nell’atto di accusa?

Considerato                   in fatto ed in diritto

                                   1.   AC 1 è nato a __________ nel __________. I genitori, entrambi contadini, si sono trasferiti in __________ quando AC 1 aveva appena quattro anni, col che egli ha frequentato le scuole obbligatorie a __________, comune in cui la famiglia (composta di ben nove figli) si era stabilita. Concluso il ciclo scolastico, l’accusato ha iniziato a lavorare in un ricamificio. Pur cambiando diversi posti di lavoro è comunque rimasto nel settore, frequentando corsi che l’hanno portato a conseguire quattro diplomi, quale ricamatore industriale, perito tessile, meccanico per macchinari di ricamo e “puncheur”.

Fino al 1992 ha lavorato come dipendente. Indi si è messo in proprio aprendo il ricamificio __________ con sede in __________. L’attività è durata un paio d’anni dopodiché AC 1 ha dovuto chiudere l’azienda siccome non redditizia.

Tornando agli anni giovanili, si ha che, dall’età di quindici anni circa, AC 1 ha giocato al calcio e ha imparato il kick boxing, sport che ha esercitato per anni, fino a diventare “cintura nera”.

Nel 1981-82 ha svolto il servizio militare. Ha chiesto ed ottenuto di essere incorporato nel __________ col che ha imparato bene l’uso delle armi. In particolare ha acquisito conoscenza e esperienza nel montare, pulire e rimontare fucili e pistole, in particolare mitragliatrici MF (col. 7 62, NATO), bazooka, mortai ecc..

Delle pistole quella a lui più familiare è la Beretta 92, cal. 9x21.

Durante il periodo di leva è diventato caposquadra e, come bersagliere assaltatore, ha trascorso anche sei mesi in __________.

Tornato alla vita civile, nel 1985, ha avviato una relazione con relativa convivenza con __________ che ha sposato nel 1993 dopo che, il __________, era nata la figlia __________. AC 1 si è divorziato nel 1997. Prima dei fatti qui in giudizio, AC 1 era tornato a frequentare la figlia, ormai diciottenne. A partire dal 1993, per lo stile di vita che era andato assumendo, ha rotto ogni rapporto con i fratelli e le sorelle. Risalgono verosimilmente alla fine degli anni 80 le frequentazioni di AC 1 con ambienti malavitosi, probabilmente favoriti dal fatto che egli aveva iniziato a consumare sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e marijuhana. Già in __________ aveva avuto occasione di fumare haschisch.

Dopo il 2000, egli ha diminuito il consumo di cocaina che, una volta giunto a __________, aveva praticamente cessato, fatte salve alcune sniffate, a suo dire, del tutto occasionali. Ha invece sempre mantenuto il vizio di fumare spinelli, e ciò anche dopo che è venuto nel __________ nell’estate 2007. Ad ogni buon conto, AC 1, in aula, ha confermato di non essere per nulla un tossicodipendente. Anzi -a suo dire- sniffava apposta un po’ di cocaina solo per apparire cocainomane agli occhi degli operatori del __________ di __________ quando doveva presentarsi davanti a loro.

Si anticipa qui che, all’atto dell’arresto del 21.08.2008, AC 1 era negativo alle analisi dell’alcool e positivo al THC della cannabis. Sui suoi consumi di stupefacenti in territorio svizzero, in aula, AC 1 ha ammesso quelli indicati nell’atto d’accusa e qualificati come ripetuta contravvenzione alla LStup. Del pari ha ammesso di aver regalato cocaina in ragione di grammi 3 ad __________ e di averne venduto grammi 1 a __________. A tale __________ ha regalato 3-4 grammi di canapa, il che configura -pacificamente- ripetuta infrazione alla LStup.

Stando al casellario giudiziale __________ in atti, AC 1 ha subito la prima incarcerazione il 15.07.1998 quando è stato arrestato per una tentata rapina in danno di __________.

Partito con l’intenzione di commettere furto nell’abitazione del citato signore, AC 1, colto sul fatto, per salvare la refurtiva, ha coperto di calci e pugni la vittima. Rilasciato dopo due giorni, è poi stato condannato, l’11.04.2001, a mesi otto di reclusione, sospesi condizionalmente, e a una multa.

Il 27.03.2002, AC 1 è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale e lesione personale (reati commessi a __________ il 06.02.2001) a quattro mesi e dieci giorni, sospesi condizionalmente.

Il 24.07.2002 AC 1 è stato condannato per bancarotta fraudolenta, commessa a __________ il 10.10.2001.

Il 18.03 2000 e l’08.05.2000, AC 1 ha minacciato il suo ex-datore di lavoro __________. Era infatti accaduto che l’11.11.1999, AC 1, al volante di un furgone di proprietà del datore di lavoro, era incorso in un incidente stradale nel quale aveva riportato lievi conseguenze (in pratica la distorsione del rachide cervicale, guaribile in 20 giorni).

Alcuni giorni dopo l’incidente - stando a quanto si legge nella sentenza del 20.09.2005 in atti - AC 1 aveva chiesto al __________ 20 milioni di lire a titolo di risarcimento danni. Nel seguito, i rapporti tra AC 1 e il datore di lavoro s’erano ulteriormente guastati, col che egli era stato licenziato.

Il 18.03.2000, vedendo il __________ seduto in un bar di __________, AC 1 l’ha aggredito procurandogli lesioni personali di varia natura. La mattina dell’8 maggio 2000, AC 1 ha seguito il __________ e avvicinatosi da tergo, a sorpresa, lo ha spinto con forza contro una vettura, proferendo minacce contro di lui se non gli avesse versato 10 milioni di lire. Preso dalla paura, il __________ gli staccava un assegno per tale importo.

Denunciato dal __________, AC 1 veniva condannato il 22.09.2005, per estorsione e lesioni personali dolose alla pena di anni cinque e mesi sei di reclusione.

Il 05.09.2002, AC 1, con due complici, commetteva una rapina presso la Banca __________ di __________, che fruttava ai rapinatori un bottino di Euro 86'000.-.

Tosto identificato e arrestato, restava in carcere dal 05.09.2002 al 26.12.2002, dopodiché trascorreva agli arresti domiciliari il periodo ricompreso tra il 27.12.2002 e il 09.01.2003. Veniva di nuovo incarcerato nel periodo 10.01.2003 - 17.02.2003 e quindi dal 08.02.2003 al 17.07.2003 di nuovo veniva astretto al regime degli arresti domiciliari.

Pochi giorni dopo essere ritornato libero, ovvero il 01.08.2003, con un complice, commetteva una rapina presso l’ufficio postale di __________, frazione di __________.

Con due fucili a canne mozze (ritrovati dagli inquirenti dopo il fatto con il colpo in canna) costringevano i dipendenti dell’ufficio a consegnare loro all’incirca 26'000.- Euro.

Arrestato il 27.08.2003, AC 1 scontava in carcere le relative condanne fino al 17/19.09.2006, quando veniva liberato a causa del noto indulto dell’estate 2006.

Per la rapina di __________ veniva condannato, con sentenza della Corte d’appello di __________, ad anni sei e mesi due di reclusione. Per la rapina di __________ veniva condannato, con sentenza del 21.01.2008 della medesima Corte di appello di __________, alla pena di anni cinque di reclusione.

Dal casellario __________ emerge un’ulteriore condanna del 25.11.2008, per esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone, a mesi uno e giorni uno di reclusione, condanna dovuta al fatto di aver il 04.12.2006, AC 1 picchiato con un pugno al viso tale __________ per costringerlo a pagare alla gerente di un hotel (a sua volta debitrice nei confronti di AC 1) l’importo di Euro 500.-. Il malcapitato __________, per paura di subire altre violenze da parte di AC 1, lasciò __________ e visse nei boschi all’addiaccio per circa un mese. Quando fu ritrovato era in stato confusionale, oltre che di malnutrizione.

Con decreto del 24.12.2008 il Procuratore Generale della Repubblica di __________ ha stabilito in anni cinque, mesi uno e giorni sette la pena residua da scontare.

Il 12.05.2009 il Ministero di giustizia __________ ha chiesto l’estradizione di AC 1 in __________ per scontare tale residuo di pena. La domanda d’estradizione è stata accolta dalla competente Autorità svizzera con decisione del 09.09.2009, col che, si ha che AC 1 verrà estradato in __________ dopo aver scontato la pena di cui al presente procedimento.

Dal doc. AI 252 (certificato dei carichi pendenti) risulta che AC 1 ha in corso in __________ due ulteriori procedimenti per i quali ancora non è stato pronunciato un verdetto definitivo.

Per finire non si può qui non accennare al doc. all. 296 al rapporto di Polizia, ovvero al decreto 03.06.2005 emanato dal Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di __________ che fa stato di ripetuti soprusi e violenze commessi nel 2004 e nel 2005 da AC 1 mentre era in carcere in espiazione di pena. Tale documento, letto in aula, viene qui dato per integralmente riprodotto.

                                   2.   Scarcerato -come cennato- il 17/19.09.2006, AC 1 è incorso, il 31.03.2007, a __________, in un grave incidente della circolazione, mentre circolava, quale passeggero, sulla vettura guidata da __________. Tosto ricoverato, per “politrauma”, presso il Centro di rianimazione dell’ospedale di __________, operato, è stato mantenuto per qualche tempo in coma artificiale. È stato definitivamente dimesso il 02.08.2007 in condizioni generali e cliniche “più che discrete”, con diagnosi di “esiti di trauma toracico ed addominale per incidente della strada - Comizialità”.

