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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.06.2003 43.2003.1

23. Juni 2003·Italiano·Tessin·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·8,316 Wörter·~42 min·3

Zusammenfassung

Sentenza o decisione senza scheda

Volltext

Raccomandata

Incarto n. 43.2003.1   ir/sn

Lugano 23 giugno 2003  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, giudice delegato, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 5 febbraio 2003 di

__________

rappr. da: __________  

contro  

la decisione del 8 gennaio 2003 emanata da

Dipartimento della sanità e della socialità, 6501 Bellinzona     in materia di aiuto alle vittime di reati

ritenuto,                           in fatto

                               1.1.   La sera del 6 settembre 2000 verso le 22.00/22.30 __________, all'epoca cinquantaseienne, addetta ai Musei di __________, si trovava davanti al __________ dove si teneva una rappresentazione.

                                         Come descrive la Polizia cantonale nel Rapporto 25 novembre 2000 steso all'attenzione del Ministero Pubblico:

"  (…)

In tale frangente aveva avuto occasione di assistere ad una discussione tra il __________ ed un gruppo di giovani. La disputa aveva assunto toni vivaci e tra le parti vi era stato uno scambio di insulti.

La signora __________ si è sentita in obbligo di intervenire; in particolare ha avvicinato il __________ con lo scopo di calmarlo ed invitarlo a miglior comportamento.

In tale frangente il __________ spintonava la __________ facendola cadere a terra. La caduta aveva conseguenza gravi per la __________, infatti riportava la frattura del femore della gamba sinistra.

II __________ si allontanava dal luogo del misfatto ma veniva raggiunto quasi subito dalla polizia comunale che procedeva al suo fermo.

La vittima veniva soccorsa dai presenti ed in seguito trasportata all'__________ per le cure del caso; i tempi di recupero, vista la particolarità della frattura, si prospettano piuttosto lunghi.

Questa versione dei fatti, nella sostanza, è fornita sia della querelante che dal querelato, il teste, sig. __________, la conferma.

__________, a sua parziale discolpa, afferma di non aver mai avuto l'intenzione di cagionare ferite alla donna; dichiara che voleva solamente allontanarla da lui... , ammette però di averla spintonata facendola cadere a terra.

La __________ non è stata colpita con pugni, calci o in altri modi."

(doc. _)

                                         A seguito di questi eventi __________, con il patrocinio dell'avv. __________, ha sporto querela (doc. _) nei confronti di __________ il quale è stato successivamente condannato il 30 luglio 2001 a 15 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di anni 2 dal Ministero Pubblico con decreto d'accusa (DAP _). Il Procuratore Pubblico ha ritenuto, con altra imputazione qui senza interesse, l'accusa di lesioni semplici intenzionali.

"  (…)

Per aver intenzionalmente cagionato un danno al corpo di __________, spintonandola e facendola cadere per terra, procurandole così le lesioni descritte nel certificato medico del 10 luglio 2001 del dott.med. __________. (…)" (doc. _)

                                         Per le pretese civili __________ è stata rinviata al competente foro. La signora __________ ha inoltrato opposizione al decreto d'accusa (doc. _) il 9 agosto 2001, opposizione poi ritirata il 24 maggio 2002 poiché tra le parti è stato possibile trovare un accordo.

                                1.2.   Con istanza 10 ottobre 2000 e successivi complementi la signora          _____________ ha chiesto allo Stato il versamento di una                                        riparazione morale cifrata in CHF 4'000.-- ed il risarcimento delle                                                        spese legali per un importo complessivo di CHF 1'000.--.

                                         La domanda è stata successivamente completata ed ampliata per quanto riguarda le spese legali a CHF 3'174.-- (cfr. doc. _).

                               1.3.   Con decisione 8 gennaio 2003 il Dipartimento della sanità e della socialità ha parzialmente accolto la richiesta della signora ___________ riconoscendole l'importo di CHF 1'000.-- quale "rimborso delle spese di patrocinio" mentre non è stata accordata una prestazione per la riparazione del torto morale.

                                         A fondamento della decisione il DSS così si è espresso:

"  (…)

3.   La vittima deve rendere attendibile di non potere ottenere nulla o soltanto prestazioni insufficienti dall'autore del reato (art. 1 OAVI). Secondo quanto comunicato dal patrocinatore d'ufficio del signor __________, quest'ultimo sarebbe a beneficio di prestazioni assistenziali, e meglio come confermato dalle due decisioni (6 e 15 maggio 2002) emanate dall'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento di __________. Nel periodo 1. maggio 2002 e 31 luglio 2002 gli veniva accordato un aiuto finanziario pari a fr. 730.- per la pigione, fr. 800.-- per il sostentamento e fr. 300.-- quale incentivo per l'inserimento sociale.

Alla luce di queste considerazioni, risultano palesi le difficoltà per l'istante di potere ottenere, entro un termine ragionevole, un risarcimento sufficiente ed effettivo. Le condizioni poste dall'art. 1 OAVI sono perciò nella fattispecie realizzate.

4.   Come già osservato, il Procuratore Pubblico ha rinviato la signora ___________ al competente foro civile per eventuali pretese. Avendo formulato opposizione al decreto di accusa, nell'ambito del procedimento penale l'istante aveva quantificato le proprie pretese civili in fr. 10'000.-- per torto morale e fr. 3'174.20 per spese legali (scritto 23 agosto 2001 avv. __________/Pretura __________). II competente giudice non si è però pronunciato su di esse. Infatti a seguito dell'intervenuta transazione tra le parti e quindi del successivo ritiro dell'opposizione da parte dell'istante (scritto 24 maggio 2002  avv. ________/Pretura __________), egli ha stralciato la causa (decreto 27 maggio 2002 Pretura di __________). Le pretese civili rivendicate dall'istante non sono quindi contenute in una sentenza penale, ma sono frutto di un accordo extragiudiziale concluso tra le parti.

                                Con la transazione 17 maggio 2002 esse hanno inoltre subito un ridimensionamento rispetto a quanto notificato in un primo tempo, nel senso che il signor ____________ si è riconosciuto debitore di un importo complessivo pari a fr. 5'000.--, di cui fr. 4'000.- per il risarcimento del torto morale e fr. 1'000.-- per spese legali. La vittima dal canto suo ha accettato questa liquidazione a tacitazione di ogni ulteriore pretesa.

5.   L'accordo sulle pretese civili concluso tra l'autore di un reato e la vittima non può però legare l'autorità amministrativa chiamata a pronunciarsi sulle pretese LAV, che legittimamente si determina in modo autonomo sulla base delle risultanze e dei mezzi di prova a disposizione (cfr. DTF 124 II 8 consid. 3).

      (…)

                                Non si dimentichi inoltre che la pretesa di risarcimento in qualità di parte civile nel processo penale diretta nei confronti dell'accusato rientra nell'ambito del diritto civile, mentre quella sulla base della LAV, e quindi nei confronti dello Stato, costituisce una prestazione di diritto pubblici.

(…)

7.   L'istante chiede il versamento di fr. 1'000.-- per spese di patrocinio sostenute in corso di procedura. II reato di lesioni semplici sancito dall'art. 123 cifra 1 CPS, è unicamente punito a querela di parte. Essenziale, per la condanna dell'autore del reato, il fatto che nel caso concreto sia stata sporta una denuncia in tal senso, e che ciò sia stato possibile facendo capo ad un rappresentante legale, la vittima essendo dal canto suo ricoverata in ospedale a seguito della frattura subita. Innegabile inoltre anche l'assistenza prestata per la stipula di un accordo, in particolare per i contatti con il patrocinatore di controparte, nonché per l'inoltro della presente procedura LAV. Considerate le difficoltà alle quali la vittima è andata incontro, appare corretto riconoscere la copertura delle spese legali nella misura dei fr. 1'000.richiesti.

