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Ticino Tribunale penale cantonale 23.04.2009 72.2008.90

23. April 2009·Italiano·Tessin·Tribunale penale cantonale·HTML·7,494 Wörter·~37 min·4

Zusammenfassung

Truffa per mestiere (importo complessivo: circa Euro 3 milioni; danno: ca. Euro 2,6 milioni); truffa tentata per circa fr 165'000.-; falsità in documenti

Volltext

Incarto n. 72.2008.90

Lugano, 23 aprile 2009/sd

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Corte delle assise criminali

composta dai giudici:

Claudio Zali (Presidente) GI 1 GI 2  

e dagli assessori giurati:

AS 2 AS 3 AS 5 AS 6 AS 7  

con la segretaria:

Sonja Federspiel, vicecancelliera

Conviene oggi nell’aula penale di questo palazzo di giustizia

per giudicare

AC 1  

detenuto dal 29 ottobre 2004 al 3 febbraio 2005;

prevenuto colpevole di:

                                   1.   Truffa per mestiere

per avere,

nel periodo aprile 1999 – ottobre 2004,

a __________, __________ ed in altre località della Svizzera, nonché in Italia e in Romania,

agendo in correità con † __________,

agendo per mestiere, data la sua disponibilità ad agire ripetutamente per assicurarsi una regolare fonte di reddito,

in particolare tramite la società __________, con sede a __________ e uffici a __________, società per cui egli - membro del consiglio di amministratore - operava quale quadro dirigenziale ed operativo, ed avvalendosi di strutture di procacciatori di clienti, sia negli uffici di __________ sia in Romania,

al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,

ingannato con astuzia terze persone, affermando cose false e dissimulando cose vere, rispettivamente confermandone subdolamente l'errore,

segnatamente raccolto capitali presso terzi, prospettando loro investimenti, in particolare sul mercato delle opzioni su commodities, con l'ausilio di brokers specializzati,

sottacendo però sin dall'inizio agli investitori che, in realtà, i fondi così raccolti non sarebbero mai stati investiti, rispettivamente non lo sarebbero stati che in misura molto ridotta,

bensì sarebbero stati utilizzati in particolare per le necessità dell'accusato, del suo defunto correo e della società menzionata, rispettivamente per rimborsare, ancorché in misura limitata, altri clienti i cui fondi erano stati precedentemente utilizzati illecitamente,

inducendo in tal modo almeno 88 clienti-investitori ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio e altrui attraverso il versamento, da parte di questi, tramite bonifico su conti bancari e a contanti, dell'importo complessivo di almeno € 2'981'841.10 (pari a CHF 4'792'355.- al cambio del 01.07.2008),

mettendo così in pericolo perlomeno temporaneo il loro capitale, rispettivamente cagionando loro – considerato l'intervenuto rimborso di € 68'680.90 – un pregiudizio effettivo di almeno € 2'913'160.19, e meglio singolarmente:

Valori in €

No.

