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Bundesverwaltungsgericht 29.08.2011 D-4629/2011

29. August 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,698 Wörter·~8 min·2

Zusammenfassung

Asilo (non entrata nel merito / assenza di documenti) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 19 agosto 2011

Volltext

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte IV D­4629/2011 Sen tenza   d e l   2 9   a go s t o   2011 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Bruno Huber; cancelliere Carlo Monti. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), Nigeria, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 19 agosto 2011 / N […].

D­4629/2011 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 29 giugno 2011  in Svizzera; il documento che l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha  rimesso  al  richiedente  il medesimo  giorno  e mediante  il  quale  l'ha  reso  attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le  48 ore  successive  all'inoltro della sua  istanza, un documento d'identità o di  viaggio,  con  la  comminatoria  che,  in  caso di mancata  consegna e  in  assenza di motivi  scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; l'esame  osseo  della  mano  a  cui  il  richiedente  è  stato  sottoposto  ed  il  relativo rapporto del 1° luglio 2011; l'audizione  del  13 luglio 2011  (di  seguito:  verbale 1),  in  occasione  della  quale all'interessato, tra l'altro, è stato conferito il diritto di essere sentito  sulla  maggior  età,  in  merito  al  risultato  dell'esame  osseo  del  1° luglio 2011 e sulla rinuncia di conferirgli una persona di fiducia; il verbale d'audizione del 4 agosto 2011 (di seguito: verbale 2); la  decisione  dell'UFM  del  19 agosto 2011,  notificata  all'interessato  il  medesimo giorno (cfr. risultanze processuali); il  ricorso  del  22 agosto 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato,  data  d'entrata 23 agosto 2011); gli  atti  dell'UFM  trasmessi  via  fax  a  codesto  Tribunale  in  data  23 agosto 2011; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF, 

D­4629/2011 Pagina 3 RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art. 32  LTAF,  il  Tribunale  amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5  PA  prese  dalle  autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti; che,  nell'ambito  dell'audizione  sommaria,  l'interessato  ha  dichiarato  di  essere cittadino nigeriano di etnia  Igbo, di essere nato e di aver vissuto  fino  a  novembre  2006  a C._______  nello  Stato  di  Anambra  (Nigeria)  e  con ultima residenza a D._______ nel  (…) Stato  (cfr. verbale 1, pagg. 1  seg.); che  il  richiedente,  avrebbe  lasciato  la Nigeria nel  luglio  2008,  in  quanto  sarebbe ricercato dalle forze dell'ordine nigeriane quale figlio di un leader  regionale  del Movimento  per  l'attualizzazione  della  sovranità  dello  stato  del  Biafra  (Movement  for  the  actualization  of  the  Sovereign  State  of  Biafra; di seguito: MASSOB) dopo che i poliziotti avrebbero irrotto nel suo 

D­4629/2011 Pagina 4 domicilio familiare ed avrebbero ucciso la madre, cavato gli occhi al padre  e ferito il ricorrente (cfr. verbale 1, pagg. 5 seg.); che, quindi, temendo per  la  sua  vita,  si  sarebbe  nascosto  nella  Parrocchia  "(…)"  dove  Padre  E._______  si  sarebbe  preso  cura  di  lui  e  gli  avrebbe  procurato  i  soldi  necessari  all'espatrio;  che,  arrivato  per  mezzo  dell'automobile  a  F._______  (Nigeria),  avrebbe  poi  attraversato,  sempre  con  lo  stesso  mezzo di  locomozione,  il Niger per giungere  in Libia da dove, via mare,  avrebbe  raggiunto  la  Sicilia  (Italia)  in  data  26 giugno 2011,  per  poi  terminare  il  suo  viaggio  in  treno  a  G._______  in  Svizzera  dove  ha  depositato la propria domanda d'asilo (cfr. verbale 1, pagg. 7 seg.); che, nella decisione  impugnata,  l'UFM ha  rilevato che  il  richiedente non  sarebbe  stato  in  grado  di  rendere  verosimile  d'essere  minorenne;  che  l'UFM  ha  inoltre  considerato,  da  un  lato,  che  il  ricorrente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in materia  d'asilo  alcun  documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai  sensi  dell'art. 1a  lett. b  e  c  dell'ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro lato, detto Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art. 32  cpv. 3  LAsi  sarebbe realizzata nel caso di specie; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi  e  contestualmente  ha pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile; che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha,  per  ciò  che  concerne  la  mancata  consegna di documenti  d'identità,  riconfermato quanto già affermato nei  verbali d'audizione; che,  infatti, egli  ribadisce di non aver mai posseduto  né il passaporto né la carta d'identità, di aver viaggiato clandestinamente  e  che,  di  conseguenza,  ci  sarebbero  motivi  scusabili  per  la  mancata  consegna  di  detti  documenti  (cfr.  ricorso,  pag. 2);  che,  per  quanto  riguarda i suoi motivi d'asilo, ha allegato  in maniera generale che la sua  vita  sarebbe  in  pericolo  e  che  avrebbe  bisogno  della  protezione  della  Svizzera;  che  la  situazione  in  Nigeria  continuerebbe  a  peggiorare  e  pertanto non sarebbe da considerarsi sicura; che, dunque, egli ritiene che  si  dovrebbe  assodare  l'inesigibilità  dell'esecuzione  del  suo  allontanamento dalla Svizzera; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, l'annullamento della decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione, subordinatamente, la concessione dell'ammissione 

