Skip to content

Bundesverwaltungsgericht 17.08.2011 C-7550/2010

17. August 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·2,756 Wörter·~14 min·3

Zusammenfassung

Diritto alla rendita | Assicurazione per l'invalidità (decisione del 29 settembre 2010)

Volltext

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte III C­7550/2010 Sen tenza   d e l   1 7   a go s t o   2011 Composizione Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),  Francesco Parrino e Madeleine Hirsig­Vouilloz,  cancelliera Marcella Lurà. Parti A._______,   patrocinato dall'avvocato Salvatore D'Ostuni, ricorrente,  contro Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli  assicurati residenti all'estero (UAIE), avenue Edmond­Vaucher 18, casella postale 3100,  1211 Ginevra 2,    autorità inferiore.  Oggetto Assicurazione per l'invalidità (decisione del 29 settembre  2010).

C­7550/2010 Pagina 2 Fatti: A.  A.a A._______, cittadino italiano, nato il (…), ha lavorato in Svizzera nel  1965, nel 1966, nel 1969  (7 mesi), nel 1970  (1 mese) e dall'ottobre del  1979  al  giugno  del  1983,  solvendo  contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  durante  tale  periodo  (doc.  7).  Rientrato in Italia, dal 1983, ha svolto attività lucrativa come meccanico in  proprio,  in  ragione  di  38.40  ore  alla  settimana  fino  al  1999.  Dal  2000,  avrebbe ridotto l'attività lucrativa per motivi di salute a 9 ore alla settimana  (doc. 13 e 14). A.b  Il  16  novembre  2006,  ha  formulato  una  prima  richiesta  volta  all'ottenimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  (doc. 3). Nel rapporto del 10 settembre 2007,  il dott. B._______, medico  dell'UAIE,  ha  rilevato,  sulla  base  della  documentazione medica  agli  atti  (doc. 16, 17 e 22 [v. in particolare perizia medica particolareggiata E 213  del  27  novembre  2006]),  che  l'interessato  era  affetto  segnatamente  da  disturbi degenerativi alla colonna lombare a lieve incidenza funzionale ed  obesità.  Il  medico  ha  quindi  ritenuto  che  il  medesimo  presentava  una  capacità al  lavoro completa (ossia del 100%) nella precedente attività di  meccanico  in  proprio  (doc.  19;  v.  anche  presa  di  posizione  del  9  novembre 2007 del dott. C._______ [doc. 24]). A.c Il 14 novembre 2007, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli  assicurati residenti all'estero (UAIE) ha respinto la domanda di prestazioni  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità. Ha  osservato  che  l'assicurato  non ha subito né un'incapacità permanente di guadagno né un'incapacità  al  lavoro  media  sufficiente  per  un  anno,  ai  sensi  delle  disposizioni  dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. In particolare, ha precisato che  dagli atti  risulta che malgrado il danno alla salute  l'esercizio di un'attività  lucrativa è da considerare esigibile  in misura sufficiente per escludere  il  diritto ad una rendita (doc. 25). A.d  Con  sentenza  del  29  agosto  2008,  il  Tribunale  amministrativo  federale  ha  dichiarato  inammissibile  il  ricorso  interposto  il  13  dicembre  2007 contro la decisione dell'UAIE del 14 novembre 2007 (doc. 27), non  avendo  l'insorgente  versato,  entro  il  termine  impartito,  l'anticipo  sulle  presumibili spese processuali (doc. 46).

C­7550/2010 Pagina 3 B.  B.a Il 15 settembre 2009, l'interessato ha formulato una seconda richiesta  volta  all'ottenimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità (doc. 47) B.b Nel  corso dell'istruttoria,  l'UAIE ha  in  particolare assunto agli  atti  la  seguente documentazione:  la perizia medica particolareggiata E 213 del 21 ottobre 2009, da  cui  emerge  la  diagnosi  di  spondiloartrosi  dorso­lombo­sacrale  a  lieve  incidenza  funzionale  in  sovrappeso  corporeo,  riferita  ipertensione arteriosa ben  trattata dalla eventuale  terapia  in atto;  le  condizioni  di  salute  dell'interessato  sono  state  definite  come  migliorate  e  lo  stesso  è  stato  ritenuto  in  grado  di  svolgere  regolarmente  lavori  pesanti  nonché,  e  a  tempo  pieno,  sia  il  suo  ultimo  lavoro sia un  lavoro adeguato alle  sue condizioni. È stato  segnalato che l'interessato è considerato invalido nella misura del  50% per  l'ultimo  lavoro svolto conformemente alle disposizioni di  legge del Paese di residenza (doc. 62);  documenti  medici  di  data  intercorrente  da  dicembre  2009  a  febbraio 2010 (doc. 60, 61, 63, 64 e 67);  documenti  medici  del  febbraio  2010,  secondo  cui  l'interessato  è  affetto segnatamente da gonalgia e gonartrosi  (doc. 65, 66, 68 e  69);  il  questionario  per  indipendenti  del  10  giugno  2010  (doc.  58),  unitamente al formulario per la dichiarazione dei redditi per l'anno  2008 (doc. 57);  il  questionario  per  l'assicurato  del  10  giugno 2010  (doc.  59),  nel  quale  l'assicurato  ha  affermato  d'avere  svolto  attività  lucrativa  come meccanico in proprio, in ragione di 42 ore alla settimana, dal  1980 al 2006 e d'avere, sempre nel 2006, ridotto l'attività lucrativa  per motivi di salute ad 8 ore alla settimana (v. doc. 58). B.c Nel rapporto dell'8 agosto 2010, il dott. C._______, medico dell'UAIE,  ha esposto la diagnosi di gonalgie e lombalgie senza significativa perdita  della  funzionalità.  Il medico  ha  quindi  ritenuto,  fondandosi  in  particolare  sulla  perizia  particolareggiata E  213  del  21  ottobre  2009  (doc.  62),  che 

