Incarto n. 72.2009.134
Mendrisio, 11 febbraio 2010/md
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte delle assise criminali
composta dai giudici:
Claudio Zali (Presidente) GI 1 GI 2
e dagli assessori giurati:
AS 1 AS 2 AS 3 AS 6 AS 7
con la segretaria:
Sonja Federspiel Peer, vicecancelliera
Conviene nell’aula penale di questo palazzo pretorio
per giudicare
AC 1
detenuto dal 25 aprile 2009;
prevenuto colpevole di:
1. omicidio intenzionale
per avere,
a _________, la sera del 24 aprile 2009, all’esterno del bar _________, intenzionalmente cagionato la morte di VS_________,
in particolare colpendolo nel corso di un futile alterco, (con un coltello avente una lama di 8,3 cm.) con non meno di nove coltellate al corpo di cui almeno cinque al collo, due al braccio, una all’addome ed una tra l’ottava e la nona costa che penetrando nel torace per una lunghezza di 6-7,5 cm, gli ha trafitto il cuore provocandone la morte sopraggiunta alle ore 01:06 del 25.04.2009 presso l’ospedale ____________, come alla documentazione in atti,
2. ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti, aggravata,
siccome riferita ad un quantitativo di eroina che sapeva o doveva presumere essere in grado di mettere in pericolo la salute di parecchie persone,
in particolare,
per avere,
senza essere autorizzato,
nel periodo 2008 e fino all’arresto,
tra __________, _________ ed altre imprecisate località,
2.1. venduto
a diversi consumatori locali tra cui __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e a terzi non meglio identificati, un imprecisato quantitativo ma almeno 89 grammi di eroina, sostanza previamente confezionata per la maggior parte in buste dosi da 0,2/0,3 grammi presso l’abitazione di PC 5 e di R__________ e vendute al prezzo di fr. 40.-ciascuna busta dose;
2.2. venduto
sia per il tramite di PC 5 che in parte unitamente a quest’ultimo, a diversi consumatori locali al __________ __________, complessivamente 40 grammi di eroina, sottoforma di buste dosi da 0,2 grammi;
2.3. ceduto
a PC 5, quale compenso per l’attività di spaccio espletata per suo conto, 14/16 grammi di eroina nonché a __________, circa 1 grammo di eroina quale compenso per l’aver procacciato clienti per l’acquisto di buste dosi di eroina al __________ __________;
2.4. ceduto gratuitamente
a diversi consumatori tra cui __________, __________, __________, __________, __________, __________ e R__________ un imprecisato quantitativo ma almeno 53 grammi di eroina;
2.5. ceduto
in vista della vendita a terzi, a V__________, 2 grammi di eroina ed a __________ in due occasioni, complessivi 10 grammi di eroina;
2.6. detenuto
tra il 22.04.2009 ed il 24.04.2009 un imprecisato quantitativo ma almeno 50/55 grammi di eroina, sostanza destinata alla preparazione in buste dosi in vista della vendita a terzi;
2.7. ceduto gratuitamente
a R__________ un imprecisato quantitativo ma almeno 3/3,5 grammi di cocaina;
2.8. venduto
un flacone di metadone a __________ al prezzo di fr. 40.--;
3. ripetuta infrazione alla LF sulle armi e sulle munizioni
per avere,
in numerose occasioni,
nel corso del 2008 e fino all’arresto,
tra __________, _________, __________ ed altre imprecisate località, portato su di sé senza diritto, un manganello telescopico ed un tirapugni;
4. coazione
per avere,
il 14 aprile 2009,
a _________, presso l’abitazione di R__________,
usando violenza, minacciandolo di grave danno ed intralciando la libertà di agire di PC 5, costretto quest’ultimo a redigere e sottoscrivere un riconoscimento di debito per la somma di fr. 800.--, che l’accusato presentò al tutore di PC 5, al fine di ottenere il versamento della somma indicata corrispondente per la maggior parte al provento della vendita di 13 b.d. di eroina effettuate da PC 5 che aveva omesso di riversargli il prezzo incassato;
5. lesioni semplici
per avere,
il 14/15 aprile 2009,
a _________, nell’appartamento di PC 5,
intenzionalmente colpito quest’ultimo con un pugno al viso e, caduto a terra, con diversi calci al busto/costato ed alla schiena nonché a mano di un coltello ferito lo stesso all’avambraccio sinistro, cagionandogli le lesioni meglio descritte nel certificato medico agli atti;
6. vie di fatto
per avere,
il 16 aprile 2009,
a _________, presso l’appartamento di PC 5, commesso vie di fatto nei confronti di quest’ultimo colpendolo con degli schiaffoni forti dietro la nuca;
7. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere,
tra _________, __________, __________ ed altre imprecisate località del Ticino,
nel periodo 2008 e fino al giorno dell’arresto,
consumato un imprecisato quantitativo ma almeno 50 grammi di eroina, 3 o 4 “bolas” di cocaina, 6/7 pastiglie di Valium nonché un imprecisato ma minimo quantitativo di marijuana e haschisch,
nonché detenuto al momento dell’arresto, una pastiglia di Valium destinata al proprio consumo personale;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti: art. 111 CP, art. 181 CP, art. 123 CP, art. 126 CP, art. 33 LArm richiamato l’art. 4 LArm, art. 19 cifra 2 LS, art. 19a LS;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 131/2009 del 17 novembre 2009, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il procuratore generale aggiunto __________. § L'accusato AC 1 assistito dal difensore d'ufficio (GP) avv. __________. § L'avv. __________, rappresentante della parte civile PC 1. § La MLaw __________, rappresentante della parte civile PC 5.
Espleti i pubblici dibattimenti
- martedì 9 febbraio 2010 dalle ore 09:30 alle ore 17:00
- mercoledì 10 febbraio 2010 dalle ore 09:30 alle ore 17:20
- giovedì 11 febbraio 2010 dalle ore 09:30 alle ore 16:40
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale inizia ricordando come ha preso avvia l’inchiesta che ha portato all’arresto del qui imputato. Loda l’attività degli inquirenti che sono riusciti velocemente ad identificare e arrestare l’autore dell’aggressione. Ricorda la figura della vittima che definisce una giovane buono, allegro, generoso e un buon padre. Dichiara che S_________ è morto a causa della sua generosità d’animo; egli è stato ucciso perché invece di voltarsi dall’altra parte è intervenuto a difesa proprio della compagna del qui accusato.
Il PP descrive quindi nel dettaglio quanto successo quella sera e come si è giunti all’aggressione fatale. I testimoni dichiarano che S_________ quella sera era allegro e faceva il buffone, AC 1 invece come è arrivato al bar è subito apparso nervoso. Al bar egli ha avuto un litigio con la propria compagna, quando l’imputato ha preso per il bavero la R_________, S_________ è intervenuto a difesa della donna. Di fronte alla reazione di AC 1, S_________ lo ha provocato e gli ha dato delle testate. AC 1 ha quindi estratto il coltello. Il PP illustra quindi l’evoluzione della versione fornite da AC 1 su quanto successo in seguito. Al riguardo menziona pure le dichiarazioni di PC 5 il quale in un primo tempo ha appoggiato la versione dell’accusato, in seguito egli ha però confessato agli inquirenti di non aver assistito ai fatti e di aver fornito quella versione su richiesta dello stesso. Secondo la pubblica accusa quanto raccontato da AC 1 non è credibile e contrasta con gli accertamenti istruttori e le affermazioni dei testi, che ripercorre.
Ricorda alla Corte che inizialmente l’imputato ha raccontato di un colpo inferto volontariamente per quanto per legittima difesa, in seguito egli ha invece parlato di un colpo accidentale e non volontario di cui egli non si sarebbe neppure accorto.
Essa dichiara che AC 1 mente quando afferma di non aver colpito volontariamente S_________ e di non essersi accorti di averlo colpito. Al riguardo espone nel dettaglio i risultati della perizia medico legale. Secondo il PP tutte le coltellate sono state inferte volontariamente e non vi è alcun colpo mortale accidentale, da qui l’imputazione di omicidio intenzionale.
Il PP passa quindi all’analisi degli altri capi di imputazione descritti nell’AA che ritiene dati. La pubblica accusa espone quindi nel dettaglio a beneficio dei cittadini giurati le ragioni per cui ritiene adempiute le premesse giuridiche dei reati imputati. Per quel che concerne il reato più grave spiega perché a suo avviso trattasi di omicidio intenzionale commesso per dolo diretto.
Nell’ottica della commisurazione della pena definisce la colpa di AC 1 gravissima dal punto di vista oggettivo: egli ha tolto la vita ad una persona. Nel caso specifico questa colpa è ancora più grave in quanto egli ha ucciso solo perché la vittima è intervenuta in aiuto della R_________. Il dolore arrecato ai famigliari è grandissimo. Pone l’accento sul giudizio, unanimemente negativo, dato dai testimoni su AC 1, persona definita aggressiva, arrogante e violenta. Dà atto che egli ha fatto delle ammissioni nel corso di inchiesta questo però col solo intento di rifornire una versione a lui più favorevole. Da qui anche il suo tentativo di inquinamento delle prove indicando a PC 5 cosa dire e chiedendogli di far sparire il coltello. Ricorda che AC 1 non ha mai lavorato, se non quando ciò era necessario per uscire dal carcere, e che viveva a carico dell’assistenza. Egli non ha tratto alcun insegnamento dalle sue precedenti esperienze giudiziarie e non ha saputo o voluto cogliere le chance che gli sono state date in passato. Rammenta che egli ha già scontato 7 anni di carcere. Dà atto che la perizia riconosce all’imputato una scemata imputabilità di grado lieve.
Tutto questo considerato il PP conclude chiedendo, confermato integralmente l’AA, la condanna di AC 1 ad una pena detentiva di 14 anni e la confisca di quanto in sequestro.
§ L’avv. __________, rappresentante delle parti civili PC 1, PC 4 e PC 2, il quale inizia ricordando il dolore che ha colpito le PC da lui patrocinate. Questo dolore è reso più grande dall’assenza di una vera presa di coscienza da parte dell’imputato. Il difensore ricorda quindi la figura, la vita e i trascorsi professionali di S_________. Descrive poi il suo legame con i famigliari e i due figli. Il legale rammenta quindi l’episodio che ha portato al decesso di S_________ e ne ricorda la bontà d’animo. Definisce il suo gesto quasi eroico. La provocazione di S_________ non costituisce attenuante per l’agire di AC 1. Il patrocinatore sottolinea le incongruenze nella versione resa dall’imputato che ripercorre; pure le sue dichiarazioni sulla pugnalata mortale sono contraddittorie e non credibili. Spiega perché a suo avviso trattasi di omicidio intenzionale per dolo diretto.
Il patrocinatore descrive quindi la figura di AC 1, personaggio definito litigioso, violento e arrogante, e ricorda alcune episodi che lo hanno visto autore di atti di violenza. Come emerge dalle dichiarazioni dei testi AC 1 era solito estrarre il coltello non però come da lui asserito a scopo di difesa bensì di offesa.
Il patrocinatore si associa alla richiesta di pena del PP e lo ringrazia per la solerzia dimostrata durante tutta inchiesta. Il legale conclude chiedendo l’accoglimento delle pretese risarcitorie delle PC da lui patrocinate illustrate nell’istanza agli atti.
§ La MLaw __________, rappresentante della parte civile PC 5, il quale si associa alla richiesta di pena del PP e chiede anch’egli la conferma dell’AA in particolare per i punti 4, 5 e 6 AA. Sottolinea la totale assenza di pentimento dello AC 1; non solo egli non si è mai scusato ma anzi si è ripetutamente vantato dei suoi atti violenti. Il patrocinatore ripercorre quindi le imputazioni commesse dall’accusato ai danni del suo assistito e spiega perché ritiene le stesse date.
Il legale conclude chiedendo l’accoglimento delle pretese della PC da lui patrocinata illustrate nell’istanza agli atti.