Clienti

Restituzioni operate  

Disposizioni effettuate  

Danno residuo subito  

1

PC 1

0.00

43'334.60

43'334.60

2

PC 2

0.00

21'758.40

21'758.40

3

PC 3

0.00

81'075.16

81'075.16

4

PL 1

0.00

10'085.00

10'085.00

5

__________

0.00

30'011.28

30'011.28

6

PC 4

0.00

9'790.80

9'790.80

7

PC 5

0.00

5'222.40

5'222.40

8

__________

0.00

11'640.79

11'640.79

9

__________

0.00

9'338.60

9'338.60

10

PC 6

0.00

10'544.40

10'544.40

11

PC 7 e PC 8

0.00

8'267.25

8'267.25

12

PC 9

0.00

10'149.60

10'149.60

13

PC 10

0.00

129'042.33

129'042.33

14

PC 11

0.00

155'391.70

155'391.70

15

PC 12

0.00

47'238.00

47'238.00

16

PC 13

0.00

10'628.40

10'628.40

17

PC 14

0.00

19'824.59

19'824.59

18

PC 15 e PC 16

0.00

83'257.12

83'257.12

19

PC 17

0.00

30'582.18

30'582.18

20

PC 18

0.00

19'841.25

19'841.25

21

__________ e __________

0.00

30'822.44

30'822.44

22

PL 2

0.00

20'755.55

20'755.55

23

__________

0.00

25'895.20

25'895.20

24

PL 3

0.00

21'297.90

21'297.90

25

__________

0.00

11'609.57

11'609.57

26

PC 19

0.00

10'704.00

10'704.00

27

PC 20

0.00

19'559.40

19'559.40

28

PC 21

0.00

11'034.00

11'034.00

29

PC 24 e PC 25

0.00

11'000.00

11'000.00

30

PL 6

0.00

77'963.40

77'963.40

31

PC 22

0.00

26'140.18

26'140.18

32

PC 23

0.00

43'598.21

43'598.21

33

__________

0.00

10'834.80

10'834.80

34

PC 26

0.00

22'301.40

22'301.40

35

__________

0.00

11'014.80

11'014.80

36

__________

0.00

4'993.20

4'993.20

37

__________

0.00

6'788.97

6'788.97

38

__________

0.00

11'132.40

11'132.40

39

PC 27

0.00

14'938.80

14'938.80

40

__________

0.00

9'519.14

9'519.14

41

__________

0.00

31'458.00

31'458.00

42

PC 28

27'567.00

329'130.31

301'563.31

43

PC 29

0.00

10'942.80

10'942.80

44

PC 30

0.00

39'573.60

39'573.60

45

__________

22'528.70

44'677.25

22'148.55

46

__________

0.00

19'617.00

19'617.00

47

PC 31

0.00

37'746.10

37'746.10

48

PC 32

0.00

31'252.01

31'252.01

49

__________ e __________

0.00

48'326.70

48'326.70

50

__________

0.00

12'810.00

12'810.00

51

__________ e __________

0.00

9'539.09

9'539.09

52

PC 33

0.00

149'000.00

149'000.00

53

__________

0.00

65'522.68

65'522.68

54

__________

0.00

19'267.50

19'267.50

55

PC 34

0.00

9'721.20

9'721.20

56

__________

0.00

10'500.00

10'500.00

57

__________

0.00

9'297.00

9'297.00

58

__________

0.00

10'045.20

10'045.20

59

__________

0.00

10'218.56

10'218.56

60

__________

0.00

19'705.80

19'705.80

61

__________

0.00

11'822.90

11'822.90

62

__________

0.00

21'386.59

21'386.59

63

PC 37 e __________

0.00

11'336.40

11'336.40

64

PC 38

0.00

50'794.82

50'794.82

65

PC 39

0.00

18'966.98

18'966.98

66

__________

0.00

10'504.80

10'504.80

67

__________

0.00

17'561.00

17'561.00

68

__________

0.00

16'959.60

16'959.60

69

__________e __________

0.00

10'444.80

10'444.80

70

__________

6'014.09

12'028.17

6'014.09

71

__________

0.00

10'195.20

10'195.20

72

__________

0.00

9'745.20

9'745.20

73

__________

0.00

10'623.60

10'623.60

74

__________

0.00

11'173.80

11'173.80

75

PC 40

0.00

57'928.70

57'928.70

76

__________

0.00

28'611.81

28'611.81

77

PC 41

0.00

10'240.80

10'240.80

78

PC 42

4'651.69

29'198.90

24'547.21

79

PC 43

0.00

23'916.60

23'916.60

80

PC 44 /__________

0.00

8'273.08

8'273.08

81

PC 45

0.00

11'313.50

11'313.50

82

PL 14

0.00

10'646.40

10'646.40

83

PC 46

7'919.43

27'584.90

19'665.47

84

PL 16 e PL 17

0.00

11'824.36

11'824.36

85

PL 15

0.00

11'955.90

11'955.90

86

__________

0.00

10'139.00

10'139.00

87

PC 47

0.00

33'908.40

33'908.40

88

PL 18

0.00

37'622.70

37'622.70

"N/N": nominativi non individualizzati

0.00

377'854.17

377'854.17

Totali in €

68'680.90

2'981'841.10

2'913'160.19

                                   2.   Truffa tentata

per avere,

nel periodo dicembre 1999 - gennaio 2005,

a __________, __________, __________, e in altre località della Svizzera, nonché in Italia,

al fine di procacciare a sé un indebito profitto,

tentato di ingannare con astuzia terze persone, affermando cose false e dissimulando cose vere, rispettivamente confermandone subdolamente l'errore,

sottoponendo, nel quadro della regolamentazione delle conseguenze risarcitorie a seguito di un sinistro occorsogli, al servizio giuridico di PL 19 i falsi attestati di provvigioni di cui al capo 3, e ciò allo scopo di sostanziare un mancato guadagno in cui sarebbe incorso a seguito di detto incidente stradale,

sottacendo inoltre all'assicuratore che, in realtà, le provvigioni falsamente attestate non gli erano mai state corrisposte da __________,

compiendo di riflesso tutto quanto era necessario per indurre l'assicuratore __________ a compiere atti pregiudizievoli al patrimonio proprio, e meglio a riconoscergli, nel calcolo del danno, la perdita di provvigioni dovuta all'inabilità lavorativa intervenuta a seguito del sinistro,

non riuscendo tuttavia nei propri intenti, la compagnia di assicurazione avendogli negato il risarcimento richiesto, se non in misura di € 3'100.-;

                                   3.   Falsità in documenti

per avere,

                          nel periodo dicembre 1999 gennaio 2005,

a __________, __________, __________, e in altre località della Svizzera, nonché in Italia,

allo scopo di procacciare a sé un indebito profitto, segnatamente per ottenere indebitamente prestazioni da parte dell'assicuratore __________, nel quadro della regolamentazione delle conseguenze risarcitorie a seguito di un sinistro occorsogli,

allestito documenti falsi, segnatamente 8 falsi attestati di provvigioni attinenti i mesi di giugno-dicembre 1999 e febbraio 2000, attestanti, contrariamente al vero, l'erogazione a suo favore, da parte di __________, di provvigioni, in realtà mai corrispostegli,

facendo altresì uso di tali documenti, e meglio sottoponendoli al servizio giuridico di PL 19 al fine di poter perpetrare la truffa di cui al capo 2;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: dagli art. 22 cpv. 1 CP, art. 146 cpv. 1 e cpv. 2 CP, art. 251 cifra 1 CP;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 87/2008 del 08.07.2008, emanato dal Procuratore pubblico.

Presenti

§ Il procuratore pubblico __________. § L'accusato AC 1 assistito dal difensore di fiducia (GP) avv. DF 1.  

Espleti i pubblici dibattimenti

                                     -   mercoledì 22 aprile 2009 dalle ore 09:30 alle ore 15:20

                                     -   giovedì 23 aprile 2009 dalle ore 09:30 alle ore 11:35

D’accordo le parti il presidente prospetta per il punto 1 AA l’imputazione subordinata, ai sensi dell’art. 250 CPP; di appropriazione aggravata siccome commessa come gestore di patrimoni giusta l’art. 138 cifra 2 CP. Il PP e il difensore si dichiarano pronti a discutere la subordinata e dichiarano di non necessitare di un rimando del dibattimento.

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale

ripercorre i fatti oggi a giudizio. Dà atto che finalmente oggi, dopo varie marce indietro, l’accusato ha ammesso le imputazioni a suo carico. Sottolinea la reiterazione del suo agire e ricorda che l’attività delittuosa si è protratta per oltre 5 anni. Solo l’arresto ha posto termine all’attività criminosa, anzi vi era l’intenzione di mettere a posto il tutto grazie all’intervento di un fiduciario o col trasferimento a __________. Il PP descrive la struttura ben rodata e ben organizzata messa in atto dall’accusato per drenare il più possibile denaro dai clienti. AC 1 e __________ hanno fatto il possibile per creare una parvenza di professionalità. Per la loro attività essi hanno fatto capo a una società svizzera, puntando sul buon nome della piazza elvetica. La pubblica accusa pone poi l’accento sul fatto che già al momento in cui si cercavano i soldi dai clienti gli accusati sapevano che questi soldi sarebbero stati distratti e usati per scopi ben diversi da quelli pattuiti. Ricorda che già dal primo cliente quanto entrato è stato spazzato. Parallelamente essi hanno usato nomi falsi, creato un sito internet e percepito all’insaputa dei clienti commissioni astronomiche. Ricorda poi che il fatto stesso che i qui accusati abbiano proposto investimenti in prodotti molto particolari in cui erano possibili delle perdite ha fatto si che i clienti si siano resi conto solo tardi che qualcosa non quadrava.

Il PP ricorda che malgrado la ricostruzione dell’EFIN mancano all’appello ancora 1.1 milioni. Ventila il sospetto di una tesaurizzazione.

