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Bundesverwaltungsgericht 01.11.2018 D-1885/2018

1. November 2018·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,665 Wörter·~8 min·6

Zusammenfassung

Asilo (senza esecuzione dell'allontanamento) | Asilo (senza esecuzione dell'allontanamento); decisione della SEM del 26 febbraio 2018

Volltext

Bundesve rw altu ng sgeri ch t Tribunal ad ministratif f éd éral Tribunale am m in istrati vo federale Tribunal ad ministrativ fe deral

Corte IV D-1885/2018

Sentenza d e l 1 ° novembre 2018 Composizione Giudice Daniele Cattaneo (presidente del collegio), con l’approvazione del giudice Simon Thurnheer, cancelliere Manuel Borla.

Parti A._______, nata il (…), con i figli B._______, nato il (…), et C._______, nata il (…), Colombia, tutti patrocinati dal (…), (…), ricorrenti,

contro

Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore.

Oggetto Asilo (senza esecuzione dell’allontanamento); decisione della SEM del (…)

D-1885/2018 Pagina 2

Visto: le domande d’asilo che gli interessati, cittadini colombiani, hanno presentato in momenti diversi e meglio: la signora A.______ il 18 gennaio 2008 (ripresa il 19 gennaio 2016), la signora B._______ il 23 giugno 2016 e il signor C._______ l’11 febbraio 2016, i rispettivi verbali d’audizione, quello del 23 dicembre 2016 (di seguito verbale 1) e quelli del 17 marzo 2017 (di seguito: verbali 2 e 3), la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) del 26 febbraio 2018, con cui tale autorità ha respinto la succitata domanda d’asilo e pronunciato l’ammissione provvisoria dei richiedenti in Svizzera, il ricorso del 29 marzo 2018, con cui i ricorrenti hanno postulato in via principale l’annullamento della decisione impugnata, il riconoscimento dello statuto di rifugiato e la concessione dell’asilo in Svizzera; subordinatamente il rinvio della causa all’autorità di prime cure per il completamento dell’istruttoria e l’emanazione di una nuova decisione; in via ancor più subordinata l’ammissione provvisoria in Svizzera per causa d’inammissibilità ed inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento; contestualmente una domanda di esenzione da pagamento anticipato delle spese di giustizia, la documentazione versata agli atti in sede ricorsuale, i mezzi di prova prodotti contestualmente allo scritto del 2 maggio 2018, il link ad una notizia pubblicata su Twitter dal canale televisivo … portato all’attenzione del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) dagli interessati con scritto del 1° ottobre 2018, i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono,

e considerato: che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro una decisione in materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33

D-1885/2018 Pagina 3 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 PA, che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5), che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), che i richiedenti si sono recati in Svizzera in momenti diversi; che la signora A._______ nel novembre del 2010: essa presentò una domanda di asilo, respinta e il cui ricorso fu ritirato, poiché nel frattempo a beneficio di un permesso di dimora dopo matrimonio con un cittadino svizzero; i signori B._______ e C._______, figli della signora A._______, sono invece giunti in Svizzera nell’agosto del 2013 rispettivamente nel dicembre 2015, ed entrambi hanno presentato domanda di asilo nel giugno rispettivamente nel febbraio 2016 (cfr. verbali 1, 2 e 3), che gli interessati hanno affermato di ricercare una concreta protezione a causa delle persecuzioni subite in Colombia, e a cui sono attualmente ancora esposti, da parte di terzi segnatamente da parte delle FARC. Ciò sarebbe comprovato dagli attentati subìti in passato dalla signora A._______; inoltre i signori B._______ e C._______ hanno pure espresso il timore di rapimenti e di attentati nei loro confronti, sorte che sarebbe riservata ai figli di membri dell’esercito; anzi, il signor C._______ sarebbe stato vittima di un tentativo di rapimento o attentato nell’ottobre 2015 (cfr. verbale, 1, 2 e 3), che nella querelata decisione, la SEM, dopo aver rammentato che la Colombia rientra tra gli Stati in cui non si rischiano persecuzioni ai sensi