      (…)

9.   L'istante fa valere un risarcimento per torto morale di fr. 4'000.-.

Come attestato dal dott. med. __________ , specializzato FMH in chirurgia ortopedica, nel certificato medico del 10 luglio 2001, l'aggressione subita ha costretto l'istante a sottoporsi ad un intervento chirurgico con conseguente degenza ospedaliera di un mese, e all'uso delle stampelle durante almeno otto settimane. Lo stesso medico, che ha avuto in cura la paziente per complessivi due mesi (più precisamente dal 07.09.2000 al 27.11.2000), ha giudicato positivamente la prognosi, ritenuto che al 27 novembre la frattura si presentava consolidata e permetteva all'istante di camminare in carico totale su ambedue le gambe. L'istante può dunque confidare in un recupero totale della mobilità articolare e delle proprie attività fisiche.

Circa i frequenti dolori all'anca sinistra che l'istante accusava particolarmente sotto sforzo, il medico concludeva alla possibilità che gli stessi avrebbero potuto persistere durante mesi o anche anni.

10. Alla luce di quanto esposto, si deve concludere per una completa guarigione della paziente, e per l'assenza di complicazioni sia post-operatorie che terapeutiche. A due mesi dall'intervento chirurgico, la cura a cui è stata sottoposta l'istante ha avuto un pieno successo. I postumi dell'aggressione si riassumono in un persistere dei dolori nel momento in cui l'anca e la gamba vengono sollecitate. Non si possono tuttavia considerare come permanenti o di natura particolarmente straordinaria, tali da giustificare un risarcimento del torto morale sulla base della LAV.

I requisiti posti dall'art. 12 cpv. 2 LAV per il riconoscimento del torto morale non sono dunque adempiuti nella presente fattispecie, e per questo la richiesta di risarcimento del torto morale non può essere accolta." (doc. _)

                               1.4.   Insoddisfatta della decisione dell'amministrazione ___________ si è aggravata a questo TCA sostenendo in particolare:

"  (…)

La signora ___________ ha quantificato al minimo le proprie pretese, ed ha trovato un accordo con la controparte.

Dal volume dell'incarto e dall'elenco delle prestazioni, non si può che constatare che l'importo di fr. 1'000.00 per spese di patrocinio, è inferiore alle spese complessive per il procedimento civile e penale.

Per questa posta, l'importo dovuto è quello esposto di fr. 3'174.20 al quale andrebbero aggiunte le successive spese causate per la procedura amministrativa. La ricorrente in questa sede è pertanto costretta a far valere tutte le spese legali per difendere i suoi interessi, e meglio come alla nota allegata. (…)" (doc. _)

                                         Dal canto suo l'amministrazione si oppone all'accoglimento del ricorso, richiamando precedenti decisioni emanate in altre fattispecie e sentenze di questo TCA rispettivamente del TF. In particolare per quanto riguarda le pretese di torto morale l'amministrazione ritiene:

"  (…)

In base al certificato medico presentato dalla ricorrente (certificato dr. __________ 10 luglio 2001) la frattura al femore a quasi tre mesi dall'accaduto si presentava consolidata e permetteva alla ricorrente di camminare in carico totale su ambedue le gambe. Il medico ha dunque espresso una prognosi favorevole non potendo esprimersi sulla durata degli asseriti dolori all'anca, i quali tuttavia non possono essere considerati come permanenti o di natura particolarmente straordinaria e idonei a giustificare la riparazione di un torto morale ai sensi della LAV." (doc. _)

                                         Invitata a prendere posizione in merito rispettivamente a proporre l'acquisizione di nuove prove la ricorrente non ha formulato richieste.

                                         Il Giudice delegato ha acquisito gli atti della procedura penale sfociata nell'emanazione del decreto d'accusa contro __________, ha sottoposto precise domande al dott. _________ ed ha chiesto informazioni alla signora _____________ . Agli atti sono stati acquisiti un certificato medico del dott. _________ del 22 maggio 2003 e attestazione dell'Ente Turistico di ___________e dintorni del 22 maggio 2003 documenti sui quali le parti hanno avuto facoltà di esprimersi.

                                         in diritto

                               2.1.   La legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV) del 4 ottobre 1991, in vigore dal 1° gennaio 1993, ha lo scopo di fornire un aiuto efficace alle vittime di reati e a rafforzarne i diritti (cfr. art. 1 cpv. 1 LAV).

                                         L'aiuto consiste in:

                                         a.   consulenza;

                                         b.   protezione della vittima e tutela dei suoi diritti nel          procedimento penale;

                                         c.   indennizzo e riparazione morale.

                                         (cfr. art. 1 cpv. 2 LAV).

                                         L'art. 2 LAV (campo di applicazione) stabilisce al cpv. 1 che beneficia di aiuto ogni persona che a causa di un reato è stata direttamente lesa nell'integrità fisica, sessuale o psichica (vittima), indipendentemente dal fatto che l'autore del reato sia stato rintracciato e che il suo comportamento sia stato colpevole.

                                         L'art. 2 cpv. 2 LAV precisa che il coniuge, i figli e i genitori della vittima nonché altre persone unite alla vittima da legami analoghi sono parificati alla vittima per quanto concerne:

                                         a.   la consulenza (art. 3 e 4);

                                         b.   l'esercizio dei diritti processuali e delle pretese civili (art. 8 e 9) nella misura in cui dette persone possono far valere                  pretese civili contro l'autore del reato;

                                         c.   l'indennizzo e la riparazione morale (art. 11-17) nella misura   in cui dette persone possono far valere pretese civili contro              l'autore del reato.

                                         La Sezione 3 della LAV (Protezione e diritti della vittima nel procedimento penale) prevede all'art. 8 che la vittima può intervenire come parte nel procedimento penale. In particolare essa può fare valere le sue pretese civili (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. a LAV).

                                         L'art. 9 LAV (Pretese civili) stabilisce al cpv. 1 che, per quanto l'imputato non sia prosciolto o il procedimento non sia abbandonato, il tribunale penale decide anche in merito alle pretese civili della vittima.

                                         Il Tribunale può dapprima giudicare la fattispecie penale e trattare in seguito le pretese civili (art. 9 cpv. 2 LAV).

                                         In virtù dell'art. 9 cpv. 3 LAV se il giudizio completo delle pretese civili esigesse un dispendio sproporzionato, il tribunale penale può limitarsi a prendere una decisione di principio sull'azione civile e per il rimanente rinviare la vittima ai tribunali civili. Per quanto possibile, deve però giudicare integralmente le pretese di lieve entità.

                                         Infine, secondo l'art. 9 cpv. 4 LAV per quanto concerne le pretese civili, i Cantoni possono emanare disposizioni diverse per la procedura del decreto di accusa e per i procedimenti contro fanciulli e adolescenti.

                               2.2.   La Sezione 4 della LAV è dedicata all'indennizzo e alla riparazione morale.

                                         Secondo l'art. 11 cpv. 1 LAV la vittima di un reato commesso in Svizzera può chiedere un indennizzo o una riparazione morale nel Cantone in cui è stato commesso il reato. L'articolo 346 del Codice penale svizzero si applica per analogia.