In relazione al punto 1AA, il PP chiede la conferma dell’imputazione prevista nell’AA di truffa per mestiere. Nel caso in cui la Corte propenda invece per l’ipotesi subordinata di appropriazione indebita il PP ritiene debba essere ammesso il reato nella sua forma qualificata per un importo pari a Euro 2,6 milioni.

Quo ai reati descritti ai punti 2 e 3 AA, il PP ricorda che gli stessi sono stati ammessi da AC 1.

Tutto questo considerato il PP conclude chiedendo, confermato l’AA, la condanna di AC 1 ad una pena detentiva di 3 anni e 3 mesi. Postula altresì la confisca degli averi depositati in Svizzera e degli oggetti menzionati nell’AA. Si rimette al giudizio della Corte per l’eventuale confisca della _________ e dei beni e averi che si trovano in Romania.

                                    §   Il Difensore, il quale inizia riconoscendo che il suo assistito è colpevole, come egli stesso ha oggi ammesso, e che siamo in presenza di reati gravi. Detto ciò, si deve però capire di cosa AC 1 è colpevole. Contesa quanto detto dal PP sul fatto che AC 1 non era intenzionato a smettere; a suo dire egli voleva smettere. Ricorda poi che il suo assistito non ha precedenti penali, sino ai fatti a giudizio egli non aveva mai fatto nulla di male. Pone poi l’accento sul ruolo subordinato di AC 1 rispetto a quello del socio __________ che era la vera mente dell’operazione. Dà atto che AC 1 ha approfittato della situazione.

Dal punto di vista giuridico contesta la sussistenza di un inganno astuto; a suo dire non siamo in presenza di una truffa bensì di un’appropriazione indebita. A mente del difensore si tratta di un caso semplice e non aggravato; AC 1 non avrebbe infatti agito in veste di gestore patrimoniale.

Il difensore contesta la falsità dei certificati presentati alla _____. A suo dire essi riportavano effettivamente quanto percepito da AC 1, anche se in modo illecito.

Il patrocinatore chiede di ridurre di molto la pena proposta dal PP e di infliggere al AC 1 una pena che possa essere sospesa condizionalmente, questo affinché egli possa continuare a lavorare. Invita la Corte a non voler distruggere il cammino di risocializzazione sin qui intrapreso dal suo assistito. Da ultimo chiede si tenga conto del tempo trascorso dai fatti.

Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguenti

quesiti:                          AC 1

                                   1.   è autore colpevole di:

                               1.1.   truffa, ripetuta

per avere, tra aprile 1999 e ottobre 2004, a __________, __________ e in altre località della Svizzera nonché in Italia e Romania, a scopo di indebito profitto, in correità con __________, agendo sotto la ragione sociale __________, ingannato con astuzia 88 clienti investitori, inducendoli a compiere atti pregiudizievoli al proprio patrimonio per complessivi Euro 2'981'841.10, con pregiudizio finale pari a Euro 2'913'160.19?

                            1.1.1.   trattasi di reato aggravato siccome commesso per mestiere?

                            1.1.2.   trattasi invece di ripetuta appropriazione indebita?

                            1.1.3.   trattasi di reato aggravato siccome commesso come gestore di patrimoni?

                               1.2.   truffa tentata

per avere, tra dicembre 1999 e gennaio 2005, a __________, __________, __________ e in altre località della Svizzera nonché in Italia, a scopo di indebito profitto, tentato di ingannare con astuzia l’assicuratore __________ per indurlo a compiere atti pregiudizievoli al suo patrimonioper circa fr. 165’000.-?

                               1.3.   falsità in documenti

per avere, tra dicembre 1999 e gennaio 2005, a __________, __________, __________ e in altre località della Svizzera nonché in Italia, a scopo di indebito profitto, formato 8 falsi attestati di provvigione dal contenuto inveritiero, facendo altresì uso di tali documenti a scopo di inganno?

E meglio come descritto nell'atto d'accusa.

                                   2.   Può beneficiare della sospensione condizionale?

                                   3.   Deve un risarcimento alle PC e se sì in che misura?

                                   4.   Deve essere ordinata la confisca e /o il sequestro conservativo di quanto in sequestro?

Considerato,                 in fatto e in diritto

                                   1.   In aula AC 1 al riguardo della propria vita anteriore ha confermato quanto già dichiarato in fase istruttoria (verbale 9 giugno 2008, pag. 8, verbale n. 54):

“Sono nato a __________ il __________ da madre nubile, allora gerente di un bar. Mia madre è poi divenuta casalinga. Io sono cresciuto con mia madre e il mio patrigno __________, da cui ho preso il cognome; mio padre gestiva un'impresa di costruzioni, poi si è ammalato ed è entrato alle dipendenze del comune di __________. E' deceduto nel 2005. Mia madre è tuttora vivente ed è pensionata

Ho frequentato le scuole elementari a __________ e le maggiori a __________. Ho iniziato un apprendistato di installatore sanitario, che ho regolarmente terminato. Dopo un periodo in Svizzera interna, ho poi iniziato a lavorare, come disegnatore presso la __________, fino all'età di 26 anni. In seguito sono passato alle dipendenze della __________, come assicuratore, attivo in Svizzera interna. Ho lasciato la __________ nel 1997, quando sono rientrato in Ticino, per passare alle dipendenze della __________ di __________, società presso cui ho lavorato sino all'inizio dell'attività presso la __________ (l'intenzione iniziale era quello di esercitare con la __________ il brokeraggio assicurativo).

Dopo la mia attività presso la __________, ho lavorato nel bar gestito dalla mia compagna __________, fino alla fine di maggio 2008. Dal 01 giugno 2008 sono attivo quale installatore sanitario presso la __________, di __________. Percepisco mensilmente lordi CHF 3'000.- per dodici mensilità. Convivo con __________ e non ho figli, rispettivamente non abbiamo figli in comune”.