§ L’avv. __________, difensore di AC 1, il quale inizia ponendo l’accento sulla figura, la personalità e la anteriore vita difficile del suo assistito. Sottolinea l’assenza nella sua vita di un punto di riferimento fermo, di una figura paterna. Afferma che il suo assistito ha buttato una buona parte della sua vita. Ricorda il suo problema di droga che lo accompagna sin dall’adolescenza. Il legale descrive quindi il contesto del bar _________ in cui sono avvenuti i fatti; spiega che attorno a questo locale gravitano diversi tossicodipendenti. Dichiara che la sera dei fatti AC 1 era sotto l’effetto di alcol e stupefacente. A dire del difensore, a causa dei suoi lunghi consumi, AC 1 si porta dietro una tara anche quando è apparentemente normale. Il legale descrive quindi gli eventi di quella sera. Dichiara che la testimonianza di R__________non è attendibile in quanto anche lei era fuori come un balcone. Il difensore descrive quindi le tracce di sangue rinvenute sul posto dalla polizia. Secondo il difensore esse attestano che AC 1 e S_________si sono spostati di almeno 12 metri verso la strada mentre poi egli è caduto a soli 10 metri dalla porta del bar. Secondo il patrocinato è quindi possibile che AC 1 abbia visto S_________girarsi e tornare verso il bar. Pone l’accento sul fatto che AC 1, malgrado il confine fosse a pochi metri, non è scappato ma si è recato nei luoghi più ovvi in cui cercarlo per chi lo conosce. Il comportamento di AC 1 dopo i fatti dimostra che egli era sconclusionato e sotto choc. Nega che il suo assistito sia stato scaltro e opportunista.
Il difensore dichiara che la sua colpa è mitigata dalla scemata imputabilità che deve essergli riconosciuta per i suoi consumi di alcol e droga. Secondo il PP si deve andare oltre a quando accordato dal perito e riconoscere, almeno in forma dubitativa, una scemata imputabilità di grado medio.
Afferma che dopo la ferita alla mascella, AC 1 si sentiva più vulnerabile, per questo egli aveva con sé il coltello. Nega che il suo assistito abbia avuto intenzione di uccidere S_________e questi neppure quando ha estratto il coltello. Egli voleva difendersi, da atto che si tratta di una difesa sbagliata in quanto eccessiva ma comunque una difesa. Se AC 1 avesse voluto uccidere S_________ non avrebbe dovuto colpirlo ben 8 volte. Secondo il legale la potenza, tutto sommato limitata, del colpo non è conciliabile con la tesi del dolo diretto sostenuta dalla pubblica accusa. Al suo assistito può essere imputato unicamente l’omicidio intenzionale per dolo eventuale; egli non poteva infatti non sapere che estraendo un coltello c’era il rischio di fare molto male a qualcuno. Per quanto attiene il numero di colpi dichiara che se AC 1 parla di solo 2 colpi è perché nel suo annebbiamento egli non rammenta gli altri. A mente del difensore la presenza di 9 colpi non esclude il dolo eventuale; i primi otto colpi sono infatti superficiali.
Secondo il difensore AC 1 è si colpevole di omicidio intenzionale ma per dolo eventuale, e non diretto, commesso in uno stato di scemata imputabilità di grado medio.
Dà atto che gli altri reati elencati nell’AA sono ammessi, ad eccezione della coazione che viene contestata.
Il difensore conclude chiedendo che la pena proposta dalla pubblica accusa venga non solo limata ma ridotta.
In relazione alla richiesta delle PC patrocinate dall’avv. __________ il difensore dichiara che le spese per i funerali e di patrocinio sono riconosciute come pure le pretese per torto morale. Contesta invece per ragioni tecniche la capitalizzazione sino ai 25 anni.
Per quanto concerne invece le pretese di PC 5 ritiene che le stesse vadano di principio respinte conformemente all’art. 44 CO. Pure contestate sono le spese di patrocinio.
Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguenti
quesiti:
AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1. omicidio intenzionale
per avere, la sera del 24 aprile 2009, a _________, con un coltello con lama di 8.3 cm, colpito 9 volte S_________, causandone la morte?
1.2. ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, dal 2008 sino al 25 aprile 2009, a __________, _________ e altre imprecisate località, in parte in correità con terzi,
1.2.1. venduto complessivi 129 grammi di eroina?
1.2.2. ceduto a terzi complessivi 80/82,5 grammi di eroina?
1.2.3. ceduto gratuitamente 3/3.5 grammi di cocaina?
1.2.4. detenuto 50/55 grammi di eroina destinata alla vendita?
1.2.5. venduto un flacone di metadone?
1.2.1.1. trattasi di infrazione aggravata siccome riferita ad un quantitativo di eroina che sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone?
1.3. ripetuta infrazione alla LF sulle armi e sulle munizioni
per avere, nel corso del 2008 e sino al 25 aprile 2009, tra __________, _________, __________ e altre imprecisate località, portato su di sé un manganello telescopico ed un tirapugni?
1.4. coazione
per avere, il 14 aprile 2009, a _________, usando violenza e minaccia, costretto PC 5 a redigere e sottoscrivere un riconoscimento di debito per la somma di fr. 800.-?
1.5. lesioni semplici
per avere, il 14/15 aprile 2009, a _________, colpito con un pugno e con calci, nonché ferito con un coltello PC 5, cagionandogli le ferite descritte nel certificato medico agli atti?
1.6. vie di fatto
per avere, il 16 aprile 2009, a _________ commesso vie di fatto nei confronti di PC 5?
1.7. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere, dal 2008 al 25 aprile 2009, a _________, __________, __________ e in altre imprecisate località, consumato almeno 50 grammi di eroina, 3 o 4 bolas di cocaina, 6/7 pastiglie di Valium nonché un quantitativo minimo di hashish e marijuana, nonché detenuto una pastiglia di Valium destinata al proprio consumo?
E meglio come descritto nell’atto d’accusa.
2. Ha egli agito in stato di scemata imputabilità?
3. Può beneficiare della sospensione condizionale?
4. Deve un risarcimento alle PC e se sì in che misura?
5. Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
Considerato, in fatto ed in diritto
A La persona dell'accusato
1. AC 1 (per i famigliari "__________") è nato il __________ a __________. Cittadino svizzero, attinente di __________ (FR), ha avuto un'infanzia travagliata e difficile. Egli ha una sorellastra, __________, nata nel 1975 da una relazione della madre precedente il matrimonio con il padre dell'accusato. Questi, tuttavia, ha lasciato la madre dell'accusato quando questi aveva due anni, morendo suicida nel 1992, mentre che il nuovo compagno della madre, __________, non avrebbe mai esplicato un ruolo genitoriale per l'imputato. La stessa madre, che aveva perso entrambi i genitori in un incidente della circolazione all'età di 10 anni, sarebbe stata solo parzialmente in grado di assolvere i propri compiti di madre, al punto che nel 1987 per un certo periodo essa sarebbe stata privata del diritto di custodia e i figli collocati in foyers e presso famiglie affidatarie. Di fatto, le figure familiari di riferimento sarebbero state quelle dei nonni materni, ossia i bisnonni del prevenuto, persone anche economicamente benestanti. Alla loro morte la vita dell'accusato sarebbe cambiata, essendo venuto meno il precedente benessere economico, così che la madre avrebbe dovuto trasferirsi in un quartiere meno bello, abitato da molti cittadini stranieri. L'accusato ha ben presto mostrato di essere poco incline all'accettazione dell'autorità. Egli nemmeno ha terminato le scuole dell'obbligo, avendo iniziato a disertare le lezioni per andare in giro con altri adolescenti problematici. Allo stesso modo, egli non ha di fatto completato alcuna formazione professionale, né egli ha mai apprezzabilmente lavorato in vita sua, tolti i brevi periodi in cui ciò gli è stato imposto nell'ambito dell'espiazione di pene detentive o del collocamento in uno stabilimento per tossicodipendenti. Con una madre che gli ha sempre permesso di fare ciò che voleva, la tossicodipendenza è un problema costante nella vita dell'accusato. Secondo la madre (classificatore 6, verbale 29 aprile 2009, all. 77 RPG, pag. 8), la chiave di volta (in senso negativo) della vita dell'accusato sarebbe stata l'improvvisa morte del padre, suicidatosi con il gas di scarico della propria vettura:
“ Da quel giorno c'è stato un "declick" nella testa di AC 1 e il senso di tutto era che non gliene fregava più niente della propria vita e quindi è caduto nel mondo della droga e non ha più avuto una vita stabile".
2. Gli esordi giovanili del prevenuto nell'universo degli stupefacenti sono attestati dal rapporto 21 settembre 2001 di __________ all'attenzione del patronato penale (in: classificatore 2, AI 72, sezione 6, pag. 2):
“ AC 1 inizia a 11 anni con il consumo di THC, passando poi a quello di ecstasy e LSD dai 14 ai 16 anni. All'età di 16 anni passa quindi alla cocaina e all'eroina, dapprima fumate, poi per endovena. Viene arrestato all'età di 18 anni e durante la carcerazione non consuma droghe per circa un anno e mezzo. Dopo il carcere ha dichiarato di non aver usato sostanze per circa un altro anno e mezzo. Riprende a 21 anni con l'eroina e la cocaina per endovena, ma con una frequenza saltuaria e non più giornaliera. All'età di 19 anni ha fatto abuso di benzodiazepine (Rohypnol) per dormire. L'alcol è invece stato assunto per la prima volta all'età di 13 anni ma non avrebbe mai costituito un problema importante per lui.”
Va precisato che, contrariamente a quanto ritenuto nel passaggio poc'anzi trascritto, l'imputato dopo la prima scarcerazione aveva ripreso a consumare eroina in quantità smodata, tanto che la successiva condanna attesta di un consumo di 700 grammi di eroina nel periodo 1° gennaio 2000- 31 gennaio 2001, pari pertanto a circa 2 grammi al giorno. Vero è comunque che l'assunzione di sostanze psicoattive è rimasta una costante nella vita dell'imputato, che così si è espresso al riguardo dei suoi consumi recenti (classificatore 5, verbale 19 maggio 2009 avanti al Procuratore pubblico, all. 16 RPG, pag. 10/11):
“ ...i miei consumi di stupefacenti riguardano soprattutto eroina, cocaina ogni tanto. Ogni tanto fumo qualche canna ma veramente poco. Consumo eroina sporadicamente. A volte può capitare più volte in una settimana e a volte niente per una settimana. Dal mese di gennaio 2009 al 24.04.2009, ho consumato circa una decina di grammi di eroina e2o3 bolas di cocaina per complessivi 1,5 grammi di cocaina (...) L'ultima volta che ho consumato prima dei fatti ero sul treno da __________ a _________. Ho consumato a diverse riprese eroina e cocaina e Valium e un altro medicamento di cui mi sfugge il nome ma credo sia una pastiglia di Seresta. La PP mi chiede quante pillole di Valium a mio dire ho assunto ed io rispondo che possono essere 4 pastiglie come 7 pastiglie”.
Al dibattimento l'imputato ha spiegato proprio con la tossicodipendenza il fatto di non avere praticamente mai lavorato, sostenendo di avere sempre avuto buone intenzioni in tal senso, ma di non essere mai riuscito a concretizzarle, vista anche l'assenza di un esempio paterno.
3. Nel 1995, all'età di 17 anni, a __________, l'accusato ha conosciuto R_________, di 14 anni più vecchia di lui, con la quale è presto andato a convivere, e con la quale ha iniziato una lunga relazione sentimentale, dalla quale il 4 luglio 1999 è nata la figlia __________. Non è difficile intuire che l'accusato possa avere cercato un appoggio in questa compagna più grande (anche la successiva relazione sentimentale, con __________, sarà con una donna d'età sensibilmente maggiore alla sua), ma la R_________, anch'essa tossicodipendente, non era di certo la persona giusta. La loro relazione si è ben presto rivelata burrascosa, segnata da violenti litigi, da abbandoni e riappacificazioni. Secondo l'accusato (classificatore 5, verbale 25 aprile 2009, all. 11 RPG, pag. 1)
“ la nostra è una relazione particolare nel senso che litighiamo, gridiamo, magari ci odiamo al momento ma poi ci riappacifichiamo e facciamo anche l'amore”.
