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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.03.2004 32.2003.64

22. März 2004·Italiano·Tessin·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·6,351 Wörter·~32 min·1

Zusammenfassung

Sentenza o decisione senza scheda

Volltext

Raccomandata

Incarto n. 32.2003.64   BS/tf

Lugano 22 marzo 2004  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Raffaele Guffi

con redattore:

Marco Bischof, vicecancelliere  

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 12 agosto 2003 di

____________ rappr. da: ____________  

contro  

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 caselle

ritenuto,                           in fatto

                               1.1.   __________, classe 1963, a causa di un infortunio occorso il 2 luglio 1992, ha subito una lussazione dorso-laterale traumatica del ginocchio destro con rottura dei legamenti intraarticolari ed è stato sottoposto a diversi interventi ricostruttivi (cfr. rapporto 14 settembre 1995 __________, sub doc. _). A quell’epoca lavorava presso la __________ in qualità di meccanico di apparecchi tessili (doc. _).

                                         Il caso è stato assunto dall’__________ che ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative di corta durata. Con decisione 11 luglio 2003, contestata dall’assicurato, l’assicuratore infortuni, escludendo una relazione tra i disturbi alla schiena e l’evento infortunistico, ha erogato una rendita d’invalidità del 39% ed un’indennità per menomazione dell’integrità del 20% (sub. doc. _).

                               1.2.   Parallelamente alla succitata procedura, nel mese di gennaio 1993 __________ ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti, volta segnatamente all’ottenimento di un orientamento, una riformazione o un collocamento professionale (doc. _).

Dopo aver predisposto i necessari accertamenti ed erogato una rendita intera dal luglio 1993 sino a dicembre 1996, l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha in seguito deciso per una riformazione professionale come sarto da donna. Nel luglio 2002 l’assicurato ha ottenuto il relativo attestato di capacità (doc. _).

                                         Avendo superato gli esami di ammissione per la Scuola specializzata superiore di tecnica di abbigliamento e della moda di __________ (doc. _), in data 20 luglio 2002 __________ ha chiesto che l’amministrazione gli finanziasse la specializzazione in quel settore (doc. _).

Disposte le verifiche del caso, con decisione 13 gennaio 2003 l’UAI ha respinto la domanda, motivando come segue il provvedimento preso:

"  Ci riferiamo ai provvedimenti professionali precedentemente accordati.

Secondo le nostre constatazioni, l'assicurato ha terminato con successo ed ottenuto l'attestato federale di capacità quale sarto da donna.

Nel precedente lavoro di meccanico tessile il signor __________ avrebbe potuto guadagnare un salario annuo di circa Fr. 54'600.00 (2001).

Come sarto da donna diplomato in via teorica potrebbe ricavare un reddito annuo di circa Fr. 38'000.00 (Fr. 18.00 x 41.50 x 52, valori 2001).

Il confronto dei due redditi equivale ad un grado AI del 30% che non dà diritto ad una rendita d'invalidità.

Considerate le difficoltà a vari livelli incontrate durante il tirocinio appena terminato, l'ufficio AI non riconosce un'ulteriore riqualifica professionale di tecnica d'abbigliamento.

Constatiamo che l'assicurato è reintegrato dal profilo professionale e che realizza un reddito che esclude il diritto alla rendita." (Doc. _)

                                         A seguito dell'opposizione interposta dall’assicurato (doc. _), rappresentato dall’avv. __________, e del relativo complemento (doc. _), mediante decisione su opposizione 5 giugno 2003 l’amministrazione ha confermato il diniego di ulteriori prestazioni ritenendo l’interessato adeguatamente reintegrato, non idoneo per iniziare un’ulteriore formazione di tecnico dell’abbigliamento e sprovvisto di un grado d’invalidità pensionabile (doc. _).

                               1.3.   Con tempestivo ricorso __________, sempre rappresentato dall’avv. __________, ha postulato l'annullamento della decisione su opposizione e la retrocessione all’UAI degli atti affinché provveda ad esaminare il tema dell’esecuzione di provvedimenti professionali e renda una nuova decisione. Egli ha inoltre chiesto che gli venga riconosciuto un grado d’invalidità pari ad almeno il 50% con diritto ad una mezza rendita.

