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Ticino Il Presidente della Pretura Penale 08.08.2008 10.2007.517

8. August 2008·Italiano·Tessin·Il Presidente della Pretura Penale·HTML·2,670 Wörter·~13 min·2

Zusammenfassung

Ingiuria negata in considerazione del contesto in cui l'epiteto è stato proferito, ad un professionista ben conscio del dissidio esistente tra fra le parti. Se la frase può avere diverse interpretazioni occorre Propendere per quella oggettivamente più favorevole all'accusato

Volltext

Incarto n. 10.2007.517 DA 4455/2007

Bellinzona 8 agosto 2008  

Sentenza con motivazione In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

Il Giudice della Pretura penale

Siro Quadri

sedente con Dusca Schindler in qualità di Segretaria per giudicare

ACCU 1 fiduciario (difeso da: DI 1)  

prevenuto colpevole di         diffamazione,

                                        per avere, il __________ a __________, inviando al rappresentante della ditta __________ uno scritto che recitava:

                                        “…Proponga, se lo ritiene il caso, alla signora CIVI 1 di      ripristinare la situazione dei saldi del padre, nel giusto importo che erano al momento della morte dello stesso e sicuramente non incontrerà problemi da parte del sottoscritto …”,

                                        quindi ventilando la possibilità che CIVI 1 potesse essersi appropriata indebitamente di denaro non spettantele, reso sospetto di condotta disonorevole una persona;

                                        fatti avvenuti nelle riferite circostanze di tempo e di luogo;

                                        reato previsto dall’art. 173 cifra 1 CP;

perseguito                         con decreto d’accusa n. 4455/2007 di data 13 dicembre 2008 del AINQ 1 che propone la condanna dell'accusato:

                                 1.     Alla pena pecuniaria di 5 (cinque) aliquote giornaliere da fr. 510.00 ciascuna corrispondenti a complessivi fr. 2'550.00. L'esecuzione della pena viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni.

                                 2.     Alla multa di fr. 500.00, con l'avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di giorni 5.

                                 3.     Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.00 e delle spese giudiziarie di fr. 100.00.

                                 4.     La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale.

vista                                  l'opposizione interposta tempestivamente in data 17 dicembre 2008 dall'accusato;

indetto                               il dibattimento 8 agosto 2008, al quale hanno presenziato l’accusato ed il proprio difensore, così come la parte lesa ed il proprio patrocinatore, mentre il Procuratore pubblico, con lettera con lettera 19 giugno 2008, ha rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando nel contempo la conferma del decreto d'accusa impugnato; 

accertate                           le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato, sentiti due testi;

sentito                               il patrocinatore della parte civile, il quale chiede in sostanza la conferma del decreto d’accusa;

sentito                               il difensore, che chiede il proscioglimento dell’imputato;

sentito                               da ultimo l'accusato;

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

                                 1.     È l’accusato autore colpevole di diffamazione?

                                 2.     In caso di risposta affermativa al quesito che precede, quale dev’essere la pena?

                                 3.     L’eventuale pena deve essere posta al beneficio della sospensione condizionale?

                                 4.     A chi devono essere caricate le tasse e le spese?

letti ed esaminati                gli atti;

considerato                      in fatto ed in diritto:

                                 1.     La presente vertenza si inserisce in un complicato e teso rapporto famigliare,   

                                        intercorrente fra quattro fratelli e legato ai beni e alle successioni dei loro

                                        genitori __________ e __________. L’accusato (ACCU 1), il fratello della

                                        querelante (CIVI 1), fa parte di una famiglia composta da due

                                        maschi (ACCU 1 e __________) e da due femmine (__________e __________

                                        CIVI 1).                                                                         

                                        Il padre __________ è deceduto __________ e la madre __________ 10 anni

                                        dopo, il __________. In vita entrambi i genitori hanno vissuto a __________ in

                                        un appartamento di loro proprietà che è ora intestato alla comunione

                                        ereditaria. Dopo la morte del marito, la moglie è rimasta sola nell’appartemento

                                        citato; durante gli ultimi anni di vita si è però trasferita in una casa per anziani a

                                        __________ e l’appartamento è rimasto per questo tempo disabitato. A tutt’oggi

                                        non è occupato da nessuno.

