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Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 04.01.2005 INC.2004.39503

4. Januar 2005·Italiano·Tessin·Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto·HTML·1,754 Wörter·~9 min·3

Zusammenfassung

proroga del carcere preventivo

Volltext

Incarto n. INC.2004.39503

Lugano 4 gennaio 2005

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

Edy Meli

              sedente per statuire sull'istanza di proroga del carcere preventivo presentata il 16 dicembre 2004 dal

Procuratore pubblico Rosa Item, Ministero pubblico di Lugano  

nei confronti di

____________________ (rappr. dal __________

accusato dei reati di cui agli artt. 19 cfr. 2, subordinatamente cifra 1, e 19a LFStup, 23 LDDS;

viste le osservazioni 28/29 dicembre 2004 dell'accusato (presentate per il tramite del patrocinatore);

visti gli inc. MP __________ __________;

ritenuto e considerato

in fatto ed in diritto

che:

-        __________ è stato arrestato il 12 luglio 2004 (doc. 2, inc. GIAR 395.2004.1);

il 13 luglio gli è stata formalmente promossa l'accusa, per i titoli di reato indicati nel cappello della presente, ed è stata richiesta la conferma dell'arresto (doc. 1, inc. GIAR 395.2004.1);

questo giudice ha confermato la misura cautelare, constatata la presenza di gravi indizi di reato nonché concreto pericolo di fuga e concrete necessità istruttorie (doc. 4, inc. GIAR 395.2004.1);

l'istruttoria è poi proseguita, così come emerge in particolare dall'elenco atti dell'inc. MP __________ nonché dal Rapporto di polizia giudiziaria del 10 dicembre 2004 relativo all'inchiesta nei confronti di __________ e __________ (cfr. pagine 11 a 22);

con l'istanza qui in discussione si chiede la proroga di un mese del carcere preventivo cui è astretto l'accusato (doc. 1, inc. GIAR 395.2004.3);

il magistrato inquirente, dopo aver esposto gli indizi di reato a carico di __________ in relazione a varie azioni costitutive di reato (commesse prevalentemente in correità con __________) per un quantitativo di eroina superiore a 2 Kg (ancorché dall'elenco atti non risulta formale estensione dell'accusa per rapporto all'ipotesi formulata contestualmente all'arresto), sostiene presenza di concreto pericolo di fuga (cittadinanza straniera e prospettiva di pena), bisogni dell'istruzione (interrogatorio di due persone e formalità di chiusura dell'istruttoria), nonché di concreto pericolo di recidiva (assenza di scrupoli da parte di persona già condannata);

la difesa, con osservazioni del 28/29 dicembre 2004 (doc. 3, inc. GIAR 395.2004.3), contesta l'esistenza di gravi inizi di reato per i quantitativi indicati dal Procuratore pubblico (le sue ammissioni sarebbero riferite a quantitativi nettamente inferiori - cfr. Osservazioni, punto 3 a.), la presenza di un concreto pericolo di fuga (per la collaborazione offerta, la cessazione del consumo), di un pericolo di recidiva (lo spaccio, anche quello che ha condotto a precedenti condanne, era legato al consumo ora cessato) e l'esistenza di concrete necessità istruttorie (la fattispecie è stata chiarita e disposto il deposito degli atti); pure contestata e la proporzionalità della proroga per rapporto alla pena previsibile;

i principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui brevemente richiamati:

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)

per quanto concerne i seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di __________, tenuto conto dei limiti che deve porsi questo giudice, la loro presenza/esistenza è data, nel caso in esame, e non solo per i quantitativi ammessi, come indicato dalla difesa (che comunque già concernono quantitativi superiori ai 200 grammi - cfr. Verbale PP 30.07.2004); vi sono agli atti dichiarazioni di terzi che affermano di aver acquistato da __________, mentre l'accusato non li ha menzionati nelle sue ammissioni ed ha negato i fatti in sede di confronto (cfr. __________ 17.06.2004, __________ 16.07.2004, confronto __________ /__________ 2.11.2004), nonché dichiarazioni, sempre di terze persone, che affermano costante frequente compresenza di __________ e __________, con il primo che dava l'impressione di essere colui che tra i due "comandava" (__________8.11.2004); a quanto sopra si aggiunga che lo stesso accusato ha affermato di aver più volte risposto a telefonate di acquirenti, concordando consegne (quindi quantitativi e prezzi) in gran parte effettuate poi concretamente da __________ (Verbale PP 30.07.2004, pag. 2; Verbale PP 2.11.2004, pag. 2 e 5), il che induce a pensare che egli conoscesse perlomeno prezzi praticati, quantitativi disponibili e disponibilità a effettuare consegne da parte di __________; non da ultimo, risulta pure che egli partecipava alle operazioni di taglio dello stupefacente (Verbale PP 30.07.2004, pag. 3), ha "passato" a __________ suoi "vecchi" clienti (Verbale PP 2.11.2004, pag. 6) e conosceva l'entità degli acquisti a Zurigo (Verbale PP 2.11.2004, pag. 5); da tutto quanto indicato (in parte confermato dai controlli telefonici posti in essere nei confronti di __________ - cfr. AI 5 e 11) non si può che concludere per la presenza di seri e concreti indizi di correità per l'intera attività svolta da __________;

pacifica l'esistenza di indizi in relazione all'infrazione alla LDDS (Verbale PG 13.07.2004; Verbale GIAR 13.07.2004, pag. 2);

il pericolo di fuga e quello di recidiva emergono in modo concreto dall'incarto prodotto;

sebbene la gravità della pena presumibile (qui certamente non indifferente e probabilmente oltre il limite per la concessione della sospensione, qualora le accuse trovassero conferma) non basti, da sola, a motivare la carcerazione, nel caso in esame, il rischio in questione associato all'assenza di legami famigliari importanti, rispettivamente professionali in Svizzera, paese nel quale è entrato ed ha soggiornato irregolarmente, fanno sì che una sua futura permanenza, in Svizzera ai fini del reinserimento e/o del collocamento, appare improbabile; il fatto che abbia deciso di smettere con il consumo di stupefacenti (comunque solo durante la detenzione) non è in alcun modo indice i volontà di rimanere a disposizione per il seguito dell'inchiesta e l'eventuale dibattimento; la situazione personale dell'accusato rende la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701), ritenuto, inoltre che la concretezza del pericolo di fuga può essere accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind, …" (Schmid, ibidem);

abbondanzialmente, dall'incarto emerge anche la presenza di un pericolo di recidiva; __________ ha già subito condanna, per infrazioni aggravata alla LFStup, nel 1999 da parte della magistratura dei Minorenni (AI 34) e nel novembre 2003 è stato perlomeno inchiestato (l'esito del procedimento non è desumibile dal casellario prodotto - cfr. doc. 3 inc. GIAR 395.2004.1) nella svizzera tedesca per lo stesso tipo di reato; le precedenti disavventure giudiziarie non sembrano averlo trattenuto dal dedicarsi a traffici che anzi, alla luce degli indizi della presente inchiesta, sembrano essersi intensificati e commessi previa entrata e soggiorno illegale in Svizzera, dimostrando così un'assenza di scrupoli che non può essere qui trascurata a fronte della cessazione del consumo in carcere;

visto l'accertamento dell'esistenza di pericolo di fuga e di recidiva, ci si può esimere dall'analizzare se siano presenti, a giustificazione della carcerazione preventiva, necessità istruttorie (concreto pericolo di collusione e/o inquinamento delle prove) che, invero neppure sono state chiaramente circostanziate dal magistrato inquirente ("Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht", N. Schmid, op. cit., no. 701a) cui spetta tale incombenza (anche nel rispetto dell'obbligo di motivazione e della garanzia del contraddittorio - si veda, inoltre, la nota alla sentenza 25 marzo 1998, in REP 1998 p. 329), se ne afferma l'esistenza (GIAR 4 aprile 2002 in re C.); di certo non possono costituire valide necessità istruttorie, ai sensi degli artt. 95 ss. CPP, le eventuali conseguenze della solo recente "congiunzione" di incarti connessi fin dall'inizio dell'istruttoria (art. 36 cpv. 1 CPP);

stabilito che gli elementi di legge per il mantenimento e/o proroga della detenzione preventiva sono presenti nel caso in esame, occorre ora valutare se la proroga richiesta (un mese) è rispettosa del principio di proporzionalità, ricordato che determinanti a tale proposito sono il rapporto tra la detenzione sofferta, o eventualmente ancora da soffrire, e la gravità dei reati (o meglio della pena ipotizzabile), nonché il rispetto dell'art. 102 CPP (secondo cui l'inchiesta deve procedere con celerità);

nel caso in esame, alla luce dell'istruttoria (cfr. elenco AI e Rapporto di polizia del 10.12.2004, in particolare pagg. 18 a 22) e dell'attuale fase (conclusiva) della stessa (anche se non vi è traccia, nella documentazione trasmessa a questo giudice, del fatto che il deposito degli atti sia già avvenuto), tenuto conto che il rischio di pena, sempre in caso di conferma delle accuse, è ben superiore ai 6/7 mesi (cfr. art. 19 ultimo cpv. della cifra 1 in relazione con la cifra 2), la proroga richiesta, e concessa, è rispettosa del principio di proporzionalità.

P.Q.M

richiamate le norme applicabili, ed in particolare gli artt. 19 cifra 2 cpv. 2 LFStup, 95 ss, 102, 103, 284 CPP,

decide

1.  L'istanza è accolta.

§.    Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________ è prorogato di un mese e verrà a scadere il 12 febbraio 2005 (compreso).

2.  Non si prelevano tasse e spese.

3.  Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

4.  Intimazione:

                                                                                 giudice Edy Meli

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