Raccomandata
Incarto n. 42.2005.8 rs/td
Lugano 6 marzo 2006
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 31 ottobre 2005 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 28 settembre 2005 emanata da
Ufficio delle misure attive, 6501 Bellinzona 1 Caselle in materia di armonizzazione e coordinamento delle prestazioni sociali
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione del 4 agosto 2005 l’Ufficio delle misure attive ha accordato ad RI 1 delle indennità straordinarie cantonali di disoccupazione di fr. 38.60 al giorno a decorrere dal 1° luglio 2005, computando i redditi e le spese della stessa, del suo convivente e di loro figlio __________, nato il 3 giugno 1991 (cfr. doc. A).
1.2. A seguito del reclamo interposto il 5 settembre 2005 da RI 1, patrocinata dall’avv. RA 1 (cfr. doc. C), l’Ufficio delle misura attive, il 28 settembre 2005, ha emesso una decisione su reclamo con cui ha ribadito il contenuto del suo primo provvedimento (cfr. doc. B).
In particolare l’amministrazione ha rilevato:
" (…)
Già al momento dell'inoltro della domanda d'indennità straordinarie cantonali di disoccupazione per ex-dipendenti presso lo sportello regionale Laps di __________, erano state esposte le stesse obiezioni sollevate in sede di reclamo (vedi e-mail allegata).
La signora __________, __________ del Servizio centrale delle prestazioni sociali (Ufficio preposto alla verifica del rispetto dei disposti di legge), ha personalmente parlato e spiegato telefonicamente al signor __________ che lo stesso è stato inserito nell'unità di riferimento poiché convive e ha un figlio in comune con la signora RI 1.
In sede di reclamo, è contestato il fatto che, nell'unità di riferimento, sia compreso anche il convivente signor __________, il quale è beneficiario di prestazioni complementari.
Si sostiene inoltre che l'importo ricevuto dal signor __________ quale prestazione complementare è destinato a sopperire spese non comprese nel calcolo del fabbisogno Laps.
A tale riguardo, l'art. 5 cpv. 1 Laps prevede che l'unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge;
c) dal partner convivente, se vi sono figli in comune;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno l'autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti.
L'art. 6 cpv. 1 lett. d) prevede, inoltre, che fanno parte dei redditi computabili i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità.
Le motivazioni addotte e le comprensibili difficoltà esposte in sede di reclamo non possono essere prese in considerazione per una diversa valutazione del caso in questione.
I disposti della Legge Laps devono essere rispettati e confermati, e pertanto è mantenuta la decisione del 4 agosto 2005." (Doc. B)
1.3. L’avv. RA 1, per conto di RI 1, ha tempestivamente impugnato la decisione su reclamo dinanzi al TCA, postulando il riconoscimento di un’indennità giornaliera straordinaria di disoccupazione più elevata e l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.
A sostegno delle proprie pretese essa ha addotto:
" (…)
1.
La Signora RI 1 convive attualmente con il signor __________ dal quale ha avuto il figlio __________ nato il 3 giugno 1991.
Il signor __________, invalido, è inoltre padre di altri tre figli avuti con l'attuale moglie, che non è la signora RI 1, e che sono stati affidati alla madre.
Una di queste figlie soffre di una grave forma di celiachia e vi sono tali problemi che hanno portato la Commissione Tutoria ad affidare entrambi i figli alla Casa __________ di __________.
Il signor __________ inoltre avendo lui stesso problemi di salute ed in fase di divorzio, deve evidentemente assumersi ingenti spese derivanti dall'esercizio del diritto di visita, dal divorzio, dal suo stesso stato di salute e dai costi generali dalle sue frequenti ospedalizzazioni.
Egli è al beneficio di una rendita AI e di una rendita complementare AI che però non tengono in nessuna considerazione l'esistenza della convivente RI 1 e del figlio __________.
PROVE: si richiamano tutti i relativi incarti del signor __________ dall'ufficio AI di Bellinzona e dalla Pretura di __________ (incarto __________) con la relativa documentazione, come pure dall'ufficio del sostegno sociale l'incarto relativo al signor __________ ed alla signora RI 1.
2.
Con decisione del 4 agosto 2005 l'ufficio delle misure attive di Bellinzona ha concesso un'indennità giornaliera alla signora RI 1 di Fr. 38.60 ritenuto che l'unità di riferimento per tale calcolo comprendeva sia il figlio __________ che il convivente signor __________ e quindi ritenendo nel calcolo integralmente le prestazioni ricevute dal signor __________ ma non tutti i costi e non tenendo in considerazione che la rendita AI non comprendeva la convivente e verosimilmente anche il figlio nato fuori dal matrimonio.
PROVE: doc. A decisione 4 agosto 2005 ufficio delle misure attive
3.
Con tempestivo reclamo del 5 settembre 2005 la Signora RI 1 ed il signor __________ insorgevano contro tale decisione chiedendo di aumentare il contributo tenendo conto della problematica sopra segnalata ed in particolare segnalando il fatto che il calcolo non era corretto poiché considerava in maniera eccessiva le possibilità del nucleo famigliare senza tenere conto delle limitazioni delle singole rendite.
Con risposta al reclamo del 5 settembre 2005 l'ufficio delle misure attive respingeva il reclamo confermando il calcolo e le circostanze della decisione, in particolare che conformemente all'art. 5 cpv. 1 Laps: l'unità di riferimento è costituita anche dal partner convivente se vi sono figli in comune e che, giusta l'art. 6 cpv. 1 lett. d) Laps: fanno
parte dei redditi computabili i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia e superstiti all'invalidità.
PROVE: doc. B decisione 28 settembre 2005 impugnata
4.
Contro tale decisione si insorge per i seguenti motivi:
- errata applicazione del diritto federale;
- inopportunità ed arbitrio.
In effetti se si comprende da un lato la necessità legislativa di considerare unità di riferimento pure il partner convivente se vi sono figli in comune, non bisogna però dimenticare che i redditi di quest'ultimo non sempre tengono conto delle esigenze dell'altro convivente.
In particolare la rendita AI e la rendita complementare del signor __________ tengono in considerazione solo le sue spese e non quelle di eventuali conviventi.
Inoltre rendita AI più rendita complementare coprono solo il minimo vitale dell'assicurato e non spese straordinarie quali costi aggiuntivi della salute, spese per il diritto di visita, alimenti per i figli, ecc. che il signor __________ deve sostenere e che non è evidentemente comunque già in grado di sostenere.
