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Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 03.05.2007 INC.2007.19603

3. Mai 2007·Italiano·Tessin·Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto·HTML·2,276 Wörter·~11 min·2

Zusammenfassung

Istanza di libertà provvisoria

Volltext

Incarto n. INC.2007.19603

Lugano 4 maggio 2007

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

Ursula Züblin

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria presentata il 26 aprile 2007 da

__________

                                         e qui trasmessa con preavviso negativo 27/30 aprile 2007 dal

Procuratore pubblico Maria Galliani, Lugano

preso atto delle osservazioni 2 maggio 2007 della difesa;

visto l'inc. MP ____________________;

ritenuto e considerato,

in fatto ed in diritto

1.

__________ è stata arrestata il 23 aprile 2007 con contestuale promozione dell'accusa per i reati di ripetuto abuso di un impianto per l’elaborazione di dati sub. ripetuta appropriazione indebita ai danni di __________, fatti avvenuti ad __________ nel corso del 2006 (doc. 1 e 2 inc. GIAR 196.2007.1). In sostanza __________ è accusata di avere in più occasioni, in correità con terzi, segnatamente con il marito __________ e la zia __________, prelevato a debito del conto CCP e del conto __________ intestati alla vicina di casa __________, all’insaputa di quest’ultima, somme di denaro per un importo complessivo di circa fr. 50'000.--, utilizzate per le necessità della famiglia __________, rispettivamente per spese di natura voluttuaria.

L'arresto è stato confermato il giorno successivo da questo giudice ritenuti presenti, oltre che seri e concreti indizi di colpevolezza, bisogni dell'inchiesta e pericolo di collusione (doc. 4 inc. GIAR cit.).

2.

Con l'istanza qui in discussione __________ chiede, in via principale, di essere immediatamente posta in libertà provvisoria. La difesa, dopo aver rilevato di non avere avuto accesso agli atti, evidenzia che, essendo l’istruttoria ormai attivata da qualche giorno e quindi essendo state verosimilmente sentite più volte le persone coinvolte, non vi sarebbero più bisogni istruttori atti a giustificare il mantenimento della detenzione preventiva dell’accusata istante, “tanto più ritenute le dichiarazioni della stessa, nonché la sostanziale estraneità dal punto di vista oggettivo, ma soprattutto soggettivo” ai fatti; neppure sarebbe dato un concreto pericolo di collusione con __________, sentita più volte dagli inquirenti, così come l’istante stessa. In siffatte circostanze il mantenimento della carcerazione preventiva sarebbe contrario al principio della proporzionalità, tenuto anche conto della situazione familiare __________ (madre di tre figli minorenni, marito pure lui in carcere) e della sua disponibilità “a partecipare ai bisogni istruttori”, non essendo peraltro dato pericolo di fuga. Nell’ipotesi in cui questo giudice dovesse ritenere dato un concreto pericolo di collusione con __________, allo stesso si potrebbe comunque ovviare con l’applicazione di una misura sostitutiva, e meglio facendo ordine all’istante di non avvicinarsi a __________, sotto comminatoria dell’art. 292 CP.

3.

Di parere diverso il magistrato inquirente che ha preavvisato negativamente l'istanza. Riassunti i seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ – contestati dalla difesa in maniera del generica e sommaria – il magistrato inquirente evidenzia l’esistenza di bisogni istruttori e di un concreto pericolo di collusione, che non sarebbe ovviabile con la misura sostitutiva proposta dalla difesa. Dopo aver sottolineato che l’atteggiamento della qui istante non può essere considerato collaborativo e che, per quanto riguarda i figli, la Delegazione tutoria ha già disposto i necessari provvedimenti, il Procuratore pubblico afferma proporzionalità del carcere preventivo sofferto (ed eventualmente ancora da esperire) e rispetto del principio di celerità.

4.

Con osservazioni 2 maggio 2007 la difesa si riconferma sostanzialmente nella primitiva istanza e nelle relative argomentazioni. Considerato che nulla sarebbe emerso per poter escludere che __________ fosse al corrente dei prelevamenti sui propri conti e neppure sarebbe comprovata la sua incapacità di intendere e di volere, rispettivamente dimostrato che l’accusata abbia materialmente proceduto ai prelevamenti, non vi sarebbero a suo carico indizi di colpevolezza seri e concreti. Inoltre la difesa ribadisce l’assenza di concreto di pericolo di collusione.

5.

L'istanza, presentata dall'accusata detenuta, è ricevibile in ordine.

Ricevuta dal Ministero pubblico in data 27 aprile 2007 è stata recapitata brevi manu a questo ufficio unitamente all'incarto la mattina del 30 aprile 2007, nel rispetto dei termini di cui all'art. 108 cpv. 1 CPP.

6.

Sebbene noti al patrocinatore ed al magistrato inquirente, i principi generali in materia di detenzione cautelare vengono qui di seguito esposti:

L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza: v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss) - ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

7.

L'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata d'ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti da un lato dalla sua funzione - che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza l’esistenza di un reato -, e dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta con quanto si viene di dire - dall’inopportunità di considerazioni di merito premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio.

In concreto, sono senz'altro dati sufficienti indizi di colpevolezza a carico di __________.

L’inchiesta sino ad ora esperita, che, come detto, ha portato all’arresto oltre che della qui istante anche del marito __________ e della zia __________, ha permesso di accertare una sua partecipazione attiva dell’istante ai fatti oggetto dell’inchiesta, e meglio, che era proprio __________ a chiedere a terzi di procedere a prelevamenti a debito dei conti di __________. Da parte sua l’accusata, che sino ad ora ha rilasciato delle dichiarazioni – come rettamente evidenziato dal magistrato inquirente nel preavviso negativo – “inveritiere, non credibili ed al limite del temerario”, oltre che non corroborate da altri atti d’inchiesta, che necessariamente devono essere chiarificate prima della sua messa in libertà provvisoria. In particolare, l’accusata ha ammesso unicamente di aver chiesto alla zia di procedere ad alcuni dei prelevamenti in questione, mettendole a disposizione le tessere e relativi codici PIN, sostenendo che __________ sarebbe stata al corrente dei reiterati prelevamenti sui suoi conti, contestando nel contempo di avere avuto a disposizione denaro liquido, di aver sottaciuto alla parte lesa i prelevamenti effettuati dalla zia e di essere al corrente che il marito aveva ripetutamente prelevato fondi dai conti di __________ per un importo complessivo, a dire del marito, di circa fr. 20'000.--. Per contro, dagli atti istruttori esperiti – segnatamente le dichiarazioni di __________, __________, del marito __________ e dei testimoni – emergono elementi sufficientemente concreti per ritenere che i correi si siano approfittati di __________ effettuando in tempi ravvicinati prelevamenti per complessivi circa fr. 50'000.-- sull’arco di circa 9 mesi, somme poi utilizzate per le loro necessità, rispettivamente per spese di natura voluttuaria. Ad esempio, la zia ha più volte dichiarato di avere effettuato vari prelevamenti dai conti di __________, consegnando poi il denaro alla nipote, nonché di avere già notato dal giugno 2006 che la famiglia della nipote disponeva di denaro di cui non si conosceva la provenienza. Va inoltre considerato che tenuto conto della frequenza dei prelievi e della relativa entità, gli stessi risultano certamente estranei alle esigenze di una signora di 83 anni, ciò ad ulteriormente corroborare che i fondi in questione siano stati trattenuti ed utilizzati dalla famiglia __________ e dalla zia per spese personali.

Visto quanto precede, la prima (e cumulativa) condizione a giustificazione della carcerazione preventiva è data.

8.

I bisogni istruttori atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale non si identificano semplicemente con gli atti ancora da assumere in quanto tali, o con gli accertamenti ancora da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o di inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss., no. 701a; RDAT 1988 no. 24; DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Gli elementi di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere indicato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura cautelare, occorre che un’influenza (dell’accusato nei confronti del teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d’interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).

L’istante, come detto, è stata arrestata il 23 aprile 2007, qualche giorno dopo il marito __________ e la zia. L’inchiesta è quindi in pieno svolgimento da pochi giorni e concerne più persone sia in qualità di accusati che di testimoni.

In questo lasso di tempo l’inchiesta è proseguita con celerità avendo gli inquirenti già provveduto a sentire, almeno una volta le varie parti coinvolte. Appare ora necessario, tenuto anche conto delle versioni rese dagli accusati non proprio convergenti tra loro, procedere ad ulteriori interrogatori degli stessi (quello dell’accusata è già stato fissato per venerdì p.v.), eventualmente a confronto, nonché ad un ulteriore interrogatorio di __________ (sentita una sola volta). Inoltre, si deve ancora procedere a contestare all’accusata e al marito le risultanze sin qui ottenute. Ciò al fine di chiarire il ruolo e le responsabilità di ciascuno. Fino al compimento di tali atti e a migliore chiarificazione della fattispecie, resa comunque difficoltosa dall’atteggiamento processuale della qui istante che, come evidenziato sopra, non può certo essere ritenuto collaborativo, anzi proprio il contrario, esiste concreto pericolo di collusione, vista anche la facile condizionabilità - che non può essere seriamente messa in discussione di __________, dovuta soprattutto all’età avanzata. Né è possibile ovviare al pericolo di collusione con una misura sostituiva, quale quella proposta dalla difesa, non avendo gli inquirenti i mezzi per controllare che l’accusata ossequi al divieto di prendere contatto con la parte civile, rilevato inoltre che nei giorni scorsi la Polizia è stata interpellata a causa di contatti inopportuni ed insistenti dei parenti dell’accusata con __________.

9.

La proporzionalità di una carcerazione deve essere analizzata da angolature diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la gravità (e complessità) della fattispecie e con la pena presumibile, dall'altro occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (art. 102 CPP).

Nel caso concreto, il carcere preventivo sin qui sofferto (circa 10 giorni), e quello prevedibilmente ancora da soffrire alla luce della gravità delle accuse - malversazioni per circa fr. 50’000.--, cioè tutto il patrimonio di __________ (__________), che percepisce ora unicamente l’__________ di circa fr. 2'200.--, addebitate sui conti di __________ con oltre 50 operazioni di prelevamento nell’arco di 9 mesi -, della complessità dell’inchiesta, resa ancor più difficoltosa dall’atteggiamento degli accusati che non può certo essere definito trasparente e collaborativi, è sicuramente data. Gli inquirenti hanno proceduto con celerità: nel caso in esame, non si può certo parlare di violazione del principio di celerità (per i confronti non ancora esperiti e le audizioni non ancora effettuate) ritenuto che l'inchiesta è in corso da poco tempo, coinvolge più persone ed è resa più difficoltosa dal fatto che le versioni dei fatti date dagli accusati non sono né convergenti né lineari e necessitano pertanto di ulteriori verifiche al fine di determinare l’esatto ruolo e le effettive responsabilità di ciascuno, rilevato comunque che più atti istruttori sono già stati esperiti e che l’inchiesta è in pieno corso. Da ultimo, per quanto riguarda i figli minorenni dell’accusata qui istante, si constata che la Delegazione tutoria ha preso tutti i provvedimenti necessari e che comunque una separazione dai genitori che dura da circa 10 giorni è più che sostenibile.

10.

In conclusione, constatata l'esistenza in capo a __________ di seri e concreti indizi di colpevolezza per i reati ascritti, bisogni dell'istruzione, concreto pericolo di collusione, nonché rispetto dei principi di proporzionalità e celerità nei termini suesposti, l'istanza di libertà provvisoria deve essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e contrario) ed impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

P.Q.M.

visti gli artt. 138, 147 CP, artt. 95 ss., 108, 280 ss., 284 CPP,

decide

1.                L'istanza di libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.

2.                Non si prelevano né tasse né spese.

3.                Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro dieci giorni dall’intimazione.

4.                Intimazione:

                                                                                   giudice Ursula Züblin

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