C­7550/2010 Pagina 4 l'interessato  presenta  una  capacità  lavorativa  intatta,  dunque del  100%,  nella predente attività di meccanico in proprio (doc. 71). C.  Il 26 agosto 2010,  l'autorità  inferiore, mediante progetto di decisione, ha  comunicato  all'assicurato  che  la  richiesta  di  prestazioni  sarebbe  stata  respinta,  ritenuto  in  particolare  che  un'attività  lucrativa  confacente  allo  stato  di  salute  è  esercitata  senza  diminuzione  di  guadagno.  L'autorità  inferiore  ha  altresì  concesso  all'interessato  la  facoltà  di  formulare,  nel  termine  di  30  giorni  dalla  ricezione  del  progetto  di  decisione,  delle  obiezioni per iscritto (doc. 72). D.  Il  5  settembre  2010,  l'interessato  ha  presentato  le  sue  osservazioni  al  progetto di decisione del 26 agosto 2010 mediante le quali ha postulato il  riconoscimento  di  una  prestazione  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità. Ha segnalato che le patologie di cui è affetto comportano una  completa incapacità al lavoro (doc. 73). E.  Il 29 settembre 2010, l'autorità inferiore ha respinto la seconda domanda  di prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Ha osservato che  l'assicurato non ha subito un'incapacità al lavoro media sufficiente per un  anno, ai sensi delle disposizioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità.  In particolare, ha precisato che dagli atti risulta che malgrado il danno alla  salute  l'interessato  esercita  un'attività  lucrativa  confacente  allo  stato  di  salute senza diminuzione di guadagno (doc. 74). F.  F.a  Il  20  ottobre  2010,  l'interessato  ha  interposto  ricorso  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del  29  settembre  2010  mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il  riconoscimento  di  una  prestazione  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Ha  ribadito  che  le  affezioni  di  cui  soffre  comportano  un'incapacità  al  lavoro  nella misura  del  100%.  Infine,  ha  formulato  una  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  pagamento delle spese processuali. Ha esibito documenti medici già agli  atti  nonché  un  referto  di  esame  neurologico  del  13  luglio  1996,  un  certificato medico del 20 settembre 2006, una prescrizione medica del 14  aprile 2010,  i  referti di esami radiologici del 30 settembre 2006 e del 19  gennaio, 20 aprile e 6 giugno 2010, una  relazione medica del 13 aprile 

C­7550/2010 Pagina 5 2010  del  dott.  D._______  ed  un  rapporto  ortopedico  del  17  settembre  2010 (doc. TAF 1). F.b Il 24 novembre 2010, l'interessato ha prodotto il formulario "domanda  di gratuito patrocinio" (doc. TAF 5). G.  G.a  Nel  rapporto  del  19  gennaio  2011,  il  dott.  E._______,  medico  dell'UAIE,  ha  in  particolare  constatato  che  il  rapporto  ortopedico  del  settembre  2009  riferisce  di  un  intervento  di meniscectomia  al  ginocchio  sinistro  che  giustifica  un'incapacità  al  lavoro  di  poche  settimane.  Ha  altresì  rilevato  che  la  relazione medica  dell'aprile  2010  fa  certo  stato  di  una  sindrome  ansioso­depressiva  e  di  una  broncopneumopatia  cronica  ostruttiva, che sono state diagnosticate per la prima volta, ma senza che  siano  state  corroborate  da  alcun  riscontro  medico  oggettivo.  Quanto  all'obesità  e  alla  cefalea,  disturbi  peraltro  curabili,  rimarrebbero  senza  ripercussione sulla capacità lavorativa dell'interessato. Il dott. E._______  ha quindi  ritenuto  che non  vi  erano motivi  per modificare  la  valutazione  del dott. C._______ (doc. 77). G.b Nella  risposta  al  ricorso  del  3  febbraio  2010  (recte  2011),  l'autorità  inferiore ha proposto  la  reiezione del  ricorso.  In virtù dei  rapporti medici  dell'8 agosto 2010 e del 19 gennaio 2011 del proprio servizio medico,  il  ricorrente è stato ritenuto  in grado di svolgere  la precedente attività. Per  conseguenza,  non  ha  mai  subito  un'incapacità  lavorativa  di  livello  pensionabile (doc. TAF 8). H.  Con provvedimento del 10  febbraio 2011  (notificato  il  17  febbraio 2011;  doc. TAF 10 [avviso di ricevimento]),  il Tribunale amministrativo federale  ha  invitato  il  ricorrente,  nel  termine  di  30  giorni  a  decorre  da  quello  successivo  alla  notificazione  del  provvedimento medesimo,  ad  inoltrare  una replica (doc. TAF 9). Il termine è scaduto infruttuoso. Diritto: 1.  1.1.  Il  Tribunale  amministrativo  federale  esamina  d'ufficio  e  con  piena  cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. della legge del 17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS  173.32]), 