La signora RI 1 si vede però aggiunto il reddito del convivente come se lo stesso fosse a libera disposizione di entrambi i conviventi ed andasse a parziale riduzione dei suoi costi, fatto questo impossibile da realizzarsi nella pratica.
L'art. 6 della Laps ha evidentemente come scopo quello di evitare che il minimo vitale di una persona sia coperto due volte ergo sia dalla rendita Laps che dalle disponibilità economiche del convivente, ma ciò evidentemente solo nella misura in cui tale reddito o parte di reddito possa essere effettivamente utilizzato a tale scopo.
Nella fattispecie ciò risulta impossibile e pertanto si chiede il riesame del calcolo ISD fatta astrazione della rendita AVS ed AI del Signor __________.
Si aggiungano inoltre le considerazioni già espresse in sede di reclamo che fanno parte integrante del presente ricorso.
PROVE: incarto, si richiama l'incarto AI e rendita complementare del Signor __________ dall'ufficio assicurazioni sociali, Bellinzona; l'intero incarto relativo alla signora RI 1 dall'ufficio delle misure attive e dall'ufficio del sostegno sociale; si richiamano gli incarti dalla CTR __________ relativi al signor __________ / __________, figli __________ e __________ e relativa documentazione come pure dalla Pretura di __________ l'incarto __________ e relativa documentazione.
5.
Ritenuto che la signora RI 1 non è in grado di sopperire sola alle spese di giustizia e di patrocinio, sulla base del formulario che verrà inoltrato appena pervenuto, si chiede piaccia ammettere la Signora RI 1 al beneficio dell'assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio del sottoscritto legale.
PROVE: formulario ufficiale (seguirà)." (Doc. I)
1.4. L’Ufficio delle misure attive, nella propria risposta di causa del 29 novembre 2005, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.5. L’avv. RA 1, il 30 dicembre 2005, ha trasmesso il certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e la relativa documentazione (cfr. doc. IX + bis).
1.6. Pendente causa questa Corte ha chiesto al patrocinatore della ricorrente se il signor __________ nell’anno 2005 era tenuto a versare dei contributi alimentari a favore della (ex) moglie __________ e/o dei figli nati da tale matrimonio e, in caso di risposta affermativa alla domanda 1., di indicare se __________ ha effettivamente versato regolarmente quanto dovuto.
Il TCA ha specificato di volere sostanziare le risposte con adeguata documentazione (cfr. doc. X).
Inoltre il TCA ha invitato l’Ufficio convenuto a indicare dettagliatamente come ha calcolato l’importo di fr. 7'964.-- computato a titolo di premio della cassa malati dell’unità di riferimento di RI 1 per il 2005 e l’ammontare di fr. 6'314.25 corrispondente alla partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie, precisando se è stato tenuto conto della circostanza che, percependo il signor __________ una prestazione complementare, il suo intero premio lordo della cassa malati è versato dal Cantone all’assicuratore malattia (cfr. doc. XI).
L’avv. RA 1 ha risposto il 23 gennaio 2006, allegando una dichiarazione dell’IAS e la convenzione sulle conseguenze accessorie della separazione tra __________ e __________ (cfr. doc. XII; E; F).
L’Ufficio delle misure attive ha dato seguito alla richiesta citata con scritto del 24 gennaio 2006 (cfr. doc. XIII)
1.7. I doc. XI e XIII sono stati trasmessi al rappresentante di RI 1 per conoscenza con facoltà di presentare eventuali osservazioni entro dieci giorni (cfr. doc. XIV).
I doc. X e XII con i relativi allegati sono invece stati inviati all’Ufficio convenuto per conoscenza con facoltà di presentare eventuali osservazioni entro dieci giorni (cfr. doc. XV).
Le parti sono rimaste silenti.
1.8. Il 1° marzo 2006 RI 1, personalmente, ha consegnato brevi manu al TCA la disdetta del contratto di locazione ricevuta da parte del proprio locatore (cfr. doc. XVI).
Tale documento è stato trasmesso per conoscenza all’Ufficio delle misure attive (cfr. doc. XVII).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Preliminarmente occorre rilevare che la decisione su reclamo del 28 settembre 2005 non contiene alcuna indicazione dei rimedi di diritto (cfr. doc. B).
In una sentenza del 5 marzo 2001 nella causa T., pubblicata in RDAT II-2001 N. 53 il Tribunale federale, al riguardo ha rilevato:
" Il principio stabilito all'art. 107 cpv. 3 OG nell'ambito della giurisdizione amministrativa, secondo cui l'inesatta indicazione dei rimedi giuridici non può cagionare alle parti alcun pregiudizio, ha una portata generale. Quando il diritto cantonale lo prevede espressamente, come è il caso secondo la procedura amministrativa ticinese, l'autorità giudicante ha il dovere di istruire gli interessati sui mezzi legali. Se questa istruzione è errata o incompleta, il ricorrente ha di massima il diritto di prevalersene secondo il principio della buona fede, diritto che tuttavia non gli compete se l'inesattezza dell'indicazione gli fosse conosciuta o, comunque, facilmente riconoscibile in ragione di elementi non solo oggettivi ma anche soggettivi, e usando la dovuta diligenza (DTF 123 II 231 consid. 8b , 121 II 72 consid. 2a/b , 117 Ia 297 consid. 2 , 421 consid. 2a; Borghi/Corti , loc. cit.). La giurisprudenza ha stabilito che, in particolare, non merita protezione la parte il cui avvocato avrebbe potuto scoprire l'omissione o l'errore, rispettivamente colmare la lacuna dell'indicazione, attraverso la sola lettura dei testi legali, senza ricorrere alla consultazione della giurisprudenza e della dottrina (DTF 127 II 198 consid. 2c , 117 Ia 297 consid. 2 pag. 299 , 421 consid. 2a).” (RDAT II-2001 N. 53)
L’art. 33 Laps enuncia che contro le decisioni emesse in virtù della Laps e delle leggi speciali è data facoltà di reclamo all’organo amministrativo che le ha emesse entro 30 giorni dalla data di notificazione e che contro le decisioni su reclamo è data facoltà di ricorso al TCA entro 30 giorni dalla data di notificazione.
Tale norma è silente in merito all’indicazione dei rimedi giuridici.
Tuttavia, in applicazione analogica della LPGA, valida per le assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, la quale all’art. 49 cpv. 3 LPGA prevede che le decisioni formali prolate dagli assicuratori sono accompagnate da un avvertimento relativo ai rimedi giuridici e all’art. 52 cpv. 2 enuncia che le decisioni su opposizione contengono un’indicazione concernente i rimedi giuridici, anche in ambito Laps gli organi amministrativi devono indicare la possibilità di ricorrere al TCA contro le decisioni su reclamo entro 30 giorni dalla loro notificazione.
Di conseguenza l’Ufficio delle misure attive avrebbe dovuto menzionare sulla decisione su reclamo del 28 settembre 2005 che, ai sensi dell’art. 33 Laps, la ricorrente aveva la possibilità, entro 30 giorni dalla data di notificazione, di interporre ricorso al TCA avverso tale provvedimento.
In concreto, in ogni caso, RI 1, peraltro patrocinata da un legale, ha impugnato tempestivamente la decisione su reclamo del 28 settembre 2005 dinanzi al TCA.
Essa non ha, quindi, subito pregiudizio alcuno dall’omissione dell’indicazione del rimedio di diritto.
Conseguentemente, in casu, non vi è motivo di sanzionare la mancata indicazione del rimedio giuridico (cfr. STFA del 23 aprile 2003 nella causa X., U 222/02).
Comunque l’Ufficio convenuto è invitato nel futuro a indicare con precisione sulle decisioni da lui emesse il relativo rimedio di diritto.
Nel merito
2.3. Oggetto del contendere è la questione di sapere se l’importo dell’indennità giornaliera straordinaria cantonale di disoccupazione riconosciuta ad RI 1 a decorrere dal mese di luglio 2005 è o meno corretto.
2.4. Il 1° febbraio 2003 è entrata in vigore la Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali – Laps (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 13 segg.).
L'obiettivo principale della Laps è quello di riordinare la legislazione in materia di prestazioni finanziarie a favore di persone di condizioni economiche modeste, attraverso la definizione di criteri comuni di accesso ed erogazione delle prestazioni sociali.
La Laps è circoscritta a quegli strumenti di politica sociale la cui competenza è strettamente cantonale, più precisamente la partecipazione al premio dell'assicurazione malattia, il sussidio allo studio per chi frequenta scuola private, i sussidi di formazione, i sussidi di perfezionamento e riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione, gli assegni familiari integrativi, gli assegni familiari di prima infanzia e le prestazioni assistenziali. La partecipazione al premio dell'assicurazione malattia è, tuttavia, coordinata, ma non armonizzata, dato che i criteri relativi ai sussidi definiti dall'art. 65 LAMal si scostano dai criteri della Laps (cfr. art. 1, 2, 2a Laps; Messaggio del 1° luglio 1998 relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 3, Messaggio del 13 marzo 2002 pag. 7; Rapporto della commissione della gestione e delle finanze dell'11 giugno 2002 pag. 3).
2.5. L’art. 2 Laps, attinente al campo di applicazione di tale legge, al cpv. 1 lett. e stabilisce, in particolare, che è una prestazione sociale ai sensi della legge l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati.
L’art. 10 della legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc), nel suo tenore in vigore dal 1° febbraio 2003, relativo al sostegno ai lavoratori indipendenti disoccupati, prevede che:
" Ai disoccupati che hanno cessato da 6 mesi al massimo un’attività indipendente e non hanno diritto alle prestazioni della LADI, lo Stato può versare indennità straordinarie interamente a carico del Cantone.(cpv. 1)
Può beneficiare di tali indennità chi:
a) ha dimostrato di aver fatto il possibile per evitare o abbreviare la
disoccupazione;
b) non riceve rendite AVS o AI intere;
c) soddisfa i requisiti della Legge sull’ armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000
(Laps).(cpv. 2)
In caso di capacità lavorativa temporaneamente inesistente o ridotta
per malattia o infortunio i beneficiari hanno diritto all’ intera indennità.
Questo diritto è limitato a 15 indennità giornaliere entro il periodo di
percezione fissato dall’ art. 11 cpv. 2. (cpv. 3)"
Al riguardo va osservato che nell’ambito della riorganizzazione delle prestazioni sociali cantonali, messa in atto con l’adozione della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), entrata in vigore il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 13 segg.), l’art. 10 L-rilocc è stato modificato.
In effetti fino al 31 gennaio 2003 tale disposto contemplava la possibilità di beneficiare delle indennità straordinarie di disoccupazione anche per i lavoratori dipendenti.
Tale diritto è stato abolito a decorrere dal 1° febbraio 2003 (cfr. Messaggio del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali n. 4773, p.to 9.2.; Messaggio del 22 dicembre 1998 n. 4773a complementare al messaggio n. 4773, p.to 3).
Ai sensi dell’art. 11, concernente l’importo massimo:
" Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo massimo dell’ indennità straordinaria è pari alla differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi della Laps. (cpv. 1)
Possono essere concesse al massimo 120 indennità giornaliere intere sull’arco di un anno. (cpv. 2)."
L’art. 13 R L-rilocc enuncia:
" … (cpv. 1 abrogato con effetto dal 1.2.03)
L’indennità straordinaria di disoccupazione viene versata nella forma di un’indennità giornaliera. Per una settimana vengono corrisposte cinque indennità giornaliere. (cpv. 2)
Il disoccupato che chiede il versamento delle indennità straordinarie di disoccupazione soggiace alle prescrizioni di controllo previste dalla LADI. (cpv. 3)
… (cpv. 4 abrogato con effetto dal 1.2.03)
…(cpv. 5 abrogato con effetto dal 1.2.03)
…(cpv. 6 abrogato con effetto dal 1.2.03)."
2.6. Con l’entrata in vigore della Laps il calcolo delle indennità straordinarie ai disoccupati viene effettuato facendo riferimento ai parametri della Laps, come risulta dai disposti di legge menzionati al considerando precedente.
Il titolare del diritto e l’importo massimo delle indennità, invece, come visto sopra, vengono definiti dalla L-rilocc (cfr. art. 12 Laps; art. 10, 11 L-rilocc; Messaggio del 13 marzo 2002 concernente la modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 3).
Il titolare ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).
Se, nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).
Il reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).
2.7. L'art. 6 Laps regolamenta il reddito computabile:
" Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione primaria. (cpv. 1)
Le entrate di cui al capoverso precedente alle quali un membro dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore di persone che non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere computate se la rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni (cpv. 4)."
La spesa computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
" La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
l) le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito e sulla sostanza. (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)."
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
" La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)."
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, fino al 31 dicembre 2000, di fr. 12'000.-- per le persone sole e di fr. 13'800.-- per coniugi e le persone con figli.
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Dal 1° gennaio 2001 tali importi sono stati aumentati a fr. 13'200.--, rispettivamente fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000).
Infine l'art. 10 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:
" La soglia d’intervento corrisponde alla somma di:
a) per il titolare importo corrispondente al limite minimo
del diritto: previsto dalla legislazione sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI per la
persona sola
b) per la prima perso- importo corrispondente alla metà del limite
na supplementare minimo previsto dalla legislazione sulle
dell'unità di riferi- prestazioni complementari all'AVS/AI per la
mento persona sola
c) per la seconda e importo corrispondente al limite minimo
la terza persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il primo figlio
mento:
d) per la quarta e la importo corrispondente al limite minimo
quinta persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il terzo figlio
mento:
e) per la sesta e ogni importo corrispondente al limite minimo
ulteriore persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il quinto figlio."
mento:
L'art. 3b della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC) enuncia in particolare che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, dal 1° gennaio 2003, al minimo per le persone sole, a fr. 15'700.-, per i coniugi, almeno 23’550.franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'260.- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002). Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno (fr. 5'506.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'753.--).
Il 1° gennaio 2005 è entrata in vigore una modifiche della Laps decretata dal Gran Consiglio, alla luce del Messaggio n. 5589 sul Preventivo 2005 del Consiglio di Stato.
Più precisamente è stato introdotto l’art. 37 cpv. 3 Laps, secondo cui, in deroga all’art. 10 Laps, per l’anno 2005, benché gli importi destinati alla copertura del fabbisogno vitale ex art. 3b cpv. 1 lett. a LPC siano aumentati (cfr. Ordinanza 05 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 24 settembre 2004), fanno stato i limiti previsti dalla LPC per gli anni 2003 e 2004 (cfr. BU 6/2005 dell’11.2.2005 pag. 56; FU 102/2004 del 21.12.2004 pag. 9002).
Abbondanzialmente giova rilevare che il 12 dicembre 2005 all’art. 37 Laps è stato aggiunto il cpv. 4 secondo cui in deroga all’art. 10 Laps anche per l’anno 2006 fanno stato i limiti previsti dalla LPC per gli anni 2003 e 2004 (cfr. BU 7/2006 del 10.2.2006; FU 101/2005 del 20.12.2005).
2.8. Nella presente evenienza l’Ufficio delle misure attive con decisione del 4 agosto 2005, confermata con decisione su reclamo del 28 settembre 2005, ha accordato alla ricorrente, a far tempo dal mese di luglio 2005, un’indennità straordinaria di disoccupazione di fr. 38.60 al mese (cfr. doc. A; B).
L’insorgente ha contestato il computo, nel suo calcolo, dei redditi del convivente, e meglio della rendita di invalidità dell’AI e della prestazione complementare, poiché, da un lato, la rendita AI e la PC di cui beneficia __________ non tengono in considerazione né lei, né loro figlio __________. Dall’altro, i costi straordinari a cui deve far fronte il convivente (per i suoi disturbi di salute, per il diritto di visita dei tre figli nati dal matrimonio con __________, per gli alimenti per i figli) non sono stati conteggiati (cfr. doc. I; C).
Dalla documentazione agli atti risulta che RI 1, fino al mese di giugno 2005, è stata affiliata alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG quale indipendente (cfr. doc. 51, 53).
In effetti la stessa era gerente di una buvette presso la __________ di __________ (cfr. doc. 49, 55).
Pertanto essa rientrava effettivamente nel campo di applicazione dell’art. 10 L-rilocc (cfr. consid. 2.5.).
Del resto la titolarità della ricorrente per quanto riguarda le indennità straordinarie di disoccupazione non è mai stata messa in discussione dall’Ufficio misure attive.
Come già evidenziato, è in discussione l’ammontare di tale indennità.
Alla luce delle obiezioni sollevate da RI 1, nell’atto ricorsuale, giova dapprima rilevare che, relativamente all'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione, l'art. 4 Laps enuncia:
" L’unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge;
c) dal partner convivente, se vi sono figli in comune;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti. (cpv. 1)
Se il titolare del diritto non è economicamente indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)
Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv. 3)
I figli e i titolari del diritto maggiorenni economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)
Se non vi sono figli in comune, dell’unità di riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)
Non fanno parte dell’unità di riferimento le persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."
L’art. 1 Reg.Laps prevede poi che:
" Non sono considerati coniugi ai sensi dell’ art. 4 della legge i coniugi separati legalmente (cpv. 1).
È considerato genitore:
a) la persona con il quale il figlio ha un vincolo di filiazione ai sensi del Codice civile svizzero;
b) la persona che accoglie il figlio in vista dell’ adozione. (cpv. 2)
Se l’ autorità parentale sui figli minorenni viene condivisa con una persona diversa da quelle menzionate all’ art. 4 cpv. 1 lett. a - c della legge, il minorenne fa parte dell’ unità di riferimento in cui vive il genitore con il quale condivide il domicilio. (cpv. 3)
I minorenni con figli propri costituiscono un’ unità di riferimento propria. (cpv. 4)
Le persone in stato di carcerazione vengono escluse dalla loro unità di riferimento fino al momento della liberazione se:
a) si trovano in stato di detenzione preventiva da almeno tre mesi;
b) stanno scontando una pena o una misura stazionaria superiore ai tre mesi;
c) sono riservate le decisioni particolari qualora il coniuge e/o i figli siano le vittime del reato per il quale il congiunto è in stato di detenzione. (cpv. 5)
La nozione di domicilio è quella dell’ art. 23 e seguenti del Codice civile svizzero. (cpv. 6)."
Come visto, per l’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è costituita, fra l’altro, dal partner convivente se vi sono figli in comune.
In una recente sentenza del 25 gennaio 2006 nella causa M., 39.2005.12, questa Corte ha stabilito che due conviventi con figli in comune, a prescindere dall’esistenza o meno di un concubinato, sono membri della medesima unità di riferimento.
Nel caso di specie, quindi, rettamente l’amministrazione ha considerato quali componenti dell’unità di riferimento dell’insorgente, oltre alla stessa, il convivente __________ e il loro figlio __________.
Pertanto, sulla base dell’art. 5 Laps (cfr. consid. 2.5.), al fine di determinare l’importo dell’indennità straordinaria a cui RI 1 ha diritto, nel relativo conteggio vanno considerati i redditi computabili e le spese computabili di tutte le persone componenti la sua unità di riferimento, ossia lei medesima, __________ e il figlio __________.
2.9. Come esposto al consid. 2.6., giusta l’art. 6 cpv. 1 lett. a Laps il reddito computabile è costituito dai redditi ai sensi degli art. 15-22 LT.
Fra questi redditi figurano in modo espresso all’art. 21 cpv. 1 LT i proventi dall’assicurazione invalidità.
Inoltre, a differenza della LT per la quale i proventi ricevuti in virtù della LPC sono esenti da imposta (cfr. art. 23 lett. h LT), l’art. 6 cpv. 1 lett. d Laps contempla, fra i redditi computabili le prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità.
Ex lege, dunque, le rendite AI e le PC percepite da __________ vanno computate nel calcolo di RI 1.
Al riguardo non sono previste eccezioni di alcun genere.
L’asserzione ricorsuale secondo cui la rendita AI e la PC non tengono conto delle spese della ricorrente e del figlio __________ (cfr. doc. I pag. 2) corrisponde solo parzialmente alla verità.
In effetti __________ è stato considerato sia nell’ambito dell’assicurazione invalidità, poiché giusta l’art. 35 LAI la persona legittimata alla rendita di invalidità ha diritto a una rendita completiva per ogni figlio che, qualora essa fosse morta, avrebbe diritto a una rendita per orfani dell’AVS (cfr. doc. III), che in quello delle PC ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a OPC, secondo cui la PC annua per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI viene calcolata globalmente se i medesimi vivono con i genitori.
Ciò risulta d’altronde dalla decisione relativa alle PC a far tempo dal 1° gennaio 2005 (cfr., doc. 21), in cui il fabbisogno vitale, il premio della cassa malati e la pigione sono stati calcolati tendendo conto anche del figlio.
Per quanto attiene all’assicurata, essa non è stata considerata nel calcolo della rendita AI e PC, in quanto le assicurazioni sociali federali non parificano la convivenza al matrimonio, a differenza, della Laps (art. 4 Laps; riguardo agli assegni di famiglia cfr. RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg.; STCA del 26 gennaio 2001 nella causa B.P.; STCA del 24 luglio 2000 nella causa A.I.; STCA del 15 aprile 1996 nella causa M.M.).
Per inciso è comunque utile osservare che l'art. 34 LAI relativo alla rendita di invalidità completiva per la moglie è stato abrogato con effetto al 1° gennaio 2004, nell’ambito della quarta revisione, della LAI. Secondo le disposizioni finali di tale revisione le rendite completive correnti beneficiano in ogni caso della garanzia dei diritti acquisiti.
Va inoltre ribadito che la Laps nel calcolo concernente il titolare di una prestazione sociale contempla, oltre al computo delle rendite AI e PC del convivente, pure il conteggio delle spese computabili di quest’ultimo.
Pertanto, contrariamente a quanto allegato dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3), il reddito di __________ costituito dalle rendite AI e dalle PC copre, in primo luogo, le sue spese.
Tali entrate non vanno così a ridurre l’ammontare dei costi che RI 1 deve sopportare.
In simili condizioni, l’Ufficio delle misure attive, tenendo conto delle rendite AI percepite da __________, comprensive della rendita completiva per il figlio __________, corrispondenti a complessivi fr. 18'876.-- annui (cfr. doc. 80, 21) e delle PC calcolate globalmente per il convivente della ricorrente e per il loro figlio, pari a fr. 22'992.-- annui (cfr. doc. 80, 21), ha applicato correttamente la Laps sia per quanto riguarda il principio del computo di tali redditi, che in relazione agli importo conteggiati (cfr. art. 5, 6 Laps).
In proposito va ricordato che l’amministrazione deve sempre agire nel rispetto del principio della legalità secondo cui, in virtù di un principio fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni (principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 368 segg.; STFA del 20 agosto 2003 nella causa X., H 231/02, consid. 5).
Non è poi dato da vedere in cosa l’amministrazione avrebbe erroneamente applicato il diritto federale, dal momento che essa era chiamata a determinare, sulla base della legislazione cantonale, una prestazione sociale cantonale.
Di conseguenza l’Ufficio convenuto, non avendo violato nessuna norma di diritto, nemmeno ha contravvenuto al principio del divieto dell'arbitrio, contrariamente a quanto asserito dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3).
Secondo la giurisprudenza, in effetti, un provvedimento è arbitrario e viola quindi l'art. 9 Cost. unicamente qualora disattenda gravemente una regola di diritto o un principio giuridico chiaro e indiscusso o contraddica in modo urtante il sentimento di equità. La violazione deve essere manifesta e riconoscibile di primo acchito. Non è ravvisabile arbitrio per il solo fatto che appaia concepibile o persino preferibile una soluzione diversa. Infine un provvedimento deve essere annullato solo se è arbitrario nel suo risultato, ma non quando solo i suoi motivi siano insostenibili, oppure ove esso non è motivato (cfr. DTF 129 I 9 consid. 2.1, 58 consid. 4; DTF 124 V 137 consid. 2b; STFA del 27 gennaio 2005 nella causa T., H 315/03, consid. 7.1.).
2.10. Inoltre il calcolo dell’indennità straordinaria di disoccupazione a cui ha diritto RI 1 è stato effettuato in maniera corretta anche per quanto attiene alle ulteriori poste considerate.
Del resto l’insorgente, fuorché il computo dei redditi di __________, non ha espressamente contestato alcuna altra voce indicata nel conteggio effettuato nel mese di agosto 2005 dall’Ufficio convenuto (cfr. doc. I).
Al riguardo è comunque utile sottolineare, in particolare, che a ragione l’Ufficio convenuto ha computato a titolo di spesa per l’alloggio l’importo di fr. 18'000.--.
Come visto (cfr. consid. 2.7.), l’art. 9 Laps prevede che la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso di unità di riferimento composte da più di due persone come quella dell’assicurata - composta della stessa, dal convivente e dal loro figlio __________ -, pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi maggiorato del 20%, ossia a fr. 18’000.-- (fr. 15’000.-- + 20% di fr. 15’000.--).
Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali:
" La spesa per l'alloggio è definita come segue:
a) per l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.
b) per il proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15% per le spese accessorie."
Nell’evenienza concreta la pigione netta è di fr. 24’000.-- (cfr. doc. 30) che, maggiorata del 15% per le spese accessorie, corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr. 27’600.--.
Tale importo è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 18’000--, per cui va conteggiato unicamente l’ammontare massimo di fr. 18'000.-- (cfr. doc. 80).
Infine il TCA rileva che il tema afferente alla disdetta del contratto di locazione notificata alla ricorrente dal locatore nel mese di febbraio 2006 con effetto a decorrere dal 30 marzo 2006 (cfr. doc. XVI; consid. 1.8.) esula dalle sue competenze.
Pertanto questa Corte non può pronunciarsi in merito.
Va in ogni caso evidenziato che l’insorgente, entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della disdetta, può contestarla e/o domandare la protrazione della locazione presso l’Ufficio di conciliazione __________, relativo al quartiere di __________.
2.11. Per quanto concerne il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (cfr. consid. 2.7.) vanno computati i premi ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata.
Secondo, poi, l’art. 4 Reg.Laps quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.
A titolo di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo a carico di un assicurato, bensì del premio medio ponderato relativo alla cassa malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13; STCA del 27 aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).
La ricorrente, il figlio __________ e il convivente sono affiliati alla cassa malati __________ (cfr. doc. 35-37; IXbis).
Per il 2005 il relativo premio medio ponderato complessivo è pari a fr. 7’964.-- (fr. 3'524.-- X 2 + fr. 916.--; cfr. doc. XIII).
Tale ammontare è inferiore alla quota media cantonale ponderata per il 2005, corrispondente, per due adulti e un ragazzo minore di 18 anni, a complessivi fr. 8’420.-- (fr. 3'730.-- X 2 + fr. 960.--; cfr. Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2005).
In casu l’Ufficio delle misure attive, quale premio della cassa malati, ha conteggiato il premio medio ponderato complessivo di fr. 7'964.-- (cfr. doc. 80).
Va, tuttavia, ricordato che il convivente e il figlio __________ sono al beneficio di una prestazione complementare mensile (cfr. doc. 21).
Secondo l’art. 3 della legge di applicazione della legge federale del 19 marzo 1965 concernente le prestazioni complementari all’assicurazione federale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LAPC) il premio lordo dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie degli assicurati beneficiari di prestazione complementare AVS/AI è corrisposto direttamente dal Cantone agli assicuratori.
L’art. 41 cpv. 1 della legge di applicazione della Legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) prevede, poi, che il premio lordo dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie degli assicurati beneficiari di prestazioni complementari AVS/AI è corrisposto direttamente dal Cantone agli assicuratori.
Giusta il cpv. 2 l’importo complessivo del premio lordo degli assicurati beneficiari di prestazioni complementari AVS/AI è finanziato in parte dai sussidi nell’assicurazione sociale contro le malattie e in parte attraverso l’Ordinanza relativa all’aumento dei limiti di reddito a seguito dell’ introduzione di una riduzione di premi nella LAMal, del 13 settembre 1995.
Nell’evenienza concreta dalla decisione relativa alla PC assegnata a __________, nel cui calcolo è compreso il figlio __________ ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a OPC (cfr. doc. 21), risulta, in effetti, che dall’importo totale mensile di fr. 2'032.--, la somma di fr. 116.-- viene dedotta e versata direttamente dalla Cassa di compensazione AVS/AI/IPG all’Ufficio dell’assicurazione malattia e che il premio dell’assicurazione malattia obbligatoria è pagato dall’IAS.
L’Ufficio convenuto, rispondendo a un quesito posto da questa Corte (cfr. doc. XI), ha indicato che nella fattispecie si è comunque tenuto conto del fatto che nel caso del convivente della ricorrente e del figlio __________, quali beneficiari di PC, il premio lordo di cassa malati è preso a carico dal Cantone, computando per entrambi una partecipazione al premio della cassa malati di entità uguale al premio di cassa malati conteggiato, ossia di fr. 3'524.-- per il padre e fr. 915.60 per __________, corrispondenti al premio medio ponderato della __________ per il 2005 (cfr. doc. XIII).
Procedendo in tal modo, gli importi dei premi di __________ e __________ vengono annullati dai rispettivi e identici sussidi computati nel calcolo.
Al fine della determinazione dell’ammontare dell’indennità straordinaria di disoccupazione influiscono così unicamente il premio medio ponderato di RI 1 di fr. 3'524.-- annui e il relativo sussidio di fr. 1'875.-- annui (fr. 6'314.25 – fr. 3'524.-- – fr. 915.60).
Quest’ultima somma emerge peraltro anche da una fattura dei premi della __________ del 31 agosto 2005 relativa ai premi del mese di ottobre 2005 che indica quale riduzione individuale dei premi per la ricorrente un importo di fr. 156.20 al mese, che calcolato su un anno corrisponde a circa fr. 1'875.-- (cfr. doc. IXbis).
In concreto, alla luce della circostanza che quale partecipazione al premio per __________ e __________ sono stati computati degli importi pari ai premi conteggiati per gli stessi, la somma ritenuta dall’Ufficio convenuto quale premio cassa malati di fr. 7’964.-- non è quindi censurabile (cfr. doc. 80).
Tuttavia il TCA non può esimersi dall’evidenziare che nel calcolo dell’indennità straordinaria di disoccupazione relativo al caso dell’insorgente effettuato dall’Ufficio delle misure attive sarebbe stato più realistico, più lineare e di più facile comprensione per l’interessata computare unicamente il premio della cassa malati di RI 1, visto che per gli altri due componenti della sua unità familiare, essendo beneficiari di prestazioni complementari, l’intero premio lordo dell’assicurazione malattie obbligatoria è versato dal Cantone all’assicuratore malattia (al riguardo cfr. STCA del 17 maggio 2005 nella causa A., 42.2004.3, destinata alla pubblicazione in RtiD II-2005).
Chiaramente in tal caso non si sarebbe dovuto conteggiare alcunché a titolo di partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie per __________ e __________ ai fini della determinazione della lacuna di reddito.
2.12. La ricorrente, nell’atto ricorsuale, ha sostenuto che il convivente deve far fronte a una serie di spese, più precisamente ai costi per i suoi disturbi di salute, alle spese per il diritto di visita dei tre figli nati dal matrimonio con __________, oltre agli alimenti per i figli (cfr. doc. I pag. 3).
Al riguardo occorre rilevare che ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps nella spesa computabile vanno considerati gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c LT, e meglio gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o di fatto, nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale.
In casu nulla è stato computato a titolo di alimenti dall’Ufficio convenuto, il quale nella risposta di causa ha indicato che __________ non ha prodotto alcun documento che comprovi tale spesa (cfr. doc. III).