                                        Fra i quattro fratelli non vi è mai stata un’intesa comune sulla gestione dei beni

                                        appartenenti ai genitori. Già prima della morte della madre sono sorte

                                        numerose discussioni fra di loro, che hanno coinvolto anche l’anziana signora.

                                        Agli atti di causa sono stati versati diversi scritti, riferiti ai rapporti e ai diritti

                                        patrimoniali intercorrenti tra le parti, la madre e i figli, sulla gestione dei beni,

                                        sul mantenimento della madre e quant’altro (si vedano gli allegati A, C, D, F,

                                        G, H). Da questi scritti si evince che le incomprensioni sono state numerose,

                                        così come tanti sono stati i malintesi scaturiti fra i fratelli e la madre (allegati I e

                                        M). Dopo la morte di quest’ultima la gestione dell’immobile, ex abitazione

                                        coniugale dei genitori, è stata attribuita ad un amministratore esterno,

                                        nominato dalla Pretura del Distretto di __________: la __________ di __________

                                        __________.

                                 2.     Per migliore comprensione della fattispecie va precisato che, prima del

                                        decesso della madre, i quattro fratelli __________, tramite diversi atti e stipulazioni

                                        contrattuali (tra vivi e a causa di morte), hanno regolamentato le sorti di taluni

                                        beni dei genitori. Vi sono stati vari contratti, testamenti e patti successori,

                                        non sempre approvati e condivisi da tutti i fratelli.

                                        In ogni caso non si vuole (e non si può) in questa sede approfondire i citati

                                        aspetti (di diritto civile), anche perché, allo stadio attuale, non sono stati

                                        completamente risolti. Ciò che però, per questo procedimento penale, è

                                        importante, è che ad un certo punto, il __________, l’amministratrice

                                        dell’appartamento di __________ __________ si è rivolta a tutti gli eredi: ritenuto

                                        che quei locali erano inutilizzati, occorreva provvedere alla loro locazione, non

                                        prima però di “procedere allo sgombero” dei mobili in essi contenuti.

                                        A tal scopo, il __________, è stato indetto un sopralluogo per “allestire un

                                         inventario e determinare se possibile con esattezza quali oggetti vanno

                                        attribuiti ad ogni erede”, dandone comunicazione a tutti gli eredi, compresi

                                        querelante e querelato.

                                         A sopralluogo avvenuto (per l’accusato si è presentata sua moglie, la quale ha

                                        indicato i mobili che desiderava), il __________ la __________ si è

                                        nuovamente rivolta agli eredi, precisando di essere stata informata da

                                        CIVI 1 che, “nel __________ era stata effettuata una divisione ereditaria”, che

                                        escludeva ACCU 1 ed il fratello “dalla successione materna. Sulla base di

                                        tale situazione” non era pertanto più “possibile, salvo avviso contrario, delle

                                        comproprietarie”, permettere all’accusato “di asportare alcunché

                                        dall’appartamento occupato dalla signora __________”. La __________ terminava

                                        il suo scritto invitando l’accusato ad inviare eventuali documenti che

                                        “contraddicono quanto esposto”.

                                 3.     ACCU 1 ha reagito a questa missiva il __________ successivo: nel suo

                                        scritto, che è quello che ha dato adito al decreto d’accusa, ha dichiarato che

                                        quanto affermato dalla sorella non è nulla di nuovo e “corrisponde al vero”.  In

                                        effetti, secondo determinati accordi conclusi nel __________, ma da lui non

                                        integralmente condivisi (v. suo scritto del __________), la successione

                                        della madre avrebbe dovuto essere esclusivamente destinata alle figlie

                                        femmine e quella del padre ai figli maschi.