Le crisi epilettiche, stando alla cartella clinica in atti, non sono state causate dall’incidente di __________, bensì sono apparse dopo un precedente evento risalente all’8.09.2003. Un episodio di epilessia è stato accertato anche l’8.09.2008, alle 21:40, quando già AC 1 era detenuto al Farera a motivo della sparatoria di __________.

In carcere, AC 1 è stato altresì esaminato dal dr. __________ e dalla psicologa __________. I relativi referti (letti al dibattimento) sono in atti, sub AI 274. Ad essi per i dettagli si rinvia, non senza qui annotare che, a giudizio del dr. __________, AC 1 non è afflitto da un disturbo psichiatrico maggiore pur presentando egli “una particolare caratterialità” con tratti dissociali, narcisistici, istrionici e paranoidi.

                                   3.   Cresciuto in provincia di __________ e avendo abitato per diversi anni a __________, AC 1 conosceva evidentemente il Ticino, nel quale prima del 2007, è però venuto solo occasionalmente. Dimesso dall’ospedale il 02.08.2007, è grazie all’amicizia che s’era instaurata tra lui e il “noto” __________ che AC 1 ha avuto l’occasione di venire a lavorare a __________, in possesso di un permesso G per confinanti.

Dal fascicolo in atti acquisito dal Ministero Pubblico presso la Sezione dei permessi e dell’immigrazione (SPI), risulta che AC 1, classe __________, quale dipendente, e __________, quale datore di lavoro, hanno congiuntamente sottoscritto il 09.08.2007 una “domanda di rilascio” di permesso G per un lavoro di “fattorino-factotum” presso il __________ di __________, a __________, per un salario di fr. 1'600.- mensili, con inizio dell’attività il 09.08.2007 (ovvero contestuale all’inoltro della domanda).

Hanno prodotto copia della carta d’identità __________ di AC 1, il certificato di residenza di quest’ultimo a __________ e un contratto di lavoro, sottoscritto da entrambi, datato 7.08.2007, indicante che la professione di “fattorino-factotum” era “a metà tempo, grado di occupazione 50%”. Il contratto era della durata di un anno, rinnovabile, con periodo di prova di 3 mesi.

Come inizio dell’attività veniva indicata la data del 09.09.2007 e lo stipendio era di fr. 1'600.- mensili.

Il 20.08.2007 AC 1 è stato controllato dalle guardie di confine al valico di __________. Siccome non potè esibire un permesso di lavoro, il CGCF ha segnalato il caso alle competenti autorità, in particolare alle autorità cantonali in materia di stranieri.

Il 27.08.2007 a AC 1 è stato rilasciato il permesso per confinanti G, valido fino all’08.09.2012. Quale data d’entrata nel documento di cui all’incarto SPI è indicata quella del 09.09.2007.

Non risulta che sia stata approfondita la discrepanza tra la data di inizio dell’attività indicata nella domanda (09.08.2007) e quella indicata nel contratto (09.09.2007).

In aula, AC 1 ha dichiarato che ad occuparsi delle pratiche per l’ottenimento del citato permesso per confinanti fu, per incarico del __________ (per il quale sbrigava le questione amministrative e contabili) __________, ovvero la donna che, qualche mese dopo, si prese da AC 1, (nelle circostanze di cui si dirà in seguito) una sberla che la fece ruzzolare a terra.

In aula AC 1 ha altresì spiegato che il suo lavoro presso il __________ di nuova apertura consisteva nel venire egli, di primo mattino, da __________ a __________. Qui giunto AC 1 si recava presso l’omonimo __________ con il quale __________ aveva stipulato un contratto in franchising, dove AC 1 ritirava il pesce già lavorato e lo portava, verso le 11:00, nel negozio di __________, dove veniva rivenduto da lui e da __________.

L’invenduto, AC 1 lo riportava il giorno successivo a __________ dove ritirava il pesce fresco. Il negozio di __________, sito in via __________, era in pratica situato a due passi dalla __________ gestita da __________, padre di __________. AC 1 e la __________ (che in certi periodi lavorava come cameriera nel ristorante del padre) si conobbero nel gennaio 2008, proprio grazie alla vicinanza dei rispettivi posti di lavoro.

L’attività di __________ non è mai veramente decollata, nel senso che le entrate non coprivano i costi.

Non si è potuto accertare con precisione quando l’attività è cessata formalmente. Certo è che, nel corso dell’aprile 2008, AC 1, anche per dissapori intervenuti tra lui e __________, ha smesso di lavorare presso il __________ di via __________.

Cionondimeno, avendo conosciuto nel gennaio 2008 la __________ e avendo avviato con lei, il 15.02.2008 una convivenza nell’appartamento da lei occupato in via __________ a __________, AC 1 non aveva nessuna intenzione di lasciare il Ticino. Si è quindi adoperato personalmente per sistemare il suo statuto di straniero, inoltrando al competente ufficio un’istanza per l’ottenimento del permesso di dimora B.

Copia della domanda è in atti sub AI 13. Essa è datata 06.05.2008 e figura essere stata firmata da __________ e da AC 1. Il posto di lavoro indicato è sempre quello di “fattorino/factotum” presso il __________ di via __________ a __________.

La retribuzione è indicata in fr. 3'600.- (ma qualcuno ha corretto a penna la prima cifra -che era un 1- in 3). Alla domanda figurano essere stati allegati il libretto G, copia della carta d’identità, del contratto di lavoro e del contratto di locazione.

Diversamente da quello di data 07.08.2007 (usato per ottenere il permesso G), il “contratto o accordo di lavoro” (allegato alla domanda 06.05.2008) è un formulario prestampato riempito a mano. È firmato da __________ e da AC 1 ed è datato 07.08.2007 (sic!). In esso sono crociate tanto la casella “a metà tempo”, quanto la casella “grado di occupazione” con l’aggiunta “100%”.

Quale inizio dell’attività è indicato l’08.08.2007 e il salario mensile di fr. 3'600.- è manifestamente stato scritto dopo aver “sbianchettato” l’importo che vi figurava in origine.

Di tutta evidenza, AC 1 (quanto al ruolo di __________ nulla è noto a questa Corte) ha allegato alla domanda 06.05.2008 un (diverso) esemplare del contratto dell’agosto 2007, correggendolo in taluni punti. Per lui si trattava di sottacere all’Autorità che il suo rapporto di lavoro con __________, al 06.05.2008, era terminato e che nessun nuovo contratto di lavoro era in essere. AC 1 ha quindi prodotto all’Autorità un esemplare del contratto del 2007, nell’intento di provare in un qualche modo che invece egli continuava ad avere un’attività in Ticino e non solo al 50%, bensì a tempo pieno.

L’intento ingannevole di AC 1 è evidente, specie se si considera che anche il luogo di residenza da lui indicato era inveritiero. Il contratto di locazione prodotto era infatti solo formalmente corretto, stante che -come è stato accertato al dibattimento-  AC 1 abitava a __________ già dal 15.02.2008.

Non ha mai avuto l’intenzione di stabilirsi a __________, tant’è che l’appartamento ivi locato l’ho da subito subaffittato ad __________ ed alla di lui convivente per fr. 800.- al mese, perdendo cioè fr. 400.- al mese. Certo è che per AC 1 il santo valeva comunque la candela. Per lui prioritario era il poter disporre del permesso B, così da poter vivere stabilmente con la __________ in Ticino e così da potersi contemporaneamente muovere in tutta libertà tra il __________ e le province __________ di __________, __________ e __________, intensificando la frequentazione di vecchi e nuovi amici.

                                   4.   Avuto riguardo alla situazione finanziaria di AC 1 dopo che è arrivato in Ticino, si ha che egli non ha avuto altre entrate oltre a quelle costituite dello stipendio di fr. 1'600.- che gli ha per alcuni mesi versato il __________. Dal marzo - aprile 2008 non ha più avuto entrate. Nondimeno -come risulta dall’estratto del suo conto __________ co. __________- egli, di tanto in tanto, eseguiva versamenti per contanti sul proprio conto, così da finanziare i prelievi che poi faceva.

Dove egli prendesse la liquidità che ha versato in conto non è dato sapere. In aula AC 1 ha negato di aver tratto guadagni dal commercio di cocaina e/o di canapa. Di più sull’origine degli averi con i quali si è mantenuto dopo che ha smesso di lavorare, non è stato dato di sapere.

Certo è che a __________, fino all’agosto 2008, non ha avuto esecuzioni per debiti. Contribuiva alle spese di casa, pagava di tasca sua i fr. 400.- mensili residui per l’appartamento di __________ che __________ non poteva pagare e, almeno fino al giugno 2008, ha pagato le rate di fr. 534.25 mensili per il leasing di una Renault Espace che aveva immatricolato in Ticino.

Certo è -altresì- che AC 1 disponeva (in __________ o altrove) nell’estate 2008 di mezzi finanziari che ha sottaciuto di avere quando ha chiesto l’assistenza giudiziaria. Prova ne è che, benché ufficialmente privo di redditi, nell’estate 2008, era intenzionato ad aprire ad __________ un negozio di __________ per conto suo (per avviare il quale occorreva, per forza di cose, avere da parte un qualche “risparmio”).

                                   5.   Prima di passare in rassegna i fatti che sono alla base delle imputazioni mosse a AC 1 nell’atto d’accusa, è qui d’uopo anticipare alcune circostanze della vita di __________ e delle vittime __________ e PC 2.

Risulta dagli atti che __________ è nata a __________ il __________. Dal 1999 al 2003-2004 circa, essa è stata la compagna di __________, nato a __________ il __________, di fatto cresciuto a __________, dove è giunto con la famiglia all’età di appena __________ anni.