C­7550/2010 Pagina 6 rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che  gli  vengono  sottoposti  (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti). 1.2. Riservate  le  eccezioni  –  non  realizzate  nel  caso  di  specie  –  di  cui  all'art.  32  LTAF,  questo  Tribunale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF  in  combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità  (LAI,  RS  831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della legge federale  del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021),  rese dall'Ufficio AI per le persone residenti all'estero. 1.3. In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni  sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge  federale  del  6  ottobre  2000  sulla  parte  generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali  (LPGA,  RS  830.1).  Giusta  l'art.  1  cpv.  1  LAI,  le  disposizioni  della  LPGA  sono  applicabili  all'assicurazione  per  l'invalidità  (art. 1a­26bis e 28­70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. 1.4.  Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e  avente un  interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua  modifica  (art.  59  LPGA),  il  ricorso  –  interposto  tempestivamente  e  rispettoso dei  requisiti  previsti  dalla  legge  (art.  60 LPGA nonché art.  52  PA) – è pertanto ammissibile. 2.  2.1.  Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la  Confederazione  svizzera  e  la Comunità  europea ed  i  suoi Stati membri  sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC,  RS 0.142.112.681)  ed  il  relativo  Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei sistemi di sicurezza sociale, nonché il Regolamento (CEE) n° 1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971  relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro  familiari che si spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1),  che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno  2002  o  successivamente  e  si  sostituisce  a  qualsiasi  convenzione  di  sicurezza sociale che vincoli due o più Stati  (art. 6 Regolamento), come  pure  il  Regolamento  (CEE)  n°  574/72  del Consiglio  del  21 marzo  1972  relativo  all'applicazione  del  Regolamento  n°  1408/71  (RS  0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 1408/71 sancisce il  principio della parità di trattamento tra cittadini che risiedono in uno Stato  membro della Comunità europea ed i cittadini svizzeri.

C­7550/2010 Pagina 7 2.2.  Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta  nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a  decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella misura  in  cui  l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame  delle  condizioni  di  ottenimento di  una  rendita di  invalidità  svizzera  sono  regolate dal  diritto  interno svizzero. 2.3. L'art.  80a  LAI  sancisce espressamente  l'applicabilità  nella  presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea,  dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972  relativo  all'applicazione del Regolamento n° 1408/71. 2.4. Per costante giurisprudenza, l'ottenimento di una pensione straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità  secondo  il  diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 del 4 febbraio  2003  consid.  2). Anche  in  seguito  all'entrata  in  vigore dell'ALC,  il  grado  d'invalidità  di  un  assicurato  che  pretende  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il  diritto  svizzero  (DTF  130 V 253 consid. 2.4). 3.  3.1.  Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono  applicabili alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale,  se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. 3.2.  Dal  profilo  temporale  sono  applicabili  le  disposizioni  in  vigore  al  momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato  giuridicamente  o  che  produce  conseguenze  giuridiche  (DTF  130 V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti  nonché  DTF  129  V  1  consid.  1.2).  La  domanda  di  una  rendita  AI  essendo  stata  presentata  il  15  settembre  2009, al  caso  in esame si applicano di principio  le disposizioni della 5a  revisione della LAI entrate in vigore il 1° gennaio 2008 (cfr. sentenza del  Tribunale federale 8C_249/2010 del 1° giugno 2009; v. anche la sentenza  del Tribunale amministrativo federale C­1529/2010 del 14 ottobre 2010).

