Incarto n. 72.2008.52
Lugano, 15 luglio 2009/nk
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il presidente della Corte delle assise correzionali
di Lugano
Presidente:
giudice Claudio Zali
Segretaria:
Sonja Federspiel, vicecancelliera
Sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, senza intervento degli assessori giurati, avendovi l’accusato, con l’annuenza del difensore e del procuratore pubblico, rinunciato,
per giudicare
AC 1 e domiciliato a
detenuto dal 7 settembre al 2 ottobre 2006;
prevenuto colpevole di:
1. Tentata estorsione, in parte aggravata
siccome ha effettuato il tentativo di estorsione minacciando una persona di un pericolo imminente alla sua vita o all'integrità corporale,
per avere, nel periodo compreso tra dicembre 2005 e febbraio 2006, a __________, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ai danni della PC 1, rispettivamente del suo direttore di allora PC 2, minacciando gli stessi di un grave danno patrimoniale (nel caso dell'Istituto di credito) e fisico (nel caso del suo direttore), tentato di indurle ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui e meglio per avere,
il 9 dicembre 2005 inviato una lettera minatoria anonima a PC 2 presso la PC 1 informandolo che:
o dall'Istituto di credito da lui diretto e da altre tre banche era stata sottratta, con la complicità di alcuni collaboratori dell'istituto di credito, documentazione riguardante 150 facoltosi clienti italiani, che lui ed i suoi famigliari inclusi si trovavano sotto costante sorveglianza di un'"organizzazione" e che nel caso in cui vi fossero state difficoltà i figli avrebbero subito un grave incidente mentre lui stesso sarebbe stato ucciso unitamente alla moglie quale esempio per gli altri;
o si pretendeva il versamento di tre milioni di franchi da ripetersi tre volte onde poter tornare in possesso dei dischetti con i nomi dei clienti della banca e
o il primo versamento avrebbe dovuto essere eseguito da un collaboratore della banca portando la cifra pattuita in una borsa il 13 dicembre da depositare presso l'isola del commesso addetto ai lift del piano terra ed attendere una telefonata con nuove istruzioni;
o il 9 dicembre 2005 inviato in una seconda busta, direttamente al domicilio di PC 2, la documentazione di base di un conto clienti cifrato a comprova della veridicità e serietà dell'operazione e delle sue intenzioni;
- il 13 dicembre 2005, come preannunciato nella lettera minatoria, da una cabina telefonica pubblica situata in __________ a __________, sul telefono del commesso addetto agli ascensori presso la sede della PC 1, effettuato una chiamata intesa a verificare se il denaro era pronto e alla risposta dell'interlocutore che tentava di guadagnare tempo, riattaccava affermando che si sarebbe rifatto vivo successivamente;
- il 15 dicembre 2005 inviato a PC 2 presso la PC 1 una seconda lettera minatoria in cui richiamava il contenuto del precedente scritto e le relative minacce e rinnovando la richiesta di tenersi pronti per il 28 dicembre successivo dove avrebbero ricevuto una nuova telefonata;
- il 7 febbraio 2006, dopo che il 28.12.2005 non aveva fatto nulla, inviato una terza lettera a PC 2 in cui richiamava il contenuto della prima missiva in particolare anche le minacce di morte o di grave pregiudizio alla salute per i suoi famigliari. In questa circostanza __________ chiedeva che il suo collaboratore __________ comunicasse il proprio numero di cellulare dove raggiungerlo tramite un annuncio su un quotidiano da pubblicare il 16 febbraio successivo e che il giorno successivo __________ si sarebbe dovuto tenere pronto a ricevere nuove istruzioni via telefono;
- il 17 febbraio 2006 __________ ha chiamato da una cabina pubblica il numero di telefono che, come da istruzioni era stato pubblicato sul quotidiano. Accortosi che a rispondere alla sua chiamata non vi era __________, __________ troncava immediatamente la comunicazione; un'ora più tardi __________ effettuava una seconda chiamata da un'altra cabina pubblica senza però entrare in comunicazione;
- il 18 febbraio 2006 alle ore 10.53 __________ da una cabina pubblica della stazione FFS di __________, chiamava nuovamente il numero telefonico di collegamento, lasciando sulla segreteria un messaggio con l'indicazione che __________ si sarebbe dovuto far trovare lunedì (20.2.2005) alle ore 12.30 precise davanti alla stazione centrale di __________;
- il 18 febbraio 2006 alle ore 11.00 __________ chiamava nuovamente ripetendo lo stesso messaggio ed aggiungendo le parole "con telefono acceso";
- il 20 febbraio 2006 alle ore 13.33 __________ ha chiamato sul numero di collegamento dalla cabina telefonica della Migros di Agno affermando che tutto era cambiato e che si sarebbe rifatto vivo l'indomani;
- il 22 febbraio 2006 __________ ha inviato una quarta lettera anonima a PC 2, in cui dichiarava che lui e la sua famiglia non erano più le persone di riferimento della PC 1 per il "contratto" incaricandolo di mettere al corrente della situazione PC 3 (nuovo direttore dell'Istituto di credito) che con la sua famiglia diventava la nuova "persona di riferimento", estendendo implicitamente le minacce a lui ed ai suoi famigliari;
2. Coazione
per avere, nelle circostanze di cui sopra sub. 1, proferendo minacce di morte nei confronti di PC 2, rispettivamente e nei confronti dei suoi famigliari, obbligandolo quindi a dotarsi di un servizio di sicurezza privato durante alcune settimane, usato minaccia di grave danno contro una persona e con ciò costrettola a fare un atto.