Al dibattimento il prevenuto ha precisato di aver lavorato per due anni per la __________ di __________ dopo avere terminato l’apprendistato di installatore sanitario. Il lavoro, tuttavia, non gli piaceva ed egli si è perciò trasferito in Svizzera interna, nella regione di __________ e __________, dove risiedevano i nonni e dove ha trovato impiego nel settore assicurativo. Dopo una breve formazione, egli ha lavorato per la __________ e poi per la __________, ma a seguito della chiusura della filiale in cui era impiegato, nel 1996/1997 ha fatto ritorno in Ticino ed ha iniziato a lavorare per la __________. A suo dire, egli ha incontrato difficoltà per il fatto che era stato lontano dal Ticino per anni, e non aveva perciò quella rete di conoscenze necessaria per conseguire i risultati che ci si attendevano da lui. Nel 1998 egli ha quindi cessato l’attività nel settore assicurativo, e in quell’anno egli ha altresì fatto la conoscenza di __________, che all’epoca era attivo presso la __________ di __________, società di dubbia serietà che si occupava di raccogliere fondi presso cittadini italiani contattati telefonicamente per effettuare non meglio precisati investimenti “redditizi”. Vero è in realtà che già solo l’elevata entità della provvigione spettante agli acquisitori/telefonisti all’acquisizione del cliente era indiziante del fatto che lo scopo societario non era quello di perseguire gli interessi dei clienti. Ulteriore elemento sospetto è poi il fatto che l’amministratore unico della società era __________, persona ben nota come insolvente all’Ufficio esecuzione e fallimenti, in quanto titolare di un’ottantina di attestati di carenza di beni.

AC 1 per un certo periodo ha anch’egli lavorato presso la __________, sino a quando la società - poi dichiarata fallita nel novembre 2002 - non ha più pagato le provvigioni spettanti agli acquisitori.

L’accusato in aula ha inoltre precisato di avere rotto la relazione con la __________ nel novembre 2008 e di essere tornato a vivere con la madre.

AC 1 è incensurato, e interrogato sulla sua situazione finanziaria attuale, ha affermato di essere in carenza beni e di essere oggetto di alcune procedure esecutive (vedi anche AI 31).

                                   2.   Il presente procedimento ha preso avvio nel settembre del 2004 quando gli inquirenti sono venuto a sapere che, oramai da 5 anni, la __________ (in seguito: __________) con sede a __________ - di cui AC 1 era membro del consiglio amministrazione - esercitava a __________ attività soggette alle norme sui fiduciari, segnatamente la raccolta di fondi ai fini di investimento. Nell’estate del 2004 la società aveva invero tentato di regolarizzare quantomeno formalmente - la propria posizione, assumendo (ma solo al 30%) tale __________, fiduciario autorizzato. Il rapporto d’impiego aveva però natura fittizia, come denunciato dallo stesso __________, ragione per cui il Procuratore pubblico ha aperto un procedimento per esercizio abusivo della professione di fiduciario, interrogando i responsabili della società, in specie il qui accusato e il di lui socio, il predetto __________, cittadino rumeno, e disponendo, l’11 ottobre 2004, la perquisizione degli uffici della società, in via __________ a __________. A verbale AC 1 e __________ hanno risposto in modo evasivo, minimizzando la natura e la portata dell’attività di investimenti svolta dalla __________ e sostenendo di avere esercitato altre attività, segnatamente il commercio di pellame. Queste dichiarazioni sono però state smentite dalle risultanze della perquisizione, come pure dalle deposizioni dei dipendenti __________ e __________. Ben presto si è delineato uno scenario di malversazioni commesse ai danni dei clienti della __________ ad opera dei suoi titolari, ragione per cui il 29 ottobre 2004 AC 1, dopo un nuovo interrogatorio, è stato arrestato, mentre che __________, avendo intuito quello che sarebbe successo, è riparato in Romania con i soldi dell’ultimo cliente investitore. Malato di cancro e bisognoso perciò di cure specialistiche, a fine gennaio 2005 egli ha fatto ritorno in Svizzera e si è messo a disposizione degli inquirenti. Le sue dichiarazioni hanno reso possibile l’avanzamento dell’inchiesta. Rilasciato dopo alcune settimane, __________ è deceduto nel settembre del 2005 a 41 anni.

AC 1 è stato rilasciato il 3 febbraio 2005. In corso di inchiesta egli ha tenuto un atteggiamento poco collaborativo, volto al continuo ridimensionamento delle proprie responsabilità. Solo in aula egli ha alfine ammesso in modo chiaro, pur se a fatica, di avere agito in maniera illecita (verbale dibattimentale, pag. 4), mentre che in occasione dei numerosi verbali predibattimentali vi era stato uno stillicidio di mezze ammissioni alternate a professioni di buona fede.

                                   3.   L’accusato in aula ha raccontato di avere iniziato a discutere verso fine 1998 con __________ della possibilità di mettersi in società per occuparsi di costituzioni di società, di assicurazioni e di rifatturazioni, optando poi per un altro tipo di attività, quello delle intermediazioni finanziarie. I due soci intendevano adottare la ragione sociale “__________”, che non è però stata autorizzata, ragione per cui essi hanno optato per la denominazione “__________”. Il capitale sociale è stato messo a disposizione in ragione di fr 35'000.- da AC 1 - che a questo scopo ha svincolato il suo secondo pilastro - e per fr 15’000.- da un suo amico di vecchia data di __________, __________, che si è occupato anche della costituzione della società. L’iscrizione a registro è avvenuta il 2 febbraio 1999 e la società è stata domiciliata a __________ presso la __________, anche se l’attività è stata svolta unicamente a __________, negli uffici locati da AC 1 in via __________.

                                   4.   Lo scopo dell’attività era quello di raccogliere fondi da investire, ma AC 1 e __________ si sono però ben presto resi conti di non disporre né delle capacità, né dei mezzi per gestire una simile attività.

Della formazione di AC 1 di montatore di sanitari con un’esperienza empirica in ambito assicurativo già si è detto. Di __________ si sa che egli aveva lavorato quale elettrotecnico/riparatore di elettrodomestici e che all’epoca dei fatti - a dire di AC 1 - egli era in assistenza. Non vi è pertanto dubbio che né AC 1 né __________ disponevano di una qualsivoglia formazione nel settore degli investimenti, se non per avere fatto i telefonisti alla __________. Al riguardo __________ si è così espresso (verbale 26 gennaio 2005, n. 36):

“ADR che la finalità di questa società era semplice, nel senso che noi volevamo raccogliere fondi e investire. Noi abbiamo costituito la società con tale finalità. Ci siamo nondimeno accorti, AC 1 ed io, che non disponevamo delle conoscenze necessarie per poter fare questo lavoro. Confidavamo tuttavia che, una volta creata la __________, gli ex colleghi con cui AC 1 ed io avevamo lavorato presso la __________ ci avrebbero raggiunti per lavorare nella __________; confidavamo in particolare che avrebbero saputo con competenza fare il lavoro, cosa che facevano in precedenza presso la __________. ADR che in __________ non è giunto nessun altro ex dipendente della __________, a parte AC 1 ed io. ADR che sto parlando del periodo dalla creazione della società ad aprile-maggio 1999. A quel punto abbiamo pensato che si trattava forse di un'idea stupida. Tuttavia, visto che la società ormai esisteva, abbiamo pensato che forse potevamo operare a più ampio raggio, per esempio nell'intermediazione di qualunque affare.”