In merito alla prima richiesta egli ha fatto presente quanto segue:

"9.    Nel caso in esame, l'assicurato ha dapprima voluto compiere di propria iniziativa il corso per la formazione di tecnico dell'abbigliamento. Pertanto egli ha provveduto ad inoltrare la relativa richiesta all'assistenza, per poi tentare di ottenere una borsa di studio. Detti costi dunque non sono stati assunti ab initio dall'UAI.

10. Purtroppo, però, proprio a causa dei problemi di salute riscontrasti, l'assicurato ha dovuto interrompere l'attività di tecnico d'abbigliamento da lui ambita. In effetti, già nel periodo scolastico compreso tra settembre e febbraio, il signor __________ aveva annunciato per più volte i dolori accusati alla fascia lombare. Egli neppure in posizione seduta trovava tranquillità, sentendo sempre più le gambe intorpidirsi e raffreddarsi.

11. Le analisi mediche effettuate dal mio mandante hanno pure confermato questo peggioramento dello stato di salute. Le stesse radiografie hanno evidenziato un lauto peggioramento dello stato fisico del signor __________, riscontrando un "corpo vertebrale L4 spostato minimamente dorsalmente rispetto ad L5 (0,5 mm)" (cfr. referto medico del Dr. med. __________ del 11.04.2002, Doc. _).

12. Si rimprovera all'UAI di non aver tenuto minimamente in considerazione i documenti medici forniti, né tanto meno il rapporto della __________ Klinik di data 16.05.2003, attestante l'attuale stato di salute del mio cliente (Doc. _).

13. Egli infatti soffre di una sindrome lombovertebrale acuta su bloccaggio con, come fattore di rischio, una lieve condrosi L5/S1 e un dorso piatto (cfr. rapporto Dr. med. __________ del 29.04.2002, Doc. _).

14. L'UAI a torto ritiene che l'assicurato dispone "di una formazione completa e adeguata a seguito di una riformazione professionale in un'attività per la quale durante la formazione non ha sollevato particolari impedimenti di salute", portando alla conclusione che "egli risulta adeguatamente reintegrato, non presenta un grado d'invalidità che giustifica una rendita e non presenta inoltre le attitudini per un'ulteriore formazione di tecnico dell'abbigliamento" (cfr. pag. 3 della decisione su opposizione).

15. È altresì offensiva nei confronti dell'assicurato de quo l'asserzione per cui "egli rifiuta di intraprendere le misure mediche opportune e richiede ulteriormente una prestazione d'invalidità, una rendita, subordinatamente una riformazione aggiuntiva". Nello specifico, in effetti, tutti i provvedimenti medici adottati sinora dal mio assistito sono stati prescritti da sanitari specialistici e pedissequamente adempiuti dal mio mandante.

16. Tant'è che la __________ Klinik ha segnalato in data 16.05.2003 quanto segue: "Schon bei schlanken Patienten im einer monosegmentalen Verschleissveränderung ohne Arthrose und mit normalem Gewicht, sind die Ergebnisse der lumbalen Diskusprothese schon mittelfristig sehr unbefriedigend. In dem Zustand von Herrn __________ würde man einen noch schlechteren Verlauf erwarten". Ciò comprova del fatto che l'asserzione de quo è lesiva della sfera privata e del diritto alla personalità del mio assistito."

                                         Per quel che concerne invece la rendita d’invalidità, il ricorrente ha innanzitutto sottolineato come l’__________ abbia stabilito un grado d’invalidità del 39% per le sole sequele infortunistiche, escludendo dunque le problematica legata alla schiena, mentre l’AI, che risponde per qualsiasi danno alla salute, ha concluso per un grado d’invalidità del 30%. Inoltre, egli ha sottolineato:

"  17. Alla luce di questa normativa, pertanto, il ridetto fattore

congiuntamente ai dolori localizzati alla fascia lombare ed accusati quotidianamente dal signor __________, devono essere considerati rilevanti per la determinazione del grado d'invalidità dell'AI. Ragione per cui non si comprende come l'UAI non solo non abbia ritenuto opportuno considerare detti elementi, ma abbia addirittura considerato un grado d'invalidità inferiore rispetto a quello della __________, seppur non comprensivo degli elementi extrainfortunistici.

18. Si ritiene pertanto che vi siano più elementi atti a valorizzare la summenzionata ipotesi, come si evince dalla nuova documentazione medica inerente lo stato di salute attuale del signor __________, comprovante l'acuirsi dei dolori alla schiena, e meglio come si evince dal rapporto della __________ Klinik del 16.05.2003.