D­4629/2011 Pagina 5 provvisoria;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento dell'anticipo delle presunte spese processuali; che,  di  principio,  giusta  l'art. 7  cpv. 2  OAsi 1,  per  il  richiedente  l'asilo  minorenne non accompagnato, se non è possibile designare subito dopo  l'attribuzione  al  Cantone  un  curatore  o  un  tutore,  l'autorità  cantonale  nomina  immediatamente  una  persona  di  fiducia  per  la  durata  della  procedura d'asilo o d'allontanamento, ma al massimo fino alla nomina di  un curatore o di un  tutore oppure  fino al  raggiungimento della maggiore  età; che ciò non avviene se il richiedente non rende verosimile la sua minore  età; che, pertanto, è legittimo che l'UFM si pronunci, a titolo pregiudiziale,  prima dell'effettuazione dell'audizione particolareggiata sui motivi d'asilo e  della designazione di  una persona di  fiducia,  sull'allegata minorità di  un  richiedente  l'asilo  allorquando  vi  sono dei  dubbi  riguardo all'età  indicata  (Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in  materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 30); che,  nella  fattispecie,  l'insorgente  non  ha  saputo  fornire  indicazioni  suscettibili di rendere altrimenti plausibile la sua minore età; che,  segnatamente,  come  rettamente  rilevato  dall'autorità  inferiore,  egli  non è stato in grado di comprovarla con documenti d'identità; che, infatti,  non  ha  consegnato  nessun  documento  d'identità;  che,  peraltro,  non  soccorrono  il  ricorrente  le  stereotipate  e  vaghe  dichiarazioni  circa  la  mancata  produzione  di  documenti  d'identità  o  di  viaggio  (cfr.  verbale 1,  pagg. 4 seg. e 7 seg.); che, per di più, il ricorrente è stato alquanto vago e ha reso dichiarazioni  inattendibili circa la sua biografia, come ad esempio in merito alle date di  cambiamento di domicilio, alla formazione scolastica ed alla data di morte  di  sua madre,  sbagliandosi a più  riprese nel  fornire  la  sua età esatta  in  relazione ai diversi avvenimenti citati (cfr. verbale 1, pag. 2­3); che,  infine,  la  sua  attitudine  poco  collaborativa  durante  l'audizione  sommaria,  come  lo  dimostrano  le  risposte  vaghe  ed  incongruenti,  si  rivelano sintomatiche nel caso concreto; che, per sovrabbondanza e per quanto  l'onere della prova spetti  in casu  al  ricorrente,  dal  rapporto  dell'esame  radiologico  del  1° luglio 2011  (cfr. A6/1) risulta un'età ossea dello stesso superiore ai 18 anni;

D­4629/2011 Pagina 6 che,  in  considerazione  di  quanto  suesposto,  l'insorgente  non  è  stato  in  grado di rendere verosimile e provare l'asserita minorità; che,  pertanto,  sulla  base  dell'incarto  e  dei  risultati  dell'audizione  sommaria  del  13 luglio 2011,  l'UFM  ha  giustamente  considerato  il  ricorrente come maggiorenne e non ha nominato una persona di  fiducia  che lo accompagnasse nella procedura d'asilo; che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  d'una  domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun  documento di  viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della  domanda; che,  secondo  l'art. 32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett. a  non  si  applica  se  il  richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per  motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48 ore  dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e  all'art. 7 LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari  ulteriori chiarimenti per accertare  la qualità di  rifugiato o  l'esistenza d'un  impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in  particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di  particolari formalità amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta  professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine degli studi (DTAF 2007/7 consid. 6); che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente,  a  distanza di  quasi  due mesi  dalla  presentazione  della  domanda  d'asilo,  non  ha  esibito  alcun  documento  che adempia i citati criteri; che,  per  di  più,  egli  ha  dichiarato  di  non  aver  mai  posseduto  un  documento d'identità; che, quo al passaporto nigeriano, egli ha dichiarato  di  non  averlo  mai  richiesto  in  quanto  non  sarebbe  stato  al  corrente  dell'esistenza  dei  passaporti  (cfr.  verbale 1,  pag. 4);  che,  relativamente  alla carta d'identità, ha affermato di non averla mai  richiesta perché egli 

D­4629/2011 Pagina 7 non si  sarebbe mai  interessato  "a queste cose burocratiche" asserendo  che sarebbe il padre ad essersi occupato di tutto ciò; che, in Nigeria, egli  si  sarebbe  sempre  identificato  verbalmente  (cfr.  verbale 1,  pag. 4  e  verbale 2, pag. 2); che, alla domanda di cosa avrebbe fatto per procurarsi  i  documenti  d'identità  o  di  viaggio  dopo  essere  venuto  a  conoscenza  dell'incombenza  di  dover  fornirne  uno  nelle  48 ore  dopo  l'inoltro  della  domanda d'asilo, egli ha dichiarato di non aver  fatto nulla  in quanto non  avrebbe mai  posseduto  dei  documenti  d'identità  (cfr.  verbale 1,  pag. 5);  che, altresì, nella seconda audizione ha dichiarato di non aver intrapreso  nulla in tal senso poiché non saprebbe come contattare qualcuno nel suo  Paese d'origine (cfr. verbale 2, pag. 2); che, oltre a ciò,  interrogato sul proprio  viaggio, egli  ha dichiarato d'aver  lasciato la Nigeria, senza possedere alcun documento d'identità, nel luglio  2008 recandosi in automobile in Libia attraversando il Niger; che, in Niger  vi  avrebbe  soggiornato  per  "tanto  tempo"  non  sapendolo  per  contro  esattamente  quantificare  e  giustificando  questa  vaghezza  allegando  semplicemente  di  non  rammentare,  per  poi  affermare  che  vi  avrebbe  soggiornato per meno di un anno (cfr. verbale 2, pag. 3); che, in Libia, vi  avrebbe vissuto illegalmente due anni fino allo scoppio della guerra; che,  egli  afferma  che  le  autorità  dei  Paesi  di  transito  non  lo  avrebbero  mai  controllato; che, fuggendo il conflitto in Libia, sarebbe giunto a bordo di un  gommone  con  altre  persone  in  Sicilia  (Italia),  in  una  località  di  cui  non  ricorda  il  nome e nella quale non avrebbe subito nessun controllo  dalle  autorità  italiane;  che,  infine,  avrebbe  proseguito  verso  la  Svizzera,  giungendo  a  G._______,  per  mezzo  del  treno,  dove  ha  depositato  la  propria  domanda  d'asilo  in  data  29 giugno 2011  (cfr.  verbale 1,  pagg.  7  seg. e verbale 2, pag. 3); che,  pertanto,  questo  Tribunale  ritiene  che  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato nelle circostanze descritte; che  argomentazioni  come  quelle  addotte  appaiono  tutte  verosimilmente  inattendibili; che,  vista  la  genericità  delle  circostanze  del  viaggio  d'espatrio  nonché  l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni del ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  d'identità,  il  Tribunale  ha  ragione  di  concludere che il ricorrente dissimuli i propri documenti per i bisogni della  causa;

D­4629/2011 Pagina 8 che, di conseguenza, non avendo né esibito alcun documento d'identità,  né  fornito  una  valida  giustificazione  per  la  mancata  produzione  degli  stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'insorgente non è applicabile; che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in  applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in  base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di  rifugiato della richiedente; che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore  ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura  sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno  della  qualità  di  rifugiato,  nonostante  che  la  stessa  termini  con  una  decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza  d'una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5); che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  d'essere  espatriato  dalla  Nigeria, in quanto sarebbe ricercato dalle autorità nigeriane per il fatto di  essere figlio di un leader regionale del MASSOB; che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, prove  suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui  all'impugnata decisione  (di non entrata nel merito della domanda d'asilo  giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi); che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato  dall'autorità  inferiore,  la  vicenda  raccontata  dall'insorgente  a  sostegno  della sua domanda d'asilo non presenta elementi di verosimiglianza; che  basti  rilevare  innanzitutto  che  per  quanto  riguarda  l'irruzione  dei  poliziotti  nella  sua  dimora  –  avvenuta  due  giorni  dopo  uno  scontro  tra  membri  del MASSOB e  forze  dell'ordine,  in  occasione  del  quale  diversi  membri di detto gruppo avrebbero perso la vita – il racconto del ricorrente  è  povero  di  dettagli;  che  egli  ha  dichiarato  che  detti  agenti  avrebbero  malmenato  la madre procurandole  la morte,  avrebbero  sparato,  nonché  cavato entrambi gli occhi al padre e che  lui stesso sarebbe stato colpito 

