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Ticino Tribunale penale cantonale 08.11.2007 72.2007.35

8. November 2007·Italiano·Tessin·Tribunale penale cantonale·HTML·13,632 Wörter·~1h 8min·6

Zusammenfassung

Appropriazione indebita e amministrazione infedele aggravata ad opera di un pubblico notaio e avvocato ed altri reati connessi

Volltext

Incarto n. 72.2007.35 + 105

Bellinzona, 8 novembre 2007/nh

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Corte delle assise criminali

composta dai giudici:

Giovanna Roggero-Will (Presidente) GI 1 GI 2  

e dagli assessori giurati:

AS 2 AS 3 AS 4 AS 5 AS 7  

con la segretaria:

Valentina Tuoni, vicecancelliera

Riunita nell’aula penale di questo Pretorio

per giudicare

AC 1 e domiciliato a   

detenuto dal 16 settembre al 17 ottobre 2003;

prevenuto colpevole di:

                                   1.   ripetuta appropriazione indebita in parte qualificata

                                          per avere,

                                         in più occasioni, a __________,

                                         nel periodo gennaio 2000 – fine 2003,

                                         allo scopo di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,

                                         impiegato indebitamente valori patrimoniali a lui affidati,

                                1.1   agendo in qualità di pubblico notaio iscritto all'albo (art. 138 cifra 2 CPS),

                             1.1.1   nel periodo 01 gennaio 2000 - 11 settembre 2003

ed in più occasioni,

                                         utilizzato somme di denaro a lui versate, nell’esercizio dell’attività di pubblico notaio, da clienti del suo Studio legale e notarile sul conto bancario n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________, presso PC 14                                                   nonché sui conti bancari n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________, e n. (rubr. notarile) a lui personalmente intestato presso la __________,

                                         per il pagamento di spese proprie rispettivamente per il finanziamento di operazioni commerciali di sua pertinenza,

e continuando ad utilizzare fondi a lui affidati da clienti per coprire le pretese di altri clienti, i cui fondi erano stati usati per gli scopi personali di cui sopra,

impiegando dunque indebitamente la somma complessiva di almeno fr. 9'277'788.-, e creando un danno finale di almeno

fr. 2'358'178.-;

                             1.1.2   tra fine 2002 e fine 2003 utilizzato la cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango la di proprietà di PC 1, a lui affidata in qualità di pubblico notaio, al fine di garantire un suo debito personale nei confronti di PC 13;

                                1.2   agendo in qualità di avvocato (in attività non soggetta a monopolio) rispettivamente di persona privata (art. 138 cifra 1 CPS)

                             1.2.1   nel periodo 01 gennaio 2000 - 11 settembre 2003

ed in più occasioni,

utilizzato somme di denaro a lui versate in qualità di avvocato, nell’ambito di attività non soggette a monopolio, da clienti del suo Studio legale e notarile sul conto bancario n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________, presso PC 14,

nonché sui conti bancari n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________, e n. (rubr. notarile) a lui personalmente intestato presso la __________,

per il pagamento di spese proprie rispettivamente per il finanziamento di operazioni commerciali di sua pertinenza,

e continuando ad utilizzare fondi a lui affidati da clienti per coprire le pretese di altri clienti, i cui fondi erano stati usati per gli scopi personali di cui sopra,

impiegando dunque indebitamente la somma complessiva di almeno fr. 8'402'415.-, e creando un danno finale di almeno

fr. 3'901'874.-;

                             1.2.2   in data 27.02.2003, utilizzato la cartella ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000.- gravante in I rango le Part. e la cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part., di proprietà di __________, a lui affidate poiché consegnate fiduciariamente da PC 14 in data 22.08.2000, per garantire un debito personale di fr. 4,8 Mio nei confronti di __________;

                             1.2.3   in data 25.06.2003, dopo restituzione dei titoli da parte del creditore __________ nel frattempo rimborsato (cfr. punto 1.2.2 che precede), nuovamente utilizzato la cartella ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000.- gravante in I rango le Part. e la cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part., di proprietà di __________, a lui affidate poiché consegnate fiduciariamente da PC 14 in data 22.08.2000, per garantire un debito personale non meglio quantificato nei confronti di PC 6;

                             1.2.4   nel giugno 2003, utilizzato la quota del 50% (per un valore di almeno fr. 50'000.-) del certificato azionario rappresentante il capitale azionario di fr. 100'000.- della __________, a lui affidato dalla co-azionista PC 9, per garantire un debito personale di fr. 900'000.- nei confronti di __________;

                             1.2.5   in data imprecisata nel corso del 1999, utilizzato il mutuo ipotecario di nominali fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto (prima dell’intavolazione a RFD, gravante in V rango la Part.), di proprietà della società __________, a lui affidato da quest’ultima, per garantire un debito personale non meglio quantificato nei confronti di PC 6;

                             1.2.6   in data imprecisata nella primavera del 2003, utilizzato la quoDF 1 almeno il 50% (per un valore di almeno fr. 50'000) del certificato azionario rappresentante il capitale azionario di fr. 100'000.- della __________, a lui affidato dal co-azionista PC 6, per garantire un debito personale non meglio quantificabile nei confronti di __________;

                             1.2.7   in data 07.07.2000 e 21.08.2000, prelevato in contanti dal conto intestato alla __________, presso PC 14, sul quale disponeva di diritto di firma individuale in quanto amministratore unico, l’importo complessivo di fr. 238'000.-, di cui fr. 220'000.- versati in contanti sul conto n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________, presso PC 14, ed utilizzati per scopi estranei alla __________;

                             1.2.8   in data 17.06.2003 e 24.06.2003, prelevato in contanti dal conto intestato alla PC 5, presso la __________, sul quale disponeva di diritto di firma individuale in quanto amministratore unico, l’importo complessivo di fr. 74'000.- utilizzati per scopi estranei alla PC 5;

                                   2.   falsità in documenti

                                          per avere,

                                          a , nel febbraio 2003,

al fine di procacciarsi un indebito vantaggio e di nuocere al patrimonio altrui,

                                         formato un falso documento, modificando la stampata del sistema Telebanking relativo al conto n. (rubrica clienti notarili) intestato allo Studio legale e notarile __________, presso PC 14, aggiungendo con la macchina da scrivere la cifra 17 davanti al saldo del conto bancario,

                                         facendo in seguito uso del documento così modificato ed attestante un saldo del conto di fr. 17'910'235.93, consegnando l’estratto al fiduciario  di __________,

                                         allo scopo di temporeggiare nella restituzione del prestito da quest’ultimo ottenuto di fr. 4,8 Mio;

fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti art. 138 cifra 1 e cifra 2 CP, art. 251 cifra 1 CP;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 34/2007 del 10 aprile 2007, emanato dal Procuratore pubblico.

Inoltre prevenuto colpevole di:

tentata appropriazione indebita (recte: appropriazione indebita consumata)

                                         per avere indebitamente consegnato all’avv. __________ nell’agosto-settembre 2003 le seguenti 9 cartelle ipotecarie al portatore:

                                         CIP di nominali CHF 220'000.- in 1. rango

(doc. giust. di data 25.04.1985),

                                         CIP di nominali CHF 750'000.- in 1. rango

(doc. giust. di data 28.07.1976),

                                         CIP di nominali CHF 500'000.- in 2. rango

(doc. giust. di data 22.01.1986),

                                         CIP di nominali CHF 500'000.- in 2. rango

(doc. giust. di data 22.01.1986),

                                         CIP di nominali CHF 500’000.- in 3. rango

(doc. giust. di data 22.01.1986),

                                         CIP di nominali CHF 730'000.- in 8. rango

(doc. giust. di data 13.05.1991),

                                         CIP di nominali CHF 550’000.- in 8. rango

(doc. giust. di data 13.05.1991),

                                         CIP di nominali CHF 500'000.- in 10. rango

(doc. giust. __________ di data 13.05.1991),

                                         CIP di nominali CHF 500'000.- in 13. rango

(doc. giust. __________ di data 25.03.1992),

                                         di proprietà e pertinenza dei signori __________, e PC 15,

                                         violando in tal modo il rapporto di fiducia, disponendo dei titoli senza il consenso degli aventi diritto, rispettivamente contrariamente alle istruzioni ricevute, al fine di procacciare a sé o a terzi un indebito profitto e meglio:

                               1.1.   per avere ritirato, in qualità di avvocato e notaio espressamente dichiarata, in data 28 agosto 2003 a __________ presso il signor IS 1, le 9 cartelle ipotecarie sopramenzionate, scrivendo di proprio pugno quale ricevuta: “Ich, PI 1, __________ und __________ in , erkläre die obenbeschriebenen Schuldbriefe und Hypotheken (9 Stk.) treuhänderisch im Depot für Herr IS 1 zu übernehmen. Die Ablösung der obengenannten Titel muss spätestens Ende September 2003 erfolgen, anderenfalls werden die Titel wieder zurückgegeben”;

                               1.2.   per avere consegnato immediatamente dopo il ritiro le 9 cartelle ipotecarie al portatore all’avv. ____________________, legale del signor __________, a sua volta creditore nei confronti dell’accusato dell’importo di CHF 10'760'000.-. Il tutto allo scopo di garantire il suo debito nei confronti del signor __________;

                               1.3.   per avere in tal modo disposto illecitamente di un bene che gli era stato affidato, disattendendo dolosamente le istruzioni ricevute, abusando del rapporto di fiducia allo scopo di procacciare a sé e a terzi un indebito profitto;

                               1.4.   il tutto senza tuttavia ottenere il successo auspicato, poiché l’avv. __________ e/o il signor __________ avrebbero dovuto nutrire dei dubbi e si trovavano quindi in malafede, come evidenziato dal __________ con sentenza 23 gennaio 2007, di modo che il reato è tentato (recte: consumato);

                                         fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

                                         reato previsto dagli art. 22 cpv. 1 e 138 cpv. 1 CP (recte: art. 138 cifra 1 CP);

e meglio come descritto nell'atto d'accusa privato del 21 agosto 2007, emanato dalla Camera dei ricorsi penali.

Presenti

§ Il procuratore pubblico, assistita dalla segretaria giudiziaria __________. § L'accusato  AC 1 assistito dal difensore di fiducia avv. DF 1. § L'avv. RC 1 in rappresentanza della PC PC 1.

§ L'avv. RC 4 in rappresentanza della PC PC 4. § Il dott.iur. RC 12 per la PC PC 12. § L'avv. RC 11 in rappresentanza della PC PC 5.  

Espleti i pubblici dibattimenti

                                     -   lunedì          5 novembre 2007 dalle ore 9:50 alle ore 17:30

                                     -   martedì       6 novembre 2007 dalle ore 9:50 alle ore 17:30

                                     -   mercoledì   7 novembre 2007 dalle ore 9:30 alle ore 14:20

                                     -   giovedì        8 novembre 2007 dalle ore 9:20 alle ore 14:00

Lunedì 5 novembre 2007

D'accordo le parti, l'imputazione del capo di accusa 1.2.5. viene modificata nel senso che l'utilizzo del mutuo ipotecario a garanzia del prestito nei confronti di PC 6 è avvenuto il 25.10.2000.

Le parti precisano che il debito personale garantito dal mutuo ipotecario ammontava a fr. 1'200'000.- e che AC 1 ha restituito fr. 1'300'000.iI 12.2.2001.

La presidente pone la subordinata al capo di accusa 1.2.5 di amministrazione infedele aggravata per avere, in qualità di amministratore unico della __________, a cavallo tra il 2000 ed il 2001 consegnato il mutuo ipotecario di nominali fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto, di proprietà della società __________ a PC 6 per garantire un suo debito personale di fr. 1'200'000.-, e avere poi omesso di recuperarlo al momento della restituzione del debito.