Sintomatica, in tal senso la storia dei traslochi della R_________: ogni volta che essa ha traslocato per allontanarsi dall'imputato, questi l'ha puntualmente raggiunta, stabilendosi nelle vicinanze, ed altrettanto puntualmente i vicini, dopo qualche tempo, hanno iniziato a reclamare per gli schiamazzi ed il disturbo arrecati, chiedendo (e alle volte ottenendo) che la R__________venisse cacciata. Così ha spiegato la situazione _________, padre di R__________ (classificatore 5, verbale 28 aprile 2009, all. 60 RPG, pag. 2 e 3):
“ La R_________ rientrava in Ticino all'inizio 1998 e si stabiliva a __________ in un appartamento della Cassa Pensioni trovatogli dal fratello __________. Rimase a __________ per circa tre anni, vale a dire 1998/2000. (...) Con l'arrivo in Ticino di R_________ giungeva pure lo AC 1 che affittava un appartamento nella zona. (...) Premetto che durante i periodi di lontananza di AC 1 perché era in prigione o a __________, noi genitori eravamo tranquilli e anche R_________ lo era. Dico questo poiché nei momenti in cui era libero vi erano dei grossi problemi in particolare passava a vie di fatto nei confronti di R_________, ma anche di altre persone sia conoscenti di R_________ o con le quali aveva degli attriti. (...) A causa delle diverse problematiche che vi erano ogni qualvolta lo AC 1 andava da R_________, l'amministratore della cassa pensioni dava la disdetta dell'appartamento. Con non poche difficoltà si riusciva a trovargli un appartamento a __________. Poteva essere la primavera del 2001 quando R_________ si stabiliva a __________ e la figlia __________ iniziò a frequentare la scuola d'infanzia in quel comune. (...) L'amministrazione dello stabile dove R_________ abitava (la __________ e Co) la sfrattava per i medesimi motivi già attuati a __________. Riuscii a trovargli un appartamento a _________ in via __________ "__________" ma dovetti intestarlo a mio nome poiché nessuno avrebbe dato un appartamento a R_________.”
Per negativa che fosse la loro relazione, l'imputato e la R__________ hanno continuato a frequentarsi (e a litigare) già solo per il fatto di essere i genitori di __________.
Anche all'epoca dei fatti qui in discussione, l'imputato si divideva tra l'abitazione materna a __________ e il Ticino proprio per continuare a rimanere vicino alla figlia.
4. L'abuso di stupefacenti ha avuto influsso sin dalla giovane età anche sulle vicissitudini giudiziarie del prevenuto. Il rapporto 10 aprile 1997 del Département Universitaire de psychiatrie adulte del canton Vaud (in: classificatore 2, AI 72, sezione "corrispondenza") narra come solamente nel corso del 1996 egli sia stato denunciato 17 volte per violazione della LFStup. Arrestato il 16 dicembre 1996 proprio per infrazione e contravvenzione alla LFS, ma anche per altri 7 reati (furto, atti preparatori di rapina, danneggiamento, violazione di domicilio, truffa, contraffazione di monete e falsità in certificati), il 16 giugno 1998 egli ha subito una prima condanna dal Tribunal correctionnel di __________ alla pena di due anni di detenzione sospesa ai sensi del vecchio art. 44 cpv. 1 CP in favore di un trattamento ambulatoriale della tossicodipendenza del condannato. Siffatta sospensione appare invero illusoria alla luce dei 542 giorni di carcere preventivo scontati, pari a circa i 2/3 della pena, con il risultato di porre di fatto l'accusato nella medesima situazione in cui si sarebbe trovato nel caso di una sanzione da espiare. Con il senno di poi, possono sorgere legittimi dubbi circa l'efficacia di questo genere di trattamento (espiazione dell'intera condanna in carcere e trattamento della tossicodipendenza in forma ambulatoriale) nei confronti di un giovane tossicomane incensurato, potendosi immaginare che sarebbe forse stato meglio procedere al collocamento in una struttura stazionaria, come ha tentato il cantone Ticino qualche anno dopo.
5. Per seguire la R_________, dopo la liberazione l'accusato è giunto in Ticino, stabilendosi a __________ nei pressi dell'amica. Dedito com'era all'eroina, e privo della capacità (oltre che della volontà) di procurarsi delle entrate lecite, AC 1 ha ben presto (dal 1° gennaio 2000 secondo la sentenza di condanna) iniziato a spacciare pesantemente eroina in Ticino. Il 22 gennaio 2001 egli è perciò stato nuovamente arrestato e l'8 febbraio 2002 la Corte delle assise correzionali di __________ l'ha condannato alla pena di tre anni di detenzione per, tra l'altro, lo spaccio di 2 kg di eroina e il consumo di 700 grammi della medesima sostanza nell'arco di poco più di un anno, sospendendo la sanzione in favore di un collocamento, iniziato già il 3 aprile 2001, nella struttura di __________, a __________. L'accusato non è però stato capace di approfittare dell'opportunità. Dopo una prima avvisaglia fatta di ripetuti consumi di cocaina durante le libere uscite, con scambio di urine per eludere i controlli, per la quale era stato punito con il trasferimento nelle carceri pretoriali per due settimane (dal 20 novembre al 7 dicembre 2001), veniva dichiarato il fallimento del collocamento allorché si constatava, nell'estate del 2002, che lo AC 1 aveva iniziato a spacciare cocaina, non potendosi concludere altrimenti a fronte del possesso da parte sua di circa 5 grammi di sostanza, di un bilancino, di buste minigrip e di fr. 1'620.-.
Il fallimento del percorso terapeutico non ha sorpreso gli addetti ai lavori.
Il 9 maggio 2001 il dott. __________, tracciando un profilo psicologico dell'accusato (in: classificatore 2, AI 72, sezione 6), ne segnalava tratti d'impulsività e aggressività, oltre a tratti paranoidi. Rilevava inoltre come egli fosse incapace di mettersi nei panni dell'altro, apparendo così distante, freddo e bugiardo. Il 4 dicembre 2001, allorché AC 1 era alle pretoriali per il primo, grave episodio di violazione delle norme di condotta, i responsabili di _____________ esprimevano al Procuratore pubblico ampie riserve circa le possibilità di successo della misura, osservando come la sua prosecuzione costituisse nondimeno il male minore rispetto all'alternativa costituita dal ritorno in carcere (in: classificatore 2, AI 72, sezione 6):
“ ... abbiamo comunque ritenuto che dal punto di vista terapeutico si poteva, dopo un periodo di riflessioni in carcere, fornire al signor AC 1 una possibilità di rientro presso la nostra Istituzione. Questa possibilità scaturisce dalla considerazione che il fallimento tout court della misura esaspererebbe gli aspetti caratteriali e delinquenziali di questo paziente già segnato da numerose altre esperienze detentive. Inasprirebbe ulteriormente i suoi carichi penali correndo il rischio di azzerare qualsiasi residua possibilità di recupero.”
In un successivo rapporto 1° febbraio 2002, destinato al Tribunale penale nell'imminenza del processo, si affermava che carcere (in: classificatore 2, AI 72, sezione 6):
“ Dal punto di vista prognostico è difficile esprimerci in modo profilato. L'interessato, peraltro ancora molto giovane, presenta una situazione esistenziale decisamente disastrata, con degli aspetti caratteriali che necessitano di un intervento normativo chiaro e strutturato.”
Infine, nel comunicare alla Commissione di vigilanza il fallimento della misura, il 5 settembre 2002 i responsabili di __________ non potevano che concludere in termini negativi a fronte di una situazione iniziale già ampiamente compromessa (in: classificatore 2, AI 72, sezione 6):
“ ...a livello diagnostico, in particolare per quanto è della struttura di personalità e tenendo conto dei pregressi che hanno caratterizzato la vita di questo signore, gli obiettivi erano piuttosto limitati per quanto era dell'ambito prognostico (...) ...le tendenze a delinquere, in particolare per quanto attiene al mondo dello spaccio di sostanze tossiche, sono rimaste, seppur a periodi latenti. (...)...il trattamento terapeutico in __________ viene interrotto con l'espulsione del paziente a margine e purtroppo da parte nostra dobbiamo esprimere un parere negativo per quanto è della prognosi. Rimaniamo comunque disponibili (...) per valutare eventuali interventi futuri, pur constatando che i margini di manovra sono molto esigui.”
L'accusato ha spiegato al perito giudiziario di essersi messo a spacciare durante il collocamento per potere disporre del denaro ritenuto necessario a coltivare la relazione con __________, di 12 anni più vecchia di lui, allacciata in discoteca durante un congedo (classificatore 2, AI 72, pag. 5). Dopo la scarcerazione, nel 2004, egli avrebbe convissuto con questa donna per 6 o 7 mesi, ma in seguito si sarebbe rifatta viva la R__________e l'accusato avrebbe ripreso la relazione con lei (classificatore 2, AI 72, pag. 6), trasferendosi nei pressi del di lei nuovo domicilio di ____________.
6. La carcerazione conseguente al fallimento della misura di collocamento non ha insegnato nulla al prevenuto. Come in passato egli, non costituendo per lui il lavoro una valida opzione, per procurarsi il denaro si è rimesso a trafficare stupefacenti, questa volta cocaina in combutta con cittadini della ex Yugoslavia della zona di __________. Nuovamente arrestato il 3 maggio 2005 nell'ambito dell'inchiesta "__________", con sentenza 23 maggio 2006 AC 1 è stato condannato dalla Corte delle Assise correzionali di __________ alla pena di 2 anni di detenzione, interamente espiata.
Egli ha lasciato il carcere nel maggio del 2007, riprendendo la difficile relazione con la R_________, costellata da litigi, interventi della polizia e querele. A dire del prevenuto, nel novembre del 2008, a __________, egli sarebbe caduto dalla bicicletta, subendo una complessa frattura della mandibola, operata all'inizio del 2009 a __________. In conseguenza di questo incidente egli per un certo tempo è stato più vicino alla madre, dividendosi tra il di lei domicilio a __________ e il Ticino, dove si recava principalmente per visitare la figlia. Durante queste visite egli alloggiava presso la R__________oppure, quando ciò non era possibile in ragione delle tensioni del momento, presso "amiche", od anche amici, in particolare PC 5, un tossicodipendente abitante a _________, non lontano dalla R_________. A partire dall'inizio del 2009 l'accusato, in attesa di potere percepire (come ex carcerato) l'indennità di disoccupazione, si era annunciato alla pubblica assistenza del canton Vaud, dalla quale percepiva fr. 1'100.- mensili.
L'annuncio all'assicurazione contro la disoccupazione appare rivolto unicamente alla riscossione delle relative indennità, ma non invece anche alla seria ricerca di un lavoro. In un periodo infatti di scarsa occupazione, è del tutto improbabile che l'accusato, privo di competenze professionali, tossicodipendente e pluripregiudicato, avrebbe potuto trovare lavoro.
7. Dopo la condanna del 2006 l'imputato ha subito altre due sanzioni minori.
Con decreto d'accusa 19 agosto 2008 egli è stato condannato alla pena detentiva di 11 giorni, pari al carcere preventivo sofferto, per furto, danneggiamento e violazione di domicilio, mentre che con decreto d'accusa 4 febbraio 2009 è stata proposta a suo carico una pena detentiva di 15 giorni per infrazione alla LF sulle armi, per avere detenuto senza diritto il 17 gennaio 2009 un bastone estensibile in metallo.
8. Dall'esame degli atti sono emersi alcuni tratti significativi della personalità dell'accusato.
In primo luogo, ma di questo già si è detto, si evidenzia la grave politossicodipendenza, risalente all'adolescenza e che mai l'accusato ha voluto seriamente contrastare, fatta principalmente del consumo di eroina, ma anche, occasionalmente, di cocaina e canapa, oltre a psicofarmaci ed alcol.
Per questo motivo, del resto, in occasione delle precedenti condanne al prevenuto è sempre stato riconosciuto una stato di lieve scemata imputabilità.
In aggiunta a ciò, l'inchiesta ha messo in luce l'abitudine dell'accusato di girare armato.
Se non bastasse il rilievo del fatto che egli è già stato condannato a tre riprese (2002, 2006, 2009) anche per infrazione alla LF sulle Armi, vi sono in atti innumerevoli testimonianze di come egli solesse girare munito di un armamentario fatto di tirapugni, manganello (bastone tattico), spray al pepe e coltello. Al dibattimento l'accusato ha spiegato la circostanza (ciò che però può valere solo per gli ultimi mesi) con il timore di essere percosso alla mandibola, rimasta vulnerabile dopo la recente operazione.
Inoltre, e il tema non è disgiunto dal precedente, è apparsa manifesta la propensione dello AC 1 ad assumere comportamenti aggressivi, arroganti, prevaricatori dei più deboli, come pure a passare all'atto violento con le armi in suo possesso, sino quasi al sadismo, ossia per il puro piacere di provocare paura e dolore.