La Corte, credendo alle parole dell’accusato, non ha ritenuto che sin dalla costituzione della società vi fosse già l’intenzione di malversare. Tuttavia, stante l’inadeguatezza di AC 1 e del socio, e dopo che per l’iniziale mancanza di clienti il poco capitale disponibile era stato consumato dal pagamento delle spese correnti, si è verificata la situazione per cui al momento in cui è entrato in __________ il primo versamento di un cliente investitore, il denaro conferito è stato utilizzato per far fronte alle spese correnti invece di essere destinato all’investimento pattuito con il cliente.

Fin dall’inizio, pertanto, si è operato nell’illegalità.

                                   5.   Chiamato a raccontare come si svolgesse l’attività della __________, l’accusato ha spiegato che la ricerca dei potenziali clienti avveniva sulla scorta degli annuari telefonici italiani. Venivano selezionate in prevalenza piccole e medie imprese di vari rami commerciali, i cui titolari venivano contattati telefonicamente dai collaboratori della __________, i quali presentavano la società e proponevano degli investimenti ad alto rendimento, in particolare nel settore delle materie prime. Se il potenziale investitore dimostrava di essere interessato, gli veniva trasmessa della documentazione informativa, alla quale facevano seguito altri contatti telefonici volti a convincere l’interlocutore ad investire. Una volta ottenuto il suo consenso, si procedeva - anche se non sempre - alla sottoscrizione di un contratto di gestione, e il cliente faceva quindi pervenire i soldi alla __________, sia tramite bonifico bancario a favore del conto societario (in un primo tempo aperto presso il __________, ed in seguito presso la __________), sia tramite assegno o anche consegnando denaro contante.

I clienti che sono stati sentiti durante la fase di istruzione hanno dato atto che gli investimenti a loro proposti erano di natura altamente speculativa (opzioni e derivati), ragione per cui essi avevano messo in conto delle possibili perdite.

Non potendo effettuare in proprio gli investimenti,__________ e AC 1 si sono appoggiati alla __________ di __________, presso cui hanno aperto un conto, la quale a sua volta intermediava gli investimenti che venivano effettuati dal broker __________ di __________.

                                   6.   La suddivisione dei compiti in __________ tra i soci promotori AC 1 e __________ è avvenuta nel senso che __________ ha assunto i compiti operativi principali. Egli curava i contatti con la __________ e con il broker di riferimento, sceglieva che prodotti da proporre ai clienti e istruiva i venditori, che poi dovevano convincere i clienti ad investire. __________ aveva inoltre allestito la contrattualistica e le brochures di presentazione destinate ai clienti. Per sua parte, AC 1, dopo essersi inizialmente occupato (con poco successo) dell’acquisizione dei clienti, ha assunto il ruolo di tesoriere e di “direttore” degli uffici di __________. Egli incassava il denaro dei clienti e si occupava del pagamento delle spese correnti della società. Quando __________, a partire dal marzo 2003, ha diminuito la propria attività per motivi di salute, AC 1 si è anche assunto l’incombenza della redazione dei falsi rendiconto per i clienti, attestanti la perdita del capitale investito.

A partire dal maggio 1999 AC 1 e __________ hanno impiegato dei collaboratori nella funzione di telefonisti. Ve ne sono stati almeno una decina che si sono avvicendati nel corso degli anni, tra questi i già menzionati __________ e __________ ed anche __________.

Lo spirito imprenditoriale dei due titolari, ma in particolare di __________, ha portato, nel marzo 2000, all’apertura di una succursale in Romania dove lavoravano una decina di telefonisti i quali, presentandosi con false generalità, erano anch’essi incaricati dell’acquisizione di nuovi clienti in Italia.

                                   7.   In un’ipotesi di funzionamento lecito dell’attività (fatta salva la non trascurabile questione della violazione delle norme sull’esercizio della professione di fiduciario), la __________ avrebbe dovuto essere remunerata con le provvigioni contrattualmente pattuite con clienti, oltre a eventuali retrocessioni corrisposte da __________ sulle commissioni per l’attività in borsa.

In realtà le cose non sono andate in questo modo, né avrebbero potuto.

L’attività è infatti stata avviata dai due soci senza disporre delle necessarie basi per potere funzionare. Essi, in particolare, non disponevano né di un pacchetto clienti adeguato, né, conseguentemente, di un capitale in gestione sufficiente per far fronte alle spese con le percentuali usuali - minime – spettanti al gestore sui capitali conferiti.

In concreto, in circa 5 anni di attività la società ha ricevuto in gestione circa 3 milioni di Euro (cfr. AI 246, perizia EFIN, pag. 8), importo manifestamente insufficiente per generare proventi leciti sufficienti a coprire i costi di gestione, ed infatti, come detto, già il conferimento del primo cliente è stato destinato a scopo diverso dall’investimento pattuito. Chiare le parole di AC 1 al riguardo (verbale 12 novembre 2004, n. 17, pag. 3): “Preciso che i primi fondi raccolti sono serviti per coprire le spese di avviamento della società”. Questa non è stata che la prima di una lunga serie di malversazioni. I titolari della __________ si sono infatti appropriati di buona parte del denaro conferito loro dai clienti, destinando la rimanenza al pagamento delle spese societarie e solo una minima parte agli investimenti.

Per giustificare il loro agire AC 1 e __________ hanno addotto - fingendo forse anche di crederci - una sorta di bizzarra regola empirica del settore, secondo la quale sarebbe stato sufficiente investire il 60/65% del capitale ricevuto mentre che il rimanente 35/40% sarebbe stato destinato alla copertura di spese e competenze della società e/o dei titolari (verbale di AC 1 citato, n. 17, pag. 3):

“ADR che io ero convinto che sui soldi raccolti dai clienti si potesse operare un prelievo, a titolo di commissione, del 35%, che __________ mi diceva si poteva togliere subito dal capitale che entrava. ADR che cercavamo di coprire le spese della società attingendo agli attivi presenti sul conto in banca (allora era il __________); io cercavo però di contenere i prelievi sui capitali presenti al 35%, ADR che solitamente, già con il conto presso il __________ (prassi poi continuata con il conto in __________), si ritiravano i soldi in contanti per poi andare a pagare le fatture alla posta; ADR che allora non avevamo ancora il conto presso la __________. ADR che i prelievi in contanti del denaro destinato al pagamento delle spese vive della società li facevo io.”