                                        Secondo l’accusato, se si voleva ora procedere in quest’ordine d’idee

                                        occorreva però distinguere i beni della madre da quelli del padre (che non

                                        erano mai stati ripartiti) e proporre “alla signora __________ di ripristinare la

                                        situazione dei saldi del padre, nel giusto importo che erano al momento della

                                        morte dello stesso”.

                                        A dire della querelante lo scritto appena citato lascerebbe intendere,

                                        contrariamente al vero, che lei abbia sottratto del denaro dalla successione. Si

                                        tratterebbe per di più di un ennesimo attacco alla sua dignità da parte di suo

                                        fratello __________, che non può più essere tollerato. Il __________

                                        CIVI 1 ha quindi sporto querela nei confronti del fratello ACCU 1. A

                                        nulla sono valsi i tentativi di risolvere la questione extragiuzialmente o davanti

                                        al Giudice di Pace del Circolo di __________; nemmeno le formali scuse da parte del

                                        querelato hanno contribuito ad appianare la questione.

                                 4.     Come sopra accennato, questa sentenza non ha lo scopo di stabilire se

                                        quanto dichiarato da ACCU 1 nel citato scritto sia, a norma di legge,

                                        corretto oppure infondato: questa circostanza può e deve essere risolta

                                        esclusivamente nelle opportune sedi civili.

                                        Neppure è qui in discussione l’atteggiamento assunto da CIVI 1

                                        prima e dopo la morte della madre __________.

                                        La presente decisione mira infatti esclusivamente a stabilire se l’accusato,

                                        redigendo e inviando alla __________ (con copia ai fratelli e non alla querelante)

                                        la lettera del __________, abbia o meno leso l’onore della sorella

                                        CIVI 1.

                                 5.     In diritto commette diffamazione (art. 173 CP) chi, comunicando con dei terzi,

                                        offende la reputazione altrui. Con il termine “offendere” s’intende imputare alla

                                        vittima un comportamento e una condotta disonorevole, in modo da ledere i

                                        valori fondamentali della persona umana che sono, peraltro,

                                        costituzionalmente protetti e garantiti.

                                        Oggetto della protezione penale è il diritto di ognuno di non essere considerato

                                        dagli altri una persona disonesta e quindi da disprezzare (DTF 119 IV 47, 117

                                        IV 28 consid. 2c); il bene giuridico tutelato nel reato di diffamazione è in effetti

                                        la cosiddetta  “reputazione”, intesa come senso di correttezza che una persona

                                        dovrebbe naturalmente suscitare nel pensiero dei terzi. La legge mira infatti a

                                        tutelare e a difendere la stima che dovrebbe essere il sentimento di regola

                                        nell’ambiente sociale per una persona determinata, l’opinione che gli altri

                                        hanno delle sue qualità, ritenuto che si può presumere che ognuno si

                                        comporti sempre secondo le regole e gli usi riconosciuti (DTF 117 IV 28

                                        consid. 2c, 116 IV 96 consid. 2, 105 IV 112 consid. 1; CORBOZ, La

                                        diffamation, SJ 1992, pag. 631 seg.).

                                        L’elemento materiale, nel reato di diffamazione, consiste nell’assumere una

                                        condotta che si manifesta nell’offendere la reputazione altrui, alla presenza di

                                        terze persone e, in genere, in assenza del soggetto nei confronti del quale

                                        viene pronunciata l’espressione diffamatoria. Si tratta di un reato intenzionale

                                        ed è quindi anche indispensabile l’animus diffamandi del suo autore.

                                 6.     Per decidere se l’affermazione fatta dall’autore sia o meno offensiva, non

                                        bisogna basarsi sul senso che la vittima ha attribuito alla stessa (come detto

                                        dalla difesa “non vi è peggior interprete della parte in causa”), ma occorre

                                        bensì stabilire se la stessa sia lesiva oggettivamente, estrapolandone il senso

                                        che un destinatario non prevenuto le può attribuire (STF 121 IV 82).

