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Ticino Camera di diritto tributario 04.09.2020 80.2019.298

4. September 2020·Italiano·Tessin·Camera di diritto tributario·HTML·3,224 Wörter·~16 min·5

Zusammenfassung

Imposta sull’utile delle persone giuridiche: ripresa costi non comprovati, onere della prova, dimostrazione delle controprestazioni ottenute

Volltext

Incarti n. 80.2019.298 80.2019.299

Lugano 4 settembre 2020

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

composta dai giudici

Andrea Pedroli, presidente, Mauro Mini, Raffaele Guffi

segretaria

Cristiana Balestra Gamboni, vicecancelliera

parti

RI 1  rappr. da: RA 1   

contro  

RS 1   

oggetto

ricorso del 13 settembre 2019 contro la decisione del 16 agosto 2019 in materia di IC-IFD 2016.

Fatti

                                  A.   a.

                                         La RI 1 SA, con sede a __________, è stata fondata nel 1988. Tra le sue attività annovera “la fornitura di consulenze, marketing e l’assunzione di mandati di ogni genere, in particolare nel settore alberghiero. La società può occuparsi della gestione e gerenza di esercizi pubblici, in particolare di alberghi e ristoranti, svolgere attività di pubbliche relazioni e partecipare ad altre società e imprese aventi scopo analogo. La società può aprire succursali e filiali e partecipare ad altre imprese” (v. estratto Ufficio del registro di commercio del Cantone Ticino: ultima consultazione 30.06.2020).

                                         b.

                                         Nella Dichiarazione d’imposta delle persone giuridiche IC/IFD 2016, presentata il 1° febbraio 2018, la società anonima dichiarava un utile netto di fr. 5'949.‑, col quale compensava le perdite fiscali dei sette esercizi precedenti in ragione di fr. 16'303.‑, per giungere ad un risultato fiscale imponibile in Svizzera di fr. – 10'354.‑ e nel Cantone di fr. 0.‑. Il capitale proprio imponibile nel Cantone ammontava a fr. 100'000.‑ (liberato: fr. 50'000.‑). Dalla documentazione contabile acclusa alla DI 2016 si evincevano ricavi netti d’esercizio per un totale di fr. 157'711.‑, mentre i costi d’esercizio ammontavano a fr. 152'962.‑ (utile annuale: fr. 5'949.30).

                                         c.

                                         In data 5 aprile 2018, per posta elettronica, l’RS 1) chiedeva alla contribuente di fornirle le schede contabili relative alle prestazioni di terzi (con l’indicazione del beneficiario, del metodo di pagamento e del motivo) come pure la scheda dei costi dell’autoveicolo e la relativa documentazione per il periodo fiscale 2016. Il 23 aprile 2018 ribadiva con lettera inviata per Posta A Plus la sua richiesta, impartendo alla contribuente un termine fino al 7 maggio 2018 per “comprovare, giustificare e indicare le generalità dei beneficiari e il metodo di pagamento” e per “giustificare l’uso autoveicolo”. Rinnovava la richiesta delle schede contabili relative ai “costi auto” e ai “costi di vendita”. L’8 maggio 2018, per posta elettronica, il rappresentante della contribuente rispondeva che “le prestazioni di lavoro di terzi sono inerenti alla ricerca, segnalazione e introduzione di nuovi clienti” e inviava le schede contabili richieste. Il 18 giugno 2018, per posta elettronica, l’autorità di tassazione sollecitava il “contratto relativo alle prestazioni di terzi e la comprova delle prestazioni ricevute” riferendosi in particolare al contratto con __________ SA (v. nota a matita su scheda contabile) e al calcolo delle prestazioni fornite dal signor __________ (v. nota a matita su email 8 maggio 2018). Il 3 agosto 2018, la RA 1 rispondeva presentando l’offerta di incarico commerciale, la conferma di detto incarico i cui onorari concordati ammontavano a fr. 30'000.‑ da versarsi “in rate mensili a partire da gennaio 2016” e, a titolo d’esempio, una fattura di fr. 2'500.‑ emessa dalla __________ SA per la suddetta prestazione. Il 13 agosto 2018, l’RS 1 segnalava alla rappresentante della contribuente che “la documentazione fornita non dimostra se il lavoro sia stato eseguito e in che forma” e che “al fine di accettare il costo Prestazioni di Terzi ritenuta la mancanza di un contratto e il pagamento via cassa si vogliano presentare i giustificativi al versamento, tramite ricevuta e comprovando la prestazione ricevuta tramite rapporto e dettaglio fattura”. Inoltre, l’RS 1 richiedeva di “specificare se il signor __________ [fosse] Persona Fisica indipendente o dipendente estera dimostrandone le generalità [e] specificando se [fosse] persona vicina alla società”. A tale email, la contribuente risp. la sua rappresentante non ha risposto.