Nello stesso senso si è espresso il correo __________ (suo verbale 26 gennaio 2005, n. 36, pag. 4):

“Preciso che la casa di broker ci aveva fatto capire ad entrambi noi (AC 1 ed io) che occorreva dedurre dal capitale raccolto quella parte destinata alla __________ a titolo di remunerazione, versando il resto al broker sull'unico conto esistente presso il broker, quello intestato alla __________. Preciso che l'ordine di grandezza di tale suddivisione era 60% del capitale raccolto alla ______ (allo scopo di procedere agli investimenti) e il 40% trattenuto dalla __________ per le sue spese competenze. ADR che preciso che tale suddivisione ci è stata consigliata dalla casa di broker; aggiungo che mi hanno fatto capire che questa era la prassi in uso nel settore.”

Come si vede, AC 1 asserisce di avere appreso la regola da __________, che per sua parte afferma di averla saputa dalla __________, i cui rappresentati hanno però (ovviamente) negato categoricamente (cfr. i verbali __________, 20 novembre 2006, n. 48, pag. 2; __________ 20 novembre 2006, n. 49, pag. 2).

L’illiceità di un simile agire è manifesta. Le arbitrarie scremature del denaro raccolto non erano evidentemente state pattuite con i clienti, che mai avrebbero accettato, e pertanto venivano loro sottaciute (cfr. verbale __________ 26 gennaio 2005, pag. 2: “ADR che noi non dicevamo ai clienti __________ che 40% del capitale raccolto sarebbe stato destinato a spese e competenze e 60% all’investimento”). In aula AC 1 ha ammesso che se una simile “regola” fosse stata applicata a denaro da lui conferito, egli si sarebbe sentito truffato.

Non solo, ma anche la provvigione del 7% promessa agli acquisitori (verbale __________ citato, pag. 4), era indiziante di reato, in quanto non prevista dal contratto e soprattutto manifestamente eccessiva, corrispondente addirittura all’ipotetico rendimento del capitale per un anno.

                                   8.   Nei primi due anni di attività di __________ i due soci hanno almeno cercato di attenersi alla chiave di ripartizione del denaro dei clienti del 35% per __________ e del 65%, da investire, ma in seguito la situazione è degenerata e i prelevamenti illeciti hanno raggiunto il 90% del denaro conferito, ciò che AC 1 e __________ hanno sostanzialmente ammesso.

__________ ha raccontato (suo verbale 28 gennaio 2005, n. 37, pag. 4 e 5):

“Preciso che è capitato più di una volta che vi fossero delle spese mensili a cui occorreva far fronte con i soldi della __________ superiori a Euro 50'000.-- , stando almeno a quello che mi diceva AC 1 al riguardo. Per noi queste erano spese, nel senso che non le contavamo nemmeno. Ciò aveva come conseguenza che agli incassi occorreva dedurre le spese prima di fare la ripartizione. ADR: che la ripartizione del residuo avveniva in ragione di metà ciascuno fra AC 1 e me, ritenuto come io non prendessi un salario.

AD del __________ rispondo che tale andamento è in sostanza cominciato nell'autunno 2002-inizio 2003, dopo l'arrivo di __________.

II PP mi chiede quale fosse l'andamento prima di tale momento. Rispondo che dall'inizio dell'attività della __________ fino all'autunno 2002, fatta eccezione per un periodo del 1999 (autunno) in cui vi è stato una sorta di caos quando mi sono assentato in Romania, gli investimenti venivano proposti e effettuati con la ripartizione di cui ho già parlato sia al PP sia al GIAR, vale a dire quella del 40%, rispettivamente 60%.

Tale percentuale veniva calcolata con riferimento all'ammontare in conto presso il broker: vale a dire che se presso il conto __________ in __________ vi era già il 60% di valore di un investimento che si stava raccogliendo, non era più necessario trasferire altri soldi alla casa broker, questa avendo già in conto il 60% del capitale che si stava raccogliendo. Nel caso in cui vi era presso il broker già l'equivalente del 60% del capitale che si stava raccogliendo da un nuovo cliente, quanto così raccolto non veniva suddiviso in ragione di 40% e 60% bensì trattenuto interamente. A scanso di equivoci, preciso che i soldi c'erano ma che AC 1 ed io non inviavamo più il corrispondente al broker poiché vi era già il 60% investito.

In altre parole, il 60% veniva calcolato su ogni singolo cliente e non sull'intero portafoglio. Se un cliente voleva investire, ad esempio, 200 e presso la __________ vi era 100, al broker venivano inviati 20.”

Illuminate in proposito è la tabella allestita dall’EFIN a cui si rinvia (AI 246, pag. 8). Risulta così che nel 1999 __________ e AC 1 hanno destinato agli investimenti, e pertanto riversato alla __________, circa il 42% del denaro raccolto dai clienti, nel 2000 circa il 39%, nel 2001 circa il 13 %, nel 2002 circa il 12%, nel 2003 solo il 2% e nel 2004 assolutamente nulla. Pur ritenendo possibile - come dichiarato da AC 1 e __________ - che le spese di __________, inizialmente contenute, siano aumentate con l’andar del tempo, non c’é chi non veda in questi dati una chiara escalation dell’agire delinquenziale dei due. AC 1 e il socio, presi dall’avidità, hanno iniziato a rubare senza alcun ritegno. Più denaro arrivava nella società meno ne veniva investito, sino al 2004 quando del denaro pervenuto nulla è stato investito, e addirittura è stato chiuso il conto presso la __________. Ai clienti, in ogni caso, veniva comunicata la perdita del denaro investito mediante rendiconti fasulli oppure telefonicamente.

In cinque anni di attività AC 1 e __________ hanno raccolto da 88 clienti - investitori complessivi Euro 2'981'841.-. Di questo importo solo Euro 385'372 sono stati effettivamente investiti, e dell’importo investito Euro 303'350.- sono stati persi in operazioni di borsa.

Per la rimanenza, risulta che solamente Euro 68'680.- sono stati restituiti ai clienti, mentre che Euro 1.1 milioni sono confluiti sui conti societari e sono andati a coprire le spese e Euro 210'000.sono stati destinati alle provvigioni. Mancano perciò all’appello ben Euro 1.1 milioni, denaro di cui non è stato possibile ricostruire la destinazione, essendo unicamente accertato che AC 1 ha prelevato per contanti Euro 480'000.- e __________ Euro 457'000.- (AI 246, perizia EFIN, pag. 7 segg., pag. 14).