D­4629/2011 Pagina 9 con  un  machete  riuscendo  però  a  scappare;  che,  quindi,  egli  non  ha  corroborato  il  racconto con alcun elemento di  rilievo, come per esempio  indicare  quanti  poliziotti  sarebbero  stati  presenti  durante  l'irruzione  (cfr.  verbale 2, pag. 6); che, altresì, soltanto in seconda audizione, l'insorgente  ha  dichiarato  che  il  di  lui  fratello  sarebbe  morto  durante  lo  scontro  tra  membri del MASSOB e  le  forze dell'ordine due giorni prima della morte  della  di  lui madre  (cfr.  verbale 2,  pag. 4);  che appare  bizzarro  non aver  dichiarato  un  fatto  talmente  importante  –  due  morti  di  parenti  stretti  nell'arco  di  due  giorni  –  in  occasione  della  prima  audizione  anche  se  sommaria; che peraltro, interrogato una prima volta sui membri della sua  famiglia,  egli  aveva  dichiarato  che  sua madre  sarebbe  deceduta  e  che  non  avrebbe  né  fratelli  né  sorelle  (cfr.  verbale 1,  pag. 3);  che,  pertanto,  non si  spiega come mai non abbia approfittato di  questa occasione per  indicare pure  il decesso del  fratello o  la sua passata esistenza; che, per  giunta,  interrogato  sulla  ragione  d'essere  del  MASSOB  egli  ha  sempre  risposto in modo vago e non ha saputo indicare il significato di detta sigla  (cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pagg. 5 seg.); che, peraltro, non ha presentato alcuna giustificazione nell'atto ricorsuale  atta  a  spiegare  le  varie  contraddizioni  rilevate  dall'UFM  nella  decisione  impugnata; che,  per  il  resto,  codesto  Tribunale  rimanda,  per  evitare  ulteriori  ripetizioni, al corretto giudizio circa la verosimiglianza del racconto svolto  dall'autorità inferiore; che,  di  conseguenza,  i  motivi  d’asilo  evocati  sono  stati  esaminati  e  rettamente  ritenuti  dall’autorità  inferiore  come  inverosimili,  giusta  l’art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi  dell'art. 32  cpv. 3  lett. c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente; che,  in  aggiunta,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  d'istruzione  complementari ai  fini d'accertare  l'esistenza d'un eventuale  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid. 5­8  e  DTAF  2007/8  consid. 5.6.5­5.7);

D­4629/2011 Pagina 10 che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art. 33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli  stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3  della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950  (CEDU,  RS 0.101)  o  all'art. 3  della  Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani  o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato  nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito d'ogni  fondamento, non merita  tutela e  la decisione  impugnata  va confermata; che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché  art. 32  OAsi 1;  DTAF  2009/50 consid. 9); che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  LStr,  giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile  (art. 83 cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente  esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr  in  relazione  all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, inoltre, la situazione vigente in Nigeria non appare caratterizzata da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed ha  frequentato  gran  parte  della  scuola  obbligatoria  (cfr.  verbale 1,  pagg. 2  seg.); che egli ha, altresì, già goduto dell'aiuto da parte della Parrocchia  di  Padre  E._______,  il  quale  potrà  aiutare  il  ricorrente  nel  suo 

D­4629/2011 Pagina 11 reinserimento  sociale;  che,  pertanto,  avendo  vissuto  in  Nigeria  dalla  nascita  fino  al  2008  si  può  partire  dal  presupposto  che  egli  abbia  una  buona rete sociale in patria; che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24); che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 83 cpv. 4  LStr  in  relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione  all'art. 44  cpv. 2  LAsi);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid. 12  pagg. 513­515);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento è dunque pure possibile; che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente esigibile e possibile; che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità  inferiore confermata; che  l’UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  pertanto  violato  il  diritto  federale  né  abusato  del  suo  potere  d’apprezzamento;  che  esso  non ha  accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed  inoltre  la decisione non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso  va respinto; che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese  processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3  lett. a del  regolamento sulle  tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]);

D­4629/2011 Pagina 12 che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva. Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. 2.  Le spese processuali,  di CHF 600.–,  sono poste a carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Carlo Monti Data di spedizione:

D-4629/2011 — Bundesverwaltungsgericht 29.08.2011 D-4629/2011 — Swissrulings