C­7550/2010 Pagina 8 3.3. Il ricorrente, come già menzionato, ha presentato la nuova domanda  di  rendita  il  15 settembre 2009.  In deroga all'art.  24 LPGA,  l'art.  29 LAI  prevede che il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla  data  in  cui  l'assicurato  ha  rivendicato  il  diritto  alle  prestazioni  conformemente  all'art.  29  cpv.  1  LPGA  (riservate  altresì  le  condizioni  dell'art. 28 cpv. 1 LAI [cfr. consid. 5.3 del presente giudizio]). Giova altresì  rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data  della  decisione  impugnata.  Il  giudice delle  assicurazioni  sociali  esamina  infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esistente  al  momento  in  cui  essa  è  stata  resa.  Tiene  tuttavia  conto  dei  fatti  verificatisi  dopo  tale  data  quando  essi  possano  imporsi  quali  elementi  d'accertamento  retrospettivo  della  situazione  anteriore  alla  decisione  stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b). 4.  Secondo  le  norme  applicabili,  ogni  richiedente,  per  avere  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere  cumulativamente le seguenti condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  (art.  8  LPGA  nonché art. 4, 28 e 28a LAI);  aver pagato  i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione  sociale  assimilata  (FF  2005  p.  4065;  art.  45  del  regolamento  1408/71)  di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di  libero  scambio  (AELS),  durante  tre  anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo  contributivo minimo  in Svizzera di un anno  (art.  36 cpv. 2 LAI  in  combinazione  con  l'art.  29  cpv.  1  LAVS;  cfr.  DTF  130  V  335  consid. 3 e 4). Il  ricorrente  ha  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  per  più  di  5  anni  (doc.  7)  e,  pertanto,  adempie  in  ogni  caso  la  condizione  della  durata  minima  di  contribuzione.  Rimane  ora  da  esaminare  se  sia  invalido  ai  sensi di legge. 5.  5.1. L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno  totale o parziale presumibilmente permanente o di  lunga durata che può  essere  conseguente  ad  infermità  congenita, malattia  o  infortunio  (art.  8  LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al 

C­7550/2010 Pagina 9 guadagno  la  perdita,  totale  o  parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato del  lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da  un danno alla salute  fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver  sottoposto  l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso d'incapacità  al  lavoro di  lunga durata,  possono  essere  prese  in  considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). 5.2.  Giusta  l'art.  28  cpv.  2  LAI,  l'assicurato  ha  diritto  ad  un  quarto  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40%,  ad  una  mezza  rendita  se  è  invalido  per  almeno  la  metà,  a  tre  quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno il 60% e ad una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  sulla  libera  circolazione,  la  limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4, secondo cui le rendite per un grado  d'invalidità inferiore al 50%, ma pari almeno al 40%, sono versate solo ad  assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente  in Svizzera  (art.  13  LPGA),  non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  o  svizzero  e  risiede  nell'UE  (DTF  132  V  423  consid.  6.4.1  e  sentenza  del  Tribunale  federale  I  702/03  del  28  maggio  2004  consid. 1 e relativi riferimenti). 5.3. L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che  l'assicurato ha diritto a una rendita  se la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni  consuete  non  può  essere  ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili  (lettera  a),  ha  avuto  un'incapacità  al  lavoro  (art.  6  LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole  interruzione  (lettera  b)  e  al  termine  di  questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c). 5.4. Un'incapacità al lavoro del 20% deve essere presa in considerazione  per  il  calcolo dell'incapacità al  lavoro media giusta  l'art. 28 cpv. 1  lett. b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare  sull'invalidità  e  la  grande  invalidità  nel  suo  tenore  applicabile  fino  al  31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des  autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI [Pratique VSI] 1998 p. 126 consid. 3c). 6.  6.1. La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere  economico­giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 110  V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio  dell'art.  28  cpv.  2  LAI,  per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che 

C­7550/2010 Pagina 10 l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione equilibrata del mercato del  lavoro, è confrontato con il reddito  che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito  da valido; metodo generale del raffronto dei redditi). 6.2.  L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di  principio,  soltanto  la  perdita  economica  che  deriva  da  un  danno  alla  salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la  conseguente incapacità lavorativa. 6.3.  Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico­giuridica,  le  certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per  apprezzare  il  danno  invalidante  e  per  determinare  quali  lavori  siano  ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 115 V 133 consid. 2  e DTF 114 V 310 consid. 3c). 6.4.  Peraltro,  e  secondo  un  principio  generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali,  ogni  assicurato  ha  l'obbligo  di  ridurre  il  danno  conseguente  la  sua  invalidità  (DTF  130  V  97  consid.  3.2  e  relativi  riferimenti).  In  virtù  di  tale  obbligo,  l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a  profitto  la  sua  residua  capacità  lavorativa  se  necessario  in  una  nuova  professione  (sentenza  del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 7.  Per  quanto  attiene  alle  regole  che  reggono  la  procedura  di  nuova  domanda  di  rendita,  va  rilevato  che  qualora,  nell'ambito  di  una  prima  domanda,  la  rendita  sia  stata  negata  perché  il  grado  d'invalidità  era  insufficiente,  una nuova domanda è  riesaminata  soltanto  se  l'assicurato  rende  verosimile  che  il  grado  d'invalidità  si  è  modificato  in  misura  rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3 e 4 OAI). Per valutare  questo aspetto occorre confrontare la situazione al momento della nuova  domanda  (in  concreto  al  15  settembre  2009)  con  quella  esistente  al  momento dell'ultima decisione cresciuta in giudicato (nel caso concreto al  14 novembre 2007) che è stata oggetto di un esame materiale del diritto  alla  rendita  dopo  contestuale  accertamento  pertinente  dei  fatti,  apprezzamento delle prove e determinazione del grado d'invalidità  (DTF  130 V 108 e DTF 130 V 71  consid.  3.2.3).  La  verosimiglianza  richiesta 

