RACCOMANDATA
Incarto n. 39.2002.00010-11 rs/sc
Lugano 7 giugno 2002
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sui ricorsi del 21 gennaio 2002 di
1. __________, 2. __________,
contro
le decisioni del 27 novembre 2001 emanate da
Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle, in materia di assegni di famiglia
ritenuto, in fatto
1.1. Con due decisioni del 27 novembre 2001, con effetto dal 1° settembre 2001, la Cassa cantonale per gli assegni familiari (in seguito la Cassa) ha respinto la richiesta di __________, tendente al riconoscimento del diritto ad un assegno integrativo a favore dei figli __________ (11.10.1998) e __________ (22.12.2000) e ad un assegno di prima infanzia.
A motivazione delle proprie decisioni l'amministrazione ha precisato che i redditi determinanti superano le spese riconosciute.
1.2. L'assicurata, tramite l'__________, il 10 dicembre 2001 ha inoltrato alla Cassa il seguente scritto:
" con la presente chiediamo a nome della signora citata di volere rivedere la domanda a suo tempo respinta.
In effetti l'adempimento delle norme inerenti la residenza in Ticino della Signora è adempiuta essendo passati al momento attuale 3 anni.
Inoltre i premi per la cassa malati sono aumentati a Fr. 11'043.--.
In effetti il marito ha dovuto passare all'assicurazione individuale per la perdita di guadagno.
Per questi motivi vi preghiamo di volere rivedere il calcolo di assegno integrativo." (Doc. _)
Il 19 dicembre 2001 l'amministrazione ha risposto:
" (…)
Il contributo assicurazione malattia viene calcolato tenendo in considerazione il premio base obbligatorio (LAMAL) dedotto l'eventuale sussidio cantonale, mentre tutte le assicurazioni complementari non sono calcolate.
Per quanto concerne l'assicurazione privata per perdita di guadagno, vi facciamo osservare che, secondo l'art. 3b cpv. 3 lett. c LPC (Legge federale sulle prestazioni complementari), applicabile per analogia al calcolo degli assegni familiari, sono riconosciute unicamente quali spese i premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie. Non possiamo dar seguito favorevole alla vostra richiesta e vi confermiamo pertanto l'esattezza della nostra decisione del 27 novembre u.s." (Doc. _)
1.3. Con ricorso 21 gennaio 2002 l'interessata e il marito, __________, hanno impugnato dinanzi al TCA le decisioni di rifiuto dell'assegno integrativo e di prima infanzia. Essi si sono così espressi:
" (…)
riteniamo che non sia stato tenuto in considerazione il fabbisogno della nostra famiglia, in particolare il premio per l'assicurazione perdita di salario.
Il fabbisogno calcolato dalla cassa è di Fr. 52'781.-; ogni mese il premio della perdita di salario è di Fr. 578.- che all'anno incide in Fr. 6'936.- sulla nostra economia. Quindi ci sarebbe uno scoperto di Fr. 5'302.che l'IAS non vuole riconoscere.
La Cassa dice, nella lettera al Sindacato del 19 dicembre "Per quanto riguarda l'assicurazione privata per perdita di guadagno, vi facciamo osservare che, secondo l'art. 3b cpv. 3 lett c LPC ( Legge federale sulle prestazioni complementari) applicabile per analogia al calcolo degli assegni familiari, sono riconosciute unicamente quali spese i premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie".
Ora noi contestiamo l'applicazione, per analogia, della Legge sulle prestazioni complementari al nostro caso.
Di fatto può accedere alle prestazioni Complementari solo chi è beneficiario di una rendita AVS/AI, che sotto questa formula ha un reddito.
Nel nostro caso vista, al momento, l'incapacità lavorativa del capo famiglia per malattia, vista l'assenza di un datore di lavoro,(licenziato da una ditta che nel frattempo è fallita), l'unico modo per ottenere un reddito è pagare in forma privata l'assicurazione perdita di salario.
Per questo preghiamo, l'onorevole Tribunale delle assicurazioni, di decidere sulla applicazione per analogia della Legge sulle prestazioni complementari, alla nostra situazione." (Doc. _)
1.4. Con risposta 31 gennaio 2002 la Cassa ha proposto di respingere i gravami con le seguenti motivazioni:
" (…)
L'articolo 28 della LAF stabilisce:
" Per l'accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni della legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI (cpv. 1). Il reddito del lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale reddito nella misura di 1/15 (cpv. 2). Il premio per l'assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia non sono prese in considerazione nel calcolo. (cpv. 3.)"