                                         Le condizioni per l'indennizzo e per la riparazione morale sono fissate all'art. 12 LAV.

                                         Il cpv. 1 prevede che la vittima ha diritto a un indennizzo per il danno subito se i suoi redditi determinanti ai sensi dell'articolo 3c della legge federale del 19 marzo 1965 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC) non superano il quadruplo dell'importo superiore destinato alla copertura del fabbisogno vitale fissato conformemente all'articolo 3b capoverso 1 lettera a di detta legge. Sono determinanti i redditi presumibili dopo il reato (nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 1998).

                                         Il cpv. 2 dell'art. 12 LAV precisa invece che una riparazione morale può essere accordata alla vittima, indipendentemente dal suo reddito, quando la gravità dell'offesa e circostanze particolari lo giustifichino.

                                         La giurisprudenza ha stabilito che quando le condizioni legali sono adempiute, esiste un vero e proprio diritto per la vittima ad ottenere la riparazione morale (cfr. DTF 122 II 211 consid. 1b, pag. 213; DTF 121 II 369 consid 3c, pag. 373).

                                         Le modalità di calcolo dell'indennità sono invece regolate all'art. 13 LAV.

                                         Secondo l'art. 13 cpv. 1 LAV (nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 1998) l'indennità è fissata in funzione dell'entità del danno e dei redditi della vittima. Se i redditi non superano l'importo limite destinato alla copertura del fabbisogno vitale ai sensi della LPC, l'indennità copre integralmente il danno; se sono superiori a questo importo, l'indennità è ridotta.

                                         L'indennità può essere ridotta se la vittima, con comportamento colpevole ha contribuito in modo preponderante a creare o ad aggravare il danno (art. 13 cpv. 2 LAV).

                                         L'art. 13 cpv. 3 LAV delega al Consiglio federale il compito di stabilire l'ammontare minimo e massimo delle indennità ed attribuisce all'esecutivo la competenza di emanare altre prescrizioni relative al calcolo dell'indennità.

                                         L'Ordinanza concernente l'aiuto alle vittime di reati (OAVI) del 18 novembre 1992, dopo aver precisato all'art. 1 che la vittima deve rendere attendibile di non poter ottenere nulla o soltanto prestazioni insufficienti da terzi (autore del reato, assicurazioni, ecc.), stabilisce all'art. 2 che:

"  I redditi determinanti (art. 12 cpv. 1 LAV) sono calcolati giusta l'art. 3c

della legge federale del 19 marzo 1965 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC), giusta le pertinenti disposizioni federali emanate a livello d'ordinanza nonché giusta le rispettive disposizioni speciali dei Cantoni."

                                         L'art. 3 OAVI (calcolo dell'indennizzo) precisa al cpv. 1 (nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 1998) che se i redditi determinanti della vittima non superano l'importo massimo determinante per la copertura del fabbisogno vitale fissato dall'art. 3b capoverso 1 lettera a LPC (in seguito: importo LPC), l'indennizzo copre integralmente il danno.

                                         Secondo l'art. 3 cpv. 2 OAVI (nuovo tenore dal 1° gennaio 1998) se i redditi determinanti della vittima superano il quadruplo dell'importo LPC (in seguito: limite massimo LAV), non è versato nessun indennizzo.

                                         Infine, in virtù dell'art. 3 cpv. 3 OAVI (nel tenore in vigore dal 1° gennaio 1998), se i redditi determinanti della vittima sono compresi tra l'importo LPC e il limite massimo LAV, l'indennizzo è calcolato come segue:

                                         Indennizzo=danno -(redditi determinanti - importo LPC) x danno

                                                                                  (limite massimo LAV - importo LPC)

                                         L'art. 4 OAVI prevede che l'indennizzo ammonta al massimo a 100'000 franchi (cpv. 1) e che non sono versati indennizzi inferiori a 500 franchi (cpv. 2).

                                         L'art. 14 LAV (sussidiarietà delle prestazioni statali) precisa al cpv. 1 che le prestazioni che la vittima ha ricevuto a titolo di risarcimento del danno materiale o di riparazione morale sono dedotte dall'indennità, rispettivamente dalla somma assegnata a titolo di riparazione morale. Fanno eccezione le prestazioni d'indennizzo (in particolare rendite e liquidazioni in capitale) delle quali è già stato tenuto conto nel calcolo dei redditi determinanti (art. 12 cpv. 1).

                                         L'art. 14 cpv. 2 LAV stabilisce che se l'autorità ha assegnato un'indennità o una somma a titolo di riparazione morale, le pretese spettanti alla vittima in ragione del reato passano al Cantone, fino a concorrenza dell'ammontare versato. Queste pretese hanno priorità rispetto a quelle che la vittima può ancora far valere nonché ai diritti di regresso di terzi.

                                         Infine, secondo l'art. 14 cpv. 3 LAV, il Cantone rinuncia a far valere le proprie pretese nei confronti dell'autore del reato se necessario per il suo reinserimento sociale.

                               2.3.   Più specificatamente per quanto attiene alla riparazione del torto morale in un caso ticinese il Tribunale Federale, nella sentenza del 4 luglio 2002 1A.20/2002 citato nella risposta di causa del Dipartimento della sanità e della socialità, così si è espresso:

"  L'art. 12 cpv. 2 LAV sancisce il principio di una riparazione morale, in

denaro, a favore della vittima che ha subito un'offesa grave in circostanze particolari; la norma non fissa però criteri per stabilire quest'indennità. Secondo la giurisprudenza occorre quindi applicare per analogia i principi previsti dagli art. 47 e 49 CO, tenendo tuttavia conto del fatto che il sistema d'indennizzo del danno e del torto morale secondo la LAV corrisponde a una prestazione di assistenza e non a un obbligo di risarcimento derivante dalla responsabilità dello Stato (DTF 128 II 49 consid. 4.1, 125 II 554 consid. 2a, 123 II 425 consid. 4c). L'ampio potere d'apprezzamento riconosciuto in quest'ambito all'autorità competente a stabilire l'indennità ha come limiti essenzialmente il rispetto della parità di trattamento e il divieto dell'arbitrio (DTF 125 II 169 consid. 2b/bb pag. 274; cfr. anche DTF 128 II 49 consid. 4.3)."

                                         Con la necessaria evidenziazione qui che il risarcimento del danno e del torto morale in virtù della LAV corrisponde ad una prestazione d'assistenza dello Stato.

                                         Il TF si è poi così ulteriormente espresso:

"  Una riparazione morale non è data in ogni caso di lesioni fisiche o

psichiche: essa presuppone una lesione grave e circostanze particolari (DTF 125 III 70 consid. 3c, 110 II 163 consid. 2c; Brehm, op. cit., n. 28 e 161 all'art. 47). Occorre quindi che il danno sia di una certa entità, come è il caso dell'invalidità o del pregiudizio permanente di un organo importante (DTF 121 II 369 consid. 3c/bb; Brehm, op. cit., n. 162 e 165 all'art. 47). Qualora il pregiudizio non sia durevole, una riparazione morale è riconosciuta se siano realizzate circostanze particolari quali una degenza in ospedale per più mesi con numerose operazioni, un lungo periodo di sofferenza e di incapacità lavorativa (cfr. Brehm, op. cit., n. 163 e 166 seg. all'art. 47; Gomm/Stein/Zehnter, op. cit., n. 20 all'art. 12). Occorre inoltre considerare pregiudizi psichici importanti quali stati di stress posttraumatici che conducono a cambiamenti durevoli della personalità (cfr. Brehm, op. cit., n. 171 segg. all'art. 47). Se la lesione può invece essere guarita senza complicazioni importanti e senza pregiudizi durevoli non è di massima dovuta una riparazione morale (cfr. Alfred Keller, Haftpflicht im Privatrecht, vol. 2, 2a ed., Berna 1998, pag. 132 seg.; Brehm, op. cit., n. 163 segg. all'art. 47). In linea di principio, sono quindi determinanti per stabilire l'ammontare della riparazione morale soprattutto il tipo e la gravità della lesione, l'intensità e la durata degli effetti sulla personalità dell'interessato e il grado di colpa dell'autore (DTF 125 III 269 consid. 2a, 412 consid. 2a pag. 417)."