C­7550/2010 Pagina 11 dall'art. 87 cpv. 3 OAI non è  la verosimiglianza preponderante altrimenti  valida nel diritto delle assicurazioni sociali. Il grado della prova dell'art. 87  cpv. 3 OAI è attenuato in quanto non è necessario che l'amministrazione  raggiunga  il  convincimento,  nel  senso  di  una  prova  piena,  che  rispetto  all'ultima  decisione  cresciuta  in  giudicato  sia  effettivamente  subentrata  una modifica rilevante. Basta piuttosto che sussistano almeno certi indizi  a  favore  della  circostanza  invocata,  fermo  restando  comunque  la  possibilità che la modifica  invocata venga poi smentita da un più attento  esame successivo  (cfr. sentenza del Tribunale  federale 9C_68/2007 del  19 ottobre 2007 consid. 4.4 con riferimenti). Adita di una nuova domanda,  l'amministrazione  comincerà  con  l'esaminare  se  le  allegazione  dell'assicurato sono,  in maniera generale, plausibili. Se ciò non dovesse  essere  il  caso,  potrà  liquidare  l'istanza  senza  ulteriori  indagini  con  un  rifiuto di entrata nel merito. A tal proposito occorre precisare che quanto  più  breve  è  il  tempo  trascorso  dalla  decisione  precedente,  tanto  più  rigorosamente  l'amministrazione  apprezzerà  la  plausibilità  delle  allegazioni dell'assicurato. Su questo aspetto,  l'amministrazione dispone  di un certo potere d'apprezzamento che  il giudice è di principio  tenuto a  rispettare (cfr. sentenza del Tribunale federale 9C_667/2010 del 28 aprile  2011  consid.  2.1  e  2.2  nonché  relativi  riferimenti).  Peraltro,  allorquando  l'autorità inferiore è entrata nel merito di una domanda di rendita il giudice  non ha da esaminare la legittimità di siffatta entrata nel merito (DTF 133  V 108 consid. 5.2 e DTF 109 V 108 consid. 2b). 8.  8.1. Giusta  il  principio  inquisitorio  che  regge  la  procedura  in materia  di  assicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le  informazioni  di  cui  ha  bisogno.  In  particolare,  deve  ordinare  una  perizia  allorquando  è  necessario per  la  valutazione medica del  caso  (DTF 117 V 282 consid.  4a). 8.2. Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al  giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una  verosimiglianza  preponderante,  e  che  ulteriori  misure  probatorie  non  potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere  altre  prove  (apprezzamento  anticipato  delle  prove;  UELI KIESER,  ATSG­Kommentar,  2a  ed.,  Zurigo  2009,  art.  42  n.  19  pag.  536;  sentenza  del  Tribunale  federale K  24/04  del  20  aprile  2005; DTF 122  II  464  consid.  4a).  In  tal  caso,  non  sussiste  una  violazione  del  diritto  costituzionale  di  essere 