La semplice lettura di questo articolo conferma la legittimità dell'applicazione per analogia delle disposizioni della legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI. I capoversi 2 e 3 indicano le sole differenze di calcolo volute dal legislatore per l'applicazione delle due leggi.
Nelle decisioni contestate la Cassa ha indicato l'applicazione dell'art. 3 b della Legge federale sulle prestazioni complementari. Quest'articolo enumerava esaustivamente le spese riconosciute nell'ambito del calcolo del fabbisogno totale. L'art. 3 b, cpv. 3, lett. c) stabilisce quanto segue:
" Per le persone che vivono a casa e per le persone che vivono in un istituto sono inoltre riconosciute le spese seguenti:
a) spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo dell'attività lucrativa;
b) spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c) premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione militare;
d) importo forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. L'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura infortuni);
e) pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia."
Da quanto precede è confermata l'impossibilità di tener conto del premio dovuto per la copertura dell'assicurazione malattia perdita di guadagno." (Doc. _)
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Il ricorso del 21 gennaio 2002 contro le decisioni emanate dalla Cassa il 27 novembre 2001 è tempestivo.
Infatti l'amministrazione avrebbe dovuto trasmettere gli atti a questa Corte, dopo aver ricevuto la richiesta di revisione dei provvedimenti menzionati inoltrata dall'insorgente, rappresentata dall'___________, il 10 dicembre 2001, ovvero prima della scadenza del termine di ricorso di 30 giorni (cfr. consid. 1.2.; doc. _ agli atti dell'amministrazione, cfr. art. 68 LAF).
Di conseguenza il TCA entra nel merito del ricorso inoltrato dagli assicurati.
Nel merito
2.3. Oggetto del contendere è il calcolo effettuato dalla Cassa per stabilire se gli assicurati possono avvalersi di un assegno integrativo e di un assegno di prima infanzia.
I ricorrenti chiedono in particolare che venga tenuto conto del premio relativo all'assicurazione malattia perdita di guadagno
stipulata privatamente dal marito. Inoltre essi contestano l'applicazione per analogia della Legge federale concernente le prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità al loro caso (cfr. consid. 1.3.).
2.4. L'art. 24 LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno integrativo:
" Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno (integrativo), per il figlio, se cumulativamente:
a) ha la custodia del figlio;
b) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
c) il reddito disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta dell'eventuale assegno di base nonché degli eventuali obblighi alimentari, è inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.
Se entrambi i genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha diritto all'assegno.
Non ha diritto all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare all'AVS/AI, se il figlio è considerato per il calcolo della prestazione."
Secondo l’art. 28 cpv. 1 a 3 LAF
" Per l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
Il reddito del lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale reddito nella misura di 1/15.
Il premio per l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia non sono prese in considerazione nel calcolo.”
L’art. 33 del Regolamento LAF (Reg. LAF), adottato dal Consiglio di Stato il 5 febbraio 1997, prevede che
" Nei limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI non è compreso il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie."
Per la determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:
a) se non sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25 anni (art. 34 LAF).
2.5. L’assegno di prima infanzia è regolato agli art. 31ss LAF.
L’art. 32 LAF, relativo alle famiglie biparentali, prevede in particolare che
" 1 I genitori domiciliati nel Cantone hanno diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) hanno il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
b) uno dei genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne esercita una che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del figlio;
c) il reddito disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai limiti posti dall'art. 24 cpv. 1 lett. c).
2 Al genitore che non esercita un'attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di un'attività a tempo pieno, da lui esigibile.
3 Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI."
Da quanto esposto all’art. 32 lett. c LAF, che richiama l’art. 24 cpv. 1 lett. c LAF, emerge che il calcolo per stabilire il diritto all’assegno di prima infanzia corrisponde a quello relativo all’assegno integrativo.
L'art. 33 LAF sancisce:
" 1 Il diritto all'assegno sorge il primo giorno del mese in cui sono soddisfatte le condizioni legali, ma al più presto il primo giorno del mese in cui nasce il figlio.
2 Il diritto all'assegno si estingue:
a) alla fine del mese in cui il genitore inizia un'attività lucrativa con un grado di occupazione superiore al 50%;
b) quando il genitore affida il figlio alle cure di una terza persona per più di mezza giornata sull'arco di un giorno;
c) al più tardi alla fine del mese in cui il figlio compie i tre anni di età."