                            2.3.1.   Come già evocato nella sentenza 17 dicembre 2001 nella causa 43.2000.1 di questo TCA, la giurisprudenza del TF si è così sviluppata nel tempo:

                         2.3.1.1.   In una sentenza del 20 dicembre 1995 pubblicata in DTF 121 II 369 il Tribunale federale ha avuto occasione di stabilire, a proposito dell'art. 12 cpv. 2 LAV (cfr. consid. 2.2.), che poiché la pretesa si riferisce a nozioni giuridiche indeterminate (n.d.r.: "quando la gravità dell'offesa e circostanze particolari lo giustifichino") essa dipende in larga misura - riguardo al principio e all'entità - dal potere di apprezzamento dell'autorità (cfr. DTF 121 II 373).

                                         Il TF ha ricordato che la definizione dell'art. 12 cpv. 2 LAV corrisponde in larga misura ai criteri previsti agli articoli 47 e 49 CO, i quali precisano a quali condizioni l'autore di un atto illecito è tenuto a versare alla vittima una somma a titolo di riparazione morale. Questo corrisponde anche a uno degli scopi della legge che è quello di accordare un aiuto efficace quando l'autore dell'infrazione non vi provvede (cfr. art. 1 LAV).

                                         Per determinare le condizioni alle quali attribuire una riparazione morale, occorre dunque ispirarsi, per analogia, alla giurisprudenza civile relativa agli art. 47 e 49 CO (cfr. DTF 121 II 373; vedi pure DTF 123 II 214).

                                         Nel giudizio pubblicato in DTF 121 II 369, la nostra Massima istanza ha pure avuto occasione di ricordare che l'attribuzione di una riparazione morale a seguito di lesioni corporali esige che esse abbiano una certa importanza. Ciò è il caso dei danni che provocano la perdita definitiva della funzione di un organo, come ad esempio un occhio (cfr. DTF 121 II 374 con riferimento a DTF 110 II 163 consid. 2c).

                                         Il Tribunale federale ha aggiunto che, vista la sua natura, la riparazione morale non può essere fissata secondo criteri matematici, ma soltanto stimata tenendo conto della natura e della gravità della lesione, della sua durata e della sua incidenza sulla personalità della vittima (cfr. DTF 121 II 377 con riferimenti a DTF 117 II 50 consid. 4a, DTF 112 II 133 consid. 3).

                                         L'Alta Corte federale ha inoltre precisato che se i limiti per l'indennizzo fissati all'art. 4 OAVI (cfr. consid. 2.2) si applicano per principio soltanto alle indennità per il danno materiale, il massimo (di franchi 100'000) stabilito dal Consiglio federale deve servire da linea direttrice anche per quel che riguarda la somma da attribuire a titolo di riparazione morale (cfr. DTF 121 V 377).

                                         Infine il Tribunale federale ha riassunto alcuni casi giudicati in passato. Nel 1978 è stata accordata una riparazione morale di fr. 8000.-- ad una vittima che aveva perso un occhio, tenuto conto delle colpe rispettive (attenuato a causa della giovane età) dell'autore del danno e della vittima (cfr. DTF 104 II 184 consid. 5). La stessa somma ridotta della metà a seguito di una colpa concomitante era stata accordata nel 1967 (cfr. DTF 102 II 18 consid. 2). Nel 1984 l'indennità di torto morale consecutivo alla perdita dell'udito da una parte è stata stimata in fr. 5000.-- (cfr. DTF 110 II 163 consid. 2c). Nel 1986 una cecità dell'80 % di lunga durata con un'invalidità fisica del 90 % e economica del 100 % ha condotto all'assegnazione di una indennità di fr. 50'000.-- (cfr. DTF 112 II 138 consid. 5b).

                                         Il TF ha poi aggiunto che l'importo deve tenere conto della speranza di vita ridotta del ricorrente, consecutiva al danno alla salute dal quale è colpito (cfr. DTF 121 V 377; DTF 110 II 163 consid. 2c, DTF 104 II 184 consid. 5).

                                         Nel caso che era chiamato a giudicare, trattandosi di una vittima (nata nel 1966) che aveva perso un occhio ed aveva una colpa concorrente per il danno alla salute (ciò che giustificava soltanto una riduzione e non il rifiuto della riparazione morale, cfr. DTF 121 II 373-375; vedi pure, a proposito della riduzione, la precisazione della giurisprudenza in DTF 123 II 213-217), il Tribunale federale ha ritenuto equo accordare al ricorrente un'indennità di fr. 8000.-- (cfr. DTF 121 II 377).

                         2.3.1.2.   In una sentenza del 22 febbraio 1997 nella causa D., pubblicata in DTF 123 II 210 il Tribunale federale ha avuto occasione di ricordare che l'autorità cantonale di ricorso istituita sulla base dell'art. 17 LAV ha pieno potere cognitivo. Ciò significa che essa può controllare non solo le constatazioni di fatto e l'applicazione del diritto da parte dell'autorità amministrativa, ma anche l'opportunità della decisione impugnata; essa può, se del caso, sostituire il suo apprezzamento a quello dell'amministrazione (cfr. Gomm/Stein/Zehnter, Kommentar zum Opferhilfegesetz, Berna 1995, art. 17 N° 5). Il potere di libero esame non impedisce tuttavia all'autorità di ricorso di rispettare, per delle questioni di apprezzamento, un certo margine di manovra dell'amministrazione.

                                         La riparazione morale indennizza un danno immateriale, in sè non misurabile in denaro. La sua ampiezza dipende dalla valutazione dei criteri che entrano in considerazione ed è una decisione di apprezzamento. Non vi è una sola decisione corretta, ma, entro certi limiti, una pluralità di adeguate soluzioni corrispondenti all'equità. L'autorità di ricorso può dunque accontentarsi di controllare il carattere appropriato della somma attribuita dall'amministrazione e - nella misura in cui essa è conforme all'equità astenersi dal modificare la decisione impugnata anche se essa, se avesse dovuto decidere come prima istanza, non sarebbe forse arrivata alla stessa somma. Comunque il riserbo nel controllo non deve andare così lontano da fare in modo che l'autorità di ricorso intervenga solo in caso di un'illegale violazione del potere di apprezzamento (cfr.  DTF 123 II 212-213).

                                         Nel caso che era chiamato a giudicare il Tribunale federale ha confermato la somma di fr. 2000.-- a titolo di riparazione morale attribuita ad una persona che aveva partecipato ad una manifestazione non autorizzata di 300 curdi davanti all'ambasciata turca di Berna e che era stato colpito da alcuni colpi sparati da membri dell'ambasciata turca. La vittima si era procurata una frattura aperta del femore inferiore che ha dovuto essere curata in ospedale dal 24 giugno al 14 luglio 1993 e che ha provocato un'inabilità lavorativa fino al 31 gennaio 1994. La frattura è nel frattempo guarita; sono tuttavia rimasti dei dolori in caso di caricamento.

                                         Il TFA ha quindi concluso che "angesichts der Art der Verletzung (Unterschenkelfraktur), des relativ kurzen Spitalaufenthalts (von weniger als einem Monat) und der komplikationslosen Verheilung von Fraktur und Hautabdeckung, auch unter Berücksichtigung der verbleibenden Belastungsschmerzen und der sichtbaren (jedoch nicht entstellenden) Narben am Bein, bewegt sich die zugesprochene Genugtuungssumme von fr. 2000.-- innerhalb des Ermessensspielraumes, in welcher das Bundesgericht nicht eingreifen kann" (STFA del 22 febbraio 1997 nella causa D., consid. 4a, non pubblicato della sentenza DTF 123 II 210).

                                         In occasione di quella manifestazione, vi furono in particolare altri due feriti: C. al quale è stata versata una riparazione morale di fr. 2000.-- e un funzionario di polizia al quale è stata attribuita una riparazione morale di fr. 5000.--.

                                         Rispondendo alle critiche del ricorrente, che si riteneva vittima di una disuguaglianza di trattamento, il TF ha in particolare rilevato:

"  Entgegen der Auffasung des Beschwerdeführers liegt auch kein

Verstoss gegen das Gleichbehandlungsgebot gemäss Art. 4 BV vor.  C. erlitt nach den vom Beschwerdeführer nicht bestrittenen Festellungen der Justizdirektion eine Schussverletzung am linken Unterschenkel und leidet noch heute an belastungsabhängigen Beschwerden; seine Verletzung ist damit derjenigen des Beschwerdeführers durchaus vergleichbar.

  Dagegen wurde der bei der Schiesserei getroffen Polizist am Kniegelenk schwer verletz. Schon aus diesem Grund ist es nicht rechtsungleich, ihm eine höhere Genugtuungsumme zuzusprechen".

(sentenza citata, consid. 4b, non pubblicato).

                                         In una sentenza del 24 giugno 1997 nella causa Etat de Vaud contro T. pubblicata in DTF 123 II 425 il Tribunale federale ha stabilito che il Cantone non è legittimato a proporre un ricorso di diritto amministrativo contro una decisione cantonale fondata sulla LAV che lo obbliga a pagare un'indennità alla vittima di un reato (cfr. DTF 123 II 429-432).

                                         Il Tribunale cantonale vodese aveva attribuito una riparazione morale di fr. 8000.-- ad un uomo che si era procurato gravi ustioni cercando di soccorrere un suo inquilino che aveva provocato un incendio per negligenza (cfr. DTF 123 II 426:

"  Il est brûlé sur environ 30% de la surface corporelle. Hospitalisé une

dizaine de jours, il souffre durant plusieurs mois des séquelles physiques de se blessures; il doit en outre suivre quelques séances de psychothérapie, se montre anxieux et prend aujourd'hui encore des tranquillisants. (...)

  Par arrêt du 26 juin 1996, la Chambre des recours du Tribunal cantonal vaudois a réformé le jugement; elle a admis partiellement l'action de T., déclarant l'Etat de Vaud débiteur de la somme de 8000 fr. T. avait rendu vraisemblable qu'il ne pouvait rien recevoir de tiers, notamment en raison de la situation financière de l'auteur de l'infraction. Les lésions dont il avait été victime constituaient une atteinte grave au sens de l'art. 12 al. 2 LAVI (RS 312.5), et il convenait d'admettre que ces lésions étaient en relation de causalité adéquate avec l'infraction commise par M. Le Tribunal cantonal a également estimé que le comportement exemplaire de T. était une circostance particulière, au sens de l'art. 12 al. 2 LAVI, qui justifiait l'allocation d'une réparation morale qu'il a fixée, ex aequo et bono, à 8'000 fr.").

                                         In questa sentenza il Tribunale federale ha segnatamente ricordato che:

"  s'agissant plus particulièrement des conditions d'octroi d'une somme

à la victime à titre de réparation morale, l'art. 12 al. 2 LAVI pose un principe essentiel: une telle somme peut être versée à la victime indépendamment de son revenu «lorsque celle-ci a subi une atteinte grave et que des circostances particulières le justifient».

Après avoir écarté les systèmes de financement par des prélèvements obligatoires (primes et cotisations d'assurance), le Conseil fédéral a préféré une procédure d'indemnisation distincte fondée sur le droit public et financée par le budget de l'Etat. Il a voulu montrer par là que l'indemnisation par l'Etat doit constituer une exception et qu'elle est subsidiaire par rapport aux autres possibilités d'obtenir réparation que la victime possède déjà (FF 1990 II 923). Le système d'indemnisation proposé prévoit que la victime dont les ressources ne dépassent pas un certain seuil a droit à une indemnité (ATF 121 II 116 consid. Ib/bb). Jusqu'à un certain niveau de ressources considéré comme le minimum vital, il est prévu que l'indemnité couvre l'intégralité du dommage alors qu'au-delà de ce point, le degré de couverture diminue. Enfin, la faculté donnée à l'autorité - et, sur recours, au juge - d'allouer aux victimes une somme d'argent à titre de réparation morale, a été envisagée «pour atténuer les rigueurs de ce système», et «lorsque l'équité le commande» (FF 1990 II p. 924; DTF 123 II 430-431)."

                                         In una sentenza del 9 dicembre 1999, pubblicata in DTF 125 II 554, l'alta Corte federale ha confermato che al calcolo dell'importo dovuto a titolo di riparazione morale secondo l'art. 12 cpv. 2 LAV sono applicabili per analogia i principi di diritto civile. Nella citata sentenza il TF ha in particolare accolto un ricorso contro una decisione grigionese dove le due figlie di una vittima di un reato, deceduta in circostanze non chiarite, si erano viste riconoscere un indennizzo di fr. 2'500, a fronte di una richiesta di fr. 50'000. Il TF ha accordato alle istanti, nate nel 1985, rispettivamente nel 1987, un importo di fr. 35'000 ciascuno, riducendolo in seguito di metà rispetto a quello che avrebbero ottenuto in caso di residenza in Svizzera, considerato il costo della vita nettamente inferiore nel loro paese di residenza. Il TF ha così motivato l'accoglimento del ricorso:

"  Sie könnten sich damit etwas leisten, wofür ihr Vater die Löhne von mehr als 10 Jahren aufwenden müsste. Deshalb ist eine Herabsetzung gerechtfertig. Bei der Bemessung der Kürzung ist indessen zu berücksichtigen, dass die Beschwerdeführerinnen noch in einem jugendlichen Alter stehen und sie sich erst in einem späteren Zeitpunkt etwas leisten werden, das die mit dem Verlust der Mutter erlittenen Beeinträchtigungen wettmachen kann, wie dies dem Sinn der Genugtuung entspricht. Ferner fällt in Betracht, dass ihr Heimat-und gegenwärtiges Wohnsitzland in Europa liegt und es daher nicht unwarscheinlich ist, dass sie später einmal in der Schweiz oder in einem anderen europäischen Land mit ähnlich hohen Lebenshaltungskosten leben oder sich, wie sie geltend machen, zu Ausbildungszwecken oder um zu arbeiten, aufhalten könnten. Dafür spricht der Umstand, dass sie einen Grossteil ihrer Kindheit in der Schweiz verbrachten und ihre Grossmutter in Chur lebt. Deshalb rechtferigt sich nur eine Reduktion der Genugtuungssumme um di Hälfte."

                                         In una sentenza del 13 ottobre 2000 in re C. (1A.203/2000), non pubblicata, il TF ha confermato la decisione del Tribunale amministrativo del Canton Ginevra che aveva attribuito un'indennità per torto morale di fr. 30'000 (richiesti 100'000) alla figlia di una vittima deceduta in seguito ad un'aggressione in un parcheggio il cui autore è stato condannato ad una pena di 15 anni di reclusione.

                                         Nella sentenza pubblicata in DTF 129 II pag. 145 e segg. il TF ha rammentato come il Tribunale Amministrativo del Canton Berna abbia riconosciuto un importo di CHF 50'000.-- al marito la cui moglie quarantaseienne è stata uccisa con un colpo di pistola alla testa (DTF cit. pag. 159).

                         2.3.1.3.   Nel Canton Ticino, il TCA ha confermato la riparazione morale di fr. 10'000.-- accordata ad una vittima di una rapina, ottantenne, che ha in particolare perso l'uso permanente del braccio sinistro e che per questo fatto ha dovuto lasciare il proprio domicilio ed essere ricoverata in una casa per anziani (cfr. STCA del 18 marzo 1998 nella causa A.B., 43.1997.1). Questo Tribunale si è fondato sulla giurisprudenza federale citata:

"  A Ginevra, ad esempio, è stata concessa un'indennità per torto morale di 50'000 fr. ad una signora che è stata violentata ed ha assistito all'assassinio della madre. A Friborgo sono stati accordati fr. 40'000.-- ad una persona vittima di un tentato assassinio, stuprata, sequestrata e che ha subito lesioni corporali.

  Sempre a Friborgo, nel corso di quest'anno, sono invece stati assegnati:

  - fr. 3'000.-- per un tentativo di omicidio con lesioni gravi;

  - fr. 3'500.-- per un altro tentativo di omicidio con lesioni gravi;

  - fr. 3'000.-- per un caso di rapina con lesioni gravi.

  e ad altra giurisprudenza cantonale citata dalla dottrina (cfr. Gomm/Stein/Zehnter, op. cit., pag. 185-186 no. 20)."

                                         In una sentenza del 4 marzo 1998 il TCA ha accordato una riparazione per torto morale di fr. 7'000 ad una vittima di un'aggressione con rischio di perdita della vita e conseguenze durature a livello psichico (STCA del 4 marzo 1998 in re D. R., 43.1997.5).

                                         Mentre nella sentenza 17 dicembre 2001 il TCA  ha confermato l'importo di CHF 10'000.-- per torto morale riconosciuto alla vittima di una aggressione con ferita da arma da taglio all'addome a livello dell'ipocondrio e con necessità di intervento chirurgico e conseguente sindrome postraumatica da stress.

                                         Dal canto suo il DOS ha riconosciuto fr. 20'000.--, rispettivamente fr. 15'000.--, di riparazione morale a due sorelle minorenni vittime di reati di carattere sessuale da parte del loro padre.

                               2.4.   Nel caso concreto _____________ ha subito la frattura del femore prossimale sinistro senza ferita aperta. In un rapporto medico destinato al patrocinatore della ricorrente (doc. _) il dott. ____________ ha precisato che la signora ____________ ha subito un intervento chirurgico per praticare un'osteosintesi del femore con una placca e con degenza di 1 mese nonchè la necessità di utilizzare due stampelle per 8 settimane. Il medico, specialista in ortopedia, ha precisato che l'evoluzione è stata soddisfacente, la frattura consolidata e la

"  … paziente cammina in carico totale, descrivendo tuttavia frequenti dolori a livello dell'anca sinistra presenti particolarmente allo sforzo."

                                         All'epoca (10 luglio 2001) il medico, quo alla prognosi, specificava poi:

"  La prognosi è buona per quanto riguarda le mobilità articolari ed il recupero delle attività fisiche normali. Non posso tuttavia esprimermi sulla durata dei dolori a livello dell'anca che possono persistere per diversi mesi, se non addirittura anni."

                                         Il giudice delegato ha chiesto al medico alcune specifiche con lettera 20 marzo 2003. Il professionista ha risposto con scritto del 22 maggio 2003 indicando in particolare come la degenza della paziente sia durata dal 6.9. al 6.10.2000 con cure che si sono protratte sino al 27 novembre 2000 presso il dott. ___________ stesso per poi proseguire presso un altro medico.

                                         Il chirurgo ha specificato come, a seguito dell'intervento, è rimasta una cicatrice di una ventina di centimetri (doc. _).

                                         Dal certificato medico doc. _ e dalle risposte del dott. _________ al TCA deve essere ritenuto come _____________ non abbia subito un pregiudizio permanente ad un organo importante e come il danno alla salute, seppure non secondario per le ripercussioni (ospedalizzazione importante), non possa essere ritenuto alla luce della giurisprudenza di una certa entità.

                                         Non essendovi pregiudizio durevole il risarcimento del torto morale in virtù della LAV, e quindi nell'ambito di prestazioni d'assistenza come evidenziato in precedenza, può essere concesso se circostanze particolari sono riunite, quali una degenza ospedaliera di particolare durata, la presenza di più interventi ed il lungo periodo di sofferenza.

                                         In DTF 123 II 210 il TF ha ammesso, come ricordato sub. 2.3.1.2., un risarcimento per torto morale in conseguenza alla procurata (con arma) frattura aperta al femore inferiore con ospedalizzazione di 3 settimane e lunga inabilità lavorativa.

                               2.5.   Per tornare alla fattispecie il dott. ___________ , in risposta a quesiti del TCA, ha specificato come la degenza ospedaliera sia durata un mese, con presenza di cicatrice importante.

                                         _____________ ha subito la frattura del femore prossimale sinistro, ciò che ha comportato un intervento chirurgico di un certo rilievo, come detto la presenza di una cicatrice, un ricovero stazionario di certa durata, l'utilizzo di stampelle per quasi 2 mesi ulteriori e la presenta di dolori all'anca accertati dal medico per mesi dopo l'evento.

                                         Per quanto attiene all'inabilità lavorativa l'Ente Turistico di ____________ e dintorni ha specificato in 4 mesi l'incapacità lavorativa della signora _____________.

                                         In un caso pubblicato in DTF 123 II 210, sopra il TF ha ammesso un versamento per torto morale in caso di frattura aperta del femore con ospedalizzazione di 20 giorni, inabilità lavorativa di alcuni mesi (6) e dolori in casi di caricamento dall'arto.

                                         Nel caso concreto appare rispettoso della giurisprudenza federale accordare alla vittima un'indennità per torto morale a causa della entità delle lesioni riportate. In particolare la durata della degenza ospedaliera, la durata dell'inabilità conseguente con l'obbligo di utilizzare delle stampelle per 8 settimane, i dolori all'anca sopportati per mesi costituiscono un periodo di sofferenza particolarmente lungo che impone un intervento dello Stato per rimborsare il torto morale.

                               2.6.   A ragione il DSS, nella decisione impugnata, ha rammentato come l'autorità amministrativa, ed anche quella giudicante, non è vincolata dagli accordi di risarcimento intervenuti dal processo penale ed in quello adesivo civile.