C­7550/2010 Pagina 12 sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht [SVR] 2001  IV n. 10 pag. 28). 8.3. In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40  della  legge  federale  di  procedura  civile  del  4  dicembre  1947  (PCF,  RS  273),  il  tribunale  accerta,  con  la  collaborazione  delle  parti,  i  fatti  determinanti  per  la  soluzione  della  controversia,  assume  le  prove  necessarie e le valuta liberamente. 9.  9.1.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera  obiettiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione  permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese  giuridiche  litigiose.  Affinché  il  giudizio medico  acquisti  valore  di  prova  rilevante,  esso  deve  essere  completo  in  merito  ai  temi  sollevati,  deve  fondarsi,  in  piena  conoscenza  della  pregressa  situazione  valetudinaria  (anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure  sollevate  dal  paziente,  per  poi  giungere  in  maniera  chiara  a  fondate,  logiche  e  motivate  deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova  non  è  determinante  né  la  sua  origine  né  la  sua  denominazione  –  ad  esempio quale perizia o rapporto – ma il suo contenuto (DTF 125 V 351  consid. 3). 9.2.  Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici  contraddittori  il  giudice  non  può  evadere  la  vertenza  senza  valutare  l'intero materiale  e  indicare  i motivi  per  cui  egli  si  fonda  su un  rapporto  piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si può  pretendere  dal  giudice  che  raffronti  i  diversi  pareri  medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista  medico,  come  farebbe  un  perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale sia l'opinione più  adeguata  (sentenza del Tribunale  federale  I 166/03 del 30 giugno 2004  consid. 3.3). 10.  Dalla  documentazione  medica  agli  atti  emerge  che  il  ricorrente  soffre  segnatamente  di  spondiloartrosi  dorso­lombo­sacrale  a  lieve  incidenza  funzionale in sovrappeso, lombalgie, gonalgie, stato dopo meniscectomia  al  ginocchio  sinistro,  ipertensione  arteriosa  ben  trattata  dalla  terapia  in  atto e cefalea (cfr. perizia medica particolareggiata E 213 del 21 ottobre 

C­7550/2010 Pagina 13 2009  [doc.  62]  e prese di  posizione del  servizio medico dell'UAIE dell'8  agosto 2008 e del 19 gennaio 2011 [doc. 71 e 77]). 11.  11.1.  Nella  fattispecie  in  esame,  occorre  determinare  se  tra  il  14  novembre  2007,  data  della  decisione  cresciuta  in  giudicato mediante  la  quale  è  stata  respinta  dall'UAIE  la  prima  domanda  di  prestazioni  dell'assicurazione svizzera per  l'invalidità, ed  il  29 settembre 2010, data  della decisione impugnata, il ricorrente abbia subito, e senza interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  media  di  almeno  il  40%  durante  un  anno giusta l'art. 28 cpv. 1 lett. b LAI. 11.2.  L'UAIE  ha  respinto  la  seconda  domanda  di  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Detto  Ufficio  ha  ritenuto  a  giusto  titolo  che  non  emerge  dagli  atti  di  causa  per  il  ricorrente  un'incapacità  lavorativa  media  del  40%  sull'arco  di  un  anno,  senza  notevole  interruzione. Nel  rapporto  dell'8  agosto  2010  (doc.  71),  il  dott.  C._______, del servizio medico dell'UAIE, ha  ritenuto che  il  ricorrente è  affetto  da  lombalgie  e  gonalgie,  peraltro  senza  incidenza  significativa  sulla capacità lavorativa, e che (rispetto a quanto ritenuto nel 2007 e nel  2008; v. in particolare rapporti medici del servizio medico dell'UAIE del 10  settembre 2007 e del 20 febbraio 2008 [doc. 19 e 43]), non è ravvisabile  alcun  peggioramento  determinante  dello  stato  di  salute  dell'insorgente.  Ha  quindi  concluso  che  il  ricorrente  è  completamente  abile  nella  precedente  attività  di  meccanico  in  proprio.  Il  dott.  E._______,  nel  rapporto  del  19  gennaio  2011  (doc.  77),  ha  altresì,  e  nella  sostanza,  confermato  la  valutazione  del  dott.  C._______,  anche  alla  luce  della  nuova  documentazione  presentata.  In  particolare,  ha  segnalato  che  l'insorgente,  a  causa  dell'intervento  di  meniscectomia  al  ginocchio  sinistro,  è  stato  inabile  al  lavoro  durante  poche  settimane.  Ha  altresì  sottolineato che  la documentazione medica, prodotta  in sede  ricorsuale,  fa  certo  stato  di  una  sindrome  ansioso­depressiva  e  di  una  broncopneumopatia cronica ostruttiva, che sono state diagnosticate per la  prima  volta,  ma  senza  che  siano  state  corroborate  da  alcun  riscontro  medico oggettivo.  Infine, ha rilevato che  il  ricorrente soffre di cefalea ed  obesità,  ma  che  tali  affezioni  non  comportano  alcuna  limitazione  funzionale determinante nella precedente attività. 11.3.  Questo  Tribunale  non  ha  motivo  di  scostarsi  dal  suddetto  apprezzamento,  ritenuto  come  lo  stesso  trovi  fondamento  anche  nella  perizia medica particolareggiata E 213 del 21 ottobre 2009 (doc. 62).  In 