Secondo l’art. 36 cpv. 1 a 3 LAF
" Per l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
Il reddito del lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale reddito nella misura di 1/15.
Il premio per l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia non sono prese in considerazione nel calcolo.”
2.6. L’art. 3b della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), a cui rinvia l’art. 24 cpv. 1 lett. c LAF, entrato in vigore con la terza revisione delle PC il 1° gennaio 1998, prevede che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, fino al 31 dicembre 2000, al minimo per le persone sole, a fr. 14’860.--, per i coniugi, almeno 22’290.-- franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 7’830.--. Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno (fr. 5'220.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'610.--).
Dal 1° gennaio 2001 il fabbisogno è di fr. 15'280.--, fr. 22'920.-- rispettivamente fr. 8'050.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000).
Viene inoltre tenuto conto della pigione di un appartamento e delle relative spese accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può invece tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di restituzione (art. 3b cpv. 1 lett. b LPC).
Per quanto riguarda l'importo computabile a titolo di pigione l'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione (comprese le spese accessorie) fino a concorrenza di un importo annuo corrispondente, fino al 31 dicembre 2000, a fr. 13'800.-- per coniugi e le persone con figli.
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Dal 1° gennaio 2001 tale importo è pari a fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000).
2.7. Poiché le decisioni impugnate sono state emesse nel 2001 e si riferiscono al medesimo anno alla presente vertenza si applicano i nuovi limiti adeguati al 1° gennaio 2001. In concreto quindi il fabbisogno vitale della famiglia della ricorrente, formata dalla madre, dal padre e da due figli, è pari a fr. 39'020.--, come indicato dalla Cassa.
La pigione pagata mensilmente dai ricorrenti ammonta a
fr. 800.--. Il canone annuo è pari pertanto a fr. 9'600.--, a cui vanno aggiunti fr. 840.-- annui a titolo di spese accessorie (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
La somma complessiva di fr. 10'440.-- è inferiore al massimo riconosciuto di fr. 15'000.-- (cfr. consid. 2.6.), dunque l'amministrazione ha correttamente computato tale importo.
2.8. Per stabilire l'ammontare degli assegni vanno pure computate secondo l’art. 3b cpv. 3 LPC le
" a. spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del
reddito lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. ….
e. pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."
Secondo l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi di cui si deve tener conto per il calcolo della PC e quindi dell’assegno integrativo e di prima infanzia comprendono
" b. il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000 franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75 000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;
d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;
e. le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni familiari
g. le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni alimentari del diritto di famiglia."
Per quanto riguarda invece il reddito del lavoro non si applicano le disposizioni della LPC, in quanto la LAF prevede in maniera autonoma la modalità di computo di questo reddito in particolare il computo globale e non ridotto di questa entrata (art. 28 cpv. 2 LAF; Messaggio relativo all’introduzione di una nuova legge sull’assegno di famiglia del 19 gennaio 1994 p. 51).
2.9. I ricorrenti sostengono che nel conteggio dell'assegno integrativo e di prima infanzia sia da computare anche il premio relativo all'assicurazione malattia perdita di guadagno conclusa privatamente da __________ con l'__________ (cfr. consid.1.3.).
Preliminarmente va rilevato che gli insorgenti hanno affermato, a giustificazione della loro asserzione che i contributi mensili versati all'________ per l'assicurazione perdita di guadagno devono essere tenuti in considerazione dalla Cassa, che la Legge federale concernente le prestazioni complementari all'AVS/AI non deve essere applicata nel loro caso in quanto essi non sono beneficiari né di una rendita AVS, né di una rendita AI (cfr. consid. 1.3.).
Al riguardo va segnalato che, come esposto sopra (cfr. consid. 2.4.), è la LAF medesima che, all'art. 28 cpv. 1 relativo all'assegno integrativo e all'art. 36 cpv. 1 riguardante l'assegno di prima infanzia, sancisce per l'accertamento e il calcolo dei menzionati assegni l'applicazione per analogia delle disposizioni della legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.
Questa scelta è stata determinata dalla circostanza che per avere diritto all'assegno integrativo e all'assegno di prima infanzia un assicurato deve tra l'altro avere un reddito disponibile, comprensivo dell'eventuale assegno di base, nonché degli eventuali obblighi alimentari, inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari (cfr. art. 24 cpv. 1 lett. c e art. 32 cpv. 1 lett. c LAF).