D-1885/2018 Pagina 4 dell’art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, ha concluso quanto all’irrilevanza dei motivi d’asilo addotti dagli interessati; e ciò poiché questi sarebbero persecuzioni da parte di terzi, per le quali lo Stato colombiano dispone di un “sistema giudiziario effettivo che permette di appurare, perseguire e sanzionare” tali atti, dando quindi un’efficace protezione statale, che nel ricorso gli insorgenti avversano le considerazioni dell’autorità inferiore, affermando che non sussistono indicazioni sufficienti in ordine ad “una effettiva possibilità di protezione da parte del governo colombiano”; in proposito essi affermano che i negoziati di pace intercorsi con le FARC siano di difficile implementazione, e che in realtà il numero di omicidi da ricondurre a tale organizzazione siano aumentati negli ultimi anni, ciò che comproverebbe l’assenza di una protezione efficace, che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l’asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che esso include il diritto di risiedere in Svizzera, che giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi), che secondo la teoria della protezione ("Schutztheorie"; precisata nella sentenza di principio DTAF 2011/51), il riconoscimento della qualità di rifugiato non dipende dall’autore della persecuzione, ma dalla possibilità di ottenere, nel proprio Stato di origine, una protezione adeguata contro tale persecuzione; che l’assenza di protezione deve estendersi all’insieme del territorio dello stato d’origine (cfr. OSAR [ed.], Manuel de la procédure d’asile e de renvoi, 2a ed., 2016, nota 65 a pag. 175 e riferimenti citati); che su tali presupposti, allorquando il rischio di esposizione a seri pregiudizi emani da entità non statali, specialmente se circoscritte a livello locale, perché vi sia da ammettere una rilevanza in materia d’asilo, si rende ancora necessario che la persona che se ne avvale non sia in misura di ottenere in patria un’appropriata protezione, se del caso anche nell’ambito di un’alternativa di rifugio in un’altra regione del paese (cfr. DTAF 2008/4 consid. 5.2),

D-1885/2018 Pagina 5 che, come sopra esposto, i ricorrenti hanno allegato una concreta minaccia da parte di un’entità non statale, segnatamente le FARC, a cui lo stato colombiano non sarebbe in grado di porre delle adeguate contromisure di protezione, che tuttavia, contrariamente da quanto preteso la volontà e la capacità di protezione delle autorità colombiane non può essere messa in discussione, nella misura in cui esse non risultano rinunciare in maniera generale a perseguire gli autori di atti reprensibili, che infatti, quanto al caso di specie va qui ricordato che l’autore dell’attentato in cui fu ucciso il padre della A._______, nel 2008, fu perseguito e condannato penalmente, e ciò a comprova della volontà e della capacità di perseguire da parte dello Stato colombiano, che inoltre nel 2016 lo Stato colombiano e le FARC, gruppo a cui paiono poter essere ricondotti gli attentati e le minacce ai qui ricorrenti, hanno sottoscritto un accordo di pace, il cui processo di implementazione è in corso, che il Tribunale amministrativo federale si è del resto già espresso in ordine a minacce provenienti da gruppi paramilitari in Colombia con sentenza D-6602/2017 del 19 aprile 2018, concludendo circa la facoltà e volontà di protezione da parte da parte delle autorità colombiane, che su tali presupposti nemmeno la documentazione ed i mezzi di prova prodotti contestualmente e successivamente al gravame permettono di giungere a diverso esito, che ferme queste premesse ai ricorrenti non può essere riconosciuto lo statuto di rifugiato né concesso l’asilo in Svizzera, che i ricorrenti hanno postulato, in via subordinata, l’ammissione provvisoria in Svizzera, senza avvedersi del fatto che la stessa è stata già concessa con la decisione impugnata, ciò che rende priva di oggetto la loro richiesta, che, ciò detto, con la decisione impugnata la SEM non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA),

D-1885/2018 Pagina 6 che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto, che visto l’esito della procedura le spese processuali di CHF 750.– che seguono la soccombenza sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF),

(dispositivo alla pagina seguente)

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali, di CHF 750.--, sono poste a carico dei ricorrenti. Il succitato importo dev’essere versato alla cassa del Tribunale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 3. Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’autorità cantonale competente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Manuel Borla

Data di spedizione:

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