3. Minaccia
per avere, il 22 febbraio 2006, a __________, inviando una lettera a PC 2 presso la PC 1 in cui gli si chiedeva di informare PC 3 del contenuto delle sue precedenti missive e quindi della minaccia di morte o di gravi danni alla salute per sé stesso rispettivamente dei propri famigliari in quanto persona di "riferimento" per la banca, ossia usando grave minaccia, incusso spavento o timore ad una persona.
fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;
reati previsti: dagli art. 156 n. 3, 180 e 181 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 51/2008 del 29.4.2008, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il procuratore pubblico __________. § L'accusato AC 1 assistito dal difensore di fiducia avv. DF 1.
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 09:30 alle ore 11:55.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale inizia dando atto che oggi questa storia può sembrare quasi grottesca, essa non era però grottesca al momento dei fatti per il dispendio di energia richiesto agli inquirenti e non lo era neppure per le vittime delle minacce di AC 1. Il PP sottolinea la gravità delle minacce proferite dal qui accusato e ricorda che le parti lese hanno vissuto settimane, mesi, di grande timore. Secondo la pubblica accusa l’accusato non ha preso piena consapevolezza di quanto fatto, ancora oggi egli sembra volersi distanziare da questi fatti asserendo di non essere stato veramente lui; AC 1 non ha mai dimostrato né oggi né in corso di inchiesta empatia per le sue vittime.
Il PP sottolinea l’intensità dell’agire criminale del qui accusato; AC 1 ha protratto il suo agire delinquenziale per vari mesi, ha scritto più lettere e effettuato diverse telefonate.
Il PP ritiene che all’epoca dei fatti AC 1 fosse pienamente consapevole delle sue azioni, non vi è prova che egli fosse vittima di un qualche disturbo che avrebbe potuto diminuire la sua capacità di intendere e volere. Il profilo che emerge dalla perizia del dott. TE 1 è quella di una persona normale, perfettamente inserita nel suo contesto. Non vi è sintomo di questo presunto sdoppiamento della personalità di cui parla l’accusato.
Nell’ottica della commisurazione della pena il PP pone l’accento sulla gravità della colpa del qui imputato. Anche nella denegata ipotesi che la Corte reputi l’accusato colpevole unicamente del reato di minacce e non di tentata estorsione, la pena non dovrà essere inferiore ai 2 anni.
Ciò detto, il PP conclude chiedendo la conferma integrale dell’AA e la condanna di AC 1 a una pena detentiva di 2 anni e 8 mesi di cui 6 mesi da espiare. Postula altresì la confisca di quanto in sequestro.
§ Il Difensore, il quale inizia ricordando la vita professionale del suo assistito. Pone l’accento sul disagio percepito nell’ultimo periodo prima della pensione da AC 1 nei confronti di __________ e della Banca. Dichiara che il suo assistito ha immediatamente preso coscienza dei suoi errori. Egli ha subito ammesso le minacce, ha però sempre contestato di aver voluto realmente percepire un illecito profitto. Menziona poi la perizia del dott. TE 1 che attesta una scemata imputabilità a favore del suo patrocinato. All’epoca dei fatti egli si trovava in un momento di follia. Il difensore contesta il reato di estorsione di cui al punto 1 AA e chiede che venga derubricato in minacce.