19. Per quanto attiene propriamente al presente caso, l'UAI – quale assicurazione concepita per intervenire qualunque sia la causa del danno alla salute – non fa distinzioni tra un'invalidità dovuta a una malattia o dovuta ad un infortunio (cfr. Pratique VSI 3/1999 pagg. 80 e segg.).

20. In particolare, più volte i medici hanno evidenziato come lo stato fisico del signor __________ abbia un'incidenza importante sulla sua incapacità lucrativa. Peraltro deve essere evidenziato come l'obesità non possa di per sé motivare nessuna invalidità ai sensi della legge, se non viene accertato che un danno alla salute fisica o psichica con valore di malattia, che compromette la capacità al guadagno e quindi è rilevante dal punto di vista del diritto dell'assicurazione invalidità, è insorto quale conseguenza dell'obesità (cfr. per analogia Pratique VSI 1/2002 pagg. 30 e segg.).

21. A tal riguardo, la giurisprudenza si è espressa come segue: "Hingegen muss sie unter Berücksichtigung der besonderen Gegebenheiten des Einzelfalles als invalidisierend betrachtet werden, wenn sie weder durch geeignete Behandlung noch durch zumutbare Gewichtsabnahme auf ein Mass reduziert werden kann, bei welchem das Übergewicht in Verbindung mit allfälligen Fogeschäden keine voraussichtlich bleibende oder längere Zeit dauernde Beeinträchtigung der Erwerbsfähigkeit beziehungsweise der Betätigung im bisherigen Aufgabenbereich zur Folge hat" (cfr. ZAK 1984 S. 345 consid. 3, principio in seguito ripreso dal Tribunale federale delle assicurazioni con una sentenza non pubblicata di data 19.07.2001, incarto: I 70/01).

22. Per tali ragioni, mi riservo di valutare l'esattezza del calcolo effettuato dall'UAI, non appena perverrà in mio possesso l'incarto rendite della __________ richiesto in sede di opposizione cautelativa.

23. Sulla scorta delle argomentazioni sin qui addotte, in concreto, ne consegue che l'assicurato presenta un grado d'invalidità di almeno il 50%. In siffatte condizioni, si giustifica quindi il riconoscimento di detto tasso d'invalidità al Signor __________, nonché la pedissequa assegnazione di almeno una mezza rendita AI." (Doc. _)

                               1.4.   Con risposta 3 settembre 2003 l’UAI ha per contro chiesto la reiezione del ricorso, osservando che:

"  Relativamente al danno alla salute dell'assicurato si rileva che con valutazione 12 giugno 2002 il Dr. __________ ha definito una capacità lavorativa del 100% in attività di sarto (doc. _) e con valutazione 8 ottobre 2002 il Dr. __________ ha precisato che il problema vertebrale dell'assicurato non giustifica prestazioni di invalidità (doc. _).

Nella sostanza nel referto 16 maggio 2003 della __________ Klinik di __________ il medico, a conoscenza della situazione di invalidità del signor __________, non indica una diversa valutazione dell'incapacità lavorativa rispetto al periodo precedente. Per contro, ritenuto il peso di 104 kg dell'assicurato, consiglia all'assicurato al fine di intraprendere l'attività di sarto di sottoporsi ad una intensiva terapia dimagrante in un centro specializzato. Si osserva che già nel 1995 con la visita medica di chiusura __________ il Dr. __________ aveva rilevato una capacità lavorativa del 100% e un rapporto di 93 kg su 169 cm di altezza evidenziando che era già stata sollecitata, ma non eseguita, una riduzione del sovrappeso (Visita di chiusura Dr. __________, sub. doc. _).

Si osserva che l'invocata decisione 11 luglio 2003 della __________ (doc. _), conferma l'avvenuta adeguata riformazione dell'assicurato ed un grado di invalidità inferiore al minimo per una rendita di invalidità, grado di invalidità stabilito con lo stesso criterio valido per l'AI (art. 16 LPGA).