Con l'accordo delle parti, il capo di accusa 1.1.2. viene modificato come segue:

"(...) tra fine 2002 e fine 2003, utilizzato in due occasioni (...)"

Martedì 6 novembre 2007

Sulla base di queste nuove dichiarazioni la PP dichiara di rinunciare a sostenere l'accusa per l'imputazione 1.2.7. dell'AA.

Giovedì 8 novembre 2007

A domanda della Presidente l'avvocato DF 1 corregge l'importo riconosciuto da AC 1 per la pretesa della PC 4 in fr. 50'000.-.

È pervenuta alla Corte:

                                     -   la lettera dell'avv. __________, rappresentante della PC PC 2 di data 5.11.2007 con cui comunica che la costituzione di PC del suo patrocinato è da ritenersi decaduta. (doc. dib. 5).

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale chiede la conferma dei fatti e del diritto di cui all'atto di accusa - ad eccezione dell'imputazione AA 1.2.7. - compresa quindi la duplice disposizione, accertata in aula, della CIP della signora PC 1 nel mese di dicembre 2003. Lascia alla Corte decidere se la fattispecie di cui al capo di accusa 1.2.5. sia configurabile sotto l'art. 158 CP, così come prospettato in aula. Chiede, inoltre, la conferma dell'atto di accusa privato PC 15. Per la commisurazione della pena, sottolinea come la colpa di AC 1 sia grave, in considerazione del fatto che AC 1 ha delinquito senza limiti, senza freni, senza scrupoli, per indebito guadagno, e, in generale, per mantenere la sua immagine. La sua colpa è poi ulteriormente aggravata dal fatto di avere persistito a delinquere anche dopo essere stato scarcerato. Tale persistenza evidenzia una totale mancanza di ritegno etico. L'ampiezza dell'agire dell'imputato è desumibile dall'ammontare del danno transitorio, che è più importante di quello finale. AC 1 ha, sì, cercato di coprire i buchi con dei prestiti privati, ma, per ottenere questi prestiti, ha consegnato a pegno valori patrimoniali che gli erano stati affidati dai suoi clienti. La colpa di AC 1 è grave in quanto ha agito in qualità di notaio. La fiducia riposta dai suoi clienti è stata crassamente lesa, sull'arco di 3 anni e nove mesi. Il pregiudizio è ingente. Le modalità sono esecrabili. AC 1 ha utilizzato il conti terzi come se fosse il proprio personale borsellino. Tale agire è inaccettabile poiché i soldi dei clienti sono sacri. AC 1, poi, non si è fatto alcuno scrupolo ed è pure stato abile. Egli è, infatti, riuscito a mantenere una situazione stabile per un tempo relativamente lungo. AC 1 era una persona adulta e matura ed aveva una posizione personale che gli avrebbe permesso di vivere dignitosamente. AC 1 ha scelto uno standard di vita elevato ed ha malversato per mantenerlo e per mantenere anche il suo status professionale. Ha delinquito per soddisfare la sua autostima. Ha usato beni di terzi anche per acquistare le ville di sua proprietà e per onorare gli impegni assunti con la sua ex moglie che erano, di tutta evidenza, proibitivi in funzione del suo reale standard di vita. AC 1 si vantava di essere l'affarista per eccellenza, aveva un'alta opinione di sé. La PP sottolinea come AC 1 non abbia, a suo parere, compreso appieno la gravita del suo agire.

A favore dell'accusato, la PP riconosce all'imputato l'incensuratezza ed il fatto di avere messo a disposizione delle PC l'importo fr. 135'000.-.

Chiede che la scemata responsabilità venga applicata nella misura del 30% unicamente per i reati commessi nel 2003: la perizia, laddove estende tale scemata responsabilità al periodo 2000-2003, non è, a suo parere, convincente.

Tutto considerato e partendo da una pena piena di 7 anni, 7 anni e 6 mesi, la PP chiede che AC 1 venga condannato ad una pena detentiva di cinque anni e sei mesi. Lascia alla Corte decidere se pronunciare l'interdizione dall'esercizio della professione di avvocato e di notaio. Chiede il sequestro conservativo a garanzia delle pretese PC dei valori patrimoniali sotto sequestro e la restituzione alla signora PC 1 della CIP di sua proprietà. Stessa richiesta viene formulata per le CIP di proprietà del signor PC 15. Chiede, in conclusione, la conferma delle pretese, ove comprovate e liquide, delle PC che non sono presenti in aula, lasciando, per le altre, la parola ai rispettivi rappresentanti legali.

                                    §   L'avv. RC 1, in rappresentanza della PC PC 1, il quale chiede la conferma del capo di accusa 1.1.2. con le modifiche apportate in aula e la confisca della cartella ipotecaria al portatore con la conseguente assegnazione della stessa alla signora PC 1. Chiede, quindi, che venga respinta l'istanza di dissequestro presentata dalla signora PC 13.

                                    §   L'avv. RC 4, in rappresentanza della PC PC 4, il quale chiede la conferma del capo di accusa 1.1.1. limitatamente alla posizione della PC da lui rappresentata e chiede la condanna di AC 1 al pagamento della somma esposta nell'istanza di risarcimento agli atti.

                                    §   L'avv. RC 11, in rappresentanza della PC PC 5 in liquidazione, il quale chiede la conferma del capo di accusa 1.2.8. e la condanna di AC 1 al pagamento di fr. 74'000.-.

                                    §   Il dott. iur. RC 12, in rappresentanza della PC PC 12, il quale chiede la conferma del capo di accusa 1.2.1. limitatamente alla posizione della PC da lui rappresentata e chiede la condanna di AC 1 al pagamento di fr. 1'100'000.- oltre interessi al 5% a far tempo dal 28.7.2005.

                                    §   Il Difensore, per la sua arringa, il quale chiede il proscioglimento dal reato di appropriazione indebita semplice delle cartelle ipotecarie al portatore di proprietà di PC 15 e dal capo di accusa 1.2.7. dell'atto di accusa. Chiede, inoltre, l'applicazione dell'attenuante specifica della grave angustia limitatamente ai capi di accusa 1.2.2. e 1.2.3. dell'atto di accusa. Chiede che i fatti commessi da AC 1 vengano letti dalla Corte alla luce delle patologie descritte dal perito nel suo referto. Aggiunge che AC 1 non ha agito per procurarsi lussi sproporzionati. Contesta la richiesta della PP di applicare la scemata responsabilità solo al 2003. Chiede, quindi, una riduzione della pena rispetto a quella proposta dalla PP che ritiene dovrebbe situarsi tra i 3 e non oltre i 3 anni e 3 mesi. Chiede che venga ordinato un trattamento ambulatoriale. Per quanto concerne le pretese delle PC, a livello notarile, riconosce le seguenti pretese: fr. 73'000 alla signora __________, fr. 26'600.- alla signora PC 8, fr. 99'929,90 al signor PC 6, fr. 250'000.- al signor PC 2, fr. 72'428,20 PC 4, fr. 26'140.- al signor PC 7, fr. 95'000.- PC 10. Riconosce la pretesa del signor PC 15 di fr. 26'235,85, la pretesa del signor PC 11 per

fr. 1'000'000.- oltre interessi e la pretesa del signor PC 12 di

fr. 1'100'000.- e la pretesa della PC 5 in liquidazione.

Si oppone alla consegna della CIP alla signora PC 13, mentre non si oppone alla consegna delle CIP a PC 15.

                                    §   Il Procuratore pubblico, per la replica, il quale contesta l'applicazione dell'attenuante della grave angustia in quanto è stato AC 1 a cercare __________ e __________ e non il contrario. Se si è trovato in una situazione di fretta e di dover risolvere tutto all'ultimo minuto è perché sapeva che stava per commettere un reato e, quindi, ha ben valutato le circostanze ed ha ciononostante agito e delinquito. Inoltre contesta l'applicazione dell'attenuate della grave angustia unita alla scemata responsabilità accertata dal perito. Contesta, poi, la descrizione, fornita dal difensore, del contesto in cui AC 1 ha agito in cui emerge la figura dell'accusato come vittima di circostanze che, invero, è stato lui a creare e se ha agito illecitamente non lo ha fatto per gratificare gli altri, ma unicamente sé stesso.

                                    §   Il Difensore, per la duplica, il quale si riconferma nelle sue conclusioni e considerazioni.

Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti

quesiti:                          AC 1

è autore colpevole di:

                               1.1.   ripetuta appropriazione indebita in parte qualificata

per avere, in più occasioni,

a , nel periodo gennaio 2000-fine 2003, allo scopo

di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, impiegato indebitamente valori patrimoniali a lui affidati

                            1.1.1.   agendo in qualità di pubblico notaio iscritto all'albo

                         1.1.1.1.   nel periodo 1 gennaio 2000-11 settembre 2003 ed in più occasioni, utilizzato per sé somme di denaro a lui affidate da clienti nell'esercizio dell'attività di pubblico notaio e continuato ad utilizzare fondi per coprire le pretese di altri clienti, i cui fondi erano stati usati per gli scopi personali di cui sopra,

impiegando dunque indebitamente la somma complessiva di almeno fr. 8'446'431.- e creando un danno finale di almeno

fr. 1'170'722.-;

                         1.1.1.2.   tra fine 2002 e fine 2003 utilizzato in due occasioni la cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango la PPP di proprietà di PC 1 a lui affidata in qualità di pubblico notaio, al fine di garantire un suo debito personale nei confronti di PC 13;

                            1.1.2.   agendo in qualità di avvocato rispettivamente di persona privata

                         1.1.2.1.   nel periodo 1 gennaio 2000-11 settembre 2003 ed in più occasioni, utilizzato somme di denaro a lui affidate da clienti in qualità di avvocato per il pagamento di spese proprie e continuato ad utilizzare fondi a lui affidati da clienti per coprire le pretese di altri clienti, i cui fondi erano stati usati per gli scopi personali di cui sopra, impiegando dunque indebitamente la somma complessiva di almeno fr. 10'120'778.- e creando un danno finale di almeno fr. 5'510'924.-;

                         1.1.2.2.   in data 27.2.2003, utilizzato la cartella ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000 gravante in I rango le Part. e la cartella ipotecaria al portatore di nominali di fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part. di proprietà di __________ a lui affidate per garantire un debito personale di fr. 4.8 mio nei confronti di __________;

                         1.1.2.3.   in data 25.6.2003 dopo restituzione dei titoli da parte del creditore __________ nel frattempo rimborsato (cfr. punto 1.1.2.2. che precede), nuovamente utilizzato le cartelle ipotecarie al portatore citate per garantire un debito personale non meglio quantificato nei confronti di PC 6;

                         1.1.2.4.   nel giugno 2003, utilizzato la quota del 50% (per un valore di almeno fr. 50'000.-) del certificato azionario della __________ , a lui affidato dalla coazionista PC 9 per garantire un debito personale di fr. 900'000.- nei confronti di __________;

                         1.1.2.5.   in data imprecisata nel corso del 1999, utilizzato il mutuo ipotecario di nominali fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto di proprietà della società _______,  a lui affidato da quest'ultima, per garantire un debito personale nei confronti di PC 6;

                      1.1.2.5.1.   trattasi di amministrazione infedele aggravata,

per avere, in qualità di amministratore unico della _______,

a cavallo tra il 2000 ed il 2001 consegnato il mutuo ipotecario di nominali fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto, di proprietà della società _______  a PC 6 per garantire un suo debito personale di fr. 1'200'000.-, e avere poi omesso di recuperarlo al momento della restituzione del debito.;

                         1.1.2.6.   in data imprecisata nella primavera del 2003, utilizzato la quota di almeno il 50% (per un valore di almeno fr. 50'000.-) del certificato azionario della _______,  a lui affidato dal co-azionista PC 6, per garantire un debito personale non meglio quantificabile nei confronti di PC 11;

                         1.1.2.7.   in data 7.7.2000 e 21.8.2000 prelevato in contanti dal conto intestato alla _______, , presso PC 14 sul quale disponeva di diritto di firma individuale l'importo complessivo di fr. 238'000.- utilizzati poi per scopi estranei alla _______ ;

                         1.1.2.8.   in data 17.6.2003 e 24.6.2003 prelevato in contanti dal conto

intestato alla PC 5 , presso _______, , sul quale disponeva di diritto di firma individuale, l'importo complessivo di fr. 74'000.- utilizzati per scopi estranei alla PC 5 ;

                               1.2.   appropriazione indebita

per avere indebitamente consegnato all'avv. __________ nell'agosto-settembre 2003 le 9 cartelle ipotecarie al portatore per complessivi fr. 4'750'000.- gravanti fondi di proprietà di __________ a garanzia del debito nei confronti di __________ di fr. 10'760'000.- oltre interessi;

                               1.3.   falsità in documenti

per avere a  nel febbraio 2003

al fine di procacciarsi un indebito vantaggio,

modificato la stampata del sistema Telebanking relativo al conto n. (rubrica clienti notarili) intestato allo Studio legale e notarile __________, presso PC 14,  aggiungendo con la macchina da scrivere la cifra 17 davanti al saldo del conto bancario, facendo in seguito uso del documento così modificato;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa e nell'atto di accusa privato.