                                         Nella fattispecie evocata in DTF 124 II 8 il Tribunale Federale ha infatti ritenuto non vincolante l'accordo di transazione giudiziale concluso, e ciò sulla scorta delle seguenti motivazioni:

"          d) Es stellt sich die Frage, welche Wirkungen der zwischen dem

Opfer und dem Täter abgeschlossene gerichtliche Vergleich über die zivilrechtliche Genugtuung auf den dem Opfer allenfalls nach Art. 12 Abs. 2 OHG zustehenden Genugtuungsanspruch hat.

         aa) Im Zusammenhang mit dem administrativen Führerausweisentzug hat das Bundesgericht festgehalten, grundsätzlich seien Führerausweisentzug und Strafe voneinander unabhängig; Administrativbehörden und Strafrichter seien dementsprechend aufgrund des Gewaltenteilungsprinzips gegenseitig nicht an ihre Erkenntnisse gebunden (BGE 109 Ib 203). Die dadurch entstehende Gefahr sich widersprechender Entscheide verletze aber wesentliche Interessen der Rechtseinheit und Rechtssicherheit. Die Administrativbehörde solle deshalb nicht ohne Not von den tatsächlichen Feststellungen der Strafbehörde abweichen, insbesondere, wenn aufgrund eingehender Sachverhaltsabklärungen und Beweisabnahmen ein Strafverfahren sachnäher sei (BGE 115 Ib 163 E. 2a S. 164 mit Hinweisen; RENÉ A. RHINOW, BEAT KRÄHENMANN, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basel und Frankfurt a.M., 1990, Nr. 49, S. 158). Anderseits darf die Administrativbehörde namentlich dann von den tatsächlichen Feststellungen des Strafrichters abweichen, wenn sie aufgrund eigener Beweiserhebungen Tatsachen feststellt, die dem Strafrichter unbekannt waren oder die er nicht beachtet hat, ferner wenn neue Tatsachen vorliegen, deren Würdigung  zu einem abweichenden Entscheid führt, weiter wenn die Beweiswürdigung des Strafrichters feststehenden Tatsachen klar widerspricht oder wenn der Strafrichter bei der Anwendung des geltenden Rechts auf den Sachverhalt nicht alle Rechtsfragen abgeklärt hat (BGE 109 Ib 203 E. 1, S. 204 f.). In reinen Rechtsfragen ist die Verwaltungsbehörde dagegen nicht an die Beurteilung durch den Strafrichter gebunden, da sie sonst in ihrer freien Rechtsanwendung beschränkt würde (BGE 115 Ib 163 E. 2a S. 164 mit Hinweis; RHINOW/KRÄHENMANN, a.a.0., S. 158 f.). Verzichtet die Verwaltung auf eine eigene Beweiserhebung, sollte sie die von der anderen Instanz gemachte Beweiswürdigung anerkennen, wenn sie nicht feststehenden Tatsachen klar widerspricht (BGE 101 Ib 270 E. 1 b S.274).

         bb) Diese Rechtsprechung in bezug auf das Verhältnis der Administrativ- zu den Strafbehörden kann auf Sachverhalte, wie hier einer vorliegt, sinngemäss angewendet werden. Dabei sind insbesondere die folgenden Unterschiede und Gemeinsamkeiten der von den Opferhilfeinstanzen einerseits und den Straf- oder Zivilgerichten anderseits zu fällenden Entscheide zu berücksichtigen.

Bei den im Strafverfahren aufgrund einer Adhäsionsklage oder in einem Zivilprozess beurteilten Ansprüchen handelt es sich um Forderungen unter Privaten und nicht um Ansprüche gegenüber dem Staat, wie dies nach dem Opferhilfegesetz der Fall ist. Nicht identisch sind zudem im Verhältnis OR zu OHG der Rechtsgrund bzw. die rechtliche Natur der in Frage stehenden Leistungen. Dies kann zu Unterschieden in den Entschädigungssystemen führen (BGE 121 II 369 E. 3c/aa S. 373). Wie jedoch das Bundesgericht (in BGE 123 II

210 E. 3b/aa S. 215) festgestellt hat, stimmen in der Frage, ob ein (wesentliches) Mitverschulden des Opfers den gänzlichen Ausschluss einer Genugtuung nach OHG rechtfertigen könne, das OHG und die zivilrechtlichen Grundsätze gemäss Art. 47 und 44 OR weitgehend überein. Zudem betrachtete es das Bundesgericht als sinnvoll, wenn sich die Bemessung der Genugtuung nach dem Opferhilfegesetz nicht zu weit von den zivilrechtlichen Grundsätzen entfernt. Ansonsten könnte sich etwa ein Opfer, das bereits ein rechtskräftiges Urteil auf Genugtuung gegen den Täter erwirkt habe und nun ein Gesuch um Opferhilfe mangels Zahlungskraft des Täters einreiche, nicht auf dieses Urteil stützen; statt dessen müsste erneut eine Genugtuungssumme festgesetzt werden - diesmal nach den speziellen Kriterien des Opferhilfegesetzes (BGE 123 II 210 E. 3b/dd

S. 216). Es kommt hinzu, dass der Entschädigungs- oder Genugtuungsanspruch nach OHG im Verhältnis zu jenem nach OR in dem Sinne subsidiär ist, dass Leistungen, die das Opfer nach OR erhalten hat, von der Entschädigung oder der Genugtuung nach OHG abgezogen werden bzw, dass der Staat im Umfang seiner Leistungen in die entsprechenden zivilrechtlichen Ansprüche subrogiert (Art. 14 Abs. 1 und 2 OHG). Das OHG will sodann dem Opfer wirksame Hilfe verschaffen und ihm die Geltendmachung von Zivilansprüchen möglichst erleichtern (vgl. dazu BGE 123 II E. 35 und 120 la 101 E. 2e).

         cc) Läge somit im hier zu entscheidenen Fall ein Urteil einer Strafbehörde über die Zivilansprüche gemäss Art. 47 OR vor, in welchem dem Opfer nach umfassenden Sachverhaltsfeststellungen, Beweiswürdigungen und rechtlichen Erwägungen eine Genugtuung in bestimmter Höhe zugesprochen worden wäre, dann dürften die OHG-Behörden nur unter den oben (E. 3d/aa und bb) geschilderten Voraussetzungen vom Strafurteil abweichen. Hier liegt jedoch kein solches Urteil vor: Die Parteien haben einen Vergleich abgeschlossen, der vom Gericht zwar genehmigt worden ist, zu dem es jedoch inhaltlich nicht Stellung genommen hat. Aus den Erwägungen des Urteils des Geschwornengerichts ist nicht ersichtlich, dass das Gericht aufgrund seiner eigenen rechtlichen Würdigung und aufgrund eigener umfassender Sachverhaltsabklärungen diese Genugtuung vorgeschlagen hat. Insbesondere hat sich das Geschwornengericht weder mit den Voraussetzungen des Genugtuungsanspruchs noch mit der Festsetzung der Höhe einer Genugtuung bzw. mit allfälligen Herabsetzungsgründen auseinandergesetzt. Es rechtfertigt sich somit nicht, diesen gerichtlichen Vergleich - wie ein

Urteil - als für die OHG-Behörden (einschliesslich des Verwaltungsgerichts) verbindlich anzusehen. Die OHG-Behörden sind befugt, aufgrund der vom Geschwornengericht getätigten Sachverhaltsfeststellungen und Beweiswürdigungen ihre eigenen rechtlichen Erwägungen zur Frage der Genugtuung anzustellen.