Ora, la valutazione dell'AI, operata dal Consulente in integrazione professionale, con riferimento al mercato del lavoro ticinese nel quale dovrebbe inserirsi l'assicurato da tempo trasferitosi in Ticino, ha ritenuto un reddito da invalido di fr. 38'000.- (anno 2001) come sarto da donna, professione per la quale l'assicurato é stato riformato, ed un reddito da valido di fr. 54'600.- (2001) come meccanico tessile (Rapporto 6.8.2002 del Consulente in integrazione professionale, doc. _), con una perdita di guadagno del 30%. Redditi che per il 2002 corrispondono 39'800.- rispettivamente a fr. 55'600.- (doc. _) con una perdita della capacità di guadagno del 28-29%. Tale calcolo è corretto se si considera che la valutazione del grado di invalidità richiede un confronto dei redditi in base alla situazione al momento della decisione dell'Assicurazione invalidità (Circolare dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali sull'invalidità e la grande invalidità, n. 3016 e Pratique VSI 6/2000) e occorre fare riferimento allo stesso mercato del lavoro in quanto la disparità salariali fra paesi diversi non permette un confronto oggettivo dei redditi (cfr. Circolare dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali sull'invalidità e la grande invalidità marg. 3018 e RCC 1985, 469). La disparità, comunque ininfluente, fra il grado di invalidità definito dalla __________ e l'assicurazione invalidità andrebbe risolto a favore del grado stabilito dall'AI, pari al 30%." (Doc. _)

                               1.5.   Il 19 settembre 2003 il ricorrente ha prodotto un certificato medico (doc._) e con scritto 29 settembre 2003 l’amministrazione ha preso posizione in merito (VII).

Infine, l’8 ottobre 2003 ha ribadito la propria tesi ricorsuale (IX).

                                         in diritto

                                         In ordine

                               2.1.  La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel merito

                               2.2.   Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

                                         Siccome dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003. Non applicabili per contro sono le nuove norme di legge introdotte a seguito della 4a revisione della LAI, entrata in vigore al 1° gennaio 2004.

                                         Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a –70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge non preveda espressamente una deroga.

                               2.3.   Primo oggetto del contendere è sapere se __________ ha diritto, quale provvedimento professionale completivo, al finanziamento da parte dell’UAI del corso di formazione di tecnico dell’abbigliamento.

                               2.4.   L’art. 17 LAI prevede in particolare che:

"  L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale.”

                                         Invalido ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110 consid. 2b; AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

                                         Secondo l’art. 6 cpv. 1 OAI

"  per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa dell’invalidità.”

                                         Con riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del possibile, la capacità di guadagno (VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag. 495 consid. 2a). La nozione di “ equivalenza approssimativa” si riferisce in primo luogo, non tanto al livello di formazione, quanto alle aspettative di guadagno dopo la riformazione ( VSI 2000 pag. 27; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb, RCC 1988 pag. 497 conisd. 2c). Di regola è dato il diritto ad un provvedimento adeguato e necessario allo scopo integrativo, se esso corrisponde alle capacità dell'assicurato, non tuttavia ad una formazione professionale nettamente superiore o che supera le esigenze medie (per esempio da muratore a pilota, DTF 122 V 79 consid. 3b.bb; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 128; DTF 99 V 35). La legge intende infatti assicurare una riformazione necessaria e sufficiente (DTF 124 V 110 consid. 2a). La misura dev’essere quindi adeguata e deve esistere una proporzione ragionevole tra i costi che provoca e il risultato che ci si può attendere (Meyer-Blaser, op. cit., pag. 130/131).                

                                         Vengono in particolare considerati necessari e adeguati tutti quei provvedimenti di tipo professionale che sono direttamente necessari alla reintegrazione. Per stabilire quali provvedimenti entrano in linea di conto, ci si deve pertanto fondare sulle circostanze del caso concreto (DTF 124 V 110 consid. 2a; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F consid. 2b).

L'assicurato ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b).

                                         Una formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti d’integrazione appare ancora  raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b; Meyer-Blaser, op. cit., pag. 131). Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di conseguire un guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di guadagno del 20 %: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella causa C, I 237/00, VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998 pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).

                                         Nel caso in cui la formazione è adeguata, ma non necessaria, l'interessato deve sopportare personalmente i costi supplementari (STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F consid. 2b).

                               2.5.   Nella fattispecie in esame, occorre innanzitutto verificare se la nuova postulata riqualifica quale tecnico dell’abbigliamento possa essere ritenuta adeguata alle attitudini dell’assicurato e se vi siano quindi le premesse per ipotizzare un successo di detta misura professionale suppletiva.