                                        Se l’epiteto è contenuto in un testo più diffuso, esso non deve essere

                                        analizzato isolatamente e con solo riferimento alle espressioni ivi utilizzate, ma

                                        occorre bensì constestualizzarlo nell’intero discorso in cui si inserisce,

                                        valutando se la frase incriminata è diffamatoria nell’insieme della discussione

                                        (STF 124 IV 167). Trattandosi di un procedimento penale, in caso di diverse

                                        interpretazioni divergenti, ma tutte sostenibili, occorre propendere per quella

                                        più favorevole all’accusato: in dubio pro reo.

                                 7.     Al dibattimento l’accusato ha precisato che la sorella __________ ha frainteso il

                                        senso della frase da lui scritta. Un’opinione non nuova la sua, visto che era già

                                        contenuta nello scritto di scuse del __________. Contrariamente a quanto

                                        sostenuto da CIVI 1, con la richiesta di “ripristinare la situazione dei

                                        saldi del padre” non intendeva di certo asserire che la sorella avesse sottratto

                                        del denaro al padre o alla madre. Egli si sarebbe così espresso siccome la

                                        querelante, dopo il sopralluogo a __________, e dopo che gli eredi si sono

                                        presentati, ha indicato alla __________ che ACCU 1 non avrebbe avuto

                                        nessun diritto sui beni dell’appartamento.

                                        L’accusato, che non ha mai nascosto che avrebbe preferito dividere i beni dei

                                        genitori in quattro parti senza fare distinzioni fra fratelli e sorelle e che con

                                        questo spirito aveva incaricato sua moglie di rappresentarlo al sopralluogo, era

                                        comunque disposto ad accettare quanto proposto dalla querelante, a

                                        condizione però che venisse allora “ripristinata” la situazione dei saldi del

                                        padre al momento della sua morte.

                                 8.     Questa interpretazione data dall’accusato della frase da lui scritta è

                                        oggettivamente sostenibile e, come tale, non può quindi essere considerata

                                        lesiva dell’onore.

                                        L’istruttoria dibattimentale ha in effetti dimostrato che, effettivamente, i genitori

                                        (e i figli) avevano preso in considerazione di dividere la successione con il

                                        criterio del sesso e ha altresì dimostrato che, dopo la morte del padre, la

                                        successione di quest’ultimo non è mai stata liquidata. Per cui, ritenuto che la

                                        madre ha vissuto dieci anni più a lungo del defunto marito e che, in questo

                                        periodo, ha beneficiato anche dei beni del padre (destinati ai maschi) senza

                                        che nessuno obiettasse alcunché, per l’accusato, a distanza di dieci anni dalla

                                        morte del genitore, sarebbe stato più corretto dividere tutti gli averi in parti

                                        uguali (v. scritto del __________). Intento questo che la __________

                                        sembrava stesse mettendo in atto, quando ha indetto il sopralluogo per

                                        sgomberare i mobili indirizzandosi anche ai fratelli, senza che nessuno

                                        reclamasse.

                                        Per cui, se CIVI 1, dopo il sopralluogo, intendeva rievocare il

                                        principio della separazione dei beni alle sorelle e ai fratelli, è stata invitata dal

                                        fratello, tramite la __________, ad adoperarsi per ripristinare la sostanza del

                                        padre. Ora, al propostito va specificato che “ripristinare” non è

                                        necessariamente un sinonimo di “sottrarre”, bensì si riferisce piuttosto al

                                        concetto di “ricostruire” il capitale del padre come se si effettuasse una

                                        collazione ai sensi dell’art. 626 CC, assumendo quindi il significato di

                                        “calcolare”. L’epiteto espresso è dunque da interpretare come un invito a

                                        mettersi al lavoro (e non a restituire), rivolto alla querelante, che pretendeva

                                        una divisione degli averi dei genitori che non poteva essere effettuata con il

                                        solo riferimento dello stato dei conti all’anno __________.