Dopo che la loro relazione sentimentale è cessata, i due hanno continuato a frequentarsi.

Tra il 2005 e il 2008 la __________ ha intrattenuto una relazione amorosa con __________. Benché __________ fosse ancora legato a lei, mai le procurò fastidi per via di tale sua nuova convivenza. Lasciato il __________, per non rientrare al domicilio con i genitori, la __________ ha preso in affitto un appartamento con __________ a __________ in Via __________. In pratica dividevano le spese. A dire della __________, a causa delle precarie condizioni finanziarie di __________, fu lei ad assumersi la maggior parte delle spese, per la locazione ma anche per alcuni mobili acquistati. In totale, tra l’ottobre 2007 e il gennaio 2008, la __________ ha asserito di aver anticipato ad __________ all’incirca fr. 5'000.-. Convissero nello stesso appartamento per circa due mesi senza, nondimeno, che il loro rapporto tornasse ad essere di natura sentimentale. In dicembre, la nonna paterna della __________ dovette essere ricoverata in una casa per anziani, col che la nipote andò a vivere nell’appartamento di lei, in via __________ a __________. In gennaio, la __________ conobbe AC 1 e -come già cennato- il 15.02.2008 lo prese in casa con sé.

Tra __________ e __________ vi furono incontri anche dopo che la donna si recò ad abitare a __________, specialmente a causa del debito di __________ verso di lei. In un’occasione, fu AC 1 a recarsi a __________ ad incassare la somma di fr. 300.- (o di fr. 500.-, non è ben chiaro) di pertinenza della __________.

Nell’imminenza del festival di __________ (tenutosi tra il 06.08 e il 16.08.2008), __________ concordò con la __________ e il di lei padre che avrebbe lavorato presso la __________ per scalare il suo debito.

In effetti __________ lavorò nel locale -per quanto noto- dal 6 al 12 agosto 2008 (anche se non continuativamente). La sera del 12 agosto, __________ e la __________ ebbero una discussione e il giovane decise di lasciare il lavoro. Di ciò che accadde il 13.08.2008 si dirà nel seguito.

Di __________ si è già detto che si è trasferito dalla __________ in Ticino insieme alla sua famiglia nel __________ circa. Aveva un fratello maggiore, PC 2 nato nel __________, un fratello minore, PC 3, e una sorella, __________, perita tragicamente in un incidente stradale in __________ nel __________.

La madre è morta nel __________ e il padre, PC 1, invalido, si è poi risposato. __________ non ha  concluso una formazione professionale col che ha fatto durante la sua vita vari lavori, (come barman, magazziniere, autista, aiuto-giardiniere). Negli anni aveva accumulato diversi debiti e all’atto della morte è risultato aver 28 esecuzioni pendenti per fr. 27'000.- circa e ACB per complessivi fr. 52'609.65.

All’atto della morte, __________ è risultato essere positivo al THC e alla cocaina. Gli amici hanno descritto __________ come un giovane estroverso, sincero e intraprendente, buono e generoso.

PC 2 ha pure frequentato la scuole in Ticino, a __________ e a __________. Per quattro anni ha frequentato il tirocinio di metalcostruttore, che non ha terminato. A __________ anni già era sposato con una connazionale.

Nel __________ e nel __________ è diventato padre di due bambine. Nel __________ si è trasferito nel Canton __________ perché ivi vive la famiglia della moglie. All’atto dei fatti di __________ anche la situazione finanziaria di PC 2 era assai precaria. La moglie, malata, è a carico dell’AI.

Anche a carico di PC 2 v’erano in quel luglio 2008 pendenti numerose esecuzioni ed emanati diversi attestati di carenza beni.

Nel luglio 2007, PC 2 non lavorava. Il 17/18 luglio partì con la famiglia in vacanza in __________. Tornò il 17 agosto 2008, fermandosi qualche giorno a __________ (presso __________) e a __________ presso il padre. Non fosse successa la sparatoria, il 20 agosto 2008 sarebbe ripartito, con la famiglia, per il Canton __________.

                                   6.   Come emerge dal rapporto di Polizia AI 278, a p. 17, e come peraltro ha confermato lo stesso AC 1 al dibattimento, la natura violenta di lui si è ben presto manifestata anche in Ticino.

Le prime violenze non sono state denunciate alla Polizia, col che esse sono emerse solo nel corso dell’approfondita inchiesta esperita dopo la sparatoria di __________.

In realtà, già nell’agosto del 2007, avendo AC 1 incontrato per caso, a __________, tale __________ (col quale aveva, a suo giudizio, delle “questioni in sospeso” sin dall’ottobre 2006-marzo 2007) gli si è avvicinato, l’ha invitato a uscire dal veicolo nel quale si trovava e, al di lui diniego, l’ha colpito con una scarica di pugni in faccia, dopodiché si è allontanato.

Venutogli in mente di aver sentito che il padre di __________ era un “boss”, AC 1 ritornava sui suoi passi e di nuovo colpiva il malcapitato con una seconda “scarica” di pugni, tanto per dimostrare che egli non aveva paura nemmeno del figlio di un “boss”. La compagna di __________, ovvero __________ (che AC 1 già conosceva da __________ per aver soggiornato nel di lei hotel e che si è occupata, nell’estate 2007, per conto del __________ di risolvere questioni amministrative e contabili), tosto che seppe che AC 1 aveva picchiato il __________, si recò nel negozio di via __________ per esprimere il suo disappunto. AC 1 la fece uscire dal locale per “discutere”. Incurante del fatto che la donna voleva recarsi in Polizia per denunciarlo, egli, strada facendo, la colpì con una sberla facendola ruzzolare a terra.

Né __________ né la __________ hanno più sporto querela. Nel 2007, altre “prepotenze” del genere non sono emerse. Di contro -come già cennato- durante la sua permanenza a __________, AC 1, oltre a coltivare “vecchie” amicizie, ne ha fatte di “nuove”. Tra le altre quella con tale __________, detto __________, attivo nel commercio illegale della canapa. __________ che, all’atto dell’arresto del 21 agosto 2008, è stato trovato in possesso di una sessantina di Kg di canapa (oltre che di fr. 300'000.- verosimilmente provento di precedenti illeciti commerci), aveva trattato (in correità con tali PL 2 e __________) l’acquisto all’ingrosso di tale sostanza con un non meglio noto cittadino olandese che gliel’aveva recapitata fino a __________.

AC 1, a suo dire, avrebbe saputo solo nel giugno 2008 che l’amico __________ custodiva al domicilio di __________ un ingente quantitativo di canapa, e meglio l’avrebbe saputo solo quando __________ gli chiese di aiutarlo nel trasporto della sostanza da __________ a __________ (dove disponeva di un altro magazzino), trasporto per il quale AC 1 si prestò, mettendo a disposizione la sua auto.

Comecchessia è da ritenere che AC 1 avesse capito anche prima quale fosse l’attività di __________ e di quali mezzi vivesse, non fosse altro perché gli spinelli che quotidianamente fumava gli venivano da lui.

Nel novero dei “vecchi” amici di AC 1 vi era __________, persona che nel 2008 versava sicuramente in difficile condizione finanziaria, per cui era disponibile ad attivarsi su vari fronti delittuosi pur di “spuntare” un po’ di soldi. __________, in particolare, conosceva PC 3, persona di famiglia benestante, domiciliato a __________. __________ era stato in casa del PC 3, ove aveva avuto modo di osservare quadri, suppellettili e altri arredi di pregio. Tra l’aprile e l’inizio di maggio 2007, __________, insieme a certo __________ ha discusso con AC 1 un piano inteso a derubare il PC 3 di tali oggetti di valore, piano al quale AC 1 ha dato subito adesione in quanto aveva un suo “conto” da regolare con PC 3. Come ha confermato in aula, AC 1 imputava a PC 3 di avere, in occasione di un controllo stradale fatto dalla Polizia all’auto su cui viaggiavano __________ e lo stesso PC 3, tenuto un atteggiamento che portò la Polizia a scoprire che il __________ circolava senza licenza di condurre. Per questo motivo, AC 1 accettò subito l’idea di __________ di derubare PC 3, per “fargliela pagare”. Sta di fatto che __________, AC 1 e __________ misero in atto un piano che prevedeva che __________, con un pretesto, trattenesse PC 3 a dormire nella sua abitazione di __________, di guisa che AC 1 e __________ potessero, indisturbati, eseguire materialmente il furto. Ciò che fu realizzato la notte sul 6 maggio 2008, nei modi dettagliatamente descritti nell’atto d’accusa, al punto 6.. AC 1 si procurò un furgone da tale PL 1 (di cui si dirà ancora nel seguito). Avuto il “via libera” da __________, AC 1 e __________, previo scasso, entrarono nell’abitazione di PC 3 e asportarono refurtiva per un valore denunciato di ca. fr. 200'000.-.

La caricarono sul furgone e la nascosero nel magazzino che __________ aveva a __________.

Il giorno 07.05.2008, __________ e AC 1 si recarono a __________ a fotografare la refurtiva (la data è certa in quanto essi sono “incappati” in un radar che li ha entrambi “fotografati”). Nei giorni successivi, con più viaggi, AC 1 trasportò la refurtiva dapprima a __________, depositandola nel magazzino di tale __________, e poi a __________, dove in parte fu venduta. Colmo dei colmi, parte della refurtiva fu offerta al proprietario PC 3 ove avesse pagato per essa (che era “roba sua”) ai ladri, fr. 100'000.-! Un agire da veri e propri sciacalli!