                                         Nel ricorso l’assicurato ha precisato che “ a causa dei problemi di salute riscontrati…. ha dovuto interrompere l’attività di tecnico d’abbigliamento da lui ambita” e che già nel periodo scolastico aveva accusato dolori alla fascia lombare, motivo per cui “neppure in posizione seduta trovava tranquillità, sentendo sempre più le gambe intorpidirsi e raffredarsi” (punto no. 10). Orbene, fondandosi solo su questa affermazione si può avere un dubbio circa l’adeguatezza della ulteriore misura integrativa richiesta (nei considerandi successivi verrà comunque esaminata l’abilità lavorativa quale sarto, attività fisicamente simile a quella di tecnico dell’abbigliamento).

                                         Determinante è comunque che dagli atti non risulta come il ricorrente sia da ritenere idoneo per intraprendere un percorso formativo nel settore della tecnica d’abbigliamento. In tale contesto, come rettamente rilevato dall’amministrazione nella decisione su opposizione, va ricordato che durante la riformazione professionale quale sarto da donna sono emerse delle concrete difficoltà attitudinali. La formazione di sarto, ad esempio, ha richiesto un tempo più lungo del normale (cfr. doc. _) e si è conclusa con il conseguimento (con media sufficiente) del relativo attestato di capacità (doc. _). Va poi aggiunta la doppia bocciatura all’ammissione alla scuola professionale per tecnico dell’abbigliamento (cfr. doc. _). Inoltre, nel rapporto 2 dicembre 1997 della psicologa del CFPS emerge che “le aspettative (di ____________, n.d.r.) rispetto a se stesso risultano alquanto azzardate e poco coerenti con la realtà e le sue capacità effettive. Il desiderio professionale sarebbe quello di raggiungere vette elevate (posti dirigenziali) senza rendersi conto che il proprio bagaglio scolastico e l’esperienza lavorativa non glielo permettono”  e che “l’unica situazione professionale che appare realistica e che potrebbe portare a un miglioramento professionale è quella di un apprendistato federale (il bagaglio scolastico di base esiste) come sarto industriale” (doc. _), apprendistato che, come detto poc’anzi, è stato portato a termine non senza difficoltà. Infine, nel “rapporto fine-sorveglianza” 6 agosto 2002 il consulente in integrazione professionale ha evidenziato quanto segue:

"  personalmente, viste le difficoltà a vari livelli incontrate durante il tirocinio appena terminato, non mi sento di sottoscrivere quest’ulteriore riqualifica professionale anche se un diploma di questo tipo porterebbe ad un sicuro aumento della capacità di guadagno del signor __________ “ (doc. _).

                                         In queste circostanze, dunque, non intravedendo un successo della chiesta misura integrativa completiva, rettamente l’amministrazione ha ritenuto il ricorrente pienamente integrato e respinto la proposta di ulteriore riformazione quale tecnico dell’abbigliamento.

                               2.6.   Occorre ora verificare se __________ ha diritto ad una rendita d’invalidità.

                               2.7.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:

-  un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e

-  la conseguente incapacità di guadagno.

                                         Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato

                                         una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità

                                         (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).

                                         Va precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.

Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                               2.8.   __________ è del parere che il suo stato di salute non gli permette di esercitare a tempo pieno l’attività di sarto.

Dagli atti medici contenuti nell’inserto risulta che l’assicurato è stato visitato, inviato dal medico curante (dr. ssa __________), dal dr. __________, specialista in reumatologia. Nel referto 29 aprile 2002 il succitato sanitario ha esposto la seguente diagnosi:

"  -   Sindrome lombovertebrale acuta su/con:

    • Turbe statiche con dorso piatto e lieve insufficienza muscolare

    • Possibile lisi di L5 a sinistra

    • Alterazioni degenerative con condrosi L5/S1

-   Stato dopo rottura del legamento crociato del ginocchio destro e tripla ricostruzione." (Doc. _)

                                         Riguardo alla capacità lavorativa, con rapporto 12 giugno 2002 all’UAI, il dr. __________ ha fatto presente che (la sottolineatura è del redattore):

"  Valutazione: si tratta di un paziente 39-enne che mi è stato inviato dal medico curante a causa di un'improvvisa sindrome lombovertebrale su una disfunzione segmentale. Avevo effettuato una manipolazione così come delle sedute di fisioterapia con ottima evoluzione. Per quel che riguarda l'anamnesi e lo status vi allego la lettera al medico curante del 29.04.02.