         Aus diesen Gründen war das Verwaltungsgericht nicht an die im gerichtlichen Vergleich enthaltene Genugtuung gebunden."

                                         Nel caso qui in discussione vittima e autore hanno concluso un accordo extra giudiziale in pendenza di causa, accordo in seguito al quale la vittima - senza che il Pretore si esprimesse in merito - ha ritirato la sua opposizione al decreto d'accusa, decreto cresciuto in giudicato compreso il rinvio al foro civile della qui ricorrente per le sue pretese.

                                         Alla luce di queste circostanze l'accordo intervenuto tra le parti ____________ e ___________ non è vincolante per l'autorità amministrativa e per il TCA.

                               2.7.   Va rammentato che i patrocinatori della qui ricorrente e del signor __________ hanno fissato in CHF 4'000.-- l'importo del torto morale. Questa cifra viene ribadita nel gravame in discussione.

                                         Questa Corte non può aderire alle richieste di _____________ siccome eccessiva alla luce della giurisprudenza evocata in particolare sub. 2.3.

                                         Vista l'entità delle sofferenze, dell'assenza comunque di una ferita aperta (a differenza del caso oggetto della sentenza pubblicata in DTF 123II 210), della durata dell'inabilità lavorativa, dei dolori in caso di carico dell'arto, della durata dell'uso delle stampelle, appare giustificato il versamento, in virtù della LAV, di un importo di CHF 1'200.--.

                                         Ritenuta l'insolvenza del signor __________ , dimostrata ampiamente dagli interventi della pubblica assistenza per il soddisfacimento di necessità primarie dell'autore del reato ed evocata al punto 3 della decisione impugnata, in virtù dell'art. 14 LAV spetta al Cantone Ticino versare il suddetto importo alla ricorrente.

                               2.8.   Per quanto attiene al rimborso delle spese legali ___________ evidenzia l'insufficienza dell'importo di CHF 1'000.-- allocato.

                                         In sede di complemento dell'istanza di risarcimento (doc. _ del 30 ottobre 2002) l'avv. __________ ha postulato il versamento di CHF 3'174.20 per spese legali. La decisione impugnata appare quindi imprecisa (punto 7) laddove limita la richiesta di rifusione ai CHF 1'000.-- inizialmente richiesti.

                                         Anche qui va ribadito come l'accordo transattivo intervenuto tra vittima ed autore del reato non vincola né l'amministrazione né l'autorità giudiziaria.

                                         Il patrocinatore della signora ____________ ha prodotto agli atti dell'amministrazione la nota da cui si desume un onorario complessivo di CHF 2'500.--, senza specifica del numero delle ore impiegate, e spese per CHF 450.--.

                                         Come rammentato nella sentenza di questo TCA del 17 dicembre 2001 (43.2000.1):

"  In virtù dell'art. 3 cpv. 3 LAV le prestazioni dei consultori e l'aiuto immediato da parte di terzi sono gratuiti. Per quanto la situazione personale della vittima lo giustifichi, i consultori si assumono altre spese, quali le spese di medici, di avvocati e processuali.

In una sentenza del 17 maggio 1995 pubblicata in DTF 121 II 209 il TF ha rilevato che l'aiuto alle vittime di infrazioni ai sensi della LAV non conferisce alla vittima un diritto incondizionato all'assunzione delle spese di avvocato; giusta l'art. 3 cpv. 4 LAV, il consultorio può rifiutare di assumere queste spese quando appare evidente che il loro pagamento non darebbe alcun risultato.

(…)

Circa la tariffa oraria di fr. 140.-, questo TCA rileva che non si giustifica l'applicazione analogica della prassi instaurata in ambito di gratuito patrocinio, non prevedendo l'art. 3 cpv. 4 LAV niente in tal senso. Contrariamente a quanto sostiene il DOS, non vi è infatti disparità di trattamento tra la vittima posta al beneficio del gratuito patrocinio e quella a cui il rimborso è riconosciuto giusta l'art. 3 cpv. 4 LAV. Infatti alla prima l'avvocato non può chiedere la differenza tra il 70% dell'onorario coperto dal gratuito patrocinio e la tariffa piena. In entrambi i casi le spese e l'onorario del legale sono pertanto coperti.

Per cui a mente del TCA può essere applicata una tariffa oraria di fr. 200 (la minima prevista dalla TOA) che per un procedimento come quello in esame, in una causa retta dal principio inquisitorio (ciò che agevola l'opera di patrocinio), appare sicuramente adeguato."

                                         Questi principi vanno ancora oggi pienamente confermati.

                                         Nel caso concreto la redazione della querela è apparsa necessaria per dare avvio al procedimento penale. L'istruttoria è stata demandata dal P.P. alla Polizia Cantonale.

                                         Il magistrato d'accusa ha quindi emanato il DA di sua competenza. Il lavoro del patrocinatore necessario per giungere all'accordo con controparte non è apparso, a fonte dei dati acquisti dagli inquirenti, complesso o articolato, rispettivamente lungo.

                                         La fattispecie, semplice in diritto, non meritava - da parte di un patrocinatore diligente - un dispendio temporale superiore alle 7 ore. In questo tempo va compreso il contatto con la cliente, la lettura degli atti penali (non corposi e neppure complessi), la corrispondenza necessaria con il MP, la Pretura e controparte, i contatti con controparte per finalizzare l'accordo ed i contatti con gli assicuratori.

                                         Gli onorari vanno cifrati in CHF 1'400.-- ed a questa somma andavano aggiunte le spese così come esposte (CHF 450.--) per un totale di CHF 1'850.-- cui va sommata l'IVA pari al 7,6 % (art. 36 LIVA per complessivi CHF 140,60) per un importo totale di 1'990,60.

                                         Alla ricorrente lo Stato verserà quindi l'importo complessivo delle spese legali e di patrocinio fissate in CHF 1'990.60.

                               2.9.   Alla luce di quanto precede il ricorso va parzialmente accolto nel senso delle considerazioni che precedono.

                                         Alla signora ____________ lo Stato verserà, a titolo di torto morale, l'importo di CHF 1'200.-- inoltre, per le spese legali, verserà CHF 1'990.60.

                                         Visto l'esito del gravame alla ricorrente vanno riconosciute ripetibili parziali che vanno cifrate in CHF 400.--.                                

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                 1.-   Il ricorso é parzialmente accolto nel senso delle motivazioni.

                                         1.1.    Di conseguenza la decisione impugnata è riformata

                                                                come segue:

                                                 1.1.1.  L'istanza 10 ottobre 2002 e successivi complementi formulata da _____________ è parzialmente accolta.

                                                 1.1.2.  Alla signora ______________ è accordata una riparazione del torto morale cifrata in CHF 1'200.--.

                                                 1.1.3.  Alla signora _____________ è riconosciuto il rimborso delle spese di patrocinio fissato in complessivi CHF 1'990,60 comprensivo dell'IVA.

                                                 1.1.4.  Le pretese della signora _______________ passano allo Stato fino a concorrenza del complessivo importo versato.

                                 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia. Alla signora ___________ Stato verserà a titolo di ripetibili limitate di questa sede, l'importo di CHF 400.--.

                                 3.-   Intimazione agli interessati.                                 

                                         Contro la presente decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di Losanna nel termine di 30 (trenta) giorni dall'intimazione.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                           Il segretario

Daniele Cattaneo                                                  Fabio Zocchetti

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