AC 1, per aver eseguito materialmente il furto e per aver curato i descritti trasporti, dichiara di esser stato ricompensato con soli euro 2'300.-. Pacifiche e non contestate in aula, le imputazioni di cui ai punti 6., 7. e 8. dell’atto d’accusa hanno quindi da essere in toto confermate.

                                   7.   I rapporti tra AC 1 e __________ (risalenti al 1997/98) sono continuati anche dopo il descritto furto in danno di PC 3.

Stante che AC 1 e __________, nel corso del maggio/giugno 2008, sono più volte venuti in discorso circa il comune desiderio di comprare delle armi, AC 1 sostiene di aver manifestato ad __________ tale proposito. __________ si è, a sua volta, attivato, rivolgendosi a tale __________, ovvero alla persona che si è poi affettivamente rivelata in grado di offrire a AC 1 e a __________ quanto desideravano.

A dire di AC 1, insieme a __________, si è recato all’incirca tre volte a __________, in provincia di __________, da __________. Nella prima occasione (all’incirca a fine giugno/inizio luglio 2008), __________ mostrò e offrì loro due pistole, ovvero la Sig Sauer semiautomatica (di cui si dirà meglio in appresso) con diciotto (in realtà 25) proiettili sciolti, al prezzo di euro 1'700.-, e una seconda pistola che a __________ non piacque perché preferiva un revolver. La Sig Sauer aveva i numeri di serie abrasi. AC 1 fu da subito ad essa interessato. Sennonché, a suo dire, non potè acquistarla quello stesso giorno perché non aveva seco sufficiente contante. La acquistò tuttavia alcuni giorni dopo (con i colpi e due caricatori) allorquando tornò a __________ insieme allo __________, il quale comprò per se un revolver a canna corta (sequestrato dalla Polizia, insieme ad altre armi, in occasione della perquisizione effettuata in casa di __________ il 21 agosto 2008 e nei giorni successivi).

AC 1, nei suoi verbali, ha dichiarato di aver acquistato la Sig Sauer perché aveva “la fissa di disporne di una” e anche perché voleva “sparare ai cinghiali” (sic!).

In una terza occasione, sempre a __________, in presenza di AC 1, __________, tramite il solito __________, fornì a __________ due pistole Walther cal. 7.65 Browning (pure con i numeri di serie abrasi), munite di due silenziatori e dei relativi proiettili.

Tutte le citate armi sono state -pacificamente- senza autorizzazione importate in Ticino da AC 1 e da __________, passando per il valico di __________.

Altresì pacifico è che AC 1 ha, senza autorizzazione, detenuto e portato la Sig Sauer fuori e dentro lo stabile di via __________ di __________, in più occasioni, in particolare il 23.07.2008 quando, insieme alla __________, si recò a __________ (in provincia di __________) dove entrambi provarono l’arma sparando un colpo ciascuno, al bar __________ di __________ il 12.08.2008 e ancora il 19.08.2008 (giorno della sparatoria), quando nel tardo pomeriggio AC 1 si recò, con l’arma, all’hotel __________ di __________.

Aldilà delle ripetute infrazioni alla LF sulle armi imputate a AC 1 al punto 9. dell’atto d’accusa (che sono, di tutta evidenza, da confermare), non v’è chi non veda come AC 1, già esperto di armi sin dai tempi del servizio militare, altresì appassionato di armi per tutto il corso della sua vita, abbia dopo l’acquisto della Sig Sauer in questione a più riprese familiarizzato con la stessa, arrivando a conoscerla perfettamente (fatto che non ha negato in aula). Con essa amava giocherellare più che col telefonino. L’ha portata appresso in diverse occasioni. Ne conosceva bene il funzionamento, tanto che l’aveva spiegato più volte a __________, al punto da recarsi con lei a __________, il 23.07.2008, per provarla, tirando lui un colpo e lasciandone tirare uno a lei, non senza averla prima resa attenta a gestire il “rinculo” e, dicendole che, se voleva colpire qualcosa, doveva “mirare più in basso, perché poi sparando si alza” (cfr. verbale di __________ del 27.08.2008, all. 75 al rapporto di Polizia, AI 278, p. 9).

Della Sig Sauer usata da AC 1 nella sparatoria qui in giudizio è d’uopo qui anticipare taluni accertamenti effettuati dalla Polizia, a partire dal rapporto 26.11.2008 (AI 125), letto al dibattimento, nel quale si legge quanto segue:

“  In merito alla pistola SIG P225, sequestrata al rubricato ed utilizzata nel corso della sparatoria di __________, abbiamo proceduto alla verifica dell’oggetto, in quanto sulla stessa è stata trovata l’incisione che rappresenta la bandiera del Canton __________.

Sulla scorta di questa indicazione ci si è rivolti al comando di polizia confederato per avere informazioni su questo tipo di arma.

Premettendo che non è stato possibile risalire ai numeri di serie dell’arma, poiché gli stessi sono stati abrasi in profondità, la risposta fornitaci dai colleghi, la possiamo così riassumere:

- si tratta di un’arma di servizio in dotazione alla polizia cantonale di __________

- di questo modello, circa 500-600 pezzi sono stati acquistati dagli agenti che sono andati in pensione

Pertanto le armi vendute agli agenti, sono soggette alla libera vendita tra privati ed essere rimesse in commercio. Senza numeri di serie è verosimilmente impossibile risalire all’ultimo proprietario o rispettivamente al primo acquirente.

Osservazioni:

- Dalle attuali armi in dotazione a personale in servizio, il Comando di __________ non ha registrato nessun furto.”

Sempre in relazione a detta arma, la Polizia scientifica del Cantone Ticino, nel rapporto AI 230, sub 7.- ha fornito i seguenti dati tecnici:

“  … In data 21.08.2008 verso le ore 2200 a __________ in zona __________, veniva tratto in arresto AC 1.

Lo stesso veniva trovato in possesso di una pistola (reperto A1), meglio descritta nella scheda tecnica seguente, contenuta in un borsello (reperto A2) che portava a tracolla.

Marca:

SIG

Tipo:

pistola semiautomatica

Modello

P 225

Calibro:

9 mm Parabellum

Caricatore:

monofilare inserito nell’impugnatura

No. Cartucce:

8 + 1

Dati balistici:

caratteristici della cartuccia impiegata

Lunghezza complessiva:

180 mm

Lunghezza linea di mira:

145 mm

Lunghezza canna:

98 mm

Rigatura:       numero righe direzione passo

6 D 250 mm

Peso arma scarica:

820 g.

L’arma in oggetto (vedi foto 76 e 77) presenta il numero di serie cancellato mediante asportazione di materiale (foratura). Si tratta di una pistola con funzionamento in doppia azione, ciò significa che è possibile sparare sia con il cane “disarmato” semplicemente tirando il grilletto, sia “armando il cane”. Questa azione determina un arretramento del grilletto e la diminuzione della forza necessaria per provocare la partenza del colpo.

Questa pistola non dispone di alcuna sicurezza manuale, quindi inserendo il caricatore ed effettuando il “movimento di carica”, l’arma è pronta al tiro.

Allo scopo di determinare la forza necessaria per azionare il grilletto, abbiamo utilizzato un dinamometro digitale Lyman con il quale abbiamo effettuato 10 misurazioni in doppia azione.

I risultati ottenuti, ricopiati dal protocollo di accertamenti tecnici (vedi allegato 5) sono riportati nella tabella seguente:

Doppia azione (valori espressi in Kgf)

6.04

5.92

5.76

5.54

5.84

6.10

5.78

5.86

5.88

5.95

Valore minimo

5.54

Valore massimo

6.10

Valore medio

5.86

Singola azione (valori espressi in Kgf)

2.41

2.14

2.17

2.39

2.27

2.20

2.40

2.31

2.25

2.21

Valore minimo

2.14

Valore massimo

2.41

Valore medio

2.27

Per determinare con precisione i dati relativi alla velocità del proiettile abbiamo provveduto ad eseguire 5 tiri di prova con l’ausilio di un velocimentro ProChrono Plus in nostra dotazione. I tiri sono stati eseguiti mantenendo la volata della canna dell’arma ad una distanza di 2.5 metri dall’apparecchio, in modo tale da evitare qualsiasi errore dovuto a particelle di polvere incombusta o qualsivoglia altra interferenza sul risultato e sulla precisione delle misurazioni eseguite. L’arma è stata provata utilizzando la munizione contenuta nel caricatore.

Precisiamo che trattasi di munizione ricaricata utilizzando bossoli in calibro 9x21 accorciati a 9x19, con proiettile ogivale completamente blindato del peso di 8 g. (vedi foto 78 e 79) [recte 81 e 82].

I risultati ottenuti sono riportati nella tabella seguente:

Velocità proiettile (V2.5) in m/s. Misurazioni effettuate con velocimetro ProChrono Plus

306

306

302

309

311

Velocità massima

311

Velocità minima

302

Velocità media

307

Al fine di determinare una distanza di tiro, almeno approssimativa, abbiamo provveduto ad effettuare delle prove di tiro sparando alcuni colpi con l’arma in esame, utilizzando cartucce commerciali GECO in calibro 9 parabellum, su cartoncini bianchi, archiviati a disposizione. Questo permette di avere una visione abbastanza precisa dei residui di polvere che si depositano attorno all’orletto di detersione. Logicamente aumentando la distanza di tiro diminuiscono questi residui sino a non essere più presenti.

Nel caso specifico abbiamo provveduto ad effettuare tiri da 10 cm fino ad una distanza di 1 metro. Attraverso questi riscontri abbiamo potuto valutare che i colpi esplosi da AC 1 e che hanno colpito le vittime V__________ (al petto) e PC 2 (al ventre, rispettivamente alla gamba sinistra), sono stati tutti esplosi da una distanza uguale o superiore ai 70/80 cm. In effetti i residui di tiro visibili senza esami particolari attorno all’orletto di detersione a distanze inferiori a quelle citate sono sensibilmente maggiori di quelle rilevate sugli indumenti delle vittime.

Precisiamo che una prova di questo tipo ha un valore indicativo, anche se riteniamo di non distanziarci molto dalla realtà. Il fatto poi di aver impiegato una munizione commerciale al posto di quella ricaricata utilizzata dal AC 1 (non dispondendone a sufficienza) non dovrebbe influire in modo determinante sul risultato.

…omissis… omissis…

Con l’arma in questione sono state sparate delle cartucce di comparazione trasmesse al WFD di Zurigo (vedi allegato 13) e ai RIS di Parma (vedi allegato 14) per le ricerche nelle banche dati di loro competenza. Tali ricerche hanno dato esito negativo come descritto nei relativi rapporti trasmessi separatamente e qui annessi (vedi allegati 15 e 16)”.

                                   8.   Secondo la Pubblica Accusa, in data imprecisata del maggio-giugno 2007, AC 1 ha commesso il reato di lesioni intenzionali semplici qualificate (siccome commesse usando un oggetto pericoloso) in danno di PL 1 (cfr atto d’accusa, imputazione 4).

Al riguardo, in esito a precedenti dichiarazioni rese nei verbali predibattimentali, AC 1, in aula, ha dato atto che, in seguito ad una discussione insorta tra PL 1 e __________ cui partecipò il AC 1, mentre si trovavano tutti e tre in un bar di __________, avendo pronunciato PL 1 una frase contro il figlio di __________, frase che a AC 1 non piacque e che lo fece arrabbiare, quest’ultimo prese dal tavolo una bottiglia di acqua minerale di vetro (di quelle da mezzo litro) e con quella colpì sulla fronte PL 1. La bottiglia si ruppe provocando un taglio in fronte alla vittima, taglio che sanguinò. E poiché PL 1, alzatosi ebbe a reagire dandogli dello scemo, il AC 1 prese dal tavolo un coltello e con quello in mano gli si avvicinò invitandolo a uscire che gli avrebbe mostrato chi era lo scemo. Altre persone nel bar soccorsero PL 1 tamponandogli la ferita con un asciugamano. PL 1 non si recò dal medico né sporse querela contro AC 1, nondimeno l’imputazione contro quest’ultimo può essere ritenuta stante che la ferita sanguinante in fronte è pacifica ed è pure accertato che AC 1 usò la bottiglia di vetro alla stregua di un arma. Il fatto che la spaccò in fronte ad PL 1 fa stato della particolare intensità con la quale lo colpì (cfr. DTF 101 IV 285 e ss.).

                                   9.   Anche l’imputazione di lesioni semplici intenzionali inflitte a PC 4 va confermata (cfr. atto d’accusa, punto 3.1.).

Al pestaggio del PC 4, AC 1 è pervenuto dopo che seppe dalla __________ che v’era un uomo -il PC 4 per l’appunto- che le faceva la corte, mandandole degli SMS. Procuratosi il PC 4, in un qualche modo, il numero di natel di lei, prese a mandarle messaggi in cui le diceva “ciao occhi belli” e altre tenere frasi del genere. In un messaggio egli -forse per far colpo su di lei- le scrisse di essere un agente (segreto) del SISDE.

Sta di fatto che, come AC 1 seppe di questo ammiratore della “sua” donna, fu preso da gelosia e decise che occorreva dare una lezione all’importuno.

Con la __________, con un’amica di lei (tale __________) e con lo __________, concordarono di tendere una “trappola” al PC 4. Dapprima __________ gli fissò un appuntamento per la sera di sabato 5 luglio 2008, presso il porto patriziale di __________. Indi si recarono a cena tutti e quattro in attesa dell’ora prestabilita.

Il PC 4, dal canto suo, profittando dell’assenza della moglie che era in vacanza, nulla sospettando, si mise tutto elegante indossando il vestito del matrimonio. All’ora convenuta, si diresse verso il luogo dell’appuntamento. Come ai precedenti accordi presi, la __________ si avviò pure verso il luogo dell’appuntamento, non da sola, bensì accompagnata dalla __________. L’accordo era che AC 1 e __________ le avrebbero incrociate di lì a poco, dopodiché avrebbero dato al PC 4 la “lezione che si meritava”. Le cose andarono secondo i loro piani. PC 4 incontrò le due donne e si unì a loro credendo che si andasse a congedare la __________, invece, poco oltre, si trovò aggredito dal AC 1 che lo colpì violentemente con sberle e pugni. PC 4 cadde a terra e AC 1 continuò a colpirlo fintanto che sbollì la sua rabbia. Smise di picchiarlo solo perché “anche il PC 4 aveva un figlio”. __________ non intervenne nel pestaggio, restando a lato a guardare e tenendo in mano, per ogni evenienza, una catena.

Delle lesioni patite da PC 4 fa stato il certificato medico in atti che attesta plurime ferite lacero contuse ed ematomi soprattutto al volto.

AC 1 picchiò il PC 4 talmente con violenza che, a suo dire, nel seguito, gli si gonfiò il dorso di una mano.

                                10.   L’atto d’accusa, al punto 5., imputa a AC 1 di avere il martedì 12 agosto 2008, presso il bar __________ di __________, commesso coazione in danno di PL 2, costringendolo con una sberla e puntandogli la Sig al torace, a chiamare al telefono __________ per esortarlo a raggiungerli immediatamente presso il citato bar.

PL 2 e __________ erano le persone cointeressate con __________ nel traffico di circa 60 kg di marjhuana cui già si è cennato.

Per quanto accertato in aula, è accaduto che __________ si era prefisso di impadronirsi della droga e di estromettere dall’affare lo PL 2 e lo __________. All’uopo avrebbe detto a AC 1 che bisognava incolparli del furto della canapa, quando invece era stato __________ a impadronirsene e a occultarla, trasportandola con AC 1 a __________.

Il 12 agosto 2008 AC 1 e __________, al bar __________, misero in atto la sceneggiata, accusando del furto della canapa lo PL 2 e lo __________. Già che c’era, AC 1 incolpò PL 2 anche del furto di (asseritamente suoi) “diamanti” (in realtà mai esistiti). Per rendere più reale la minaccia, AC 1 diede una sberla a PL 2 e gli mostrò la pistola da sopra il tavolo. Indi disse a PL 2 di chiamare al telefono lo __________, cosa che lo PL 2 fece. Fu poi AC 1 a parlare con __________, ingiungendogli di venire pure lui al bar, cosa che __________ eseguì. PL 2 non ha interposto querela contro AC 1 nel termine di tre mesi, né per vie di fatto, né per minaccia, né per altro titolo di reato, per il che, emerso l’episodio durante l’istruttoria che conseguì alla sparatoria di __________, la Pubblica Accusa ha “vestito” da “coazione” il comportamento di AC 1. In realtà -come ha sottolineato il Difensore- l’atto ingiuntivo (chiamare al telefono __________) è di poco spessore. Ove vi fosse stata tempestiva querela, i comportamenti di AC 1 avrebbero pacificamente integrato gli estremi delle vie di fatto e della minaccia. Così come configurata l’imputazione ha quindi da essere abbandonata e da essa AC 1 va prosciolto.

                                11.   Al punto 3.2., l’atto d’accusa imputa a AC 1 di avere, il mercoledì 13.08.2008, agendo in correità con __________, commesso lesioni intenzionali semplici in danno di __________.

Al riguardo si osserva che, dopo l’accaduto, __________ si è recato, prima ancora che al Pronto Soccorso, in polizia a sporgere denuncia.

Ivi è stato subito interrogato. In sede di verbale __________ ha mostrato all’interrogante, caporale __________, il proprio cellulare sul quale figurava l’ora delle insistenti telefonate fattegli da AC 1 in mattinata, alle 8.30, alle 9.42, alle 12.30 e infine quella (a cui __________ ha dato risposta) delle 12.42.

Secondo __________, AC 1 aveva fretta di incontrarlo, ma egli gli disse di esser libero dal lavoro solo dopo le 17.00.

In realtà, verso le 13.15, mentre stava raggiungendo il posto di lavoro (presso il garage __________ di __________), __________ ebbe a notare il AC 1, insieme a uno sconosciuto, transitare in auto sulla strada. Come lo videro, essi avrebbero bloccato l’auto. Scesi, si sarebbero diretti verso di lui. Di corsa __________ avrebbe attraversato la strada cercando rifugio dentro l’ufficio del garage __________, ma tosto che uscì, sarebbe stato aggredito, con un pugno al viso, dallo sconosciuto, pugno che lo avrebbe fatto cadere a terra. A quel momento anche AC 1 gli avrebbe dato “pugni e calci” in faccia e sul corpo.

Il giorno successivo, il caporale __________ ha interrogato AC 1, inoltrando il suo rapporto d’inchiesta già il 14.08.2008.

In detto rapporto il caporale ha denunciato solo AC 1, stante che quest’ultimo si è rifiutato di fare il nome della persona che era con lui, asseritamente un amico che non voleva coinvolgere in storie che non lo riguardavano, benché, per finire, a dire di AC 1, sarebbe stato __________ a colpirlo con un pugno, dopodiché l’amico avrebbe colpito __________ con pugni fino a farlo cadere a terra.

Nondimeno, in quel verbale, AC 1 ha ammesso che, dopo che l’amico ebbe a far cadere __________ per terra, egli gli diede “due calci e una sberla”.

Davanti al PP, AC 1 ha cennato solo ad una sberla, ma confrontato in aula con le ammissioni rese il 14.08.2008 (5 giorni prima della sparatoria), AC 1 non ha potuto misconoscere di aver lui stesso, in tempi insospettabili, riconosciuto di aver tirato, oltre alla sberla, anche due calci a __________ quando già era a terra.

D’altro canto la paura e l’agitazione che, ancora nel tardo pomeriggio di quel giorno, ha potuto constatare l’avv. __________ quando __________ gli piombò senza appuntamento nello studio, la dicono lunga sul fatto che era stato proprio il AC 1 a terrorizzarlo.

Richiesto, dopo la sparatoria di __________, di dare ulteriori informazioni in merito al procedimento avviato il 13.08.2008, il caporale __________, ha redatto un ulteriore rapporto (all. 281 in AI 278), nel quale, tra l’altro, ha dichiarato:

“  …omissis…

Durante i verbali di V__________ ho potuto intuire come lo stesso fosse rimasto molto offeso dal comportamento del AC 1 dopo essere stato aggredito davanti ad alcuni operai del garage __________. Di fatti durante tutto il verbale V__________ ha continuato a ribadire che AC 1 non era un uomo ma una merda di persona ed un __________ di merda poiché non aveva avuto il coraggio di presentarsi da solo e che lo avrebbe rovinato finanziariamente per quanto da lui fatto. Si sarebbe rivolto nei giorni seguenti al suo avvocato.

…omissis…”.

Prova altresì che __________ abbia subito un vero e proprio pestaggio il certificato medico a lui rilasciato dall’Ospedale __________, che riferisce di “contusioni multiple”, così dettagliate nel testo:

“  Lesioni constatate:

contusione lombare e dorsale soprattutto in regione dell’ipocondrio destro

escoriazioni lombari e toraciche anteriori

escoriazione e contusione mano e braccio destro

contusioni multiple al viso e alla testa”

In aula AC 1 ha negato di avere, quel 13.08.2008, organizzato con __________ una vera e propria spedizione punitiva contro __________, reo ai suoi occhi di essere stato, in passato, l’amico della __________, rispettivamente di esserle ancora debitore. A dire di AC 1, egli si sarebbe fermato, quel giorno, con __________, a __________, solo per chiarire a __________ che non poteva/voleva procurargli quei 20 kg di marjhuana che __________ gli avrebbe chiesto in precedenza (per di più a credito). Una motivazione invero pretestuosa quella adombrata in aula da AC 1, stante che, per fargli una comunicazione del genere, bastava e avanzava una semplice telefonata. Senza dire che, se realmente si fosse solo trattato di dirgli ciò, nemmeno era necessario scendere dall’auto (lo stesso AC 1 in aula ha dichiarato che quel giorno andava di fretta e che la vera destinazione sua e di __________ non era __________, bensì __________).

Più credibili le motivazioni che AC 1 aveva reso al PP nel verbale del 13.08.2008, nel quale aveva ammesso di avere, il 13.08.2008, a __________, esortato __________ a rimborsare il debito che aveva con la __________ e, anche, gli aveva altresì detto “di non rompere più che ormai la __________ non voleva più saperne di lui”.

Che AC 1 e __________ siano in realtà giunti a __________ con “intenti bellicosi”, lo prova anche il fatto che tutte le persone interrogate hanno riferito di aver visto __________ entrare correndo nel garage __________. Col che è ben evidente che __________ ha percepito sin dall’inizio come minaccioso l’arrivo dei due e ha cercato rifugio nel citato garage e solo nel seguito ha dovuto soccombere alle botte.

Dei testi interrogati, __________ ha dichiarato di aver visto picchiare tanto AC 1 quanto __________. Solo __________ ha scagionato AC 1, ma la sua deposizione non può scalfire le dichiarazioni dello stesso AC 1 di aver tirato a __________ “due calci e una sberla”, tantopiù che __________ ha precisato nel suo verbale di non aver assistito all’intera scena, ma solo a parte di essa.

Col che si ha, per finire, che l’imputazione di lesioni intenzionali semplici commesse da AC 1, in correità con __________, il 13.08.2008, a __________, in danno di __________ deve essere confermata.

                                12.   Avuto riguardo ai giorni che hanno preceduto la sparatoria di __________, si ha che, qualche giorno prima del 19.08.2008, __________ ha cambiato il numero del suo cellulare. Il venerdì e il sabato 15 e 16 agosto 2008, __________ si è fatto prestare l’auto da AC 1 e si è recato con la sua amica in __________. A AC 1 ha lasciato la sua Smart. __________ ha avuto una panne con l’auto mentre si trovava in __________, col che il lunedì 18.08.2008 AC 1 ha dovuto colà recarsi per recuperare la sua auto. Frattanto la domenica 17 agosto 2008 erano rientrati dalla __________ sia PC 2 (con moglie e figlie e una famiglia loro amica), sia PC 3. __________, subito dopo il pestaggio di __________, aveva agitatissimo, telefonato al fratello maggiore in __________ per metterlo al corrente dell’accaduto. Poiché il roaming internazionale è molto costoso, PC 2 aveva cercato di non far durare troppo la telefonata, preoccupandosi di tranquillizzare __________, raccomandandogli di stare calmo e di aspettare il suo ritorno. Con un SMS __________ ha avvertito dell’accaduto anche il fratello PC 3.

Il martedì 19.08.2008, AC 1, di pomeriggio, ha ricevuto, nell’appartamento di via __________ a __________, __________, __________ e __________ per discutere di un “affare” che __________ (sedicente consulente finanziario) avrebbe dovuto aiutarli portare a termine, commercializzando in un qualche modo un plico di “Silver Certificates” (titoli americani falsi di cui si parla anche in internet), dai quali AC 1, __________, __________ e __________ si attendevano utili milionari.

Nel seguito, AC 1, con la pistola carica in tasca, si è recato all’Hotel __________ per ottenere da PL 2 che gli facesse le fotocopie dei suddetti “titoli”. In aula AC 1 ha dichiarato di essere rientrato al domicilio prima della __________, per cui, in sua assenza si sarebbe recato dai vicini a bere l’aperitivo. Quando rientrò nell’appartamento, la __________ era a sua volta rientrata dal lavoro ed era intenta a farsi la doccia.

La donna si è quindi infilata un accappatoio e, avendo ordinato una pizza (il bollettino di ordinazione reca la data del 19.08.2008, ore 20.57.47), erano entrambi in attesa dell’arrivo del pizzaiolo. Nessuno dei due attendeva per quella sera altre visite.

I controlli dei tabulati telefonici eseguiti ex post dalla polizia hanno confermato che non vi sono state telefonate il giorno 19.08.2008 tra __________ e/o __________ e/o AC 1.

La sera del 19.08.2008, poiché il giorno dopo sarebbe partito per il Canton __________, PC 2 (con la sua famiglia) ed __________ hanno cenato in casa del padre PC 1. PC 2 aveva già concordato con __________ di recarsi dopo cena a __________. All’uopo aveva chiesto a PC 3 di prestargli la sua vettura. PC 3, per quanto noto, non sapeva che i fratelli intendessero recarsi a __________.

Interrogato, dopo i fatti, sullo scopo di tale trasferta, PC 2 ha dichiarato che __________ e lui intendevano quella sera incontrare __________ e chiarire con lei talune questioni, quella del debito ma anche volevano sapere da lei se era vero che anni prima era stato __________ a rompere la mascella a PC 3. Epperciò -a dire di PC 2- giunti a __________ in via __________ verso le 21.30, posteggiata che ebbero la vettura, raggiunsero assieme l’androne dello stabile. __________ suonò il campanello. Tosto che la __________ rispose, __________ le avrebbe detto: “chou, chou, vieni giù che parliamo”. Dopo qualche secondo la __________ avrebbe risposto “va bene, scendo”.

Più nel dettaglio si ha che, interrogato dalla Polizia giudiziaria il 22.08.2008 nella camera dell’Ospedale __________ dove era degente, PC 2 ha narrato che (cfr. all. 66 all’AI 278):

“  L’ultimo mese l’ho trascorso con familiari in vacanza in __________.

Sono rientrato in Ticino domenica 17.08.2008 e ho preso alloggio da mio fratello __________ domiciliato a __________. In quella stessa casa abita pure un altro fratello di nome PC 3 che era venuto in __________ per le ferie. Con noi sono pure rimasti mia moglie e le figlie nonché degli amici di __________. Premetto che circa una settimana prima di rientrare in Ticino ero stato informato dal fratello __________, telefonicamente, che aveva dei problemi con la sua ex ragazza __________ e il suo attuale compagno che non conoscevo. Nemmeno ho richiesto altre informazioni al suo riguardo. Sempre telefonicamente __________ mi diceva che due persone (fra cui una era il compagno di __________) si erano presentati presso il garage __________ dove l’avevano picchiato. Fatti avvenuti in pieno giorno.

Da parte mia ho tranquillizzato __________ invitandolo ad attendere il mio ritorno per concordare il da farsi.

Il lunedì 18.08.2008 al mattino, dopo essermi riposato, ho ripreso la discussione con __________ riferita alle vie di fatto da lui subite.

Io non ritenevo che __________ avesse mandato il suo uomo a dare una lezione a mio fratello __________. Lei la conosco da diversi anni. L’ho ospitata più volte a casa mia sia da sola e sia in compagnia del succitato __________.

Per questo motivo ho proposto ad __________ di andare a parlare con la __________ a __________ dove abita con un cittadino __________ di provenienza __________ descrittomi come robusto, anzi ciccione il doppio di me.

Faccio notare che io sono alto cm 180 e peso kg 105.

__________ non si capacitava del fatto che le vie di fatto erano state commesse da due persone, che in sequenza l’avevano malmenato, e a sua dire senza motivo. __________ mi ritiene un buon mediatore e perciò ha condiviso la mia proposta.

Senza programmare la “visita” a __________ si era concordato di eseguirla prima della mia partenza per __________ prevista il mercoledì successivo.

Martedì 19.08.2008 io ed __________ siamo partiti da __________, verso le ore 21:00 in direzione di __________.

... omissis…omissis…

Ho guidato io perché quando salgo in macchina sono sempre io al volante. Non sono in grado di precisare esattamente quando ma __________ e __________ si erano sentiti al telefono e lei sapeva che lui si sarebbe presentato per chiedere delle spiegazioni. Io conosco __________ ma non sapevo l’ubicazione dell’abitazione in via __________. Se l’avessi saputo sarei andato io da solo a parlare con __________. Siamo arrivati a destinazione verso le ore 21:30. Era buio; in quel momento non pioveva e la strada era asciutta. L’entrata del palazzo era comunque bene illuminata.

Io sono entrato nel piazzale e ho parcheggiato sulla mia destra con il muso rivolto in direzione di __________. Alla mia sinistra c’erano una decina di parcheggi di cui solo un paio occupati.

Ho lasciato i miei effetti personali nell’abitacolo (telefonino, portamonete, ecc.) e pure le chiavi d’avviamento. Non so precisare se nel blocchetto d’avviamento o riposte nell’abitacolo. I finestrini anteriori erano entrambi abbassati senza un motivo a parte il caldo. Tutte e due siamo scesi dal veicolo. Assieme abbiamo raggiunto l’atrio del palazzo dove ci sono i citofoni. Lui era davanti a me e sentivo esattamente quello che diceva.

Al citofono ho riconosciuto la voce di __________. __________ in modo pacato e usando un nomignolo quale “chu chu” l’ha invitata a scendere.

__________ ha risposto che sarebbe scesa…”

Le versioni di AC 1 e di __________ divergono da quella di PC 2 già su questo punto. A loro dire, come suonò il campanello, fu la __________ a rispondere al citofono, al che __________ le avrebbe detto “se AC 1 è un uomo, digli di scendere”.

Secondo la Corte (ma anche secondo gli inquirenti), dopo le botte prese a __________ il 13.08.2008, è più plausibile che __________ abbia chiesto di AC 1 al citofono, stante che, se volevano incontrare la __________, i fratelli __________ non avrebbero avuto necessità di recarsi di sera a __________, potendola agevolmente trovare in giornata a __________ sul posto di lavoro, con ciò altresì evitando di doverle parlare con il AC 1 nelle vicinanze.

Sta di fatto che, come seppero che di sotto c’era __________, __________ e AC 1 diedero un’occhiata dalla finestra. AC 1 vide un auto ferma fuori posteggio, con il muso rivolto verso __________. A credergli, vide anche un gruppo di persone (così ha detto in aula, invece nei verbali aveva accennato al fatto di aver visto delle “ombre”). In realtà AC 1 vide solo l’auto ma subito intuì che __________ era tornato (e non certo da solo) a rendergli la pariglia dopo le botte di __________.

Temendo -a suo dire- di trovarsi a dover far fronte a più persone, prese dal cassetto del buffet la Sig P125, controllò che fosse carica, con il caricatore inserito (sapeva di avervi inserito otto colpi) e con il colpo in canna. Insomma, pronta al tiro. Sapeva che la Sig non aveva alcun dispositivo di sicurezza esterno. Ha asserito che il cane era disarmato. La ripose in un borsetto che si infilò a tracolla e, così com’era, in calzoncini corti, maglietta e ciabatte, uscì dall’appartamento e si avviò giù per le scale.

Prese seco la pistola carica e pronta al tiro perché aveva paura e quindi aveva “un bisogno di superiorità” (come ha dichiarato in aula), ma anche perché era “incavolato”. Era animato in quel frangente da un misto di sentimenti, tutti negativi, paura da un lato, ma anche sentimenti di orgoglio e di frustrazione perché __________ osava presentarsi al suo domicilio. Era seccato, infastidito, arrabbiato, e, perdipiù, geloso.

Dalla vetrata del vano scale vide distintamente il solo __________ (come indicano le foto fase 3 foto 2 e fase 4 della ricostruzione del 10.10.2008 secondo la versione AC 1 in AI 118). La __________, invece, rimase nell’appartamento.

Giunto in prossimità della citata finestra delle scale, avrebbe udito __________ dirgli “vieni, vieni che adesso facciamo i conti”.

Dal pianerottolo che conduce alla porta d’entrata, AC 1 ha detto di aver nuovamente visto attraverso il vetro il solo __________ che stava appoggiato alla ringhiera in fondo al vialetto d’ingresso (come indicano le foto della fase 5). La porta d’entrata era chiusa e AC 1 la aprì, azionando il pulsante con la mano sinistra e tirando la maniglia con la destra (foto fase 6). Uscito che fu, a sorpresa, un uomo che non conosceva (ovvero PC 2) sarebbe uscito dall’angolo di sinistra (come mostrano le foto fase 7 foto 2 e fase 8). AC 1 a quel momento avrebbe infilato la destra nel borsetto impugnando l’arma, estraendola e dicendo ai due uomini, mentre la puntava, “fermi o sparo”.

PC 2, invece, gli si sarebbe avvicinato riuscendo ad afferrargli con le mani i polsi. Per liberarsi AC 1 avrebbe nella concitazione premuto il grilletto con la pistola diretta verso il basso, nella situazione che è illustrata dalla foto fase 11.

Indi avrebbe premuto il grilletto una seconda volta nella situazione illustrata nelle foto fase 12. A quel momento, con uno spintone, sarebbe riuscito a liberarsi dalla stretta di PC 2 che sarebbe arretrato a sinistra, avrebbe aperto le braccia venendo a trovarsi nella posizione che è illustrata nelle foto fase 13 e 14 e quindi avrebbe premuto il grilletto per la terza volta. In aula AC 1 ha finalmente ammesso che dopo aver sparato il terzo colpo la pistola si inceppò e che egli se ne accorse subito (e non già -come affermato nei verbali predibattimentalidopo la sparatoria, mentre fuggiva in direzione del __________).

Vide PC 2 accasciato per terra (come mostrano le foto fase 15 foto 2 e fase 16). Non vide più __________. Durante la ricostruzione del 10.10.2008, come mostrano le foto fase 17, 18 e 19, aveva riferito che, a quel momento, sarebbe sopraggiunta la __________ e insieme avrebbero percorso il vialetto d’ingresso, raggiungendo __________ che, accasciato al suolo, stava morendo. La __________ gli avrebbe detto “scappa, scappa”, dopodiché egli sarebbe salito nell’appartamento, avrebbe preso il suo cellulare, i documenti di identità, il secondo caricatore pieno, del denaro e quindi sarebbe fuggito a piedi in direzione del __________, seguito dal cane.

In aula ha dichiarato di essersi sbagliato in sede di ricostruzione.

A suo dire, come la __________ uscì, egli sarebbe risalito nell’appartamento, avrebbe preso seco i summenzionati oggetti ed il denaro, sarebbe ridisceso e solo in quel frangente avrebbe raggiunto la __________ che stava accanto a __________. Indi sarebbe fuggito. Tale cambiamento di versione ha, di tutta evidenza, lo scopo di spiegare che egli rientrò profittando del fatto che, uscendo, la __________ gli aveva aperto la porta. AC 1 ha infatti sempre negato che egli, col suo corpo, tenne la porta aperta durante la sparatoria, dopodiché fu PC 2 che, caduto nello spazio della porta continuò a tenerla aperta.

                                13.   A AC 1, al dibattimento, sono state contestate (senza che per questo egli modificasse la sua versione) le principali discrepanze esistenti tra la sua descritta versione e le risultanze oggettive dell’istruttoria, a partire dai primi rilievi eseguiti dagli agenti di polizia intervenuti sul posto dopo la sparatoria, i cui esiti sono compendiati nell’AI 230 (rapporto di constatazione ed accertamenti tecnici e documentazione fotografica allestiti dalla polizia scientifica). Ai membri della Corte è stata per praticità distribuita la piantina che figura a pagina 6 dell’AI 280 (perizia medico legale sulle dinamiche della morte di __________ e del ferimento di PC 2 della prof. PE 1 del dr. PE 2). Va detto che poco dopo la sparatoria è cominciato a piovere e ciò -come si sottolinea nel rapporto AI 230 a p. 3- ha non poco ostacolato l’attività di fissazione delle tracce. Ad ogni buon conto le tracce assicurate hanno permesso di accertare che la sparatoria è avvenuta nel ristretto spazio dell’atrio esterno dello stabile di via __________, fuori dalla porta d’entrata, nello spazio tra la parete delle bucalettere e l’opposto muro (largo appena due metri), uno spazio che, come mostra la planimetria allegata all’AI 230, è lungo nella parte coperta meno di quattro metri e, se si ricomprende anche la porzione di superficie esterna fino alla ringhiera-muretto, è lungo all’incirca metri sette e mezzo. È in detto ristretto e angusto spazio in cui si trovavano in tre, che AC 1 ha esploso tre colpi di pistola.

Sul pavimento di detto atrio (o porticato che dir si voglia) sono state rilevate tracce ematiche (contrassegnate con i numeri 2, 3, 4 e 5) che sono risultate appartenenti a __________. Le macchie di sangue contrassegnate con i numeri 6, 7 e 8 non sono state repertate, col che non è possibile accertare se appartenessero ad __________ o a PC 2.

Ad ogni buon conto, le tracce di sangue 2, 3, 4 e 5 hanno consentito ai periti PE 1 e PE 2 di posizionare __________, nel momento in cui è stato colpito, nel descritto androne ad una distanza ricompresa tra i metri 3 e i metri 4,5 dalla porta d’ingresso (cfr. perizia AI 280, a p. 15, confermata al dibattimento):

“  …La macchia più vicina alla porta ad essere attribuibile ad __________ pertanto è la 5. La morfologia della macchie intonse paiono riflettere gli esiti di una gocciolatura, tuttavia le condizioni metereologiche non hanno permesso una completa repertazione. È pertanto impossibile pronunciarsi con certezza sull’orientamento degli schizzi di sangue. Per i dati in nostro possesso, è possibile stimare che la prima goccia attribuibile ad __________ sia a 3 metri circa dalla porta d’ingresso…”

Nemmeno è possibile escludere che __________ fosse più distante dalla porta di un ulteriore metro e mezzo, se si considera la goccia di sangue n. 2. Ad ogni buon conto, __________, quando è stato colpito non era posizionato -contrariamente a quanto asserito da AC 1 e come indicato da lui in sede di ricostruzione alla foto fase 14 foto 2vicino alla ringhiera. Sulla base delle macchie di sangue repertate nemmeno è possibile dire se __________ è stato ferito mentre avanzava (come si legge nell’atto d’accusa) o mentre retrocedeva.

Della posizione di PC 2 al momento della sparatoria è indicativa la scheggiatura contrassegnata nella planimetria con la lettera F) lasciata sul pavimento dell’atrio da un proiettile sparato da AC 1. Stando ai periti  PE 1 e PE 2 (cfr. la citata perizia AI 280 alle pag. 30 e 36, nonché il verbale da loro reso al PP classato in B 22) uno dei colpi sparati da AC 1, di chiaro orientamento verticale, ha colpito PC 2 alla gamba sinistra, trapassandola come mostrano le figure nr. 30, dopodiché il proiettile è fuoriuscito, ha scheggiato il pavimento nel punto F, è rimbalzato lasciando dei resti nel punto G.

La posizione di AC 1 è stata dai citati periti  (cfr. AI 280 p. 36) situata in corrispondenza della porta di ingresso “sì da impedirne la chiusura altrimenti inevitabile”. A tale conclusione essi sono giunti sulla base di diverse risultanze istruttorie, a partire dalle verifiche tecniche effettuate dalla polizia scientifica sulla porta, per passare alle dichiarazioni di diverse persone interrogate che univocamente -ad eccezione di AC 1- portano a ritenere che PC 2, dopo essere stato colpito, è caduto sull’entrata della porta, con le gambe rivolte verso l’esterno e il busto e la testa rivolti verso l’interno (come mostra la foto fase 12 foto 1 della ricostruzione del 10.10.2008, nella versione di PC 2).

Per quanto attiene le verifiche sulla porta eseguita dalla polizia scientifica, si legge nell’AI 230, a p. 7,

“  …che detta porta non disponeva di nessun mezzo atto a bloccarla in posizione aperta, dispone di una serratura con sistema di apertura elettrico azionabile dall’interno con un interruttore posto sul muro a sinistra della maniglia. Per poter aprire la porta con questo interruttore, lo si deve tener premuto e nel contempo tirare la maniglia.

Dall’esterno è possibile aprire la porta unicamente con la chiave.

Da parte nostra è stato misurato il tempo impiegato dalla porta per chiudersi dalla posizione completamente aperta, quantificandolo in 7 secondi…”

Ciò comporta che, se AC 1 fosse uscito completamente dalla porta, la stessa si sarebbe richiusa automaticamente dietro di lui, il che non è avvenuto stante che __________ quando, uditi gli spari è tosto scesa, ha dovuto, per uscire, scavalcare, superare PC 2 che con il suo corpo ostacolava il passaggio. Così, univocamente, si è espressa la __________ nel primo verbale del 20.08.2008 (all. 74 dell’AI 278) e anche nel seguito davanti al PP (cfr. verbale 12.02.2009 p. 4-5 in B 7).

__________, accorso sul luogo dopo aver udito gli spari (cfr. verbale 23.04.2009 - B 17 e, prima ancora, verbale del 27.11.2008 reso alla PG), ha dichiarato di aver trovato il ferito (PC 2) “…posizionato sull’uscio della porta, più all’interno che all’esterno dello stesso. La porta era aperta siccome era il ferito che la teneva aperta”.

Anche __________ ha riferito di aver trovato PC 2 “…sdraiato a terra con la schiena verso il basso, era poco oltre l’entrata principale dell’atrio della palazzina e con il corpo teneva aperta la porta principale…” (cfr. verbale del 20.08.2008, allegato 166 all’AI 278).

                                14.   Detto delle posizioni dei tre protagonisti al momento della sparatoria, così come esse emergono dalla perizia AI 280, si ha che la più importante discrepanza tra la descritta versione di AC 1 e le risultanze dell’istruttoria portano sulla sequenza dei colpi sparati.

Prima di affrontare nel dettaglio il merito di tale questione, è qui d’uopo ricordare che all’inizio delle indagini gli inquirenti non erano certi che i colpi sparati fossero tre e ciò benché numerosi testi interrogati avessero dichiarato di aver udito tre spari (peraltro assordanti).

PC 2, nel suo primo verbale, ha riferito di tre-quattro spari.

Arrestato, AC 1 ha subito parlato di tre spari. Nondimeno, sul luogo della sparatoria, sono stati trovati solo due bossoli e -quel che più conta- gli inquirenti hanno dovuto inizialmente considerare l’anomalia per la quale uno dei proiettili che hanno ferito PC 2 è finito nel di lui basso addome, in zona pelvica sacro-rettale, ivi arrestandosi, senza quindi fuoriuscire dal corpo (e dove tuttora si trova, stante che il chirurgo ha ritenuto inutilmente rischiosa per la vita del ferito l’estrazione di esso; cfr. al riguardo la perizia medico-legale dell’8.09.2008 del dottor PE 4 in AI 104, il di lui verbale reso al PP il 29.05.2009 e la deposizione del perito resa in aula il 24.11.2009).

La mancata fuoriuscita del proiettile dall’addome di PC 2 ha costretto gli inquirenti a prendere in considerazione l’ipotesi che il ferimento all’addome di PC 2 fosse avvenuto indirettamente, nel senso che un medesimo proiettile avesse dapprima trapassato il torace di __________ all’altezza del cuore e, nel seguito, fosse -con minore energia- penetrato nell’addome di PC 2.

Tale ipotesi non ha per finire trovato conferma. Le analisi effettuate sugli orletti di detersione e sui residui di sparo presenti sulle magliette indossate da __________ e PC 2 presso il Forensisch Naturwissenschaftlicher Dienst (FND) di San Gallo, hanno permesso di concludere (cfr. allegati 9 e 10 dell’AI 230; qui viene per comodità riportata la traduzione in italiano) che:

“  I metodi da noi utilizzati hanno permesso di individuare un alone di affumicatura sulla maglietta di V__________ (…). I risultati delle analisi depongono in larga misura a favore della presenza di un alone di affumicatura anche intorno al foro di entrata della maglietta di PC 2 (…), sotto forma di un gran numero di particelle di residuo di sparo.”

Le indagini genetiche eseguite dal dottor __________ dell’Istituto di medicina legale dell’Università degli studi di Milano (cfr. allegato alla perizia, già citata, AI 280) hanno dimostrato l’assenza di residui genetici di __________ sul foro d’entrata della maglietta di PC 2, col che si è potuto agevolmente concludere che PC 2 non è stato colpito all’addome dallo stesso proiettile che ha ucciso __________, bensì che ognuna delle due vittime è stata colpita da distinti proiettili.

D’altro canto anche le indagini balistiche eseguite dal dr. PE 3 dell’Istituto di medicina legale dell’università di Berna, oltre a sbarazzare il campo dall’ipotesi che PC 2 fosse stato colpito all’addome da un colpo indiretto, hanno avuto il pregio di determinare con una probabilità che rasenta la certezza che la ferita all’addome di PC 2 è stata provocata da un tiro diretto, sparato utilizzando una cartuccia modificata (ovvero accorciata dai primitivi 9X21 mm a 9x19 mm) e sottocaricata (ovvero ricaricata con una quantità di polvere da sparo inferiore alla norma).

Nonostante la ricarica scorretta il proiettile è partito, ma con un’energia e quindi con una velocità inferiore a quella di circa 300 metri al secondo, che ha avuto il proiettile che ha colpito __________.

Secondo l’autorevole giudizio del dr. PE 3 (un vero esperto della materia) lo sparo di un siffatto difettoso proiettile ha come conseguenza un malfunzionamento dell’arma che, di regola, si inceppa.

Che nel concreto caso, la pistola si è inceppata dopo il terzo sparo, AC 1 l’ha in definitiva ammesso al dibattimento (cfr. verbale del dibattimento p. 8 e p. 14).

Prima di allora, in sede di i

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