                                   2.   Può beneficiare dell'attenuante specifica della grave angustia per i capi di accusa 1.2.2. e 1.2.3.?

                                   3.   Ha agito in stato di scemata imputabilità?

                                   4.   Può beneficiare della sospensione condizionale della pena?

                                   5.   Deve essere ordinata una misura, e se sì quale?

                                   6.   Deve un risarcimento alle seguenti PC:

                               6.1.   PC 3;

                               6.2.   PC 4;

                               6.3.   PC 5 in liquidazione;

                               6.4.   PC 6;

                               6.5.   PC 7;

                               6.6.   PC 8;

                               6.7.   PC 9;

                               6.8.   PC 10;

                               6.9.   PC 11;

                             6.10.   PC 15;

                             6.11.   PC 12;

                             6.12.   PC 2;

                             6.13.   PC 14;

e se sì in che misura?

                                   7.   Deve essere ordinata la confisca/restituzione/sequestro conservativo dei seguenti valori patrimoniali:

                               7.1.   del conto 1471203/400.109.001 intestato al MP (Rubr. AC 1),  presso PC 14 con saldo di fr. 135'832.67 al 25.10.2006;

                               7.2.   del conto  () intestato a AC 1 presso PC 14, con un saldo di

fr. 7'328,11 al 31.12.2006;

                               7.3.   del conto  (, rubr. Clienti) intestato a AC 1 presso PC 14 con saldo di euro 342.06 al 31.12.2006;

                               7.4.   della cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango la PP di proprietà di PC 1, sequestrata in data 27.7.2006 ad PC 13;

                               7.5.   delle 9 cartelle sequestrate nella mani dell'avv. __________ di proprietà del signor PC 15?

Considerato,                  in fatto ed in diritto

                                  A.   Sulla vita dell'imputato

                                   1.   AC 1 è nato il 7.10.1959 a .

                                         Il padre, nato nel 1925 e deceduto nel 1997, di professione avvocato e notaio, alto graduato dell’esercito ( colonnello), ha rivestito diverse cariche istituzionali quale rappresentante del __________ ed è stato per molti anni presidente dell'__________.

                                         La madre, nata nel 1928, insegnante alle scuole professionali, dopo il matrimonio si è dedicata esclusivamente alla famiglia.

                                         AC 1 è il terzogenito di una fratria di sei: prima di lui sono nate due sorelle, dopo di lui una terza sorella e due fratelli.

2.AC 1 ha frequentato le cinque classi elementari e quattro anni di ginnasio presso l'Istituto __________ . Terminata la quarta ginnasio ha seguito uno Sprachkurs di un anno presso il collegio privato __________. Successivamente ha frequentato due anni (quinta ginnasio e prima liceo) presso l'Istituto di __________ retto dai benedettini  ed ha, poi, terminato il liceo presso l’Istituto diocesano di __________ dove ha conseguito la maturità federale letteraria (tipo B).

                                         Dopo la maturità si è iscritto alla facoltà di diritto dell’Università di __________ dove ha conseguito la licenza nel 1984.

                                         Tornato in Ticino, AC 1 ha svolto alcuni mesi di pratica legale e notarile presso lo studio del padre e, poi, ha lavorato quale Ufficiale presso __________ per circa 6 anni durante i quali ha, pure, superato gli esami per l’ottenimento dei brevetti di avvocato e di notaio.

                                   3.   AC 1 ha svolto il servizio reclute nel 1979 ad __________ nella fanteria di montagna. Ha ricoperto il ruolo di caporale per una settimana prima che il medico militare lo dispensasse per presunti - ma, sembra, inesistenti problemi alla colonna vertebrale.

                                   4.   AC 1 si è sposato, la prima volta, nel 1985 con PC 9, una donna di un anno più giovane di lui, figlia di un medico lucernese e conosciuta a __________ durante il periodo degli studi universitari.

                                         Dalla loro unione nacque, nel 1985, il loro primogenito, __________.

                                         L'unione coniugale è stata sciolta per divorzio nel 1990.

                                         Nel 1992 AC 1 conobbe __________ - la sua attuale moglie - ed intrattenne con lei una relazione dalla quale nacque, nel 1995, la sua secondogenita, __________.

                                         Nel 1994, malgrado la sua relazione con __________ continuasse, l'imputato – a suo dire, a causa delle insistenze del padre - risposò la sua ex-moglie, dopo averne adottato la figlia __________, nata nel 1992 da una fugace relazione amorosa.

                                         Anche questo secondo matrimonio - come il primo – si concluse, il 21.12.1999, con un divorzio, e ciò malgrado fosse stato allietato, nel 1996, dalla nascita del terzogenito di AC 1, __________.

                                         Nel 2000, AC 1 sposò __________.

                                         Il primogenito e la secondogenita vivono con l'imputato, mentre gli altri due figli vivono con la madre.

                                         AC 1 ha mantenuto buoni rapporti con tutti i suoi figli.

                                   5.   Lasciato l'Ufficio __________, l'imputato ha lavorato per circa un anno nello studio legale del padre per poi avviarsi ad un’attività indipendente aprendo un suo ufficio con l’avv. __________.

                                         Secondo quanto dichiarato al dibattimento, AC 1 e _______ decisero, sin dall’inizio, di puntare sull’apparenza. Vollero, così, da subito uno studio che potesse, con il lusso, convincere gli eventuali clienti della validità degli avvocati che vi operavano.

                                         Scelsero, perciò, un immobile di prestigio nel pieno centro di , vi affittarono un appartamento di grandi dimensioni, lo arredarono con mobili costosi e lo attrezzarono con le più nuove e migliori attrezzature.

                                         Assunsero, poi, sempre nell’ottica di fornire al cliente l’immagine di uno studio legale di successo, ben tre segretarie (di cui una pagata ca. fr. 10'000.- al mese), due avvocati dipendenti ed un praticante.

                                         Nel tempo, le segretarie aumentarono a quattro e gli avvocati dipendenti a tre.

                                         In quello studio AC 1 ha lavorato dal 1992 al giorno in cui venne arrestato.

                                         A seguito dell'avvio dell'inchiesta che ci occupa, e più precisamente il 18 settembre 2003, AC 1 ha rinunciato all'esercizio dell'attività di avvocato (AI 34).

                                         In precedenza egli aveva già rinunciato volontariamente all'esercizio del notariato, (cfr. pubblicazione sul foglio ufficiale 71/2003 del 5 settembre 2003, allegato 1 all'AI171).

                                   6.   Dall'estratto dell'ufficio esecuzione di , aggiornato al 16 settembre 2003 (AI7), ovvero al giorno in cui AC 1 venne arrestato, la situazione debitoria di AC 1 è caratterizzata da sei procedure esecutive per un totale di fr. 23'421'882.-. Fra i creditori iscritti figuravano __________ e _______ , emissari di due precetti esecutivi rispettivamente di fr. 7'000'000.- e di 15'500'000.-. Sulla natura e la genesi di tali pretese ritorneremo in seguito.

                                         Attualmente, per sua ammissione, AC 1 ha debiti per circa fr. 20'000'000.-.

                                         L'importo di spettanza dell'imputato, a seguito dello scioglimento della comunione ereditaria fu __________, avvenuto nel dicembre 2003 - dedotte le spese imminenti e dedotti gli oneri di patrocinio -, ammontava, al 30.4.2004, a fr. 135'000.-[i].

                                         Tale importo, messo spontaneamente a disposizione delle PC, è stato oggetto di un ordine di sequestro in data 5.5.2004 (AI240) e, quindi, accreditato alla relazione  presso la __________ rif. inc. 7090/2003 Je. Fr. (AI241).

                                         In aula, AC 1 ha dichiarato di vivere attualmente in una situazione di disagio economico e di riuscire a tirare la fine del mese soltanto grazie all’aiuto della famiglia.

                                         Lavora quando e come può: o come traduttore o come insegnante in una scuola privata o come patrocinatore in ambito ecclesiastico.

                                   7.   Dopo la sua scarcerazione, avvenuta il 17 ottobre 2003, AC 1 è stato ricoverato presso il reparto aperto della Clinica psichiatrica privata __________ fino al 18 dicembre 2003.

                                         Una volta dimesso, AC 1 ha fatto capo, per alcuni mesi, alle cure del dott. __________.

                                  B.   I precedenti penalI

                                   8.   AC 1 è incensurato.

                                         Vi è agli atti un decreto d’accusa datato 25.9.2006 con cui il Procuratore generale di __________, ha proposto  una pena di 4 mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per tre anni per titolo di falsità in documenti [ii]. I fatti oggetto del DA risalgono al 1992. Contro tale DA AC 1 ha interposto opposizione. Al momento del dibattimento, la procedura non era ancora conclusa.

                                  C.   Le circostanze dell'arresto e avvio dell’inchiesta

                                   9.   L'inchiesta ha preso avvio da una segnalazione del Consiglio di disciplina notarile di  trasmessa al Ministero pubblico in data 10 settembre 2003 (AI1).

                                         L'allora Presidente dell'organo di disciplina, giudice, era stato informato, in data 20 agosto 2003, dal Presidente dell'ordine dei notai, avv., del fatto che l'avv. AC 1 aveva utilizzato, per scopi estranei al mandato notarile, fr. 1'900'000.versati, nell'ambito della compravendita del fondo PPP, quota di comproprietà di 660/1000 del fondo base Part. di proprietà del venditore __________, dall'acquirente PC 8.

                                         Il 3 settembre 2003, di fronte al giudice l’avv. AC 1 ha subito ammesso i fatti oggetto della segnalazione ed ha dichiarato di avere, nel frattempo, risarcito l'importo di cui si era appropriato grazie ai soldi prestatigli da un amico (di cui non volle rivelare il nome fino al 14 ottobre 2003 quando rivelò che si trattava di __________).

                                         Nella stessa occasione, AC 1  ha informato il Presidente del Consiglio di disciplina notarile di avere rinunciato temporaneamente all'esercizio del notariato e di avere depositato i suoi rogiti presso il notaio.

                                         Sempre in occasione di tale audizione, AC 1 ha manifestato la sua intenzione di presentarsi spontaneamente al MP.

