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Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 16.08.2000 INC.1999.43603

16. August 2000·Italiano·Tessin·Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto·HTML·2,761 Wörter·~14 min·3

Zusammenfassung

Sentenza o decisione senza scheda

Volltext

N. 436.99.3/4 M                                                         Lugano, 16 agosto 2000

N. 453.99.4/5 M

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

__________

sedente per congiuntamente statuire sui reclami inoltrati in data 29 ottobre 1999 da

__________, latitante

(patrocinato di fiducia dall’avv. __________)

avverso la decisione 25 ottobre 1999, con la quale il Procuratore Pubblico avv. __________, ha segnatamente respinto l’istanza di dissequestro dell’importo di fr. 30'000.— a suo tempo bloccato a titolo di cauzione nel procedimento pendente contro la moglie del reclamante per titolo di favoreggiamento ed infrazione alla LFStup.;

ed i reclami inoltrati in data 2 novembre 1999 da

__________

(patrocinata di fiducia dall’avv. __________)

parimenti rivolti contro la succitata decisione 25 ottobre 1999, con la quale il Procuratore Pubblico avv. __________, ha segnatamente respinto l’istanza di dissequestro dell’importo di fr. 30'000.— a suo tempo bloccato a titolo di cauzione nel procedimento pendente contro la reclamante per titolo di favoreggiamento ed infrazione alla LFStup.;

viste le osservazioni 5 novembre 1999 del magistrato inquirente e 10 novembre 1999 della parte civile Cammid (avv. __________), che concordemente postulano la reiezione dei gravami;

letti ed esaminati gli atti formanti gli incc. MP 3195/99/MB e 3856/99/MB;

ritenuto

in fatto:

A.

__________ è moglie di __________, persona contro la quale è pendente un procedimento penale per reati patrimoniali commessi nei confronti del proprio precedente datore di lavoro. __________ si è dato alla macchia, verosimilmente in Italia. Da quel momento sono stati posti in atto i dovuti controlli ambientali, che hanno portato all’arresto della qui reclamante in data 27 giugno 1999 mentre stava per recarsi in Italia dal marito, al quale fin dalla fuga pare aver dato tutto l’appoggio necessario. Durante le indagini sulla fuga del marito sono poi emersi indizi a carico di __________ per un suo coinvolgimento in un traffico di stupefacenti (v. rapporto d’arresto 27 giugno 1999, inc. GIAR 453.99.1 doc. _).

Con decisione 16 luglio 1999 (inc. GIAR 453.99.2), __________ è stata posta in libertà provvisoria previo versamento di una cauzione e deposito dei documenti d’identità, e con l’obbligo di presentarsi regolarmente in Polizia. Il marito __________ è sempre latitante in Italia, dove ha potuto recentemente essere sentito per via rogatoriale (v. scritto 15 ottobre 1999 avv. __________, inc. GIAR 453.99.3 doc. _).

Quanto precede, estratto verbatim dalla decisione 10 novembre 1999 di questo giudice, sempre in tema di dissequestro (inc. GIAR 453.99.3 / 436.99.2, doc. _, consid. A p. 2), vale a tutt’oggi.

B.

Con la testé citata decisione 10 novembre 1999, questo giudice aveva respinto un reclamo inoltrato dai coniugi __________ contro la decisione del magistrato inquirente, che aveva loro rifiutato il dissequestro di una relazione detenuta da __________ presso la __________ (con procura a favore della moglie __________), sulla quale affluivano “il residuo di pensione del signor __________ (fr. 3'333.— mensili) nonché determinate indennità versate da assicuratori malattia in relazione a cure mediche prestate da diversi operatori sanitari in favore di __________ ” (istanza, cit., riportata in sede di reclamo, inc. GIAR 453.99.3 doc. _, pto. B.1.1 p. 2).

C.

I presenti reclami traggono spunto, invece, dalla decisione 25 ottobre 1999, con la quale il Procuratore Pubblico – parallelamente alla revoca dell’obbligo di presentarsi settimanalmente al posto di polizia, ed alla conferma del sequestro dei documenti di identità di __________ – ha respinto la richiesta formulata dalla reclamante e volta ad ottenere lo sblocco della cauzione ordinata da questo giudice quando, con decisione 16 luglio 1999, le aveva concesso la libertà provvisoria (inc. GIAR 453.99.2, doc. _). L’importo, originariamente pari a fr. 30'000.—, è stato ridotto dal Procuratore Pubblico a fr. 17'000.— in data 7 dicembre 1999, contestualmente all’intimazione alla reclamante del decreto d’accusa di pari data (condanna a 30 giorni di detenzione sospesa condizionalmente per titolo di favoreggiamento, cresciuta in giudicato; v. verbale MP 7 dicembre 1999 di __________, in copia agli atti GIAR).

__________, che deriva la propria legittimazione dal fatto che la decisione impugnata gli è stata intimata in quanto degli originali fr. 30'000.—, fr. 23'000.— erano invero stati sequestrati a titolo risarcitorio nel procedimento contro di lui (v. reclamo, inc. GIAR 436.99.3/4 doc. _ pto. A.b p. 2), insorge principalmente contro il sequestro di fr. 6'000.— di presunta pertinenza diretta della moglie (loc. cit., pto. B.2 p. 2-3), postulando altresì la liberazione anche dei rimanenti fr. 17'000.—(“data l’esiguità dell’importo [...] a fronte di un danno che supera i tre milioni di franchi”, loc. cit., pto. A.3 p. 3). Le sue conclusioni sono, in via principale la liberazione della totalità dell’importo, ed in via subordinata la riduzione del sequestro a fr. 17'000.— (loc. cit., p. 4).

__________, dal canto suo (v. reclamo, inc. GIAR 453.99.4/5), chiede il dissequestro di tutti i propri documenti di legittimazione nonché della cauzione nella sua integrità, atteso che essa non appare più proporzionata per rapporto all’inconsistenza delle ipotesi accusatorie a suo carico (loc. cit., p. 4).

D.

Il Procuratore Pubblico si oppone ai reclami essenzialmente perché a suo dire il mantenimento del blocco dei citati fr. 30'000.— permarrebbe perfettamente giustificato, anche se su basi differenziate: fr. 23'000.—, infatti, sarebbero invero stati posti sotto sequestro risarcitorio nell’ambito del procedimento contro __________ (v. osservazioni 5 novembre 1999 al reclamo di __________, inc. GIAR 453.99.4 doc. _ pto. 4.1 p. 2), e la richiesta di loro liberazione non poggia su alcun argomento degno di protezione (v. osservazioni 5 novembre 1999 al reclamo di __________, inc. GIAR 436.99.3 doc. _ pto. 1 p. 1, con approfondimenti al pto. 2 per fr. 6'000.—). Solo fr. 7'000.—, dunque, rappresenterebbero quanto resta sequestrato a titolo di cauzione nei confronti di __________ – importo senz’altro proporzionato (v. osservazioni 5 novembre 1999 al reclamo di __________, inc. GIAR 453.99.4 doc. _ pto. 4.2 p. 3).

E.

In entrambi i reclami, la parte civile Cammid si è associata alla presa di posizione della pubblica accusa (v. osservazioni 10 novembre 1999, doc. _ in tutti gli incarti GIAR qui discussi).

Considerato

in diritto:

1.

a)        Diversamente da quanto discusso in occasione del precedente reclamo, la legittimazione attiva è evidente per entrambi i reclamanti: per __________, almeno nella misura in cui ella contesta i dubbi della pubblica accusa circa la provenienza di fr. 6'000.—, ed inoltre nella misura in cui il Procuratore Pubblico dichiara che almeno fr. 7'000.— restano bloccati a titolo di cauzione; per __________, specularmente, almeno per i fr. 17'000.— asseritamente bloccati a titolo di sequestro risarcitorio.

b)        Sebbene debbano evidentemente essere distinte, almeno in punto al dissequestro qui discusso le complesse fattispecie relative a __________ da un lato e __________ dall’altro appaiono correlate in maniera inscindibile: è allora opportuno che i reclami vengano evasi congiuntamente, con un’unica decisione.

2.

a)        Gli incarti dei due reclamante hanno seguito destini del tutto differenti: mentre quello contro __________ è ad un punto morto, a seguito della latitanza dell’accusato reclamante, le accuse a suo tempo sollevate nei confronti di __________ sono sfociate parte in un decreto d’accusa 7 dicembre 1999 (per l’ipotesi di favoreggiamento), e parte in un decreto d’abbandono (almeno così sembra doversi dedurre dal verbale MP 7 dicembre 1999 dell’accusata, cit., p. 2). Successivamente all’inoltro dei presenti reclami, dunque, il Procuratore Pubblico ha decretato la restituzione dei documenti d’identità all’accusata, nonché la liberazione a suo favore dell’importo complessivo di fr. 13'000.— (v. verbale cit., loc. cit.). Per queste ragioni, in calce al succitato verbale MP la reclamante ha chiesto a questo giudice di “tenere in sospeso la trattazione dell’ultimo reclamo in materia di sequestro dei 17'000.— CHF, rispettivamente di liberazione della cauzione siccome privo d’oggetto” (loc. cit., p. 2).

b)        Il passo testé citato, forse anche a ragione di errori di battitura, non esprime in modo chiaro le intenzioni della reclamante circa il destino da attribuire al suo reclamo: non si capisce bene, in altre parole, cosa ella possa intendere con il tenere in sospeso un reclamo “siccome privo d’oggetto” (ibid.). Se divenuto privo d’oggetto, un reclamo viene semplicemente stralciato dai ruoli. Né in verità era molto chiaro cosa la reclamante intendesse sollevare contro il mantenimento sotto sequestro dell’importo di fr. 17'000.— riconosciutamente di provenienza dal marito __________: dalla decisione impugnata (cit., pto.2 p. 1 in fine) emergeva chiaramente che tale importo veniva distolto dalla cauzione, e che il suo mantenimento sotto sequestro veniva ormai motivato unicamente con un sequestro risarcitorio “a norma dei combinati articoli 59 cfr 2 e 60 CPS” (ibid.). Purtroppo soltanto sottinteso era dunque che quell’importo non aveva più nulla a che vedere con l’incarto relativo a __________, bensì riguardava ormai unicamente l’incarto relativo a __________.

c)         Ne discende, in conclusione, che per __________ l’incarto penale si è concluso definitivamente in data 7 dicembre 1999, allorquando ella ha preso conoscenza dei decreti nei suoi confronti (uno di condanna, uno di abbandono) e del dissequestro di quella parte della somma originariamente pensata quale cauzione che il Procuratore Pubblico ha ritenuto essere di sua (più o meno chiara) pertinenza. Non vi è allora ragione alcuna per tenere in sospeso il reclamo di __________, atteso che il destino da riservare ai rimanenti fr. 17'000.— può e deve essere evaso nell’ambito del reclamo inoltrato da __________.

3.

            a)        Pur nella rinnovata forma in vigore dal 1° agosto 1994, le norme sulla confisca penale (artt. 58 ss. CPS) ribadiscono l’obbligo di confisca di ogni e qualsiasi vantaggio patrimoniale ottenuto in maniera illecita: la definizione dei valori patrimoniali di cui all’art. 59 cfr. 1 cpv. 1 CPS riprende le previgenti dottrina e giurisprudenza (v. Niklaus Schmid, Das neue Einziehungsrecht nach Art. 58 ff. StGB, in: RPS 113 [1995], p. 321 ss., pto. 4.2.1 p. 331 e nota 45, con rinvii). Sottostanno a tale tipo di confisca ai sensi dell’art. 59 cfr. 1 cpv. 1 CPS anche cosiddetti valori sostitutivi (“Surrogate”, v. Schmid, cit., pto. 4.3.2, p. 334 ss.). Completamente rivisto è l’istituto della confisca risarcitoria ai sensi dell’art. 59 cfr. 2 cpv. 1 CPS: essa permette al giudice (di merito) di ordinare un risarcimento in favore dello Stato (con eventuale successiva assegnazione alla parte lesa in applicazione dell’art. 60 CPS), se - pur essendo dati i presupposti per una confisca ex art. 59 cfr. 1 cpv. 1 CPS - i valori patrimoniali di cui all’art. 59 cfr. 1 cpv. 1 CPS non siano più reperibili (v. Schmid, cit., pto. 4.3.1, p. 333 s.; pto. 4.3.2, p. 336) oppure debbano venir attribuiti direttamente alla parte lesa in applicazione dell’art. 59 cfr. 1 cpv. 1 ultima frase CPS (v. Schmid, cit., pto. 4.4.1, p. 339). Infine, la misura può essere ordinata non solo nei confronti dell’autore, bensì anche di terzi che abbiano beneficiato dei proventi del reato, a meno che non trovino applicazione le eccezioni contemplate all’art. 59 cfr. 1 cpv. 2 CPS (art. 59 cfr. 2 cpv. 1 ultima frase CPS; v. Schmid, cit., pto. 4.3.3, p. 336 ss.). Per non vanificare la portata di questa norma, il magistrato inquirente può ordinare il sequestro di tali beni a titolo probatorio, confiscatorio (art. 161 cpv. 1 e 2 lit. b CPP; v. Schmid, cit., pto. 6.3, p. 362) oppure risarcitorio (art. 59 cfr. 2 cpv. 3 CPS).

            b)        Un ordine di perquisizione e sequestro bancario può rappresentare un attentato ai diritti personali, o causarne un pregiudizio. Come ogni misura d’inchiesta, pertanto, deve soddisfare tre presupposti sostanziali: deve poggiare sull’esistenza di gravi indizi di colpevolezza, deve apparire necessario per il giudizio di merito (nel senso che deve essere connesso con l’oggetto che occorre salvaguardare agli incombenti processuali e di giudizio, v. decisione 17 agosto 1998 in re E.F., inc. GIAR 501.98.2 consid. 2), infine deve essere rispettoso del principio di proporzionalità (v. Gérard Piquerez, Précis de procédure pénale suisse, 2. éd. Lausanne 1994, margin. 1441, 1454 e 1469, con rinvii). La verifica della fondatezza di questi presupposti, per il doveroso scrupolo di rispetto dei diritti individuali, deve essere costante negli incombenti dell’autorità inquirente e requirente, con sempre accresciuta esigenza probatoria indiziante approssimantesi alla verità materiale, a partire dal sospetto all’apertura del procedimento, che va in seguito ed indilatamente approfondito con gli accertamenti probatori del caso (v., in contesto più generale, Piquerez, cit., margin. 1116 ss.).

4.

Già in occasione della decisione 10 novembre 1999 sulla precedente istanza di dissequestro formulata dai coniugi __________, questo giudice aveva avuto modo di spiegare che a carico di __________

“gli indizi di reato [...] emergono con sufficiente chiarezza dall’incarto. La latitanza del reclamante e l’atteggiamento processuale da lui assunto, non certamente improntato alla massima trasparenza (almeno così sembra dal rapporto stilato dal magistrato italiano incaricato dell’evasione della rogatoria presentata dagli inquirenti svizzeri, v. scritto 19 ottobre 1999 del Procuratore della Repubblica di __________, agli atti MP s.n.), suggeriscono prudenza al fine di non svelare intempestivamente informazioni che il magistrato inquirente si riserva legittimamente di prospettare all’indiziato a tempo debito e nei modi di rito (v. Rusca/Salmina/Verda, Commento del CPP, Lugano 1997, note 6 e 16 ad art. 58 CPP). Né un tale approfondimento è qui necessario, ritenuto che (opportunamente) nessuno dei reclamanti pone in dubbio l’esistenza di indizi di colpabilità a carico di __________ ” (loc. cit., consid. 3b p. 6).

Quanto allora detto vale pure oggi.

5.

a)        Per espressa ammissione del Procuratore Pubblico in sede di pronuncia impugnata (cit., pto. 2 p. 1), “ritenuto che palesemente i beni oggi sotto sequestro non permettono il risarcimento alla PC, nella misura in cui proveniente dal marito la cauzione è messa sotto sequestro penale a norma dei combinati articoli 59 cfr 2 e 60 CPS”. Dunque, la natura del sequestro dei rimanenti fr. 17'000.— è manifestamente risarcitoria.

b)        Il sequestro di beni chiesto a titolo risarcitorio (art. 59 cfr. 2 cpv. 3 CPS), ora previsto espressamente dal diritto federale (v. Schmid, cit., pto. 4.3.4, p. 339, e nota 86), è inteso come misura cautelare atta a garantire l’applicabilità degli artt. 59 cfr. 2 cpv. 1 e 60 CPS, e deve essere visto quale ulteriore sfaccettatura del disegno legislativo, volto ad evitare che risulti privilegiato quell’autore che si è liberato dei proventi del proprio reato, per rapporto a quello che invece li ha conservati (Messaggio, pto. 223.5; Schmid, cit., pto. 4.3.1, p. 333; decisione 6 ottobre 1997 in re T.K. e I.F., inc. GIAR 141.97.3 consid. 5 p. 5-6; DTF 124 I 6, consid. 4.b.bb p. 8 s.). Per principio, esso riguarda beni sprovvisti di qualsiasi legame con l’illecito commesso (v. decisione 11 maggio 1999 in re Ospedale X, inc. GIAR 873.98.2 consid. 2a p. 4; Niklaus Schmid, nota 173 ad art. 59 CPS, in: Schmid (Hrsg.), Kommentar Einziehung, organisiertes Verbrechen und Geldwäscherei, Band I, Zürich 1998).

c)         Alla luce di quanto precede, considerata l’entità del danno patrimoniale causato da __________ e l’assenza di beni sufficienti a garantire il risarcimento del danno causato (v. in proposito le osservazioni del magistrato inquirente al precedente reclamo, inc. GIAR 436.99.2 doc. _, p. 1), non può esservi dubbio che il sequestro dell’importo di fr. 17'000.— era ed è, di principio, perfettamente conforme alla legge. Va pure ribadito quanto già detto nella pronuncia 10 novembre 1999 (cit., consid. 4c p. 7), ovvero che l’esiguità della somma, di per sé, non giustifica un’eccezione alla regola secondo la quale “competente per la decisione sul destino di beni passibili di confisca è e deve restare il giudice del merito” (v. anche decisione GIAR 11 maggio 1999, cit., consid. 2c p. 4).

6.

Il reclamo di __________, dunque, avrebbe meritato reiezione: sicuramente per quanto attiene alla domanda principale, forse anche per la subordinata. Sennonché la subordinata formulata dal reclamante (ancorché di dubbia ricevibilità, siccome riguardante l’incarto allora pendente contro la moglie, e beni asseritamente di pertinenza di lei) è stata nel frattempo accolta con la decisione di dissequestro 7 dicembre 1999. Anche il reclamo di __________, dunque, nella misura in cui fosse ricevibile può essere stralciato dai ruoli siccome divenuto privo d’oggetto a seguito dell’implicito accoglimento della domanda subordinata.

7.

In conclusione, nella misura in cui erano ricevibili i reclami di __________ e __________ devono essere stralciati dai ruoli siccome divenuti privi d’oggetto, con la presente decisione suscettibile di impugnazione entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello, ed esente da tassa e spese di giustizia. Non si assegnano ripetibili.

*   *   *

Per i quali motivi,

viste le norme citate e gli artt. 280 ss. CPP

decide :

1.      In quanto ricevibili, i reclami 29 ottobre 1999 di __________ e 2 novembre 1999 di __________ contro la decisione 25 ottobre 1999 del Procuratore Pubblico sono stralciati dai ruoli siccome divenuti privi d’oggetto.

2.      Non si prelevano tassa né spese di giustizia. Non si attribuiscono ripetibili.

3.      Contro la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.      Intimazione:

-      avv.ti __________, per loro medesimi e per i reclamanti, con copia delle osservazioni della parte civile resistente e del magistrato inquirente;

-      avv. __________, per sé e per la parte civile, con copia delle osservazioni del magistrato inquirente;

-      Procuratore Pubblico avv. __________, con copia delle osservazioni della parte civile e gli incc. MP 3195/99/MB e 3856/99/MB di ritorno.

giudice __________

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