                                  B.   L’RS 1 notificava alla RI 1 SA la decisione di tassazione IC/IFD 2016 con data 18 ottobre 2018. L’autorità di tassazione aveva corretto l’utile imponibile dichiarato, portandolo a fr. 80'683.‑. L’RS 1 aveva aggiunto le “spese non documentate o eccessive” pari a fr. 69'734.‑ e relative alle “prestazioni di terzi” e aveva ripreso prestazioni valutabili in denaro ad azionisti o persone vicine (vantaggi) in ragione di fr. 5'000.‑.

                                  C.   Il 16 novembre 2018, la contribuente presentava reclamo contro la suddetta decisione, contestando “la ripresa di costi per un importo pari a CHF 69'734.‑”, relativo “alle prestazioni da terzi ricevute dalla società” ed in particolare riferite ai servizi forniti dalla __________ SA (fr. 30'000.‑) e dal signor __________ e pagate a contanti a lavoro svolto. La reclamante spiegava che il signor __________ è una persona fisica indipendente, residente all’estero e senza legami con la società. Giustificava la spesa di fr. 69'734.‑ sostenendo che le prestazioni fornite dai terzi erano “la diretta conseguenza dell’aumento dei ricavi, senza tali prestazioni non ci sarebbe stato un incremento”. Chiedeva all’RS 1 di essere convocata o almeno sentita telefonicamente prima dell’emissione della decisione dopo reclamo. A supporto, allegava la medesima documentazione già fornita in sede di tassazione.

                                  D.   a.

                                         Il 29 marzo 2019, con lettera inviata per Posta A Plus, l’autorità di tassazione concedeva un termine fino al 12 aprile 2019, poi prorogato fino al 17 aprile 2019, chiedendo alla contribuente di presentare la

                                         “documentazione già richiesta e sollecitata in sede di tassazione:

-       Presentare i giustificativi del versamento delle prestazioni a __________ SA tramite ricevuta e comprovare la prestazione indicando i relativi ricavi a CE

-       Presentare i giustificativi del versamento delle prestazioni al Signor __________ tramite ricevuta fornendo anche una copia del contratto di collaborazione e/o copia della fattura e comprovando la prestazione indicando i relativi ricavi a CE”.

                                         A seguito di tale richiesta, la reclamante inoltrava, successivamente alla scadenza del termine prorogato, le note d’onorario emesse dal signor __________ e pagate in contanti, per un importo totale pari a fr. 39’374.‑ e allegava la scheda contabile relativa ai prestiti della __________ SA da cui si evince il pagamento di fr. 30'000.‑ che quest’ultima aveva ricevuto dalla CH Consulting Hotel SA (contabilizzati come prestiti; v. bilancio __________ SA, pure allegato), evidenziando nel contempo un “ricavo” della __________ SA per fr. 65'000.‑ (conto no. __________).

                                         b.

                                         Con decisione notificata il 16 agosto 2019, l’RS 1 respingeva il reclamo poiché, nonostante i ripetuti tentativi da parte dell’autorità di tassazione di reperire la documentazione mancante, non era “stato dato seguito completo alla […] richiesta” e la contribuente era così venuta meno ai suoi obblighi di collaborazione.

                                  E.   Con il ricorso presentato il 13 settembre 2019, la RI 1 ribadisce la richiesta del riconoscimento dei costi sopportati per lo sviluppo dell’attività e, di conseguenza, la crescita della cifra d’affari, in ragione di fr. 69'734.‑, in quanto “giustificati, pertinenti e contabilizzati correttamente”. Il mancato riconoscimento della spesa metterebbe “a repentaglio la continuazione dell’attività aziendale” perché la “società non ha i mezzi per far fronte al debito fiscale”. Postula l’annullamento della decisione di tassazione IC/IFD 2016 e la trasmissione degli atti nuovamente all’autorità di tassazione perché renda una decisione “basata sugli elementi indicati”.

                                  F.   Nelle sue osservazioni, l’RS 1 contesta l’affermazione secondo cui alla contribuente non sarebbe stato concesso tempo sufficiente per fornire la documentazione richiesta: dalla data della prima richiesta (5 aprile 2018) alla decisione di tassazione dopo reclamo (16 agosto 2019) sono trascorsi ben 16 mesi senza che la contribuente rispondesse in modo chiaro e preciso alle puntuali richieste dell’autorità di tassazione. Evidenzia che neppure in sede di ricorso è stato fornito quanto più volte richiesto. Inoltre, alla contribuente è stata data più volte la possibilità di esprimersi, ciò che però è servito più all’“intento di prendere tempo” che di “trovare un accordo”. Il reclamo è quindi stato respinto per la mancata collaborazione della __________ SA.

Diritto

                                   1.   1.1.

                                         L’imposta sull’utile ha per oggetto l’utile netto (art. 66 LT; art. 57 LIFD). Secondo gli art. 67 cpv. 1 LT e 58 cpv. 1 LIFD, l’utile netto imponibile delle persone giuridiche è determinato in base al saldo del conto profitti e perdite, epurato dal riporto dell’anno precedente (lett. a), a cui vengono in particolare aggiunti i prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese giustificate e riconosciute dall’uso commerciale, tra cui gli ammortamenti ed accantonamenti non giustificati (lett. b) e le distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall’uso commerciale (lett. b), i ricavi non accreditati al conto profitti e perdite, compresi gli utili in capitale, di liquidazione e di rivalutazione (lett. c) (cfr. sentenza TF 2C_520/2015 del 28.12.2015, consid. 3.1.). Rientrano in particolare tra questi prelevamenti anche le distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall’uso commerciale (lett. b in fine). Con tali concetti si intendono le prestazioni che una persona giuridica esegue senza una corrispondente contropartita a favore di un suo membro o di una persona comunque vicina e che non sarebbero state concesse alle stesse condizioni ad un terzo estraneo alla società; il carattere particolarmente vantaggioso della prestazione deve inoltre essere riconoscibile per gli organi societari (RtiD II-2005 n. 10t consid. 3.1; DTF 119 Ib 116 consid. 2; 115 Ib 111 consid. 5; 113 Ib 23 consid. 2d).

                                         1.2.

                                         I contribuenti sono invitati a presentare la dichiarazione d’imposta, compilata in modo completo e veritiero accludendo gli allegati prescritti (art. 198 cpv. 1 e 2 LT). Le persone giuridiche devono allegare alla dichiarazione d’imposta in particolare i conti annuali firmati (conto economico, bilancio e, per le società anonime, l’allegato) per il periodo fiscale in questione; in mancanza di una contabilità conforme all’uso commerciale, le distinte degli attivit e dei passivi, delle entrate e delle uscite, come anche degli apporti e dei prelevamenti privati (lett. a); gli elenchi completi dei titoli, crediti e debiti (lett. b); le attestazioni sui compensi ai membri dell’amministrazione o di un altro organo (lett. c) e una copia della dichiarazione dei salari AVS (lett. d; art. 199 cpv. 2 lett. a-d LT). L’art. 125 cpv. 2 LIFD stabilisce che devono essere allegati alla dichiarazione:

                                         a.   i conti annuali firmati (bilanci e conti profitti e perdite) del periodo fiscale; o

                                         b.   il caso di tenuta di una contabilità semplificata secondo l’articolo 957 capoverso 2 CO, le distinte relative alle entrate e alle uscite, alla situazione patrimoniale e ai prelevamenti e apporti privati del periodo fiscale.

                                         1.3.

                                         Di principio, in applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8 CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8). La massima ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro limiti nel dovere di collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla ripartizione oggettiva dell’onere probatorio (cfr. Zweifel, op. cit., n. 3 ad art. 123 LIFD, p. 263; Althaus-Houriet, in: Yersin/Noël [a cura di], Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art. 123 LIFD, p. 1196).

                                   2.   2.1.

                                         Nella fattispecie, l’autorità di tassazione ha ripreso l’importo di fr. 69'734.‑, in quanto “spese non documentate o eccessive”. Si tratta, da un lato, dell’importo di fr. 30'000.‑ corrispondente al compenso versato alla __________ SA per la ricerca, lo sviluppo e l’introduzione dei servizi offerti dalla ricorrente sul mercato __________, __________ (__________) e __________ e, dall’altro, di un ammontare di fr. 39'734.‑, corrispondente al totale degli onorari versati al signor __________ per l’acquisizione di nuova clientela nelle zone di __________ e __________.

                                         2.2.

                                         Alla luce delle decisioni dell’UTPG e del contenuto delle richieste di informazioni che quest’ultimo ha inviato alla ricorrente, la controversia fra le parti verte non tanto sulla qualifica giuridica delle spese sostenute da quest’ultima, quanto piuttosto sulla prova dell’esistenza stessa delle prestazioni che essa avrebbe fatto e delle controprestazioni ricevute. Come ha ricordato il Tribunale federale, in una recente sentenza, quando si tratta di verificare la deducibilità delle spese registrate nel conto economico, si devono dapprima verificare i fatti, cioè se il contribuente abbia dimostrato di avere effettivamente ottenuto delle prestazioni in relazione agli importi fatturati; una volta adempiuta questa condizione, si pone la questione giuridica di stabilire se le spese siano giustificate dall’uso commerciale e se siano come tali deducibili. La questione se un costo sia deducibile presenta pertanto una componente fattuale (la prova della prestazione e della controprestazione) e una di diritto (la giustificazione commerciale). Il contribuente ha l’onere di provare solo la componente fattuale (sentenza 2C_4141/2019 del 14.11.2019 consid. 4.3). La semplice fatturazione di un importo non basta a provare l’esistenza di una controprestazione che vi si riferisca (sentenza citata, consid. 5.3.3).

                                         2.3.

                                         Nel conto economico allegato alla dichiarazione d’imposta 2016, la ricorrente si è limitata a registrare fra i costi “prestazioni di terzi” per un ammontare di fr. 69'374.–. Per questa ragione, ricevuta la dichiarazione, l’autorità fiscale si è rivolta all’insorgente, invitandola a produrre la relativa scheda contabile e a comprovare, giustificare e indicare le generalità dei beneficiari e il metodo di pagamento. Dalla scheda contabile relativa alle prestazioni di terzi ha potuto accertare che i costi in questione si riferivano a prestazioni della __________ SA e del “sig. __________”. L’UTPG ha allora chiesto alla contribuente di produrre “il contratto relativo alle prestazioni di terzi e la comprova delle prestazioni ricevute” (cfr. e-mail del 18.6.2018 al rappresentante). La RI 1 ha allora trasmesso all’autorità fiscale una lettera definita “Offerta incarico commerciale”, sottoscritta dalla __________ SA il 20.10.2015, una lettera della ricorrente alla stessa __________ SA, con cui il 27.11.2015 veniva “confermato” l’incarico commerciale per un onorario di fr. 30'000.‑ pagabile in rate mensili, e una fattura di fr. 2'500.‑ inviata dalla Anddida SA il 2.5.2016.

                                         Ancora il 13.8.2018 l’UTPG ha comunicato alla rappresentante della contribuente che “purtroppo la documentazione fornita non dimostra se il lavoro sia stato eseguito e in che forma” e l’ha quindi invitata a “presentare i giustificativi al versamento, tramite ricevuta e comprovando la prestazione ricevuta tramite rapporto e dettaglio fattura”, come pure a “specificare se il signor Van der Wal è persona fisica indipendente o dipendente estera dimostrandone le generalità specificando se è persona vicina alla società”.

                                         Non avendo ricevuto risposta, l’UTPG ha notificato la decisione di tassazione, riprendendo i costi non riconosciuti.

                                         2.4.

                                         2.4.1

                                         In seguito al reclamo, l’autorità di tassazione ha chiesto nuovamente alla contribuente di comprovare “le prestazioni indicando i relativi ricavi a conto economico” (v. lettera per Posta A Plus datata 29 marzo 2019 da RS 1 alla rappresentante della contribuente).

                                         2.4.2.

                                         In risposta ‑ per quanto concerne la relazione d’affari con __________ SA ‑ la ricorrente ha allegato le fatture emesse dalla __________ SA (12 fatture da fr. 2'500.‑ l’una). Non ha mostrato però alcun contratto di prestazione stipulato tra le parti. Ha poi prodotto il conto economico della __________ SA e la scheda contabile relativa ai “prestiti”, da cui risulta che gli importi fatturati alla ricorrente sono stati registrati nel conto prestiti tra i suoi passivi (conto no. 2450), quali “capitali terzi a lunga durata”.

                                         2.4.3.

                                         Per quanto attiene invece alla relazione d’affari della ricorrente con il signor __________, la stessa concernerebbe una non meglio precisata acquisizione di clienti nella regione del __________. Anche in questo caso, agli atti non si trova alcun contratto relativo alle prestazioni del signor __________, nonostante sia stato più volte espressamente richiesto dall’RS 1. In sede di reclamo erano state fornite delle fatture inerenti le prestazioni del signor __________ per un importo totale di fr. 39'734.‑ (4 note d’onorario).

                                         2.5.

                                         In sede di ricorso la ricorrente ha presenta una distinta di clienti che __________ le avrebbe apportato, con il relativo guadagno. Il “guadagno” procurato dai 19 clienti elencati è stimato in “circa” fr. 66'100.‑ “perché la cifra d’affari dipende dall’ammontare delle transazioni effettuate dal cliente” (v. ric., p. 2).

                                         Ha quindi presentato uno schema riassuntivo, dal quale si evince unicamente che nel 2016 la cifra d’affari complessiva era di fr. 157'711.‑ e le prestazioni di terzi ammontavano a fr. 69'374.‑ [recte: fr. 69'734.‑] con la motivazione “nell’ultima richiesta il tassatore ha richiesto che oltre alle fatture prodotte e alle ricevute di pagamento si andasse a giustificare ogni prestazione ricevuta con il corrispettivo ricavo generato e messo a conto economico. Questo aspetto [h]a richiesto più tempo del previsto perché si tratta di operazioni svolte nell’anno 2016 […] la tabella dimostra come l’aumento delle prestazioni di terzi influisce direttamente sulla crescita del fatturato. In particolare per l’anno 2016 parte delle prestazioni sono legate all’analisi e ricerca di sviluppo di un nuovo mercato. Il progetto purtroppo nonostante l’ottima potenzialità ha riscontrato problemi sia a livello tecnico sia a livello burocratico e quindi non ha portato il risultato preventivato. I costi supportati dalla documentazione sono pertanto giustificati, pertinenti e contabilizzati correttamente”.

                                   3.   3.1.

                                         Neppure la poca nuova documentazione prodotta con il ricorso è idonea a comprovare l’esistenza delle “prestazioni di terzi”, che sono oggetto della ripresa fiscale litigiosa.

                                         Nonostante le ripetute richieste indirizzatele dall’UTPG, la contribuente non ha mai prodotto i contratti stipulati con i terzi che hanno inviato le fatture contestate. Manca agli atti inoltre ogni documentazione che consenta di valutare il contenuto e l’efficacia delle prestazioni fornite dai terzi.

                                         L’insorgente non ha mai prodotto la scheda contabile relativa ai “ricavi netti da forniture”, così da dimostrare che le spese sostenute per le prestazioni fornite dalla __________ SA (fr. 30'000.‑) e dal signor __________ (fr. 39'734.‑, pagati a contanti) erano connesse con i ricavi dichiarati.

                                         Per quanto concerne i pagamenti a favore della __________ SA, dalla documentazione prodotta di evince solo che i pagamenti provenienti dalla RI 1 SA per fr. 30'000.‑ sono stati registrati nella scheda contabile “prestiti”, diminuendo l’importo del debito nei confronti del proprio azionista.

                                         L’aspetto che solleva maggiori perplessità è rappresentato dal fatto che i pagamenti sarebbero avvenuti a contanti e che quindi non esista alcun giustificativo del versamento.

                                         Per quanto attiene alle prestazioni professionali di __________, non si conosce la professione di quest’ultimo né il ruolo che avrebbe avuto nello svolgimento dell’attività della società ricorrente. Neppure la distinta “apporto clienti da parte del Sig. __________” ‑ presentata solo in sede di ricorso ‑ è sufficiente a stabilire se e in quale misura le sue prestazioni professionali abbiano effettivamente influito sui ricavi conseguiti dalla contribuente. Oltre ad essere imprecisa riguardo agli importi effettivamente incassati (diverse le diciture “guadagno circa”) ‑ il totale del “guadagno” ammonta a fr. 66'100.‑ ‑ non dimostra la natura e la suddivisione dei ricavi in funzione dei rispettivi costi. Il fatto poi che anche questi pagamenti sarebbero avvenuti a contanti rende la prova dell’esistenza dei contratti ancora più difficoltosa, tanto più che il beneficiario dei pretesi versamenti risiede all’estero.

                                         3.2.

                                         La RI 1 non ha pertanto ottemperato alle proprie incombenze probatorie, dimostrando l’esistenza dei contratti con i terzi e le prestazioni che sarebbero state scambiate fra le parti contraenti. In queste circostanze, l’UTPG non poteva che riprendere i relativi costi.

                                         Il ricorso contro la decisione su reclamo notificata il 16 agosto 2019 dall’RS 1, che ha ripreso il costo di fr. 69'734.‑, è conseguentemente respinto.

                                   4.   Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico della società ricorrente, soccombente.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

dichiara e pronuncia

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                   2.   Le spese processuali consistenti:

                                         a. nella tassa di giustizia di                                 fr. 1’900.–

                                         b. nelle spese di cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr. 2’000.–

                                         sono a carico della ricorrente.

                                   3.   Contro il presen           Copia per conoscenza:

                                         municipio di __________.

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                         La segretaria:

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