C­7550/2010 Pagina 14 effetti,  il  medico  incaricato  dell'esame  ha  indicato  che  l'insorgente  è  in  grado di svolgere, e a tempo pieno, sia il suo ultimo lavoro sia un lavoro  sostitutivo adeguato alle sue condizioni  (doc. 62 pag. 9 n. 11.4 a 11.6).  Certo, nella perizia E 213 è pure stata evidenziata un'invalidità del 50%,  per  la  precedente  attività  di  meccanico  in  proprio,  ritenuta  in  Italia  conformemente alle disposizioni legge di detto Paese. Sennonché, a tale  riguardo giova rammentare che la valutazione di un'autorità straniera con  riferimento  all'incapacità  lavorativa  di  un  assicurato  non  vincola  di  principio  le  autorità  svizzere  nell'apprezzamento  del  caso  secondo  il  diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 del 4 febbraio  2003 consid. 2 nonché consid. 2.4 del presente giudizio), fermo restando  che  il medico  dell'INPS  stesso  si  è  distanziato  da  quanto  ritenuto  dalle  autorità italiane sull'incapacità lavorativa. 11.4.  Per  quanto  attiene  ai  referti  di  esame  del  settembre  2006  e  del  gennaio, aprile e giugno 2010 (doc. TAF 1), gli stessi si limitano a riferire  le  affezioni  ortopedico­reumatologiche  già  note  e  precedentemente  diagnosticate.  Peraltro,  e  notoriamente,  una  gonartrosi  di  grado  I  costituisce una forma iniziale di artrosi. Non soccorre l'insorgente neppure  la relazione medica del 13 aprile 2010 del dott. D._______ (doc. TAF 1),  che  si  esaurisce  in  una  semplice  enumerazione  di  affezioni  di  cui  soffrirebbe  il  ricorrente  (alcune  fino  ad  allora  mai  ritenute),  che  non  è  corroborata  da  riscontri  medici  oggettivi,  ed  in  un  generico  apprezzamento  delle  conseguenze  delle  affezioni,  che  appare  peraltro  fondarsi  su  una  valutazione  dell'invalidità  come  vigente  in  Italia  non  conciliabile  con  il  sistema  svizzero,  fermo  restando  che  un'insufficienza  cardiaca  classe  NYHA  II  costituisce  notoriamente  un'insufficienza  di  grado moderato e che una sindrome depressiva endoreattiva lieve, senza  alcun  riferimento  ad  una  classificazione  secondo  un  metodo  scientifico  riconosciuto  internazionalmente  ed  in  assenza  d'informazioni  precise  sullo  stato  psichico  del  paziente,  non  implica  altresì  e,  di  per  sé,  un'incapacità lavorativa. In conclusione, l'insorgente non ha presentato, in  sede ricorsuale, argomenti o mezzi di prova suscettibili di far sorgere dei  dubbi sulla valutazione dei dott. C._______ e E._______,  fondata a sua  volta sulla perizia medica E 213 dell'ottobre 2009. 11.5.  Occorre  altresì  rilevare  che,  per  costante  giurisprudenza,  allorquando, come nel caso di specie, l'insorgente presenta una capacità  lavorativa  totale  nella  precedente  attività  di  meccanico  in  proprio  (lo  stesso  varrebbe  anche  per  una  capacità  lavorativa  superiore  al  60%),  l'applicazione  del metodo  straordinario  per  la  determinazione  del  grado  d'invalidità  non  presuppone  né  la  presa  in  considerazione  dell'età  del 

C­7550/2010 Pagina 15 ricorrente o del mercato equilibrato del  lavoro, né un raffronto dei redditi  ipotetici  o  il  riferimento  a  dei  redditi  comparativi  nella  medesima  professione,  né  l'esame  della  fase  iniziale  dell'attività  indipendente  in  questione, ma la percentuale d'incapacità lavorativa corrisponde allora al  grado d'invalidità  (cfr.  sentenza del Tribunale  federale 9C_947/2008 del  29  maggio  2009  e  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  C­ 4955/2009 del 25 marzo 2011 consid. 10.4). Basti ancora osservare, per  sovrabbondanza, che né nell'ambito della procedura di prima  istanza né  in  sede  di  ricorso  il  ricorrente  ha  mai  indicato  con  la  necessaria  precisione, tanto meno dimostrato con documentazione medica oggettiva,  quali  specifiche  attività  della  sua  professione  (in  percentuale  rispetto  al  totale)  non  sarebbe  più  in  grado  di  svolgere,  e  a  partire  da  quando,  a  causa  delle  affezioni  da  lui  evocate,  non  essendo  decisivo  per  la  determinazione  del  grado  d'invalidità  la  sua  decisione  di  ridurre  l'orario  lavorativo (peraltro, sia detto per sovrabbondanza,  il ricorrente ha fornito  su questo punto delle versioni divergenti nei questionari per indipendenti  del 16 maggio 2007 [doc. 13] e del 10 giugno 2010 [doc. 58]). 12.  Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento, non  merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 13.  13.1.  Visto  l'esito  della  causa,  le  spese  processuali,  che  seguono  la  soccombenza,  dovrebbero  di  principio  essere  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 PA e art. 3  lett. b del  regolamento sulle  tasse e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  [TS­TAF, RS 173.320.2]). L'insorgente ha chiesto l'assistenza giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali.  Secondo  dottrina  e  giurisprudenza,  i  presupposti  per  la  concessione  dell'assistenza giudiziaria sono di massima adempiuti se l'istante si trova  nel  bisogno  e  se  le  sue  conclusioni  non  sembrano  dovere  avere  esito  sfavorevole (DTF 119 Ia 11). Una parte si  trova nel bisogno, giusta  l'art.  65  cpv.  1  PA,  qualora  non  possa  pagare  le  spese  giudiziarie  senza  pregiudizio dei mezzi necessari al suo mantenimento e a quello della sua  famiglia  (DTF  128  I  225  consid.  2.5.1).  Se  la  parte  che  domanda  l'assistenza giudiziaria è coniugata, occorre tenere conto pure dei redditi  del coniuge (DTF 115 Ia 193 consid. 3). Il limite per ammettere lo stato di  bisogno ai sensi delle norme disciplinanti  l'assistenza giudiziaria si situa  al  di  sopra  di  quello  del  minimo  esistenziale  agli  effetti  del  diritto  esecutivo.  Così,  all'importo  base  LEF  viene  (spesso)  applicato  un 