Il predetto compendio di aggettivi è il sunto di un autentico plebiscito tra le molte persone interrogate dagli inquirenti. Mai come in questo caso, in effetti, si era riscontrata una simile convergenza di giudizio negativo, ciò che appare solo parzialmente spiegabile dalla comprensibile influenza negativa dovuta dal fatto di doversi esprimere (e volersi distanziare) al proposito di un soggetto indagato per omicidio intenzionale, o da (in taluni casi) rancori personali, posto che comunque i testi non si sono limitati ad esprimere i loro giudizi negativi, ma hanno anche raccontato gli episodi a loro noti da cui hanno dedotto le proprie valutazioni. Seppure cauta in ragione della particolarità dell'ambiente a cui molti dei testi appartengono, la Corte, ad esempio, non ha avuto motivo di dubitare delle parole dell'ex agente di polizia _________, allorché, narrando del periodo 1998-2000, ha riferito che (classificatore 5, verbale 28 aprile 2009, all. 60 RPG, pag. 2):
“ Ricordo al riguardo un caso specifico. Vi era una festa di condominio a __________ ed era presente il curatore della congregazione dei Frati Cappuccini conoscente di R_________ e di molte altre famiglie presenti con i loro figli. AC 1, presumibilmente in un impeto di gelosia, appena arrivato in loco poiché aveva un congedo dal carcere ebbe ad avere una lite con diversi presenti in particolare con le mamme ma anche con questo uomo curatore della congregazione dei Frati. Tanto è vero che questo uomo venne ferito alla fronte da una coltellata sferratagli da AC 1. Il tutto avvenne nella cucina dell'appartamento di R_________ che era a piano terra. Fui poi io che alcuni giorni dopo andai a pulire e a rinfrescare il locale macchiato di sangue. Non ricordo il nome dell'uomo ferito ma la R_________ sicuramente si ricorda. Fu avvisata la polizia e più preciS_________ente gli agenti del posto misto di __________, l'avvocato del ferito fece una denuncia che poi venne ritirata. Io non ne so il motivo.”
Con riferimento a tempi più recenti, __________, che per un certo periodo ha fatto da autista allo AC 1, ha raccontato al Procuratore pubblico che (classificatore 7, n. 28, verbale 13 giugno 2009, pag. 3, 4 e 5):
“ ...confermo di aver frequentato AC 1 nel periodo luglio/settembre 2008. I nostri rapporti si limitavano ai passaggi con la mia auto. Aggiungo che non siamo mai neppure andati a bere qualcosa in un bar. Non era un rapporto di amicizia. Aveva dei comportamenti che non mi piacevano, irrispettosi verso le persone, come ad es. una volta che avevamo fatto benzina e lui ha raccolto la moneta e invece di consegnarla in mano alla commessa, l'ha tirata lì sul tavolo con il risultato che la moneta è andata per terra e dappertutto. Come persona non mi piaceva per niente. (...) AC 1 era "fuso" perché era talmente sbruffone e irrispettoso di tutti che mi sembrava quasi fuori di testa nel senso che andava oltre i limiti proprio come suo comportamento abituale, non aveva freni, sembrava che non avesse autocontrollo, come i bambini. I freni non voleva darseli lui, visto che alle volte sapeva controllarsi e poteva anche sembrare una persona a modo. Poi invece conoscendolo, vedevi che non era per niente una persona a modo. Questo che ho descritto era il suo carattere che aveva sia quando era sano cioè quando non aveva assunto stupefacenti, che quando invece aveva consumato. Siccome però AC 1 consumava eroina sempre, giornalmente, la differenza stava che magari la sera, mischiava alcool, pastiglie e più cose assieme e lì si vedeva chiaramente che era alterato. Questa è la differenza tra il sano e l'alterato di AC 1.”
Anche __________ afferma che (classificatore 8, n. 23, verbale 4 giugno 2009, pag. 2):
“ ...non mi piacevano gli atteggiamenti che aveva AC 1.
Infatti quest'ultimo per ogni discussione che aveva con altre persone presenti al __________ subito tirava fuori o il coltello o il manganello in ferro estensibile e anche il tira pugni. Premetto che ogni volta che c'era una discussione era sempre lo stesso AC 1 ad "accenderla". Era un attaccabriga. Mi è capitato in più occasioni di vederlo minacciare terze persone con queste armi ed alcune volte sono pure intervenuto per farlo cessare. AC 1 se la prendeva con tutti, bastava che qualcuno passava e lo guardava che subito lui reagiva estraendo le armi succitate e minacciando le persone. A me personalmente non mi ha mai minacciato.”
__________ racconta che (classificatore 8, n. 6, verbale 5 giugno 2009, pag. 2 e 3):
“ Mi era stato detto di stare alla larga da AC 1 perché dicevano che era uno psicopatico e che per qualsiasi cosa o una frase mal detta lui reagiva male. (...) ...mentre guidavo mi sono accorta all'ultimo momento che tre ragazzi stavano attraversando la strada regolarmente sulle strisce pedonali. Io ho dovuto frenare bruscamente. AC 1 è sceso dall'automobile e dai pantaloni ha estratto un manganello di colore nero (...) ... si è messo a minacciare questi tre ragazzi con il manganello dicendogli pure che gli avrebbe spaccato la faccia e di stare zitti.”
Anche __________ riferisce di episodi di grave prevaricazione commessi dall'accusato (classificatore 6, verbale avanti il Procuratore pubblico del 5 giugno 2009, all. 122 RPG, pag. 3 e 4):
“ ...confermo che AC 1 girava sempre con un manganello, un tirapugni e ultimamente, negli ultimi 2 mesi almeno anche con un coltello. Sono armi che aveva su di sé, contemporaneamente. (...) ...alla Chiesetta in prossimità del __________, nel corso del mese di aprile 2009, AC 1 aveva venduto una busta dose di eroina a una persona sui 35 anni che io non conosco. Era un uomo, vestito anche abbastanza bene che era praticamente terrorizzato dal AC 1. Lo dico perché lo vedevo dal suo comportamento: ogni cosa che gli diceva il AC 1 lui obbediva. Al termine dell'acquisto di eroina, AC 1 ha chiesto a questa persona un rapporto orale. Non sono sicuro se ha obbligato o no questa persona , minacciandolo con il manganello. (...) Ne aveva vari modelli: uno rigido e uno telescopico (...) e devo dire che voleva anche provarlo su di noi al __________. AC 1 diceva "per favore, dai lasciami provare sulla gamba il manganello perché voglio sapere che dolore fa". A me stesso l'ha fatto un paio di volte e oltre a me anche ad altri consumatori come me. Ricordo che una volta lo ha fatto ad una ragazza di cui non ricordo il nome. Le ha dato un colpo sulla coscia e la ragazza si è messa a piangere e quella volta lì lui si era pentito.”
__________ sintetizza e dichiara che (classificatore 8, n. 13, verbale 27 aprile 2009, pag. 3):
“ Questo AC 1 lo descrivo come una persona violenta e manesca, con chi poteva permetterselo si faceva forte imponendosi con una certa cattiveria ed in alcuni casi che so con la forza”.
__________ afferma che (classificatore 9, n. 13, verbale 25 giugno 2009, pag. 2):
“ Vorrei anche dire che AC 1 a me non piaceva particolarmente anche perché era una persona troppo aggressiva e violenta. Spesso al __________ litigava con altre persone anche se non rammento con chi. Capitava spesso che passasse a vie di fatto nei loro confronti. AC 1 è una persona "fuori dagli stracci" si credeva onnipotente.”
__________ sostiene che (classificatore 8, n. 2, verbale 26 maggio 2009, pag. 2)
“ da lui non mi piaceva acquistare eroina in quanto era molto arrogante”.
__________ dice che (classificatore 8, n. 8, verbale 4 giugno 2009, pag. 3) "mi faceva paura", sentimento condiviso da __________ (classificatore 6, verbale avanti il Procuratore pubblico del 5 giugno 2009, all. 120 RPG, pag. 2-4) e anche da __________, cameriera del bar _________ (classificatore 6, verbale 25 aprile 2009, all. 86 RPG, pag. 3 e 4):
“ ...AC 1 ha già creato problemi al bar. Decisamente è una persona che mi fa paura. In due occasioni è giunto a bar chiuso, mentre facevo le pulizie. Non l'ho fatto entrare e allora si è arrabbiato a tal punto da picchiare i pugni sulla porta in vetro e, chiaramente, insultandomi pesantemente. Io, dalla paura, ho atteso oltre un'ora prima di uscire e andare a casa.”
9. Riassuntivamente si può ritenere che, quale logica conseguenza di una simile personalità, in almeno 10 occasioni l'accusato ha commesso effettivamente atti di violenza gratuiti (in danno di : R_________, PC 5, __________, __________, l'anonimo curatore della Congregazione dei frati, __________, un anonimo a __________ come narrato da __________, un paio di ragazze colpite con il bastone, tra cui __________, __________ e l'anonimo costretto ad un coito orale, come narrato da __________).
Il rapporto di cui all'all. 23 RPG (classificatore 5) riferisce di 18 interventi della polizia (oltre a quello più vecchio narrato da _________) a causa delle intemperanze violente dello AC 1, di cui il primo nel 2002 e gli altri 17 tra il 2005 e il 2009. Sfogliando i relativi rapporti si trovano ulteriori conferme dell'inclinazione alla violenza e all'uso (anche solo intimidatorio) delle armi da parte dell'accusato: caso n. 1: botte e coltello; n. 5: coltello; n. 12: colpo di manganello a donna incinta; n. 13: tirapugni; n. 15: coltello + spray al pepe; n. 16: coltello; n. 17: manganello; n. 18: manganello.
In aggiunta a ciò ancora il 24 marzo 2009 la Polizia ferroviaria aveva sequestrato all'accusato un manganello e un tirapugni (classificatore 5, all. 21 RPG), e nell'occasione egli era in possesso anche dello spray al pepe e di un coltello (probabilmente quello con cui ha ucciso S_________), oggetti lasciati nella sua disponibilità in quanto non soggiacenti alla LFArm (classificatore 5, verbale 6 maggio 2009 di __________, all. 22 RPG).
L'accusato al dibattimento ha ammesso, quanto meno relativamente all'ultimo periodo, di avere talvolta assunto atteggiamenti aggressivi in risposta ad un proprio sentimento di frustrazione (verbale dibattimentale, pag. 3):
“ Riconosco di essere passato alle mani in questo ultimo periodo; spesso per storie legate agli stupefacenti. Questo periodo mi sentivo frustrato, avvertivo che la mia situazione era senza prospettive, mi sentivo in una strada a senso unico, non riuscivo a cambiare la situazione. Ammetto che nell'ultimo periodo io ero diverso.”
10. L'accusato è stato sottoposto a perizia psichiatrica da parte del dott. __________. L'esperto nel proprio referto (classificatore 2, AI 72, da pag. 36) ha sottolineato l'insensibilità del prevenuto per la violazione delle norme etiche e legali e per la sofferenza provocata ad altri, come pure l'assenza di facoltà autocritiche. Il perito ha evidenziato quindi la presenza di tratti di personalità narcisistici (le vanterie, il convincimento di piacere alle donne) e paranoidi (il sentirsi minacciato, vittima di cospirazioni, circondato da informatori della polizia). La diagnosi espressa (da pag. 40) è quella di un "serio disturbo di personalità con elementi paranoidi, narcisistici ed antisociali", ovvero di un "disturbo di personalità antisociale abbinato a uso dannoso di sostanze psicotrope", ritenuto non curabile dall'esperto (pag. 40 e 41). Secondo il perito, il reato principale addebitato al prevenuto è in relazione con il suo stato psichico, dovendosi ammettere che la capacità di agire secondo la (corretta) percezione dell'illecito era lievemente scemata (pag. 42).
Le valutazioni dell'esperto saranno discusse più avanti, nel contesto delle valutazioni concernenti la determinazione della pena.
B. I reati minori ipotizzati dall'atto di accusa
11. Da quanto si è sin qui detto della persona dell'accusato appaiono come fondati gli addebiti di ripetuta infrazione alla legge federale sulle armi e sulle munizioni, per avere portato su di sé nel corso del 2008 e sino al giorno dell'arresto, un manganello telescopico e un tirapugni (punto 3 dell'atto di accusa), come pure quello di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, per avere consumato nello stesso periodo almeno 50 grammi di eroina, 3 o 4 bolas di cocaina, 6/7 pastiglie di valium, un minimo quantitativo di marijuana e hashish, nonché detenuto per il proprio consumo una pastiglia di valium (punto 7 dell'atto di accusa), imputazioni che il prevenuto ha pacificamente ammesso (verbale dibattimentale, pag. 3).
12. L'accusato ha ammesso di avere ripreso a spacciare stupefacenti, segnatamente eroina, dopo l'ultima scarcerazione per arrotondare con il provento la modesta entrata versatagli dai servizi sociali (AI 72, pag. 6). Egli si procurava lo stupefacente in Svizzera interna, in ragione di poche decine di grammi alla volta, provvedeva quindi a dividerlo soprattutto in buste dosi da 0.2 grammi, poi smerciate al dettaglio al prezzo di fr. 40.- l'una, in particolare al __________ di __________, noto ritrovo degli eroinomani locali. In questo spaccio al dettaglio l'accusato si è occasionalmente fatto aiutare da altri, in particolare PC 5, ai quali affidava, compensandoli con eroina, delle buste dosi con l'accordo di rivenderle e di consegnargli poi il provento, sia per contanti o mediante versamento su di un conto bancario dello AC 1 presso __________, aperto a suo dire per farvi confluire le prestazioni assistenziali.
13. Nella fase predibattimentale l'accusato ha tentato di ridimensionare la portata di questa attività, sostenendo che "l'ordine di grandezza è di qualche decina di grammi" (verbale 7 maggio 2009, classificatore 7, n. 3, pag. 6), ragione per cui il Procuratore pubblico ha proceduto, per quanto possibile, ad una puntigliosa ricostruzione dell'entità del traffico interrogando tutti gli acquirenti identificati in particolare in base alle rubriche e ai tabulati telefonici.
Egli ne ha concluso per l'addebito al prevenuto di un traffico nell'ordine di 250 grammi di eroina, di cui circa 200 grammi venduti o offerti (punti 2.1-2.5 dell'atto d'accusa) e 50 grammi detenuti il 22/24 aprile 2009, nell'imminenza dell'arresto, ma non ritrovati dagli inquirenti (punto 2.6 dell'atto d'accusa). Oltre a ciò, due altre imputazioni relative all'offerta alla R__________di almeno 3/3.5 grammi di cocaina (punto 2.7 dell'atto d'accusa) e alla vendita di un flacone di metadone (punto 2.8 dell'atto d'accusa).
14. Al dibattimento l'accusato ha modificato la precedente attitudine, riconoscendo la possibilità che l'ordine di grandezza del suo traffico di eroina corrispondesse a quanto prospettatogli dalla pubblica accusa. Egli avrebbe in effetti ripreso a spacciare dopo gli 11 giorni di carcere scontati tra il 30 giugno e il 10 luglio 2008, senza sapere precisare il profitto personale conseguito con questo suo traffico (verbale dibattimentale, pag. 4). A fronte di questa ammissione, non vi è stata necessità per la Corte, d'accordo le parti, di procedere alla contestazione all'accusato di ogni singola chiamata in causa degli acquirenti, ciò che comunque avrebbe condotto al risultato di dovere ritenere fondata l'imputazione, avendo l'atto di accusa correttamente recepito le risultanze istruttorie.
Il prevenuto è pertanto reo confesso della prospettatagli vendita (da solo o per il tramite di PC 5) di 129 grammi di eroina (punti 2.1 e 2.2 AA), della cessione a terzi di ulteriori complessivi 80/82.5 grammi di eroina (punti 2.3, 2.4 e 2.5 AA), della detenzione ai fini di vendita, nell'imminenza dell'arresto, di altri 50/55 grammi di eroina (punto 2.6 AA), della cessione gratuita a R__________di 3/3.5 grammi di cocaina (punto 2.7 AA) e della vendita di un flacone di metadone (punto 2.8 AA), ciò che costituisce, così come imputato, infrazione aggravata alla LFStup, essendo superata la soglia del caso grave determinata dalla giurisprudenza in 12 grammi di sostanza pura.
15. PC 5, nato nel 1975, è un tossicodipendente eroinomane. Estromesso dal mondo del lavoro, egli vive della pubblica assistenza ed è soggetto a tutela. Dispone di un appartamento al sesto piano di via __________ a _________ in cui vive nel lerciume più totale, tra sporcizia e ammassi di rifiuti (eloquenti le foto n. 38-50 della documentazione fotografica; cfr. anche il CD in atti per la visione degli ulteriori sacchi di immondizia accatastati sul balcone), ivi comprese circa un centinaio di siringhe usate (classificatore 5, all. 41 RPG), sintomo inequivocabile del cammino di degrado umano da lui percorso.
In questo appartamento egli ospitava l'accusato in occasione delle sue visite a _________ quando questi era in lite con la R__________e quando egli non riusciva a trovare (migliore) alloggio presso qualche amica.
La conoscenza dell'accusato e di PC 5 risale circa ad un anno addietro. PC 5 ha definito come "amicizia" il loro rapporto, senza però rammentare come essi si siano conosciuti (classificatore 5, verbale PC 5 25 aprile 2009, all. 26 RPG, pag. 1).
Il comune denominatore del rapporto tra i due era evidentemente l'eroina, e meglio (dal punto di vista dello PC 5) la disponibilità di sostanza da parte dell'accusato. A partire circa dall'inizio del 2009, tra i due è nato un sodalizio, nel senso che, come già detto, i due si recavano assieme al __________ a __________ per spacciare. A questo scopo, AC 1 consegnava periodicamente allo PC 5 delle buste di eroina, con l'accordo che una parte di queste era il compenso dello PC 5 per l'attività di vendita, mentre che per la rimanenza questi riversava all'accusato il provento della vendita, sia a contanti o mediante accredito sul conto bancario presso __________ (sui termini di questo sodalizio cfr. in classificatore 5 il verbale di confronto avanti al Procuratore pubblico del 17 giugno 2009, all. 18 RPG, pag. 8-10).
16. La dipendenza dall'eroina di PC 5 faceva di lui un collaboratore poco affidabile. Nel mese di aprile del 2009 è perciò capitato che egli non abbia riversato all'accusato l'importo di circa fr. 500.- avendolo speso per sé, verosimilmente per comprarsi della cocaina, e che per questo motivo egli abbia cercato per un po' di non farsi trovare da lui (cfr. il verbale 8 maggio 2009 dell'accusato avanti al Procuratore pubblico, all. 15 RPG, pag. 12). Si trattava di una mancanza che l'accusato non poteva tollerare, nella logica di un rapporto in cui vi era un dominante e un sottomesso. Al dibattimento l'accusato ha riconosciuto che
“ ero un po' teso per questa faccenda, ed anche un po' arrabbiato, da una parte perché anch'io dovevo pagare lo stupefacente e d'altra parte perché PC 5 mi stava mentendo, mi stava prendendo in giro”
(verbale dibattimentale, pag. 4).
17. La mattina del 14 aprile, pertanto, l'accusato, intenzionato a sistemare la questione, ha intercettato lo PC 5 davanti alla farmacia __________, a _________, dove questi si recava quotidianamente a ritirare la dose di metadone. Quindi, secondo lo PC 5 (classificatore 5, verbale di PC 5avanti al Procuratore pubblico del 7 maggio 2009, all. 30 RPG, pag. 6):
“ Come ho già detto devo ancora a AC 1 fr. 500.provento delle vendite di eroina che ho fatto per suo conto, che ho incassato ma che non gli ho dato perché li ho spesi.
Circa una settimana prima dei fatti di _________, avevo litigato per questi soldi con AC 1. Sapevo che da giorni mi cercava in giro per _________ e mi mandava sms e continuava a chiamarmi sul mio cellulare.
AC 1 sapeva che io andavo ogni mattina alla farmacia __________ per il metadone. Una mattina me lo sono trovato davanti alla farmacia.
Dapprima non voleva farmi entrare a prendere il metadone, poi sono riuscito a entrare in farmacia. Quando sono uscito ha preteso che andassimo a casa di R_________. Qui AC 1 mi obbligava a scrivere e firmare una dichiarazione di mio pugno.
In sostanza questo scritto indicava che io avevo ricevuto fr. 800.- quale anticipo per dei lavori di pittore da eseguire a casa di R__________. C’era anche scritto che io non avevo eseguito questi lavori ma che mi ero tenuto i fr. 800.-.
Con questa dichiarazione io e AC 1 siamo andati dal mio tutore __________, sul suo posto di lavoro, chiedendo che i soldi fossero restituiti a AC 1.
Il tutore all’inizio diceva che non aveva soldi ma rassicurava AC 1 dicendogli che appena avrebbe avuto qualche soldo, glieli avrebbe dati. Gli disse anche di fargli avere uno o più bollettini di versamento.
Tutto ciò accadeva una settimana prima dei fatti del 24.04.2009 e la cosa sembrava a posto. Io e AC 1 ci separavamo e io tornavo a casa."
Più avanti nel medesimo verbale egli precisato che (verbale citato, pag. 7 e 8):
“ ... quando AC 1 mi ha obbligato a sottoscrivere la dichiarazione poi presentata al tutore, mi ha preso con la forza, mi ha fatto sedere a forza a casa della R_________. Ha preso un foglio e me lo ha messo davanti e mi dettava quello che io dovevo scrivere, cosa che io ho fatto perché ero impaurito.
Io di AC 1 avevo paura, ero già stato picchiato da lui che preciso girava sempre con manganelli, tirapugni o con coltello. Il manganello (bastone telescopico) che AC 1 aveva a casa della R_________ era piegato perché ha colpito me sulle gambe. Lo ha rotto sulle mie gambe.”
Secondo il Procuratore pubblico, obbligando lo PC 5 a redigere la predetta dichiarazione (l'originale è in atti quale allegato al verbale 28 aprile 2009 del tutore __________, classificatore 6, all. 98 RPG) l'accusato avrebbe commesso il reato di coazione (punto 4 AA), addebito che il prevenuto, anche in aula, ha respinto.
Egli ha dato atto di avere intercettato PC 5 fuori dalla farmacia e ha anche ammesso che i due si sono quindi recati a casa della R_________, dove lo PC 5 ha effettivamente redatto la dichiarazione, ma ha negato di avere esercitato coercizione nei suoi confronti. A suo dire, infatti, potrebbe essere che PC 5 si sia sentito obbligato nei suoi confronti a scrivere la dichiarazione per tentare di ottenere il denaro dal tutore, ma egli non l'avrebbe costretto a farlo, né l'avrebbe minacciato (verbale dibattimentale, pag. 4).
Nondimeno, il prevenuto ha ammesso che "è possibile che gli abbia parlato con tono minaccioso" (verbale dibattimentale, pag. 4) ed ha soggiunto che "riconosco che PC 5 si sia trovato sotto l'effetto di pressione ambientale" (verbale dibattimentale, pag. 5), data anche dal fatto che "è possibile" che vi fosse in vista un manganello (puntualmente ritrovato a casa della R_________: cfr. documentazione fotografica, foto n. 61), precisando poi che "se PC 5 avesse rifiutato di allestire il documento è possibile che lo avrei picchiato" (verbale dibattimentale, pag. 5), frase quest'ultima che va letta nel senso della certezza, posto che dopo nemmeno 24 ore l'accusato ha comunque brutalmente pestato lo PC 5 benché egli avesse redatto lo scritto.
18. Tanto è bastato alla Corte per ammettere l'esistenza dell'ascritto reato.
Posto che il rilascio di un riconoscimento di debito (a maggior ragione se, come nella specie, con una causale simulata e in assenza di una valida obbligazione) è una fattispecie abbastanza tipica del reato di coazione (fin da DTF 69 IV 172), per la Corte non vi è dubbio che nelle circostanze date PC 5è stato obbligato a redigere lo scritto sotto la seria e concreta minaccia di essere percosso, con la prospettiva (dal punto di vista dello PC 5) di esserlo con il manganello presente in loco o con una delle armi che il prevenuto era solito recare con sé.
Stanti infatti le predette ammissioni dello stesso accusato sui toni minacciosi e sulle "pressioni ambientali", ma soprattutto al riguardo di quale sarebbe stata la conseguenza di un rifiuto, la Corte non fa altro che ritenere come lo PC 5 abbia correttamente recepito il clima di intimidazione e sia da questo stato influenzato, accettando così di redigere a vantaggio del prevenuto uno scritto dal contenuto inveritiero.
19. Quella stessa mattina i due si sono recati dal tutore dello PC 5a battere cassa ma questi, a suo dire "vaccinato" contro le richieste di denaro dei tutelati, non ha pagato alcunché, prendendo tempo dicendo che avrebbe semmai preso in considerazione un pagamento da banca a banca.
Nel pomeriggio l'accusato (accompagnato stavolta da __________) è pertanto tornato dall'__________ per fornirgli gli estremi del proprio conto bancario (cfr. il predetto verbale 28 aprile 2009 di __________, classificatore 6, all. 98 RPG, pag. 2).
20. Accondiscendere al volere dell'accusato non è tuttavia servito allo PC 5 per evitare le botte, essendoci addirittura motivo di ritenere che AC 1 avesse premeditato di punire il suo gregario.
Risulta infatti che egli giorni addietro avesse preannunciato la circostanza parlandone con __________, anch'egli tossicodipendente del giro del __________ (classificatore 8, n. 9, verbale 8 giugno 2009, pag. 3):
“ Ricordo un'altra volta, nel mese di aprile 2009, in cui stavo scendendo con il treno a _________. AC 1 è salito sul treno e si è seduto sul sedile di fronte a me. Ha estratto dalla tasca un coltello, l'ha aperto e mi chiese dove doveva accoltellare PC 5 senza procurargli troppi danni e in tal senso mimava delle coltellate sulle sue gambe. Mi disse che PC 5 gli aveva fregato alcune buste di eroina e che doveva fargliela pagare. Rammento che il coltello aveva un manico di colore chiaro, se non erro bianco. Un paio di giorni dopo ho avuto modo di incontrare PC 5 con un occhio blu. Gli ho anche chiesto ironicamente se aveva sbattuto contro una porta e lui mi rispose si e precisava "una porta a due gambe". Non me l'ha espresS_________ente detto ma ho capito che le aveva prese da AC 1 AC 1.”
L'accusato -comprensibilmente desideroso di allontanare da sé sospetti dell'uso premeditato del coltello- ha negato la circostanza, ma il racconto contiene almeno tre dettagli autentici (il debito, la causale del debito e il coltello correttamente descritto) così da non lasciare nella Corte dubbi circa la sua veridicità, senza che per questo motivo sia comunque stata aggravata la sanzione per le botte inflitte allo PC 5.
21. In ogni caso, nel pomeriggio del 14 aprile 2009 AC 1, sempre accompagnato da __________, è andato a fare visita allo PC 5. Così ha raccontato l'accaduto il __________, dopo avere inizialmente negato di essere stato presente (classificatore 6, verbale 12 maggio 2009, all. 111 RPG, pag. 2 e 3):
“ Rammento che quella sera, verso le 18.00, mi ero incontrato con AC 1 AC 1 a _________ a casa della sua ex convivente R_________. Io avevo appena finito di eseguire dei lavori di pittura a casa sua. Mi chiese di accompagnarlo al chiosco di _________ dove lavora il curatore di PC 5 poiché voleva tentare di incassare del denaro che quest'ultimo gli doveva. Naturalmente il curatore, di cui non conosco il nome, non gli ha dato nulla. Quindi AC 1 mi domandava di accompagnarlo a casa di PC 5. Eravamo a piedi e rammento che AC 1 era arrabbiato poiché mi disse che Stefano gli doveva CHF 500.-. Non mi disse per che motivo gli doveva questo denaro, disse però di essere stato fregato. Giunti nel palazzo dove abita PC 5, premetto che era la prima volta che ci andavo, siamo entrati ed abbiamo suonato il campanello del suo appartamento. PC 5 ha aperto la porta e subito AC 1 lo colpiva con un pugno al volto o meglio all'occhio. PC 5 cadeva dentro l'appartamento e AC 1 è entrato mentre io sono rimasto sulla soglia con la porta aperta. Quando PC 5 era ancora a terra AC 1 lo colpiva con alcuni calci al costato e alla schiena dicendogli che voleva al più presto i suoi soldi. Ad un certo punto AC 1 ha tolto un coltello dalla tasca e l'ha aperto. Io appena vista questa scena gli ho stretto il braccio e gli ho levato il coltello dalle mani intimandogli di finirla e di andare via. Infatti AC 1 acconsentiva e mi seguiva all'esterno. Gli ho restituito il coltello e l'ho riaccompagnato a casa.”
Il teste ha confermato questa versione anche a confronto con l'accusato (classificatore 6, verbale PP 15 luglio 2009, all. 112 RPG) e la descrizione del pestaggio collima con quella data dallo PC 5, eccezion fatta per il dettaglio del coltello, che egli, rannicchiato a terra per proteggersi dai colpi, non ha visto. PC 5, tuttavia, sostiene di avere scoperto dopo quell'aggressione una ferita da taglio all'avambraccio sinistro documentata dalle fotografie annesse a detto verbale (classificatore 5, verbale di confronto 17 giugno 2009 AC 1/PC 5avanti al Procuratore pubblico, all. 18 RPG, pag. 7):
“ ... io non l’avevo visto il coltello perché ero a terra. Però posso dire che dopo che AC 1 se ne è andato, mi sono trovato con la ferita al braccio sx, ancora visibile, che mostro alla PP ed ai presenti, che pensavo mi fossi causato cadendo a terra. Sentendo quello che ha dichiarato __________, ricollego immediatamente questa ferita al coltello usato da AC 1. Quando sono poi andato in Ospedale, mi hanno disinfettato anche questa ferita al braccio.
Io ero a terra rannicchiato e cercavo di coprirmi la testa con le braccia, per quello che riuscivo a fare, per cui non ho visto il coltello usato da AC 1.”
L'accusato, per sua parte, nella fase predibattimentale aveva ammesso unicamente il pugno al volto dello PC 5, non invece i calci alla schiena e al costato, pretendendo di averlo colpito solo sulle gambe, all'altezza del polpaccio. In aula egli ha parzialmente riveduto la propria versione, riconoscendo di avere sferrato calci al busto, alla schiena e al costato di PC 5, mantenendo però la contestazione del fatto di avere estratto il coltello (verbale dibattimentale, pag. 7).
La Corte, data la presenza di un testimone oculare che afferma il contrario, non ha motivo di aderire alla versione dell'accusato quando sostiene di neppure avere estratto il coltello. La non credibilità di AC 1 sul tema è del resto attestata già solo dal suo cambio di versione al riguardo dei calci dati allo PC 5. E' ben vero che il teste non afferma di avere visto l'accusato colpire PC 5con il coltello e che lo stesso PC 5 ancora in sede di denuncia, inoltrata più di un mese dopo, nulla affermava al proposito della ferita da taglio. Nondimeno la ferita c'è e PC 5 non sostiene di averla avuta in precedenza o di essersela procurata in seguito, ma afferma di avere creduto di essersela procurata cadendo a terra in occasione dell'aggressione, e di essersela fatta medicare all'ospedale assieme all'occhio che in effetti era conciato male, tanto che il tutore __________ aveva dovuto attivarsi per chiedere un appuntamento urgente al medico (classificatore 6, verbale 28 aprile 2009, all. 98 RPG, pag. 2 e 3). In queste circostanze, la Corte si è ritenuta convinta del fatto che sia stato l'accusato a ferire lo PC 5 con il coltello, per il che trova integrale riscontro quanto descritto al punto 5 dell'atto di accusa. Così accertate le percosse e le ferite inflitte dall'accusato allo PC 5, si ha in diritto che esse sono costitutive dell'ascritto reato di lesioni semplici ai sensi dell'art. 123 CP, essendo ampiamente ecceduta la soglia delle sole vie di fatto, dal che l'integrale conferma dell'atto di accusa su questo punto.
22. L'accusato la sera del giorno successivo si è nuovamente recato a casa dello PC 5 (che si era chiuso dentro lasciando la chiave nella toppa, proprio per evitare che AC 1 potesse entrare con la chiave che gli aveva sottratto il giorno prima, in occasione del pestaggio), riuscendo a farsi aprire con un sotterfugio, ovvero mandando a bussare alla porta dello PC 5 il di lui vicino, e conoscente comune, __________.
Il prevenuto, accompagnato nell'occasione da tale __________, ha rinnovato la richiesta allo PC 5 della nota somma di denaro ed è nuovamente divenuto "minaccioso e aggressivo" nei suoi confronti quando questi ha menzionato l'eventualità di una denuncia alla polizia per le botte del giorno prima (classificatore 6, verbale 14 maggio 2009 __________, all. 113 RPG, pag. 4). __________ in quel frangente ha visto l'accusato dare "due sberle" allo PC 5 (classificatore 6, verbale avanti al Procuratore pubblico del 26 maggio 2009, all. 101 RPG, pag. 5, in fondo), ciò che corrisponde alle affermazioni di questi, che afferma di avere rimediato in quel frangente "due scappelloni abbastanza forti sulla nuca" (classificatore 5, verbale di PC 5 avanti al Procuratore pubblico del 7 maggio 2009, all. 30 RPG, pag. 7). Per AC 1, che nella sostanza ammette l'episodio, si sarebbe invece trattato solo di "petite tappe" (però al plurale: cfr. classificatore 5, verbale 8 maggio 2009 avanti al Procuratore pubblico, all. 15 RPG, pag. 14), ovvero di "piccoli schiaffetti alla nuca" (verbale dibattimentale, pag. 7).
L'insieme di queste risultanze consente comunque di ritenere corretta per questo episodio la qualifica giuridica di vie di fatto ai sensi dell'art. 126 cpv. 1 CP, per il che merita conferma anche l'imputazione di cui al punto 6 dell'atto di accusa.
C. L'imputazione di omicidio intenzionale
23. S_________ era nato il 10 agosto 1981 ed aveva avuto un'infanzia difficile. La madre, all'epoca solo diciottenne, era rimasta vedova allorché egli aveva solo 10 mesi, essendo il padre di S_________ perito in un incidente della circolazione. S_________ aveva assolto le scuole dell'obbligo a __________, iniziando all'età di 16 anni l'apprendistato di muratore, interrotto a causa del fallimento della datrice di lavoro. S_________ aveva perciò continuato a lavorare come manovale. In seguito ha lavorato per un certo periodo anche per una ditta di onoranze funebri, adattandosi in seguito a sbarcare il lunario con il provento di lavori saltuari. All'età di 18 egli aveva iniziato una relazione sentimentale con __________, con cui aveva convissuto prima a _________ e poi a __________, in valle di __________. Da questa unione sono nati due figli, __________ il 10 luglio 2000 e __________ il 30 giugno 2003, con i quali S_________, anche dopo la fine della relazione con __________, nel 2004, ha mantenuto un buon rapporto, tanto che essa lo ha definito un bravo papà. Dopo quella con la madre dei suoi figli, S_________, dal 2004, ha avuto un'importante relazione sentimentale con __________, che ancora durava nel 2009. Incensurato, con qualche problema di consumo di stupefacenti, S_________ era da ultimo senza lavoro fisso ed era a carico della pubblica assistenza. I suoi conoscenti e amici sentiti in corso d'inchiesta l'hanno generalmente descritto in modo positivo, come una persona buona, di compagnia, generosa, non violenta e non litigiosa, ancorché l'ultima compagna, __________, di lui abbia anche detto che "le poche volte che faceva serata da solo, senza di me, lo vedevo o con un occhio nero, o con il braccio fasciato o con la mano gonfia, ce ne aveva sempre una" (classificatore 5, verbale avanti al Procuratore pubblico del 6 maggio 2009, all. 73 RPG, pag. 4), il che parrebbe invero deporre in senso contrario almeno alla predetta assenza di litigiosità.
24. L'accusato e S_________ si conoscevano. Secondo una prima dichiarazione dell'accusato (classificatore 5, verbale 25 aprile 2009, all. 11 RPG, pag. 2), essi si conoscevano da qualche anno, ma senza avere particolari rapporti e senza avere mai litigato. In un successivo verbale AC 1 ha però precisato che S_________ gli era stato presentato forse nel 2004 da conoscenti comuni nel mendrisiotto. Egli l'aveva poi rivisto alla stazione di __________ in occasione della Street Parade del 2008, dove era statoS_________a riconoscerlo. Dopo di ciò essi si erano rivisti a partire da circa l'inizio del 2009, a causa della recente frequentazione del bar _________ di _________ da parte del prevenuto, locale di cui S_________ era invece cliente fisso da tempo, come confermato da __________ (classificatore 5, verbale 30 aprile 2009, all. 72 RPG, pag. 3).
