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Bundesverwaltungsgericht 24.10.2011 D-5702/2011

24. Oktober 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,298 Wörter·~6 min·2

Zusammenfassung

Asilo (non entrata nel merito / assenza di documenti) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 7 ottobre 2011

Volltext

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­5702/2011 Sen tenza   d e l   2 4   ottobre   2011 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  con l'approvazione del giudice Daniel Willisegger;  cancelliere Bruno D'Amaro. Parti A._______, nato il (…), Algeria,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 7 ottobre 2011 / N […].

D­5702/2011 Pagina 2 Visti: la domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato in data 19 agosto 2011 in  Svizzera; il documento che l'Ufficio  federale della migrazione (UFM) ha rimesso al  richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento circa  la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua  istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la comminatoria che, in  caso di mancata consegna e  in assenza di motivi scusabili, non si entra  nel merito della sua domanda d'asilo; i  verbali  d'audizione  del  1° settembre 2011  (di  seguito:  verbale  1)  e  del  7 ottobre 2011 (di seguito: verbale 2); il  verbale  di  decisione  dell'UFM  del  7  ottobre  2011,  notificata  all'interessato lo stesso giorno (cfr. risultanze processuali); il  ricorso  inoltrato  il  14 ottobre 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data d'entrata 17 ottobre 2011); gli  atti  dell'UFM  pervenuti  al  Tribunale  amministrativo  federale  in  data  17 ottobre 2011; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;  e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art. 32  LTAF,  il  Tribunale  amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF, 

D­5702/2011 Pagina 3 giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5  PA  prese  dalle  autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;  che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art.  48  cpv.  1  lett.  a  –  c  PA)  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in procedura semplificata  (art. 111a LAsi) dal giudice unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo  giudice  (art.  111  lett.  e  LAsi)  e  la  decisione è motivata solo sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio di scritti; che  il  modo  di  procedere  che  consiste  nel  non  separare  i  verbali  di  audizione e di decisione va ammesso (DTAF 2010/3 consid. 3); che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo,  l'interessato  ha  dichiarato  ­  dopo  avere  smentito  la  cittadinanza  siriana  dapprima dichiarata sul foglio dati personali ­ di essere cittadino algerino  (cfr.  verbale  1,  pag.  1)  con  ultimo  domicilio  a  B._______  (con  i  nonni/madre) e soggiorni prima di giungere in Svizzera a C._______ (con  il  padre)  e  dopo  essere  partito  dall'Algeria  (dopo  il  2005)  in  Tunisia,  Turchia,  Grecia  e  Italia  (cfr. verbale 1, pag. 2);  che,  in  sostanza  e  per  quanto  qui  di  rilievo,  egli  ha  raccontato  che  avrebbe lasciato l'Algeria, nel (…) perché nel suo Paese d'origine non ci  sarebbe il lavoro e inoltre nel suo Paese non avrebbe nessuno, visto che i  suoi  genitori  si  sarebbero  divorziati  e  suo  padre  si  sarebbe  risposato  (cfr. verbale 1, pag. 3); 

D­5702/2011 Pagina 4 che  inoltre  egli  non  avrebbe  svolto  il  servizio  di  leva  in  Algeria ed a causa di ció avrebbe avuto problemi con le autorità algerine;  che poi, tra l'altro, il servizio di leva in Algeria non l'avrebbe prestato, per  via della presenza nella regione di sua madre dei tanti terroristi dai quali  gli  algerini  sarebbero,  immediatamente dopo  la  chiamata per prestare  il  servizio di leva, avvertiti di non andare a svolgerlo (cfr. verbale 1, pag. 4); che, nella decisione  impugnata,  l'UFM ha considerato, da un  lato, che  il  richiedente non ha consegnato alle autorità competenti  in materia d'asilo  alcun  documento  d'identità  o  di  viaggio  o  comunque  suscettibile  di  identificarlo; che, dall'altro lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle  eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  nonché  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento verso l'Algeria siccome lecita, esigibile e possibile; che nel ricorso, l'insorgente ha ribadito quanto già dichiarato in occasione  delle audizioni, sostenendo di aver fornito motivi scusabili che spiegano la  mancata consegna di un documento d'identità e che la sua vita in Algeria  per via dei terroristi sarebbe in grave pericolo; che,  in  conclusione,  egli  ha  chiesto  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo  e,  in  subordine,  se  non  gli  si  accordasse  l'asilo  di  essere  ammesso  provvisoriamente  in  Svizzera;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'esenzione dal versamento anticipato delle presunte spese processuali; che,  giusta  l'art.  32  cpv.  3  LAsi,  il  cpv.  2  lett.  a  non  si  applica  se  il  richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per  motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla presentazione della domanda  (lett.  a),  se  la qualità di  rifugiato del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art.  3  e  all'art. 7 LAsi (lett. b), o se  l'audizione rileva che sono necessari ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in  particolare  della  sua 

D­5702/2011 Pagina 5 cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di  particolari  formalità  amministrative;  che  non  lo  sono,  per  contro,  quelli  emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale,  il  certificato di  nascita,  la  carta  scolastica o  l'attestato  di  fine degli  studi  (cfr. DTAF 2007/7 consid. 5 e 6); che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente,  a  distanza  di  due  mesi  dalla  presentazione  della  domanda  d'asilo,  non  ha  esibito  alcun  documento  che adempia i citati criteri; che, per di più, egli in merito al possesso di un documento d'identità nella  prima audizione del 1° settembre 2011 in primis ha asserito che sia il suo  passaporto  che  la  sua  carta  d'identità  si  troverebbero  a  casa  di  sua  madre in Algeria (cfr. verbale 1, pag. 4) per poi dichiarare nella seconda  audizione  del  7 ottobre 2011  che  sarebbe  stato  in  possesso  di  detti  documenti  d'identità,  che  però  avrebbe  buttato  via  durante  il  suo  soggiorno in Turchia sia la carta d'identità che il passaporto come anche  la patente di guida (cfr. verbale 2, pag. 2); che egli, per quanto riguarda il  possesso  di  documenti,  avrebbe  mentito  durante  la  prima  audizione  perché  avrebbe  ignorato  le  leggi  della Svizzera  e  avrebbe  detto  il  falso  per  evitare  problemi  rispettivamente  per  il  timore  di  essere  rinviato  in  Turchia (cfr. verbale 2, pagg. 2 seg.); che, inoltre, egli non avrebbe potuto  fare niente per  far pervenire dei documenti non avendo nessun contatto  con la sua famiglia (cfr. verbale 2, pag. 2);  che, oltre ciò, interrogato sul proprio viaggio d'espatrio, egli ha raccontato  di essere partito nel 2007  in macchina dall'Algeria per D._______, dove  avrebbe  vissuto  tre  mesi,  che  poi  sarebbe  arrivato  con  l'aereo  a  E._______,  giungendo  poi  a  F._______,  sempre  in  Turchia,  dove  sarebbe rimasto circa un mese; che poi sarebbe arrivato in Grecia, prima  a  G._______,  dove  sarebbe  stato  fermato  dalle  autorità  greche  che  l'avrebbero rinviato a H._______, Egitto; che però le autorità egiziane non  l'avrebbero  fatto  entrare  nel  loro  territorio  e  che  dunque  sarebbe  stato  rinviato  con  un  volo  di  nuovo  in  Grecia,  a  I._______,  dove  avrebbe  vissuto  circa  due  anni  in  una  casa  abbandonata  e  dove  sarebbe  stato  detenuto in prigione per sei mesi; che dopo il rilascio avrebbe vissuto per  cinque  mesi  a  L._______  (Grecia)  e  altri  cinque  mesi  a  M._______  (Grecia) e che poi nel luglio del 2011, nascondendosi in un TIR, sarebbe  giunto fino a N._______ (Italia) e poi in treno a O._______, giungendo in  fine,  sempre  in  treno,  in  Svizzera  a  P._______  (cfr.  verbale  1,  pagg.  6  seg.);

D­5702/2011 Pagina 6 che  non  avrebbe  depositato  ulteriori  domande  d'asilo  nei  paesi  dove  avrebbe soggiornato salvo  in Svizzera;  tra  l'altro né  in Grecia, perché  lì  non c'era lavoro come nemmeno in Italia, dove non gli sarebbe neanche  venuto in mente di chiedere l'asilo e dove non avrebbe mai avuto contatti  con le autorità locali le quali non avrebbero preso le sue impronte digitali  (cfr. verbale 1, pag. 7); che  alla  luce  di  quanto  esposto,  il  racconto  del  ricorrente  risulta  inverosimile  e  vi  è  ragione  di  concludere  che  egli  stia  dissimulando  i  propri documenti per i bisogni di causa; che,  inoltre,  il  ricorrente  non  appare  avere  addotto  in  sede  di  ricorso,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  che  sembrino  suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui  all'impugnata decisione  (di non entrata nel merito della domanda d'asilo  giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi); che,  pertanto,  non  avendo  né  esibito  alcun  documento  d'identità,  né  fornito una valida giustificazione per  la mancata produzione degli stessi,  l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3  lett. a LAsi a  favore dell'insorgente  non è applicabile; che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in  applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  in  base  agli  art.  3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione  è  accertata  la  qualità  di  rifugiato del richiedente; che  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  legislatore  ha  introdotto  con  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  nonché  cpv.  3  LAsi  una  procedura  sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno  della  qualità  di  rifugiato,  nonostante  che  la  stessa  termini  con  una  decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interno  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5); che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato  dall'Algeria  per  motivi  di  lavoro  e  temendo  per  la  sua  vita  poiché  non  avrebbe prestato il servizio di leva;

D­5702/2011 Pagina 7 che,  come  rettamente  evidenziato  dall'autorità  inferiore,  le  allegazioni  secondo le quali l'insorgente avrebbe dei problemi con i terroristi e con le  autorità algerine derivanti dal mancato servizio di leva, non sono credibili,  allegazioni che peraltro il ricorrente le fa valere solamente nella seconda  audizione del 7 ottobre 2011;  che, infatti, la vicenda circa la convocazione al servizio di leva raccontata  dall'insorgente,  connessa  con  le  affermazioni  contraddittorie  riguardante  le  date  e  le  diverse  circostanze  dell'espatrio  dall'Algeria  (cfr.  verbale  2,  pag.  5),  risulta  molto  vaga  e  non  presenta  alcun  elemento  di  verosimiglianza,  in modo che non è credibile che  l'insorgente sia dovuto  scappare  dal  suo  Paese  d'origine  per  via  dei  tanti  terroristi  che  si  troverebbero nella regione della madre e i quali intimidirebbero gli algerini  a non prestare il servizio di leva; che,  visto  quanto  sopra  e  gli  elementi  già  ritenuti  nella  decisione  impugnata, con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, i motivi d'asilo resi  dal ricorrente a sostegno della sua domanda d'asilo risultano inverosimili; che, di  conseguenza, non appaiono elementi  ai  sensi dell'art.  32 cpv. 3  lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti ai fini della  determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente; che  inoltre non appaiono necessarie misure di  istruzione complementari  ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione  dell'allontanamento del ricorrente (cfr. DTAF 2009/50 consid. 8); che dalle carte processuali non sembrano nemmeno emergere dei motivi  per  ritenere  che  il  ricorrente  possa  essere  esposto  in  patria  a  seri  pregiudizi  ai  sensi  dell'art.  3  LAsi  o  a  trattamenti  vietati  dall'art.  3  della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali del 4 novembre 1950  (CEDU, RS 0.101) o dall'art. 3 della  Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani  o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è entrato  nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione impugnata va confermata;

D­5702/2011 Pagina 8 che  l'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 agosto 1999  (OAsi 1,  RS 142.311, DTAF 2009/50 consid. 9); che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolata  all'art.  83  LStr  giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art.  83  cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile  (art. 83 cpv. 4 LStr); che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come  detto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art.  83  cpv.  3  LStr); che,  inoltre,  notoriamente,  la  situazione  vigente  in  Algeria  non  risulta  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio  nazionale; che,  quanto  alla  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  è  giovane,  celibe, non ha figli e possiede una discreta formazione scolastica, poiché  ha  terminato  la  scuola  elementare;  che,  inoltre,  ha  una  modesta  esperienza  professionale  avendo  lavorato  in Grecia  nel  settore  agricolo  (cfr. verbale 1, pag. 3); che egli ha una rete sociale in patria, costituita, a  suo dire, da suo padre il quale vive a C._______, da sua madre la quale  vive  divorziata  dal  marito  con  i  genitori  rispettivamente  con  i  nonni  dell'insorgente ad B._______, da un fratello il quale vive a C._______, da  un altro  fratello  ed una  sorella  i  quali  vivono ad B._______ e  inoltre da  suo  zio materno  il  quale  vive  in Tunisia  (cfr.  verbale  1,  pagg.  3  seg.)  e  avrebbe  sostenuto  principalmente  l'insorgente  visto  che,  da  parte  dei  genitori  e  dei  nonni,  il  contributo  per  il  sostentamento  sarebbe  stato  minore (cfr. verbale 2, pag. 3); che  l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr.  sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera di ricorso  in materia d'asilo  [GICRA] 2003 n. 24), senza che da  un  esame d'ufficio  degli  atti  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  in  Svizzera per motivi medici;

D­5702/2011 Pagina 9 che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'autore  del  gravame  nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e  art. 83 cpv. 4 LStr); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art.  83  cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio;  che  l'esecuzione  dell'allontanamento è dunque pure possibile; che,  per  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità  inferiore confermata; che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato  il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento;  l'autorità di prime cure non ha accertato  in modo inesatto o  incompleto  i  fatti  giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata  (art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto; che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presunte  spese processuali è divenuta priva d'oggetto; che,  visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  di  CHF  600.–,  che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  presente  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83  lett.  d  LTF); che la pronuncia è quindi definitiva.

D­5702/2011 Pagina 10 (dispositivo alla pagina seguente)

D­5702/2011 Pagina 11 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente decisione. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Bruno D'Amaro Data di spedizione:

D-5702/2011 — Bundesverwaltungsgericht 24.10.2011 D-5702/2011 — Swissrulings