Va del resto osservato che grazie a questa regolamentazione è la prima volta che un Cantone prevede nell'ambito degli assegni di famiglia, e meglio con l'introduzione dell'assegno di prima infanzia, una garanzia di un reddito minimo commisurato alla composizione del nucleo familiare (cfr. Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sugli assegni di famiglia del 19 gennaio 1994, pag. 12). L'assegno integrativo invece è destinato a coprire i costi aggiuntivi del figlio (cfr. D. Cattaneo, La legge sugli assegni di famiglia: caratteristiche, sentenze e problemi aperti, in "Il diritto pubblico ticinese nel terzo millennio", RDAT I-2000, pag. 124-125).
Di conseguenza correttamente la Cassa ha applicato per analogia le norme della Legge federale sulle prestazioni complementari per effettuare il conteggio dell'assegno integrativo e di prima infanzia degli assicurati.
2.10. Come appena indicato, per stabilire il diritto all'assegno integrativo e all'assegno di prima infanzia si tiene conto, di principio, delle disposizioni applicabili al calcolo delle prestazioni complementari, con alcune eccezioni. Il reddito da attività lavorativa va ad esempio computato per intero, mentre a titolo di premio per l'assicurazione malattia si computa "il premio per l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie" (cfr. art. 28 cpv. 3 LAF e 33 RegLAF).
A quest'ultimo proposito va rilevato che in ambito PC viene invece computato il cosiddetto premio medio cantonale. Secondo l’art. 3b cpv. 3 lett. d LPC del medesimo articolo, a titolo di spesa, viene riconosciuto un
" importo forfettario annuo per l’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie. L’importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per l’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (compresa la copertura infortuni)."
L'art. 3b cpv. 3 lett. c LPC infatti prevede il computo dei premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie.
A proposito della diversa regolamentazione del computo del premio relativo all'assicurazione malattia in ambito LAF rispetto alla LPC, nel rapporto di maggioranza del Gran Consiglio (p. 36) si legge:
" per contro viene precisato che il premio netto già dedotto l'eventuale sussidio cantonale - per l'assicurazione contro le malattie va preso in considerazione per il calcolo, dato che la LPC prevede che, nel calcolo, il premio per l'assicurazione malattia non è compreso integralmente. Si tratta di un primo passo per l'armonizzazione di due leggi sociali: la LCAmal e la presente legge."
Dal tenore del rapporto risulta quindi chiaramente che il legislatore intendeva dedurre tutto il premio per l'assicurazione malattia obbligatoria e non solo il premio medio cantonale.
2.11. La legge va interpretata sulla base del suo testo letterale (cfr. DTF 123 V 317; DTF 121 V 60; DTF 119 V 429 consid. 5a). Secondo la giurisprudenza si può derogare dal senso letterale di un testo chiaro, tramite interpretazione, solo se vi sono ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori preparatori, dallo scopo e dal senso della disposizione oppure dalla sistematica della legge, le quali permettono di presumere che il testo di legge non esprime il vero senso della disposizione in oggetto (cfr. STFA del 6 luglio 1998 nella causa G.; DTF 123 V 317; DTF 123 III 91 consid. 3a; DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a; DTF 122 V 364 consid. 4a; DTF 119 V 429; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 4452; VSI, 1993, p. 133; Pratique VSI 1933 p. 263; RAMI 1993 p. 132; DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; 117 V 5; Imboden/Rhinow/Krähemann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137 seg., no. 21B IV).
Se il testo non è assolutamente chiaro oppure se sono possibili più interpretazioni, conviene ricercare qual è la vera portata della norma, desumendola da tutti gli elementi che vanno considerati e meglio dai lavori preparatori, dallo scopo della norma dal suo spirito, così come dai valori sui quali si fonda o ancora tramite la relazione con le altre norme legali (cfr. DTF 123 V 301; DTF 123 V 318; DTF 119 V 429 cons. 5a.; 118 Ib 191 cons. 5: 117 V 109; Pratique VSI 1993 p. 3 cons. 3 e rif. ivi citati; DTF 116 II 415 cons. 5b, 527 cons. 2b e 578 con s. 2b).
2.12. Nel caso in esame il testo letterale è chiaro.
In base al suo tenore e pure ad un'interpretazione sistematica delle disposizioni in esame risulta che la richiesta degli assicurati di computare i premi dell'assicurazione malattia perdita di guadagno è infondata.
In effetti l'art. 28 cpv. 3 LAF prevede espressamente che si tenga conto dell'assicurazione sociale e obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia.