Dal mio punto di vista non vedo alcuna controindicazione all'attività proposta quale sarto, attività che dovrebbe essere possibile al 100%." (Doc. _)

                                         Anche il dr. __________, primario del servizio di neurochirurgia all’Ospedale __________, non ha riscontrato alcuna incapacità lavorativa. Oltre a domandarsi il motivo per cui il paziente abbia fatto domanda per una rendita, in data 8 ottobre 2002 egli ha evidenziato che (sottolineatura del redattore):

"  A partire da quel momento non abbiamo più rivisto il paziente ed apprendiamo con molta sorpresa che è stata inoltrata una richiesta di prestazioni all'AI. Questo passo non è evidentemente sostenibile dal punto di vista medico poiché il procedimento diagnostico non è ancora terminato e, in assenza di una diagnosi, non è possibile istituire un trattamento appropriato.

Non siamo naturalmente al corrente sulle motivazioni della richiesta (problema del ginocchio?) e in tal senso raccomandiamo una valutazione in Agenzia per definire esattamente la problematica.

Ribadiamo che il problema vertebrale non giustifica al momento prestazioni nell'ambito dell'AI." (Doc. _)

                                         Nel rapporto 16 maggio 2003 la Clinica __________, presso cui l’assicurato era già stato degente per degli interventi di ricostruzione dei legamenti al ginocchio, è stato evidenziato come l’assicurato a causa dell’adiposità e dei dolori alla schiena, abbia delle difficoltà di mobilità del corpo, in particolare nel piegarsi avanti (“ Die allgemeine Körperbeweglichkeit ist durch Uebergewicht, aber auch durch anhaltende Schmerzen im Kreuz beeinträchtigt. Nach vorne bücken kann sich Herr _________ kaum und dabei macht sich eine linkskonvexe Skoliose bemerkbar”, doc. _). Tuttavia, in vista di un impiego quale sarto e considerato il sovvrappeso del paziente (104 kg per un altezza di 172 cm), il dr. __________ della citata clinica ha proposto un drastico calo ponderale presso un centro specializzato, accompagnato da un’intensiva terapia fisica per rimarcare che solo in seguito si potrà valutare se procedere o meno ad un intervento chirurgico (“ Wir schlagen folgendes vor: der Patient, der willig scheint, als Schneider berufstätig zu werden, sollte eine gut strukturelle und disziplinierte Kur in ein Zentrum gehen, wo nicht nur eine intensive physikalische Therapie, schon auch eine drastische Körpergewichtsreduktion angestrebt wird. Mit häuslichen Mitteln wird dies nie eine Realität sein. Erst nachdem all dies erreicht worden ist, kann man über allfällige chirugische Behandlung nochmals sprechen, falls dies notwendig wäre,”, cfr. doc. _).

Già in occasione delle visite mediche circondariali __________ del 14 settembre 1995 e del 2 novembre 2001 il dr. __________ aveva inviato l’assicurato a normalizzare il suo peso corporeo, eliminando almeno 20 –23 chili, ed a praticare degli esercizi di rinforzo corporeo con attività sportiva (doc. _), misure che, tenuto conto di quanto attestato dalla Clinica __________, non sono state attuate. Al riguardo va precisato che, secondo la giurisprudenza federale, la cura dimagrante è una misura adeguata che l’assicurato, in applicazione del principio della riduzione del danno (DTF 123 V 233 consid. 3c; 120 V 373 Erw. 6b, 117 V 278 Erw. 2b e 400), deve seguire nell’ottica di una propria integrazione professionale (“Selbsteingliederung”: cfr. STFA non pubblicate del 17 ottobre 1990 nella causa P, I 225/89 e del 28 dicembre 1981 nella causa F., I 126/89; entrambe citate in STFA non pubblicata 19 luglio 2001 nella causa T consid. 3c, I 70/01 ). Va anche ricordato come l’obesità non è un’affezione invalidante. Si può invece ammettere l’esistenza di un’invalidità solo se l’eccesso di peso ha provocato oppure è stato causato da un danno alla salute, e per questa ragione la capacità di guadagno è notevolmente ridotta e non può essere aumentata per il tramite di provvedimenti ragionevolmente esigibili (RCC 1984 pag. 359, cfr. STFA non pubblicata 19 luglio 2001 nella causa T consid. 3c, I 70/01, in cui è stato applicato tale principio). Quest’ultima giurisprudenza non è tuttavia applicabile al caso concreto. Da un lato, come visto, non risulta che il ricorrente abbia seguito una terapia di calo ponderale, ciò che avrebbe migliorato le sue condizioni di salute rispettivamente la capacità lavorativa, motivo per cui già per questa ragione l’adiposità da sola non può essere invocata come affezione invalidante. Dall’altro, dagli atti non si può evicere come l’obesità sia da mettere in relazione ad un danno alla salute somatico o psichico.