                                         La sua preannunciata costituzione però non è avvenuta, per lo meno non in modo tempestivo.

                                         È stato, infatti, il PG, in data 16 settembre 2003, a seguito della ricezione della predetta segnalazione del Consiglio di disciplina notarile, a convocare l'imputato chiedendogli di presentarsi immediatamente al Ministero pubblico.

                                10.   AC 1, interrogato il 16 settembre 2003 dalla PP, ha nuovamente ammesso di avere utilizzato, per il pagamento di debiti suoi personali, la somma citata così che, al momento stabilito, egli non era più in grado di far fronte ai propri obblighi. AC 1 ha, poi, precisato che non si trattava del primo episodio ma che, già in precedenza, a partire da almeno 3/4 anni prima, lui, a più riprese aveva utilizzato denaro di clienti per pagare spese sue, rispettivamente per rimborsare clienti che aveva in precedenza danneggiato sempre per gli stessi motivi e nelle stesse modalità (PP AC 1 16.9.2003 A.1).

                                         Al termine dell’interrogatorio, la PP ordinò l’arresto di AC 1 per scongiurare il pericolo di inquinamento delle prove.

                                         AC 1 venne condotto presso la cella di sicurezza dell'Ospedale __________ di  come da indicazioni del dr. __________, medico curante dell'imputato (cfr. lettera 16.9.2003 Dr. __________ al MP AI24).

                                         AC 1 è stato scarcerato il 17 ottobre 2003, dopo 32 giorni di carcere preventivo (ordine di scarcerazione AI 106).

                                  D.   I fatti

                                11.   In data 10 aprile 2007 la procuratrice pubblica ha posto l'imputato in stato di accusa davanti alla Corte delle assise criminali di  per titolo di ripetuta appropriazione indebita in parte qualificata e per falsità in documenti.

                                         A AC 1 la Pubblica accusa rimprovera di avere, nel periodo gennaio 2000 – fine 2003, impiegato indebitamente, in più occasioni, valori patrimoniali a lui affidati, per un totale di fr. 54'801'209.-, agendo sia in qualità di avvocato, sia di persona privata, sia in qualità di pubblico notaio iscritto all'albo e di avere in tal modo cagionato un danno complessivo accertato di almeno fr. 6'681'646.-.

                                         La pubblica accusa gli rimprovera, inoltre, di avere allestito ed utilizzato un documento falso, attestante un suo avere in conto corrente maggiorato di fr. 17'000'000.-, al fine di indurre un investitore ad accordargli un prestito.

                                         A AC 1 viene, inoltre rimproverato, di avere disposto indebitamente, ai danni di __________, di 9 cartelle ipotecarie al portatore per un valore nominale complessivo di fr. 4'750'000.- gravanti fondi di proprietà di quest'ultimo a __________. Quest'ultima fattispecie è stata oggetto di denuncia da parte dei signori PC 15, decisa con un abbandono da parte della PP, impugnato alla CRP che ha accolto, in data 21 agosto 2007, l'atto di accusa privato proposto dalla PC __________ per titolo di appropriazione indebita semplice.

                                         Le imputazioni a carico di AC 1 sono state esaminate dalla Corte ripercorrendo in ordine cronologico gli avvenimenti oggetto dell'accusa.

                             11.1.   Secondo l'ipotesi accusatoria, AC 1, avrebbe, nel periodo 01 gennaio 2000 - 11 settembre 2003, in più occasioni, utilizzato somme di denaro a lui versate nell’esercizio dell’attività di pubblico notaio ed in qualità di avvocato, da clienti del suo Studio legale e notarile sul conto bancario n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________, presso PC 14, nonché sui conti bancari n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________, e n. (rubr. notarile) a lui personalmente intestato presso la __________ , per il pagamento di spese proprie rispettivamente per il finanziamento di operazioni commerciali di sua pertinenza, e, continuando ad utilizzare fondi a lui affidati da clienti per coprire le pretese di altri clienti, i cui fondi erano stati usati per gli scopi personali di cui sopra.

                                         In questo modo, AC 1 avrebbe impiegato indebitamente, nell'esercizio dell'attività di pubblico notaio, la somma complessiva di almeno fr. 9'277'788.-, creando un danno finale di almeno fr. 2'358'178.- (AA 1.1.1.) ed impiegato indebitamente, agendo in qualità di avvocato rispettivamente di persona privata, la somma complessiva di almeno fr. 8'402'415.-, creando un danno finale di almeno fr. 3'901'874.- (AA 1.2.1.).

                                  a)   Come visto, AC 1 ha ammesso, praticamente dall’inizio dell’inchiesta, di avere iniziato negli anni 1999/2000 ad utilizzare soldi che i clienti gli avevano affidato, sia nella sua qualità di notaio sia in quanto avvocato, per necessità sue personali e, poi, per rimborsare clienti che aveva in precedenza “derubato” (PP AC 1 16.9.2003 A1).

                                         Richiesto di precisare il motivo per cui lui si appropriò ed utilizzò per sé soldi affidatigli da clienti, AC 1 ha detto di essersi trovato in grosse difficoltà finanziarie.

                                         Durante l’inchiesta, ha collegato tali difficoltà finanziarie alle richieste della prima moglie, donna (secondo il suo dire) capricciosa ed abituata a vivere nel lusso cui non riusciva a negare nulla – anche perché lei (sembra) lo ricattava minacciandolo di andarsene con i figli – e cui, dopo il divorzio, si impegnò a versare un contributo alimentare aggirantesi sui fr. 200'000.- annui, alle spese per l’acquisto e la ristrutturazione della casa di __________ - in cui ha vissuto la moglie dopo il secondo il divorzio - e ad operazioni immobiliari conclusesi in perdita (PP AC 1 23.9.2003 A3.).

                                         In aula, richiesto di precisare quali fossero queste operazioni finite male, AC 1 ha finito per ammettere che si trattò soltanto di un paio di operazioni, e meglio dell’acquisto, ristrutturazione e vendita di una casa colonica a Ibiza, fatta più o meno a metà degli anni ‘90, il cui beneficio andò quasi interamente alla moglie (anche perché, a quel che è dato sapere, l’operazione fu finanziata con soldi prestati a AC 1 dai genitori della moglie) e un’altra operazione immobiliare andata male, più o meno nello stesso periodo e sempre in __________.

                                         Così, sempre in aula, rispondendo alle domande della Presidente volte a capire dove fossero andati a finire i soldi che mancano all’appello (in totale, fra soldi malversati e soldi ricevuti in prestito e non restituiti, l’importo mancante supera i fr. 20'000'000.-), AC 1 ha dichiarato che buona parte di essi sono andati a finire nel buco nero rappresentato dai costi dello studio legale: tali costi (approssimativamente, almeno fr. 1'000'000.- all’anno) erano - a quel che è emerso – interamente assunti dall’imputato ed erano di molto superiori agli incassi.

                                         Infatti, sempre stando agli accertamenti in atti, DF 1 – a fronte di costi annui, come detto, aggirantesi attorno a fr. 1'000'000.- – ha fatturato, negli anni 2000, 2001 e 2002, circa fr. 300'000.- all’anno di onorari per prestazioni notarili cui vanno aggiunti una media di fr. 40'000.- annui per prestazioni legali per poi cadere a picco nel 2003 con una fatturazione di onorari notarili pari a

fr. 41'823,10.

                                         Secondo il dire di AC 1, la situazione negli anni precedenti – che non sono stati oggetto di ricostruzione - non era migliore.

                                         Si trattava, nel complesso, di una situazione estremamente deficitaria che l’imputato ha tenuto in piedi prima attingendo ai suoi beni personali (a fine anni 1980 e all’inizio degli anni 1990, AC 1 fece due operazioni immobiliari grazie alle quali guadagnò ca. fr. 2'000'000.-), poi attingendo ai conti dei clienti e, infine, facendo capo a prestiti di amici, prima, conoscenti, poi, ed “affaristi” infine verso i quali si impegnò – in ogni caso nel 2002 e nel 2003 – al pagamento di interessi altissimi e che contribuirono a farlo sprofondare sempre di più.

                                         Richiesto di spiegare come mai i costi dello studio legale fossero interamente assunti da lui, AC 1 ha risposto di non avere mai trovato il tempo di discutere della questione con il socio (sic!) e di avere sempre dovuto rispondere, in urgenza, a richieste pressanti di banche, dipendenti e creditori che si rivolgevano sempre e soltanto a lui.

                                  b)   La quantificazione delle malversazioni e dell'eventuale danno è stata affidata dal magistrato inquirente all'EFIN.

                                         Il metodo di analisi e di ricostruzione è stato concordato con l'imputato (sempre assistito dal patrocinatore) così come i risultati della ricostruzione sono stati costantemente e regolarmente discussi con l’imputato le cui osservazioni critiche venivano sempre accolte in applicazione del principio in dubio pro reo in modo che il rapporto finale risulta essere il condensato di un lavoro portato avanti nella preoccupazione costante di non ledere i diritti dell’imputato, a questi costantemente sottoposto  nel suo dipanarsi e da questi regolarmente approvato sia nel metodo che nei risultati (PP AC 1 19.9.2003 A2.; PP AC 1 8.10.2003 AI A5; PP AC 1 14.10.2003 A6; PP AC 1 17.10.2003 A7; PP AC 1 26.7.2004 A14; PP AC 1 14.2.2004 AI A16.; PP AC 1 20.5.2005 A17; PP AC 1 16.6.2005 AI A19; PP AC 1 12.10.2005 AI A22).

                                         Per l’illustrazione del metodo di ricostruzione utilizzato – fondato sulla movimentazione dei conti bancari rubr. notarile presso __________ intestato a studio __________,  rubr. notarile presso __________ intestato a studio  __________ e  rubr. notarile presso __________ intestato a AC 1 -  si rinvia al rapporto EFIN: si tratta di un sistema che la Corte ha riconosciuto essere il solo praticabile, ritenuta l’assenza di una contabilità affidabile dello studio e l’assenza di giustificazione documentale per molte delle operazioni eseguite.

                                         Va detto che, ancora in aula e più volte, l’imputato ha riconosciuto la bontà del metodo scelto e dei risultati ottenuti.

                                  c)   In data 3 febbraio 2006, l'Efin ha versato agli atti il suo rapporto, in cui vengono quantificate le malversazioni commesse da AC 1 nella sua qualità di notaio in un totale di fr. 9'277'788.17 con un danno finale (tenuto conto di quanto restituito) di fr. 2'358'178,82.

                                         Le malversazioni commesse da AC 1 nella sua qualità di avvocato e/o persona privata sono, invece, state quantificate in un totale di fr. 8'402'415,52 con un danno finale (tenuto conto di quanto restituito) di fr. 3'901'874,42[iii] (AI469).

                                         Dagli accertamenti esperiti dalla PP presso l'ufficio dei registri, volti a quantificare lo scoperto dell'avv. AC 1 in termini di tassa di bollo e di spese di iscrizione generati dalla sua attività di notaio, è emerso uno scoperto di complessivi fr. 76'075.- (fr. 19'569.- prima, fr. 6'249.-, poi) fr. 3'510.- di tasse di bollo e (fr. 72'645.- prima, fr. 73'455, poi) e fr. 72'565.- di tasse di iscrizione (AI31, AI87, AI90, AI162).

                                  d)   In data 16 ottobre 2007[iv], nell'imminenza del dibattimento, la PP ha trasmesso al tribunale penale una correzione dell'imputazione in esame effettuata a seguito della produzione di nuova documentazione da parte dell'imputato.

                                         La correzione è limitata alla quantificazione degli importi malversati dall'imputato in qualità di notaio e di avvocato e dell'ammontare del danno accertato.