C­7550/2010 Pagina 16 supplemento,  variante  tra  il  15%  e  il  25%  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  delle  assicurazioni  I  134/06  del  7  maggio  2007  consid.  5.2  e  relativi  riferimenti). Ciò  non  toglie  che  dalla  persona  che  ne  fa  richiesta  possono  essere  pretesi  alcuni  sacrifici.  Tuttavia,  essa  non  deve  per  questo ridursi a uno stato di indigenza né può essere tenuta a procurarsi i  mezzi necessari per  il processo a detrimento di altri obblighi urgenti (cfr.  sentenza  del  Tribunale  delle  assicurazioni  U  356/02  del  7  luglio  2003).  Per ammettere il bisogno ai fini processuali è sufficiente che l'istante non  disponga  di  mezzi  superiori  a  quelli  necessari  per  fare  fronte  al  mantenimento normale della famiglia. Nell'ambito di questo esame non è  da  considerarsi  unicamente  la  situazione  di  reddito,  ma  globalmente  l'intera  situazione  finanziaria  e  patrimoniale  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  delle  assicurazioni  B  45/05  del  13  aprile  2006  consid.  7.2.1  e  7.2.2).  Va  peraltro  ricordato  che  prima  di  potere  chiedere  l'assistenza  giudiziaria  dallo Stato,  la  persona  interessata,  nel  limite  dell'esigibile  (la  giurisprudenza  federale  garantendo  una  riserva  di  soccorso  ["Notgroschen"]),  deve  di  principio  attingere  alla  propria  sostanza  (DTF  119  Ia  11  consid.  5  [v.  pure  DTF  119  Ia  11  sull'esigibilità,  per  il  richiedente,  di  gravare  un  immobile  e  di  assumersi  un  {ulteriore}  debito  ipotecario]).  Ora,  nel  caso  concreto,  dal  formulario  "Gratuito  patrocinio"  (doc. TAF 5) compilato dal ricorrente medesimo si evince,  in particolare,  che  lo  stesso  percepisce  un  reddito  pari  a  Euro  4'200.00  annuali  (v.  anche  doc.  58)  e  che  il  medesimo  non  dispone  di  alcuna  sostanza  La  domanda  d'assistenza  giudiziaria  può  pertanto  essere  accolta,  ritenuto  che l'indigenza dell'insorgente appare sufficientemente dimostrata e che il  ricorso non poteva considerarsi  a priori  sprovvisto di  probabilità  di  esito  favorevole. 13.2. Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per  spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7  cpv. 1 e 2 TS­TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand'anche  vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a  titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 TS­TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto  (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

C­7550/2010 Pagina 17 (dispositivo alla pagina seguente) Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processali,  è  accolta.  Pertanto,  non  sono  percepite spese processuali. 3.  Non si attribuiscono spese ripetibili. 4.  Comunicazione a: – rappresentante del ricorrente (Raccomandata con avviso di  ricevimento) – autorità inferiore (n. di rif. ) – Ufficio federale delle assicurazioni sociali Il presidente del collegio: La cancelliera: Vito Valenti Marcella Lurà Rimedi giuridici:

C­7550/2010 Pagina 18 Contro  la presente decisione può essere  interposto  ricorso  in materia di  diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,  entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e  segg. e 100 della  legge sul Tribunale  federale del 17 giugno 2005 [LTF,  RS  173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i motivi  e  l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata  e  –  se  in  possesso  della  parte  ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). Data di spedizione:

C-7550/2010 — Bundesverwaltungsgericht 17.08.2011 C-7550/2010 — Swissrulings