Il ricorrente ha infine fatto riferimento allo scritto 6 maggio 2003 del dr. __________, capo servizio di Neurochirurgia dell’Ospedale __________, che ha rilevato:

"  Mi permetto di scrivervi in relazione al caso del signor __________.

Non ritorno sull'anamnesi e mi riferisco alla lettera del Prof. __________ del 5.6.2002 dove si evoca l'eventuale possibilità di fare una serie di infiltrazioni sotto controllo radiologico in regime di Day Hospital ed eventualmente di effettuare una discografia per proporre un intervento di discectomia con impianto di una protesi discale, intervento chirurgico che viene fatto per via anteriore.

Ho visto quindi il paziente in consultazione nel marzo del 2003 e abbiamo convenuto che la sintomatologia dolorosa si è al momento stabilizzata e il paziente non desidera sottoporsi ad un intervento chirurgico neuro-ortopedico, ma ritiene che la sua capacità lavorativa sia senz'altro diminuita e incompatibile con la sua attuale formazione di sarto, ragione per cui sarebbe stato indirizzato verso una richiesta all'AI.

Questa posizione mi sembra chiara e non lascia spazio ad una proposta terapeutica chirurgica, mentre può considerarsi legittima la sua richiesta." (Doc. _)

                                         Ora, a prescindere dalla necessità o meno di procedere al citato intervento chirurgico, questione squisitamente di natura medica, lo scritto del dr. __________ non è suscettibile di mettere in dubbio il giudizio circa la piena abilità lavorativa dell’assicurato quale sarto da donna riportato nei summenzionati referti dei dr. __________ e __________, né sussistono degli indizi che permettono di ravvisare un peggioramento delle condizioni di salute, visto che dal rapporto della Clinica __________ la sintomatologia risulta essere rimasta invariata.

                               2.9.   Al fine di determinare l’incapacità al guadagno secondo il metodo ordinario (cfr. consid. 2.7), occorre porre in confronto il reddito che __________ avrebbe conseguito, senza il danno alla salute, quale meccanico tessile (reddito da valido) con quello risultante dalla professione di sarto appresa grazie alla riformazione professionale (reddito da invalido).

Nel rapporto 6 agosto 2002 il consulente in integrazione professionale ha proceduto al rilevamento dei dati economici ed al calcolo dell’invalidità, evidenziando quanto segue:

"  Nel precedente lavoro di meccanico tessile l'assicurato avrebbe potuto guadagnare un salario annuo di circa Fr. 54 600 nel 2001 (salario medio di un meccanico su macchine in Ticino).

Come sarto da donna diplomato, il signor __________ potrebbe in via teorica ricavare un reddito annuo di circa Fr. 38000 (Fr. 18 x 41,5 x 52, valori 2001).

Il suo attuale grado d'invalidità è quindi del 30%.

Il signor __________, nella sua lettera del 20 luglio 2002, ci informa di aver superato gli esami d'ammissione alla Scuola specializzata superiore di tecnica dell'abbigliamento (STA) di __________ e chiede all'AI il riconoscimento di quest'altra riformazione (2 anni di scuola a tempo pieno).