                                         Sulla base dei nuovi accertamenti,  l'atto di accusa è stato modificato nel senso che l'ammontare delle appropriazioni indebite aggravate addebitate a AC 1 è di fr. 8'446'431.- [n.d.r.: fr. 831'357.- in meno rispetto all'AA] ed il danno cagionato di fr. 1'170'722.- [n.d.r.: fr. 1'187'456.- in meno rispetto all'AA] (AA1.1.1) mentre l’ammontare delle appropriazioni indebite semplici è di 10'120'778.- [n.d.r.: fr. 1'718'363.in più rispetto all'AA] ed il danno cagionato di fr. 5'510'924.- [n.d.r.: fr. 1'609'050.- in più rispetto all'AA] (AA1.2.1.).

                                         Chiamata ad illustrare e motivare i singoli cambiamenti, la PP ha versato agli atti la documentazione prodotta dall'imputato - dopo l'emissione dell'atto di accusa ed ha precisato che tale documentazione ha avuto come conseguenza di portare delle eccezioni ad una delle regole di impostazione della ricostruzione che voleva che i fondi versati dai clienti a titolo di onorario, rifusione di spese (tassa RF imposta sugli utili immobiliari, tasse di bollo, ecc.) fossero considerati come un'entrata di fondi propri e le relative uscite effettuate per pagare dette spese fossero anch'esse registrate nella famiglia fondi propri.

                                         Queste correzioni hanno causato, a cascata, in funzione del metodo di ricostruzione adottato in inchiesta, un cambiamento degli importi finali[v].

                                         Oltre alle poste corrette a seguito della produzione della sopraccitata documentazione, un ulteriore importante cambiamento della tabella dell'EFIN lo ha generato la diversa attribuzione dell'importo di fr. 1'100'000.- versati da PC 12, ora considerato non più, come nella precedente ricostruzione, quale fondo proprio di AC 1, e quindi a sua libera disposizione, bensì come somma affidata da PC 12 a AC 1 e da destinare ad un’operazione immobiliare che l’avvocato – di cui il medico era cliente – gli aveva proposto e ciò in funzione, oltre che di quanto allegato da PC 12 nella sua denuncia, anche delle nuove dichiarazioni di AC 1 (PP AC 1 3.10.2007, doc. TPC 8).

                                  e)   In sintesi, sulla scorta della ricostruzione effettuata dall'EFIN, si può considerare accertato che AC 1 ha operato in totale, dal 1.1.2000 all'11.9.2003, almeno 113 appropriazioni indebite aggravate e 111 appropriazioni semplici. Nel dettaglio si ha che nel 2000 ne ha commesse 18 aggravate e 5 semplici; nel 2001, 39 aggravate e 46 semplici; nel 2002, 49 aggravate e 20 semplici e nel 2003, 7 aggravate e 40 semplici, per gli importi complessivi indicati alla lettera d).

                             11.2.   Secondo l'ipotesi accusatoria, nel corso del 1999, AC 1 avrebbe utilizzato - agendo in qualità di avvocato o di persona privata, per garantire un suo debito personale non meglio quantificato nei confronti di PC 6 - il mutuo ipotecario di nominali fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto (prima dell’intavolazione a RFD, gravante in V rango la Part.), di proprietà della società __________ , a lui affidato da quest’ultima (AA 1.2.5.).

                                         AC 1 ha ammesso i fatti descritti nell'atto di accusa.

                                         La Corte ha, a questo proposito, accertato quanto segue:

                                  a)   In data 3 maggio 2004, PC 9, ex-moglie dell'imputato, membro del Consiglio di amministrazione della _______ con diritto di firma a due e azionista al 50% della società, ha sporto denuncia contro l'ex-marito  per titolo di appropriazione indebita del mutuo ipotecario gravante in V rango il fondo di proprietà della società _______ (AI239).

                                         Questa denuncia è stata preceduta, nel corso dell'inchiesta, da un'altra denuncia sporta sempre dalla signora PC 9 nei confronti dell'ex marito, sempre per titolo di appropriazione indebita e sempre in relazione alla _______– con cui la donna rimproverava all'ex marito di aver disposto, senza il suo consenso del 50% del pacchetto azionario di sua spettanza, consegnando a __________ l'intero certificato azionario a pegno di un suo debito (consid. 11.7.).

                                         È stato proprio un accertamento emerso nel corso dell'istruzione della prima denuncia che ha determinato l'inoltro della seconda. L'avv. __________, rappresentante di __________ ha, infatti, versato agli atti, in data 10 marzo 2004, l'estratto dei pegni gravanti il fondo n. 781 sito in territorio del comune di __________ di proprietà della _______ (AI217).

                                         Tale documento, trasmesso in copia all'avv. RC 1, patrocinatore della signora PC 9, faceva stato di un'iscrizione - avvenuta il 26 settembre 2003 - in cui  PC 6 figura quale portatore del mutuo ipotecario gravante in quinto rango per un importo di fr. 1'600'000.- l'immobile di proprietà della _______[vi].

                                  b)   Dall'esame dell'estratto del registro di commercio si evince che la società anonima _______ (iscritta il 25.5.1993) ha un capitale nominale di fr. 100'000.-, suddiviso in 100 azioni al portatore di fr. 1'000.- l'una.

                                         Lo scopo della società consiste nella "prestazione di servizi nel settore fiduciario ed immobiliare ed in tutte le operazioni ad esso collegate, la mediazione di affari e la consulenza aziendale. Fondare e collaborare con imprese dello stesso genere o simili, rispettivamente parteciparvi o acquistarle o costruirle. Può acquistare e vendere proprietà fondiarie. Attività di intermediazione, mediazione, brokeraggio in ogni campo economico, commerciale, industriale ed agricolo. Attività di acquisto, vendita, importazione ed esportazione in ogni campo economico, commerciale, industriale ed agricolo. In particolare la società intende acquistare le Part. No., per un importo massimo di CHF 700'000.-".

                                         In realtà, la _______ è stata costituita dai coniugi AC 1 primariamente per l’acquisto della villa di __________.

                                         AC 1 ha ricoperto la carica di amministratore unico con firma individuale fino al 13.8.1997. In seguito, la composizione del consiglio di amministrazione è stata modificata con l'iscrizione di AC 1, quale presidente, e della signora PC 9, quale membro. Entrambi i membri del CdA avevano un diritto di firma collettiva a due[vii].

                                         Tale modifica è stata iscritta a seguito della decisione dell'assemblea generale della società _______ del 12 agosto1997[viii] (AI160).

                                         Circa la ripartizione dell'azionariato della _______, agli atti figurano due convenzioni tra i coniugi AC 1 firmate rispettivamente in data 1/2. ottobre 1997[ix] e 16 dicembre 1999[x].

                                         Nella prima convenzione, redatta contestualmente alla procedura di separazione, le parti concordavano per la ripartizione al 50% del provento della vendita della casa di __________.

                                         Nella seconda, redatta contestualmente alla stipulazione della convenzione sugli effetti accessori del divorzio, le parti davano atto del fatto che la società _______ era proprietaria dell'immobile di __________ e che entrambe le parti erano già, a qual momento, azioniste e amministratori unici con firma collettiva a due.

                                  c)   Sulla natura dei rapporti tra l'imputato e PC 6, la Corte ha accertato quanto segue.

                                         PC 6, ricco commerciante di nazionalità tedesca, e AC 1 si sono conosciuti all'inizio del 1999.

                                         Fu l'allora direttore della __________ , __________, a consigliare a PC 6, cliente dell'istituto bancario intenzionato a stabilirsi in Ticino, di rivolgersi all’avv. AC 1.

                                         PC 6 decise di affidare all'avv. AC 1 la tutela dei suoi interessi dopo che __________ lo ebbe informato del fatto che si trattava del figlio maggiore del famoso avvocato e politico ticinese __________, che per oltre 20 anni aveva rappresentato il Canton Ticino a __________ e che per diversi anni aveva ricoperto la carica di presidente del partito popolare democratico. Il direttore della __________ gli aveva inoltre confidato che l'avv. AC 1 sarebbe, di lì a poco, entrato nel consiglio di amministrazione della __________ e che la banca riponeva in lui grande fiducia[xi].

                                         Il rapporto tra l'avv. AC 1 e PC 6 si trasformò ben presto anche in amicizia.

                                         L'avv. __________, interrogato sulla natura dei rapporti tra il suo socio ed il signor PC 6, ha dichiarato che già nel 1999 i due strinsero una "grossa" amicizia tanto che si scelsero a vicenda quale testimone di nozze (PP confronto PC 6/__________ 4.6.2004 A13).

                                         L'avv. AC 1 costituì e in data 12.4.1999, iscrisse a registro di commercio la società _______ con sede a , presso il suo studio legale. La società aveva un capitale nominale di fr. 100'000.- suddiviso in 100 azioni al portatore di fr. 1'000.- l'una. Lo scopo sociale iscritto era il seguente:

“  La progettazione, l'edificazione, la realizzazione di opere edili. La consulenza e la intermediazione nel campo dell'edilizia e della progettazione. La commercializzazione di materiali per l'edilizia. Compiere operazioni commerciali ed industriali, finanziarie e bancarie, ipotecarie ed immobiliari, compresi l'acquisto, la vendita e la permuta di beni mobili, immobili e diritti immobiliari; ricorrere a qualsiasi forma di finanziamento con istituti di credito, banche, società e privati, concedendo le opportune garanzie reali e personali; concedere fideiussioni, avalli e garanzie reali a favore di terzi; assumere partecipazioni in società ed imprese; partecipare a consorzi ed a raggruppamenti di imprese.”

                                         PC 6 fu dall’inizio e rimase negli anni l’azionista di maggioranza di questa società.

                                         AC 1 – come suo solito - ha dato della questione diverse versioni.

                                         Tuttavia, in aula ha precisato che, nonostante gli avesse fatto diverse promesse di cedergli parte delle azioni che deteneva, PC 6 rimase sempre azionista __________ almeno all’80%.

                                         Al momento dell'iscrizione a registro di commercio, l'avv. AC 1 figurava come amministratore unico con diritto di firma individuale.

                                         Pochi giorni dopo, e meglio a partire dal 3 maggio 1999, la composizione del Consiglio di Amministrazione venne modificata con l'iscrizione di PC 6 e di __________, rispettivamente come vice presidente e membro del CdA, entrambi con firma collettiva a due[xii].

                                         PC 6 ha riferito che lo scopo della costituzione di tale società era legata all'ottenimento del permesso di soggiorno ed a ragioni di natura fiscale.

“  (…) nel 1999 è stata costituita la __________, società di diritto svizzero, e che lo scopo della costituzione di tale società era quello di permettermi di ottenere un permesso di dimora in attesa di compiere i 55 anni, ciò che mi avrebbe permesso di ottenere un permesso di dimora con tassazione globale.”

                                         (PP PC 6 3.11.2003 pag. 2, B.7)

                                         AC 1 ha dato della cosa una versione diversa: secondo il suo dire, l’_______ fu costituita per permettere a PC 6 di diventare attivo in campo immobiliare e, in particolare, per l’acquisizione dei crediti che l'_______ vantava nei confronti di __________ e delle due CIP che li garantivano.

“  Per procedere a tale acquisto (ndr: del credito di fr. 17 Mio, garantito da titoli ipotecari gravanti diverse particelle di __________, in zona __________, che l'_______ SA aveva nei confronti di tale _______)  è stata creata la _______ con capitale di fr. 100'000.-. La ragione sociale è stata scelta da PC 6 ed era il nome della regione in _______ dove erano situati i suoi cementifici.”

                                         (PP  AC 1 4.12.2003 A8.)