In corso d’inchiesta AC 1 ha dichiaro di avere avuto l’intenzione di interrompere l’attività e liquidare la società (verbale 22 dicembre 2004, n. 33, pag. 5), ma di questo asserito intento non vi è riscontro alcuno. In senso contrario depone invece il fatto che AC 1 nel 2004 aveva tentato di conformarsi alle norme sui fiduciari assumendo, anche se solo a tempo parziale, una persona abilitata all’esercizio della professione, ed anche il fatto che AC 1 ha ammesso di avere valutato la possibilità di trasferirsi a __________ “perché in Ticino facevano troppe storie” (verbale 22 dicembre 2004, n 33, pag. 5).

Di fatto, l’attività della __________ è proseguita sino all’ottobre 2004 ed ha preso termine solo a seguito dell’intervento del Ministero pubblico che ha ordinato l’arresto dei due titolari.

                                   9.   Per questi fatti il Procuratore pubblico ha imputato a AC 1 il reato di truffa per mestiere per avere, agendo sotto la ragione sociale __________, ingannato con astuzia 88 clienti investitori, inducendoli a compiere atti pregiudizievoli al proprio patrimonio per complessivi Euro 2'981'841.10, con pregiudizio finale pari a Euro 2'913'160.19.

Per gli stessi fatti il presidente della Corte ha formulato in entrata di dibattimento, con l’accordo delle parti, la subordinata di appropriazione indebita aggravata, siccome commessa come gestore di patrimoni giusta l’art. 138 cifra 2 CP (verbale dibattimentale, pag. 2).

In definitiva, la Corte ha ritenuto di non confermare l’imputazione di truffa.

Secondo la Corte, infatti, non è possibile (anche per la difficoltà di effettuare i corrispondenti accertamenti) ritenere provato che il comportamento degli autori possa essere veramente qualificato di inganno astuto. Sorprendente, in effetti, la grande leggerezza con cui i clienti di __________, sulla scorta di soli contatti telefonici non richiesti hanno affidato dei soldi ad una società di cui nulla (o comunque poco) sapevano e su cui non avevano effettuato alcuna verifica seria. Inoltre, AC 1 e i suoi collaboratori, privi di formazione specifica, erano poco credibili nel ruolo di operatori finanziari. Ad eccezione forse del __________, essi avrebbero con ogni probabilità potuto essere smascherati. __________, in particolare, è persona nota al Presidente della Corte, ed è assodato che egli non possiede il profilo dell’autore di un inganno astuto nel campo degli investimenti finanziari.

La Corte ha di conseguenza ritenuto il reato di appropriazione indebita, aggravata siccome commessa in qualità di gestore di patrimoni, relativa a quella parte del denaro raccolto che non è stata destinata agli investimenti, per un ammontare stimato approssimativamente dalla Corte in Euro 2, 6 milioni.

                                10.   Il prevenuto doveva rispondere anche di tentata truffa e di falsità in documenti (punti 2 e 3 AA) per avere sottoposto, nel contesto della liquidazione di un incidente della circolazione occorsogli in Italia nel dicembre 1999, a PL 19, 8 falsi attestati di provvigioni, e ciò allo scopo di sostanziare il mancato guadagno conseguente all’incidente e di indurre l’assicuratore __________ a versargli l’importo di circa fr 165'000.-.

L’accusato ha ammesso gli addebiti, sia nei verbali predibattimentali che in aula. Al riguardo egli si è così espresso (verbale 11 ottobre 2004, n. 3, pag. 2):

“Con riferimento a tali conteggi, rilevo come sono incorso in un incidente stradale in Italia nel 2000, se non erro; il PP mi dice che l'incidente dovrebbe essere occorso nel dicembre 1999, come si evince dalla documentazione sequestrata. Io consegnato detti conteggi, non mi ricordo ora se al legale della PL 19 di __________ oppure direttamente all'avvocato italiano che si occupava in Italia della pratica.

ADR che le cifra non corrispondono a quanto io ho in realtà guadagnato. ADR che ho redatto i documenti allegati quale doc. 1 poiché in Italia non mi volevano riconoscere nulla. L'unico danno che riconosceva era quello alla vettura, ma che era in noleggio. Ritenuto come avessi sopportato le spese delle visite mediche e di trasporto. ADR che gli importi di cui al doc. 1 sono inventati.

Ho prodotto tali certificati all’avvocato italiano che li trasmette all’assicuratore __________, assicurazione del conducente che aveva causato l’incidente.

ADR che non mi hanno corrisposto che Euro 3'500.-”

Dichiarazioni poi ribadite nel verbale del 9 giugno 2008 (n. 54, pag. 7).

Le imputazioni di tentata truffa e falsità in documenti trovano pertanto conferma negli accertamenti della Corte.

                                11.   Secondo l’art. 47 CP il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto della sua vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita.

Per l’art. 49 CP, inoltre, in caso di concorso di reati il giudice lo condanna per la pena prevista per il reato più grave, aumentandola in misura adeguata.

                                12.   AC 1 deve rispondere di appropriazione indebita aggravata commessa ai danni di 88 clienti investitori per un importo complessivo di circa Euro 2,6 milioni, di tentata truffa per ulteriori circa fr. 165'000.- e di falsità in documenti. Già solo le cifre riportate qui sopra evidenziano l’elevata gravità oggettiva dei reati, in particolare per quel che concerne l’imputazione principale. Oltre che per gli importi, essa è grave per l’intensità dell’attività criminale, testimoniata dal numero dei clienti e dalla durata di oltre 5 anni, durante i quali essa ha costituito di fatto l’unica attività del prevenuto. Mai l’accusato ha manifestato intenzione di recesso, ma anzi, con il passare del tempo l‘attività è aumentata di intensità, e solo l’intervento degli inquirenti vi ha posto fine.

Riprovevoli anche i motivi a delinquere dell’accusato, il quale ha delinquito senza remore al solo fine di condurre un tenore di vita lussuoso che non avrebbe potuto altrimenti permettersi.