Personalmente, viste le difficoltà a vari livelli incontrate durante il tirocinio appena terminato, non mi sento di sottoscrivere quest'ulteriore riqualifica professionale anche se un diploma di questo tipo porterebbe ad un sicuro aumento della capacità di guadagno del signor __________ (salario iniziale di un tecnico dell'abbigliamento è di almeno Fr. 52000 annui)." (Doc. _)

                                         Nell’email inviata all’ispettore __________, lo stesso consulente ha aggiornato al 2002 i succitati dati salariali, precisando che:

"  Il salario orario minimo del personale con tirocinio triennale nel ramo della confezione ammonta, nel 2002, a fr. 18.43. Il signor __________ può quindi guadagnare un salario annuo lordo di circa fr. 39'800 (Fr. 18.43 x 41.5 x 52, valori 2002).

Per definire il reddito d’invalido ho aggiornato (17%) quello del 2001. Già l’anno scorso, per definire il reddito da meccanico su macchine (polimeccanico), avevo dovuto fare una piccola inchiesta presso alcune ditte nel settore. Risultava che il salario medio un buon meccanico con AFC ed esperienza lavorativa, nel 2001, era di circa fr. 54'600.—annui. Nel 2002 aumenta quindi a circa fr. 55’6000.

Il grado d’invalidità è quindi ora del 28-29% (precedentemente del 30%). " (Doc. _)

                                         Riguardo al salario da valido, l’assicurato ritiene che da sano egli avrebbe potuto conseguire presso la __________ un reddito di almeno fr. 70'850.--. Occorre qui ricordare che, secondo la giurisprudenza del TFA, per accertare il reddito conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità è decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano (STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente possibile. Determinante è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b). Un salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b). Siccome di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto che, senza il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare la precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali adeguamenti ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b , ZAK 1990 pag. 519 consid. 3c). Se nel caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che l’assicurato avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, si può ricorrere a dati ottenuti da valori statistici e d’esperienza (cfr. Pratique VSI 1999 pag. 248 consid. 3b; cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002 nella causa B., I 56/02). Orbene, siccome verso la fine del 1994, quindi prima della riformazione professionale, __________ si è trasferito in Ticino (doc. _), non può essere preso in considerazione il reddito che egli avrebbe percepito se fosse rimasto alle dipendenze della ditta __________. La soluzione prospettata dall’UAI, segnatamente l'aver determinato il reddito sulla base di un’inchiesta presso alcune ditte ticinesi del settore meccanico (cfr. doc. _), è invece più consona alla realtà del nostro Cantone.

Pertanto, raffrontando il salario da valido (fr. 54'600 nel 2001 e fr. 55'600 nel 2002) con quello da invalido di fr. 38'000.— rispettivamente di 39'800 (quest’ultimi importi rimasti incontestati), il grado d’incapacità al guadagno risulta essere situabile, a seconda dell’anno di rivalutazione, tra il 28 e 30%.

Vero che il differente grado d’invalidità (39%) determinato dall’__________ con l’impugnata decisione 11 luglio è dovuto al fatto che l’assicuratore infortuni si è basato su redditi diversi da quelli considerati dall’UAI (fr. 70’850 quale salario da valido e fr. 43'601 da invalido). Sta di fatto che, anche volendo seguire il calcolo dell’__________, con un’incapacità al guadagno del 39%  - secondo la più recente giurisprudenza federale, un arrotondamento, per difetto o per eccesso, va unicamente effettuato, secondo le regole della matematica, in caso di tassi d’invalidità con cifre decimali; cfr. STFA non pubblicata 19 dicembre 2003 in re R., consid. 3, U 27/02 -, il ricorrente non avrebbe comunque diritto ad una rendita (cfr. consid. 2.7).

                             2.10.   ____________ ha chiesto che venga sottoposto ad un esame peritale per accertare se sia in grado di svolgere l’attività di sarto ed in che misura. In via subordinata egli ha postulato che si richieda al dr. __________ un rapporto sull’incapacità lavorativa nella succitata attività professionale.

A tal proposito va rilevato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).                                         Nel caso in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per statuire in merito alla vertenza. Non è pertanto necessario dare seguito alle richieste d’assunzione di nuove prove, essendo la documentazione medica sostanzialmente concorde per quanto riguarda il giudizio sulla piena abilità lavorativa del ricorrente nell’attività di sarto da donna.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                 1.-   Il ricorso é respinto.

                                 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                             

                                 3.-   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

t erzi implicati

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il vicepresidente                                                    Il segretario

Raffaele Guffi                                                         Fabio Zocchetti

32.2003.64 — Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.03.2004 32.2003.64 — Swissrulings