                                         Sulla natura e l'esito delle trattative con l’_______ riguardo tale operazione (che, va detto, si fece soltanto nell’aprile 2000, quindi un anno dopo la costituzione dell’_______) ritorneremo dettagliatamente al momento dell'esame del capo di accusa AA1.2.3. (consid. 11.8.).

                                         Va detto, comunque, già sin d'ora - per ragioni di natura puramente redazionale - che PC 6, una volta scoperte le appropriazioni indebite effettuate, e riconosciute come tali da AC 1, nel contesto delle operazioni immobiliari che vedevano coinvolta la _______, ha preteso che i suoi rapporti di dare e di avere con l'avv. AC 1 fossero regolati per iscritto.  Incaricò di questo l’avv. __________ – collega di studio di AC 1 -  che redasse tre convenzioni, in parte predatate - circostanza che ha fatto oggetto di un non luogo procedere per l'accusa di falsità in documenti di data 29.7.2004 AI271 - sottoscritte da PC 6  e da AC 1 il 25 giugno 2003.

                                  d)   Tornando ai fatti di cui all'imputazione AA1.2.5., AC 1 ha riconosciuto di avere chiesto ed ottenuto da PC 6 la somma di fr. 1'200'000.- a titolo di prestito.

                                         Secondo quel che ha riferito PC 6, AC 1 gli disse che tale importo gli era necessario per un'operazione di speculazione immobiliare (PP confronto PC 6/AC 1 30.8.2005 A21.)

                                         In realtà, AC 1 con quei soldi non fece nessuna operazione immobiliare.

                                         Li utilizzò, invece, per sé.

                                         Durante l’inchiesta si è molto discusso del momento in cui avvenne il prestito di cui sopra, con AC 1 che lo situava nell’autunno 1999 e PC 6, invece, nel corso del 2000 (PP AC 1 31.5.2005 A18.; PP confronto PC 6/AC 1 30.8.2005 A21; PP confronto PC 6/AC 1 30.8.2005, A21.).

                                         La questione è stata definitivamente risolta il 6.9.2005 quando l'avv. __________ ha versato agli atti, per conto di PC 6, due estratti conti e due contabili bancarie da cui risulta che PC 6 aveva trasferito all'avv. AC 1 l'importo di CHF 1'200'000.- in data 25.10.2000 - e che la somma di fr. 1'300'000.—(somma mutuata maggiorata degli interessi) gli venne ritornata il 12.2.2001 sottoforma di assegno[xiii] (AI438).

                                  e)   Per quanto concerne l'atto di disposizione del mutuo ipotecario di fr. 1,6 Mio gravante in V rango la casa di __________, AC 1 ha ammesso di averlo consegnato a PC 6 a titolo di garanzia per la restituzione della somma mutuata contestualmente alla ricezione dell'importo (PP AC 1 26.7.2004 A14; PP AC 1 31.5.2005 A18; PP AC 1 31.5.2005 A18.)

                                         Pertanto, visto l’accertamento documentale di cui sopra, forza è concludere che la consegna a PC 6 del mutuo ipotecario quale garanzia è avvenuta il 25.10.2000.

                                         Così, con l’accordo delle parti, in aula, l’imputazione è stata temporalmente corretta (verb. dib. pag. 4).

                                   f)   Al momento della restituzione dell'importo mutuato, AC 1 non ha chiesto la restituzione del mutuo ipotecario. L’imputato ha attribuito ad una sua dimenticanza la mancata richiesta di restituzione della garanzia (PP AC 1 26.7.2004 A15; PP AC 1 31.5.2005 A18.; PP AC 1 26.7.2004 A15.)

                                         Sempre con l’accordo delle parti, la Presidente ha posto, per questi fatti, l’imputazione subordinata di amministrazione infedele aggravata (verb. dib. pag. 4).

                                  g)   Sul destino del mutuo ipotecario è stato accertato che PC 6 ne ha chiesto l'iscrizione a RF il 26.9.2003 (cfr. AI 217) ed ha, poi, avviato una procedura di realizzazione del pegno (PP PC 6 3.11.2003 B7.)

                                         Sull'esito della procedura di realizzazione del pegno e quindi sul danno arrecato non vi sono indicazioni agli atti.

                                  h)   In data 5.10.2004, l'avv. RC 1 ha promosso un'istanza di sequestro, in nome e per conto della signora PC 9, della cartella (recte: mutuo) ipotecario di fr. 1'600'000.-, contestando la buonafede di PC 6 (AI299).

                                         La PP, in data 23.2.2005, non avendo ancora elementi sufficienti per determinarsi sulla natura di provento di reato, non ha dato seguito all'istanza di sequestro (AI350).

                                         L'avv. RC 1 ha rinnovato l'istanza in data 9.11.2005 (AI449), ed ancora in data 16.2.2006 (AI472). In data 29.5.2006 la PP ha respinto l'istanza di sequestro del mutuo ipotecario in oggetto (AI490) e contro tale decisione è insorta la signora PC 9 con un reclamo 9.6.2006 al GIAR (AI494). Il GIAR ha respinto il reclamo il 24.7.2006 (AI505). In data 4.8.2006 la signora PC 9 è insorta alla CRP contro la decisione del Giar (AI512). La CRP ha respinto il ricorso in data 3.10.2006 (AI530).

                             11.3.   AC 1, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe, in qualità di avvocato rispettivamente di persona privata, prelevato in contanti, il 07.07.2000 e il 21.08.2000, dal conto intestato alla _______, , presso PC 14, sul quale disponeva di diritto di firma individuale in quanto amministratore unico, l’importo complessivo di fr. 238'000.-, di cui fr. 220'000.- versati in contanti sul conto n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________, presso PC 14, ed utilizzati per scopi estranei alla _______,  (AA 1.2.7.).

                                  a)   La _______ è stata fondata nel 1999, nelle circostanze e per le ragioni già evocate al consid. 11.2.)

                                         Come visto, AC 1 è stato amministratore di tale società (prima unico, poi presidente del CdA) con diritto di firma individuale.

                                         La società era titolare di due relazioni bancarie, la prima presso la __________ - conto  aperto il 21.2.2000 e chiuso il 10.4. 2003[xiv] - e la seconda presso la PC 14, conto  aperto il 27.4.1999[xv] .

                                  b)   Nella primavera 2003, dopo che PC 6, insospettito, incaricò un suo uomo di ricostruire la contabilità dell’_______, vennero alla luce delle incongruenze: fra queste, vennero scoperti due prelievi effettuati nel luglio e nell’agosto 2000 da AC 1 per i quali non risultava una causale.

                                  c)   Dall'esame incrociato degli estratti bancari della relazione intestata alla _______, e del conto notarile __________ presso la PC 14, è stato possibile concludere che dei fr. 238'000.- prelevati dal conto della _______ nei mesi di luglio e agosto 2000, fr. 220'000.- sono stati accreditati sul conto notarile __________ presso la PC 14. Nel dettaglio si ha che il 07.07.2000 figura un addebito di fr. 118'000.- a contanti[xvi]. Con medesima valuta risulta un versamento in contanti di fr. 100'000.- sul conto notarile __________ presso la PC 14[xvii]. In data 21.08.2000 figura, sempre dagli estratti conto della società, un addebito di fr. 120'000.- a contanti[xviii] e con medesima valuta risulta un versamento in contanti di fr. 120'000.- sul conto notarile __________ presso PC 14[xix].

                                  d)   Sui motivi di questi prelievi, AC 1 ha dato – ma è una sua costante – versioni diverse. Ad __________ (l’uomo di fiducia di PC 6) che gliene chiedeva conto, AC 1 disse che si trattava di provvigioni relative all’acquisto degli immobili di __________ (PP __________ 28.9.2004 B12.).

                                         In seguito, durante l’inchiesta, AC 1 ha dichiarato di avere fatto tali prelevamenti a contanti per sue necessità finanziarie puntualizzando comunque di avere, in tempi successivi, fatto fronte personalmente a spese di pertinenza della _______ (PP AC 1 12.1.2004 A9.)

                                         In seguito, ha detto – anche se non in modo chiarissimo - che, in realtà, già in precedenza aveva effettuato personalmente pagamenti per conto dell’_______  ma che di questi pagamenti non trovava più traccia documentale. (PP AC 1 14.2.2005 A16.; AI230).

                                         In aula, ha, poi, precisato – ma bisogna considerare che le “precisazioni” di AC 1 rimangono sempre molto approssimative – che, prima dei due prelevamenti, lui aveva già effettuato pagamenti nell’interesse dell’_______  per un importo che egli non sapeva quantificare con precisione ma che era “elevato” e, in ogni caso, superava i fr. 150'000.- (verb. dib. pag. 7).

                                         Perciò, ritenuto che pure __________ aveva a suo tempo dichiarato che AC 1 aveva effettuato per conto dell’_______  pagamenti per ca. fr. 400'000.-, in applicazione del principio in dubio pro reo, la PP ha dichiarato di rinunciare a chiedere la condanna dell’imputato per questo capo di accusa.

                             11.4.   In data 27.2.2003 DF 1 avrebbe utilizzato, secondo l'ipotesi accusatoria, agendo in qualità di avvocato o di persona privata, la cartella ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000.- gravante in I rango le Part. e la cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part., di proprietà di __________, a lui affidate poiché consegnate fiduciariamente da PC 14 in data 22.08.2000, per garantire un debito personale di fr. 4,8 Mio nei confronti di __________ (AA1.2.2.).

                                         In relazione a queste circostanze, l'accusa rimprovera, inoltre, a AC 1 di avere formato un falso documento, modificando la stampata del sistema Telebanking relativo al conto n. (rubrica clienti notarili) intestato allo Studio legale e notarile __________, presso PC 14, aggiungendo con la macchina da scrivere la cifra 17 davanti al saldo del conto bancario, facendo in seguito uso del documento così modificato ed attestante falsamente un saldo del conto di fr. 17'910'235.93, consegnandolo al fiduciario di __________, allo scopo di temporeggiare nella restituzione del prestito da quest’ultimo ottenuto di fr. 4,8 Mio (AA 2).

                                         AC 1 ha ammesso i fatti delle due imputazioni in esame.

                                         Gli accertamenti della Corte, a questo proposito, sono i seguenti.

                                  a)   Nel dicembre 2002 AC 1 era nel pieno del marasma finanziario.

                                         Così, nell’ansia di tappare qualche buco in una situazione che faceva acqua da tutte le parti, aveva iniziato a chiedere soldi là dove poteva promettendo rendimenti altissimi per prestiti brevissimi.

                                         Lo aveva fatto – e lo vedremo, poi – in novembre ottenendo da un certo Incollingo, cittadino italiano, fr. 2'000'000.- promettendo la restituzione dopo 10 giorni della somma mutuata maggiorata di fr. 400'000.-.

                                         Lo ha rifatto il mese successivo, appunto in dicembre, con __________.

                                         In quel frangente, AC 1 chiese ad __________ di accompagnarlo da __________. I due si recarono a __________, cenarono nel ristorante dell’albergo di proprietà di __________ e __________ chiese al personale di avvertire __________ che lui desiderava parlargli. __________ li raggiunse al tavolo. __________ gli spiegò che AC 1 aveva bisogno di soldi. AC 1, dal canto suo, gli spiegò che si trattava di una questione di vita o di morte.