Secondo l'art. 1 LAMal l'assicurazione sociale malattia comprende sia l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie che l'assicurazione d'indennità giornaliera facoltativa.
Quest'ultima assicurazione è tuttavia appunto facoltativa non obbligatoria (art. 63ss. LAMal) e quindi non se ne può tenere conto nel calcolo degli assegni di famiglia.
Va pure rilevato che la LAMal non prevede la possibilità di introdurre l'obbligatorietà di questa assicurazione (cfr. art. 67ss LAMal).
In questo contesto l'assicurazione per perdita di guadagno, disciplinata, come visto, anch'essa dalla LAMal (art. 1 LAMal), non può neppure essere considerata un'"altra assicurazione sociale della Confederazione" (cfr.Werlen, der Anspruch auf Ergänzungsleistungen und deren Berechnung, Baden 1995, p. 196) ai sensi dell'art. 3b cpv. 3 LPC, in quanto questa disposizione esclude espressamente l'assicurazione malattie in generale (cfr. consid. 2.8.).
La deduzione di un importo forfetario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie è regolata invece dall'art. 3b cpv. 3 lett. d. Tale ammontare forfetario non prende in considerazione comunque né l'assicurazione d'indennità giornaliere facoltativa, né un'eventuale assicurazione complementare (cfr. Messaggio del Consiglio federale relativo alla terza revisione della LPC, FF 1997 I 1996).
L'indennità per perdita di guadagno in caso di malattia non può nemmeno essere equiparata a quelle dell'assicurazione infortuni, in quanto l'obbligatorietà di quest'ultima è prevista nella relativa legge.
Non va infine dimenticato che l'assegno integrativo LAF è stato creato sul modello della LPC, che prevede la deduzione di un elenco di spese esaustivo. Inoltre le disposizioni sono di diritto federale imperativo (cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Zurigo 1995, pag. 135 ed Ergänzungsband, Zurigo 2000, pag.83). Ciò che non è compreso in questa lista non può quindi essere considerato.
A tutto quanto non è possibile far fronte tramite i costi speciali previsti dalla legge, si deve dunque sopperire tramite l'importo destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).
Lo stesso deve valere in ambito LAF, la quale si scosta unicamente per quanto riguarda la modalità della deduzione del premio per l'assicurazione malattia sociale obbligatoria, ma non per il principio.
Poiché quindi ai sensi della LAMal a cui le due leggi fanno chiaro riferimento, l'indennità giornaliera va considerata facoltativa, anche l'eventuale fatto che la conclusione di un'assicurazione di questo genere sia resa obbligatoria per il datore di lavoro da un contratto collettivo di lavoro non ha alcuna rilevanza. Alla base di questa regolamentazione vi è infatti un contratto di diritto privato e non una legge di diritto pubblico (cfr. a questo proposito art. 324a CO).
Se si optasse per una diversa soluzione e meglio se si deducessero questi premi per il calcolo dell'assegno per il solo fatto che la conclusione dell'assicurazione è obbligatoria per il datore di lavoro in base ad un contratto collettivo, si verrebbe a creare una disuguaglianza di trattamento ai sensi dell'art. 8 Cost. fed., tra questi assicurati e quelli che devono pagare il premio sulla base di un'assicurazione conclusa facoltativamente dal datore di lavoro. In base al chiaro tenore della legge quindi il premio per l'assicurazione per perdita di guadagno in questione non può essere dedotto per il calcolo dell'assegno.
Sta al legislatore cantonale di trovare, se lo ritiene opportuno, una adeguata soluzione al problema della deducibilità di premi versati per l'indennità per perdita di guadagno in caso di malattia (per un caso analogo cfr. STCA del 30 giugno 2000 nella causa B., pubblicata in RDAT I-2001 pag. 46 segg.).
2.13. Come indicato al considerando precedente, ai fini del calcolo dell'assegno integrativo e dell'assegno di prima infanzia è computabile unicamente il premio per l'assicurazione obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia e quindi per l'assicurazione sociale secondo la LAMal (cfr. consid. 2.12.; art. 28 cpv. 3 LAF e 33 RegLAF).
Gli eventuali premi che concernono le prestazioni complementari alla LAMal non vengono dunque computati (cfr. Rapporto di maggioranza del 23 maggio 1996 p. 36).
Inoltre va evidenziato che è computabile il premio netto e meglio va tenuto conto di eventuali sussidi erogati agli interessati. L’art. 28 cpv. 3 LAF precisa infatti che va tenuto conto del premio per l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia (cfr. in proposito il rapporto di maggioranza della commissione della gestione del 23 maggio 1996 p. 36).