Da un accertamento esperito da questo Tribunale è emerso che la Cassa di compensazione AI/PC dal mese di febbraio 2000 versa direttamente a __________ per sé stessa e per i tre figli una rendita completiva AI e una prestazione complementare di complessivi fr. 4'400.--. L’erogazione delle rendite completive AI e della prestazione complementare per i tre figli è stata confermata mediante un messaggio di posta elettronica del 19 gennaio 2006 di un collaboratore dell’Ufficio delle prestazioni dell’IAS (cfr. doc. X, XII, E, F).
Pertanto, siccome __________ non deve far fronte al pagamento di contributi alimentari, rettamente l’Ufficio delle misure attive non ha conteggiato alcunché a tale titolo.
Le restanti spese invocate dalla ricorrente, ovvero i costi per i disturbi di salute del convivente e quelli connessi al diritto di visita di quest’ultimo, non sono previste quale spesa computabile dalla Laps.
A tale proposito è utile osservare che i redditi computabili e le spese computabili queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio agli art. 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.7.), sono elencati in modo esaustivo.
Di conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo dell’indennità straordinaria di disoccupazione, non è possibile computarne altre non previste dalla Laps.
A eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC, con l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).
Abbondanzialmente per quanto concerne i costi generati dai disturbi di salute del convivente della ricorrente, beneficiario di prestazioni complementari, va rilevato che secondo l’art. 3 LPC le prestazioni complementari comprendono, oltre alla PC annua versata ogni mese, il rimborso delle spese di malattia e invalidità (cfr. art. 3 lett. b LPC). La franchigia a carico degli assicurati va considerata quale spesa di malattia (cfr. Direttive concernenti le PC all’AVS/AI - DPC – emesse dall’UFAS, Stato: 1.1.2006, n. 5035).
Per l'art. 3d cpv. 1 LPC
" I beneficiari di una prestazione complementare annua hanno diritto al rimborso delle spese dell'anno civile in corso, debitamente comprovate:
a. di dentista;
b. di aiuto, di cure e di assistenza a domicilio e in strutture diurne;
c. per dieta;
d. di trasporto fino al più vicino luogo di cura;
e. di mezzi ausiliari e
f. di partecipazione alle spese giusta l'articolo 64 LAMal."
Secondo l'art. 6 OMPC
" La partecipazione ai costi ai sensi dell'articolo 64 della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) è rimborsata per le prestazioni assunte dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo l'articolo 24 LAMal."
Nel caso in esame, poiché __________ ha diritto alla PC, può richiedere il rimborso della partecipazione ai costi delle cure medico-sanitarie assunte dall’assicurazione malattie obbligatoria.
Va, in ogni caso, ricordato che giusta l'art 2 lett. a OMPC le spese di malattia sono rimborsate unicamente se il rimborso è fatto valere entro 15 mesi dalla fatturazione (cfr. STFA del 22 giugno 2004 nella causa O., P 8/03).
Le stesse considerazioni valgono eventualmente per le spese generate dalla malattia, “grave forma di celiachia”, di cui soffre una figlia del convivente della ricorrente(cfr. doc. I pag. 2).
In merito è utile precisare che anche le spese supplementari debitamente comprovate causate da un regime dietetico d’importanza vitale prescritto da un medico a persone che non vivono né in un istituto né in un ospedale sono considerate spese di malattia (cfr. art. 3d cpv. 1 lett. c LPC; 9 OMPC; STFA del 22 giugno 2004 nella causa O., P 8/03).
2.13. Sulla base di tutto quanto esposto, i redditi computabili della ricorrente, calcolati su un anno, sono costituiti dalla rendita AI percepita dal suo convivente, inclusa la rendita completiva per __________ di fr. 18'876.-- (cfr. consid. 2.9.) e dalla prestazione complementare per __________ e __________ di fr. 22'992.-- (cfr. consid. 2.9.).
Globalmente essi ammontano a fr. 41'868.--.
La sostanza computabile risulta nulla, in quanto inferiore alla deduzione di fr. 50'000.-- prevista all’art. 6 cpv. 1 lett. f Laps (cfr. doc. 80).
Le spese computabili sono, invece, composte dai contributi alle assicurazioni sociali di fr. 425.--, dal premio della cassa malati di fr. 7'964.--(cfr. consid. 2.11.), dalle imposte ordinarie di fr. 40.-- e dalla spesa per l’alloggio di fr. 18'000.-- (cfr. consid. 2.10.).
Esse, complessivamente, corrispondono a fr. 26'429.--.
Di conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.6.) dell’insorgente ammonta a fr. 15’439.-- (redditi computabili di fr. 41’868.-- spese computabili di fr. 26’429.--).
La soglia di intervento per il 2005 della famiglia di RI 1, formata dalla ricorrente, dal convivente e dal loro figlio, come riconosciuto dall’amministrazione (cfr. doc. 80, 81), è pari a fr. 31'810.-- (cfr. art. 10 Laps; consid. 2.7.; fr. 15'700. -- per il titolare del diritto + fr. 7’850.-- per la prima persona supplementare dell’unità di riferimento + fr. 8260.-- per la seconda persona supplementare dell’unità di riferimento).
I titolari del diritto all’indennità straordinaria di disoccupazione, come visto, hanno diritto a tale prestazione allorché il reddito disponibile residuale, sommato al sussidio per il premio della cassa malati e alle prestazioni sociali di complemento di cui un assicurato beneficia, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 11 Laps; consid. 2.6.).
In casu, i sussidi della cassa malati computati (al riguardo cfr. consid. 2.11.) ammontano a fr. 6'314.25.-- (cfr. doc. 80, 81). Pertanto la lacuna di reddito Laps annua è pari a fr. 10’056.75 (fr. 31'810.-- - fr. 15’439.-- - fr. 6'314.25.--).
L'assicurata ha, dunque, diritto a decorrere dal mese di luglio 2005 a un’indennità giornaliera straordinaria di disoccupazione di fr. 38.60 (fr. 10'056.75.-- : 12 mesi = fr. 838.06 : 21.7 giorni - cfr. art. 40a OADI - = fr. 38.60), come riconosciuto dall’Ufficio convenuto.
2.14. L'insorgente, con il ricorso, ha chiesto al TCA di richiamare l’incarto AI e della prestazione complementare di __________, il proprio intero incarto dall’Ufficio delle misure attive e dall’Ufficio del sostegno sociale, gli incarti della CTR __________ relativi a __________, __________ e figli e infine l’incarto __________ dalla Pretura di __________ (cfr. doc. I).