25. L'accusato, comunque, pur se nuovo cliente al _________, si era già fatto notare, beninteso in senso negativo. La cameriera __________ ne aveva timore (cfr. al consid. 8 il già evocato stralcio del suo verbale all. 86 RPG) per il motivo che egli aveva già dato in escandescenze a due riprese perché voleva essere servito dopo l'orario di chiusura, episodi che l'accusato ha tenuto a minimizzare (classificatore 6, verbale 16 luglio 2009 di confronto avanti al Procuratore pubblico AC 1/_________, all. 89 RPG, pag. 5), ma che avevano indotto la cameriera a parlarne con il suo capo __________, il quale ha confermato l'episodio e ha raccontato che per tranquillizzare la _________ le ha detto che sarebbe intervenuto presso lo AC 1 (classificatore 6, verbale 17 luglio 2009 di __________, all. 91 RPG, pag. 2), ciò che egli ha poi effettivamente fatto a due riprese (verbale citato, pag. 4).
Anche __________, un altro cliente del bar _________, aveva avuto una specie di discussione con l'accusato nei pressi dell'esercizio pubblico in una delle due circostanze rammentate dalla __________.
Il teste, infatti, visto come l'accusato non fosse riuscito a farsi servire dalla cameriera, si era offerto di vendergli una bottiglia di merlot che aveva nel bagagliaio della vettura. AC 1, che a dire del __________ era in stato visibilmente alterato, aveva proceduto all'acquisto, ma in seguito aveva avuto una reazione inconsulta tentando di colpirlo con un pugno in faccia, salvo poi essere trattenuto da __________, agente della polizia Comunale di _________, in quel momento presente al bar come cliente (classificatore 6, verbale 6 maggio 2009 di __________, all. 93 RPG, pag. 1 e 2). __________ rammenta il litigio, ma ne fornisce una versione assai differente. Secondo lui, infatti, sarebbe accaduto che AC 1, in stato alterato (almeno su questo punto le versioni concordano), aveva iniziato a litigare con la __________ perché essa aveva rifiutato di servirlo, al che sarebbe intervenuto in sua difesa il __________, che secondo il __________ "era alquanto allegro", "e da qui è iniziata la discussione con AC 1 poi sfociata in vie di fatto con spintoni e schiaffoni. In sostanza Codoni ha avuto la peggio ricevendo un pugno sulla testa. Sono intervenuto separando i due contendenti e ho intimato a AC 1 di allontanarsi" (classificatore 6, verbale 5 maggio 2009 di __________, all. 110 RPG, pag. 3 e 4).
26. Anche con S_________ l'accusato aveva avuto almeno un precedente screzio.
__________, zio di S_________ e persona con problemi di tossicodipendenza, al quale proprio il nipote aveva presentato lo AC 1 (di cui era diventato cliente per acquisti di eroina), segnala come i due "non erano neanche amici e anzi uno stava sulle balle dell'altro e viceversa", in sintesi "non si usmavano" (classificatore 6, verbale 13 maggio 2009 di _________ avanti al Procuratore pubblico, all. 104 RPG, pag. 2 e 4). Del loro diverbio, tuttavia, egli riferisce solo genericamente, senza dettagli, in base a quanto gli aveva detto S_________ (verbale citato, pag. 3).
__________ fa un racconto più preciso e spiega che il problema tra i due sarebbe stato quello che S_________ parlando con terzi avrebbe indicato AC 1 come il "francese di merda" (classificatore 6, verbale 26 maggio 2009 di __________ avanti al Procuratore pubblico, all. 101 RPG, pag. 6 e 7):
“ ... non aveva piacere né di vederlo né di sentirlo anche perché avevano già avuto 2 settimane prima dei fatti del 24.04.2009, un diverbio. So che la __________ e S_________ erano andati via dal Bar _________ e so che ca. 200 m più avanti hanno trovato AC 1 che li ha fermati accusando S_________ di andare in giro a dire che lui fosse un francese di merda.
Da quello che mi ha spiegato S_________, in quell’occasione AC 1 aveva tirato fuori il __________ per avviare il litigio. S_________ mi ha riferito di avergli detto di usarlo bene il __________ perché altrimenti dopo glielo avrebbe fatto digerire lui. S_________ non è mai stato un attaccabrighe, mai, ma se qualcuno gli tirava una sberla sarebbe stato il primo a ridarla.
(...)
La discussione di 15 giorni prima tra S_________ e AC 1, alla presenza di ______, è poi finita bene nel senso che non è successo niente. AC 1 ha chiuso il __________ ed ha invitato S_________ ad andare a casa della R_________ per offrirgli un tiro di eroina o qualcosa.
So che S_________ non ha accettato. _______ che era presente e che era intervenuta per far smettere il diverbio, aveva anche detto a AC 1 di smetterla di provocare S_________ sia per picchiarsi e sia per gli stupefacenti nel senso di non inzigarlo per l’invito al consumo degli stupefacenti.
________ sospettava che ogni tanto S_________ facesse qualche scemata con l’eroina nel senso di qualche consumo. Non so se hanno avuto problemi tra di loro per questo invito di AC 1 a consumare qualcosa a casa di R_________.”
__________, verbalizzata una prima volta dalla polizia (classificatore 5, verbale 30 aprile 2009, all. 72 RPG), pur se presente sembrava non avere percepito i dettagli della lite (pag. 3 e 4):
“ ... questo AC 1 si avvicinava a S_________ e lo allontanava da me. Entrambi si scostavano quel tanto per fare in modo che io non capissi quello che si stavano dicendo. Ho in ogni modo notato che S_________ ad un dato momento, con le mani ha aperto la giacca che indossava come se la volesse togliere. Questo movimento era tipico di S_________ quando qualcuno lo stava minacciando o sfidando. In quei momenti S_________ aveva l'abitudine di dire ... "dai...provaci se hai il coraggio...io non ho paura di niente...". La discussione fra di loro è terminata quando mi sono avvicinata io per cercare di farli smettere. A quel momento chiedevo spiegazioni, e quel AC 1 mi rispondeva che non parlava con le donne. Poi un attimo dopo, come se nulla fosse successo, AC 1 e S_________ si sono abbracciati e la cosa è finita lì.”
Sentita in seguito dal Procuratore pubblico, essa ha fornito maggiori dettagli, in specie quelli relativi alla minaccia proferita dall'accusato di accoltellare S_________ (classificatore 5, verbale avanti al Procuratore pubblico del 6 maggio 2009, all. 73 RPG, pag. 3):
“ Io comunque aggiungo oggi che ho sentito quello che si sono detti. AC 1 diceva a S_________ che gli avevano riferito che S_________ parlava male di lui. Ho sentito che era stato __________ che aveva riferito a AC 1 che S_________ aveva parlato male di lui. Ad un certo punto ho sentito che AC 1 diceva "io ti accoltello" e ho visto S_________ che tirava fuori la giacca e gli diceva "dai, fallo se hai il coraggio, io non ho paura di niente".”
L'episodio è confermato nella sostanza dallo stesso AC 1 (classificatore 5, verbale di confronto avanti al Procuratore pubblico AC 1/PC 5del 17 giugno 2009, all. 18 RPG, pag. 6):
“ Questa storia del fatto che S_________ riferito a me, diceva “francese di merda” era successa prima, alcuni giorni o una o due settimane prima dei fatti del 24.04.2009. Poi però io e S_________ avevamo chiarito la cosa. Ci eravamo visti vicini al Bar _________, S_________ era con la sua fidanzata. Io mi sono avvicinato a lui e gli ho chiesto come mai diceva, riferito a me, “francese di merda”. Lì siamo andati un po’ su di giri. Io avendo avuto l’operazione alla mascella, avevo messo la mano sul matraque vicino alla tasca dei pantaloni e poi invece la cosa si è risolta e basta. Questo fatto è successo la sera in cui cercavo la cocaina.
Per spiegare la mia affermazione che “li siamo andati un po’ su di giri” è per dire che avevamo fatto la voce grossa e c’eravamo alterati e S_________ mi aveva detto “si sono stato io, allora? Perché c’è un problema?” e poi la cosa si è messa a posto, ci siamo entrambi calmati. Può darsi che ci siamo calmati quando è intervenuta poi la ragazza di S_________.”
27. Parrebbe poi, secondo PC 5 e __________, che l'episodio sarebbe stato rievocato proprio la sera del 24 aprile 2009 a casa di PC 5, ciò che AC 1 invece non ricorda (classificatore 5, verbale di confronto avanti al Procuratore pubblico AC 1/PC 5del 17 giugno 2009, all. 18 RPG, pag. 6):
“ Domanda a PC 5: lei nello stesso verbale del 29 maggio 2009 pag. 8, ha dichiarato che la sera del 24.04.2009, prima dei fatti del bar _________, a casa sua, di aver sentito che qualcuno parlava del fatto che S_________ diceva, riferito a Seba, “il francese di merda”.
La PP mi chiede se confermo queste dichiarazioni.
Risposta PC 5: si, le confermo.
Domanda a AC 1: ha sentito cosa dichiara PC 5. Prenda posizione in merito.
AC 1: di questo non ho ricordo.”
__________, per sua parte, sembra assai certo nel situare la discussione del precedente litigio dell'accusato con S_________proprio nella sera del 24 aprile 2009 (classificatore 6, verbale 26 maggio 2009 di __________ avanti al Procuratore pubblico, all. 101 RPG, pag. 9):
“ Quando il 24.04.2009 ero a casa di PC 5 a bere la birra, alla mia richiesta di cosa era successo con S_________ circa 15 giorni prima, anche AC 1 (oltre a S_________ che me lo aveva appena detto al bar), mi ha confermato della discussione che avevano avuto e del perché. Mi ha detto di aver saputo che S_________ parlava di lui come “il francese di merda”. AC 1 era convinto di questo. AC 1 è pure sempre stato convinto, come ho già detto, che tutti facessero complotti contro di lui, alle sue spalle. Così come aveva la convinzione che io ero già andato a letto con R_________, cosa che non è mai accaduta.
Io non ho mai sentito S_________ dire che AC 1 fosse “un francese di merda”, anche avendo avuto occasione di parlare tra di noi di questo personaggio.”
In realtà __________ sicuramente si sbaglia sulla data di questa conversazione.
Egli, infatti, è parimenti certo di avere visto lo AC 1 al bar _________ verso le 21 di quella stessa sera, ciò che però non è possibile, essendo questi arrivato a _________ solo alle 22.30 circa.
Inoltre, sempre per il motivo dell'arrivo dell'accusato a serata inoltrata, non vi sarebbe stato il tempo materiale affinché detta conversazione avesse luogo, ritenuto come già verso le 23.00 l'accusato sia giunto al bar _________.
Il fatto che PC 5 si sia accodato alla tesi del __________ circa il momento di quella conversazione non ne accresce la credibilità atteso che PC 5 quel giorno, oltre che di eroina e metadone, era strafatto di psicofarmaci, ciò che consente di avanzare seri dubbi circa la lucidità dei suoi ricordi (classificatore 5, verbale avanti al Procuratore pubblico 29 maggio 2009 di PC 5, all. 31 RPG, pag. 2):
“ Non escludo che sia avvenuto quello che dice __________ sia avvenuto nel mio appartamento ma anch’io ho la mente offuscata per quel giorno perché avevo preso diverse pastiglie: almeno 4 Seroquel, almeno 6 Truxal e un paio di Valium.
E’ il dottor _______ che mi prescriveva queste pastiglie. Trattandosi di venerdì, quel 24.04.2009, in farmacia mi avevano dato le dosi dei medicamenti per il week-end.
La mia dose giornaliera prescrittami dal medico era di: 3 Seroqul, 6 Truxal, 4 Valium e 1 pastiglia di Loramet. Quindi il 24.04.2009, trattandosi di venerdì, avevo sicuramente la disponibilità di pastiglie e anche di Valium.”
Ci si limita in effetti ad accennare che il Seroqul è un antipsicotico somministrato per la cura della schizofrenia e del disturbo bipolare, il Truxal è un antipsicotico con effetto sedativo, il Valium è una nota benzodiazepina ansiolitica, spesso usata come surrogato dell'eroina e il Loramet è un'altra benzodiazepina con effetto amnestico...
La Corte ha pertanto accertato che la sera del 24 aprile l'accusato non ha rivangato con __________ e PC 5 l'episodio della precedente lite con S_________, ipotesi in cui il successivo accoltellamento sarebbe stato considerato in una luce differente, risultando meno estemporaneo.
28. Nel pomeriggio del 24 aprile 2009 l'accusato è stato accompagnato dalla sorellastra __________ alla stazione FFS di __________. Alle ore 15.45 egli ha preso il treno alla volta di _________, dove è giunto alle ore 22.35.
A quell'ora il tassista __________ l'ha caricato in auto e l'ha condotto al domicilio di R_________ R_________, che è scesa in strada a pagare la corsa. Secondo il tassista, "quando AC 1 ha parlato con la sua amica mi è sembrato alquanto nervoso" (classificatore 6, verbale 30 aprile 2009, all. 107 RPG, pag. 2), mentre che prima era tranquillo. Sempre a dire dell'__________, l'accusato dopo avere parlato con la R__________si sarebbe incamminato alla volta di via __________, cioè verso l'abitazione dello PC 5. Questi nella sua versione dei fatti riveduta (quella cioè dove non afferma più, mentendo, di avere assistito da lontano alla lite tra l'accusato e S_________) nega (fermo restando il suo predetto stato alterato) di avere incontrato il prevenuto prima del fatto di sangue (classificatore 5, verbale avanti il Procuratore pubblico del 5 maggio 2009, all. 28 RPG, pag. 1), ciò che comunque contraddice ulteriormente la predetta asserita possibilità (scartata dalla Corte, cfr. il consid. che precede) che lui, lo AC 1 e il __________ abbiano bevuto birra assieme a casa sua.
L'accusato e la R__________sono a loro volta concordi nell'affermare che dopo essere sceso dal taxi egli è salito con lei nel suo appartamento (R_________: verbale 28 aprile 2009, all. 45 RPG, pag. 2; AC 1: verbale 5 maggio 2009, all. 13 RPG, pag. 2). Lì l'accusato ha lasciato la borsa blu contenente i suoi effetti personali (effettivamente rinvenuta dagli inquirenti in quel luogo, cfr. documentazione fotografica, foto n. 52 e 53). I due avrebbero poi avuto una breve discussione in casa e si sarebbero recati quindi al bar _________, non è chiaro se assieme o uno a pochi minuti di distanza dall'altra.
29. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, in quel momento, ovvero verso le 23.15 del 24 aprile 2009, al bar _________ era in primo luogo presente la cameriera __________, alle cui parole occorre d'acchito conferire credibilità, posto che essa non consumava stupefacenti o psicofarmaci, non era ubriaca (il tasso alcolemico era pari a zero alle ore 03.35), non aveva nulla da nascondere e non aveva alcuna relazione particolare con le parti, tolte la paura e l'antipatia nei confronti dello AC 1.
Al bar c'era evidentemente anche S_________, che secondo i testi quella sera era di buon umore, su di giri. Egli si trovava al bar da parecchie ore ed era pesantemente ubriaco, visto come il suo tasso alcolemico fosse del 2.01 per mille (classificatore 5, all. 8 RPG). Racconta __________ (l'agente della polizia comunale di __________ che aveva sedato la lite tra AC 1 e __________) che S_________ faceva il buffone fingendosi un arabo con un foulard scuro per divertire gli altri, egli "era sotto l'effetto di bevande alcoliche ma non era invadente per nulla, era ridicolo e contento" (classificatore 6, verbale 5 maggio 2009 di __________, all. 110 RPG, pag. 2). __________, che avrebbe potuto essere un teste più attendibile di altri, aveva però lasciato il locale contestualmente all'arrivo dell'accusato perché l'indomani doveva levarsi presto "ed anche per il fatto che a me lo AC 1 non mi piaceva come persona" (verbale citato, pag. 2).
Anche __________ (detta __________) stava trascorrendo la serata al bar _________, dove era arrivata verso le 17.30. Afferma di avere sorbito 4 o 5 birre e un paio di tequilas offerte da S_________ che "aveva piacere della mia compagnia" (classificatore 6, verbale 25 aprile 2009, all. 84 RPG, pag. 1) e in effetti egli era seduto con lei ad un tavolino all'esterno del bar La __________ quando vi è stata la lite con l'accusato. Alla __________ è stato riscontrato un tasso alcolemico di 0.85 per mille alle ore 03.40, per il che, ritenuto il fisiologico smaltimento dell'alcol, è lecito ritenere che 4 ore prima il tasso fosse pari a circa 1.45 per mille.
__________, della cui precedente lite con l'accusato si è già detto, afferma di essere giunto al bar circa alle 17.30 e che alle 23.30 circa si accingeva a pagare il conto per tornare al lavoro (classificatore 6, verbale 6 maggio 2009, all. 93 RPG, pag. 2). A suo dire egli aveva sorbito 3 birre, 3 caffè e 2 aranciate amare (classificatore 6, verbale 14 maggio 2009 avanti al Procuratore pubblico, all. 94 RPG, pag. 1), ciò che ha smentito la cameriera __________, secondo cui il __________ "aveva bevuto parecchio" e a cui ella non rammentava di aver mai servito un'aranciata amara (classificatore 6, verbale avanti al Procuratore pubblico 19 giugno 2009, all. 88 RPG, pag. 4).
Tra i presenti al bar _________ gli inquirenti hanno identificato anche __________, sentito solo il 5 maggio 2009 perché dopo il fatto di sangue aveva lasciato il locale per tornare a casa a controllare i suoi tre figli, e __________, che alle 03.30 del mattino aveva un tasso alcolemico dello 0.71 per mille, ciò che fa ragionevolmente ipotizzare che al momento dei fatti egli avesse un più consistente 1.30 per mille circa.
Purtroppo, per sorprendente che possa essere, già si può anticipare che nessuno ha affermato di avere visto il momento decisivo della lite tra l'accusato e S_________ all'esterno del locale e questo benché almeno la __________ -seduta ad un tavolino all'esterno del bar proprio con il S_________e il duo __________ e __________ -intenti a fumarsi una sigaretta sulla porta d'uscita- fossero in una posizione ideale per vedere perfettamente quanto si apprestava ad accadere davanti ai loro occhi.
Appare inutile disquisire qui sulla questione a sapere se la loro momentanea cecità sia frutto della sbornia (certa almeno per la __________ e il __________, probabile per il __________) oppure della paura o del desiderio di non essere ulteriormente coinvolti nella vicenda. Certo è che le loro dichiarazioni, sincere o meno, sono di poco ausilio nella ricostruzione dell'accaduto.
__________, per sua parte, negli istanti cruciali stava chiamando la polizia, ragione per cui nulla ha visto della fase decisiva della lite sulla quale, pertanto, pur con tutti i limiti del caso, solo lo AC 1 e la R__________possono deporre.
30. E' comunque accertato che verso le ore 23.10 del 24 aprile 2009 la R__________e l'accusato hanno raggiunto il bar _________. Secondo la __________ R__________è arrivata per prima e il prevenuto pochi istanti dopo: "il tempo di servirla al bancone (birra con vodka) e è arrivato anche AC 1" (classificatore 6, verbale 25 aprile 2009, all. 86 RPG, pag. 2) e va pertanto in questi termini relativizzata l'affermazione della teste secondo cui il prevenuto sarebbe arrivato 5'/10' dopo la compagna. Certo è però, perché il ricordo è sicuramente genuino, che essa dopo avere visto la R__________ha fatto a tempo a dire al Micarella che sperava che non si sarebbe fatto vivo anche il compagno, cioè l'accusato, altrimenti avrebbero potuto esserci dei problemi, ciò che il __________ ha confermato (classificatore 6, verbale 19 giugno 2009 di __________ avanti al Procuratore pubblico, all. 88 RPG, pag. 3).
E certo che l'accusato ha raggiunto la R__________all'interno del bar, al bancone, e ha anch'egli ordinato una birra con vodka. A quel punto, secondo la __________, S_________ è entrato nel locale per salutarli e ha fatto lo spiritoso con il prevenuto, imitandone la parlata per dileggio, esprimendosi cioè con accento francese. Il prevenuto ha mostrato di non gradire l'intromissione dicendo aS_________di smetterla, che "non era serata" (verbale 25 aprile 2009 di __________, all. 86 RPG, pag. 2).
L'accusato e la R__________si sono quindi accomodati all'esterno del bar, al primo tavolino sulla sinistra uscendo. AC 1 ha però inavvertitamente versato la propria birra sul tavolo, motivo per cui i due si sono andati a prendere posto al secondo tavolino sulla destra, vicino a S_________ e __________.
31. Poco dopo è nato (o si è riacceso) un diverbio tra l'accusato e la R_________, lite non soltanto verbale ma anche fisica. Secondo la __________, infatti, l'accusato ad un certo punto ha preso la R__________per la giacca e l'ha spinta con violenza contro il muro (quello visibile sulla sinistra della foto n. 20 della documentazione fotografica) al che essa avrebbe gridato "mi vuole ammazzare" (verbale 27 aprile 2009 di __________ avanti al Procuratore pubblico, all. 87 RPG, pag. 2 e 3).
Il prevenuto ha ammesso la circostanza della lite con l'amica ed anche di avere "alzato la voce" (classificatore 5, verbale 8 maggio 2009 avanti al Procuratore pubblico, all. 15 RPG, pag. 3), ma ha negato, ancora in aula (verbale dibattimentale, pag. 9), di averla spinta contro il muro o comunque di averle messo le mani addosso.
R__________ha ricordato la lite con l'accusato ma ritiene (erroneamente) che essa sia iniziata all'interno del bar. Si sarebbe comunque trattato, a mente sua, della loro solita routine e pertanto nulla di preoccupante. In specie, il grido d'allarme sarebbe stato una "frase così per dire", "una sceneggiata" e il tutto sarebbe in definitiva stato "nulla di speciale" (classificatore 5, verbale 28 aprile 2009, all. 45 RPG, pag. 6).
Quanto alle altre persone presenti al bar, __________ nulla ha visto perché guardava fisso davanti a sé al bancone (classificatore 6, verbale 25 aprile 2009 di __________, all. 95 RPG). __________ dall'interno del bar ha invece visto la lite ed è quindi (come già detto) andato sulla porta del bar a fumare una sigaretta con il _________ (classificatore 5, verbale 15 luglio 2009 di confronto AC 1/__________ avanti al Procuratore pubblico, all. 19 RPG, pag. 2), che per sua parte nulla ha visto e sentito e nemmeno ricorda la presenza dell'accusato al bar quella sera. La __________, infine, pur essendo in una posizione d'osservazione privilegiata, non dice niente della lite tra l'accusato e la R__________e ha solo frammentari (ed inutili) ricordi della successiva colluttazione dell'accusato con S_________.
32. E' comunque certo che ad un dato momento S_________ è intervenuto e si è intromesso nella lite in difesa di R_________ R_________.
La __________ ha infatti visto S_________ mettersi in mezzo ai due e l'ha sentito dire all'accusato che le donne non si picchiano. Come da lei meglio descritto nel verbale 27 aprile 2009 avanti al Procuratore Pubblico, è in specie accaduto che (all. 87 RPG, pag. 2 e 3):
“ Ho visto AC 1 prendere per la giacca R_________ e spintonarla nel senso che l’ha presa e l’ha spinta contro il muro, e la sbatteva contro il muro con violenza. S_________ ha detto a AC 1 “calmati, cosa fai, non si fa così con le donne”, per farlo smettere. Tutti e tre si erano praticamente spostati davanti all’entrata e S_________ era in mezzo che teneva, separandoli con le braccia, da una parte R_________ e da una parte AC 1. Insomma S_________ è intervenuto a calmare AC 1 e a dividerli. Io visto questo, sono uscita fuori a vedere e un certo __________ di cui non so il cognome, mi ha trattenuta sulla porta del bar.”
Essa poi -a riprova della serietà della situazione- è rientrata nel locale per chiamare la polizia (verbale citato, pag. 3), ciò che le ha impedito di vedere le fasi successive del litigio, e perciò anche l'accoltellamento di S_________.
R__________ha confermato l'avvenuta intromissione da parte di S_________, ricordando come egli si sia tolto il maglione e che in seguito lui e l'accusato avrebbero fatto a botte (verbale 28 aprile 2009, all. 45 RPG, pag. 3).
33. La lite è però degenerata in quanto l'accusato ha messo mano al coltello che recava con sé e ha accoltellato S_________.
Il prevenuto avanti al Procuratore pubblico aveva così raccontato gli istanti decisivi (classificatore 5, verbale 8 maggio 2009 avanti al Procuratore pubblico, all. 15 RPG, pag. 3 e 4):
“ Io e R_________ abbiamo cominciato a parlare. Non mi ricordo di cosa, abbiamo alzato la voce e qui S_________ (S_________) si è intromesso e si è messo al nostro tavolo, in piedi, con le mani appoggiate ad un lato del tavolo dicendomi “eh, non è così che si parla ad una donna” o qualcosa