Nella fattispecie il premio di base, senza la deduzione di eventuali sussidi, ammonta a fr. 6'723.60 annui (fr. 217.70 premio mensile per l'assicurata, fr. 203.80 premio per il marito; fr. 75.-- premio per il figlio __________ e fr. 63.80 premio per il figlio __________; cfr. doc. _).
I sussidi ammontano a fr. 1'143.60 per l'assicurata, a fr. 1'143.60 per il marito, a fr. 349.80 per ________ e a fr. 765.60.-- per ________.
Il sussidio di un figlio è più elevato, poiché l'art. 44 LCAMal prevede che le famiglie sussidiate sono esonerate dal pagamento del premio dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie per il secondo figlio e per quelli successivi, tuttavia ex art. 48 LCAMal solo fino all'ammontare massimo della quota media cantonale ponderata per assicurati il cui premio è inferiore a quello degli adulti, che corrisponde appunto a fr. 780.-- (cfr. art. 1 Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l'applicazione dei sussidi nell'assicurazione sociale malattie per l'anno 2000).
Globalmente quindi i sussidi sono di fr. 3'402.60.
In simili condizioni il premio annuo a carico della ricorrente è pari a fr. 3'321.--, come considerato dalla Cassa.
2.14. Secondo l'art. 23 cpv. 1 e 2 OPC AVS-AI, applicabile anche all'accertamento e al calcolo degli assegni di famiglia in virtù del rinvio di cui all'art. 28 cpv. 1 LAF, di regola per il conteggio della prestazione complementare sono determinanti il reddito ottenuto nel corso dell'anno civile precedente e lo stato della sostanza al 1° gennaio dell'anno per cui è assegnata la prestazione. Per gli assicurati di cui la sostanza e il reddito da considerare ai sensi della legge federale possono essere stabiliti servendosi di una tassazione fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono autorizzati a ritenere, come periodo di calcolo, quello su cui si basa l'ultima tassazione fiscale, se nel frattempo non è subentrata nessuna modifica della situazione economica dell'assicurato.
Giusta il cpv. 3 dell'art. 23 OPC il calcolo della prestazione complementare annua deve essere effettuato tenendo conto delle rendite, pensioni e altre prestazioni periodiche correnti (cfr.
art. 3c cpv. 1 lett. d LPC; consid. 2.8.; Direttive UFAS sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, cifra 7003).
Nell'evenienza concreta il marito dell'assicurata percepisce dalla __________, dal 1° settembre 2001, una rendita di invalidità del 15%, pari a fr. 550.-- mensili, a seguito di un infortunio subito il 19 maggio 1999 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
A giusta ragione dunque la Cassa ha computato nel calcolo dell'assegno integrativo e dell'assegno di prima infanzia, a titolo di reddito, la rendita corrente erogata dalla __________ di fr. 6'600.-- annui (fr. 550.-- X 12 mesi).
2.15. A __________ vengono poi versate dalla __________ delle indennità giornaliere per perdita di guadagno a causa di malattia, in virtù di un contratto concluso privatamente (cfr. consid. 2.9.).
Anche le indennità giornaliere dell'assicurazione malattia facoltativa sono delle rendite che devono essere computate quale reddito ex art. 3c cpv. 1 lett. d LPC (cfr. consid. 2.8.). Inoltre trattandosi di prestazioni periodiche vanno considerati gli importi dell'anno in corso ai sensi dell'art. 23 cpv. 3 OPC (cfr. consid. 2.14).
Le indennità giornaliere bonificate al ricorrente, le quali devono essere conteggiate integralmente (cfr. Pratique VSI 1993 pag. 261; Direttive UFAS sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, cifra 2088), ammontano a fr. 131.-- (cfr. doc. _).
Di conseguenza l'importo considerato dall'amministrazione di fr. 47'815.-- (fr. 131.-- X 365 giorni) è corretto.
2.16. Alla luce di quanto esposto occorre concludere che il calcolo effettuato dall'amministrazione è incensurabile e pertanto, essendo il reddito complessivo, corrispondente a fr. 54'415.--, più elevato rispetto al fabbisogno, pari a fr. 52'781.--, (cfr. doc. _), i ricorrenti non hanno diritto a un assegno integrativo e di prima infanzia.
In simili condizioni il TCA non può che confermare le decisioni impugnate.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- I ricorsi sono respinti.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Intimazione alle parti.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti