Incarto n. 17.2013.183 17.2013.198
Locarno 10 aprile 2014/mi
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte di appello e di revisione penale
composta dai giudici:
Giovanna Roggero-Will, presidente, Damiano Stefani e Giovanni Celio
assessori giurati:
AS 1 AS 4 AS 5 AS 6 AS 6 (supplente) AS 2 (supplente)
segretario:
Ugo Peer, vicecancelliere
nell’ambito del procedimento penale condotto dal Ministero pubblico
ed ora sedente per statuire nella procedura d’appello avviata con annuncio del 14 giugno 2013 da
AP 1 rappr. dagli DI 2 e DI 1
e con appello incidentale 27 settembre 2013 presentato dal
PP 1
contro la sentenza emanata il 7 giugno 2013 dalla Corte delle assise criminali nei confronti di AP 1
P_GLOSS_TERZI
richiamata la dichiarazione di appello 19 settembre 2013;
esaminati gli atti;
ritenuto che: con sentenza 7 giugno 2013 la Corte delle assise criminali ha ritenuto AP 1 autore colpevole di:
1.1. ripetuta coazione sessuale
per avere,
a __________, presso la sede della scuola elementare __________ e presso il proprio domicilio, nonché a __________,
nel periodo 1998/2003 nonché nel corso dell'anno scolastico 2005/2006, usando minaccia e/o pressioni psicologiche,
ripetutamente costretto e in un'occasione tentato di costringere
6 alunni di età compresa tra 10 e 12 anni (X.Y.1, X.Y.2, X.Y.3,
X.Y.4, X.Y.5 e X.Y.6) a subire atti analoghi alla congiunzione carnale e/o altri atti sessuali;
1.2. ripetuti atti sessuali con fanciulli
per avere
1.2.1. nelle circostanze di tempo e luogo di cui al punto 1.1. del dispositivo,
ripetutamente compiuto atti sessuali sugli alunni minori di anni 16 X.Y.1, X.Y.2, X.Y.3, X.Y.4, X.Y.5 e X.Y.6 nonché coinvolto X.Y.2 e X.Y.3 in un atto sessuale;
1.2.2. a __________, presso la sede della scuola elementare __________, nel corso del 2008, durante l'anno scolastico, compiuto un atto sessuale sull'alunno minore di anni 16 X.Y.8;
1.2.3. a __________, presso la sede della scuola elementare __________, nel corso del 2010, durante l'anno scolastico, ripetutamente compiuto atti sessuali sull'alunno minore di anni 16 X.Y.7;
1.2.4. a __________, presso la sede della scuola elementare __________, nel corso del 2011, durante l'anno scolastico,
ripetutamente compiuto atti sessuali sull'alunno minore di anni 16 X.Y.9;
1.3. ripetuta pornografia
per avere
1.3.1. a __________, presso la sede della scuola elementare __________, nei periodi giugno 2006, gennaio 2008/giugno 2008 e gennaio 2010/giugno 2010,
ripetutamente mostrato agli alunni minori di anni 16 X.Y.6, X.Y.7, X.Y.8, X.Y.11 e X.Y.12, video e clips a carattere pornografico;
1.3.2. a __________, presso il proprio domicilio,
nel periodo 2007/luglio 2012,
scaricandoli da internet e salvandoli su Hard Disk oppure su CD, fabbricato 96 video vertenti su atti sessuali con animali,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.
La Corte di prime cure ha, invece, prosciolto AP 1 dalle accuse di:
- coazione sessuale di cui al punto 1.7 dell'atto d'accusa (coinvolgente X.Y.7) ritenendo, per tale episodio, soltanto il reato di atti sessuali con fanciulli;
- pornografia per aver mostrato a X.Y.10 video a carattere pornografico, per intervenuta prescrizione dell’azione penale.
In applicazione della pena, la prima Corte ha condannato il prevenuto alla pena detentiva di nove anni, da dedursi il carcere preventivo sofferto, nonché al pagamento della tassa di giustizia di fr. 3'000.- e dei disborsi.
I primi giudici hanno, inoltre, disposto - ma solo nella motivazione della sentenza (consid. 11.2. in fine) e non nel dispositivo - che il prevenuto venga sottoposto a trattamento ambulatoriale durante l’espiazione della pena, continuando quello da lui intrapreso il 5 marzo 2013.
La Corte di prime cure ha, infine, dissequestrato quanto elencato nell'atto d'accusa ad eccezione di alcuni oggetti specificatamente indicati al dispositivo 4., di cui ha ordinato la confisca e la distruzione.
preso atto che AP 1 ha tempestivamente annunciato di voler ricorrere contro la citata sentenza e, dopo aver ricevuto la motivazione scritta della pronuncia, con dichiarazione di appello 19 settembre 2013, ha confermato il proprio annuncio, precisando di contestare i punti del dispositivo no. 1., 1.1., 1.2., 1.2.1., 1.2.2., 1.2.3., 1.2.4., 1.3., 1.3.1., 1.3.2., 3., 3.1. e 3.2 e chiedendo il proscioglimento dal reato di ripetuta coazione sessuale e la riduzione a 6 anni della pena detentiva a suo carico, con deduzione del carcere preventivo sofferto.
L’insorgente non ha presentato istanze probatorie.
Con scritto 14 febbraio 2014 AP 1 ha precisato che non intende contestare i fatti così come indicati nell’atto di accusa 10/2013 dell’11 febbraio 2013 emanato dal procuratore pubblico.
Con dichiarazione d’appello 27 settembre 2013, il procuratore pubblico ha dichiarato di appellare, in via adesiva, i dispositivi 2.1. e 3.1. della sentenza di primo grado postulando:
- la condanna dell’imputato per titolo di coazione sessuale anche per i fatti di cui al punto 1.7. dell’atto di accusa in danno del minore X.Y.7;
- il conseguente aumento della pena detentiva a dieci anni, da dedursi il carcere preventivo sofferto.
Nemmeno il procuratore pubblico ha inoltrato istanze probatorie.
esperito il pubblico dibattimento in data 8, 9 e 10 aprile 2014 durante il quale:
- il procuratore pubblico ha chiesto la condanna dell’imputato per titolo di coazione sessuale anche con riferimento all’imputazione di cui al punto 1.7 dell’atto d’accusa, con conseguente aumento della pena detentiva a 10 anni, da dedursi il carcere preventivo sofferto.
- AP 1 ha precisato/limitato le richieste avanzate con la dichiarazione d’appello, chiedendo:
- l’assoluzione dal reato di coazione sessuale per i soli episodi di cui al pto 1.1., 1.6. e 1.7. dell’AA;
- il proscioglimento per l’episodio di cui al pto 2.8. dell’AA;
- il proscioglimento per l’episodio di cui al pto 1.5. ultima imputazione e 2.5;
- il proscioglimento per l’episodio di cui al pto 2.9;
- il proscioglimento, per intervenuta prescrizione, in relazione all’episodio di cui al pto 3.1 AA in danno di X.Y.6;
- una massiccia riduzione della pena detentiva rispetto a quella di 9 anni erogata in prima sede.
In assenza di impugnazione, i dispositivi n. 1.1., limitatamente alla ripetuta coazione sessuale compiuta in danno di X.Y.2, X.Y.3, X.Y.4, X.Y.5, n. 1.2.1., limitatamente ai ripetuti atti sessuali compiuti in danno di X.Y.1, X.Y.2, X.Y.3, X.Y.4 e X.Y.6, ed al coinvolgimento di X.Y.2 e X.Y.3 in un atto sessuale, n. 1.2.2., n. 1.3.1. limitatamente alla pornografia in danno di X.Y.7, X.Y.8, X.Y.11 e X.Y.12, n. 1.3.2, n. 2.2. e n. 4 della sentenza impugnata sono passati in giudicato.
Ritenuto
I. Potere cognitivo della Corte d’appello e revisione penale
1. Giusta l’art. 398 cpv. 1 CPP, l’appello può essere proposto contro le sentenze dei tribunali di primo grado che pongono fine, in tutto o in parte, al procedimento. In particolare, mediante l’appello è ora possibile censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 398 cpv. 3 lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (lett. b) e l’inadeguatezza (lett. c).
Giusta l’art. 398 cpv. 2 CPP secondo cui il tribunale d’appello esamina per estenso (“plein pouvoir d’examen”, “umfassende Überprüfung”) la sentenza in tutti i punti impugnati - il tribunale di secondo grado ha una cognizione completa in fatto e in diritto su tutti gli aspetti controversi della sentenza di prime cure.
Sulla questione della cognizione del tribunale di secondo grado il TF ha avuto modo di precisare che l’appello porta ad un nuovo e completo esame di tutte le questioni contestate ed ha spiegato che la giurisdizione di seconda istanza non può limitarsi ad individuare gli errori dei giudici precedenti e a criticarne il giudizio ma deve tenere i propri dibattimenti ed emanare una nuova decisione - che sostituisce la precedente (art. 408 CPP) - secondo il proprio libero convincimento fondato sugli elementi probatori in atti e sulle risultanze delle prove autonomamente amministrate (STF 6B_715/2011 del 12 luglio 2012, consid. 2.1 che cita, fra gli altri, Luzius Eugster, in: Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Basilea 2011, ad art. 398, n. 1, confermata in STF 6B_404/2012 del 21 gennaio 2013, consid. 2.1; cfr., inoltre, Rapporto esplicativo concernente il Codice di procedura penale svizzero, DFGP, giugno 2001, pag. 261; Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo 2009, ad art. 398, n. 7).
L'appellante può limitare il suo appello ad alcuni punti del dispositivo del giudizio di prima istanza (art. 399 cpv. 4 CPP). In questi casi, giusta l’art. 404 cpv. 1 CPP, la giurisdizione d’appello esaminerà soltanto i punti impugnati. Il principio soffre ad ogni modo di un’importante eccezione, secondo cui, a favore dell’imputato, il potere di esame della Corte di appello si estende anche ai punti non appellati (art. 404 cpv. 2 CPP; Mini, Commentario CPP, Zurigo/San Gallo 2010, ad art. 398, n. 13).
Il TF ha recentemente precisato che, nell’ambito dei singoli punti impugnati (enumerati esaustivamente alle lettere a-g dell’art. 399 cpv. 4 CPP), il controllo della giurisdizione di appello è nuovo e completo: l’appello parziale non permette, infatti, alle parti di sottoporre al controllo del tribunale di secondo grado soltanto alcuni fatti, sottraendone altri al suo esame. Secondo l’Alta Corte, un appello parziale formulato in tal senso non va dichiarato irricevibile ma interpretato in maniera estensiva, in modo da soddisfare le esigenze dell’art. 399 cpv. 4 CPP, conformemente alla volontà del legislatore che ha voluto permettere alla giurisdizione di appello di esercitare un ampio controllo sulla causa che gli viene sottoposta (STF 6B_404/2012 del 21 gennaio 2013, consid. 2.2).
2. Per quel che riguarda il potere cognitivo in tema di commisurazione della pena, sotto l’egida del previgente ordinamento processuale la Corte di cassazione e di revisione penale - come il Tribunale federale - interveniva con estremo riserbo, unicamente laddove la sanzione si poneva al di fuori del quadro edittale, si fondava su criteri estranei all’art. 47 CP, disattendeva elementi di valutazione prescritti da quest’ultima norma oppure appariva esageratamente severa o esageratamente mite, al punto da denotare eccesso o abuso del potere di apprezzamento (DTF 135 IV 191 consid. 3.1; 134 IV 17 consid. 2.1; 129 IV 6 consid. 6.1 e riferimenti; 128 IV 73 consid. 3b, 127 IV 10 consid. 2; STF 6B_78, 81, 90/2008 del 14 ottobre 2008 consid. 3.3; 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.3).
Il nuovo CPP federale permette invece di censurare, mediante l’appello, non solo l’eccesso o l’abuso del potere di apprezzamento (art. 398 cpv. 3 lett. a CPP), ma anche l’inadeguatezza (art. 398 cpv. 3 lett. c CPP).
Secondo la dottrina maggioritaria, quest’ultimo motivo di ricorso - non previsto nel disegno di legge, ma introdotto dalle Camere federali e definito privo di portata giuridica da Schmid nella misura in cui l’appello è, comunque, un rimedio giuridico completo e la sentenza dell’autorità di secondo grado si sostituisce a quella resa dall’autorità inferiore (Schmid, Handbuch des Schweizerischen Strafprozessrechts, Zurigo 2009, § 91, n. 1512 con riferimento all’art. 393 cpv. 2 lett. c CPP; Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, Zurigo 2009, ad art. 398, n. 9) - estende (o, nell’opinione di Schmid condivisa da questa Corte, semplicemente, conferma) la competenza della giurisdizione di appello anche all’errato apprezzamento, non solo all’eccesso o all’abuso dello stesso.
Esso conferisce, dunque, alla giurisdizione d’appello la facoltà di rivedere liberamente anche le questioni suscettibili di apprezzamento, verificando che la decisione adottata in primo grado sia effettivamente la migliore possibile, senza che il controllo sia più limitato alla conformità della stessa con l’ordinamento giuridico (cfr., in particolare, Schmid, Praxiskommentar, ad art. 398, n. 9 e ad art. 393, n. 17; Eugster, Basler Kommentar, StPO, ad art. 398, n. 1: “Auch reine Ermessensfragen […] unterliegen der freien Überprüfung”; Stephenson/Thiriet, Basler Kommentar, StPO, ad art. 393, n. 17; Mini, Commentario CPP, ad art. 393, n. 37). Alcuni autori, pur concordando con la dottrina citata sul principio secondo cui la giurisdizione d’appello deve procedere ad una commisurazione autonoma della pena (così come, in generale, ad una libera valutazione di tutte le altre questioni sottoposte ad apprezzamento), senza limitarsi a controllare che il giudizio di prima istanza rientri nei limiti di apprezzamento conferiti dal legislatore, ritengono opportuno che, in questi ambiti, la Corte di appello dimostri un certo riserbo (Hug, in Kommentar zum StPO, Zurigo 2010, ad art. 398, n. 20; Kistler Vianin, in Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse, Basilea 2011, ad art. 398, n. 21; contra, nella stessa opera ma con riferimento all’identico motivo di reclamo, Rémy, in Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse, Basilea 2011, ad art. 393, n. 18, che non fa cenno al riserbo che la seconda istanza dovrebbe imporsi e cita una definizione di Moor [Droit administratif, les actes administratifs et leur contrôle, Vol. II, Berna 2002, pag. 667] del controllo dell’opportunità delle decisioni: “contrôler l’opportunité, c’est intervenir à l’intérieur même du cadre légal dans lequel l’autorité dont l’acte est attaqué exerce sa libre appréciation”).
L’opinione secondo cui nel suo libero apprezzamento l’autorità di secondo grado deve dar prova di un certo riserbo rimane, comunque, minoritaria. Ad essa si oppone (fra gli altri) recisamente Schmid che - ricordando che l’autorità chiamata a pronunciarsi sull’appello deve, in ogni caso, operare un apprezzamento proprio che si sostituisce a quello dell’istanza di primo grado ha, in particolare, precisato che la Corte di appello, se si autolimitasse nel suo potere di verificare il primo giudizio, commetterebbe addirittura una violazione del diritto di essere sentito dell’imputato (Schmid, Handbuch des Schweizerischen Strafprozessrechts, Zurigo 2009, § 91, n. 1512 con riferimento all’art. 393 cpv. 2 lett. c CPP).
Recentemente il TF, commentando gli art. 399 e 404 cpv 1 CPP, ha sposato la tesi della dottrina maggioritaria precisando che l’appello produce, di principio, un effetto devolutivo completo e conferisce, perciò, alla giurisdizione d’appello un pieno potere d’esame che le permette di rivedere la causa liberamente sia in fatto, che in diritto, che in opportunità (STF 6B_548/2011 del 14 maggio 2012, consid. 3).
Tale pieno potere di esame in materia di commisurazione della pena è dato anche nei casi in cui, a seguito di un appello presentato dal solo accusatore privato, venga modificato il giudizio sulla colpevolezza del prevenuto che in prima istanza era stato assolto oppure condannato a seguito di una diversa qualifica giuridica, e ciò benché l’accusatore privato non sia legittimato ad interporre appello contro la sanzione inflitta (DTF 139 IV 84, consid. 1.2, confermato in STF 6B_54/2012 del 14 gennaio 2013, consid. 4). La colpevolezza non può in effetti venir dissociata dalla pena, per cui, in caso di accoglimento dell’appello dell’accusatore privato in relazione alla colpevolezza dell’imputato (anche in assenza di appello interposto dal PP), la Corte di appello deve fissare una nuova pena commisurata alla colpa da lui accertata, se del caso pronunciando una pena più severa di quella decisa in prima istanza (v. anche STF 6B_54/2012 del 14 gennaio 2013, consid. 4).
II. Vita e precedenti penali dell’appellante
3. Sul curriculum vitae di AP 1 si rinvia, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, al consid. 1 della sentenza impugnata (pag. 11-15) che cita testualmente ampi stralci della perizia psichiatrica agli atti, confermati dalle dichiarazioni rilasciate dall’imputato agli inquirenti sulla sua persona:
“ Il Sig. AP 1 nasce in __________ a __________ il __________, da madre francese e padre italiano. Il padre (__________) effettua la ritirata di Russia e incontra in seguito dei resistenti francesi che lo faranno arrivare in __________, dove incontra la sua futura moglie. È descritto come un uomo costante e docile, lavorerà come diplomatico per l'Italia in diversi paesi. Sua madre, nata nel 1925, più nervosa ed autoritaria vive attualmente a Como. In buona salute generale, è aiutata da una delle figlie per le attività quotidiane. Dal matrimonio nasceranno 4 figli: __________ nel __________, __________ nel __________, __________ nel __________ e __________ nel __________. La madre, casalinga, si occuperà dei bambini anche in ragione dei molteplici spostamenti della famiglia. Il periziando infatti, vivrà fino a 12 anni a __________ dove frequenta la scuola in tedesco, poi nel __________, poi di nuovo a __________ e in ultimo arriverà a __________ intorno ai 14 anni. La famiglia ha un funzionamento principalmente nucleare, con pochi contatti con le generazioni precedenti e con un forte sentimento di coesione. I genitori entrambi cattolici praticanti e tutti i figli ricevono un'educazione religiosa; le tematiche sessuali, imbarazzanti per il padre, non sono assolutamente discusse in famiglia. L'infanzia è descritta come "felice" malgrado un episodio depressivo della madre quando la famiglia si sposta da __________ a __________. ll periziando resterà per circa un anno con la matrigna di sua madre e suo marito. La matrigna gli ha sempre restituito (recte: riferito?) che questo periodo fu uno dei migliori della sua vita perché ebbe l'occasione di occuparsi di lui. […]. Arrivato a __________, frequenta il liceo scientifico per due anni e opta in seguito per le magistrali avendo qualche problema in matematica. L'adolescenza è vissuta come un giovane un po' introverso, magrissimo, e in difficoltà per il suo aspetto fisico. Non è riportata nessuna consumazione di sostanze tossiche, neanche occasionale; l'utilizzazione della sigaretta aveva come funzione quella di "presentarsi e darsi un tono". A causa della magrezza sarà riformato al servizio militare in Italia e integrato come riservista nelle trasmissioni in Svizzera. Finite le magistrali nel 1973, senza veramente scegliere la professione, ma seguendo un percorso tracciato, partecipa e vince un concorso per le scuole elementari e comincia la carriera di maestro specializzato nel secondo ciclo che proseguirà per 38 anni principalmente in due scuole di __________, __________ e __________. Il concorso coincide con la partenza dei genitori a __________ e l'esperienza di sentirsi solo e lontano dalla sua famiglia."
(perizia psichiatrica 22.10.2012, AI 150, pagg. 3-4)
AP 1 non è sposato e non ha figli.
Dal 1. settembre 2011 è in pensione. Percepisce una rendita di circa Fr. 5'200.- mensili netti (cfr. doc. DIB 5).
Dopo il pensionamento, l'imputato ha impiegato il suo tempo leggendo, facendo passeggiate in montagna e viaggiando, in tutte le parti del mondo, insieme ad amici. È inoltre appassionato di musica classica e lirica (VI PG AP 1 12.07.2012, all. 1 al rapporto d'arresto, pag. 1; VI AP 1 27.12.2012, Al 210, pag. 2; verbale d'interrogatorio dell'imputato, all. 1 al verbale del dibattimento, pag. 2 e all. 2 al verbale del dibattimento pag. 1).
1.2
In relazione alla sua vita professionale, risulta dagli atti che AP 1 ha lavorato quale docente dal 1973 al 1986/1987, alle scuole elementari di __________; nel 1988 ha iniziato a lavorare presso le scuole elementari __________ (AI 41, allegato A). Ha poi lavorato per 4 mesi alle elementari di __________ per poi fare rientro a __________ (cfr. VI AP 1 27.12.2012).
AP 1 ha dichiarato di avere, per una sua scelta, sempre insegnato a classi di terza, quarta e quinta e che solo un anno ha insegnato ad una seconda elementare e ad una prima elementare, nel corso dei 4 mesi trascorsi presso la sede di __________ (VI AP 1 27.12.2012 pag. 3). Al riguardo, AP 1 ha precisato che
... avevo preferito iniziare da classi di terza quarta e quinta in quanto, per poter insegnare a degli allievi di prima e seconda, reputo che si debba avere un istinto materno e quindi una maggiore facilità nel comunicare con il bambino. Preferivo oltretutto avere dei bambini che avessero già delle basi e proseguire su quelle. Insegnare in prima ed in seconda significa iniziare da zero e quindi plasmare il bambino. Preciso che comunque l'unica volta che ho insegnato ad una seconda era una classe di 30 bambini e forse non era stato ideale di primo approccio avere una classe così numerosa."
(VI AP 1 27.12.2012, pag. 4)
In merito alla considerazione della sua attività quale maestro, AP 1 ha dichiarato:
... io ho dato 40 anni alla scuola. Penso, secondo le testimonianze che mi sono state date dai genitori, dai bambini e dai miei superiori, di aver svolto la mia professione con devozione. Per me l'insegnamento era la cosa più importante.
ADR che mi giudicavano un maestro che sapeva comprendere i bambini ma che sapeva mettere i paletti in maniera ben definita. Quindi potevo concedere il divertimento da un Iato ma dall'altra parte i bambini sapevano che ci voleva serietà per affrontare il lavoro. Mi ritengo una persona paziente.
ADR che pretendevo l'ordine da quegli alunni che sapevo in grado di darmelo altrimenti cercavo di sviluppare le loro altre qualità. Per far un esempio sapevo che se un bambino non aveva una bella grafia ma altre doti, non mi impuntavo per fargli avere una bella grafia ma lo incoraggiavo nelle cose in cui era bravo. In ogni allievo cercavo di sviluppare il suo aspetto positivo. Mantenendo comunque un rigore che permettesse di lavorare."
(VI AP 1 10.08.2012, AI 82, pag. 13)
1.3.
In merito alla sua vita sentimentale e sessuale, AP 1 ha dichiarato sin dal primo verbale d'interrogatorio che "nel passato ho avuto diversi compagni, perché sono omosessuale. Risalgono a prima del 1984, perché poi ho avuto talmente paura dell'AIDS che non ho più fatto niente" (VI PG AP 1 12.7.2012, pag. 2). Nel corso dell'inchiesta al riguardo ha precisato:
“Mi é difficile anche rispondere alla domanda di quando ho iniziato a comprendere che ero attratto dalle persone del mio stesso sesso. Potrei adesso stimare verso i 14 o 15 anni ma ricordo pure nel contempo che allora ero innamorato di una ragazza di cui ancora ricordo il nome, __________. Ricordo che era bionda e aveva due fratelli gemelli. Abbiamo anche iniziato una piccola storia; si trattava tuttavia di un rapporto platonico nel senso che non ho mai avuto un rapporto sessuale con lei.
Faccio fatica a ricordare questi anni e soprattutto quando ho capito la mia inclinazione sessuale, anche perché adesso mi sovvengo di aver avuto una relazione con una donna attorno ai 19-20 anni. Relazione, questa, che tuttavia non ha mai portato ad un rapporto sessuale completo, questo anche perché non ho mai provato un desiderio sessuale verso questa donna a parte un grande sentimento d'affetto.
Il desiderio sessuale l'ho cominciato a nutrire nei confronti di un uomo attorno ai 22-24 anni. Si trattava della mia prima esperienza sessuale. Si trattava di un ragazzo germanico di nome __________. Non ricordo oggi dove ci eravamo incontrati. Ho continuato a vederlo ma sporadicamente data la lontananza. Lui abitava a __________. La relazione è proseguita per circa 2 anni.
ADR che nonostante la lontananza sono rimasto fedele. Sono una persona che quando sono innamorato tendo ad essere fedele. Con __________ è stata la prima volta che mi sono innamorato, anche se devo dire che anche con __________, avevo provato un sentimento forte, benché non sfociato in rapporto sessuale.
All'epoca già avevo iniziato ad insegnare alle scuole elementari di __________ dove sono rimasto per circa 12 anni. Avevo sofferto molto quando __________ mi aveva lasciato, ma non quanto avevo sofferto dopo la relazione con __________.
Quando ho conosciuto __________, avrò avuto circa 24-25 anni. L'ho conosciuto a __________. Mi ricordo che lavorava in banca e l'avevo conosciuto forse in Ticino, regione che gli piaceva molto. Non aveva parenti in Ticino.
Come con __________ è stata una relazione a distanza. Col tempo aveva deciso di prendere un rustico a __________ e quindi passavamo i week end a __________. La relazione è durata circa 2 o 3 anni. __________ mi aveva poi purtroppo lasciato; penso avesse trovato qualcuno a __________.
A seguito di questa rottura ho passato un periodo molto brutto e sono caduto in depressione, tanto che il mio medico curante mi aveva prescritto degli antidepressivi. Questo periodo è durato circa 1 anno. Avevo comunque mantenuto il mio lavoro e devo dire che in questo periodo mia mamma veniva da me a casa per tenermi compagnia e sviarmi.
ADR che a mia mamma avevo confidato la mia omosessualità. Questo posso dire che è stato il mio primo errore con mia mamma, nel senso che le ho dato un grande dispiacere, vedevo infatti che ne soffriva, sofferenza che ha dovuto sopportare da sola, non essendosi mai confidata con mio padre, coprendomi. Mia madre comunque non mi ha mai allontanato, anzi, mi è sempre stata di sostegno. […].
Per tornare alla mia vita sentimentale, dopo __________ mi sono ancora innamorato una volta, meno intensamente. Lui si chiama __________, abita a __________ e la relazione con lui è durata circa 2 o 3 anni. Mi ero trovato molto bene con lui e anche con la sua famiglia che si era dimostrata molto aperta. Mi sentivo parte integrante della famiglia. Era stato anche in questa occasione __________ a lasciarmi, ma la decisione era stata quasi consensuale nel senso che entrambi ci siamo resi conto di una diminuita attrazione fisica e abbiamo quindi cambiato il nostro rapporto da coppia ad amici; amicizia che prosegue ancora.
Dopo queste esperienze affettive deludenti ho frequentato ancora qualcuno in maniera meno coinvolgente. Si trattava di persone incontrate casualmente in un locale di __________.
Ricordo che l'ultimo rapporto sessuale con un uomo è avvenuto nel 1984, momento in cui è morto di AIDS l'amico di __________ e io ho iniziato ad avere il terrore delle conseguenze di questa malattia e all'epoca non vi era stata un'informazione corretta ma più una campagna quasi terroristica, legata soprattutto al mondo omosessuale. Per questo motivo ho interrotto qualsiasi rapporto sessuale con uomini adulti.
ADR che non ho mai avuto un rapporto intimo con una donna.
ADR che è possibile che io all'epoca avessi già cominciato a lavorare __________. Le date dovrebbero coincidere. E' più o meno da quel momento che ho cominciato a visionare film pornografici.
ADR che solo negli ultimi anni ho iniziato a visionare filmati pornografici con animali. Voglio precisare che si tratta al massimo di una ventina di clip che durano circa un minuto.
ADR che reputo di aver avuto internet quasi dall'inizio in cui si è diffuso, penso circa da 10-12 anni, motivo per cui le prime videocassette che ho visionato in maniera intensa dopo che avevo deciso di interrompere con l'attività sessuale ero costretto ad ordinarle in negozi a __________. ln questo senso, all'epoca ordinavo solo pornografia legale anche perché non sapevo neppure se potevo farlo. Non mi sarei quindi mai azzardato ad ordinare materiale pornografico con animali o con bambini. Questo materiale l'ho scoperto navigando in internet negli ultimi 5 - 6 anni."
(VI AP 1 17.7.2012, pagg. 1-4)
AP 1 ha dichiarato che durante questi anni in cui aveva cessato l'attività sessuale ed affettiva "... è stata una costante lotta tra la mia fobia di prendere una malattia sessualmente trasmissibile (sono difatti ipocondriaco) e il mio bisogno di affetto, nel senso che mi è difficile concepire un rapporto affettivo distaccato da un rapporto sessuale. Per me l'aspetto sessuale è combinato sempre alla sfera affettiva" (VI AP 1 17.7.2012, pag. 4).
Nel verbale d'interrogatorio finale, AP 1 ha precisato che "non mi ritengo omosessuale al 100%; la mia propensione verso gli uomini la situo con una percentuale circa del 70%" (VI AP 1 27.12.2012, Al 210, pag. 2).
Ha inoltre indicato che "... in occasione degli ultimi rapporti che ho avuto nel 84 che erano solo dei rapporti fisici senza un coinvolgimento sentimentale, mi ero ammalato diverse volte con la conseguenza che avevo dovuto prendere diversi antibiotici. Questo fatto aggiunto alla paura di essere contagiato di AIDS mi aveva fatto decidere di interrompere di contatti intimi. Voglio precisare che l'ultima persona con la quale avevo avuto rapporti era una persona della quale mi fidavo molto, si trattava di un uomo sposato e quindi credevo tradisse la moglie unicamente con me e la circostanza invece che dopo ogni nostro rapporto io avevo dei disturbi, mi aveva fatto capire che così non era, anche questo fatto mi aveva molto deluso e fatto perdere fiducia negli uomini” (VI AP 1 27.12.2012, Al 210, pag. 6).
AP 1 ha anche indicato che la cessazione dei rapporti sessuali e l'inizio del consumo di materiale pornografico non é stato un passaggio immediato ma che "... vi sono stati due o tre anni di incertezza dove continuavo a frequentare dei locali, dove magari vi era qualche contatto superficiale con uomini senza però avere dei rapporti completi, si trattava piuttosto di masturbazioni. Questo periodo è durato più o meno sino agli anni '87 e '88. da lì ho poi iniziato a visionare pornografia in maniera più assidua […]."
(VI AP 1 27.12.2012, Al 210, pag. 6).
(sentenza impugnata, consid. 1.1-1.3, pag. 11-15)
4. AP 1 è incensurato (AI 13).
III. Inchiesta
5. In data 4 luglio 2012, X.Y.6 , accompagnato dalla madre, si è presentato in lacrime presso gli uffici della polizia cantonale dichiarando, con evidente sofferenza, di essere stato vittima di abusi sessuali. Gli agenti, alla presenza di uno specialista, hanno proceduto il giorno stesso alla sua audizione videoregistrata, nel corso della quale il ragazzo ha raccontato di essere stato vittima di abusi sessuali da parte del proprio maestro di scuola elementare AP 1 negli anni 2004/2005 allorquando frequentava la quarta e la quinta elementare.
Secondo il minore, gli abusi tutti perpetrati dal docente nel contesto scolastico - erano iniziati fuori sede, durante una “settimana verde” per, poi, proseguire al rientro in classe fino al termine della quinta elementare. Secondo X.Y.6, inoltre, AP 1 gli aveva, fra l’altro, detto che quanto accadeva tra di loro era cosa più che normale poiché anche un suo compagno subiva le stesse attenzioni.
L’indomani dell’audizione del ragazzo, gli agenti di polizia hanno sentito anche la madre che, confermando in maniera lineare il racconto del figlio, ha riferito in particolare le confidenze a lei fatte da quest’ultimo (AI 1, AI 2, AI 185, pag. 6).
6. La raccolta d’informazioni su AP 1, immediatamente iniziata dagli inquirenti e coincisa con la chiusura dell’anno scolastico, è da subito risultata difficoltosa. L’imputato, docente di lungo corso, godeva infatti di una diffusa fiducia della collettività ed esisteva il rischio che venisse informato da terzi sulle indagini (AI 2, pag. 3). In data 9 luglio 2012, il procuratore pubblico, paventando che AP 1, nonostante il pensionamento, fosse ancora “legato al mondo dell’infanzia”, ha chiesto ed ottenuto la sorveglianza dei suoi collegamenti telefonici (AI 4).
Da essa - rimasta in essere dal 9 al 12 luglio 2012 - non sono emersi contatti con minori (rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria 09.12.2012, AI 185, pag. 7).
7. In data 11 luglio 2012 il procuratore pubblico, considerata l’imminente partenza di AP 1 per l’estero, spiccava nei suoi confronti un mandato di accompagnamento coattivo per il reato di atti sessuali con fanciulli in relazione ai fatti avvenuti nel periodo 2004/2005 a __________ a danno di X.Y.6 e ordinava la perquisizione della sua abitazione (AI 7 e 8).
Il giorno seguente, a perquisizione avvenuta, la polizia cantonale interrogava il prevenuto presso i propri uffici. In sede di interrogatorio, AP 1, alla presenza del difensore d’ufficio, ha descritto, dapprima, due episodi avvenuti a __________ nel 2004/2005, durante una settimana montana della quinta elementare di cui era docente, condivisi nella camera a lui riservata con l’allievo X.Y.6 di cui ha fatto nome e cognome (AI 9, all. 1, pag. 4 e 5). L’imputato ha iniziato col sostenere che, in entrambi gli episodi, fu X.Y.6 a prendere l’iniziativa: in sintesi - ha preteso AP 1 - il ragazzo (che aveva allora una decina di anni), per scoprire come è fatto il sesso di un adulto, è andato nella sua stanza dove, almeno la prima volta, gli ha toccato il pene (AI 9, all. 1, pag. 6-9). AP 1 ha, tuttavia, in seguito, nello stesso verbale (AI 9, all. 1, pag. 23), modificato la sua versione: pur giocando al ribasso (“è possibile che ….”), ha ammesso che il primo incontro con X.Y.6 era avvenuto su suo invito ed ha precisato di averlo invitato a tornare nella sua camera la sera stessa, quando i compagni dormivano. Ha aggiunto di non ricordare se in tali circostanze avesse toccato o meno il ragazzo (AI 9, all. 1, pag. 23 e 29).
AP 1 ha, poi, detto che, rientrata la classe nella propria sede scolastica al termine della colonia, ha indotto X.Y.6, in più occasioni, durante la ricreazione, mentre gli altri allievi erano fuori, a vedere con lui in aula sul computer dei film a carattere pornografico, etero e omosessuale ed ha ammesso che, in una di queste circostanze, ha toccato X.Y.6 fra le gambe, in un’altra ha tentato di prendere in bocca il pene dell’allievo ma è stato interrotto dal suono del campanello ed in un'altra ancora, il minore - ma di sua iniziativa (?!?!!) - ha iniziato a fargli un coito orale (AI 9, all. 1, pag. 25-26). Sul finire dell’interrogatorio, l’imputato ha, inoltre, ammesso che, durante la colonia a __________, in un’occasione ha anche tentato di penetrare analmente X.Y.6, non riuscendoci in quanto il suo pene non era in erezione (AI 9, all. 1, pag. 27).
Il prevenuto ha, dapprima, sostenuto di avere agito perché spinto dal minore che gli aveva chiesto di fargli “vedere altre cose”. Ha, poi, rettificato le proprie dichiarazioni ammettendo che, invece, il tutto si era svolto su sua iniziativa (AI 9, all. 1, pag. 27).
Informato dall’interrogante che dall’inchiesta emergeva un suo contatto di carattere sessuale anche con un altro allievo, AP 1 ha, in quel primo verbale, dichiarato che quanto fatto con X.Y.6 era “un caso isolato” (AI 9, all. 1, pag. 31).
8. Interrogato lo stesso giorno dal procuratore pubblico, AP 1 è stato confrontato con stralci delle dichiarazioni rilasciate da X.Y.6 agli inquirenti. AP 1 ha, così, ammesso in modo più ampio le proprie responsabilità, riconoscendo in gran parte come vere le dichiarazioni dell’allievo che lo accusava di ripetuti abusi sessuali.
In particolare, in relazione alla colonia di __________ dell’anno scolastico 2005/2006, AP 1 ha confessato di avere fatto spogliare X.Y.6 nella sua camera di docente e di essere stato lui a chiedere all’allievo di toccargli il pene (AI 10, pag. 8), ciò che il minore ha fatto in due episodi. AP 1, sempre riferendosi alla settimana a __________, ha, poi, confermato di avere penetrato analmente X.Y.6 dopo avergli proposto l’atto con insistenza (pag. 7, 9).
In relazione a quanto accaduto in classe dopo la gita scolastica, l’imputato ha ammesso di avere mostrato a X.Y.6 dei film pornografici, attirandolo al computer con la scusa di impartirgli ripetizioni di italiano (pag. 9). AP 1 ha, poi, confermato di averlo, in un’altra occasione ma sempre in classe durante la ricreazione, preso in braccio e di averlo masturbato mettendogli una mano in tasca (pag. 8-9).
AP 1 ha confermato le dichiarazioni di X.Y.6 secondo cui, durante una ricreazione, lui ha chiesto all’allievo di fargli una fellatio (da questi poi praticatagli) e secondo cui, in un’altra circostanza, sempre in classe, ha preso lui in bocca il pene del minore (pag. 7, 9). AP 1 ha, pure, confermato che, per persuadere l’allievo a sottostare ai suoi desideri, gli diceva che quello che lui gli proponeva “era normale” (pag. 10).
Confrontato dal procuratore pubblico con le dichiarazioni di X.Y.6 che prospettava il coinvolgimento di un’altra vittima minorenne, l’imputato ha ribadito che quello con X.Y.6 era l’unico caso in cui egli aveva compiuto atti di natura sessuale con minorenni (AI 10, pag. 11).
9. Al termine dell’interrogatorio, il procuratore pubblico ha arrestato AP 1. Con decisione 13 luglio 2012, il giudice dei provvedimenti coercitivi ne ha ordinato la carcerazione preventiva (AI 25) che è, poi, stata prorogata il 15 ottobre successivo (AI 143) e, poi ancora, il 10 gennaio 2013 (AI 217). L’imputato è stato posto in carcerazione di sicurezza il 20 febbraio 2013 (doc. TPC 5) ed in regime di anticipata espiazione della pena a far tempo dal 5 marzo 2013 (doc. TPC 10).
10. Ritenuto che dall’audizione di X.Y.6 risultava “altamente probabile” che i fatti penalmente rilevanti non fossero limitati a quelli da lui subiti e che dall’analisi del materiale sequestrato sono emersi diversi files di filmini pornografici sia etero che omosessuali scaricati da internet e salvati con eloquenti titoli in cui compaiono nomi propri (rivelatisi, poi, essere quelli di alcune piccole vittime; “bimbo ciuccia papa M.”, “bimbo sesso M.”, “bimbo pompa fratello M.”,“X.Y.7” da 1 a 9, “perla per X.Y.7”, “bagascia per X.Y.9"; "vulva per X.Y.9"; "debutto per X.Y.9"; "tra maschi per X.Y.9", "cugino di X.Y.11 1"; "cugino di X.Y.11”; "figa aperta per X.Y.11 1" “zia di X.Y.12”, “mamma X.Y.12 al lavoro”), nonché file con immagini di sesso con animali e di “pissing” (AI 185, all. 1, B1-M17 e AI 9 , all. 1, annesso A), gli inquirenti hanno esteso le indagini alla ricerca di eventuali ulteriori vittime (AI 185, pag. 6-10). Ottenuto dall’Ufficio del personale della Città di __________ i registri scolastici degli allievi dell’imputato durante i suoi anni d’insegnamento, rispettivamente i nominativi degli alunni che non seguivano i corsi di religione, gli inquirenti hanno incrociato le liste degli scolari con i nominativi contenuti nei titoli dei files pornografici riuscendo, così, ad identificare altre vittime.
Gli inquirenti hanno, inoltre, sentito diverse persone attive in ambito scolastico. Fra queste, __________, già docente di scuola elementare __________ nel periodo in cui AP 1 insegnava in quella sede, che ha riferito che, nel 2001/2002, aveva sorpreso l’imputato all’interno della sua aula, in penombra, assieme ad un ex-allievo, mai identificato. Pur non avendo visto atteggiamenti esplicitamente sessuali, la donna è stata insospettita dall’evidente imbarazzo di AP 1 ed ha parlato dell’accaduto con il direttore generale, __________, che le consigliò di tenere d’occhio la situazione (AI 185, pag. 9).
Nuovi fatti di rilevanza penale sono, poi, emersi dagli interrogatori degli ex alunni di AP 1.
Confrontato con le risultanze d’inchiesta, l’imputato ha riconosciuto solo in parte i reati a lui ascritti.
Alcune notizie di reato ammesse da AP 1 - non hanno potuto essere oggetto di promozione dell’accusa per subentrata prescrizione dell’azione penale.
11. L’inchiesta è, infine, sfociata nell’atto di accusa 10/2013 dell’11 febbraio 2013. Il procuratore pubblico ha ascritto a AP 1 i seguenti reati:
- ripetuta coazione sessuale commessa, nel periodo 1998/2010 a __________, presso la scuola elementare __________, presso il proprio domicilio e a __________, in danno di 7 suoi alunni, ovvero X.Y.1, X.Y.2, X.Y.3, X.Y.4, X.Y.5, X.Y.6 e X.Y.7, di età compresa tra i 10 e 12 anni, mentre frequentavano la quinta elementare (pto 1 AA);
- ripetuti atti sessuali con fanciulli compiuti nei confronti dei 7 allievi suindicati nelle circostanze di tempo e di luogo sopracitate (pti 2.1-2.6 e 2.8 AA) e a danno di altri due alunni, ovvero X.Y.8 nel corso del 2008 in classe e X.Y.9 nel corso del 2011 a scuola (pti 2.7 e 2.9 AA);
- pornografia, nel periodo da gennaio 2006 a giugno 2010 a __________, presso la scuola elementare __________ per aver mostrato immagini pornografiche a 6 allievi ovvero X.Y.6, X.Y.7, X.Y.8, X.Y.10, X.Y.11 e X.Y.12, minori di anni sedici (pto 3.1 AA) e nel periodo dal 2007 al luglio 2012, a __________, per aver fabbricato e detenuto 96 video vertenti su atti sessuali con animali (pto 3.2 AA).
IV. Fatti accertati dal primo giudice e non contestati
12. AP 1, reo confesso per la quasi totalità degli episodi accertati in prima sede, con scritto 14 febbraio 2014 indirizzato a questa Corte, ha dichiarato di non contestare i fatti così come indicati nell’atto d’accusa (doc. CARP XXIX).
Le considerazioni di fatto esposte dai primi giudici per ciascun allievo coinvolto, totalmente condivise da questa Corte, vengono, pertanto, di seguito riprodotte in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP.
Si annota, qui, che, nella sentenza impugnata, gli episodi ascritti all’imputato sono ripercorsi a partire dalla vittima X.Y.6, ovvero colui che per primo ha sporto denuncia e a cui si deve, dunque, l’avvio del procedimento:
“ X.Y.6 indicava di aver frequentato le scuole elementari __________ e che in quarta o quinta elementare, gli piaceva una sua compagna di classe. II suo docente di classe lo aveva capito e voleva aiutarlo a far colpo su questa ragazza e aveva iniziato a parlargli "su come... come potevamo fare. E così mi fi... mi fidavo di questo... del mio docente" (trascrizione Al 14, pag. 3). Riferiva poi che quando erano in gita, in quarta o in quinta elementare, durante la settimana verde, era andato nella stanza del maestro a portargli delle pillole come da disposizioni della scuola che, spiegava, voleva che i ragazzi che le assumevano le consegnassero al docente.
Entrato nella stanza, il maestro lo ha fatto andare alla finestra, gli "è arrivato da dietro e mi ha preso ai fianchi' (pag. 6). Lo ha fatto spogliare, gli ha fatto togliere i pantaloni e le mutande. Il maestro era in accappatoio poiché si era appena fatto la doccia e "mi ha chiesto di toccarlo" e lui glielo ha toccato facendogli una sega. Dopodiché il maestro lo ha fatto inginocchiare e "gli ho fatto un pompino" (pag. 6).
II maestro lo ha poi lasciato andare - e lui é andato di sotto a giocare a calcetto con i compagni - dicendogli "di non dirlo a nessuno. E mi ha detto di ritornare alla sera", quando il suo compagno di stanza J. si sarebbe addormentato (pag. 4). "lo non so se ero stupido o cosa, però sono ritornato. Non capivo cosa succedeva, cioè... mi sento anche in colpa per questo" (pag. 4). Quando la sera è tornato, il maestro gli ha chiesto se "mi poteva inculare. lo lì allora ho detto di no, però ha insistito... e alla fine ho ceduto e... poi dopo sono tornato in stanza" (pag. 4). Ha precisato che qui il maestro lo ha fatto spogliare completamente e che "prima me l'ha messo nel culo. E poi mi ha fatto sdraiare sul letto, con la schiena su... in alto... si è messo sopra di me e si strofinava su di me e allora me ne sono voluto andare" (pagg. 6-7). Ha precisato che quando succedevano queste cose la porta della stanza era chiusa dal maestro "a chiave, con dentro la chiave" (pag. 7).
X.Y.6 ha indicato che dopo la gita scolastica, tornati a scuola, "c'era un'ora dove metà classe faceva arti visive una settimana e la settimana dopo stava in classe a leggere. E quando io leggevo lui aveva detto che dovevo fare ripetizioni con lui di italiano al computer" (pag. 4). Quando era accanto al maestro davanti al computer, questi gli faceva vedere dei video porno gay e in un'occasione durante l'intervallo lo ha fatto restare dentro e gli ha detto di “fargli un pompino” (pag. 4). X.Y.6 ha precisato che era il maestro a dirgli come doveva fare, “mi diceva che con una mano, dovevo tirarlo indietro, con … con la bocca dovevo succhiarlo” (pag. 12).
In un'altra occasione, verso la fine dell'anno scolastico, tutta la classe era a fare dei lavoretti di arti visive in un'altra aula, con un altro docente e chi finiva doveva tornare in classe, e lui aveva finito per primo. E' quindi tornato in classe "ed é stato lui a farmi un pompino" (pag. 4).
X.Y.6 ha dichiarato che durante le ore di disegno il maestro lo faceva sedere in braccio a lui, "mi metteva una mano nella tasca e mi faceva una sega. Quindi mettevo spesso i pantaloni con le tasche strette" (pag. 4). X.Y.6 ha precisato che questi atti sono avvenuti "più volte" in classe quando c'erano anche gli altri compagni e che quando disegnavano, il maestro lo faceva andare sulle sue gambe a disegnare e che in queste occasioni, infilandogli la mano in tasca, lo toccava facendogli una sega (pag. 8).
X.Y.6 ha disegnato l'aula e ha indicato la posizione dei banchi, della cattedra, della lavagna e ha precisato che in fondo all'aula c'era un tavolo dove il maestro aveva il computer portatile e dove lo faceva sedere accanto a lui. Ha precisato che "lui mi faceva fare ripetizioni anche di ... di italiano... col computer, mi faceva vedere anche dei video porno qua dietro" (pag. 8).
Ha specificato che questi atti sono cominciati con la settimana verde e sono andati avanti fino alla fine della scuola, fino al termine dell'anno di quinta elementare. Li ha quantificati in "dieci, quindici volte. Forse meno, non lo so" (pag. 9) indicando che "voleva fare lui più che io. Voleva essere lui a toccarmi e... voleva masturbarmi', mentre che la penetrazione anale ha indicato essere avvenuta in una sola occasione e che non c'è stata eiaculazione: "No, non... gli si alzava neanche" (pag. 9). Ha indicato che il maestro, per penetrarlo, "lo teneva con una mano e ha messo la cappella dentro" (pag. 12).
X.Y.6 ha precisato che il maestro ha insistito per penetrarlo e che per convincerlo gli diceva che "era normale o che non lo metto dentro tutto" (pag. 11) ed ancora che queste cose lui le aveva già fatte con un altro ragazzo, "per dirmi che era normale e... che lui veniva a trovarlo" (pag. 13). Ha indicato che quando il maestro gli ha fatto il pompino si trovava "Sempre lì
dietro in quel banco, lui stava facendo i giudizi di fine anno […], aveva messo un giudizio per terra girato e un giu... e gli altri giudizi sul... sul banco. E poi mi ha chiesto che voleva essere lui il primo a farmi un pompino... me l'ha fatto. Lui ha messo il giudizio per terra così se entrava qualcuno si fermava e diceva… aveva la scusa che c’era il giudizio che era caduto (pag. 9).
X.Y.6 ha dichiarato che si vergognava, si sentiva in colpa e di non essersi mai opposto; ha indicato di non aver mai detto niente a nessuno e di essersi deciso a parlarne dopo un po' che ci pensava. Ha precisato che a sua madre ha detto solo di essere stato abusato dal maestro senza aggiungere altro (cfr. trascrizione audizione video filmata 04.07.2012, Al 14).
4.2
Interrogato dalla Polizia il 12 luglio 2012, AP 1 iniziava a parlare della settimana trascorsa con gli allievi a __________. Raccontava che X.Y.6 aveva bussato alla sua porta e lui, che aveva appena finito di fare la doccia, gli aveva aperto con su una spugna che era poi caduta. II bambino "voleva vedere" il suo "sesso", era curioso e lui, stupidamente, lo aveva lasciato fare. AP 1 dichiarava quindi che "lui mi ha toccato il pene e ha tirato indietro la pelle. Lo stava analizzando. Altri contatti no, non mi sembra ci siano stati. No" (VI PG AP 1 12.07.2011 pag. 6). Dichiarava che X.Y.6 durante quella settimana era andato un'altra volta nella sua camera e che erano successe esattamente le stesse cose, "due volte in totale, nell'arco di quella settimana" (pag. 8). Dall'esperienza di __________ aveva dedotto che X.Y.6 era "curioso" e per tale motivo a scuola, "qualche volta durante la ricreazione" gli aveva mostrato in 5 o 6 occasioni dei filmini a carattere pornografico sia etero che omosessuali, aggiungendo di averlo fatto perché i bambini come X.Y.6 "spesso, a quell'età ne sanno più di noi" (pag. 13).
Affermava che X.Y.6 "sia a __________ che nel vedere i filmini, non ha mai avuto alcuna reazione" (pag. 15). Negava di aver toccato il bambino anche se ammetteva di "averci pensato" (pag. 16), precisando che il suo interesse era per gli adulti e non per i bambini.
Negava ancora a diverse riprese (pag. 21 e pag. 23) di aver toccato X.Y.6 ripetendo che era stato il bambino a toccare il suo pene per curiosità, che era stato un tocco freddo, come quello del medico: "Lui mi ha toccato il pene, tirandomi indietro la pelle, ma non c'era nessun coinvolgimento, né da parte mia, né da parte sua. lo non l'ho toccato in nessun modo" (pag. 22).
Ed è stato solo quando gli inquirenti gli hanno contestato che la sua versione non reggeva e che X.Y.6, ascoltato dalla Polizia, la raccontava in modo diverso, che AP 1, dopo aver parlato liberamente per 20 minuti circa con il suo difensore (pag. 22), faceva qualche piccola ammissione in più. Dichiarava quindi che "è possibile" che era stato lui ad invitare il bambino ad andare nella sua camera, affermando tuttavia di non ricordarsi se lo avesse o meno toccato: “potrebbe darsi, ma non ne sono sicuro” (pag. 23). Dichiarava di averlo toccato in un’occasione tra le gambe, sopra i vestiti quando avevano guardato un filmino perché voleva vedere se X.Y.6 aveva "un'erezione guardando questi film" e che pertanto lo aveva solo "palpato" per uno o due secondi. Negava di averlo "masturbato" (pag. 23).
AP 1 ammetteva che "certo che è probabile che io abbia avuto degli impulsi sessuali dei desideri sessuali nei suoi confronti, per averlo richiamato in camera, ma la cosa è finita lì perché, almeno da parte mia, non c'era interesse. Era una curiosità mia, ma non ho scoperto niente di interessante. Però l'impulso d'inizio, la curiosità sessuale da parte mia, c'era, chiaro" (pag. 23).
Posto nuovamente di fronte alla domanda a sapere se aveva o meno toccato il bambino, rispondeva con "può darsi che io l'abbia toccato, ma non ricordo bene sta' cosa qua. Mi ricordo che era un bambino obeso e fisicamente non mi diceva niente, non mi attirava. Forse a me piaceva di più che lui scoprisse me, piuttosto che io facessi qualcosa su di lui, in quel senso lì" (pag. 24). Si dichiarava dispiaciuto di "dover ammettere queste sensazioni, perché è tutto all'opposto di quello che ci si aspetta dal mio mestiere, capito? Magari sarebbe meno grave se fosse un'altra persona. E' per quello che credo che la mia situazione è stata più grave" (pag. 24).
Alla domanda degli interroganti tesa a sapere se aveva mai preso il pene di X.Y.6 in bocca, affermava "che c'è stato un tentativo, ma è fallito subito, perché credo che è suonato il campanello o qualcosa di simile" (pag. 25). Precisava che ciò era avvenuto in classe durante la ricreazione, quando erano da soli. Anche qui affermava che era stato X.Y.6 di sua spontanea iniziativa che aveva tirato fuori il pene che aveva in mano, anche se dichiarava di non esserne certo "perché è stato veloce", precisando che il pene di X.Y.6 non era in erezione (pag. 25).
Sempre su domanda degli interroganti, AP 1 affermava che X.Y.6 gli aveva preso il pene in bocca ma che "però non gliel'ho chiesto io" e che ciò era avvenuto in classe probabilmente guardando i filmini: "Mi ha fatto un coito orale, è stato tre secondi anche perché siamo stati interrotti, mi sembra dalla fine della ricreazione o da rumori in corridoio". Precisava che questo episodio era avvenuto prima che lui prendesse il pene di X.Y.6 in bocca. Affermava che "questa è stata l'unica volta che X.Y.6 ha preso in bocca il mio pene" (pag. 26).
Sempre in risposta a domande postegli dagli interroganti a sapere se avesse mai penetrato analmente X.Y.6, AP 1 rispondeva che a __________ aveva “tentato” una volta ma che “non è penetrato il pene” perché probabilmente non aveva l'erezione. Spiegava di averlo fatto su sollecitazione del bambino che gli chiedeva di fargli "vedere altre cose" per cui lo aveva fatto appoggiare al letto dicendogli "appoggiati al letto e facciamo solo un tentativo", "proprio solo la testolina", aggiungendo che "è durato due secondi anche questo" (pag. 27).
Solo di fronte alla contestazione degli interroganti sull'inverosimiglianza di quanto dichiarava, AP 1 ammetteva di essere stato lui ad aver proposto al bambino la penetrazione ma sempre, a suo dire, su sollecitazione del bambino che gli chiedeva di "vedere altre cose", precisando che " X.Y.6 in quel momento aveva appoggiato le mani sul letto e si è chinato in avanti" (pag. 28).
Confrontato con la versione resa da X.Y.6 nel corso della sua audizione, l'accusato negava che i fatti si erano svolti come da lui indicato (pag. 28). In particolare dichiarava di non ricordare di averlo masturbato in classe mentre gli mostrava materiale pornografico omosessuale rispettivamente di averlo masturbato infilandogli la mano nella tasca dei pantaloni quando lo faceva sedere sulle sue ginocchia (pag. 29).
In questo verbale AP 1 negava anche di aver tenuto comportamenti simili con altri minori affermando che quella con X.Y.6 era stata "un'esperienza unica" che "forse faceva anche parte dello studio, che ne so. Dello studio del genere umano" (pag. 31).
4.3
Interrogato quello stesso giorno dalla PP AP 1 dichiarava che "ricordo che X.Y.6 era dislessico e quindi evitavo di farlo leggere, (...). Fisicamente era un po' obeso" (VI PP AP 1 12.7.2012, Al 10, pag. 3).
In merito alla dislessia, AP 1 dichiarava:
“... da parte mia avevo spiegato ad X.Y.6 che anche la mancata lettura davanti a tutti non doveva causargli un problema perché non tutti hanno il piacere di leggere ad alta voce e che l'importante era riuscire a comprendere il testo. Mi sono quindi concentrato a verificare che lui comprendesse il testo e comunque da lui esigevo meno per non farlo sentire diverso. Penso che abbia percepito questa cosa." (VI PP AP 1 12.7.2012, pag. 3)
Nel seguito del verbale indicava che X.Y.6 gli faceva delle confidenze, gli parlava di sua sorella e della mamma mentre che "non mi sembra che mi abbia mai parlato del padre anche perché credo avesse iniziato una nuova relazione" e che talvolta gli raccontava cose che gli erano capitate a casa durante la giornata e che non erano grandi dialoghi. Poteva anche durare solo 1 o 2 minuti ma che a X.Y.6 ”bastava che qualcuno lo ascoltasse” (pag. 4).
Dichiarava di aver avuto "un buon rapporto con X.Y.6. Posso dire che lui era riconoscente che io lo aiutavo con l'italiano e che non lo facevo sentire a disagio per il suo problema di dislessia" (pag. 4).
Confrontato dalla PP con la contestazione puntuale delle dichiarazioni di X.Y.6 e con la visione dell'audizione, l'imputato confermava l'abuso successo a _______ modificando le dichiarazioni rese inizialmente. Ammetteva infatti che era stato lui a chiedere a X.Y.6 se voleva toccargli il pene (e non il bambino spontaneamente a toccarglielo), indicando che X.Y.6 gli ha preso il pene anche se curava di precisare di non essere stato lui a dirgli di tirare indietro la pelle. Affermava di non ricordare di avergli chiesto di fargli un pompino "anche perché era alle prime armi” e non pensava che sapesse farli e "neppure pensavo che sapesse cosa volesse dire" (pag. 6).
Dichiarava che X.Y.6 era andato a prendere delle medicine e che quel primo incontro era durato al massimo tre minuti, poiché ad un certo momento si è sentito il rumore degli altri bambini, per cui gli ha detto di tornare la sera quando il compagno di stanza J. si fosse addormentato.
Alla sera X.Y.6 ha bussato alla porta, lui ha aperto e l'ha richiusa ma non a chiave (pag. 6). Ha tolto la vestaglia, é rimasto in boxer e si è seduto sul Ietto. Ha detto a X.Y.6 di spogliarsi "anche perché altrimenti non lo avrebbe fatto". Ha precisato di ricordarsi che "lui era girato verso la parete, non mi guardava", gli ha detto di toccarsi il pene cosa che il bambino ha fatto senza dire nulla (pag. 6).
AP 1 ripeteva di aver fatto appoggiare X.Y.6 con le mani sul letto, chinato in avanti e di averlo penetrato con il glande e che "il bambino non ha detto nulla". Ripeteva di essere stato lui a proporre l'atto di penetrazione anale al bambino "ed è possibile che io abbia insistito" dicendogli "dai, proviamo!", rassicurandolo che non lo avrebbe fatto in maniera violenta e di "non preoccuparsi, che non gli avrei fatto male" (pag. 7). Confermava di aver insistito e che X.Y.6 gli aveva detto di no: "le mie insistenze non sono state delle insistenze violente, ma in termini verbali che io ritenevo persuasivi" (pag. 9).
AP 1 ammetteva inoltre che dopo l'episodio di __________, aveva (pag. 7):
- mostrato a X.Y.6, in aula durante la ricreazione in una decina di occasioni, dei film pornografici con atti sessuali completi etero ed omosessuali;
in un'occasione, durante una pausa, forse a ricreazione, "mi sono fatto fare un pompino da X.Y.6, ricordo che ero in piedi e lui in ginocchio";
- in un'altra occasione, fatto lui un pompino a X.Y.6 sempre mentre si trovava in classe ma dietro un cassonetto, dichiarando di non esserci riuscito perché ha sentito dei rumori;
- in una sola occasione, a ricreazione, preso X.Y.6 sulle ginocchia e di avergli messo le mani in tasca toccandolo. Ha aggiunto di ricordare una sola occasione ma di non esserne sicuro.
AP 1 riconosceva di aver detto a X.Y.6 che doveva fare ripetizioni con lui in italiano al computer e di avergli invece mostrato i filmini pornografici (pag. 9). Affermava di non ricordare di aver detto a X.Y.6 di voler essere lui il primo a fargli un pompino, dichiarando di aver rimosso questo episodio. Confermava di fronte al rifiuto di X.Y.6 che gli aveva detto di no alla penetrazione anale - di aver insistito e di averlo convinto a farsi penetrare analmente dicendogli che era tutto normale (pagg. 9-10).
Dopo aver affermato (pag. 6) di non ricordare di avergli detto di non dire niente a nessuno, a pag. 8 del verbale AP 1 dichiarava che "può essere che gli abbia detto di non dirlo a nessuno". L'imputato asseriva di essere rimasto colpito dai silenzi di X.Y.6 durante l'audizione e che "non pensavo di avergli nociuto nella maniera che vedo in questo video" (pag. 9).
Anche davanti alla PP, come aveva già fatto in polizia, AP 1 negava di aver avuto rapporti con altri ragazzini affermando che " X.Y.6 è stato l'unico", "un caso isolato" (pag. 11).
4.4
Dinanzi al Giudice dei provvedimenti coercitivi, il 13 luglio 2012, AP 1 dichiarava che:
"II mio rapporto con X.Y.6 è stato inizialmente di carattere prettamente educativo nel senso che io l'ho aiutato per tentare di ovviare ai suoi problemi di dislessia. Solo in un secondo tempo, verso la fine della quarta classe, è intervenuto un feeling che andava aldilà di quanto precedentemente vissuto. A livello fisico invece i contatti sono avvenuti solo l'anno scolastico successivo […]. Il tutto è iniziato infatti durante la settimana verde che si svolge in autunno a __________." (verbale GPC 13.7.2012, pag. 2)
In merito all'esistenza di un altro minorenne, oggetto delle sue attenzioni, AP 1 ammetteva di aver detto a X.Y.6 che prima di lui c’era stato un altro bambino, ma di averlo fatto “per convincerlo ad assecondare i miei desideri. In realtà X.Y.6 è stato l’unico allievo con il quale io ho avuto questo genere di rapporti” (verbale GPC 13.07.2012, pag. 2).
4.5
L'imputato ha ribadito anche successivamente che X.Y.6 "aveva delle difficoltà scolastiche, in quarta, e avevamo molte occasioni per lavorare insieme per superare queste difficoltà e quindi si era creato un legame affettivo particolare. lo gli volevo bene come allievo e lui mi apprezzava, che lo aiutavo. Solo l'anno successivo questa cosa ha degenerato" (VI AP 1 16.07.2010 pag. 16).
4.6
AP 1 nel verbale finale del 27 dicembre 2012 ha ribadito di aver aiutato X.Y.6 nei compiti di italiano perché era dislessico. Non ha escluso di aver detto a X.Y.6 di non dire niente a nessuno; riguardo la penetrazione ha confermato di "averlo persuaso dicendogli che era una cosa normale" ma ha contestato di averlo penetrato: "riguardo alla penetrazione voglio precisare che non ero in erezione e quindi non posso averlo penetrato". A fronte delle dichiarazioni contrarie che aveva reso in precedenza che gli venivano contestate, ha precisato di aver "appoggiato il glande all'entrata dell'orifizio dell'ano ma non vi è stata una vera penetrazione". Ha ribadito di "non aver penetrato X.Y.6", ma di aver "appoggiato il mio pene all'entrata dell'ano tra le natiche" (Vl AP 1 27.12.2012, pag. 24).
Al dibattimento AP 1 ha cambiato attitudine e ha dichiarato di aver penetrato X.Y.6 e di aver "introdotto la testolina del pene, come ho indicato nei verbali". Ha ammesso di averlo "convinto" e di aver superato la sua "resistenza", "dicendogli che non gli avrei fatto del male e che avrei introdotto solo la testolina del pene". Ha dichiarato di non aver raggiunto l'orgasmo, allegando di aver sentito dei rumori e per tale motivo avevano smesso (usando il verbo al plurale). Posto di fronte alla contestazione che su sua richiesta X.Y.6 era ritornato nella sua camera di sera quando il compagno di stanza J. dormiva e, come lui, verosimilmente anche gli altri compagni, AP 1 ha ricondotto la mancanza dell'orgasmo al fatto di non aver avuto nessuna erezione. L'imputato ha anche ammesso definitivamente che la porta della sua camera a __________ così come riferito da X.Y.6 - era da lui chiusa a chiave ed infine di aver intimato a X.Y.6 il silenzio (cfr. verbale di interrogatorio dell'imputato pag. 7, all. 1 al verbale del dibattimento).
4.7
AP 1, come si vede, ha fatto molta fatica ad ammettere le sue responsabilità. Nel primo verbale dinanzi alla polizia ha assunto, come visto, un atteggiamento teso a minimizzare i fatti e ad attribuire l'iniziativa di toccamenti all'allievo che a suo dire era curioso del suo pene tanto da toccarglielo, autonomamente, rimproverandosi, rammaricato, di aver commesso "stupidamente" l'errore di non averlo fermato, continuando tuttavia ad essere reticente affermando di non ricordare se aveva o meno toccato X.Y.6 o di aver rimosso determinati particolari rispettivamente anche quando ammetteva qualche atto d'abuso ne minimizzava la gravità o la durata, limitando i toccamenti a "uno o due secondi" o ad un tempo inferiore alla durata di una canzone.
Restando sempre e solo incentrato su di sé, limitava gli abusi a degli "attimi che potevano prima di tutto rovinare la mia carriera, e poi non ho trovato nulla per cui valesse la pena rischiare così tanto" (Vl PG 12.7.2013, pag. 24).
L'atteggiamento assunto è stato quindi molto cauto e volto a scaricare la responsabilità di quanto successo nella sua camera a __________ e poi a scuola, sull'allievo e sulla sua curiosità. Quando poi, di fronte alle dichiarazioni di X.Y.6, ha dovuto ammettere gli abusi commessi in suo danno, AP 1, nel riferire gli stessi, continuava a parlarne utilizzando i verbi al plurale, così come vedremo ha fatto anche successivamente in corso d'inchiesta e anche in aula alludendo ad una condivisione di intenti quo agli abusi commessi in danno del minore meglio definita come "reciproca curiosità". AP 1 negava di aver tenuto con altri allievi comportamenti analoghi a quelli avuti con X.Y.6, affermando - falsamente come rivelerà l'inchiesta - che quella con X.Y.6 era stata "un'esperienza unica", quasi una sorta di sperimentazione (VI PG 12.07.2012 pag. 31).
Questo comportamento AP 1 lo ha mantenuto per buona parte dell'inchiesta, vero è che è sempre andato per così dire a rimorchio degli inquirenti senza fare affermazioni spontanee come talvolta gli veniva chiesto di fare, quando, ad esempio, durante un interrogatorio, dopo una pausa, il verbale veniva ripreso (VI PG 12.07.2012, pag. 18), rispettivamente quando, all'inizio di un nuovo verbale, gli veniva chiesto se aveva dichiarazioni spontanee da fare; AP 1 in questi casi ha sempre - tranne che in un'occasione (V116.10.2012, pag. 1) - declinato l'invito
(VI 16.07.2012, pag. 1; VI 17.7.2012, pag. 2; VI 20.7.2012, pag. 3; VI 24.7.2012, pag. 1; VI 2.10.2012, pag. 2).
AP 1 ha così ripetuto non una ma più volte che X.Y.6 era stato l'unico con il quale aveva commesso atti sessuali, "un caso isolato", “un errore di percorso” (VI PP 12.07.2012 pag. 11), salvo poi, nel prosieguo dei verbali, dover sconfessare le precedenti affermazioni e dover ammettere che così non era vista l'identificazione di ulteriori vittime alle quali l'imputato aveva riservato lo stesso trattamento "privilegiato".
L'imputato è stato posto di fronte alle risultanze che man mano emergevano dalle indagini e, avvisato come era stato - fin dall'inizio - dal suo difensore che gli allievi sarebbero stati ascoltati (VI 16.7.2012, pag. 9), rispettivamente prendendo atto - attraverso la contestazione delle sue dichiarazioni - che X.Y.6 era stato sentito, confrontato dagli interroganti con il nome dell'alunno sul quale gli veniva chiesto di pronunciarsi - e che evidentemente pensava che fosse stato o sarebbe stato ascoltato -, posto talvolta di fronte alle dichiarazioni dell'allievo di cui aveva abusato, ha dovuto alla fine ammettere - non senza aver provocato in un caso, come vedremo, il confronto con l'allievo - di avere, nel corso di diversi anni, a scuola come nella sua camera a __________ durante la settimana di scuola montana, abusato di altri suoi alunni nel corso della V elementare, con atti di diversa gravità ed intensità e di aver mostrato loro riviste e filmini pornografici etero ed omosessuali in classe durante le lezioni o durante la ricreazione, in due occasioni a __________, oltre che al proprio domicilio.
Per giungere a quanto imputato nell'atto d'accusa, va sottolineato che il percorso è stato lungo e laborioso, vero è che dall'inizio dell'inchiesta e quindi da inizio luglio 2012 si arriva all'autunno inoltrato per avere le ammissioni degli abusi commessi sulle ulteriori vittime, in un tragitto segnato anche da precisazioni che l'imputato apportava alle sue dichiarazioni o alle risultanze d'inchiesta. A titolo di esempio, ancora l'8 ottobre 2012, dopo la rilettura del verbale (pag. 6), in merito alle penetrazioni subite da tre allievi a __________, AP 1 ritiene di dover precisare - pur, a suo dire, "senza volerne negare la gravità" - "che questi atti saranno durati al massimo 5 minuti" partendo dal loro arrivo in camera anche perché aveva paura di essere scoperto "visto che la porta non era chiusa a chiave", fatto quest'ultimo già contraddetto da X.Y.6 che nella sua audizione aveva indicato - credibilmente - che durante questi atti, la porta della camera veniva chiusa a chiave dal maestro, fatto che AP 1 per finire, come più sopra rilevato, ha ammesso definitivamente solo al dibattimento. Allo stesso modo AP 1 - negando caparbiamente di aver condotto l'alunno X.Y.1, durante le lezioni ed in particolare durante le verifiche, dopo averlo aiutato nel compito, nel bagno dei docenti dove ne abusava - ha reso necessario l'esecuzione del confronto con l'ex-allievo avvenuto il 18 dicembre 2012. Ancora il 27 dicembre 2012 AP 1 contestava la penetrazione anale di X.Y.6, anch'essa poi ammessa in aula, così come solo al dibattimento ha ammesso i toccamenti in danno dell’allievo X.Y.9, fatto poi contestato in diritto dalla difesa nella sua arringa. Tutto ciò a dimostrazione dell'attitudine assunta e mantenuta in concreto da AP 1 nei confronti dell'inchiesta e delle dichiarazioni delle sue vittime.
4.8
Per finire AP 1 ha riconosciuto ed ammesso quanto imputato a suo carico nell'atto d'accusa in relazione a X.Y.6 (cfr. punto 2.6 AA; atti sessuali indicati al punto 1.6 AA; cfr. anche modifica effettuata in occasione dell'udienza preliminare).
5. LE ALTRE VITTIME
L'inchiesta svolta ha permesso, come anticipato, di risalire ad altre vittime, altri allievi - oltre a X.Y.6 che, come visto, ha determinato l'apertura dell'inchiesta - che hanno subito le perverse attenzioni del loro maestro di scuola elementare.
5.1 X.Y.1
5.1.1 X.Y.1 (__________) è stato alunno di AP 1 dalla terza alla quinta elementare, tra il 1996 e il 1999 (AI 185, all. 10). Il suo nome è emerso solamente nel corso dell'undicesimo verbale d'interrogatorio di AP 1, quando gli inquirenti hanno fatto scorrere i nominativi dei suoi allievi dal 1986 e AP 1 ha dichiarato "mi ricordo di X.Y.1 ma non gli ho mai fatto vedere riviste" (VI 8.10.2012, pag. 2), salvo poi ammettere che "ho mostrato a X.Y.1 le riviste", ma che "non ci è stato altro perché l'unica cosa che mi interessava era fargli vedere la rivista" (VI 8.10.2012, pag. 5).
Ed è solo a partire dal successivo interrogatorio del 16 ottobre 2012 che AP 1 ammetteva "che effettivamente con X.Y.1 ci sono stati dei toccamenti" (VI 16.10.2012, pag. 3). Ha così indicato che nel corso dell'anno di quinta elementare, "prima dell'inizio della lezione o alla fine", mentre gli mostrava delle pagine strappate da una rivista pornografica, gli toccava il pene sopra ai vestiti per due o tre secondi (VI 16.10.2012, pag. 3).
5.1.2 A seguito delle dichiarazioni rese da AP 1, il 13 novembre 2012 X.Y.1 veniva ascoltato dagli inquirenti. L'ex-allievo dichiarava che a scuola, in classe, quando dovevano fare degli esercizi che lui non era capace a fare, AP 1 lo portava nel suo "tavolo grande", gli mostrava dei giornali pornografici "e intanto lui mi faceva l'esercizio" e gli accarezzava le gambe. Poi, mentre i compagni in classe erano ancora occupati a fare l’esercizio, AP 1 si alzava, lo prendeva e lo “portava in bagno”, chiudeva la porta a chiave, gli abbassava i pantaloni e le mutande e dopo avergli messo sul pene una crema tipo vasellina, iniziava a toccarlo, facendogli "una sega". X.Y.1 precisava che AP 1 gli metteva la vasellina sul pene "per fare pure più veloce. Siccome c'erano i ragazzi, i bambini in classe, usava la vaselina per fare in fretta, ”diceva che eccitava di più"”.
In un'occasione AP 1 lo aveva portato nella sala di musica, dove gli aveva slacciato i pantaloni e gli aveva toccato il pene, tentando anche di "fare qualcosa di più, pure con la bocca", ma lui lo aveva respinto.
AP 1 gli aveva anche chiesto "se io potevo toccargli il pisello", ma lui gli aveva sempre detto di no (audizione videofilmata di X.Y.1 del 13.11.2012 Al 159, trascrizione Al 163).
5.1.3 Nel corso del verbale del 5 dicembre 2012, AP 1 manteneva la sua versione anche quando la PP gli contestava le dichiarazioni rese da X.Y.1. In particolare, negava di essere stato nel bagno con X.Y.1, precisando che "non avrei neppure lasciato la classe da sola per poterlo portare in bagno" (VI 05.12.2012, pag. 5). Si limitava ad ammettere che "può essere che io lo abbia toccato a pene nudo, ma non riesco a ricordarlo" (VI 05.12.2012, pag. 6).
5.1.4 Durante l'interrogatorio del 14 dicembre 2012, AP 1 dichiarava finalmente che:
“ Mi ricordo che in realtà non si tratta del locale bagno docenti come riportato da X.Y.1, ma bensì il locale di ginnastica correttiva. Infatti anche lì vi era un lavandino. Ricordo ora di aver portato X.Y.1 in questo locale, di avergli abbassato i calzoni e quindi di avergli preso il pene e di averlo masturbato. Tutto è durato poco anche perché X.Y.1 non voleva, lo stesso mi ha detto di no e si è rivestito. lo ricordo che questo è successo una volta e non più volte. Mi ricordo che lui era in piedi ed io ero in ginocchio.
[…]
R. nell'aula di ginnastica correttiva ho detto al bambino di abbassare i calzoni. Lui era in piedi ed io ero inginocchiato e lui ha pensato che io volessi avere un rapporto orale per cui ha rifiutato dicendo no. Questo è quanto è successo nell'aula di ginnastica correttiva."
(VI AP 1 14.12.2012, pag. 2)
Ammetteva inoltre che:
“ Nell'aula di canto invece, ho girato il mobile del televisore in modo che fosse opposto alla porta d'entrata, eravamo in piedi, ho inserito una cassetta pornografica. Abbiamo visto due o tre minuti di film e poi non contesto di averlo toccato nel senso di avergli fatto abbassare i pantaloni e quindi di averlo masturbato. Penso che X.Y.1 si confonda poi sempre di locale quando descrive le altre masturbazioni subite in quanto so di averlo portato nell’aula di musica dove c’era la possibilità di visionare il film pornografico. Durante la visione del film pornografico gli estraevo il pene dai pantaloni e lo masturbavo. Il tutto durava pochissimo, due o tre minuti.”
(VI AP 1 14.12.2012, pag. 2)
5.1.5 Considerate le discrepanze esistenti tra le dichiarazioni di X.Y.1 e quelle di AP 1 sul luogo di perpetrazione degli abusi (con riferimento al bagno dei docenti), veniva eseguito il confronto il 18.12.2012, durante il quale entrambi mantenevano la propria versione (audizione videofilmata del 18.12.2012 Al 199, trascrizione Al 209). In particolare, AP 1 dichiarava che secondo lui gli episodi che X.Y.1 diceva essere avvenuti nel bagno dei docenti, erano accaduti invece nell'aula di ginnastica correttiva.
X.Y.1 da parte sua confermava "al cento per cento bagno, tremila per cento" che si trattava del bagno dei docenti (trascrizione Al 209 pag. 10). Si ricordava inoltre anche di un episodio accaduto nell'aula di ginnastica correttiva dove AP 1 era accovacciato sui tappetini (trascrizione Al 209 pag. 10).
5.1.6 Nel verbale d'interrogatorio finale del 27.12.2012 la PP ha contestato a AP 1 gli atti di abuso commessi su X.Y.1 così come imputati nell'atto d'accusa. AP 1 non ha contestato i fatti, precisando tuttavia ancora una volta che "l'unica cosa che non ricordo ma non lo escludo, di aver masturbato X.Y.1 nel bagno dei docenti"' (VI 27.12.2012, pag. 15).
5.1.7 Al dibattimento AP 1 ha riconosciuto di aver commesso su X.Y.1 gli atti di abuso descritti al punto 1.1 dell'atto d'accusa, ribadendo che "non ricordo di aver abusato del bambino nel bagno dei docenti, ma mi attengo al ricordo del ragazzo" (verbale d'interrogatorio dell'imputato, all. 1 al verbale dibattimentale, pag. 3). Ha inoltre ammesso che chiudeva la porta del bagno dei docenti a chiave (pag. 4) e ha implicitamente confermato il particolare della vasellina che metteva sul pene del bambino, dichiarando che il tubetto di vasellina sequestrato presso la sua abitazione poteva essere della stessa marca di quello che aveva utilizzato con X.Y.1 (verbale d'interrogatorio dell'imputato, all. 1 al verbale dibattimentale, pag. 16).
5.1.8 In definitiva si ha che AP 1 ha in sostanza ammesso gli atti d'abuso perpetrati nel corso dell'anno scolastico 1998/1999 su X.Y.1 descritti al punto 1.1 dell'atto d'accusa, che sono stati confermati dalla Corte, compresi gli episodi avvenuti nel bagno dei docenti siccome la vittima - senz'altro più credibile dell'imputato - si è sempre dichiarata assolutamente certa di questo luogo in cui veniva sistematicamente condotta dal maestro e considerato infine che al dibattimento l'imputato si è rimesso al ricordo dell'allievo.
5.2 X.Y.2
5.2.1 X.Y.2 (14.01.1990), all'epoca dei fatti soprannominato da AP 1 “……..” (diminutivo del nome di battesimo) per il fatto di essere minuto, più piccolo di statura per rapporto ai suoi compagni, è stato allievo di AP 1 negli anni scolastici 1999/2000 e 2000/2001, in quarta e quinta elementare (AI 185, all. 10). Si tratta della classe avuta da AP 1 dopo quella di X.Y.1.
X.Y.2 si è presentato in Polizia il 3 ottobre 2012. In tale occasione ha dichiarato di essere stato vittima di AP 1 ma di non sentirsela di ufficializzare le sue dichiarazioni (rapporto di segnalazione del 6.11.2012, Al 154).
X.Y.2 non si è costituito accusatore privato e non ha preso parte al procedimento penale.
5.2.2 II 24 luglio 2012, nel corso del verbale di interrogatorio, la PP chiedeva a AP 1 chi fosse "……..“ (diminutivo del nome di battesimo di X.Y.2) e questo poiché tra i filmati pornografici rinvenuti sui suoi hard disk, ve ne erano alcuni che menzionavano nel titolo questo nome.
Va, a questo proposito, fatto un inciso. Già si è accennato al fatto che in occasione delle perquisizioni effettuate presso il domicilio dell'imputato, gli inquirenti hanno rinvenuto, salvati su hard disk e CD, innumerevoli files video e immagini pornografiche (cfr. rapporto di esecuzione del 26.7.2012, Al 185, all. 97). L'inchiesta ha permesso di accertare che molti di questi video erano stati intitolati da AP 1 con i nomi dei suoi allievi, in particolare delle sue vittime. Più precisamente, 2 video pornografici menzionavano il nome di battesimo di X.Y.2 ("... FILMA MAMMA 1"; "... FILMA MAMMA 2"), 2 video erano intitolati con il nome di battesimo di X.Y.6, 83 video menzionavano il nome di battesimo di X.Y.9 ("BAGASCIA PER ..."; "VULVA PER ..."; "DEBUTTO PER ..."; "TRA MASCHI PER ..."; ecc.), 3 video menzionavano il nome di battesimo di X.Y.11 ("CUGINO DI ... 1"; "CUGINO DI …”; "FIGA APERTA PER ... 1"), 266 video menzionavano il nome di battesimo di X.Y.5 ("... INCULATO"; "DONNINA DI ..."; "EDUCAZ SESSUALE ... MAX 1"; "... FILMA SBORRA IN FIGA"; "PAPA INCULA ..."; "... FILMA COMPAGNI"; ecc.), 14 video menzionavano il nome di battesimo di X.Y.9 ("PAPA DEL ... CIUCIA"; "GENITORI DI ...", ecc.), 256 video menzionavano il nome di battesimo di X.Y.7 (BAGASCIA PER … 1”; “...SCOPA 1”; “PERLA PER…”; DELIZIE ANALI PER …”; “INCULATO 1”, ecc.), 352 video menzionavano il nome di battesimo di X.Y.12 ("PIACERE PER ..."; "MAMMA DI ... AL LAVORO"; "... FILMA FIGA MAMMA 1"; "... CON AMICO 1"; ecc.) e 8 video menzionavano il nome di battesimo di X.Y.3 ("GENITORI ..."). Altri filmati pornografici recavano titoli assolutamente inquietanti quali "MAESTRO ALLIEVO 1", "MAESTRO DI SESSO", "MAESTRO INCULA ALLIEVI MASSIMO 1", "SCUOLA MONTANA 1", "DOCCE SCUOLA MONTANA 1" e "GIOCHI A _______" (cfr. Al 134).
Al riguardo, AP 1 ha insistentemente dichiarato che questi filmati erano totalmente slegati dalla realtà. Ha dichiarato che il fatto di intitolare i video pornografici con i nomi dei suoi allievi o richiamando situazioni scolastiche, era un fatto puramente casuale: metteva un titolo a ciò che vedeva nel film attingendo dal serbatoio quotidiano, senza con ciò voler rievocare situazioni realmente accadute (VI 05.12.2012, pag. 15; VI 27.12.2012, pag. 9). Anche in aula ha ripetuto la stessa giustificazione precisando di aver continuato a masturbarsi a casa guardando questi filmati pornografici anche dopo aver iniziato ad abusare dei suoi allievi, ma che "non pensavo agli atti commessi a scuola" (verbale d'interrogatorio dell'imputato, all. 1 al verbale dibattimentale, pag. 13).
La Corte ha preso atto delle dichiarazioni di AP 1 nutrendo tuttavia qualche perplessità sulle spiegazioni da lui fornite, ritenendo quantomeno pretestuoso che i filmati pornografici così intitolati non abbiano avuto alcuna attinenza con il suo comportamento nei confronti degli allievi abusati.
5.2.3 Tornando a X.Y.2, AP 1, che ricordava bene l'allievo, dichiarava alla PP di non avergli mai mostrato filmini pornografici (VI AP 1 24.7.2012, pag. 7).
Nel corso dell'interrogatorio dell'8 ottobre 2012, quando la PP gli chiedeva cosa fosse successo con X.Y.2, AP 1 - dopo qualche incertezza - ammetteva di aver abusato anche di lui:
“ La verbalizzante mi chiede cosa é successo con X.Y.2.
R. (il verbalizzato non risponde)
La verbalizzante mi chiede se "__________ anche lui" ed io rispondo di sì, __________ anche lui. Mi ricordo di avergli fatto vedere una cassetta VHS pornografica nella sala multiuso. Non mi ricordo i dettagli, ci sono stati toccamenti...
La verbalizzante mi chiede come sono stati questi toccamenti.
R. riflettendoci, penso ci sia stata anche una penetrazione, è un ricordo molto vago. Non so se gli ho detto di salire in camera, dopo che gli avevo mostrato il video, la stessa sera o la sera successiva.
La verbalizzante mi chiede se gli dico di salire in camera o se invece lo vado a svegliare e lo vado a prendere.
R. sono sicuro di averglielo chiesto. Non avendo detto niente sul film visto in sala multiuso ho pensato che sarebbe venuto anche in camera. Quando è venuto in camera era sera. Non ricordo i preamboli, non ricordo i dettagli, l'ho comunque penetrato ed, anche con lui, non sono riuscito a penetrarlo totalmente. Mi ricordo che lo avevo fatto sdraiare sul letto, non l'ho toccato prima di penetrarlo perché era molto piccolo, mi dava fastidio toccargli il pene. Mi ricordo che dopo la penetrazione si è alzato ed è andato, non c'è stato un dialogo.
ADR che non ho eiaculato dopo questo rapporto, e neppure mi sono masturbato
[...]
Ora che mi ricordo mi sono fatto toccare da lui, a __________, quando è salito in camera mia.
Meglio detto, gli ho detto di toccarmi ma lui si è rifiutato."
(VI AP 1 8.10.2012, pag. 3)
L'imputato ammetteva inoltre di aver mostrato anche a X.Y.2, in classe, durante la ricreazione, delle riviste pornografiche (VI 8.10.2012, pag. 3).
5.2.4 In aggiunta a questi fatti, nel corso del successivo interrogatorio AP 1 ammetteva che "effettivamente con X.Y.2 oltre che la penetrazione l'ho masturbato in classe mentre guardava le fotografie in classe. Con l'ho masturbato intendo dire che gli ho preso il pene con le mani, togliendolo dalla cerniera e poi l'ho masturbato. Questo è successo una volta" (VI 16.10.2012, pag. 14).
5.2.5 Ma è solo in occasione dell'interrogatorio dinanzi alla PP del 14.12.2012 che AP 1 ammette definitivamente quanto commesso con l'allievo, dichiarando che:
“ Con X.Y.2 ho iniziato a fargli vedere le riviste alla cattedra. Mi ricordo che aprivo il cassetto, mentre lui guardava le riviste gli estraevo il pene dai pantaloni e poi lo masturbavo. Questo sarà successo a partire dalla seconda metà dell'anno, almeno 5 volte. Mi ricordo poi che siamo andati a __________, se non sbaglio era già primavera.
La verbalizzante mi fa prendere atto che a __________ sono salito il 23/27 ottobre 2000 e il 11 - 15 dicembre 2000.
Effettivamente allora vi è stata prima la scuola montana, a dicembre, il mio primo approccio sessuale con X.Y.2 si è verificato pertanto in tale occasione e successivamente sono seguite le masturbazioni in classe. A __________ ho quindi mostrato a X.Y.2 nella sala multiuso/palestra una videocassetta pornografica. Non rammento ora se la stessa sera ho detto a X.Y.2 di salire in camera o questo è successo la sera dopo. In camera, come già spiegato, X.Y.2 si è rifiutato di toccarmi. Non posso escludere di averlo masturbato io. Preciso che ho fatto spogliare X.Y.2 una volta arrivato in camera. Gli ho detto di mettersi sul letto sdraiato a pancia in giù dove poi l'ho penetrato. Preciso che non sono mai riuscito a fare delle penetrazioni complete per la paura di essere sorpreso e anche per le mie difficoltà di erezione. Preciso che avevo rotto le sue resistenze assicurandolo che non gli avrei fatto male, non ricordo esattamente cosa gli ho detto, sicuramente l'ho tranquillizzato però non ricordo più le parole esatte. La sera successiva l'ho poi condotto nella sala multiuso dove gli ho poi mostrato un video pornografico l'ho parimenti toccato sia sopra i vestiti che poi sotto i vestiti.
ADR che X.Y.2 era in pigiama. Non ricordo più se gli avevo abbassato i pantaloni del pigiama o se gli ho messo la mano dentro i pantaloni del pigiama.
ADR che prima di portarlo nel locale multiuso in entrambe le volte mi ero recato nella stanza dove dormiva e gli ho detto di seguirmi. Preciso che gli altri bambini dormivano. E anche però possibile che io abbia preso X.Y.2 quando è uscito per recarsi in bagno e io ero ancora nell'atrio nell'attesa che tutti dormissero.
ADR che dopo __________, come spiegato, ho iniziato a masturbarlo in classe. Mi sembra di avergli anche mostrato un video pornografico nella sala di musica."
(VI AP 1 14.12.2012, pagg. 3-4)
Oltre a questi abusi, come vedremo in seguito, AP 1 in un'occasione ha fatto assistere X.Y.2 mentre praticava la masturbazione ad un suo compagno di classe, X.Y.4 (cfr. punti 5.3 e 5.4).
5.2.6 AP 1 pertanto ha ammesso in sede d'inchiesta gli abusi descritti al punto 1.2 dell'atto d'accusa (cfr. VI AP 1 27.12.2012, pag. 17) compiuti nel corso dell'anno scolastico 2000/2001 su X.Y.2, e li ha confermati nuovamente in sede di dibattimento (verbale d'interrogatorio dell'imputato, all. 1 al verbale del dibattimento, pag. 4).
La Corte, in assenza delle dichiarazioni di X.Y.2 in merito agli abusi che dinanzi alla Polizia ha comunque confermato di essere stato vittima di AP 1 - ha fondato i suoi accertamenti sulle dichiarazioni dell'imputato, che ha ritenuto oltretutto in linea con quanto da lui commesso in danno di altri allievi, ugualmente penetrati a __________ nel corso della scuola montana ed ugualmente confrontati dal maestro con la visione di riviste pornografiche in classe e con la masturbazione ed ha pertanto confermato l’imputazione degli abusi descritti al punto 1.2 dell’atto d’accusa.
5.3 X.Y.3
5.3.1 Nella medesima classe di X.Y.2, in quinta, nell'anno scolastico 2000/2001 (AI 185, all. 10), giungeva X.Y.3 (01.05.1989). In occasione dell'interrogatorio del 20 luglio 2012 la Polizia chiedeva a AP 1 chi fosse X.Y.3, nome che compariva nel titolo di alcuni filmati pornografici rinvenuti nel PC dell'imputato. Lo stesso dichiarava che si trattava di un suo allievo, ma che con lui "non è mai successo niente" (VI 20.7.2012, pag. 8).
Nel corso del successivo interrogatorio del 24 luglio 2012, la PP chiedeva nuovamente a AP 1 di parlare di X.Y.3 e lo stesso dichiarava che "ricordo solo che era un bambino rumeno, non mi sembra avesse bisogno di aiuti" (VI 24.7.2012, pag. 5).
5.3.2 In data 12 ottobre 2012 veniva ascoltato X.Y.3, ventitreenne, il quale riferiva di aver subito abusi da parte di AP 1:
“ Quando mi è stato spiegato che AP 1 è imputato di abusi sessuali, mi sono ricordato che qualcosa era successo anche con me. In particolare mi ricordo di due avvenimenti.
Il primo coinvolge anche un mio amico, che ricordo chiamarsi X.Y.4, non ricordo il cognome. Ricordo che il maestro aveva chiamato X.Y.4 e me in palestra, non mi ricordo se eravamo in pausa a ricreazione. Mi ricordo comunque che X.Y.4 e io eravamo andati proprio all'interno della palestra (dove si mettono i palloni e i tappetoni, non so come si dice quel posto) e AP 1 aveva iniziato a toccare X.Y.4 e a parlargli non ricordo di cosa. Però gli diceva "vieni qua", non so, non ricordo. Però ricordo che lo toccava e ha cercato di toccare anche me.
[...]. Non è più successo nulla fino a quando, un giorno, mi ha chiamato in aula di visiva, da solo. L'aula era vuota. Ricordo che sono andato e che lui voleva che gli toccassi i suoi genitali, per non essere volgari. Mi ha afferrato la mano e voleva che gli toccassi i suoi genitali. lo sono rimasto lì, perplesso, scioccato. Saranno stati dieci secondi, ma per me erano un'eternità. [...].
Poi, successivamente, mi ha chiesto di andare a casa sua. Non mi ricordo esattamente cosa mi aveva detto, ma mi aveva invitato ad andare a casa sua. lo gli ho risposto di no e sono andato via."
(VI X.Y.3 12.10.2012, pag. 4)
Precisava che in palestra AP 1 aveva "toccato il culo di X.Y.4, rispettivamente le spalle" (Vi 12.10.2012, pag. 5) e che in classe, alla sua scrivania, AP 1 mostrava a lui e a X.Y.4 i giornaletti pornografici (VI 12.10.2012, pag. 6).
Come vedremo meglio in seguito, X.Y.4 risulterà essere X.Y.4, un compagno di classe di X.Y.2 e di X.Y.3 (cfr. punto 5.4).
5.3.3. In occasione dell’interrogatorio del 16 ottobre 2012, quando all’inizio del verbale viene chiesto all’imputato se aveva dichiarazioni spontanee da fare, AP 1 - che con ogni probabilità sapeva che nel frattempo X.Y.3 era stato interrogato, anche se il suo difensore non aveva preso parte all'interrogatorio - ammetteva "sin da subito che vi sono 2 nomi che non ho fatto: V.V. e X.Y.3" (VI 16.10.2012, pag. 1).
All'interrogante che gli chiedeva di riferire cosa fosse accaduto con X.Y.3, AP 1 ammetteva di averlo portato, in due o tre occasioni, presso la propria abitazione dove gli aveva mostrato dei film pornografici e lo aveva masturbato:
“ […] Siccome aveva un anno in più degli altri, gli avevo chiesto se era interessato a venire a casa mia a vedere dei film, e questo sempre dopo scuola. Anche a lui mostravo circa 15 minuti di film, si trattava di scene pornografiche uomo donna con scene praticamente di penetrazioni vaginali. A differenza che con V.V. tuttavia con X.Y.3 è successo anche qualcosa di sessuale. Preciso che nel mentre lui guardava questi film io lo masturbavo. Non saprei dire se avevo aperto io la cerniera dei pantaloni o avevo detto lui di aprirla; gli ho quindi estratto il pene ed ho iniziato a masturbarlo.
ADR che l'avrò masturbato per circa 2 o 3 minuti, non per tutto il film. X.Y.3 non diceva nulla, guardava le immagini.
ADR che X.Y.3 è venuto a casa mia 2 o 3 volte e tutte le volte è successo che io l'ho masturbato."
(VI AP 1 16.10.2012, pagg. 5-6)
Confrontato con le dichiarazioni di X.Y.3 prospettategli dalla PP, AP 1 - dopo averlo negato - ammetteva anche di avergli mostrato, in classe, delle foto di donne nude (VI 16.10.2012, pag. 6).
In merito all'episodio della palestra riferito da X.Y.3, i ricordi dell'imputato erano invece ancora molto confusi (cfr. VI 16.10.2 012, pagg. 6-7).
L'imputato faceva molta fatica anche a ricordare l'episodio, riferito da X.Y.3, che ne era rimasto scioccato, in cui il maestro gli aveva preso la mano mettendola sul suo pene:
"La verbalizzante mi chiede quindi, oltre che in palestra, oltre che in aula, cosa altro è successo con X.Y.4.
R. oltre a questi episodi non ricordo altro. Escludo che ci sia stato qualcosa d'altro.
La verbalizzante mi chiede se ho mai preso o ho mai cercato di prendere la mano di X.Y.3 per farmi toccare il pene a scuola.
R. credo di sì. Mi ricordo che in un'occasione, dovevo forse fare delle fotocopie, mi sono fatto accompagnare da lui nel locale adiacente all'aula dove c'era la macchina fotocopiatrice, gli ho preso la mano e l'ho messa sul mio pene. Preciso che indossavo i pantaloni e non avevo aperto la cerniera. In un primo momento lui ha tolto la mano, non mi ricordo se io l’ho ripresa e gliel’ho rimessa sopra il mio pene. Non mi sono fatto masturbare. Questo fatto è avvenuto nello stesso periodo in cui X.Y.3 veniva a casa mia.”
(VI AP 1 16.10.2012, pag. 8)
Rispondendo alla PP, AP 1 ipotizzava che il motivo per il quale X.Y.3 non aveva riferito di quanto accaduto presso il suo domicilio era dovuto a "forse vergogna, forse ha voluto dimenticare" (VI 16.10.2012, pag. 8).
5.3.4 X.Y.3 veniva quindi riascoltato. In occasione di questo secondo verbale, con grande difficoltà e sofferenza - come traspare chiaramente dalla lettura del verbale - X.Y.3, preso atto delle dichiarazioni di AP 1, ha pian piano e con difficoltà ricordato di essere stato a casa del maestro dove aveva subìto degli abusi:
“ Per rispondere alle domande di chi mi interroga, preciso che non ho mai visto film pornografici alla televisione con AP 1.
L'agente interrogante mi dice che AP 1, durante l'interrogatorio del 16 ottobre 2012, ha sostanzialmente confermato quanto io ho dichiarato durante il mio precedente interrogatorio. Ha ammesso inoltre che lui mi ha mostrato film pornografici a casa sua e che mentre io guardavo i film lui mi masturbava. Mi viene chiesto cosa ho da dire in merito e io rispondo che è molto scioccante questa cosa per me... non so che dire.
N. d. v.: il teste fa silenzio
Per rispondere alle domande di chi mi interroga, posso dire che il mio è un silenzio di preoccupazione e di riflessione. Qualcosa sta arrivando alla mia memoria.
N. d. v. il teste fa silenzio
Mi ha offerto anche dei soldi. Adesso ricordo. Mi ricordo che sono andato a casa sua. Entravi e c'era il como' grande, si mi ricordo. Credo che era quasi la fine della quinta elementare. Sì, mi ricordo, siamo andati, qua entravi e qua c'era il salotto [N. d. v.: ll teste indica con le mani]. Non ricordo cosa mi ha fatto vedere, però ricordo che mi ha preso il pisello in bocca, questo sì. E dopo mi ha offerto anche dei soldi. Ricordo che sul como' grande, aveva il borsellino. Ma io solo una volta sono andato a casa sua, non sono andato più volte.
Ore 14:31: l'interrogatorio viene sospeso; il teste chiede di poter fumare.
Ore 14:52: l'interrogatorio viene ripreso.
Me la sento di continuare.
Chi mi interroga mi chiede se ho altro da aggiungere al mio racconto di poc’anzi e rispondo che non ho altro da dire.
Per rispondere alle domande dell’interrogante, posso dire che sono d’accordo di rispondere alle domande per chiarire i dettagli dei fatti.
[...]
L’agente interrogante mi chiede di raccontare ogni dettaglio che ricordo, rispetto all'avvenimento che ho raccontato. Da parte mia preciso che io non so, appunto. Quando lei mi ha detto che il signor AP 1 ha raccontato di questa cosa, a me è venuto in mente, come prima cosa, che lui mi ha offerto i soldi. Non ricordo come sono arrivato, come sono entrato in casa, ma ricordo che mi ha masturbato, che mi ha fatto vedere questo video, ricordo com'erano le stanze. Cioè, mi si è aperta una finestra. La ricordo così.
Per rispondere alle domande dell'interrogante, che mi chiede cosa ricordo degli atti sessuali che AP 1 ha messo in atto nei miei confronti, posso dire che non ricordo con esattezza. Ricordo che eravamo seduti, ha messo questo video. Dopo ricordo che ha preso il coso in bocca... altro non ricordo, non mi ricordo che ha fatto altro.
Per rispondere alle domande dell'interrogante, posso dire che io ricordo che questa cosa é successa una volta sola. Non so, come ho detto prima, se è successo più volte, ma io ricordo che è successo una volta sola. Altro non ricordo che ha fatto. Se vuole sapere se me lo ha messo da dietro, no, non mi ricordo che lo ha fatto.
[...]
L'interrogante mi spiega che AP 1, durante il suo interrogatorio, ha spiegato che questi fatti sarebbero avvenuti due o tre volte. Da parte mia dico che ricordo una volta sola a casa, come ho raccontato. Non ricordo altre volte che sono stato a casa sua."
(VI X.Y.3 20.11.2012, pagg. 4-6)
5.3.5 Interrogato il 5 dicembre 2012, AP 1 confermava che "in un'occasione vi è stato anche un coito orale. Mi sembra che sia stato lui a farlo a me, non mi ricordo se anche io l'ho fatto a lui. So che questo è accaduto una volta sola perché dopo lui non ha più voluto" (V15.12.2012, pag. 11).
Riferiva inoltre di aver ricompensato X.Y.3, le tre volte che lo stesso era stato a casa sua, dopo averne abusato, dandogli, come gli aveva promesso, ogni volta fr. 20.- (VI 05.12.2012, pag. 12-13).
Nel prosieguo del verbale l'imputato negava - come ha continuato a fare anche successivamente - che quando era stato sorpreso dalla docente __________, in classe, al buio, con un ex-allievo che, a detta della teste, frequentava la prima media a __________ (cfr. verbale 05.12.2012 pag. 14) si trattava di un'occasione di abuso. AP 1 ha spiegato che non era un ex-allievo ma X.Y.3 e che in quell'occasione la lezione era finita e X.Y.3 era ancora in aula perché stava preparando la cartella e si era avvicinato a lui che era al computer al tavolo in fondo alla classe, chiedendogli di vedere i cartoni di Dragon Ball. Riferiva che c’era stata una discussione ed in quel momento era entrata la docente __________. Ha affermato quindi che con X.Y.3 in quell'occasione "non era successo niente" (cfr. verbale 05.12.2012 pag. 15), anche se aveva poi ringraziato la collega. Anche al dibattimento ha ripetuto la stessa cosa ammettendo di non aver tenuto comunque conto di questo segnale che doveva suonare come un "campanello d'allarme" (verbale d'interrogatorio dell'imputato, all. 1 al verbale del dibattimento, pag. 5).
5.3.6 In occasione dell'interrogatorio del 18 dicembre 2012, AP 1 indicava che gli approcci con X.Y.3 erano iniziati a scuola, dove in tre o quattro occasioni aveva chiesto a X.Y.3 di accompagnarlo nel locale fotocopie e dove "prendevo la sua mano, la mettevo nella mia tasca. Una volta che lui aveva la mano nella mia tasca gliela indirizzavo verso