Ricorda poi che il suo assistito è tuttora sotto medicamenti, per questo egli sembra poco empatico.
Il difensore chiede una riduzione della pena proposta dalla pubblica accusa in ragione della scemata imputabilità e in considerazione del fatto che AC 1 ha desistito dal reato.
Invoca a suo favore il sincero pentimento e il lungo tempo trascorso.
Conclude chiedendo che venga inflitta una pena non superiore alle 180 aliquote, sospese per 1 anno. Riconosce le richieste delle PC PC 2 e PC 3, contesta invece le pretese della PC PC 1 in quanto non figura agli atti nessun documento che attesti il subingresso di PC 1 nelle pretese della PC 1.
Da ultimo postula il dissequestro dei due libri, dell’agenda 2006, della mappetta bianca, delle due cassette VHS e dei foglietti manoscritti menzionati nell’AA.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti:
AC 1
1. E’ autore colpevole di:
1.1. tentata estorsione
per avere, tra dicembre 2005 e febbraio 2006, a __________, a scopo di indebito profitto, minacciandoli di un grave danno, a più riprese, tentato di indurre la PC 1 e l’allora direttore dell’istituto di credito PC 2 a commettere atti pregiudizievoli al patrimonio della banca?
1.1.1. trattasi in parte di reato aggravato siccome commesso minacciando una persona di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale?
1.1.2. ha egli desistito dal reato?
1.1.3. trattasi invece di minacce?
1.2. coazione
per avere, tra dicembre 2005 e febbraio 2006, a __________, usando minaccia contro PC 2 e i suoi famigliari costretto lo stesso a dotarsi di un servizio di sicurezza privato per alcune settimane?
1.3. minaccia
per avere, il 22 febbraio 2006, a __________, usando grave minaccia, incusso spavento a PC 3 minacciandolo indirettamente di morte e di grave danno alla salute per sé e per i suoi famigliari?
2. Ha agito in stato di scemata imputabilità?
3. Sussistono attenuanti specifiche?
4. Può beneficiare della sospensione condizionale?
5. Deve un risarcimento alle parti civili, e se si in che misura?
6. Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
Preso atto che, avvalendosi dei disposti dell'art. 260 cpv. 4 CPP, le parti hanno rinunciato alla motivazione scritta della presente sentenza.
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti, meno che ai n. 1.1.2, 1.1.3, 1.2, 2, 3, 6,
visti gli art. 12, 19, 22, 23, 40, 42, 43, 44, 47, 48, 49, 51, 69, 156, 180, 181 CP;
9 segg. CPP e 39 TG sulle spese
dichiara e pronuncia:
1. AC 1 è autore colpevole di:
1.1. tentata estorsione, in parte aggravata
siccome commessa minacciando una persona di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale,
per avere, tra dicembre 2005 e febbraio 2006, a __________, a scopo di indebito profitto, minacciandoli di un grave danno, a più riprese, tentato di indurre la PC 1 e l’allora direttore dell’istituto di credito PC 2 a commettere atti pregiudizievoli al patrimonio della banca;
1.2. minaccia
per avere, il 22 febbraio 2006, a __________, usando grave minaccia, incusso spavento a PC 3 minacciandolo indirettamente di morte e di grave danno alla salute per sé e per i suoi famigliari;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa.
2. AC 1 è prosciolto dall’imputazione di coazione.
3. Di conseguenza,
AC 1 è condannato:
3.1. alla pena detentiva di 2 (due) anni, nella quale è computato il carcere preventivo sofferto,
3.2. l’esecuzione della pena detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 3 (tre).
4. AC 1 è condannato a pagare:
4.1. fr. 34'747.29 alla PC 1, che per il resto è rinviata al competente foro civile;
4.2. fr. 1'000.alla PC 2;
4.3. fr. 1.- alla PC 3;
5. Gli oggetti sequestri, indicati nell’AA, sono dissequestrati in favore dell’accusato.
6. La tassa di giustizia di fr. 300.- e le spese processuali sono messe a carico del condannato.
7. Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione della sentenza integrale.
Intimazione a:
Per la Corte delle assise correzionali
Il presidente La segretaria
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 300.--
Inchiesta preliminare fr. 14'548.--
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 50.-fr. 14'898.--
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