Il TCA rileva innanzitutto che l'incarto dell’Ufficio delle misure attive concernente la ricorrente è parte integrante delle tavole processuali.
Sulla base della documentazione agli atti e degli accertamenti esperiti da questa Corte, la questione dell’entità dell’indennità straordinaria di disoccupazione spettante ad RI 1 è, poi, stata sufficientemente chiarita.
Di conseguenza la richiesta della ricorrente concernente il richiamo dei citati documenti deve essere respinta.
A tale proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01 consid. 4; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
2.15. Il TCA rileva infine che la ricorrente ha postulato l’ammissione all’assistenza giudiziaria e al gratuito patrocinio dinanzi al TCA (cfr. doc. I).
Secondo l’art. 21 cpv. 2 LPTCA la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.
La legge cantonale sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria, in vigore dal 30 luglio 2002 (cfr. art. 38 Lag e BU 30/2002 pag. 213 segg.), si applica alle domande di assistenza giudiziaria introdotte dopo la sua entrata in vigore.
L'art. 3 della citata legge prevede:
" 1L'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica
indigente la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."
" 2E' ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."
Le altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite negativamente all'art. 14 Lag:
" 1L'assistenza giudiziaria non è concessa:
a) la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;
b) una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta.
2L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari."
I criteri posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale delle assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f v.LAVS).
Pertanto la Lag, a cui la LPTCA rinvia, è stata ritenuta conforme all’art. 61 lett. f LPGA (cfr. DTF 130 V 320; STCA del 25 ottobre 2004 nella causa H., 35.2004.24, consid. 2.14.; STCA del 2 settembre 2004 nella causa A., 38.03.101, consid. 2.16.), in vigore dal 1° gennaio 2003 per i settori delle assicurazioni sociali disciplinati dal diritto federale, secondo cui nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.
Infatti l’art. 61 lett. f LPGA ha mantenuto invariate le condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria rispetto al vecchio diritto elaborate dalla giurisprudenza.
L’istante va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.; DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20 ad art. 155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma dell’art. 328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155, p. 479 e giurisprudenza ivi citata).
Non è determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165).
Il limite per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).
L’indigenza processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996 N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 3).
In una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.
L’attestato municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo (Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).
Nella commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il TFA infatti si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF 119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).
Generalmente dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con effetto retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti (cfr. SVR 2000 UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella causa R.G., inc. 31.1998.50).
Secondo la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).
2.16. Nel caso di specie con la presente sentenza è stato riconosciuto il diritto dell’assicurata di percepire un’indennità giornaliera straordinaria di disoccupazione di fr. 38.60 a decorrere dal mese di luglio 2005.
Per valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c).
Al minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).
Il fabbisogno secondo i limiti Laps, il quale fa riferimento agli importi minimi indicati dalla LPC (cfr. art. 10 Laps; consid. 2.7.), è più elevato dell'importo di base determinato fondandosi sulla Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo allestita dalla Camera di esecuzione e fallimento CEF, quale Autorità di vigilanza cantonale ed in vigore dal 1° gennaio 2001 (per una famiglia di due genitori e un figli di 6 e 12 anni ammonta a fr. 2’050.--, pari a fr. 24’600.-- annui) a cui va aggiunto un supplemento del 15-25%.
Inoltre nel calcolo secondo la Laps vanno considerate delle spese non previste per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo.
Di conseguenza, in casu, dal fatto che la ricorrente abbia diritto a un’indennità straordinaria di disoccupazione, che peraltro va a coprire totalmente la lacuna di reddito (cfr. consid. 2.13.), non si può concludere che essa sia indigente ai fini dell’assistenza giudiziaria.
Va, quindi, effettuato il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo.
Il reddito della famiglia dell’insorgente è costituito dalla rendita AI percepita da __________ e della relativa prestazione complementare di complessivi fr. 3'489.-- (cfr. doc. 21, 80; consid. 2.9.), oltre all’indennità straordinaria di disoccupazione di fr. 837.60 al mese (fr. 38.60 X 21,7).
Con un reddito di circa fr. 4’326.-- la ricorrente deve far fronte a fr. 2’050.-quale importo base mensile per l’assicurata, il convivente e il figlio di quattordici anni, stabilito per il calcolo del minimo esistenziale LEF.
Tali importi comprendono già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria, igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1° gennaio 2001).
Bisogna poi computare il canone di locazione di fr. 2’000.-- al mese (cfr. doc. 30). Esso, pur considerando l’esercizio del diritto di visita nei confronti dei tre figli di __________, risulta piuttosto elevato, per cui al fine del conteggio del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo va ridotto a fr. 1'700.-- (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo allestita dalla Camera di esecuzione e fallimento CEF, p.to II 1.1.).
Vanno altresì aggiunti il premio afferente all'assicurazione contro le malattie della ricorrente (i premi del convivente e di __________, essendo al beneficio di una PC, sono assunti integralmente dal Cantone; cfr. consid. 2.11.) di circa fr. 206.--, già dedotti i relativi sussidi (cfr. doc. IXbis) e i contributi sociali di fr. 36.-- al mese (cfr. doc. 80).
Si ottiene, quindi, un onere globale di fr. 3'992.--.
L'eccedenza mensile sarebbe, dunque, di fr. 334.-- (fr. 4’326.-- - fr. 3’992.--) da cui vanno però ancora dedotte le imposte pari all'ammontare di fr. 40.-- al mese (cfr. doc. 80).
Inoltre aggiungendo all'importo di base di fr. 2'050.--, determinato sulla base della Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, un supplemento del 15-25%, ossia di fr. 307.--/512.-- conformemente a quanto stabilito dal TFA nella sentenza del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04, risulta che la ricorrente non riesce a far fronte alle spese legali, in quanto l’eccedenza è praticamente nulla.
L'indigenza deve, pertanto, essere ammessa.
Va, inoltre, ritenuto che anche le altre condizioni poste da legge e giurisprudenza appaiono adempiute.
Per quanto riguarda, in particolare, il presupposto secondo cui le conclusioni del ricorrente non sembrano dovere avere esito sfavorevole, va osservato che il calcolo effettuato il 4 agosto 2005 dall’Ufficio convenuto, risultante dalla tabella agli atti (cfr. doc. 80, 81) risulta essere complesso e non di primo acchito esente da errori.
L'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria va accolta.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso è respinto.
2.- L'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio è accolta.
3.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4.- Intimazione alle parti.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti