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Bundesverwaltungsgericht 02.09.2011 D-4729/2011

2. September 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,116 Wörter·~6 min·1

Zusammenfassung

Asilo (non entrata nel merito / nuova procedura d'asilo per la Svizzera) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 17 agosto 2011

Volltext

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­4729/2011 Sen tenza   d e l   2   sett emb r e   2011 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice François Badoud; cancelliere Carlo Monti. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), alias C._______, nato il (…), alias D._______, nato il (…), alias E._______, nato il (…), Algeria, alias F._______, nato il (…), Tunisia, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 17 agosto 2011 / N […].

D­4729/2011 Pagina 2 Visto: la  prima  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  20 gennaio 2011 in Svizzera; la  decisione  del  4 febbraio 2011  dell'UFM,  notificata  all'interessato  il  medesimo giorno, con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della  menzionata  domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  della  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31)  ed  ha  ordinato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile; la sentenza del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale)  dell'11 febbraio 2011  che  ha  respinto  il  ricorso  inoltrato  dal  ricorrente  contro la suddetta decisione; la  domanda  di  revisione  del  15 marzo 2011  della  sentenza  dell'11 febbraio 2011 del Tribunale (D­897/2011); la  sentenza  del  22 marzo 2011  del  Tribunale  con  la  quale  pronuncia  l'inammissibilità di detta domanda di revisione; la seconda domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in Svizzera in  data 15 giugno 2011; il  verbale  d'audizione  del  27 giugno 2011  (di  seguito:  verbale)  in  occasione  del  quale  è  stato  concesso  al  richiedente  il  diritto  di  essere  sentito in merito all'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; la  decisione  del  17 agosto 2011  dell'UFM,  notificata  all'interessato  il  19 agosto 2011 (cfr. risultanze processuali), con la quale detto Ufficio non  è  entrato  nel  merito  della  seconda  domanda  d'asilo  del  ricorrente  in  applicazione  dell'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi,  pronunciando  il  suo  allontanamento dalla Svizzera, rispettivamente l'esecuzione di tale misura  siccome lecita, esigibile e possibile; il  ricorso  del  26 agosto 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato,  data  d'entrata 29 agosto 2011) dell'insorgente; l'incarto originale dell'UFM pervenuto al Tribunale il 29 agosto 2011;

D­4729/2011 Pagina 3 ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale,  in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti; che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo,  l'interessato ha dichiarato di essere cittadino algerino, nato e cresciuto ad  G._______ (cfr. verbale, pag. 1);

D­4729/2011 Pagina 4 che egli ha affermato di non essere mai rientrato nel suo Paese d'origine,  dopo  la  conclusione  infruttuosa  della  sua  prima  procedura  d'asilo  in  Svizzera,  di  essersi  recato  in Francia,  in Germania  ed  in  Italia  da  dove  però sarebbe sempre stato rimandato in Svizzera (cfr. verbale, pagg. 3 e  5); che  l'interessato  ha  dichiarato  altresì  di  non  avere  nuovi  motivi  d'asilo,  all'infuori  dell'avvenuto  divorzio  dei  suoi  genitori;  che,  inoltre,  avrebbe  riportato  una  ferita  alla  spalla  la  quale  probabilmente  dovrà  essere  operata (cfr. verbale, pag. 9); che,  nella  decisione  del  17 agosto 2011,  l'UFM  ha  considerato,  da  un  lato,  che  la  precedente  procedura  d'asilo  sarebbe  definitivamente  conclusa e che i  fatti addotti dal ricorrente nella presente procedura non  sarebbero  propri  a motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della  protezione  provvisoria,  e  meglio  che  i  motivi  sopraggiunti ed  invocati nella nuova procedura d'asilo sarebbero simili a  quelli della prima i quali sarebbero già stati considerati irrilevanti; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento  del  ricorrente  dalla  Svizzera  e  la  sua  esecuzione verso l'Algeria siccome lecita, esigibile e possibile; che,  nel  ricorso,  il  ricorrente  fa  valere  che,  rispetto  alla  sua  precedente  domanda,  sarebbero  intervenuti  nuovi  motivi  atti  ad  ottenere  la  concessione  della  protezione  provvisoria  in  quanto  sarebbe  in  cura  presso il Servizio psico­sociale di H._______; che, per giunta, sarebbe in  attesa di un appuntamento con uno specialista per problemi allo stomaco;  che,  infine, egli  sostiene che  la situazione di  sicurezza ed umanitaria  in  Algeria non garantirebbe un'esistenza dignitosa e quindi egli reclama che  il suo allontanamento sia considerato inesigibile; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione  impugnata e  la trasmissione degli atti all'autorità  inferiore per una nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo; che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda d'asilo  se  il  richiedente è già  stato oggetto  in Svizzera di  una  procedura d'asilo terminata con decisione negativa o durante la pendente 

D­4729/2011 Pagina 5 procedura d'asilo è rientrato nel Paese d'origine o di provenienza, a meno  che  non  vi  siano  indizi  che  nel  frattempo  siano  intervenuti  fatti  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della  protezione provvisoria; che,  preliminarmente,  il  Tribunale  osserva  che  la  precedente  procedura  d'asilo  si  è  definitivamente  conclusa  con  la  crescita  in  giudicato  della  decisione  dell'UFM  del  4 febbraio 2011  a  seguito  della  sentenza  del  Tribunale D­897/2011 dell'11 febbraio 2011 con la quale è stato respinto il  ricorso presentato dall'insorgente relativo alla decisione di non entrata nel  merito  della  sua  prima  domanda;  che  la  domanda  di  revisione  del  15 marzo 2011  al  Tribunale,  essendo  risultata  inammissibile,  non  ha  modificato la crescita in giudicato della sopracitata decisione dell'UFM; che, in casu, come nella precedente procedura d'asilo, codesto Tribunale  rileva che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione  rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito  della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi); che, infatti, le allegazioni, s'esauriscono in mere affermazioni di parte non  corroborate  da  alcun  elemento  della  benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento  litigioso,  cui  può  essere rimandato; che,  in  primo  luogo,  il  ricorrente  ha  esplicitamente  ammesso  di  non  essere  rientrato  nel  proprio  Paese  d'origine  dopo  la  conclusione  infruttuosa della sua prima procedura d'asilo, né di aver lasciato lo spazio  Dublino (cfr. verbale, pagg. 3 e 5); che, in secondo luogo, egli ha persino  dichiarato di non avere nuovi motivi d'asilo a sostegno della sua domanda  (cfr. verbale, pag. 8 seg.); che,  tra  i motivi d'asilo  fatti valere nella prima  procedura,  egli  aveva  indicato  la  separazione  dei  propri  genitori;  che  a  sostegno  della  sua  seconda  domanda  d'asilo  egli  ha  allegato  l'ormai  avvenuto divorzio ed  il conseguente problema di non sapere da chi  tra  i  due genitori alloggiare  in caso di  ritorno al Paese d'origine  (cfr. verbale,  pag. 8);  che  considerata  la  crescita  in  giudicato  della  prima  decisione  dell'UFM circa l'irrilevanza constatata dei suoi problemi d'ordine familiare,  non  vi  è  modo  di  ritenere  detto  fatto  come  suscettibile  di  giustificare  l'improvvisa  rilevanza  dei  suoi  motivi  d'asilo;  che,  in  terzo  luogo,  il  ricorrente  si  è  limitato ad  indicare  in maniera  vaga,  quale nuovo  fatto a  sostegno della sua domanda d'asilo, il suo problema di nervi per il quale  sarebbe  seguito  dalla  Dottoressa  I._______  e  sarebbe  curato  con  il 

D­4729/2011 Pagina 6 medicamento  Rivotril  e  la  ventilata  operazione  alla  spalla  che  non  avrebbe però ancora subito  (cfr.  verbale, pagg. 4 e 9);  che quindi,  a  tal  proposito,  le considerazioni dell'UFM ritenute nella decisione  impugnata,  a  cui  si  rimanda,  sono  pertinenti;  che,  inoltre,  quo  alle  allegazioni  ricorsuali circa lo stato di salute, segnatamente il problema allo stomaco,  non vengono ulteriormente sostanziate da elementi probatori o spiegate  le implicazioni nell'ambito della domanda d'asilo; che  quindi  non  soccorrono  di  certo  il  ricorrente  le  generiche  censure  ricorsuali illustrate poc'anzi; che, in particolare, il documento allegato al ricorso, peraltro in copia, che  dimostrerebbe,  come  il  ricorrente  afferma,  un  appuntamento  con  la  Dottoressa  I._______  del  Servizio  psico­sociale  previsto  il  19 agosto 2011,  non  porterebbe  ad  altra  o  diversa  valutazione,  nel  contesto degli elementi già evocati in precedenza; che, alla  luce di quanto evocato, v'è dunque ragione di concludere che i  motivi fatti valere dal ricorrente nell'ambito della procedura in esame sono  palesemente irrilevanti e rasentano l'abuso processuale, nonché,  in tutta  evidenza, non costituiscono di per sé, un  indizio proprio a giustificare  la  qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi, tanto meno determinante per la  concessione della protezione provvisoria; che,  di  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  i  fatti  nuovamente  addotti  dal  ricorrente  nella  presente  procedura  d'asilo,  non  sono  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione della protezione provvisoria; che, da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito  il ricorso, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela  e la decisione impugnata va confermata; che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e 2 ed art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché art. 32 dell'ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 agosto 1999  [OAsi 1,  RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9); che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  della  legge  federale  sugli  stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS 142.20),  giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile 

D­4729/2011 Pagina 7 (art. 83 cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente  esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Algeria  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art. 33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art. 83  cpv. 3  LStr  o  esporre  il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950  (CEDU, RS 0.101)  o  all'art. 3  della  Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr  in  relazione  all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, inoltre, la situazione vigente in Algeria non appare caratterizzata da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che,  quanto  alla  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  è  giovane  e  vanta di un'esperienza  lavorativa come cuoco (cfr. verbale, pag. 6); che,  inoltre, si può desumere che egli disponga ancora di una rete sociale  in  Patria, dove vivrebbero i genitori divorziati (cfr. verbale, pag. 7 seg.); che,  sia  come sia,  egli  ha  vissuto  in Algeria dalla nascita  fino al  2010,  vi  ha  frequentato le scuole ed ha lavorato come cuoco, per il che si può partire  dal presupposto che ivi egli abbia una fitta rete sociale, oltre ai menzionati  parenti (cfr. verbale, pag. 2 e 6); che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24) senza che da un  esame  d'ufficio  degli  atti  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  in  Svizzera per motivi medici; che, peraltro, i problemi invocati dal ricorrente  nella precedente procedura d'asilo – e rinnovati nella presente procedura,  segnatamente  il  disturbo psichico nervoso – erano già  stati  esaminati  e  non ritenuti un ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento (cfr. sentenza  del Tribunale  amministrativo  federale D­897/2011 dell'11 febbraio 2011); 

D­4729/2011 Pagina 8 che, inoltre, il problema allo stomaco sollevato nell'atto di ricorso e quello  alla spalla – non riportato nell'atto di ricorso ma citato nell'audizione della  seconda domanda d'asilo – non sono stati circostanziati né corroborati da  alcun fondamento oggettivo; che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 83 cpv. 4  LStr  in  relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione  all'art. 44  cpv. 2  LAsi);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid. 12);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque pure possibile; che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente esigibile e possibile; che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità  inferiore confermata; che  l’UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  pertanto  violato  il  diritto  federale  né  abusato  del  suo  potere  d’apprezzamento;  che  esso  non ha  accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed  inoltre  la decisione non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso  va respinto; che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese  processuali è divenuta senza oggetto; che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità d'esito  favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa  dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3  lett. a del  regolamento sulle  tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]);

D­4729/2011 Pagina 9 che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente)

D­4729/2011 Pagina 10 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento delle spese processuali, è respinta. 3.  Le spese processuali,  di CHF 600.–,  sono poste a carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 4.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Carlo Monti Data di spedizione:

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