                                         Così __________ ha descritto il loro incontro:

“  Non ho più rivisto l'avv. AC 1 fino al giorno 19.12.2002 quando mi è stato presentato da un mio conoscente __________ presso il mio albergo __________. Quella sera sono stato infatti chiamato alla ricezione perché mi avevano detto che una persona voleva parlare con me. Quando sono arrivato alla ricezione ho visto __________ che mi ha presentato l'avv. AC 1. Ho notato che era un po' pallido. Mi sono poi intrattenuto con alcuni clienti dell'albergo e dopo ca. mezz’ora l'avv. AC 1 mi ha chiamato al suo tavolo, dove era ancora presente il signor __________. Quest'ultimo mi ha detto che l'avv. AC 1 aveva bisogno di soldi. Ho notato che l'avvocato era abbastanza agitato ed ha ripetuto in più occasioni che era una questione di vita o di morte.” (PP __________ 13.10.2003 B3.)

                                         DF 1 spiegò a __________ che gli servivano fr. 4'800'000.- per concludere un’operazione immobiliare con il __________ che prevedeva l’acquisto di una serie di immobili (per il prezzo di fr. 17'500'000.- e per cui c’era già un’acquirente - l’_______ – disposta ad acquistare gli immobili in questione per fr. 33'000'000.-).

                                         Secondo quanto da lui detto alla PP, __________ non credette molto all’affare:

“  Mi ha raccontato di avere preso impegni con l'_______ nei confronti della quale doveva dimostrare di avere sul proprio conto una somma di fr. 17 Mio per concludere un'operazione immobiliare che gli avrebbe permesso di guadagnare la somma di fr. 14 Mio. In sostanza l'avvocato mi ha detto che era un affare che capita una volta sola nella vita. (…) Ad essere sincero io non ho creduto molto all'operazione immobiliare che mi era stata presentata in grandi linee perché so per esperienza che è difficile trovare un affare che permetta un guadagno simile senza sudare.”

                                         (PP __________ 13.10.2003 B3.)

                                         Tuttavia, il guadagno promesso era molto allettante e __________ accettò senza preoccuparsi di fare puntuali verifiche che non ritenne necessarie poiché - come lui stesso ha detto – “stava trattando con un notaio svizzero” per di più appartenente ad una famiglia ben conosciuta e questo era sufficiente garanzia (cfr. PP __________ 13.10.2003 B3).

                                         Così, il giorno successivo, __________ accettò la proposta di AC 1 che, in sostanza, prevedeva che __________ versasse fr. 4'800'000 sul conto notarile n. presso la _______  , che questi soldi rimanessero bloccati su tale conto per 10 giorni  (dovevano servire da evidenza fondi per la banca), che, trascorsi i 10 giorni venissero restituiti a __________ maggiorati di fr. 280'000.- in caso l’operazione finanziaria prospettata non giungesse a buon fine e, infine, che, nel caso in cui l’operazione si concludesse con successo, a __________ sarebbe spettato il 50% degli utili ma almeno fr. 7'000'000.- (PP __________ 13.10.2003 B3; PP 16.10.2003 B5.).

                                         Così, i fr. 4'800'000.- vennero versati sul conto notarile:

“  Ho quindi dato l'autorizzazione ad effettuare il trasferimento a favore del conto notarile presso la _______. Come riferimento ho fatto indicare il termine "prestito" (doc. 2) perché non ero in chiaro sui termini della così detta operazione immobiliare. Il trasferimento è avvenuto con valuta 23.12.2002.”

                                         (PP __________ 13.10.2003 B3.)

                                         In realtà, AC 1 non era intenzionato a fare nessuna operazione immobiliare.

                                         Certo, come ha detto in aula, l’operazione immobiliare era il suo miraggio, era il sogno, era il progetto che, nei suoi pensieri, gli avrebbe permesso di risolvere i suoi problemi.

                                         Ma i soldi di __________ – così come quelli che gli erano stati dati da altri in precedenza e che gli sarebbero, poi, stati dati in seguito - gli servivano per far fronte alle sue scadenze: pagare le banche, restituire prestiti precedenti, restituire il maltolto ai clienti.

                                         Perciò, come arrivarono sul conto, i soldi partirono subito verso destinazioni diverse in cui, ben presto, si esaurirono.

                                         In effetti, nel corso dell'inchiesta DF 1 ha finito per ammettere a fronte anche dei riscontri bancari - che la maggior parte dell'importo versato da __________ il 20 dicembre 2002 sul conto 102594 rubrica notarile intestato allo studio legale __________ presso la _______ di [xx] fu utilizzato "per far fronte ad una serie di impegni nei confronti di clienti di notariato e di terze persone che vantavano pretese nei miei confronti per impegni personali" (PP AC 1 14.10.2003 A6; cfr. anche PP AC 1 23.9.2003 A3.).

                                         A fine dicembre 2002, il conto di cui s’è detto presentava un saldo di soli fr. 297'260,78.

Inutile dilungarsi per spiegare come la situazione di AC 1 non facesse che peggiorare: oltre ai debiti precedentemente contratti, AC 1 si trovava, così, a fine dicembre 2002, a dover far fronte agli oneri assunti nei confronti di __________.

                                         Ed ancora una volta, senza avere i mezzi per poterlo fare.

                                  b)   __________, già il 27 dicembre 2002, cercò di contattare AC 1 per ricordargli di restituire i soldi.

                                         Non ci riuscì poiché AC 1 si fece negare. Allora chiamò __________ esprimendogli tutta la sua contrarietà. Ma, poi, decise di attendere il 7 gennaio 2003.

                                         Al 7 gennaio 2003, tuttavia, __________ non vide nemmeno l’ombra di AC 1.

                                         Chiamò, così, ancora una volta __________ dicendogli che la sua pazienza era al limite e che voleva ad ogni costo vedere AC 1. Questo richiamo all’ordine sortì i suoi effetti: AC 1 lo raggiunse a __________ e gli promise che avrebbe fatto fronte ai suoi impegni

“  lui mi ha detto che avrebbe restituito l'importo di fr. 4.8 Mio il venerdì 8.1.2003 assicurandomi che avrebbe mantenuto la promessa. (Ein Man ein Wort). Io ho dato come ultimo termine il lunedì 13.1.2003 perché presumevo che non sarebbe riuscito a restituire la somma il venerdì.”

                                         (PP __________ 13.10.2003 B3.)

                                         In quel frangente, naturalmente, AC 1 raccontò a __________ delle fandonie. I soldi non c’erano ma lui gli disse che l’operazione era riuscita ma che i soldi si trovavano in una banca nel __________ dove lui sarebbe andato a ritirarli. __________ pretese che, in quella trasferta, AC 1 si facesse accompagnare da __________. Così fu. Per sostenere il suo inganno e convincere __________ a concedergli qualche giorno di tregua, AC 1, con __________, andò davvero nel __________. Naturalmente rientrò senza soldi e con un nuovo bagaglio di fandonie da propinare all’impaziente creditore:

“  Comunque il venerdì 8.1.2003 AC 1 accompagnato, come da me richiesto, da _______ si è recato nel Liechtenstein perché, come aveva detto, avrebbe dovuto ritirare i soldi da restituire. Ho poi saputo che AC 1 si è recato in una banca la __________ lasciando __________ ad attenderlo in un caffè. Quel giorno non è stato concluso nulla”

                                         (PP __________ 13.10.2003 B3.)

                                         Il lunedì 13 gennaio passò senza che AC 1 restituisse il dovuto a __________.

                                         __________ lo cercò. Inutilmente. AC 1 era irreperibile.

                                         Così, __________ fece intervenire le sue persone di fiducia:

“  Ho quindi chiesto al fiduciario __________ ed alla signora __________ di occuparsi della questione e di trattare con l'avv. AC 1 per ottenere il rimborso. Per ciò che mi concerne avevo perso ogni e qualsiasi fiducia e stima in lui e non avevo più nessun interesse ad incontrarlo.”

                                         (PP __________ 13.10.2003 B3.)

                                  c)   Da lì in poi, i giorni furono ancor meno facili  per AC 1, pressato dalle richieste di rimborso.

                                         In aula, AC 1 ha anche dichiarato che __________ minacciò lui e, soprattutto, la sua famiglia dicendogli che avrebbe potuto far ricorso “agli albanesi” per recuperare i suoi soldi.

                                         Così, AC 1, pur di guadagnare un po’ di respiro, fece ogni genere di promessa (mentendo, in particolare, millantando la buona riuscita dell’operazione immobiliare) e firmò ogni genere di documento. Sottoscrisse diverse cambiali e firmò una serie di riconoscimenti di debito per arginare le richieste sempre più pressanti:

“  Devo dire che __________ è diventato molto insistente ed in data 21.2.2003 gli ho pure sottoscritto una cambiale per fr. 7 Mio, che mi è poi stata restituita nel marzo 2003, perché non sapevo più come far fronte alle richieste di rimborso di __________.”

                                         (PP AC 1 23.9.2003 A3.)

“  E' anche vero che nelle settimane che sono seguite ho firmato di tutto: riconoscimenti di debito, cambiali per importi diversi, dichiarazioni che non corrispondevano al vero (ed al proposito faccio riferimento alla dichiarazione 21.2.2003 allegato doc. 6 al verbale __________ 13.10.2003) e corrispondenza varia che aveva l'unico scopo di procrastinare il risarcimento richiesto da __________.”

                                         (PP AC 1 23.9.2003 A3.; cfr. anche PP __________ 13.10.2003 B3.)

                                  d)   In quei mesi AC 1 arrivò persino a falsificare il saldo dell'estratto conto bancario[xxi], nella speranza di rassicurare __________ sulla sua disponibilità di liquidità e tenerlo buono almeno per un po’:

“  confermo di avere personalmente modificato la stampata del sistema Telebanking relativo al conto dello studio aggiungendo a macchina la cifra 17 davanti al saldo del conto. Ho poi consegnato questo documento al signor _______  sempre con l'intento di guadagnare tempo per la restituzione della somma messami a disposizione da __________.”

                                         (PP AC 1 23.9.2003 A3.)

                                         A questo proposito, __________, fiduciario di __________, ha riferito quanto segue:

“  Questo documento mi è stato fatto vedere dall'Avv. DF 1 a dimostrazione del fatto che i soldi versati dal signor __________ erano ancora sul conto notarile dello Studio. Il fatto di sapere che i fondi erano ancora depositati sul conto era una questione che ci premeva molto. Per questo motivo ho chiesto che mi venisse dimostrata tale circostanza. Ho anche chiesto che mi venisse consegnata copia del documento in questione, ma l'Avv. AC 1 ha voluto mettere la copia in una busta che gli sarebbe stata ritornata a pagamento avvenuto, come tutti gli altri documenti che mi aveva consegnato (cartelle ipotecarie, dichiarazione, cambiali, ecc.). Infatti a pagamento avvenuto, tutto è stato restituito all'Avv. AC 1.”

                                         (PP __________ 16.10.2003 B5.)

                                         Sempre per tener buono __________, il 27 febbraio 2003, AC 1 consegnò a __________ due CIP che gravavano alcuni fondi di _______ per un valore complessivo di 17.000.000.- a "garanzia del contratto di mutuo".

                                         La consegna è stata documentata per iscritto[xxii] (PP AC 1 14.2.2005 A16.; PP __________ 13.10.2003 B3.)

                                  e)   E’ necessario, qui, chiarire l’origine delle cartelle ipotecarie che AC 1 consegnò a __________.

                                         Il 17 aprile 2000 la PC 14 aveva concesso alla _______ un credito in conto corrente di fr. 5 mio.

                                         Il finanziamento era stato concesso per l'acquisto di un credito di fr. 17'844'906.- che l'_______ SA vantava nei confronti di _______, proprietario dei fondi citati e delle relative garanzie, cioè una cartella ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000.- gravante in I rango le Part. ed una seconda di nominali fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part., di proprietà di __________.

                                         La linea di credito avrebbe, poi, dovuto venire garantita con la consegna al PC 14 delle due cartelle ipotecarie citate[xxiii].

                                         Così fu.