                                        Questa interprazione è del tutto sostenibile, e dagli epiteti utilizzati non si

                                        deduce necessariamente un’accusa alla querelante, ritenuto poi che

                                        l’istruttoria dibattimentale ha dimostrato che solo la madre (e non la sorella

                                        __________), dopo il decesso del marito ha beneficiato dei beni liquidi ad esso

                                        appartenti, senza che i figli maschi pretendessero la liquidazione della

                                        successione del padre.  Alla morte di quest’ ultimo la madre ha infatti chiuso

                                        tutti i conti del marito ed ha utilizzato parte dei fondi, rendendo quindi

                                        assolutamente comprensibile la reazione avuta dieci anni dopo dall’accusato

                                        alla proposta di CIVI 1 di applicare il diritto della separazione dei

                                        beni in base al criterio del sesso degli eredi.

                                 9.     Va per finire osservato che l’affermazione in esame è stata proferita in un

                                        ambito ristretto e particolare e che in tali evenienze occorre essere meno

                                        severi nel valutare un’affermazione ex art. 173 CP: infatti, un conto è asserire

                                        fatti potenzialmente diffamanti a terzi qualsiasi che nulla hanno a che vedere

                                        con le circostanze a cui si riferiscono, altro conto è dichiarare qualcosa a chi è

                                        professionalmente implicato nella vicenda o che conosce bene la fattispecie e

                                        che è quindi in grado di valutare l’effettiva portata dell’affermazione. In queste

                                        circostanze occorre infatti essere più rigorosi nell’ammettere una lesione

                                        dell’onore, anche perché, lo scopo dell’autore è in primo luogo quello di

                                        permettere all’autorità di ottenere tutte quelle informazioni per effettuare una

                                        decisione coerente e soprattutto equa. La __________ è stata nominata

                                        amministratrice dalla Pretura ed era quindi evidente interesse del fratello

                                        segnalare a questa persona una valutazione da lui considerata errata, ritenuto

                                        poi che, la citata Pretura civile è altresì competente per dirimere tutte le

                                        ulteriori questioni successorie della famiglia __________ e che, a suo modo di

                                        vedere, all’epoca la __________, interessandosi delle questioni successorie,

                                        aveva prevaricato il limite delle sue competenze.

                                        Le ulteriori circostanze evocate dalla parte civile, da associare al costesto dello

                                        scritto e che hanno per lei costituito un interminabile “stillicidio” di insinuazioni

                                        diffamanti, non sono comprovate, non sono contenute nel decreto d’accusa e

                                        non possono essere prese in considerazione.

                               10.     Visto l’esito del procedimento la questione sulla tempestività della querela,

                                        sollevata solo al dibattimento e su cui non è stata esperita istruttoria, può

                                        rimanere indecisa.                                                          

visti                                   gli artt. 173 cifra 1 CP; 9 e segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG;

rispondendo                       negativamente ai quesiti posti:

proscioglie                      ACCU 1

                                        dal reato di diffamazione, ex art. 173 CP, per i fatti descritti nel decreto di accusa n. 4455/2007 del 13 dicembre 2007;

le parti                               sono state avvertite del diritto di presentare, per il tramite di questo giudice, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).

                                        La motivazione del ricorso per cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

Intimazione a:

          Ministero pubblico della Confederazione, Berna

e,                                      alla crescita in giudicato della sentenza:

                                        Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,

                                        Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

Il giudice:                                                                                 La segretaria:

Distinta spese                    a carico dACCU 1

                                        fr.                       150.00       tassa di giustizia

                                        fr.                       150.00       spese giudiziarie

                                        fr.                      300.00       totale

Distinta spese                    a carico della parte civile,

                                        fr.                       400.00       tassa di giustizia per motivazione scritta

                                        fr.                      400.00       totale

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