A favore dell’accusato la Corte ha ritenuto l’incensuratezza, il ruolo di correo meno attivo rispetto a __________, il tempo trascorso dai fatti e l’effettivo reinserimento sociale di cui egli ha dato prova nel frattempo. Tutto questo considerato la Corte ha ritenuto adeguata alla colpa del reo una pena detentiva di 3 anni, parzialmente sospesa in ragione di 24 mesi con un periodo di prova di 4 anni, e da espiare per la rimanenza di 12 mesi, con computo del carcere preventivo sofferto. Per rafforzare la sanzione, la Corte ha inoltre inflitto una multa di fr. 1'000.-, ritenuto che in caso di mancato pagamento sarà sostituita con una pena detentiva sostitutiva di 30 giorni.

                                13.   AC 1 è inoltre stato condannato a risarcire 7 parti civili, così come indicato al punto 4 del dispositivo, mentre che per il rimanente le parti civili sono rinviate al competente foro civile.

                                14.   La Corte ha ordinato la confisca del saldo attivo del conto n. __________, del conto n. __________ e del conto n. __________ presso __________, intestati a __________, e sulla relazione postale ccp __________ intestata a __________, nonché della vettura ______________, menzionati nell’AA, con contestuale e proporzionale attribuzione alle parti civili di cui al dispositivo n. 4, previo soddisfacimento di tasse e spese di giustizia.

E’ inoltre ordinata la confisca di 7 cubi di documentazione sequestrata presso gli uffici di __________, di 1 cubo di documentazione sequestrata presso __________, di 1 classificatore “__________” sequestrato presso l’abitazione di AC 1, della documentazione sequestrata presso __________, delle ricevute e di 8 falsi attestati di provvigione, tutti menzionati nell’AA sotto la rubrica “oggetti”.

                                15.   E’ ordinato il dissequestro delle relazioni bancarie presso __________, filiale di __________ intestate a __________ e alla __________, nonché dell’appartamento n. 16 sito a __________, dei due terreni agricoli siti a __________, della casa patrizia e terreno agricolo ubicati a __________, intestati a __________, menzionati nell’AA a pag. 8.

                                16.   La tassa di giustizia di fr. 2’000.- e le spese processuali sono poste a carico del condannato.

Rispondendo                 affermativamente ai quesiti posti, meno che ai n. 1.1, 1.1.1 e in maniera parzialmente affermativa al n. 2

visti gli art.                      12, 22, 40, 42, 44, 47, 51, 69, 70, 103, 106, 138 cifra 2, 146 cpv. 1 e 2, 251 CP;

9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

                                   1.   AC 1 è autore colpevole di:

                               1.1.   appropriazione indebita, aggravata

siccome commessa in qualità di gestore di patrimoni,

per essersi, tra aprile 1999 e ottobre 2004, a __________ e in varie località in Italia, in correità con __________, indebitamente appropriato di circa Euro 2'600'000.affidati da clienti di __________ a scopo di investimento;

                               1.2.   truffa tentata

per avere, tra dicembre 1999 e gennaio 2005, a __________, __________, __________ e in altre località della Svizzera nonché in Italia, a scopo di indebito profitto, tentato di ingannare con astuzia l’assicuratore __________ per indurlo a compiere atti pregiudizievoli al suo patrimonio per circa fr. 165'000.-;

                               1.3.   falsità in documenti

per avere, tra dicembre 1999 e gennaio 2005, a __________, __________, __________ e in altre località della Svizzera nonché in Italia, a scopo di indebito profitto, formato 8 falsi attestati di provvigione dal contenuto inveritiero, facendo altresì uso di tali documenti a scopo di inganno;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

                                   2.   Di conseguenza,

AC 1 è condannato:

                               2.1.   alla pena detentiva di 3 (tre) anni, nella quale è computato il carcere preventivo sofferto;

                               2.2.   alla multa di fr. 1’000.- ritenuto che in caso di mancato pagamento sarà sostituita con una pena detentiva sostitutiva di 30 (trenta) giorni;

                                   3.   L’esecuzione della pena detentiva è sospesa in ragione di 24 (ventiquattro) mesi, con un periodo di prova di anni 4 (quattro). Per il resto, ovvero per 12 (dodici) mesi, è da espiare.

                                   4.   AC 1 è condannato a pagare:

                               4.1.   alla PC 10 Euro 129'042.33;

                               4.2.   alla PC 39 Euro 18'966.98 oltre interessi al 5% dal 31 ottobre 2004;

                               4.3.   alla PC 1 Euro 43'334.60 oltre a fr. 877.85 per spese di patrocinio;

                               4.4.   alla PC 34 Euro 9'721.20 oltre a fr. 836.20 per spese di patrocinio;

                               4.5.   alla PC 2 Euro 21'758.40 oltre a fr. 884.30 per spese di patrocinio;

                               4.6.   alla __________ e __________ Euro 11'336.40 oltre fr 877.85 per spese di patrocinio;

                               4.7.   alla PC 38 Euro 50'794.82 oltre a fr 322.80 per spese di patrocinio.

                                   5.   Per il rimanente le parti civili sono rinviate al competente foro civile.

                                   6.   E’ ordinata la confisca del saldo attivo del conto no. __________, del conto __________ e del conto no. __________ presso __________, intestati a __________, e sulla relazione postale ccp __________ intestata a __________, nonché della vettura __________, menzionati nell’AA, con contestuale e proporzionale attribuzione alle PC di cui al dispositivo n. 4 previo soddisfacimento di tasse e spese di giustizia.

E’ ordinata la confisca di 7 cubi di documentazione sequestrata presso gli uffici di __________, di 1 cubo di documentazione sequestrata presso __________, di 1 classificatore “__________” sequestrato presso l’abitazione di AC 1, della documentazione sequestrata presso __________, delle ricevute e di 8 falsi attestati di provvigione, tutti menzionati nell’AA sotto la rubrica “oggetti”.

                                   7.   E’ ordinato il dissequestro delle relazioni bancarie presso __________, filiale di __________ intestate a __________ e alla __________, nonché dell’appartamento n. __________ sito a __________, dei due terreni agricoli siti a __________, della casa patrizia e terreno agricolo ubicati a __________, intestati a __________, menzionati nell’AA a pag. 8.

                                   8.   La tassa di giustizia di fr. 2’000.- e le spese processuali sono poste a carico del condannato.

                                   9.   Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione della sentenza integrale.

Intimazione a:

“   

Per la Corte delle assise criminali

Il presidente                                                           La segretaria

Distinta spese:              

Tassa di giustizia                              fr.        2'000.--

Inchiesta preliminare                         fr.           300.--

Multa                                                   fr.        1'000.--

Traduzioni                                           fr.           994.20

Spese postali,tel.,affr. in blocco       fr.           100.-fr.        4'394.20

                                                             ===========

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