                                         AC 1, per conto dell’_______ , acquisì il credito e le cartelle ipotecarie citate che trasmise, come convenuto, alla PC 14 quale garanzia per la linea di credito concessa.

                                         Il 26 maggio 2000 l'Ufficio dei Registri del Distretto di __________ iscriveva la PC 14 nel registro dei creditori quale creditrice dei due titoli ipotecari[xxiv].

                                         Così come emerge dalla documentazione in atti, in data 22.8.2000, la PC 14 ha trasmesso a AC 1 le cartelle ipotecarie a titolo fiduciario per la cessione del credito a terzi. [xxv]Precisando, nella lettera accompagnante le CIP; che "il ricavato servirà in primo luogo al rimborso del credito in conto corrente con un limite di fr. 5'000'000.- ed un saldo attuale per capitali a nostro favore di fr. 4'576'360.concesso alla spettabile _______, ".

                                         Sui motivi di tale consegna, AC 1 ha – come suo solito – dato versioni diverse.

                                         Dapprima, ha detto che le CIP gli vennero consegnate per essere frazionate (PP 4.12.2003; 12.1.2004).

                                         Poi ha detto che il loro frazionamento era stato discusso – come una possibilità fra altre – con il direttore della PC 14 ma di non ricordare più l’effettiva causale della consegna (PP 26.7.2004).

                                         In realtà, così come emerge dalla lettera 22.8.2000 della PC 14 – controfirmata da AC 1 – le CIP gli vennero consegnate fiduciariamente in vista della cessione del credito a terzi.

                                         Cessione a terzi che non venne, però, mai perfezionata (non si sa se mai essa venne discussa).

                                         Inspiegabilmente, nei tre anni successivi (cioè sino all’arresto di AC 1), la PC 14 non si preoccupò più né della sorte della ventilata cessione del credito né di quella delle CIP – che garantivano il suo credito - che rimasero in mano a AC 1 (si fa per dire) che potè così farne l’uso che meglio gli aggradava.

                                   f)   Dopo la consegna delle due CIP, __________ pretese di incontrare AC 1 poiché questi, nonostante le promesse, non ottemperava ai suoi obblighi.

                                         __________ aveva, infatti, davvero "perso la pazienza".

                                         Il 18 marzo 2003 si tenne, presso lo studio legale dell'avv. __________ un incontro cui parteciparono, oltre a __________ e a AC 1, gli avvocati __________.

“  Sono seguite comunicazioni telefoniche nelle settimane successive fino a quando ho perso la pazienza ed in data 18.3.2003 ho telefonato all'avv. AC 1 ed ho preteso che si presentasse dal mio legale avv. __________, invitando pure telefonicamente _______ a fare pressione sull'avv. AC 1 perché si presentasse all'incontro. L'avv. AC 1 si è quindi presentato a __________ accompagnato dall'avv. __________.”

                                         (PP __________ 13.10.2003 B3.)

                                         Secondo quanto dichiarato da __________ e da _______ , i partecipanti a questo incontro si attivarono e decisero di chiedere aiuto all’avv. __________, fratello di  che, insieme a tutta la famiglia, provvide a rimborsare __________. (PP __________ 13.10.2003 B3; PP __________ 16.10.2003 B5.)

                                         In realtà, le cose non andarono così.

                                         __________ – così come vedremo in seguito - venne rimborsato grazie a un nuovo debito contratto da AC 1 a condizioni pazzesche con _______ , altro uomo d’affari di origini balcaniche che – sembra – aveva fatto fortuna in __________ con la telefonia mobile.

                                  g)   Così, finalmente, il 24 marzo 2003 __________ ottenne il dovuto:

“  so che tutte le persone coinvolte hanno lavorato per diversi giorni fino ad ottenere in data 24.3.2003 il rimborso della somma di fr. 4.8 Mio oltre a fr. 300'000.- che non sono interessi ma bensì il rimborso delle spese dovute al mio cliente che per mettermi a disposizione l'importo di fr. 4.8 Mio aveva dovuto interrompere un investimento con conseguente perdita di interessi.”

                                         (PP __________ 13.10.2003 B3.)

                                         A quel momento, AC 1 rientrò in possesso delle due CIP e delle due cambiali. (PP __________ 13.10.2003 B3.)

                                  h)   Il 2 maggio 2003, __________ fece spiccare nei confronti di AC 1 un precetto esecutivo per di fr. 7'000'000.-.

                                         Chiamato a spiegare le ragioni di tale gesto, __________ ha dichiarato quanto segue:

“  Ho agito in tal senso perché qualche tempo dopo l'avvenuta restituzione ho ricevuto una telefonata del signor __________ che mi proponeva un affare d'oro e meglio un investimento di fr. 4 Mio per ottenere in breve tempo un utile di fr. 14 Mio. Ho capito che dietro questa offerta vi era l'operazione dell'avv. AC 1 per cui mi è venuto il dubbio che egli avesse effettivamente perfezionato l'affare che mi aveva proposto e che aveva fatto di tutto per estromettermi dalla partecipazione all'utile. Da ciò il precetto esecutivo.”

                                         (PP __________ 13.10.2003 B3.)

                             11.5.   Secondo l'ipotesi accusatoria, nella primavera del 2003 AC 1, in qualità di avvocato o di persona privata, avrebbe utilizzato la quota di almeno il 50% (per un valore di almeno fr. 50'000) del certificato azionario rappresentante il capitale azionario di fr. 100'000.- dell’ _______, , a lui affidato dal co-azionista PC 6, per garantire un debito personale non meglio quantificabile nei confronti di PC 11.

                                         AC 1 ha ammesso i fatti imputatigli.

                                         Gli accertamenti della Corte, al riguardo, sono i seguenti.

                                  a)   La signora PC 11, antiquaria di cittadinanza tedesca, ha conosciuto l'avv. AC 1 a cavallo tra gli anni 2000 e 2001 quando si era rivolta a lui per l'ottenimento di un permesso di domicilio in Ticino per lei e per il marito (poi deceduto nel maggio del 2001 (PP PC 11 15.10.2003 B4.).

                                         Trasferitasi in Ticino, la signora PC 11 ha cominciato a far confluire i suoi averi patrimoniali - sin lì depositati presso l'_______ di __________ a nome di una fondazione - sui conti di pertinenza dello studio __________ a valere quale relazione di transito in attesa di regolare la sua posizione con le autorità ticinesi.

                                         Complessivamente, la signora PC 11 accreditò sul cto 3318 __________ presso la PC 14 7.000.000.-: fr. 5.000.000.- vennero accreditati il 2.2.2001[xxvi], altri 2.000.000.- vennero accreditati il 9.8.2001[xxvii].

“  La mia intenzione era quella di ottenere il trasferimento dei miei fondi, una volta regolata la situazione sia di domicilio che fiscale, su un conto a me intestato. Era anche mia intenzione costituire una Anstalt che avrebbe detenuto i fondi.”

                                         (PP PC 11 15.10.2003 B4.)

                                  b)   Con il tempo, AC 1 instaurò anche con la signora PC 11 dei rapporti extra-professionali: i due divennero “buoni conoscenti” e frequentarono le rispettive case legati dal comune interesse per i libri antichi (PP PC 11 15.10.2003 B4.).

                                  c)   Nel gennaio 2002 la signora PC 11 chiese a AC 1 il trasferimento di 3 mio a favore dell'appena costituita __________.

                                         L’accredito non avvenne né tempestivamente né integralmente ma a rate.

                                         La signora dovette aspettare il 3.10.2002 per vedere  il primo versamento di fr. 500'000.-[xxviii]. Per il secondo versamento – questa volta di fr. 1'500'000.-, la signora dovette aspettare il 23.12.2002[xxix]. La terza rata – di fr. 1'000'000.- – venne versata 3 mesi dopo, il 24.3.2003[xxx]. La quarta - di fr. 200'000.- – venne versata il mese successivo, cioè il 22.4.2003[xxxi]. La quinta - di fr. 100'000.- - venne versata dopo un altro mese di attesa, il 15.5.2003[xxxii]. La sesta - di fr. 200'000.- - venne versata il 22.5.2003[xxxiii].

“  Non so il motivo per cui i fondi non sono stati trasferiti immediatamente a mia richiesta, ma so che l'avv. AC 1 aveva sempre delle scuse per non effettuare il trasferimento.”

                                         (PP PC 11 15.10.2003 B4.)

                                  d)   AC 1 ha in un primo tempo sostenuto che quei soldi – o almeno parte di essi (ca. fr. 3'000'000.-) – gli erano stati dati dalla signora PC 11 a titolo di prestito (PP AC 1 16.9.2003 A1, PP AC 1 14.10.2003 A6.).

                                         Posta di fronte alle dichiarazioni di AC 1, la donna ha negato di avergli concesso il prestito indicato dall’imputato precisando che AC 1 l'aveva, sì, informata che il suo capitale avrebbe reso degli interessi che le sarebbero stati accreditati, ma che lei non aveva concesso al legale un prestito di fr. 3 mio (PP PC 11 15.10.2003 B4.)

                                         La signora PC 11 ha, per contro, confermato di avere concesso, nel mese di novembre 2000, a AC 1 un prestito di fr. 300'000.— senza pretendere interessi ed ha precisato che l’importo prestato le fu debitamente rimborsato:

“  ADR è vero che nel novembre 2000 l'avv. AC 1 mi ha chiesto un prestito perché aveva necessità di liquidità ed io gli ho versato la somma di fr. 300'000.- che alcuni mesi dopo mi ha restituito sul mio conto presso PC 14. Non so se il rimborso è avvenuto per versamento in contanti sul mio conto oppure per trasferimento bancario. Non ho ricevuto gli interessi su questo prestito. Posso verificare le modalità di versamento e trasmetterò al MP copia del giustificativo.”

                                         (PP PC 11 15.10.2003 B4.)

                                         Per finire, l’avv. AC 1 ha ammesso che, in realtà, la signora PC 11 non gli aveva mai concesso un prestito milionario, tant’è che l’utilizzo da parte sua di quei soldi è stato considerato come appropriazione indebita nell’ambito dei punti 1.1.1. e 1.2.1. dell’AA.

                                  e)   In occasione dell'interrogatorio del 15 ottobre 2003, la signora PC 11 non aveva detto di detenere il pacchetto azionario della _______ .

                                         È stato l'avv. _______, il 4 giugno 2004, a riferire al PP che la signora PC 11 deteneva le azioni della _______:

“  per ciò che concerne il pacchetto azionario della _______ faccio presente che alcuni giorni dopo l'arresto di AC 1 si è presentata in studio la signora PC 11 che mi ha mostrato il pacchetto azionario della _______ che mi ha detto di avere in garanzia. Quando ho spiegato alla signora che la società aveva un debito di fr. 5 Mio, la signora mi ha lasciato il pacchetto azionario che io ho messo sulla scrivania di AC 1.”

                                         (PP PC 6/_______ 4.6.2004 A13.)

                                   f)   Interrogato dalla PP sull’utilizzo del pacchetto azionario della _______, AC 1 ha, dapprima, negato di averlo messo a pegno (PP AC 1 14.2.2005 A16.) pur non sapendo spiegare come mai il pacchetto azionario fosse stato in mano della signora PC 11 (PP AC 1 14.2.2005 A16.; PP AC 1 14.2.2005 A16.).

                                         Infine, confrontato con le dichiarazioni della signora PC 11 che ha confermato di avere ricevute le azioni nella primavera del 2003 a garanzia delle sue pretese nei confronti dell'avv. AC 1 in relazione ai soldi di sua proprietà che aveva fatto trasferire, al momento del suo arrivo in Ticino, sui conti dell’avvocato, di cui questi si era appropriato in

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